Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Testament
Titans of Creation
Demo

Conception
State Of Deception
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

10/04/20
ONE DESIRE
Midnight Empire

10/04/20
JOE SATRIANI
Shapeshifting

10/04/20
HER CHARIOT AWAITS
Her Chariot Awaits

10/04/20
CORDYCEPS
Betrayal

10/04/20
NOROTH
It Dwells Amongst Us

10/04/20
CURSE UPON A PRAYER
Infidel

10/04/20
DENNIS DEYOUNG
26 East Vol. I

10/04/20
MEGATHERIUM
GOD

10/04/20
DOOL
Summerland

10/04/20
ACROSS THE SWARM
Projections

CONCERTI

07/04/20
VAN DER GRAAF GENERATOR (POSTICIPATO)
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA (SALA SINOPOLI) - ROMA

08/04/20
VAN DER GRAAF GENERATOR (POSTICIPATO)
TEATRO CELEBRAZIONI - BOLOGNA

09/04/20
VAN DER GRAAF GENERATOR (POSTICIPATO)
AUDITORIUM DI MILANO - MILANO

09/04/20
IMONOLITH (ANNULLATO)
BLAH BLAH - TORINO

09/04/20
WILLIAM DUVALL
FABRIK - CAGLIARI

10/04/20
WILLIAM DUVALL
SANTERIA TOSCANA 31 - MILANO

10/04/20
IMONOLITH (ANNULLATO)
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

11/04/20
IMONOLITH (ANNULLATO)
THE FACTORY - SAN MARTINO BUON ALBERGO (VR)

16/04/20
CULT OF FIRE + MALOKARPATAN
CAMPUS INDUSTRY MUSIC - PARMA

16/04/20
STORMTIDE + TBA
UFO CLUB - BERGAMO

SUN VALLEY METAL FEST - DAY 1 - Gallio (VI), 29/06/2012
08/07/2012 (5126 letture)
CONTESTUALIZZAZIONE
I festival metal italiani di un certo livello che ospitano quasi esclusivamente musica metal Nostrana sono talmente pochi da contarsi sulle dita di una mano monca, per un insieme di motivi, principalmente imputabili all'esterofilìa che caratterizza il pubblico di casa nostra (ed a tutto ciò che gli sta davanti e dietro); logica vuole che un sito internet specializzato nell'heavy metal, che ha fatto del Tricolore il proprio logo -proprio come Metallized.it- faccia di tutto per partecipare a questo genere di eventi: perchè noi non solo crediamo nel metal italiano, ma crediamo anche negli Organizzatori di concerti italiani, negli operatori musicali e più in genere nel pubblico metal italiano. E' così che abbiamo deciso di prender parte ad entrambe le giornate del Sun Valley, manifestazione storica del Trentino Alto Adige che, a partire da quest'anno, si è spostata nelle magnifiche lande dell'Altopiano di Asiago, precisamente a Gallio (VI), orientando maggiormente il proprio target musicale verso il metal vero e proprio (rispetto alle passate dodici edizioni, in parte dedicate al metal ed in parte al rock); i punti forti del festival si sono rivelati essere molti, a partire dalla location stupenda e tutto sommato abbastanza centrale rispetto ai poli più importanti della Regione, ma è giusto considerare una qualità audio tecnicamente ineccepibile, che ha permesso a tutti i gruppi partecipanti (opener compresi!) di esibirsi alla grande, su un palco bello e spazioso, con un set di luci e fumi di primo livello; noi di Metallized.it, che i concerti ce li siamo visti tutti sotto il palco, ci siamo ritenuti tendenzialmente molto soddisfatti di questo fondamentale aspetto, ma anche di ciò che è corollario alla musica: l'area che ospitava il festival infatti, oltre a vedere la presenza di alcuni banchetti per la vendita di CD e merchandising di vario genere, presentava una zona-dj (adiacente alle cucine) che veniva usata tra un cambio palco e l'altro, con buonissima soddisfazione dei presenti, inoltre è stato molto apprezzato il fatto che Monster Energy mettesse a disposizione gratuitamente i propri prodotti a chi ne facesse richiesta; qualche criticità c'è stata con la cucina che, a causa di problemi con la fornitura di energia elettica, ha subito alcuni ritardi, ma questa lacuna è stata comunque bilanciata da una buona offerta, che prevedeva (oltre ai classici hamburger e panini) un piatto unico fatto di patatine, krauti ed un secondo a scelta tra pollo, wurstel, salsicce ed amenità varie alla cifra di otto euro. Insomma, il Sun Valley Metal Fest è stato vissuto dai presenti (non solo da noi) come un modo di far festa, ascoltando bella musica in un ambiente immerso nella natura, il tutto offerto a dei costi che ci sono sembrati ragionevoli. Un'esperienza da rifare? Sicuramente... ma ora torniamo nel pieno del report e vediamo come si sono esibiti i gruppi della prima giornata!

