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FOSCH FEST - Day II, Arena Sound, Bagnatica (BG), 29/07/2012
03/08/2012 (4715 letture)
Dopo una notte insonne in tenda (direi che il prossimo anno sborsare due soldi in più per un bed & breakfast non sarebbe una cattiva idea) arriva la tanto attesa seconda giornata del Fosch Fest. Intanto non posso non tralasciare il fattore caldo che ha accompagnato questa domenica di luglio, veramente un sole che spaccava le pietre, ma tutto sommato è un bene se contiamo che solo una settimana prima dell'evento erano previsti forti temporali con tanto di grandine, diciamo che ci è andata bene; a tal proposito vorrei ancora ringraziare l’organizzazione per aver aperto verso mezzogiorno permettendoci di mangiare qualcosa, non oso immaginare il disagio se avessero aperto per le tre del pomeriggio a cavallo della prima esibizione. Ma ecco, parliamo appunto dei protagonisti di quest’oggi: i primi a calcare il palcoscenico saranno i giovanissimi veneziani Vallorch (folk metal dalle influenze estreme), seguiti dai finlandesi Kivimetsän Druidi (oggi rappresentanti della bandiera del folk metal dalle sfaccettature sinfoniche), poi dai pugliesi Vinterblot (autori di un sopraffino pagan death metal) e dai rumeni Negura Bunget (oramai storiche bandiere del black/folk di stampo progressive). A completare la serata ci saranno quei pazzi scatenati provenienti dalla Norvegia, ovvero i Trollfest (che io definisco grindcore con la fisarmonica e il sassofono, ma non prendete troppo sul serio questa mia classificazione!), seguiti dagli oramai leggendari Folkstone (folk-rock che non ha bisogno di alcuna minima presentazione), ai quali dobbiamo sempre più rendere omaggio per rendere possibile un evento di questo calibro.

VALLORCH
Anche il secondo giorno a dare il via al festival è una band di giovanissimi, i veneti Vallorch. Nonostante siano attivi solo da un paio d'anni, i ragazzi sono affiatatissimi e agguerritissimi sul palco, e anche loro non danno tregua al pubblico incitandolo a moshpit e wall of death. A guidare la scena la rossa cantante Sara, la cui voce potente e squillante duetta con il growl profondo del bassista Leonardo. Anche per loro purtroppo i suoni non sono proprio impeccabili, con il whistle che si sente troppo e a tratti copre il violino(devono essere un incubo per i fonici, questi whistle), ma riesco a godermi lo stesso la sinergia dei due strumentisti folk Francesco (violino) e Andrea (cornamusa, fisarmonica, whistles vari che quando non usa tiene appesi alla cintura). I brani proposti sono tratti dal loro EP autoprodotto, Stories of the North, e si mostrano più che adatti a far scatenare il pubblico del Fosch.

VINTERBLOT
Sotto un sole cocente arriva il momento dei Vinterblot, i quali si affacciano per la prima volta ad un concerto così nel nord Italia pur non essendo propriamente una band dalle caratteristiche “folk” come le altre presenti al festival. Nei loro quaranta minuti di esibizione la formazione pugliese si cimenta inizialmente in brani nuovi provenienti da Nether Collapse (Council of Trees Beholder) e in seguito propone Blood Furnace e For Asgard, presenti nel loro primo EP. In sede live questi brani hanno una carica assolutamente incredibile; la band, comandata dalla grande prova vocale di Phanaeus, dimostra di avere una imponente presenza scenica e di essere assoluta padrona del palco. Successivamente i Nostri si esibiscono con Howling Shadow, canzone che apprezzai su disco per le linee melodiche eseguite ottimamente dai due chitarristi (Vandrer e Fjorgynn), per il “muro” di basso di Eruner e per il lavoro alla batteria di Wolf. In poche parole prendete la potenza di questo pezzo e moltiplicatela all’inverosimile, avrete così in minima parte ottenuto l’effetto che si prova ascoltandola dal vivo. Nel finale rimango quasi di stucco e parecchio sorpreso (in senso positivo) dall’esecuzione di Sons of Northern Darkness degli Immortal in compartecipazione con Pagan, cantante dei Furor Gallico. È sempre bello vedere la collaborazione tra amici (e poi musicisti) nostrani, dato che la mancanza di una scena nel nostro paese è dovuta anche ad una continua guerriglia tra band minori che finiscono per ostacolarsi a vicenda senza arrivare a concludere mai niente. Il concerto termina con Upon a Reign of Ashes, cavallo di battaglia dei Vinterblot, che terminano così in grande stile la loro (purtroppo) breve presenza sul palcoscenico. Concludendo, dopo aver recensito il loro album e dopo averli visti dal vivo, confermo nuovamente la mia teoria secondo la quale questo gruppo è una delle cose più belle uscite dall’Italia negli ultimi anni. Se riuscite andate a vederli live e ascoltatevi il loro disco, questi meritano veramente.

