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WHITE SKULL + DEATH MECHANISM + CRISALIDE + H.O.S. + JOYLESS JOKERS - Arena Campagnola, Schio (VI), 19/07/2012
25/07/2012 (2688 letture)
INTRODUZIONE
Qualche settimana fa ho assistito al Sun Valley Metalfest, una manifestazione musicale riuscita molto bene sotto ogni punto di vista ma che, purtroppo, non ha ricevuto il giusto riconoscimento da parte degli ascoltatori di heavy metal veneti; "il biglietto è troppo caro", si è detto, oppure ancora "il posto è troppo distante dalle Province": queste sono solo due delle argomentazioni usate per spiegare la scarsa attenzione di un pubblico che in realtà, almeno per quanto riguarda la maggior parte delle unità che lo costituiscono, non ha alcun interesse verso la musica metal, salvo che non si tratti delle solite star d'oltralpe o, meglio ancora, d'oltreoceano. Giovedì 19 luglio, pochi giorni dopo il Sun Valley Metalfest, nella ridente cittadina di Schio si è tenuto lo Schio Rock Metalfest, un evento ad ingresso gratuito, poco distante dalla provincia di Vicenza (mezzora scarsa di macchina) e dagli altri paesoni di zona (Thiene e Bassano del Grappa): ospiti dell'evento erano alcune promettenti band emergenti locali e, come headliner, i leggendari White Skull, forti del ritorno sulle scene con la cantante storica Federica "Sister" De Boni e con un disco, Under This Flag, che sta piacendo a molti; ora, date queste premesse, secondo voi la serata com'è andata dal punto di vista dell'afflusso? Scopriamolo insieme nel corso del report...

JOYLESS JOKERS
Il festival iniziava alle 18:00, ma tra lavoro e tempo per cenare noi raggiungiamo il posto non prima delle 20:00. Al nostro arrivo trovamo sul palco i Joyless Jokers. Nonostante il volume troppo alto renda difficile distinguere i vari strumenti e godersi appieno la loro proposta, i vicentini si dimostrano ancora una volta una band di alto livello. Sono a loro agio sul palco e bravi ad intrattenere il pubblico, anche se a quell'ora non c'era ancora molta gente allo Schio Metalfest. Il genere proposto è un melodic death metal in stile svedese, sulle orme di gruppi come At the Gates e Hypocrisy, che alterna con disinvoltura momenti melodici ad altri parecchio brutali. Rispetto alla prima volta che li avevo visti, in occasione del Sun Valley Metalfest, noto una maggior partecipazione allo show del tastierista Jader: oltre a completare i brani con orchestrazioni futuristiche partecipa frequentemente alle linee vocali alternando il suo growl profondo a quello di Thomas e si scatena lasciando spesso e volentieri la sua postazione da dietro alla tastiera per andare a fare headbanging davanti al pubblico. Anche se in questa occasione la qualità dei suoni non rendeva giustizia alla perizia tecnica di questi giovani musicisti, il concerto è stato piacevole. Sono contenta di aver rivisto i Joyless Jokers e sarò contenta di poterli rivedere in altre occasioni.

H.O.S.
Per la prima volta ho l'opportunità di vedere live i thrasher vicentini H.O.S.: i quattro si esibiscono in uno show violento, caratterizzato da un'esecuzione sporca dei brani e da un'attitudine molto diretta, condita dalle bestemmie lanciate dal bassista Millo per via di problemi coi suoni onstage. Il pubblico sotto il palco scarseggia, ma gli H.O.S. non si lasciano scoraggiare e proseguono imperterriti con il loro thrash veloce, che dà poco spazio alla melodia e molto alla ritmica e che ben si sposa con la proposta musicale di questa giornata, in particolare con quella dei penultimi Death Mechanism. Come per i Joyless Jokers, anche qui i volumi sono esageratamente alti ed il bilanciamento dei suoni perfettibile, ma devo dire che in fondo il lavoro dei fonici è stato sufficientemente buono da permettere ai presenti (anche a quelli attaccati al palco, come me) di capire più o meno tutto quello che la band stava suonando. Alla fine del concerto penso che gli H.O.S. possano ancora crescere, e che la direzione intrapresa sia quella giusta: auspico per il futuro una maggiore coordinazione fisica sul palco (la quale sarà frutto naturale dei concerti), una migliore resa esecutiva dei brani e comunque una migliore capacità d'intrattenimento, soprattutto avendo riguardo agli spazi tra un pezzo e l'altro. Per il momento, comunque, gli H.O.S. sono promossi: a rivedersi alla prossima!

