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DARK FORTRESS - Passato, presente e futuro!
27/06/2012 (2328 letture)
Non tutti i blackster sono persone sempre serie, che non sorridono nemmeno a pagarle, ed assolutamente intransigenti. Ci sono anche musicisti pacati, come i tedeschi Dark Fortress, molto ben disposti al dialogo e a fare due risate in compagnia. Ecco la nostra conversazione, che ha toccato l'immagine, il contenuto artistico ed i progetti collaterali dei membri della band.

GioMasteR: Ciao a tutti, per riscaldarci pensavo di farvi un paio di domande biografiche, ripercorrendo un po' la vostra storia e spulciando qualche curiosità. Innanzitutto: vi siete formati nel 1994 ma solo nel 2001 ha visto la luce Tales From Eternal Dusk, come mai?
V. Santura: È complesso spiegare cosa è successo all'inizio ed io sono entrato a far parte della band solo dopo la pubblicazione del primo disco, ma sai come vanno queste cose: le tempistiche del mettere insieme delle persone e ingranare anche dal punto di vista personale, ci vuole del tempo per far sì che si crei un equilibrio. I ragazzi avevano pubblicato un demo nel 1996 (The Rebirth Of The Dark Age) e uno split l'anno successivo (Towards Immortality), ottenendo poi un contratto con l'austriaca CCP Records. Ma, sfortunatamente, l'etichetta fallì poco tempo dopo l'ingaggio e furono necessari un altro paio d'anni perché la band riuscisse ad entrare in studio per registrare Tales From Eternal Dusk. Aggiungi un altro anno necessario affinché il lavoro fosse completo e pronto per essere pubblicato, al di là delle registrazioni serve sempre del tempo per mixaggio, mastering e per cercare un nuovo contratto.

GioMasteR: Quali sono le band che vi hanno influenzato al momento della vostra formazione e quali sono quelle che continuano ad influenzarvi tuttora?
V. Santura: Dunque, direi che l'originale scena black metal dei primi anni novanta è stata fondamentale, con tutte le band annesse: Emperor, Mayhem, qualcosa della scuola svedese come Unanimated e Dissection sono stati importanti soprattutto agli inizi, ma principalmente nominerei la scena norvegese.
Il chitarrista fondatore, Asvagyr, disse che l'influenza più forte proveniva da Dark Medieval Timesdei Satyricon, sebbene io ritenga che quell'album abbia ancora un peso notevole per quella che è la band attuale. Intendo dire: se guardi alla cover dell'album, al di là dello stile che ricorda quasi un disegno di un bambino, noti questa gigantesca fortezza medievale dalle tinte fosche. Credo che sia stata quella cover e quell'immagine della fortezza a spingere i ragazzi a scegliere il nostro monicker. A differenza di quello che molte persone pensano (lo dice quasi seccato, ndr) i Dimmu Borgir, che nel 1994 non erano praticamente nessuno, non c'entrano nulla. È una delle domande che mi fanno ogni volta, come se fosse la scoperta dell'acqua calda, anche se all'epoca nessuno conosceva Silenoz e soci. Ma stai sicuro che c'è sempre un'occasione in cui, qualsiasi sia l'avvenimento che riguarda i Dark Fortress, qualcuno chiederà se sappiamo della similitudine d'immagine legata a questi due nomi. “Lo sapevi che Dimmu Borgir in islandese significa la stessa cosa di Dark Fortress?” (ride in modo sardonico, ndr) Che arguzia!
Ti assicuro che le prime volte la cosa fa anche sorridere, ma quando ti viene posta questa domanda ad ogni occasione diventa piuttosto pesante...