KILL THE KLOWN
Tocca ai veneti Kill The Klown l'arduo compito di aprire le danze per quest'edizione del Sun Valley, obiettivo non del tutto scontato vista la presenza di circa una decina di persone in tutta l'area del festival alle 16.30, orario d'inizio della manifestazione.
Il quartetto propone una miscela di thrash con il piglio moderno, leggermente imbastardito dall'attitudine hc, ma ricco in groove ed aggressività. Nonostante la penuria di sostenitori i nostri non sembrano in difficoltà: suonano con convinzione e curano la performance come se la platea fosse piena. La setlist concede sia spunti ferali, valorizzati da una sezione ritmica solida e molto precisa, che sporadici rallentamenti pensati per scatenare il mosh dell'esigua folla, che comunque fa del proprio meglio per dimostrarsi calorosa nei confronti degli apripista, specie quando chiedono di alzare i bicchieri per l'etilica Boozed.
La presenza scenica è molto coinvolgente, grazie all'operato del carismatico vocalist Gillo (che per molti versi mi ha ricordato l'ugola dei Lamb Of God) che sfrutta un'ampia varietà di gesti con le mani e saltella senza sosta per tutto lo stage. Ottima anche la prova strumentale, anche se forse la presenza una seconda chitarra permetterebbe ai Kill The Klown di erigere un muro sonoro di maggiore efficacia in sede live, elevandoli al livello di molte realtà internazionali.

TWINTERA
Durante il cambio palco l'arena del Sun Valley comincia finalmente a popolarsi (seppure con il contagocce) di metalheads e la location in cui è ambientato il festival si dimostra un'ottima scelta; infatti, pur essendo illuminata dal sole estivo, una piacevole brezza mantiene la temperatura a livelli tollerabili, senza spingere gli ascoltatori a rifugiarsi sotto i tendoni.
La proposta si fa più variegata con l'arrivo on stage dei Twintera, capitanati dall'originale frontman Fabio Merzi. Se di primo acchito il sound dei veronesi è legato ad influenze heavy, presto si scorgono venature più ricercate (quasi progressive in qualche occasione) che donano personalità al quintetto. Sicuramente l'arma in più di questa band risiede nel particolare cantato di Fabio, che in alcuni punti ricorda quasi un falsetto, oltre che la sua capacità di produrre suoni bizzarri -ricordo di averlo scambiato per una vuvuzela durante il primo pezzo– e di gestire il palco con movenze teatrali.
Altro punto di forza dei cinque è la coppia d'asce, Simone ed Al, che oltre ad eseguire le consuete ritmiche spesso si passano il testimone negli episodi solisti, rivelando una notevole preparazione tecnica e buon gusto nel fraseggio. Certo i Twintera non rivoluzionano quanto detto finora in ambito heavy, ma sanno interpretare il genere con personalità, arricchendolo di particolari. Una realtà da tenere d'occhio, in attesa dell'arrivo di un full-lenght.

SEVEN DARK EYES
Dopo aver approfittato della pausa tra le esibizioni per visitare i diversi stand allestiti nell'area del concerto, noto l'approdare sul palco dei Seven Dark Eyes.
La band, che poco tempo fa ha optato per una virata stilistica passando da una voce femminile a quella di Valeriano De Zordo, è autrice di un metal sinfonico a metà tra il power ed il progressive, caratterizzato dall'assenza di atmosfere troppo solari in favore di un sound più oscuro ed evocativo.
La chitarra di Fabio Perucchini (che a seguire si esibirà anche con i Delirium X-Tremens) s'intreccia spesso con i tasti di Simone Scardanzan in melodie dal sapore mediorientale, riuscendo ad allontanare il fantasma del già sentito anche in brani dagli echi familiari (l'inizio di At Fall Of Darkness ha reminiscenze di un giro di pianoforte abbastanza conosciuto), oltre a cesellare le esecuzioni di abbellimenti melodici ricercati.
Il repertorio del quintetto saltella tra i due full lenght, senza mostrare difficoltà nel cambio di cantato, regalando uno show energico e coinvolgente; inoltre una riuscita cover di Frozen di Madonna in cui il vocalist si lancia in potenti acuti senza troppe difficoltà, sorprende anche la fetta di pubblico che inizialmente rispondeva poco all'esibizione dei bellunesi.
Appurato che la nuova formazione dei Seven Dark Eyes regge bene l'esame sul palco, ora non rimane che verificare come se la caveranno i nostri con il prossimo full lenght, speranzosi che proseguano nel volersi affermare distaccandosi da quanto risulta già sentito.