CRISALIDE
Indicati come primo "special guest" della serata, i Crisalide sono un gruppo veneto fautore di un thrash metal che richiama molto la proposta dei Sepultura. La performance dei thrasher nostrani viene purtroppo molto penalizzata dai problemi tecnici legati all'audio: all'inizio non si sentono le due chitarre, problema che viene risolto per quanto riguarda la chitarra solista giusto in tempo per un lungo assolo in tapping, ma che permane per tutta l'esibizione per ciò che concerne la chitarra ritmica, rendendola praticamente inesistente. A questo è da attribuire in parte la scarsa risposta che la band riesce ad ottenere dal pubblico, è da dire però che anche loro non spiccano per comunicatività: si muovono poco sul palco, non si avvicinano alla gente e fanno poco per cercare di coinvolgere i presenti, che rimangono quindi piuttosto freddi. C'è un piccolo gruppo di fan che sembra soddisfatto dell'esibizione nonostante i problemi tecnici, ma il resto del pubblico non si fa coinvolgere più di tanto neanche dalla cover della famosa Roots Bloody Roots dei Sepultura. Giornata no per i Crisalide? Per quel che ho capito tecnicamente sono bravi, il loro problema è più che altro la comunicazione con il pubblico, che potrebbe dipendere da fattori momentanei. Aspetto di rivederli prima di trarre conclusioni affrettate su di loro.

DEATH MECHANISM
Il secondo special guest della serata è questa consolidata band di Verona, che propone un thrash old school graffiante e tirato. Nonostante i problemi tecnici non accennino a terminare (in questo caso è la voce di Pozza a risentirne, soprattutto verso la fine), i thrasher portano avanti uno show coinvolgente, riuscendo anche a dare origine ad un piccolo focolaio di pogo tra i presenti (il pubblico era ancora poco numeroso all'inizio dello spettacolo, ma le presenze sono aumentate a vista d'occhio durante lo show). I tre si gestiscono bene il palco, con chitarrista e bassista che si scambiano di posto frequentemente riuscendo così ad occupare il largo spazio a disposizione senza dare un'impressione di vuoto. Quello che mi ha colpito di più della performance è stata la velocità con cui Pozza suona la chitarra, soprattutto se si considera che è sempre lui a cantare. Mentre urla al microfono il suo scream acido le sue dita sembrano andare da sole! La loro tiratissima proposta (i rallentamenti ci sono ma sono misuratissimi, il che è forse un peccato perché sono ben riusciti) riesce a coinvolgere i presenti, che alla fine chiedono pure il bis. I Death Mechanism sono un'altra delle band interessanti che il Veneto ha da offrire. Non c'è che dire: vino, soppressa e metal sono di alta qualità in questa regione!