GioMasteR: Un'ultima domanda riguardo il vostro passato e le radici. Morean: sei l'ultimo arrivato in casa Dark Fortress, com'è stato raccogliere l'eredità di Azathoth? Cosa ha cambiato il tuo ingresso in formazione in termini di influenze, songwriting ed aspetto lirico/concettuale?
Morean: Dunque... La situazione, quando i ragazzi mi chiesero di unirmi a loro, era la seguente: Eidolon era completamente scritto, ad eccezione delle liriche e delle linee vocali, ed anche registrato! Ho fatto un provino e Victor mi chiese: “se entri nella band riusciresti a scrivere liriche e parti vocali per l'album in una settimana?”
V. Santura: non è andata proprio così. Nel senso che non è stato tutto così rapido ma, effettivamente, il lavoro è andato molto spedito: ricordo che ogni mattina controllavo il mio account email e trovavo sempre un nuovo testo di Morean. Florian è una persona davvero molto creativa e questa è anche una delle ragioni per cui gli abbiamo chiesto di unirsi a noi, inoltre è stato molto veloce. Non avevamo necessariamente bisogno di tutto il materiale entro una settimana, anche entro un mese sarebbe andato benissimo, così come se fossero stati due..
Morean: ah davvero? Questa mi suona nuova! (risate generali, ndr) Ma va bene così, volevo partire in quarta!
Per Ylem invece è andato tutto diversamente, facevo già parte della band da tempo quando le musiche sono state composte ed anche il nostro batterista (Seraph, ndr) ha contribuito allo sviluppo del concept. Io ero molto più coinvolto anche per quanto riguarda la musica, ho trascorso delle settimane in studio insieme a V. Santura e registravamo delle linee di voce, per poi passare a lavorare nuovamente sulle chitarre, per poi muoverci sulle sezioni orchestrali per un altro brano. È stato davvero piacevole, mi piace molto Eidolon, ma Ylem è un lavoro che sento più personale, in cui sento di aver dato un mio contributo allo sviluppo.

GioMasteR: Mi riallaccio proprio alla vostra ultima fatica Ylem, che non è stata gradita da tutti ma che personalmente ho apprezzato. Si tratta di un concept album sullo stato della materia prima del big bang, un po' come quello che i greci chiamavano arché. Dunque ne approfitto per farti qualche domanda: ci racconteresti con le tue parole lo sviluppo del concept e gli aspetti su cui avete voluto insistere? Trovi che la musica rappresenti perfettamente il tuo impegno lirico? Io ho trovato molto interessante la componente atmosferica/siderale del vostro songwriting, ricca di effetti ed arpeggi.
Morean: Quanta carne al fuoco! Dunque Ylem è un concept album ma non nel senso tradizionale: cioè io ho scritto un serie di testi senza pensare ad un filo in comune, ma alla fine ho notato che questo era presente e tutte le liriche ruotavano attorno ad un fulcro tematico. In questo senso non è del tutto corretto parlare di concept, ma effettivamente c'è un forte collegamento tra i diversi brani. Ciò che viene chiamato ylem rappresenta uno stato della materia grezza condensata, perciò mi sono immaginato come sarebbe assistere ad una sorta di contrazione dell'universo che si riporta in una condizione simile alla genesi di tutto ciò che conosciamo. Riesci a figurarti l'energia e le possibilità racchiuse in quella sfera incandescente e sotto pressione? Ecco ho cercato di immaginare come e se avverrebbe una seconda formazione dell'universo, che non sfoci necessariamente nel mondo che ora conosciamo... La musica scritta da Victor è fantastica e credo rappresenti appieno ciò che avevo in mente anch'io, oscura e brillante al tempo stesso, mi ha stimolato nel lavorare al meglio e credo che se non fosse stato così non sarebbe uscito un lavoro di cui sono personalmente tanto soddisfatto ed entusiasta!

GioMasteR: E la cover finale di Sycamore Trees come si ricollega a tutto ciò?
Morean: Dunque, io sono un grande fan di David Lynch e Twin Peaks, mi è piaciuta un sacco la scena alla fine della serie in cui è apparsa questa canzone: credo sia stata una delle esperienze cinematografiche più catartiche che io abbia mai vissuto. In un album vario ed intriso di materia come Ylem, inserire una cover “tradizionale” di un brano black metal sarebbe stato un po' come perdere una buona opportunità. Allora, dato che il tempo stringeva, mi sono messo a lavorarci a casa ed il risultato ha soddisfatto i ragazzi, oltre che me per primo. Certo, il brano suona distante dall'originale ma credo sia qualcosa di unico e personale, distante dalle normali cose che ci si aspetta da una band black metal.