DELIRIUM X TREMENS
Lo spettacolo dei Delirium X Tremens conferma, senza ombra di dubbio, che i ragazzi hanno tutto il potenziale per essere considerati tra i big del metal italiano, se non presente, certamente del prossimo futuro; l'esecuzione dei brani è ottima -pari pari a quanto offerto su CD- e la presenza scenica è impressionante: il vocalist Ciardo domina il palco come solo i grandi frontman sanno fare, calandosi con convinzione nelle situazioni narrate nelle loro canzoni, e l'abbigliamento del gruppo -ricamato sulla grafica dell'ultimo Belo Dunum, Echoes From The Past contribuisce notevolmente a realizzare una strana atmosfera onirica, rendendo molto intenso il ricordo finale dello show. Proprio parlando dei brani dell'ultimo disco, devo dire che la resa live è se possibile ancor più buona di quella studio: è infatti chiaro che, nonostante tutto il lavoro di editing che si può fare in una sala di registrazione, i Delirium X Tremens sono una vera live band, perchè i pezzi suonano veramente benissimo, come se fossero stati pensati ed arrangiati appositamente per questo genere di occasioni. A questo proposito non penso che ci sia molto altro da dire, a meno di consigliarvi calorosamente di cercare di vedere appena possibile almeno un concerto dei Delirium X Tremens (soprattutto finchè manterranno gli abiti di scena e la setlist di questo tour).
Un commento in una sola parola? Grandi.

GHOSTRIDER
Ed ecco che il Sun Valley si fa teatro di un salto del passato, e si apre un tunnel che ci permette di immergerci negli anni in cui il verbo del thrash/black marcio e sporco nato negli UK grazie ai Venom veniva raccolto e portato avanti qui da noi dai Ghostrider. Un salto nel passato… Ma con i vantaggi del presente: la qualità dei suoni al Sun Valley è ottima, una condizione che ancora adesso non è facile trovare in Italia, figuriamoci quella volta. Un’occasione rara, visto che la storica band genovese, riformatasi appena due anni fa, sta per prendersi una pausa a tempo indeterminato, per cui non vedremo questo nome sui palchi per un po’. In sostituzione del chitarrista Zarathos sul palco troviamo Pier Gonella, che ne aprofitta per raddoppiare il suo personale tasso di assoli per festival. La scelta di mettere Ghostrider e Necrodeath assieme nello stesso festival potrebbe sembrare strana: per chi non lo sapesse, i Necrodeath sono nati proprio dalle ceneri di questa band, e la formazione dei Ghostrider sul palco del Sun Valley era composta al 100% da membri dei Necrodeath attuali. In ogni caso vi assicuro che il rischio di creare un doppione è stato sventato senza difficoltà. Le due band hanno proposte musicali differenti, con i Ghostrider molto più scarni ed old school dei Necrodeath. Anche l’aspetto visivo, ovvero le maschere e la tuta da lavoro indossate dai musicisti, fa la sua parte nel creare un’atmosfera completamente diversa. Oltre ai brani raccolti nell’unico LP The Return of the Ghost, verso la fine dello spettacolo i Ghostrider ci offrono una cover di United Forces degli S.O.D., con Trevor dei Sadist come ospite speciale alla voce. Conclusione: i Ghostrider spaccano, e poterli sentire con l’ottima qualità sonora del Sun Valley è stata una bella soddisfazione. Poveri quelli che se li sono persi!