WHITE SKULL
I White Skull sono esattamente quello che si dice una live band; quando salgono sul palco, non si comportano come se fossero parte dello show: loro sono lo show! Tutti e cinque i musicisti, presi singolarmente ma anche come gruppo, catturano l'attenzione dei presenti: il batterista Alex è in continuo movimento dietro il suo nuovo set colorato, mentre Danilo Bar confeziona i suoi virtuosismi di chitarra in un turbinìo di salti, headbanging, boccacce e le classiche posizioni alla Yngwie Malmsteen, ma anche il chitarrista fondatore della band, Tony "Mad" Fontò, ha un suo modo di intrattenere il pubblico, forte di una naturale propensione a stare sul palco e del rapporto che on stage instaura col bassista Jo Raddi; e poi c'è lei, l'anello di congiunzione tra i musicisti e la band, la biondocrinita Federica "Sister" De Boni, grintosa, energica e perfettamente a suo agio innanzi ad una platea che non l'ha mai dimenticata e che non perde occasione per starle dietro, raccogliendo gli inviti a cantare i refrain dei ritornelli (ormai Red Devil, tratta dall'ultimo Under This Flag, è un classico!), agitando i pugni e le corna e facendo tutto quello che normalmente si fa sotto ad un concerto metal. Dal punto di vista tecnico l'esibizione è stata molto buona (anche se, a causa di una qualità audio non del tutto all'altezza, meno convincente di quella del Sun Valley), dato che la band ha presentato una setlist interessante, incentrata sull'ultimo disco ma che ha anche visto la presenza dei vecchi cavalli di battaglia (soprattutto The Roman Empire ed Asgard), e l'avere a disposizione un palco grande e bene attrezzato dal punto di vista delle luci e scenografico (anche qui, l'ispirazione proviene da Under This Flag) non ha che migliorato l'esperienza live. Alla fine dello show tutte le persone presenti alla manifestazione erano attaccate al palco, e la mia impressione è stata che ci siamo tutti divertiti, anche se credo che quelli che si sono divertiti di più sono stati i White Skull, che mi sono sembrati sinceramente e positivamente coinvolti nella serata. C'è altro da dire? Non mi pare, però scusate se smetto di parlare, devo andare a controllare quanto tempo manca al prossimo concerto dei White Skull...

CONCLUSIONI
Tirando le somme, lo Schio Metalfest è stato un evento piacevole, tranquillo, in una bella location fresca ed immersa nel verde. I White Skull ci hanno offerto un concerto assolutamente scatenato e trascinante ed anche i gruppi precedenti si sono difesi bene. Purtroppo, al solito, il pubblico è stato al di sotto delle aspettative. Quindi nella nostra indagine sul perchè i metallari non vadano ai concerti possiamo tranquillamente scartare le ipotesi "biglietto troppo caro" e "posto difficile da raggiungere", dato che questo piccolo festival era gratuito e facilmente raggiungibile da diversi paesi e città venete, sebbene non con i mezzi pubblici. Quali altre ipotesi possiamo aggiungere alla nostra inchiesta sul perchè i metallari davanti al computer siano più numerosi dei metallari davanti ad un palco? Il fatto che l'evento fosse infrasettimanale ha forse avuto un suo peso, anche se tutto sommato il concerto è finito presto, come accade quasi sempre con gli eventi all'aperto. C'è chi dice che i concerti siano troppi e troppo poco pubblicizzati ed in effetti io devo riconoscere che per uno a cui riesco ad andare ce ne sono due che mi perdo, magari perchè non sapevo che ci fossero o perchè si svolgevano in contemporanea a qualcos'altro. Ma sarà davvero questo il motivo della scarsa affluenza? L'indagine continua.
Ma lasciamo da parte il discorso sul pubblico. La mia impressione dello Schio Metalfest è stata assolutamente positiva. L'unico neo che ho trovato sono stati i suoni non proprio perfetti (ma ho sentito di peggio) ed il volume incomprensibilmente alto. So che sto infrangendo le sacre regole del Vero Metal e che i Manowar mi puniranno per quello che sto per dire, ma almeno durante i gruppi di apertura avrebbero potuto tenerlo più basso, anche in proporzione alla quantità di gente presente davanti al palco. Avremmo sentito tutti meglio, a parte forse la vecchietta che abita a tre chilometri dal festival (ma non credo che sarebbe venuta a lamentarsi). In ogni caso farò in modo di non mancare nemmeno il prossimo anno!