GioMasteR: Ho notato che avete sempre prediletto concept album, pensate che anche il prossimo album sarà connesso da un tema centrale?
V. Santura: È ancora presto per dirlo, anche se alcune idee ci sono già, ma in linea di massima credo che procederemo come è stato fatto per gli ultimi lavori. In un certo senso non si parla di concept veri e propri, perché non ci sono barriere o paletti a livello musicale o lirico, seppure si avvertano atmosfere simili nei brani che ne fanno parte. Dopo aver passato anni a scrivere concept album, tra cui Stabwounds, Séance ed Eidolon, mi sono sentito stanco di dover forzare il songwriting per sottostare ad una tematica e rispettare una linea, cosa che in alcuni casi è una vera e propria forzatura. Dunque ho potuto lavorare in serenità al tipo di musica che sentivo in un determinato momento, lasciando la creatività fluisse senza costrizioni.
Morean: Penso che attualmente i Dark Fortress abbiano trovato un buon compromesso per la composizione. V. Santura mi dà tutta la libertà di scrivere le liriche che sento più mie e lo stesso accade per la musica, non ci sono condizionamenti e Victor riesce ad esprimersi al meglio. Alla fine ogni album è una collezione di canzoni ed è giusto che non si debba trovare sempre e necessariamente un filo che le connetta strettamente tra loro. Credo anche che l'utilizzo di una storia, con un personaggio che va da un punto A ad un punto B tramite un intreccio ben preciso, non si adatti molto bene alla mia concezione di canzone. Per me un brano è come un mondo, con una precisa atmosfera, e non come leggere un racconto in cui dici “questo fatto è accaduto a questo personaggio, perciò il nesso fatti è...”.

GioMasteR: Quindi un album è una sorta di piccolo universo, giusto? Tutti i pianeti ruotano attorno uno stesso punto focale, mantenendo però orbite indipendenti e vivendo di vita propria...
Morean: È un esempio calzante!

GioMasteR: A proposito della corrente atmosferica/post che si sta sviluppando in seno al black metal - penso a nomi come Wolves In The Throne Room, Nachtmystium, in un certo modo anche Alcest, Altar Of Plagues ma non solo - sembra che ci sia una rinnovata voglia di superare in qualche modo i canoni e contaminare il genere, che ne pensi? Effettivamente quanto trovi sensato che certe band continuino a ripetere stilemi ormai vecchi di vent'anni, ricercando per altro la stessa qualità audio, quando oggi manca la scena e la situazione che ha dato origine a quel tipo di suono? Mi spiego: credi sia meglio essere tradizionalisti e non scontentare nessuno, oppure essere innovativi e sperimentali - qualità che vedo nella vostra proposta - rischiando però di essere rinnegati dai fans meno open-minded?
Morean: Credo che le due correnti di cui mi hai parlato siano sempre esistite e sempre ci saranno nell'arte. Come saprai, io sono un compositore classico ed anche nella musica classica sono sempre esistite queste due possibilità: creare qualcosa di nuovo come fece Schönberg, ma ci sono anche compositori come Bach, che probabilmente è il più grande della piazza, che non ha inventato nulla. Non ha inventato la fuga, né ha inventato le passioni, ma è rimasto nella storia. Non è che un approccio sia migliore dell'altro, semplicemente sono strade diverse ed ugualmente necessarie. Ci sono persone nate per innovare, per andare con il machete attraverso la giungla e trovare nuove strade, mentre altre sono fatte per percorrere strade già battute da altri, ma farlo in modo migliore di chiunque sia passato prima di esse.
Credo che entrambe le possibilità siano valide e che nessuno possa cambiare la propria identità a livello compositivo e creativo, perché dipende da dove è situato il tuo talento. C'è una frase che uno dei miei insegnanti di chitarra usava spesso ripetermi: “devi sempre tenere la tradizione nel palmo di una mano ed il futuro nell'altra, solo così puoi esprimerti liberamente”. Cioè se provassi a fare qualcosa di completamente nuovo, non funzionerebbe perché le novità durano per cinque minuti e dopo non lo sono più. Lo stesso se tu copi in maniera pedissequa qualcosa che è già stato fatto, tu non fornisci un reale contributo alla musica, quindi credo che entrambi i fattori siano sempre coinvolti quando si tratta di comporre. Nei Dark Fortress convivono entrambi gli approcci: io sono sempre a favore della sperimentazione, dell'avanguardia e del provare nuove soluzioni, mentre altri compagni sono più a favore della tradizione e delle parti “necro”. La nostra musica è un prodotto di questi diversi modi di porsi a livello compositivo, un metodo che secondo me funziona. Riesci ad immaginarlo? Se fosse solo la componente progressive a dominare finiremmo nel mondo delle idee. Allo stesso modo, se scrivessimo solo canzoni “necro” il nostro operato forse non sarebbe così accattivante e finiremmo per passare inosservati.
Ad ogni modo non si tratta di una scelta a tavolino ma è tutto molto intuitivo e spontaneo, il responsabile dell'equilibrio e proprio lui! (indica V. Santura, ndr)