COLD SNAP
Devo dire che, per la loro prima uscita in Italia, i croati Cold Snap non hanno potuto godere di una grande visibilità: già le presenze al festival erano scarse, se poi pensate che quando hanno incominciato a suonare il banchetto degli alimentari aveva aperto da poco (dopo essere stato chiuso tutto il giorno) e che la maggior parte della gente stava facendo la coda o mangiando… Hanno cominciato il concerto con due persone davanti, ne ho contate 27 verso metà spettacolo, verso la fine si è aggiunto qualcuno in più, ma… Se non altro questi pochi erano attenti e coinvolti, grazie anche al fatto che i Cold Snap non si sono fatti perdere d’animo: il cantante ha continuato ad incitare il pubblico ed a farlo saltare fino alla fine. Il chitarrista, poi, sembrava così felice di stare suonando che metteva il buonumore solo a guardarlo. Suonano nu-metal, un genere che forse ha passato il suo momento di gloria, e probabilmente anche questo ha contribuito a tenere lontana una parte del pubblico dal palco. In ogni caso i Cold Snap sono tecnicamente ineccepibili, riescono ad alternare bene melodia ed aggressività, e le parti melodiche (poche) non sono mai stucchevoli, almeno per quanto riguarda i brani che ho potuto ascoltare durante la serata. Il momento di maggior coinvolgimento del pubblico è stato quando hanno proposto una cover di Bongo Bong di Manu Chao (parecchio riarrangiata, eh!). Nonostante noi metallari duri e puri “quella roba lì non la ascoltiamo”, essendo parte di quello che ci propinano per radio la conoscevano tutti i presenti sotto al palco, e tutti hanno cantato in coro il ritornello. In ogni caso, mi complimento con loro per come hanno gestito un pubblico probabilmente inferiore alle loro aspettative.

CADAVERIA
Per i Cadaveria la mia curiosità era alle stelle, avendo ascoltato tutti gli album senza mai averli potuti vedere dal vivo. La band fa un entrata in scena ad effetto, con i musicisti che entrano per primi, circondati dal fumo ed illuminati da luci contrastanti, seguiti poi da Cadaveria che fa la sua comparsa a brano già iniziato. Dal vivo Cadaveria passa con estrema facilità dal suo scream graffiante e ultraterreno al cantato pulito e melodico. L’alta qualità dei suoni arricchisce i bassi, fondamentali nella musica dei Cadaveria, senza soffocare le frequenze più alte di voce e chitarra. Anche grazie a questo la resa dei pezzi è, oserei dire, addirittura maggiore che non su disco: la musica pulsa, graffia e ammalia, l’impatto è potente sia per quanto riguarda i nuovi brani come Flowers in Fire e Death Vision che per i classici come Memento Audere Semper. Per quanto riguarda il pubblico… Ammetto di non essermi guardata troppo intorno durante il concerto, tanto la mia attenzione era attirata da quello che avveniva sul palco. Cadaveria non è una che si agita sul palco, anzi. Le sue movenze sono misurate, eleganti e teatrali, ma riescono a catalizzare l’attenzione e conferiscono un che di mistico e oscuro allo spettacolo che si sposa benissimo con la musica proposta.

WHITE SKULL
I White Skull sono stati uno dei primi gruppi metal che io abbia ascoltato. Potete immaginarvi quindi la mia emozione nell’apprestarmi a vederli finalmente live per la prima volta, per di più con la cantante originale, la grandissima Federica De Boni. Il palco è allestito in stile scenario bellico, con barriere di filo spinato davanti ai musicisti e due grandi banner con il disegno di un mirino dietro alle due chitarre: lo scenario più adatto per il brano d’apertura War after War. La band interagisce molto con il pubblico parlando e scherzando, soprattutto Federica che fa sfoggio dell’accento americano maturato durante la lunga permanenza oltre oceano. Il concerto si articola soprattutto intorno al nuovo disco, con qualche classico qua e là tra cui High Treason, The Roman Empire e Asgard che vengono cantate dal pubblico con entusiasmo. I pezzi nuovi reggono alla grande il confronto con i classici, e Federica mostra di essere una frontwoman navigata e “old style” insegnando alla gente il ritornello di Red Devil in modo da farla poi cantare più avanti nello spettacolo. L’album è uscito da poco ed il pubblico italiano non è rinomato per la sua conoscenza dell’inglese quindi alla fine ognuno urlava una cosa diversa (hit me red devil, hear me red devil, give me red devil più altrettante versioni con meno significato), ma chi se ne frega, è stato un successo!

