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DARKEND - Dietro le quinte del teatro degli orrori
16/07/2012 (3269 letture)
Sono passati solo pochi mesi dall'uscita di Le Grand Guignol (Book I) ma i Darkend continuano a ricevere riscontri positivi per il loro lavoro. In occasione della trasferta di Parma c'è stata l'occasione di fare due chiacchiere in compagnia del frontman Animæ e di parlare di concept, parentele con i Cradle Of Filth e di cosa significa essere una band italiana in Italia ai giorni nostri. A voi la lettura!

GioMasteR: Partiamo subito in quarta. La prima cosa che molte persone mi hanno detto a proposito dei Darkend è che sembrano i Cradle Of Filth italiani, mi dici perché non dovrebbe essere così e in cosa vi considerate diversi da loro? Li ritenete dei vostri riferimenti o avete altri nomi a cui dovete la vostra impronta? Cosa vi ispira, anche al di fuori della dimensione musicale?
Animæ: In senso dispregiativo o come semplice paragone?

GioMasteR: Per quanto riguarda il tipo di sound, in particolare.
Animæ: Secondo me, quando si parla di metal estremo con un approccio sinfonico i punti in comune ci sono perché i Cradle Of Filth sono stati tra i pionieri di un certo movimento però, innanzitutto, vi è un approccio a quella che è la teorizzazione dell'orrore e dell'esoterismo che appartiene ad un immaginario più romantico, molto più gotico ottocentesco mentre il nostro penso sia molto più ferale, legato alla bruttura dell'orrore e all'indagine di ciò che è misterioso, senza punti di appiglio romantici o di questo genere, ma semplicemente indagando una realtà non conosciuta.

GioMasteR: Avrei la tentazione di usare l'aggettivo grandguignolesco, di cui ho scoperto l'esistenza recentemente. Dovrebbe significare esattamente ciò di cui hai appena parlato...
Animæ: Esattamente in questi termini, in cui è la realtà che entra ad inficiare ciò che non è conosciuto e non ciò che non è conosciuto che si conforma alla realtà; in secondo luogo anche gli approcci dei singoli strumenti sono differenti. La nostra batteria secondo me è molto vicina ad uno stile death metal, invece per quanto riguarda la voce Dani è un cantante irripetibile e non avrebbe nemmeno senso cercare di imitarlo. Io utilizzo tonalità più basse e cerco di interpretare maggiormente i pezzi anche facendo uso di sussurrati, o con vocalità che possono ricordare il primo Burzum o il primo depressive. Inoltre, per quel che riguarda le strutture, come avrai potuto notare, io vedo le nostre composizioni come in divenire, mentre per i Cradle Of Filth, specialmente negli ultimi tempi, noto come sia più sviluppata la forma-canzone più tradizionale.

GioMasteR: Certamente stanno preferendo un approccio molto più immediato che in passato, seguendo recentemente una deriva più commerciale. Dato che abbiamo nominato i Cradle Of Filth, che secondo alcuni potrebbero essere la vostra fonte d'ispirazione, mi diresti quali atri punti fermi ci sono nella vostra crescita musicale o che vi hanno avvicinato alla produzione di questo tipo di musica?
Animæ: in realtà i riferimenti sono abbastanza distinti da quelli che si potrebbero pensare ad un primo approccio. Siamo molto più vicini a gruppi quali Mercyful Fate, King Diamond, Angel Witch; o ancora il nostro batterista è intrippato duro col death metal, ha anche una band di questo genere: gli Hatred. Per me sono importantissimi i gruppi che sviluppano le loro canzoni come una vera e propria opera, come ad esempio i semisconosciuti Devil Doll. Oppure per quanto riguarda il metal estremo sinfonico ti nominerei Emperor, i primi Limbonic Art, ma in generale tutto il primo black metal, sopratutto i Mayhem di De Mysteriis Dom Sathanas , Burzum ed i primi Darkthrone.