GioMasteR: Procediamo con una domanda che c'entra poco con la questione musicale ma riguarda l'aspetto dell'immagine: che senso ha ai giorni nostri l'utilizzo del corpsepainting? È una pesante eredità degli anni '90 o rappresenta la volontà di mantenere una connotazione scenica nel black metal? Da qui alla domanda successiva, cosa sarebbe secondo te il black metal senza l'aspetto scenico coreografico? Prendendo per esempio una band come i Watain, che hanno fatto della teatralità il loro punto forte per gli show, ma non solo, credi che questa corrente avrebbe avuto così tanta notorietà se non fosse stato connotato così fortemente a livello di immagine?
Morean: Questa la lascio a te collega, davvero è meglio che io non risponda!
V. Santura: Ho trovato molto interessante soprattutto la seconda parte della tua domanda, se il black metal sarebbe diventato così importante se non fosse stato connotato così fortemente a livello di immagine. Non credo, ma al tempo stesso l'immagine rappresenta una grossa fetta del black metal tuttora. Credo che l'aspetto scenico di questo tipo di musica sia molto importante, non voglio stare on stage e stare impalato o vestito comunemente mentre sto suonando una musica così energica. Mi sentirei totalmente a disagio nel farlo, perché noi cerchiamo di trasportare l'audience in una certa atmosfera e dunque è importante cercare di enfatizzare determinati aspetti della proposta attraverso la performance, perché di fatto saper stare sul palco e recitare un ruolo è sempre parte dell'arte che si vuole rappresentare. Allo stesso modo dunque il corpse painting non è che un tassello del modo in cui ci proponiamo al pubblico, unito ad una serie di altri atteggiamenti, modi di abbigliarsi e modi di muoversi che contribuiscono a trasformare un'esibizione in un vero spettacolo, dunque non stiamo semplicemente riproponendo le nostre canzoni dal vivo. Le interpretiamo, arricchendole con l'aspetto visuale.
Per lo stesso motivo non mi piacciono le band black/shoegaze, perché sono dannatamente noiose, sempre tutti concentrati nel guardarsi i piedi per premere l'effetto giusto al momento giusto.
Morean: questa è una cosa che ho sempre apprezzato nei Dark Fortress, anche prima di entrare a farne parte: l'essere prima di tutto una band metal, che accompagna le proprie esecuzioni dal vivo con un certo atteggiamento sul palco, focalizzata a trasmettere energia e sensazioni e non impalata mentre suona. Non è un semplice mi fa mi fa (imita il rumore di una distorsione molto graffiante, ndr) ma ci sono un sacco di altri elementi che non suonano puramente black, come le ritmiche. Ok le atmosfere sono molto presenti nella nostra musica, ma l'atteggiamento è agli antipodi rispetto alle formazioni shoegaze.

GioMasteR: E il fatto che si dica in giro che Wraith contenga esattamente 666 caratteri tra parole e spazi?
Morean: (ride) Questo è incredibile! Vuoi dire che davvero qualcuno si è messo a contare le lettere e gli spazi di un nostro testo e ha fatto tutto questo per arrivare a contare il numero della bestia? Risate a parte: inserisco un sacco di metafore, simbolismi e utilizzo termini criptici nelle mie liriche, ma nessuno mi chiede mai nulla a proposito dei significati o delle interpretazioni di alcune frasi. Però il numero del diavolo, quando non ce l'ho messo io, fa parte delle note di una nota enciclopedia metal... Questo è davvero frustrante! (ancora risate, ndr)