SADIST
Giungiamo alla fine di questa prima giornata di Sun Valley Metal Fest con l'esibizione dei leggendari Sadist: quando i technical deathster genovesi salgono sul palco, ciò che vedono è un pubblico forse sparuto (ad occhio direi circa duecento persone) ma molto convinto; al via dell'esibizione parte il pogo, come già avvenuto nei concerti precedenti c'è un manipolo di irreprensibili che si diverte a monopolizzare l'area pogando come degli assatanati, uno spettacolo adeguato all'esibizione perfetta della band: i Sadist sono dei grandi musicisti ed in quest'occasione il loro concerto è stato perfetto, complice non solo una preparazione tecnica (ed una presenza scenica) perfettamente coerente con il tipo di musica presentato, ma anche e soprattutto una qualità audio che, meglio di così, non si poteva proprio chiedere. L'impressione finale è che i pezzi suonassero meglio che su disco, a riprova di ciò cercate su youtube le esibizioni di One Thousand Memories e di Tearing Away, entrambe riprese con un normale cellulare. Per me è abbastanza difficile riuscire a riassumere con parole diverse da quelle già usate lo spettacolo della band, perchè l'unica cosa che posso dire è che è stato perfetto, tutto era ineccepibilmente al suo posto, e non vedo l'ora di poter rivedere la band dal vivo (sperando che ci sia una qualità audio come quella del Sun Valley, ma mi rendo conto che forse sto chiedendo troppo). Davvero, sentire questo tipo di musica suonata in questo modo e con questa qualità è stato per me un puro e semplice orgasmo.
A risentirsi a breve, Sadist...

CONCLUSIONI
Al termine della prima giornata del Sun Valley il bilancio è positivo: si sono succedute una serie di band tricolore (con l'eccezione dei Cold Snap) di tutto rispetto, dagli esordienti ai più affermati, in un clima estremamente sereno e senza alcun tipo di difficoltà, dando luogo ad esibizioni tecnicamente accurate e potenziate dal buon approccio on stage. Ho trovato molto rassicurante il fatto che, al di là delle leve più datate che rappresentano una sicurezza, le nuove realtà stiano dimostrando una professionalità ed una capacità dal vivo di prima qualità, a testimonianza che l'Italia non è il paese dei caciaroni ma ci sono diverse formazioni promettenti che prendono molto seriamente quella che, purtroppo, per ora è solo qualcosa di più di una passione.
L'organizzazione si è dimostrata efficiente nel gestire sia la sicurezza che la zona palco, inoltre gli stessi artisti sono stati molto disponibili nei confronti dei fan, lasciandosi andare a chiacchiere e presentazioni anche al di fuori dello spazio del meet&greet.
L'unica nota amara? La solita, annosa questione. Com'è possibile che ad un evento dal costo abbordabile, in una location estremamente appetibile (e metereologicamente favorevole com'è la Valbella) e curato in modo esemplare, siano accorsi così pochi partecipanti?

Contestualizzazione, report dei Delirium X Tremens e report dei Sadist a cura di Nicola Strangis "Khaine"

Report dei Kill The Klown, dei Twintera e dei Seven Dark Eyes e conclusioni a cura di Giovanni Perin "Giomaster"

Report di Ghostrider, Cold Snap, Cadaveria e White Skull a cura di Carolina Pletti "Kara"
Tutte le foto a cura di Vincenzo-Maria Cappelleri