KIVIMETSÄN DRUIDI
Questi ragazzi finlandesi, fautori di un genere che loro definiscono "extreme fantasy metal" e che io descriverei come una specie di incrocio tra Children of Bodom, After Forever, Nightwish e Finntroll, conoscevano già il nostro paese avendoci suonato un paio di volte in tempi recenti. Nonostante questo, l'esibizione al Fosch è stata per loro un po' una "prova del fuoco". Innanzitutto per il caldo: il simpatico bassista Simo ci ha rivelato dal palco di non essere mai stato a temperature così elevate ("in Finland we have 30 degrees sometimes but... fucking 40????"). Ed in secondo luogo per il fatto che si trattava della prima uscita in Italia in cui non avrebbero suonato in apertura dei loro "padrini", i Korpiklaani, la cui presenza garantiva loro un certo numero di spettatori davanti al palco. Il pubblico del Fosch, comunque, non si è fatto desiderare scatenandosi nel pit, urlando e battendo le mani a ritmo di musica. Un successone. I Kivimetsän Druidi sembravano non poterci credere: abituati all'accoglienza più fredda del pubblico finlandese (a quanto dice Simo pare che i nordici se proprio gradiscono lo show si limitino a muovere la testa a ritmo, con la birra in mano), erano contentissimi dell'entusiasmo della folla. La bionda cantante Leeni-Maria continuava a sorridere scuotendo la testa, ed alla fine dello show la band ha voluto farsi fare una foto sul palco con il pubblico urlante sullo sfondo. Anche grazie all'energia trasmessa loro dalla gente, i Druidi si sono scatenati ed il loro repertorio in sede live ha guadagnato parecchio in impatto. Leeni-Maria è stata impeccabile con il suo potente canto lirico e brava a stare sul palco, compensando i momenti in cui non doveva cantare con danze ed una gestualità teatrale. Anche gli altri musicisti hanno mostrato di sapere il fatto loro, anche grazie alla composizione dei pezzi ben studiata che permette a tutti i componenti della band di avere il loro spazio nei brani. Tra le canzoni proposte ho riconosciuto Desolation:White Wolf, Pedon Loitsu, Seawitch and the Sorcerer e Jaassa Varttunut. Grazie a Leeni-Maria, i Kivimetsän Druidi si rivelano un must per gli appassionati di voci femminili, e l'energia che trasmettono dal vivo rende il loro spettacolo godibile per tutti.

NEGURA BUNGET
I Negura Bunget sono venuti dalla Transilvania in furgone. 13 ore di viaggio per suonare al Fosch Fest, questa sì che è dedizione! Nonostante il lungo viaggio, e nonostante il batterista Negru sia reduce da due operazioni chirurgiche, una per ginocchio, i romeni non danno segni di cedimento e ci regalano uno dei live più intensi del festival. Il caldo era soffocante ed il sole ancora alto, ma i Negura Bunget sono riusciti a trasmettere una sensazione di gelo ed oscurità incombente, soverchiando gli spettatori del loro show con le loro sfuriate black, i momenti d'atmosfera ed i lunghi passaggi folk. Pamînt e Dacia Hyperboreana, tratte dall'ultimo album, mi hanno fatto venire i brividi tanto sono state intense ed avvolgenti. Questa band è dotata di un incredibile capacità nell'intessere atmosfere mistiche e nel trasportare l'ascoltatore in paesaggi ultrarerreni, una capacità che in sede live mi ha davvero stupito. Se si è a casa propria distesi sul divano è facile lasciarsi prendere dagli scenari di Vîrstele pamîntului, ma in un contesto come quello del Fosch, dove all'ordine del giorno ci sono caldo, festa e danze alcoliche, non è affatto un lavoro da poco. Sembra sia passato solo un attimo quando tutto finisce ed il caldo si fa sentire di nuovo, sembra che il concerto sia stato solo una strana allucinazione. Rimane il ricordo dell'entusiasmo di Negru nel suonare la grossa e strana percussione di legno che tengono ad un lato del palco, della figura gelida ed affascinante della tastierista Inia Dinia, avvolta dai suoi lunghissimi capelli mentre orchestra ambientazioni siderali, della poesia del flauto di pan suonato da Gadinet. Cercando di dare un giudizio più obiettivo e razionale, non posso fare a meno di notare l'affiatamento e la sinergia di questa lineup, considerata "nuova" ancora da molti anche se ormai consolidata da 2 anni intensi di concerti assieme, e le capacità del nuovo cantante Chakravartin, abilissimo sia nello scream che nella voce pulita. Una grande band.