GioMasteR: Mi sembrate molto interessati a fare quello che avete in testa senza sottostare a condizionamenti. A questo proposito vi volevo chiedere: com'è il vostro rapporto con la Century Media? Sapete, molto spesso si dice che le label di un certo calibro, soprattutto le major, tendano ad imporre una sorta di forma, standardizzata secondo i dettami del mercato, alle band, forzandone certi tratti o imponendo un certo sound a livello di produzione: vogliamo sfatare una volta per tutte questo mito?
V. Santura: Quello che molti non considerano è che a volte una band ha delle idee che non può realizzare finché non riceve un budget adeguato (cosa che spesso accade passando ad etichette grosse) ed allora avviene un cambiamento, che però non è frutto di pressioni dell'etichetta. Noi non siamo sotto major, Century Media è un'etichetta indipendente, però finora ci stiamo trovando bene. Nessuno della label si è mai permesso di dirci come voleva che suonassimo e cosa avremmo dovuto fare, anzi ci hanno lasciato piena libertà compositiva. Anche perché, se non gradissero il nostro modo di fare musica, non avrebbero deciso di investire in noi e nella nostra musica, ma l'hanno sentita ed hanno deciso di darci fiducia. Certo hanno la propria opinione, ma non si sono mai pronunciati a riguardo ne hanno tentato di farci cambiare qualcosa, nemmeno l'ordine delle canzoni in un disco.
Morean: Ti assicuro che non hanno mai nemmeno tentato di cambiare nulla, se qualcuno pensa che sia accaduto qualcosa del genere ha davvero preso un granchio, siamo liberi e godiamo della fiducia di persone che hanno scelto di investire su di noi, è una sensazione grandiosa!

GioMasteR: Parliamo dei vostri progetti collaterali. Tre di voi sono impegnati nell'ambizioso progetto Noneuclid, è giusto considerarlo un progetto o lo vedete come una vera e propria band? Come lo gestite rispetto alla vostra band principale?
Morean: Ti sei già risposto da solo! Io vedo i Noneuclid come una vera e propria band, però ognuno di noi ha diversi impegni con molte band che sono di taglia più grossa dei Noneuclid, dunque siamo costretti a limitarci a specifici impegni o progetti e fare in modo di incastrare il tutto. Nel futuro vorremmo cambiare questa situazione e riuscire a dedicare più tempo a questa band, ma ti assicuro che è già difficile riuscire a mettere insieme tutti i musicisti per fare un tour con i Dark Fortress, ci sono i Triptykon, i Revamp, il mio lavoro, gli impegni di studio di ognuno di noi ed i lavori che facciamo quando non siamo on the road, il tempo rimasto va ai Dark Fortress e gli ulteriori avanzi spettano ai Noneuclid, anche se questa è chiaramente una versione semplificata della questione. Ma, quando facciamo qualcosa con i Noneuclid, è sempre estremamente appagante e piacevole, vedi il progetto con l'orchestra (Transition Metal) con cui abbiamo suonato sia nostre composizioni che brani tradizionali, come la cavalcata delle valchirie di Wagner; il punto è che ciò che facciamo con i Noneuclid è limitato temporalmente ma molto sentito e ci mettiamo tutta l'energia e l'entusiasmo di cui disponiamo.
Inizialmente tutto era partito come una normale band metal, scivolando poi verso un'evoluzione quando abbia riscosso un certo successo nel settore della classica contemporanea e dei generi più sperimentali. Spesso il feedback che otteniamo da un pubblico metal è del tipo “questo è troppo complicato e articolato per i miei gusti”, oppure le etichette fanno difficoltà adducendo come motivazione il fatto che non è un prodotto semplice da vendere, però continuiamo a lavorarci per il piacere personale che ne ricaviamo, questa è la prima cosa che spinge a non mollare.

GioMasteR: E invece cosa mi puoi svelare riguardo i Triptykon , V. Santura? State già lavorando al successore di Eparistera Daimones?
V. Santura: Stiamo lavorando ad un nuovo album e spero che sia possibile registrarlo entro la fine dell'anno. Attualmente ho un paio di brani scritti e presto ci troveremo in sala prove per lavorare agli arrangiamenti. Anche Tom ha del materiale pronto, mi piace davvero lavorare insieme a lui. Scrivere del materiale finora è stato molto naturale e semplice, spero che questo tipo di facilità nel comporre insieme possa proseguire anche per il materiale futuro e non vedo l'ora di lavorare al nuovo disco.