GioMasteR: Siete soddisfatti di come sta andando il vostro Le Grand Guignol (Book I)?
Animæ: Io sono molto soddisfatto, stiamo ricevendo numerose recensioni molto positive, anche a voti pieni, e per ora non abbiamo ricevuto nessuna stroncatura, cosa invece non accaduta con il precedente album Assassine che, per quanto mi lasciasse artisticamente soddisfatto, ad alcuni non era piaciuto.

GioMasteR: E ci avevano dato giù pesante?
Animæ: No pesante no, però era stato marcato questo paragone con i Cradle Of Filth e/o una mancanza di innovazione del genere; critiche pesanti non ne abbiamo mai ricevute.

GioMasteR: La mia curiosità successiva riguarda i fan tricolore: come hanno recepito i vostri lavori finora? Si sa che spesso in Italia siamo i primi a disprezzare le realtà emergenti che si fanno strada, avete mai riscontrato nulla di simile?
Animæ: Sì, il brutto è che nessuno te lo dice mai in faccia, quello non è mai capitato. Mi farebbe molto piacere ricevere una critica motivata, se esposta in un certo modo aiutano a crescere come musicisti. Quelle che partono da una visuale ridotta invece spesso sono solamente sterili.

GioMasteR: Questa era una delle curiosità che più mi interessava soddisfare, perché in sostanza il fenomeno è diffuso dappertutto e c'è sempre stato, ma mi sembra essere particolarmente accentuato ai giorni nostri grazie all'uso di internet.
Animæ: Dando un'occhiata alle diverse recensioni ricevute ho notato dei commenti, a breve distanza dalla data di pubblicazione, che insistevano proprio sul paragone con i Cradle Of Filth di cui abbiamo parlato prima. Il punto è che questo tipo di dichiarazioni tipicamente sono arrivate quando il disco non era ancora disponibile, o lo era da pochissimo. Invece penso che per comprendere un lavoro come Le Grand Guignol (Book I) sia necessario per lo meno un ascolto ripetuto ed approfondito per potersi fare un'opinione fondata.

GioMasteR: Lo trovo ragionevole, tanto più che il concept di cui si parla nel vostro disco è piuttosto articolato. Qualche spiegazione mi era stata fornita da te al momento dell'invio del materiale, ma la cosa che mi ha colpito è come sono state scelte le figure dei due protagonisti: Cristo ed Himmler sono normalmente presi in considerazione in un determinato contesto. Cristo è preso in considerazione quasi esclusivamente in ambito religioso e nemmeno accade così spesso di notare riflessioni sulla sua storia che esulino dall'aspetto della fede. Himmler invece viene quasi esclusivamente trattato in ambito storico, dato il suo pesante lascito in termini di vittime, al più si parla della sua ricerca esoterica ma anche in questo caso l'aspetto viene astratto senza correlarlo ad altro. Invece l'idea di concettualizzare un percorso di queste due figure, compiuto attraverso le emozioni ed un processo di sublimazione di queste, è decisamente particolare ed interessante. Cosa ha fatto scaturire questa riflessione profonda al punto da decidere di trasmetterla in musica?
Animæ: Il concept è nato inizialmente dall'idea di creare uno spazio, un sottofondo potremmo dire, un luogo in cui contestualizzare quelli che sono i Darkend proprio a livello ideologico, a livello generale, quindi quasi come creare un mondo in cui inserire un'entità. E questo mondo per noi è rappresentato proprio dal teatro de Le Grand Guignol di cui abbiamo parlato prima, a cui però volevo dare una forma viva che non si limitasse allo spazio teatrale, ma che si estendesse alla realtà ed all'umanità tutta. Ed il voler utilizzare le figure di Himmler e di Cristo è nato appunto dalla necessità di trovare delle figure che dessero un bordo al palcoscenico, dei lati di uno spazio all'interno di cui intendevamo muoverci. Questo prendendo due figure umane, ma idealizzate fortemente dalla società: Cristo come il messia, come il portatore di un messaggio che ha dato il via ad una forma di pensiero; inoltre, fin da piccolo, sono sempre stato affascinato dall'iconografia cristiana, soprattutto a quella più orrorifica legata alla crocifissione o come nel caso del martirio. Entrando nelle chiese puoi vedere come siano piene di emblemi che rimandino all'orrore ed ineluttabilmente e paradossalmente ad un concetto di morte che sta agli antipodi con quella che è l'ideologia del cristianesimo. Partendo anche da questa dualità che si può notare nell'ideologia cristiana mi è venuta l'idea di vedere anche in qualcosa di estremamente negativo, con delle radici molto negative com'è nel caso del nazismo, qualcosa che rimandi alla deità positiva, alla vita. Quindi notare innanzitutto contraddizioni in entrambe le dottrine ed utilizzare queste ultime come limite, bordi caratterizzati entrambi da un substrato emotivo, che facciano da sfondo a tutto il teatro e quindi a tutto quello che sta in mezzo.