Sambalzalzal
Giovedì 12 Luglio 2012, 21.19.16
31
Se fosse stato più vicino o avessi avuto tempo di andare avrei presenziato di sicuro. Non capisco bene le polemiche sul prezzo anche perchè 25 euro non mi sembrano un esagerazione visto il numero delle bands ed i nomi (Sadist, Cadaveria e White Skull) poi i gusti sono gusti e non si discute però boh a certe persone non gli sta bene in culo nessun cazzo. Spero perlomeno che invece di andare al festival siate andati a mignotte!
Dave Insane
Giovedì 12 Luglio 2012, 19.28.00
30
Se volete vi dico la mia: io non supporto più la scena da parecchio ormai (infatti poi ho perso quasi tutti gli amici metallari), vado solo ai concerti di bands che mi interessano davvero (di cui italiane solo Fleshgod Apocalypse e Hour of Penance) e devo dire che non ho mai capito perchè dovrei andare ad un festival se non c'è nemmeno un gruppo che mi piace e che mi emoziona. C'è gente che prende il Metal come un lavoro e presenzia a qualsiasi evento ma non necessariamente chi preferisce fare della selezione deve esser criticato
Elluis
Martedì 10 Luglio 2012, 9.50.05
29
@Mace, grazie caro elettore, se mi voterai ti prometto che abbasserò le tasse, e prometto un milione di posti nuovi di lavoro................... @PaulThrash non avevo proprio compreso il tuo "commento ironico", in questo caso ritiro quello che ho detto.
K__
Martedì 10 Luglio 2012, 9.33.15
28
Io sinceramente penso siano state fatte le cose forse un po' troppo in grande. Alla fine era prevedibile un'affluenza scarsa (vista la media dei live di quest'anno). Un posto più piccolo, magari meno gruppi e un costo inferiore avrebbero potuto favorire la riuscita dell'evento. Chiarisco che io c'ero e i 40€ per i due giorni li ho spesi. PS: per il merchandise io le comprerei volentierissimo le magliette se qualcuno si ricordasse che c'è gente che porta la XXL!
Nightblast
Martedì 10 Luglio 2012, 9.24.06
27
Metal in Rozz II, con Braindamage, Koza Nostra, Ecnephias, Eversin, Drakkar ed altre 7 band di ottimo livello. Totale paganti circa 110. VERGOGNA!!! C'è gente che parla di supporto e se ne sta comodamente a casuccia. Band come Eversin (Sicilia), Ecnephias (Basilicata), Annihilationmancer (Campania), che si sono accollate circa 1000 e più km a testa non hanno visto neanche un centesimo...VERGOGNAAAAA.
PaulThrash
Martedì 10 Luglio 2012, 9.06.01
26
Stimatissime eminenze grigie, leggete bene e collegate il cervello alla bocca (o meglio alla tastiera dietro cui pensate che mi nascondo) prima di commentare. Come dice il buon Khaine, ero IRONICO. Anche perché l'underground lo vivo in PRIMA PERSONA suonando, e lo supporto molto più di quanto potete anche solo pensare!
Mace
Martedì 10 Luglio 2012, 0.29.15
25
ELLUIS for president!!! concordo in toto.
Khaine
Lunedì 9 Luglio 2012, 19.33.05
24
Niente bestemmie. E Nikki, credo che Paulthrash fosse ironico.
NikkiFabulous
Lunedì 9 Luglio 2012, 19.21.55
23
@metal italiano=Mafia: inutile che spari cazzate senza sapre niente, i folk stone hanno fatto un incidente in autostrada vicino a vicenza mentre venivano su, hanno chiamato subito e la notizia è stata data al primo cambio palco... dovevano suonare a l'una di notte, ed è stato un miracolo che si è saputo attorno alle 3 del pomeriggio....
NikkiFabulous
Lunedì 9 Luglio 2012, 19.05.17
22
citando il commento 16 "Bah, l'underground italiano, mica va supportato... 25euro, ma siamo pazzi? Con tutte le band che girano sempre gratis (e non chiedetevi piu' il perche'), tutti i festival dovrebbero sempre essere gratuiti... o no? " credi che il palco, impianto audio e luci, fonici ecc, l'area tende (privata) e i gruppi si pagano da soli? Magari tu quest'anno sei andato a spendere 220 euro per il gods... ma vaccagare... metti che le band piu' underground non domandano o domandano poco, ma fidati che band come white skull, extrema e sadist non domandano meno di 2000-3000...... Rifletti...
Elluis
Lunedì 9 Luglio 2012, 17.43.47
21