GioMasteR: Invece come Dark Fortress state lavorando a qualcosa di nuovo?
V. Santura: Sentirai un nuovo brano del nuovo album stasera, disco che è già abbozzato a livello di composizione e su cui stiamo lavorando per raffinare gli arrangiamenti e rendere tutto al meglio delle nostre possibilità. Ultimamente ho avuto molti impegni con i Triptykon, con il mio studio e spero di riuscire in luglio a focalizzare le mie energie sulla composizione del nuovo album, ma già sento che le idee bollono in pentola, si tratta si far venire in superficie ciò che non è mai fermo sotto. Finora abbiamo composto sei album in un lasso di tempo abbastanza costante, credo che stavolta ci prenderemo il tempo necessario a lavorare con più calma, senza fare le corse.
Morean: È davvero molto impegnativo lavorare ad un disco, specialmente per Victor che mette insieme davvero molti aspetti delle composizioni. Quindi non si tratta semplicemente di prenotare lo studio per una settimana ma è anche una questione di energie e tempo necessari per fare le cose al meglio, abbiamo una responsabilità verso i fan e ci serve del tempo per produrre del materiale di cui siamo fieri e completamente soddisfatti. Non è semplice quantificare quanto ci vorrà, ma mi sento pronto a lavorare a del nuovo materiale e stiamo riscaldandoci in vista del lavoro che ci attende!

GioMasteR: Bene, io ho terminato le domande che avevo per voi: volete lasciare un saluto ai lettori di Metallized ed ai vostri fan italiani?
Morean: Oggi sarà solamente la nostra seconda data in Italia, ma la prima volta che abbiamo suonato nel vostro paese è stata un'esperienza fantastica. Sono davvero felice di essere qui, perché si percepisce il calore del vostro popolo ed il fatto che vengono a sentirci con entusiasmo e una gran voglia di ascoltare i nostri brani dal vivo. Spero che alla prossima occasione ci capiti un palco più ampio (il palco dell'Onirica dispone di pochi metri quadri, condannando la maggior parte delle band a stare ferme durante l'esecuzione per non sbattere addosso agli strumenti dei compagni, ndr) e di non cadere nel bar sottostante questa sera!
Seraph: Ma c'è una cosa fondamentale dell'essere on stage, non importa quanto il locale possa essere piccolo o quanto l'arredamento non sia adatto all'occasione - ricordiamo una specie di ristorante in cui abbiamo temuto continuamente di trovarci in mezzo ad un matrimonio, a suonare black metal conciati con il corpse paiting - perché quando stai suonando con dei fan che ti acclamano il concerto sarà sempre fantastico. In tutte le occasioni in cui ho suonato in Italia non ho mai visto fan annoiati o delusi, questa è una delle più grandi soddisfazioni nel nostro mestiere.
Morean: La cosa più entusiasmante è che quello che noi facciamo ci dà la possibilità di trasfigurare la scenografia del luogo in cui suoniamo, abbiamo il potere di far cambiare il luogo con la nostra musica e le nostre coreografie. Vedo questo come un dovere, questo significa realizzare un buon concerto. Dunque speriamo di poter fare ritorno presto e con nuovi brani, nel frattempo godetevi questa serata!



barnaba
Venerdì 29 Giugno 2012, 10.17.20
4
ricordo che possedevo i primi due dischi ("tales from the eternal dusk" e "profane genocidal creations") discretamente piacevoli all'ascolto => ma non troppo originali (con aperture melodiche stile dissection o thy primordial)
il vichingo
Giovedì 28 Giugno 2012, 10.59.56
3
Bisogna proprio dire che questi Dark Fortress non sono i classici blackster che si fanno tirar fuori di bocca le parole con le pinze, tutt'altro. Bravo Giomaster, che li ha fatti chiaccherare per bene. Speriamo che si diano una mossa i Triptykon, sono molto curioso di sentire cosa tireranno fuori dal cilindro
GioMasteR
Giovedì 28 Giugno 2012, 9.16.29
2
Grazie! Intervistarli è stato molto divertente e non capita tutti i giorni di avere a che fare con persone così in gamba e disponibili!
Barry
Mercoledì 27 Giugno 2012, 23.57.46
1
Intervista bellissima e molto esaustiva, realizzata per di più a dei tipi che a quanto pare sono dei chiacchieroni bravissimo collega!
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