GioMasteR: Scelta davvero complessa ma molto interessante. Ancora a suo tempo mi avevi accennato tra le righe a qualche tematica della seconda parte del concept, avresti voglia di anticipare qualcosa ai nostri lettori? Mi collego anche ad un'altra domanda che volevo farti: ma il lavoro è stato pensato e dunque composto tutto in una sola fase oppure è stato concettualizzato e solo in seguito lavorerete per concretizzare il tutto?
Animæ: Intanto serve un necessario preambolo su come nascono tipicamente le canzoni dei Darkend. Tipicamente partiamo da un'idea concettuale, dunque ho scritto le lettere di Himmler e ho scelto i passi del Vangelo che sono inseriti nel booklet e, una volta completati questi scritti, abbiamo lavorato alla musica. Una volta sviluppate le musiche allora ho scritto i testi. Tipicamente va così: divido il concept in capitoli, descrivo agli altri ragazzi l'idea e le suggestioni che questa evoca diventano parte della musica che verrà composta. Solo alla fine arriva la stesura di un testo.

GioMasteR: Si potrebbe quasi parlare di una circolarità nel processo compositivo: in questo caso l'idea trasmessa da una tua parte di testo viene utilizzata per la musica, dalla quale segue poi la stesura del testo definitivo, una sorta di ritorno al punto di partenza.
Animæ: Esatto, anche perché noi focalizziamo molto della nostra proposta sull'atmosfera e noi tutti non possiamo concepire una canzone con una determinata atmosfera se non sappiamo prima che cosa andrà a trattare tematicamente, quindi è quasi fisiologico per noi agire in questo modo. Tornando alla tua domanda: tutte le lettere sono pronte ed i passaggi del Vangelo già selezionati, dato che a livello concettuale la seconda parte procederà allo stesso modo del Book I.

GioMasteR: Mi è sembrato di cogliere che il concept si interrompesse al momento della caduta di Himmler, come intendete procedere dunque?
Animæ: Ti devo contraddire, il Book I si chiude con lo scoppio della seconda guerra mondiale e con Himmler che riesce a portare al termine i lavori relativi al castello di Wewelsburg, la roccaforte che pensava di porre come centro dell'impero nazista, questo è il momento del massimo splendore raggiunto nella vita e carriera dell'ufficiale.

GioMasteR: E per quanto riguarda Cristo invece?
Animæ: Cristo non è considerato in termini cronologici, tanto che un brano riporta anche il momento della crocifissione, ma è preso “a flash” come se fossero letture presentate all'interno di un percorso liturgico. Concludendo: il concept è dunque concluso ma per quanto riguarda la musica abbiamo solamente qualche abbozzo. Ma ti anticipo che il Book II non seguirà subito la pubblicazione del primo capitolo ma sarà intervallato da un album, per il quale siamo già a buon punto, che si intitolerà Il Velo Delle Ombre.