TROLLFEST
Sono oramai le otto di sera e un chiaro messaggio urlato al microfono del chitarrista Mr. Seidel (chi era presente capirà) anticipa l’entrata in scena dei Trollfest. Dopo il classico intro marziale, sul palcoscenico si presenta Trollmannen travestito da bottiglia di whiskey tripla X per la gioia dei propri fan. Dopo qualche incerta parola in italiano la band parte subito ai mille all’ora con Die Verdammte Hungersnot e Karve, contenute entrambi in En Kvest For Den Hellige Gral. La mia impressione riguardo a questa band in sede live è quella di un carrarmato ubriaco che distrugge tutto e tutti, l’effetto che riescono ad avere sulla folla è assolutamente incredibile e attraverso la leggendaria Brakebein guidano tutto il pubblico nel cantarla all’unisono. Anche i brani nuovi, come Illsint e Rundt Bålet, vengono accolte ottimamente, ma l’apice viene raggiunto da TrinkenTroll, un pezzo che pur essendo uscito da pochissimo tempo è già entrato nel cuore di ogni ascoltatore. Trollmanenn interagisce continuamente con tutti, anche con i propri musicisti, e nell’aria circola un’atmosfera decisamente scherzosa e indubbiamente poco seria, ma tutto questo fa parte dello spettacolo offerto da questi sette norvegesi schizzati. Un’altra canzone che fa cantare tutto il Fosch Fest è senza ombra di dubbio Der JegerMeister, quattro minuti di puro divertimento sfrenato. La band prende equamente brani da ogni proprio disco, terminando in bellezza il proprio concerto con Helvetes Hunden GARM. Consiglio veramente a tutti, se ne avrete l’occasione, di andare a vedere questa band live perché sono veramente strepitosi, oltre che ad essere delle eccellenti persone per come si sono comportate con noi della redazione. È stato dunque veramente un piacere conoscerli ed assistere ad un loro show, anche se devo ammettere che in versione disco non sono e non saranno mai una delle mie band preferite.

FOLKSTONE
I Folkstone giocavano in casa, con tutti i vantaggi della situazione: ottimi suoni, luci perfette che creano un'atmosfera magica, migliaia di persone lì per loro che cantavano tutti i testi ed una cricca di amici entusiasti nello staff che verso la fine del concerto non sono riusciti a trattenersi dal salire sul palco per fare casino con loro. Gli orobici hanno trovato e perfezionato con gli anni una formula vincente che garantisce la riuscita di ogni loro live: canzoni scatenate, riff orecchiabili, testi in italiano facili da ricordare e da cantare per il pubblico e... cornamuse! Io quando vedo una cornamusa sono già contenta a prescindere, figuriamoci poi se ce ne sono 3 o 4 in contemporanea! La band ormai è super-rodata e in sede live non ha niente da invidiare a nessuno. Roby, Teo, Maurizio, Andrea e Silvia passano con una coordinazione perfetta da arpa a percussioni, da piva a ghironda, a bombarda, a chitarra senza intralciarsi tra di loro e con gli altri musicisti, che gestiscono la parte più classicamente metal. Lorenzo ha ancora un piede ingessato dal suo recente incidente sulla strada per il Sun Valley ed ha tenuto il palco seduto su uno sgabello, ma questo non ha limitato le sue capacità di intrattenimento, la sua voce profonda e i suoi discorsi di facile presa che fanno sempre la gioia dei fan. I brani dell'ultimo album Il Confine sono ormai dei classici, così come è ormai classica e attesa dalla gente la cover di Whiskey in the Jar. Rispetto all'ultima volta che li avevo visti, la differenza che noto è una maggior partecipazione all'attività sul palco da parte dell'arpista Silvia, che durante alcuni brani lascia la sua postazione accanto alla batteria e, arpa a tracolla, va a suonare in prima linea davanti al pubblico. La medievaleggiante Anomalus come di consueto fa impazzire la folla, che salta come se non ci fosse un domani, e tra una riuscitissima Frerì ed un altrettanto intensa Frammenti la gente si esibisce cantando in coro il tormentone "bevo", per il divertimento della band. Un altro momento folle è stato, come ho accennato prima, quando durante Rocce Nere una decina di persone tra organizzazione e pubblico delle prime file riesce a salire sul palco per saltare come dei dannati per il resto della canzone. Finito il brano i Folkstone si ritirano e, dopo una breve pausa, ritornano per ulteriori tre canzoni e concludono con una Longobardia adattissima al contesto. Alla fine del lungo concerto io sono distrutta dalle ore passate in piedi, ma soddisfatta. Ne è valsa la pena.