Introduzione e report di H.O.S. e White Skull a cura di Nicola Strangis "Khaine"
Conclusione e report di Joyless Jokers, Crisalide e Death Mechanism a cura di Carolina Pletti "Kara"

Tutte le foto a cura di Vincenzo-Maria Cappelleri



Bag
Venerdì 24 Agosto 2012, 19.46.37
5
Io c'ero al concerto, e penso francamente che il pubblico fosse anche eccessivo, per un evento che (proprio come il Sun Valley, ma in piccolo) riunisce sempre gli stessi nomi (se non vogliamo chiamarla mafia, chiamiamola club privé). In Italia si continua a proporre REVIVAL e COVER, e questo è uno dei motivi (certo non l'unico) per cui l'organizzazione dei concerti, paragonata ad altri paesi, fa pena. Ed è anche il motivo per cui le band che vogliono rischiare se ne fuggono (giustamente) all'estero. Inoltre, se la competenza dei fonici riguardo al metal estremo spesso non è all'altezza (all'estero lo è, mentre a questo festival i suoni facevano pietà al cazzo), e se le infrastrutture non sono le stesse (andate in Olanda a vedere che investimenti fanno sulle infrastrutture per musica e concerti, altro che i quattro poveri straccioni de noialtri), è evidente che poca gente sarà attratta dal festival. E meno sarà attratta, più mancherà di cultura musicale e più difficilmente gli si potrà proporre cose nuove e originali. E allora vai di cover di merda e sempre i soliti sui palchi, che almeno i tuoi 50 nerds li trovi e vai in pari coi soldi. DISGUSTORAMA.
metal italiano= mafia
Giovedì 23 Agosto 2012, 18.39.01
4
sono i soliti che suonano a sti eventi all'aperto in zona !!sono sempre loro ormai li han visti tutti veramente sono bravi tutti grande rispetto per loro per carità però dopo la quinta,la sesta e la settima volta che li vedi dici no basta vi prego e penso che molta altra gente la pensi così !dispiace forse per chi si sbatte per organizzare perchè c'è un costo e uno sbattimento fisico non da poco !però poi si fa un errore enorme si chiamano sempre i soliti ed è la solita mafia ma la gente non è stupida e vi lascia li che ve la fate e ve la suonate da soli!per quanto riguarda invece quello che ha scritto Marco qui sotto nell ultima parte del commento quella di mayhem ecc beh posso solo dire che è allucinante perchè dietro tutto cio c'era ciano de negri e il mac 2 un locale stupendo del nord italia che l'anno scorso ci ha riprovato con show stupendi tipo quello di gorgoroth (stra pieno si ma di hgente fuori città) ed altri eventi tipo impaled nazarene misery index ecc semi deserti e che hanno dimostrato che il metal a vicenza lo ascoltano in pochi quelli che si sono visti a quei concerti!troppo pochi!!!impossibile quindi fare 1 festival da pienone manca la gente che ascolta e ognuno ha la sua idea me compreso!
Marco
Venerdì 27 Luglio 2012, 11.11.30
3
Mi è dispiaciuto un sacco vedere che eravamo in pochi.Io ero a 5 minuti da casa per cui non potevo mancare , ma lo scarso afflusso mi ha fatto venir in mente situazioni simili già avvenute nel mio paese, le cui potenzialità non sono mai state sfruttate. Da un lato, penso c sia una logica perversa per cui, se c'è un avvenimento del genere "in provincia", la gente del luogo non lo ritiene "importante" ..ma ciò non spiega perchè in altri paeselli di ridotte dimensioni ospitino artisti sempre "importanti" e facciano il pieno di gente ... secondo me la mancanza di pubblicità ha un grosso peso: francamente ho visto l'evento promosso in facebook e nelle riviste specializzate, ma ZERO VOLANTINI in giro .Ora, internet è un mezzo importante di diffusione dlle notizie, ma sperare che sia il canale più importante è utopia, visto che le informazioni sono granelli di sabbia e nessuno ci fa caso più di tanto(perchè poi dare per scontato che tutti si informino tramite facebook??). EAmarezza, pensando che sempre a Schio han suonato Mayhem, Necrodeath, L.A.Guns, Haunted e molti altri, che però si son esibiti sempre davanti a poche decine di persone...la storia si ripete..
Theo
Giovedì 26 Luglio 2012, 14.34.06
2
Molto validi i White Skull
AL
Giovedì 26 Luglio 2012, 11.53.11
1
ho apprezzato i white skull alla festa Emergency. molto in forma. alcune canzoni però sono troppo simili.... Asgard resta il loro capolavoro
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La locandina della serata
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25/07/2012
Live Report
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Arena Campagnola, Schio (VI), 19/07/2012
 
 
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