GioMasteR: Con un titolo in italiano posso aspettarmi anche un lavoro lirico nella nostra lingua madre?
Animæ: No. Continueremo a mescolare diverse lingue come abbiamo sempre fatto, ma avremo sicuramente due testi completamente in latino.

GioMasteR: Devo dire che la cosa mi incuriosisce. Vorrei ora passare a parlare degli altri aspetti dell'album, innanzitutto: ho visto che Imajes è annoverato tra i fondatori ed è anche inserito nei credits del disco sia per quanto riguarda la composizione che la registrazione degli assoli, ma non come membro attuale dei Darkend. Cos'è successo?
Animæ: Lo sviluppo in studio di Le Grand Guignol (Book I) è stato un po' particolare: noi l'abbiamo registrato completamente prima di partire in tour con i Rotting Christ. Al termine del tour si prospettava una rapida ripartenza per andare on the road con Samael e Melechesh ed Imajes si è reso conto che questo tipo di vita non faceva per lui, dunque ha deciso di lasciare. Nel frattempo abbiamo ascoltato la produzione del disco e abbiamo notato che le ritmiche non ci soddisfacevano per nulla ed abbiamo deciso di registrare nuovamente con un nuovo chitarrista e con Ashes, mentre gli assoli di originari sono rimasti. Per quanto riguarda la composizione, la mano di Imajes è molto più forte in Assassine. In questo lavoro il suo contributo è stato più frammentato, con pezzi sparsi e riff che abbiamo inserito nei diversi brani ma il lavoro di strutturazione ed assemblaggio è stato fatto da me ed Antarktica.

GioMasteR: Ok, proseguiamo: ho sentito e molto apprezzato il contributo di Fearbringer nel vostro disco: com'è nata l'idea di coinvolgerlo? Ho fatto una prova e facendo ascoltare il finale di Spiritism: The Transmigration Passage a diverse persone tutti l'hanno scambiato per Vortex. Gli avete dato qualche direttiva in fase di registrazione oppure è proprio il suo modo di cantare?
Animæ: Rispondo subito all'ultima domanda: tu li conosci i suoi lavori solisti? Quello è il suo tono tipico, solitamente i suoi album sono più vicini al filone epico e l'atmosfera contribuisce a dare un'impressione diversa, però ti assicuro che non gli è stata data alcuna limitazione né suggerimento sul come interpretare le parti. Fearbringer è un amico, ci conosciamo da tempo e ci supportiamo a vicenda, personalmente adoro i suoi dischi e la sua timbrica, ha una voce pulita incredibile e così è nata l'idea di questa collaborazione. Inoltre la sua presenza in questo lavoro può anche essere un buon veicolo per contribuire ad aumentare la visibilità di questo artista che non tutti i nostri conterranei conoscono.

GioMasteR: Le collaborazioni sono sempre un ottimo punto di partenza per creare una rete di legami tra i colleghi di una scena. Se, come in questo caso, contribuiscono a far conoscere realtà meritevoli come Fearbringer direi che è davvero una cosa positiva! Torniamo a parlare di concept: in un'epoca in cui la stessa parola è abusata e moltissime band propongono concept-album cosa significa per i Darkend lavorare ad un concept e quanto è importante adottare questa forma compositiva?
Animæ: Un approccio di questo tipo è fondamentale. È la base per creare l'atmosfera generale del disco e dargli una determinata impronta, è il punto di partenza. Non è un semplice collegamento di testi perché non si riesce a dire tutto quello che si ha in mente in una sola canzone, ma è come voler sviluppare un discorso di ricerca profonda che al termine del processo viene condivisa con i futuri ascoltatori.

GioMasteR: C'è qualche nome che ritenete lodevole all'interno della scena italiana?
Animæ: Noi siamo dei fieri sostenitori della scena italiana, tanto che il nostro batterista (Valentz, ndr) ed Imajes hanno un circolo culturale, di nome Twilight, in cui fanno suonare band metal italiane per tutta l'estate, cercando anche di far intervenire realtà maggiori come gli Stormlord. Tra le realtà che riteniamo meritevoli: L'Ordre Du Temple, Novembre, Aborym, Hour Of Penance, Fleshgod Apocalypse, Eloa Vadaath, gli Hatred in cui suona Valentz e di cui sono molto amico, Unbirth, Death SS che per alcuni non possono essere nominati...