SETLIST FOLKSTONE
1. Il Confine
2. Grige Maree
3. Non Sarò Mai
4. Alza il Corno
5. Lo Stendardo
6. Anime Dannate
7. Terra Santa
8. C'è un Re
9. Anomalus
10. Nebbie
11. FolkStone
12. Frerì
13. Frammenti
14. Un'Altra Volta Ancora
15. Whiskey in the Jar
16. Luna
17. Omnia Fert Aetas
18. Simone Pianetti
19. Nell'alto Cadrò
20. In Taberna
21. Rocce Nere

--Encore--

22. Ombre di Silenzio
23. Con Passo Pesante
24. Longobardia


Giungiamo così al termine della quarta edizione di Fosch Fest. Tra le persone che si allontanano dal palco c'è chi si dirige verso le spine per farsi un ultimo giro di bevute, chi si trascina verso la tenda pronto a far casino o, al contrario, rassegnato ad una seconda notte insonne e chi, come me, si avvia alla macchina per il viaggio verso casa. Durante il viaggio ripenso alla follia di questi due giorni intensi: c'era gente dipinta di tutti i colori, che se finivi in mezzo al pogo ne uscivi rosso, verde e blu. C'era un pubblico fantastico, iper-attivo e super-festaiolo. C'erano metallari ovunque, sui prati, nei negozi, nei bar del paese. Che soddisfazione! Sono contenta di vedere finalmente un festival italiano (che non sia il solito Gods of Metal o Heineken Jammin' Festival) avere una così buona risposta di pubblico, sia come quantità che come qualità di partecipazione attiva. Spero che l'organizzazione del Fosch, forte di questa esperienza, sia in grado di crescere e guardare sempre avanti per proporci ogni anno un'edizione migliore. Non so voi, ma io non vedo l'ora che sia l'anno prossimo per tornarci! Devo assolutamente riuscire ad assaggiare uno di quei ghiaccioli...

Introduzione e report di Vinterblot e Trollfest a cura di Giacomo Caldironi "Arvssynd"

Conclusione e report di Vallorch, Kivimetsän Druidi, Negura Bunget e Folkstone a cura di Carolina Pletti "Kara"

Tutte le foto a cura di Vincenzo-Maria Cappelleri e "Persephone"



