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SOLOMACELLO FESTIVAL - Circolo Magnolia, Segrate (MI), 26/06/2012
09/07/2012 (2121 letture)
Anche quest'anno la lunga estate festivaliera ha portato con sè un appuntamento di quelli per la serie "piccoli ma cazzuti": il SoloMacello Fest, un festival che è alla prima edizione ma che, dietro al nuovo nome, nasconde le menti che fino all'anno scorso organizzavano il MiOdi. Gli ingredienti sono dunque quelli che caratterizzavano già le tre edizioni del fu MiOdi: sonorità estreme e borderline, numerosi stand con merchandise e dischi metallari, una pregevole attenzione alle realtà italiane e, dall'anno scorso, una apertura anche a gruppi esteri, il tutto servito sui tre palchi allestiti all'esterno del Magnolia.

Impegni di natura lavorativa mi impediscono di arrivare in quel dell'Idroscalo (per chi non lo sapesse il Magnolia è all'interno del parco dell'Idroscalo di Milano) prima delle 21.30, perdendomi, fra gli altri, l'esibizione dei Big Business (che mi ritroverò di fianco durante il concerto dei Mombu, ma questa è un'altra storia) e dei Rise Above Dead, conosciuti proprio all'edizione dello scorso anno del e che, nel giorno della sua uscita, presentavano i pezzi del loro nuovo lavoro discografico.

Comunque, mentre le ultime strazianti note del duo olandese dei Dead Neanderthals (sax e batteria) risuonano ancora riesco a raggiiungere il Mexican Stage ed a gustarmi l'esibizione di un'altro duo: i romani Mombu. Il sax effettato di Luca Mai, già all'opera con Zu e Psychofagist e la batteria irrequieta di Antonio Zitarelli degli “zorniani” Neo tessono trame ossessive e disturbanti, cariche di un groove primordiale e di un impatto devastante; dal vivo la loro musica rende ancora più che sull'ottimo disco d'esordio ed il pubblico sembra apprezzare la particolare offerta del gruppo.

Una brevissima pausa e sul Main Stage si presentano gli Unsane: una prestazione a dir poco dirompente la loro, aperta all'insegna del nuovo, ottimo Wreck. Chris Spencer con la sua Telecaster macina riff sporchi dal retrogusto bluesy, Dave Curran riempie lo spazio col suo basso potente (all'inizio dello show fin troppo potente, tanto che un fonico si è più volte avvicinato per chiedergli di abbassare il volume del suo ampli), Coady Willis fa il doppio turno e dopo essersi esibito con i Big Business torna sul palco per sostituire Vinnie Signorelli, impossibilitato a seguire la band in questo tour a causa di problemi alla schiena.
I classici della formazione vengono snocciolati uno dietro l'altro: Sick, Hazmat, Scrape, Out, Against the Grain vengono proposti con un trasporto ed una violenza che non lascia indifferenti, e quando il buon Spencer estrae l'armonica tutti sanno che è il momento di Alleged. La chiusura è di quelle che non ti aspetti: Ha Ha Ha, la cover dei Flipper che chiude anche Wreck, con quel ritornello assurdo ed inquietante suggella un'esibizione da ricordare che riconferma la grandezza degli Unsane.

Nell'attesa che si esibiscano i Napalm Death sul Main stage, mentre mi aggiro fra i numerosi stands presenti, sento provenire dal Mexican Stage le prime note della one-man band Bologna Violenta: il polistrumentista Nicola Manzan si danna sul palco suonando la sua chitarra elettrica su basi che di volta in volta hanno un gusto vicino al metal più estremo o all'industrial ed inframmezzate da spezzoni recitati tratti da film; un'esibizione particolare, probabilmente non per tutti, ma sono in tanti a seguire lo show. Sull'Outfrog Stage, in contemporanea, si sono esibiti gli Ornaments i quali, per il poco che sono riuscito a vedere, mi hanno colpito con la loro musica strumentale che mischia post-rock e doom.

Ma il tempo degli headliner è ormai giunto e, sulle note di Circumspect, i Napalm Death fanno il loro ingresso sul palco. Pogo e crowd-surfing partono immediatamente e non si fermeranno per tutta la durata dello show. La band dal canto suo non concede un attimo di respiro: la scaletta alternerà brani tratti dall'ultimo convincentissimo Utilitarian, tra i quali The Wolf I Feed in cui Mitch Harris mi stupisce per le ottimamente eseguite clean vocals in stile Burton C. Bell, a brani tratti da tutto il passato della band andando a ripescare alcune gemme come Next Of Kin To Chaos o Breed To Breath, miei personali highlights dello show insieme ad una tiratissima Suffer The Children. La prestazione del gruppo è stata superlativa: compatti ed incisivi come solo loro sanno essere. Dopo l'esecuzione dell'inno Nazi Punks Fuck Off, il bis ci regala una chiusura all'insegna della violenza pura con Scum, Human Garbage, You Suffer e Instinct Of Survival.
Un concerto di rara intensità quindi, a chiusura di un evento che sta sempre più si sta ritagliando uno spazio all'interno del cuore dei metallari meno tradizionalisti grazie all'ottima organizzazione e ad una selezione di band varia e mai banale.

SETLIST NAPALM DEATH
Circumspect
Errors in the Signals
Everyday Pox
Protection Racket
Silence Is Deafening
The Wolf I Feed
Practice What You Preach
Quarantined
Next of Kin to Chaos
Analysis Paralysis
Dead
Deceiver
When All Is Said and Done
Unchallenged Hate
Nom de Guerre
Suffer the Children
Breed to Breathe
Nazi Punks Fuck Off (Dead Kennedys)

--- Encore ---

Scum
Human Garbage
You Suffer
Instinct of Survival



Red Roger
Sabato 14 Luglio 2012, 13.52.32
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Ma è la copertina di witchcult today degli eletric wizard !
Lizard
Martedì 10 Luglio 2012, 0.13.34
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Per me è come se fosse venuto meno uno di famiglia
NeuRath
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@Lizard: Orca mica lo avevo riconosciuto!!!
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