GioMasteR: Ho visto che avete suonato con diversi nomi importanti: Rotting Christ, Melechesh, Samael, Keep Of Kalessin. Con quale di questi avete avuto l'esperienza più significativa e cosa vi è rimasto particolarmente impresso della vita on the street?
Animæ: Sicuramente ci ha sorpreso la differenza tra suonare in patria ed all'estero. La prima data del primo tour importante che abbiamo fatto si è svolta in Polonia: una volta scesi dal palco eravamo considerati come delle star, abbiamo trascorso tutta la serata a fare foto ed autografi, ricevendo anche diversi complimenti. Mentre, amaramente, qui se sanno che sei italiano difficilmente ti si filano, magari trovi qualcuno che ti fa i complimenti ed è già tanto. Invece all'estero in molti seguono gli eventi fin dal tardo pomeriggio e sono presenti anche per le esibizioni di tutte le band di supporto. Per quel che riguarda la band sono rimasto davvero colpito dai Rotting Christ, anche se come musicisti li stimavo molto da prima, e dalla loro umiltà, abbiamo mantenuto i contatti e ci sentiamo spesso.

GioMasteR: Mi viene in mente che anche i Riul Doamnei hanno avuto un cameo di Sakis nel loro ultimo lavoro.
Animæ: Ecco, un'altra band con cui siamo in contatto sono proprio loro, anche per affinità di genere.

GioMasteR: C'è solo affinità o anche concorrenza?
Animæ: Figurati! C'è amicizia e se tutto va bene prossimamente divideremo il palco nel veronese. Poi, se devo essere onesto, vedo la concorrenza tra band come una cosa assurda: se c'è del supporto, questo fa bene sia a me che a te. Inoltre dei musicisti validi e preparati costituiscono lo stimolo ad impegnarsi e migliorare la propria proposta, non sono dei concorrenti da sputtanare. Tanti finiscono per idolatrare gli artisti stranieri, perché non si può avere un po' di quella considerazione anche per le realtà italiane?

GioMasteR: Dato che abbiamo parlato dell'aspetto concettuale e simbolico, di quello compositivo e abbiamo accennato alla vita on the road: quanto conta per voi l'aspetto live e la presenza scenica insieme alle coreografie per la resa dei vostri dischi?
Animæ: È fondamentale. Ciò che cerchiamo di proporre è un vero e proprio teatro. Soprattutto io che ho le mani libere cerco di dare un'interpretazione dei brani, con l'ausilio di oggetti particolari come portacandele, candelabri, utilizziamo incenso, la corona di spine, guanti particolari che simulano dei rami avvizziti e richiamano il girone dantesco dei suicidi.

GioMasteR: Il mio sogno sarebbe vedere una gigantesca opera musicale metal che tributasse adeguatamente il sommo poeta, qualcosa in grado di rendere non solo la grandezza del suo lavoro ma potesse anche veicolare l'atmosfera e la profondità del suo scritto. Anche se dubito che un disco sul paradiso dantesco possa riscuotere interesse presso il metallaro medio.
Animæ: Ci vorrebbe qualcosa di psichedelico, molto seventies...

GioMasteR: In effetti è un paragone azzeccato! Ultima domanda per voi: avete pubblicato sotto Arcane Witchcraft Coven giusto? Ci parli un po' di questa label che non ho mai sentito prima?
Animæ: non è una vera e propria etichetta ma è un circolo esoterico. La scorsa estate, dopo una nostra esibizione, sono stato avvicinato da uno dei membri di questo circolo che era rimasto estasiato da ciò che ha visto e mi ha proposto di finanziare il nostro album ed in cambio di poter fare uso della nostra musica come sottofondo per le pratiche rituali. Dunque da questo è nata la sinergia: loro si sono occupati della parte di sponsorizzazione, mentre per distribuzione e spedizione ci appoggiamo ancora alla Crash And Burn. In futuro però non escludiamo di poterci avvicinare anche a realtà discografiche più importanti.