Zenith
Mercoledì 12 Settembre 2012, 16.40.42
27
A me sono piaciuti tantissimo, oltre ai Kivimetsan Druidi che adoro, i Vallorch (piacevolissima sorpresa) e gli onnipotenti Trollfest (anche se sapevo già a cosa sarei andato incontro con loro... sempre meravigliosamente divertenti e assurdi!!!!).
Bsa24
Lunedì 3 Settembre 2012, 16.17.19
26
Vinterblot e Trollfest da rivedere, concerti (quasi) perfetti. I Folkstone, nonostante i testi palesemente INSENSATI pseudo filosofici dell'ultimo album, non smettono mai di mandarla alla grande e dopo averli sentiti live 5-6 volte e' sempre un piacere risentirli. Speriamo in un Fosch Fest 2013 ugualmente crasto!
il vichingo
Mercoledì 15 Agosto 2012, 11.38.40
25
Penso che il buon Samba abbia chiarito perfettamente la questione. Non si tratta, Andrea, di essere "trve" o di "alzare le chiappe per andare i concerti", sono discorsi che non c'entrano assolutamente niente e servono soltanto a buttare alle ortiche una discussione. Qui si sta parlando dell'inutilità di alcune classificazioni, che sono puramente speculative. Prendiamo il War Metal tirato in ballo da Samba, o il Cinematic Metal dei Rhapsody... tutte cazzate in libertà (perdonate la mancanza di finezza, ma volevo essere diretto). L'ho scritto poco tempo fa anche nel forum: un'etichetta, per essere tale, deve avere un riscontro "storico", ovvero chi propone la classificazione deve portare degli esempi concreti per dimostrarne la validità. Nel caso in questione, "Pagan Death" vuol dire tutto e allo stesso tempo non vuol dire niente. Cosa mettiamo dentro a quest'etichetta? I Vinterblot, che sono death/Melodeath sulla falsariga degli Amon Amarth? Gli Eluveitie, che propongono un Melodeath "sporcato" di folk? Penso che, senza offesa, sia necessaria un po' di obiettività quando si disquisisce di etichette e generi, altrimenti si rischia di dare corpo a classificazioni fantascientifiche che hanno un'attinenza scarsa o addirittura nulla con i fatti storici.
andrea - heidevolk fan club
Mercoledì 15 Agosto 2012, 9.31.25
24
ok sei un true che viene a commentare festival per cui manco alza il culo l'abbiamo capito...mi inchino...
Sambalzalzal
Mercoledì 15 Agosto 2012, 7.45.44
23
Undercover@ "Cos'è il pagan death? Una scritta da tatuarsi sulle chiappe?" AHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!! ma infatti queste sono cazzate oppure appunto scritte da stampare sulle magliette per farsi pubblicità (neanche tanto originale poi), uno può inventare tutte le definizioni che vuole ma da qui a dire che un genere esiste solo perchè una band inventa un aggettivo mi pare un pò troppo. RIcordo anni fa quando quei geni degli Stormlord si definirono WAR METAL... ora lasciando perdere il quoziente intellettivo medio dei singoli membri che non mi sembra particolarmente alto, seguendo il loro ragionamento (che si basava sui testi) allora WAR METAL lo sono anche gli Iron Maiden per canzoni come The Trooper, Where Eagles Dare, Sun And Steel, Aces High ecc ecc? O i Metallica? Ci metterei anche i Guns n Roses con Civil War e siamo a cavallo. Qui Andrea@ non si tratta di generi che non piacciono, si tratta di inventarsi definizioni per bands che come caratteristiche sono già ben delineate!
Undercover
Mercoledì 15 Agosto 2012, 2.07.02
22
Ragazzo mio non hai proprio capito una sega di cosa sia il metal... e te lo dico molto bonariamente.
andrea - heidevolk fan club
Martedì 14 Agosto 2012, 19.30.39
21
cioè voglio dire se seguiamo il vostro ragionamento allora i generi composti non esistono proprio??? si spera che non esista solo la mainstream ....dopo 40 anni che il metal esiste...
andrea - heidevolk fan club
Martedì 14 Agosto 2012, 19.27.35
20
si ma qui mi pare di scorgere una cosa abbastanza divertente che vedo in molti che conosco..ossia se un genere non piace allora sembra che non esista...faccio per dire conosco qualcuno che odia il power e per questo il "powerfolk" di ancient bards, elvenking spellblast ecc ecc non esiste...cos'è? nichilismo portato all'estremo?!ehehhe )))
il vichingo
Martedì 14 Agosto 2012, 19.19.04
19
Sottoscrivo anche le virgole degli ultimi due interventi di Undercover
Undercover
Martedì 14 Agosto 2012, 18.15.24
18
Infatti non ho commentato né l'esibizione, né la band in termini di valori tecnici o altro, solo una definizione assurda e buona solo per attrarre ragazzini e darsi un tono. Vale per una band italiana quanto per una tedesca o neozelandese la critica sarebbe di eguale tono.
Undercover
Martedì 14 Agosto 2012, 18.14.04
17
