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MESHUGGAH - Dietro il palco del Transilvania, 29/05/2005
03/06/2005 (3382 letture)
Live Report Meshuggah + Scarve, Milano 29 Maggio Transilvania-Live Parte (1°)
Arrivare sul luogo di un concerto 7/8 ore prima dell’orario di apertura dei cancelli cela in genere lo scopo di essere tra i primi ai “nastri di partenza” quando, qualche ora più tardi, si svolge la breve competizione podistica che porta a ritrovarsi “sotto” il palco. Nel nostro caso la circostanza che giustificava tanto anticipo sulla “tabella di marcia” dell’evento era la possibilità di parlare con le band, cosa che si spera sempre di riuscire a fare per poter avere informazioni di “primissima mano” sugli argomenti che si intenderebbero approfondire e mettere a disposizione dei lettori.
Nonostante l’accredito e nonostante una intervista con i Meshuggah opportunamente pianificata con il tour management della band, avevo cercato di trovarmi al Transilvania almeno entro le due, indipendentemente dalla (verosimilmente lunga) attesa che questo avrebbe potuto comportare. Se l’efficacia di un tentativo si valuta sulla riuscita finale di un’azione, allora non si sarebbe potuta fare scelta migliore, poiché la dea bendata non ha voltato le spalle a Metallized.it ed in particolare a me, suo umilissimo rappresentante: in tutto il prosieguo della giornata il momento in cui mi sono trovato “più lontano dalle band” è stato il concerto stesso e la distanza era comunque inferiore ad una decina di metri. Ritengo almeno doveroso sottolineare queste cose, poiché penso che difficilmente, ripetendo esperienze del genere, mi capiterà di lavorare con persone più gentili, disponibili e rispettose di quelle che suonano negli Scarve e nei Meshuggah. Personalmente, a parte per gli Scarve con i quali non avevo ancora avuto la fortuna di parlare, dai Meshuggah me lo aspettavo e li ringrazio per non avermi deluso, cosa che , a questo punto, immagino non siano proprio in grado di fare.
Arrivati nello spazio antistante il locale, ci siamo ritrovati con un piccolo gruppetto di cacciatori di autografi, che annunciavano l’imminente uscita dei Meshuggah, cosa che a me personalmente aveva lasciato abbastanza scettico. Detto–fatto nel giro di pochi secondi compare Tomas, poi Fredrik e via via tutti gli altri, inizia una serie interminabile di flash di abbracci e quant’altro… il “gigantesco” tecnico delle luci mi “promette” l’ intervista con Marten alle tre, ed il “Nostro” arriva puntualissimo all’ appuntamento pieno di sollecitudine e voglia di parlare, le domande fatte integrano la precedente intervista già pubblicata dal sito e le danno una “dimensione” più consona a quella della band:

[Metallized] Ciao Marten come procede questa prima settimana di tour?

[Marten] Davvero alla grande, le location sono praticamente piene ovunque e più di una volta abbiamo dovuto rimproverarci di non aver pianificato in spazi più estesi.

[Metallized] Iniziamo con un’informazione “di servizio”, chi sta suonando il basso nelle date del tour?

[Marten] Dick Lovgren (vecchia conoscenza?), è destinato a collaborare più approfonditamente di un tournista qualunque con noi, anche se per quanto riguarda la realizzazione della musica i Meshuggah resteranno un “four-people project”, ormai siamo abituati a scrivere la musica in quattro, lavorare in studio in quattro, fare scelte in quattro; non avrebbe molto senso cambiare adesso.

[Metallized] Che cosa state facendo nelle pause tra una data ed un’altra, a parte queste noiose interviste?

[Marten] (Ride) In realtà, preparando un tour come quello che stiamo facendo adesso, non ci sono molti day-off in programma; quindi a parte suonare e viaggiare da una località all’ altra, si ha giusto il tempo di dormire e fare una doccia.

[Metallized] Tutto bene con gli Scarve? com’è successo che vi ritroviate in tour insieme?

[Marten] Alla Grande! Non si è trattato di una cosa pianificata dall’etichetta, anche perché loro sono con la Listenable; è stato Fredrik a sentire un loro pezzo, gli era piaciuto ed aveva partecipato con un assolo (il disco è Irradiant, il pezzo Asphyxiate [n.d.Segugio]) e da lì siamo rimasti in contatto, poi loro hanno lavorato con Daniel (Bergstrand n.d.S.) come noi, che in Svezia è una specie di garanzia di qualità.

[Metallized] Voi fate spesso tour europei, il vostro staff è sempre rimasto lo stesso?

[Marten] No, non sempre, non abbiamo scelto tra amicizie pregresse i nostri collaboratori, per quanto riguarda me la mia cerchia di amici è molto ristretta, anche quando sono a casa; esco con la mia donna ed un paio di amici, ma è raro fare amicizie in tour, poi, chiaramente ci sono delle eccezioni, ad esempio è successo durante i tour con i Tool, che sono delle persone veramente a posto. Eravamo con loro già da un po’ di tempo e dopo le prime date abbiamo cominciato a cambiarci di posto sui rispettivi tour-bus, per la confidenza e l’amicizia che si era creata. Credo che quei tour restino, anche grazie a questo, tra i migliori che abbiamo mai realizzato.