GioMasteR: Bene, mi sembra di aver esaurito la lunga lista di curiosità che avevo e siamo riusciti a toccare anche diversi punti “scomodi” di cui però era giusto parlare. Vuoi lasciare un messaggio ai fan italiani ed ai lettori di Metallized?
Animæ: Io chiederei ai lettori di Metallized di non giudicarci solo perché siamo italiani e magari di ascoltare la nostra musica con un po' di attenzione e non come una botta e via. Sono il primo a pensare che le proposte complesse necessitino di qualche ascolto in più e di tempo per poter crescere ed essere compresa, in questo modo in molti potrebbero notare che siamo qualcosa di diverso dai Cradle Of Filth e dai soliti ritriti paragoni che vengono sempre tirati in ballo ad un primo impatto.



lars_rosenberg
Giovedì 19 Luglio 2012, 15.16.01
11
Io li considero una delle migliori band italiane. Il lavoro che fanno a livello di concept è davvero interessante ed affascinante
il vichingo
Mercoledì 18 Luglio 2012, 13.58.28
10
@Kampfar: hai perfettamente ragione amigo. Il fatto che non abbia risposto alla mia domanda è un chiaro segno del fatto che si tratta del classico individuo descritto da Animae.
The 11th Earl of Mar
Mercoledì 18 Luglio 2012, 13.56.52
9
Parbleau! Visti al Blocco nel veronese agli inizi di giugno con Eternal Samhain (buona musica ma timidi) e Riul Doamnei (eccellenti, come altre volte, anche se per me, Fatima è inferiore ad Apocryphal). I Dark End sono però stati superiori, sia come sound (hanno veramente dei bei pezzi), sia come presenza scenica. Ho anche avuto il piacere di complimentarmi con lo stesso Animae. Tranquillo, per me la scena Italiana è interessantissima e ci sarebbero da nominare decine di gruppi. Del resto, citando i paragoni fatti nell'intervista, questo Grand Guignol Book I è nettamente superiore alle ultime deludentissime e farcite di brutta musica, prove degli osannati Cradle of Filth. Complimenti Dark End. Au revoir.
Kampfar
Mercoledì 18 Luglio 2012, 13.51.50
8
il genio del commento 5 rientra perfettamente nella categoria così ben descritta dal cantante nell'intervista (tra l'altro davvero esaustiva ed interessante): bravo cretino, il mediocre italiano medio non si smentisce mai! Dal lato mio non posso fare altro che lodare questa band per la grande musica che ci sta dando, avanti così ragazzi!!!
Nightblast
Martedì 17 Luglio 2012, 22.25.33
7
Signori, son bravi...nulla da dire. Forse a volte un pò troppo sinfonici ma bravi.
il vichingo
Martedì 17 Luglio 2012, 20.23.13
6
@Tompa: e perchè scusa? Non capisco proprio il senso della tua sparata.
tompa
Martedì 17 Luglio 2012, 19.50.50
5
pagliacci
Kara
Martedì 17 Luglio 2012, 11.05.12
4
bellissima intervista, complimenti
Legion
Martedì 17 Luglio 2012, 10.36.41
3
Gran bel colpo questo GioMaster!!! Bell'intervista. Ascolta ascolta Vichingo, per me è tra gli album dell'anno, indubbiamente!
il vichingo
Martedì 17 Luglio 2012, 10.15.40
2
Non ho mi sono mai degnato di ascoltare Le Grand Guignol, osannato praticamente da tutti. E' giunta l'ora di ascoltarlo!
SF
Martedì 17 Luglio 2012, 6.37.40
1
Great in-depth interview!
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