NON E' DEFINIRE... è sparare cazzate, il PAGAN DEATH NON ESISTE non è una questione di sfaccettature, è vendere fumo negli occhi e mi dispiace che si scenda a questo tipo di mezzucci per attirare la gente, è come negare che gli Eluveitie suonino death metal melodico oltretutto di plastica, se poi uno vuole credere a qualsiasi cosa lo faccia ma parlando di Pagan e Viking Quorthon si rivolterebbe nella tomba leggendo stronzate simili.
Undercover
Martedì 14 Agosto 2012, 18.14.04
16
NON E' DEFINIRE... è sparare cazzate, il PAGAN DEATH NON ESISTE non è una questione di sfaccettature, è vendere fumo negli occhi e mi dispiace che si scenda a questo tipo di mezzucci per attirare la gente, è come negare che gli Eluveitie suonino death metal melodico oltretutto di plastica, se poi uno vuole credere a qualsiasi cosa lo faccia ma parlando di Pagan e Viking Quorthon si rivolterebbe nella tomba leggendo stronzate simili.
andrea - heidevolk fan club
Martedì 14 Agosto 2012, 18.12.14
15
e in ogni caso ci risiamo...cosa ventire a parlare delle band di un festival a cui manco andate?....boh il delirio di farsi fighi e spacconi sta dilagando anche nel metal a quanto pare...
andrea - heidevolk fan club
Martedì 14 Agosto 2012, 18.10.17
14
vallo dire a te direttamente ai vinterblot che mi hanno venduto la maglietta con diestro pagan death metal...non vedo cosa ci sia di male a definire i generi.....piuttosto che sentir dire la gente che senti metal cosi in generale è bello mostrargli tutte le sfaccettature...
Undercover
Martedì 14 Agosto 2012, 17.33.04
13
Cos'è il pagan death? Una scritta da tatuarsi sulle chiappe? Per favore basta con sti generi inventati vi prego, non esiste il pagan death, il viking death e tutte le stronzate similari che vengono spacciati come tali... vi prego abbiate pietà di chi non ascolta metal dall'altro ieri e non credete a tutte le cazzate che vi vengono propinate dalle label e dalle band, avremmo 200.000 stili e generi che non servono a nulla.
andrea - heidevolk fan club
Martedì 14 Agosto 2012, 16.26.29
12
a quale band metodich death ti riferisci??? l unica band che faceva death erano i vinterblot ....anzi pagan death per la precisione...ma di sicuro nn melodico
tank
Domenica 12 Agosto 2012, 1.01.34
11
selezionate meglio la gente che scrive sti articoli, venirmi a dire che un gruppo melodic death metal qualsiasi sia la migliore uscita italiana di sti anni è da pazzi..nonchè da ignoranti..sia per la pochezza della band sia per la tragedia nel negare gli onori a band che veramente spaccano tutto...silenzio e un po' di coerenza..sono articoli scritti da sedicenni arrapati altro che giornalisti o presunti tali che capiscono qualcosa di musica.
Sheckter93
Sabato 4 Agosto 2012, 10.49.11
10
sarei venuto volentieri anch'io considerato che abito al confine con la bergamasca ma non ho potuto perché 1) ero via in quei giorni e 2) perché la gente che va ai concerti di tipo pagan/viking mi sta un bel po' sulle palle però l'anno prossimo potrei fare un eccezzione se il bill sarà mostruoso come quest'anno
andrea - heidevolk fan club
Venerdì 3 Agosto 2012, 20.26.13
9
yes..è na figata si )) e aggiungo che anche la sua "anticipazione", il gods of folk di casalromano (MN), è altrettanto molto spassosa
Cinnbe
Venerdì 3 Agosto 2012, 19.05.50
8
Oh è il primo anno che partecipo al fosch e devo dire che è stata seriamente una figata, a parte per i gruppi che c'erano che secondo me erano tutti dei gran fighi, ma poi è proprio un evento della madonna..soddisfatissimo! E son già curiosissimo per i gruppi del prossimo anno!
Vinter
Venerdì 3 Agosto 2012, 18.58.10
7
Fantastico Fosch, sempre un piacere tornarci!
Michel
Venerdì 3 Agosto 2012, 18.35.52
6
Folkstone, siete sempre i più matti, ogni vostro concerto è uno spasso, ormai tanti amici e canzoni stupende
GioMasteR
Venerdì 3 Agosto 2012, 17.24.47
5
D'accordissimo con Khaine, Negura grandissimi! E devo dire che pure i Trollfest hanno spaccato di brutto, band divertentissima e con una carica pazzesca!
andrea - heidevolk fan club
Venerdì 3 Agosto 2012, 16.53.54
4
coi trollfest è stato un delirio di ignoranza pura ahhha mai stato a un gig cosi divertente XD
GUFO 87
Venerdì 3 Agosto 2012, 14.29.57
3
io non li trovo poi così semplici i testi dei folkstone soprattutto quelli dell'ultimo album.
alzailcorno93
Venerdì 3 Agosto 2012, 13.48.27
2
per me i migliori sono stati i Moonsorrow ( molto probabilmente sarà stato perchè era da anni che volevo vederli!) ma dopo di loro senza dubbio ci sono stati i Negura...un concerto davvero immenso
Khaine
Venerdì 3 Agosto 2012, 12.41.00
1
Negura Bunget top player del Fosch Fest 2012! Spettacolo.
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Il bill del secondo giorno del Fosch Fest
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