[Metallized] (colgo la palla al balzo) Già che ci siamo, potresti per caso darci qualche ragguaglio sullo stato di lavorazione del nuovo disco dei Tool?, i fan italiani (che sono parecchi) fanno abbastanza fatica ad ottenere informazioni in merito.

[Marten] (largo sorriso), Te lo dico in una parola: io ho già ascoltato i brani (!!!), naturalmente erano solo delle demo version senza voce, ma credo che la realizzazione del lavoro finito sia imminente.

[Metallized] Tralasciando l’ipotetica partecipazione a festival estivi, credi che farete date in America quest’estate?

[Marten] Per quanto riguarda quest’estate tenderei ad escluderlo, molto più probabilmente faremo un tour americano in autunno, ma dipenderà anche dallo stato di avanzamento dei lavori per il nuovo disco, vorremmo partire con qualcosa di concreto già pronto per essere avanti quando si tratterà di lavorare in incisione.

[Metallized] Hai toccato un argomento molto rilevante per i fans, che poi è legato al rinnovo del contratto con la Nuclear Blast

[Marten] Certamente, abbiamo rifirmato come certamente saprete.

[Metallized] Appunto, ma che tipo di contratto è questa volta? A tempo? A dischi?

[Marten] Un contratto per un nuovo disco, più due opzioni per altrettanti dischi successivi, senza riferimento al tempo.

[Metallized] Grosso modo sembrerebbe fatto su misura per voi.

[Marten] Direi anche per loro tutto sommato. Le cose da quando firmammo la prima volta con la Nuclear sono molto cambiate sia per loro sia per noi, entrambi siamo due realtà di dimensioni differenti rispetto ad allora. Credo che la maggior parte dei problemi che abbiamo incontrato negli ultimi tempi fossero dovuti ad una certa carenza di comunicazione, un po’ come succede a volte con le donne (ride). Infondo loro non sono il tipo di etichetta che costringe una band a fare cose che non vuole e noi ci troviamo bene con un’ etichetta come la Nuclear, che in Europa è una delle poche abbastanza grandi da garantirci ciò di cui abbiamo bisogno.

[Metallized] Avete già il nuovo full-lenght in cantiere?

[Marten] Decisamente si, si tratterà di un disco con differenti tracce all’interno e non di una mono-traccia come gli ultimi due, ma non ti posso proprio anticipare altro perchè quando si tratta di noi, come già sapete :”You never know…”

[Metallized] Per quanto riguarda il live-set suonerete con il POD stasera?

[Marten] Abbiamo cambiato delle cose negli ultimi tempi: Suoniamo con tre Vetta2 ciascuno e le utilizziamo “cross-patched” (in due parole significa che le testate vengono “assegnate” ad un canale differente coerentemente con le varie parti eseguite nei brani da ogni chitarrista [n.d.S.]), si tratta di testate solid-state a controllo MIDI, un’idea analoga a quella di alcuni pre di qualche anno fa (Mesa Tri-Axis n.d.S.)

[Metallized] Adesso ti sottopongo una mia personalissima curiosità, per suonare quella corda mostruosa (l’ottava ovviamente) che plettro usi?

[Marten mi mostra un plettro Dunlop nero da un millimetro(!!!)]

[Marten] Potrà sembrarti strano, ma non ho bisogno di un plettro più rigido di questo grazie alla notevole stabilità meccanica della chitarra.

[Metallized] Intendi della Nevborn?

[Marten] No no, intendo l’ Ibanez a otto corde (…), se vuoi te la faccio vedere.

[Si allontana un minuto entrando nel locale e me la porta, sto cominciando a non credere più a quello che vedo]

[Marten] Come puoi notare anche plettrando con un certo vigore sull’ottava, il pitch della nota rimane stabile, abbiamo fatto segare e saldare due Floyd Rose per farci stare insieme otto corde e l’abbiamo bloccato come un ponte fisso, Fredrik suona lo strumento a otto corde anche per i vecchi brani tant’è versatile, io mi limito ad usarlo in quelli da Nothing in poi.

[Ho provato la chitarra di persona ed effettivamente, a tutt’oggi, non ho parole; inutile aggiungere che non gliel’ho nemmeno dovuta chiedere, me l’ha semplicemente “messa addosso”]

La breve intervista finisce in un tripudio di foto, scambi di doni ed altre scene pittoresche che proprio non si possono scrivere su un sito serio. Non appena i nostri cari svedesi rientrano all’ interno per cominciare a lavorare al sound-check arrivano gli Scarve su un lunghissimo furgone giallo; quelli che li conoscono non mancano di scagliarsi armati fino ai denti di copertine, ed il sestetto di Nancy si concede di buon grado ai ragazzi presenti, mostrando di non essere meno disponibile rispetto ai più blasonati colleghi scandinavi. E’ già difficile non simpatizzare per una band che (come avranno fatto molti che leggono questo articolo) si carica di buon grado l’attrezzatura sulle spalle per aiutare gli altri dello staff , mostrando un’umiltà ed un rispetto del lavoro altrui che molti dei sedicenti musicisti del nostro paese, dotati di talento nemmeno lontanamente paragonabile, non hanno avuto nemmeno da esordienti. A questo si aggiunga lo spettacolo successivo da parte di entrambe le band, di cui si rende conto nella seconda parte del report.

SECONDA PARTE >>>



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