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BRETUS - Fedeli al nostro stile
06/08/2012 (1808 letture)
C’era grande attesa per il primo vero album su lunga distanza dei Bretus. Dopo il buonissimo mini album d’esordio targato 2009, In Onirica sta ottenendo un credito importante, da parte di pubblico e critica, tale da giustificare questa piacevole chiacchierata con il leader della band Ghenes, segno tangibile che in Italia le cose si stanno evolvendo in maniera esponenziale e che le ottime band, soprattutto in ambito doom non si contano più sulle dita di una mano come nel recente passato. Ma bando alle futili chiacchiere, e lasciamo la parola a Ghenes.

Witchcraft: Ciao Ghenes e benvenuto sulle pagine di Metallized, vorrei che ci introducessi nel mondo dei Bretus.
Ghenes: Grazie a te Emiliano per lo spazio e per il supporto. La band è nata concettualmente nel 2000, ma, per problemi di formazione, non abbiamo mai registrato niente di serio fino al 2008. ln quel periodo frequentavo un piccolo locale rock di Catanzaro (si chiamava “da Boe”) ed è li che ho conosciuto meglio i ragazzi con cui poi sviluppare meglio le idee che avevo. Oggi ci sono due nuovi arrivi (Faunus e Striges) che comunque avevano sempre gravitato nell’orbita Bretus, sia per interessi comuni che per amicizia. Il nome non ha un significato, anzi! Un giorno mi è capitato di leggere su internet un pezzetto di un vecchio manoscritto e nella lingua degli antichi bretoni dovrebbe significare “fratelli”, ma non era a quello che pensavo.

Witchcraft: So che sei il principale compositore, ci vuoi spiegare come nasce una canzone dei Bretus?
Ghenes: Io sono il principale compositore è vero. Ma è anche vero che ognuno di noi aggiunge le proprie “spezie” al tutto. Comunque, l’ispirazione può venire da un disco, da un film, da un paesaggio, da un libro o da semplice improvvisazione. In ogni caso è la parte più, se posso dire, “spirituale” che cerchiamo di incanalare in ogni pezzo. Penso seriamente che lo stoner doom è il genere che più ti permette di far confluire influenze che vanno dal rock ‘n’ roll alla musica d’avanguardia, e ogni elemento non stona con gli altri. Una piccola rivincita se pensiamo che per anni questo genere è stato considerato come il fratello minorato dell’ hard/heavy rock metal o come lo vuoi chiamare.

Witchcraft: Veniamo al nuovo album: che periodo di gestazione ha avuto e qual'è la canzone a cui tieni maggiormente, quella che pensi possa rappresentare al meglio il nuovo corso della band?
Ghenes: Il periodo di gestazione è stato di quasi un anno e mezzo tra la composizione e l’effettiva registrazione. Più che un parto quindi! Devi pensare però che tutto il disco è stato terminato senza nessuna prova insieme agli altri. È stato quasi come mettere a posto un puzzle, ma alla fine siamo abbastanza soddisfatti di come è venuto. Il pezzo di cui sono più orgoglioso forse è Insomnia, che racchiude “quasi” tutto quello che vogliamo in una nostra canzone.

Witchcraft: C'è un filo conduttore che unisce le varie canzoni?
Ghenes: Il filo conduttore è stato solo quello di cercare di realizzare un disco solido e che cercasse di avere le caratteristiche che hanno avuto i Bretus dall’inizio. Vogliamo restare fedeli al nostro stile. D’altra parte, il progetto è nato come un’ omaggio al genere ed ai gruppi fondatori del genere.

Witchcraft: So che non sei tu a scrivere i testi, quindi eviterò di entrare nel dettaglio, ma a me personalmente ha colpito molto The Black Sheep; anche se è una strumentale, spesso le musica sa parlare più di mille parole... Per Ghenes che storia racconta questo pezzo?
Ghenes: Non ho mai pensato seriamente ad una storia. In effetti quando ho composto il pezzo cercavo solamente di creare qualcosa che si avvicinasse al suono degli Atomic Rooster, dei Black Widow e di quei grandi gruppi dark/prog degli anni settanta. Ora che mi ci fai pensare, potrebbe raccontare la storia di un astronauta che si addormenta nello spazio e si sveglia su un’ altro pianeta. Magari scriverò una sceneggiatura grazie dell’idea ah ah ah…

Witchcraft: La produzione è davvero ottima, ne curate voi ogni dettaglio o vi siete affidati a qualcuno?
Ghenes: Grazie! È tutta farina del sacco di Gianluca Molè e del suo Soundfarm Studio. Avere Glk a due passi da casa e scervellarmi per trovare uno studio mi sembrava stupido. Poi ci conosciamo da tempo, e sapevo che solo lui poteva capire le nostre idee e metterle in pratica.

Witchcraft: Quali sono le tue principali influenze e quanto il blues e la psichedelia sono importanti nell'economia del vostro sound?
Ghenes: Mettermi ad elencare i miei “guru” sarebbe lungo, ma ti dico subito che ascolto di tutto e mi sforzo di classificare la musica solamente in quella buona e quella cattiva. Il blues e la psichedelia certamente in primis, non fosse altro perché il mio idolo è Syd Barrett. Ascolta la sua Lucifer Sam per capire cosa voglio dire.

Witchcraft: Trovo che la copertina di In Onirica sia davvero evocativa, perfetta per descrivere le atmosfere sulfuree, ossessive e senza tempo che fuoriescono dalle vostre composizioni. Ce ne vuoi parlare? Chi è l'autore?
Ghenes: L’autrice è un’artista irlandese che si chiama Elaine, ed ha già fatto diverse copertine per altri gruppi del nostro stesso genere. La cosa che mi ha subito colpito di lei è che è una vera pittrice e non si limita a maneggiare programmi di computer graphic; questo di sicuro rende i suoi lavori ancora più veri ed evocativi. La nostra idea sarebbe quella di legarci a lei per tutti i nostri lavori, per dare un senso di continuità al tutto.

Witchcraft: So che siete sempre stati una band da studio, ma è cambiato qualcosa nel frattempo? Avremmo la possibilità di ascoltarvi live? Vista la qualità della vostra proposta -ed il responso di pubblico e critica- non pensi sarebbe un peccato non portare la vostra musica on the road?
Ghenes: Sarebbe molto bello suonare questi pezzi dal vivo, e infatti stiamo lavorando per riuscire un giorno (non molto lontano, spero) a soddisfare tutti quelli che ci aspettano alla prova live.

Witchcraft: Cosa ne pensi di questo revival per le sonorità degli anni 70? Ci sono nuove band che stai seguendo con maggiore entusiasmo?
Ghenes: Forse la gente si è accorta che tutti questi nuovi gruppi dal vivo e senza il mega studio dietro non sono più così attraenti. Forse è la ricerca di suoni autentici, chi lo sa? Forse è l’inizio di una nuova “moda”? Al momento ci godiamo questo revival in attesa di tempi peggiori. Mi è piaciuto molto l’ultimo disco dei Black Pyramid intitolato II ma, come ho già detto, ascolto un po' di tutto, e cerco di non farmi troppo condizionare da quello che succede intorno eh eh eh…

Witchcraft: Ghenes, ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato e ti faccio un in bocca al lupo per il futuro della band.
Ghenes: Grazie a te e a Metallized per averci dato la possibilità di esprimerci, e crepi il lupo!



Undercover
Lunedì 6 Agosto 2012, 22.19.10
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Bell'intervista, va beh, ma io son di parte
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