I commenti n.11 e 16 denotano chiaramente il perchè in generale i festival italiani (dai più grossi tipo il Gods Of Metal, ai più modesti tipo un Agglutination o questo Sun Valley) vadano sempre così male in termini di pubblico. I due signori qua sotto ne sono il perfetto esempio: è gente a cui sostanzialmente non gliene frega niente di andare a vedere un festival dal vivo, non supportano in alcuna maniera la musica, perchè probabilmente non ci capiscono neanche un cazzo, ma in compenso da dietro a una tastiera, comodamente seduti sulla sedia, si lamentano perchè il prezzo è sempre troppo caro, anche quando è gratis. Per me sono solo mere scuse, per giustificare il fatto che non hanno voglia di alzare il culo dalla famosa sedia di cui sopra. Per quanto mi riguarda i loro commenti valgono zero assoluto nell'ambito di questa discussione, tanto cmq ai festival del genere non li vedrete mai, statene certi !
alzailcorno93
Lunedì 9 Luglio 2012, 15.48.36
20
@Richard: si perchè secondo te gente così và anche ai concerti?? va là va là...comunque ho già preso i biglietti per il fosch, ci si vede là come l'anno scorso così ci facciamo una bella chiacchierata magari con una birrona fresca!!! ciao!!
Kara
Lunedì 9 Luglio 2012, 15.47.37
19
Pienamente d'accordo con AL. Senza contare che in prevendita il biglietto costava 5 euro di meno senza ulteriori spese, e che c'era la possibilità di dormire lì gratuitamente, se uno voleva risparmiare. Non tutti i festival offrono una cosa simile. E poi chi si lamenta del prezzo non tiene conto della spesa che comporta montare il palco e tutto il resto in un area non allestita. E per finire, sotto sotto non credo siano i soldi il problema, altrimenti il Gods of Folk già citato da Richard, che era gratuito, avrebbe dovuto contare migliaia di presenze.
AL
Lunedì 9 Luglio 2012, 12.20.14
18
sta storia dei prezzi mi fa sorridere.. 25 euro è pochissimo per il bill di questo festival.. poi chi si lamenta magari è gente che spende il triplo per l'ennesimo concerto dei metallica e degli ac/dc ... per poi lamentarsi che c'è troppa gente, fa caldo e la birra è allungata.. il metal (italiano e quello dei nomi non grossi) ormai si supporta principalmente con i concerti...
Richard
Lunedì 9 Luglio 2012, 11.50.44
17
@metal italiano=mafia... Una domanda: tu c'eri il 18 e 19 maggio a Casalromano MN dove era tutto gratis e c'erano nientemeno che HEIDEVOLK (Olanda), VARG (Germania) e poi DIABULA RASA, DARK LUBACY, GOTLAND, ANCIENT BARDS, RIUL DOAMNEI etc ? NOooooooooooo ???? Allora si spiega tutto...
PaulThrash
Lunedì 9 Luglio 2012, 11.01.00
16
Bah, l'underground italiano, mica va supportato... 25euro, ma siamo pazzi? Con tutte le band che girano sempre gratis (e non chiedetevi più il perché), tutti i festival dovrebbero sempre essere gratuiti... o no? Per di più, la gente a quei festival è spronata a bersi ettolitri di birra visto che l'ingresso è gratis (ci mancherebbe altro eh, anche quello è sostegno al festival in sé), ma quelle 4lire che le band chiedono (almeno alcune) per il loro merchandise, nessuno le ha. Vabbé, un plauso ai 200 partecipanti, che alla faccia di chi parla son passati ai fatti
Giaxomo
Lunedì 9 Luglio 2012, 0.29.20
15
@l'uomo del monocolo: lo sai che 25 euro diviso ogni membro di ogni band viene fuori una cazzata? lo sai che i white skull x quanto in alto fossero hanno suonato quasi gratis?
LAMBRUSCORE
Domenica 8 Luglio 2012, 18.54.20
14
Mi sembra di aver capito che sia stato un festival ben organizzato, purtroppo però, tra il fatto che le bands erano tutte italiane, pochi soldini in tasca e forse anche le vacanze / ferie (non per tutti) alle porte, c'era da aspettarsi così poca affluenza. 25 euro non sono molti per tutti questi gruppi, ma per chi non ha grosse possibilità sono un'enormità.
celtic warrior
Domenica 8 Luglio 2012, 14.41.23
13
Avendo visto sia GHOSTRIDER che WHITE SKUL e CADAVERIA recentemente in altre sedi confermo tutto quello che è stato detto dal recensore sulle loro esibizioni live .
alzailcorno93
Domenica 8 Luglio 2012, 14.41.00
12
@L'uomo del monocolo: senti le tue considerazioni sul fatto che a quanto pare è stato un magna magna te le puoi mettere nel **** primo: tu c'eri? no e quindi non sei in grado di dare un commento oggettivo sulla questione. secondo: te lo sai perchè i gruppi underground resteranno sempre underground? perchè c'è troppa gente come te che è capace solo di sparare cazzate e di criticare invece di venire a sostenere questi gruppi..la prossima volta se devi commentare almeno pensa a quello che scrivi
L'uomo del monocolo
Domenica 8 Luglio 2012, 14.30.56
11
25 € è un prezzo da pazzi per 2 gruppetti famosi e il resto gruppi underground...bisogna pensare a queste cose..ma a quanto pare é stato una spec di magna magna.
brainfucker
Domenica 8 Luglio 2012, 14.16.34
10
200 presenti?poi magari gli assenti sono gli stessi che scrivono cose come "dalle mie parti non si fa mai un cazzo"
Khaine
Domenica 8 Luglio 2012, 14.03.14
9
Però quelli che c'erano han fatto un casino mica da ridere eh
Skwatt
Domenica 8 Luglio 2012, 13.54.18
8
Ero uno dei duecento presenti e non posso che concordare con la chiusura del pezzo: l'unica cosa che è mancata è stata la partecipazione.
Khaine
Domenica 8 Luglio 2012, 11.23.09
7
Al di là del fatto che acquistando in prevendita avresti risparmiato dei soldi, di gruppi da Vicenza credo ce ne fossero 2 su un totale di 22 (uno al venerdì ed uno al sabato, entrambi al pomeriggio, escludendo i White Skull che sono di proprietà Nazionale) e l'annullamento dei Folkstone è stato annunciato nel pomeriggio perchè l'incidente, loro, ce l'hanno avuto al pomeriggio, mi spieghi come si faceva ad annunciarlo prima? Tu comunque non è che sei il solito poser coglione. Uno che si firma "metal italiano=mafia", per me, non è un poser ma uno che da solo fiato alla bocca.
metal italiano=Mafia
Domenica 8 Luglio 2012, 11.03.41
6
costo appetibile? ahahahah ma sparatevi va la !in tempo di crisi in cui la gente non ha nemmeno un lavoro 25 euro sono tanti e quest inverno con 25 euro ho visto Cannibal corpse,Behemoth ,Misery index , Legion of the damned ecc e non mi sembrano proprio la stessa cosa!!! rispetto i gruppi italiani ma vi assicuro che se avessero messo 2 nomi tipo sadist e cadaveria e il resto tutti gruppetti da vicenza e 10 euro l ingresso ci sarebbe stato il pienone in più anche il fatto di avvertire k i folkstone non c'erano e dirlo alle 3 del pomeriggio non è stato onesto per chi ha pagato per vedere proprio loro !comunque se siete convinti di far bene e credete che io sia il solito poser coglione tenetevi pure sta convinzione e il vostro festival da 25 euro ma per favore almeno non chiedetevi come mai non c'era nessuno perchè se no siete ridicoli e ipocriti una spiegazione io ve l ho data
Khaine
Domenica 8 Luglio 2012, 10.56.59
5
@ Richard: eppure io son convinto che bisogna continuare a darci dentro. Bisogna che si crei una scena coesa! Cmq si Liz, il festavl era veramente organizzato bene
Lizard
Domenica 8 Luglio 2012, 1.12.39
4
Beh... La maglietta era gia' un ottimo indizio comunque.... Duecento persone sono effettivamente poche per un festival cosi' ben organizzato... Mi auguro che il brand cominxi a restare nella testa della gente, perche' come giustamente scritto, festival metal che presentano quasi esclusivamente band italiane, ce ne sono davvero pochi...
Richard
Domenica 8 Luglio 2012, 1.06.56
3
Non è una novità Khaine, più nemmeno quando l'evento è "AGGRATIS" muovono il culo i metallari "de noantri". Pensi che fra poco bisognerà pagarli per farli venire ?
Khaine
Domenica 8 Luglio 2012, 0.52.07
2
Minchia, te ne sei accorto subito supporto all'underground significa anche questo
Lizard
Domenica 8 Luglio 2012, 0.51.15
1
Toh... Un Khaine sottopalco
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Il bill del Sun Valley Metal Fest, immerso in un'immagine dell'Altopiano di Asia
ARTICOLI
10/07/2012
Live Report
SUN VALLEY METAL FEST
DAY 2 - Gallio (VI), 30/06/2012
08/07/2012
Live Report
SUN VALLEY METAL FEST
DAY 1 - Gallio (VI), 29/06/2012
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]