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FOSCH FEST - Le Interviste dell'edizione 2012: Draugr, Vallorch ed Henderwyd
07/09/2012 (3863 letture)
In occasione del Fosch Fest 2012 noi di Metallized abbiamo deciso di dare spazio ai gruppi italiani che si sono esibiti: nel vissuto backstage del festival bergamasco abbiamo scambiato qualche chiacchiera con i debuttanti e agguerriti Henderwyd e Vallorch, per poi concludere con i seguitissimi abruzzesi Draugr. Folk on!!!

HENDERWYD
Fabriziomagno: Ciao ragazzi, iniziamo con le vostre impressioni riguardanti il concerto, come vi sentite ora e come vi pare il festival.
Henderwyd: In realtà non ci aspettavamo un supporto così grande da parte del pubblico e non ci aspettavamo neanche così tanto pubblico! A conti fatti all'interno del bill di quest'anno noi eravamo i meno conosciuti in assoluto ed è stato bello nonché gratificante vedere così tanta gente divertirsi con le nostre canzoni, farci i complimenti dopo il concerto, ecc. ecc. Ora ci sentiamo un po' più forti sotto l'aspetto morale della band perché per molti anni siamo rimasti a dei livelli molto bassi, suonando di rado e non avendo mai soddisfazioni di questo calibro. Il festival è una grande opportunità per tutte le band underground italiane che vogliono farsi conoscere e quindi è bello che esista! Al festival qualcuno di noi aveva già partecipato l'anno scorso come spettatore e quest'anno suonarci è stato fantastico senza dubbio, queste realtà (Fosch Fest, Gods of Folk, ecc.) a nostro avviso vanno sempre supportate.

Fabriziomagno: Come siete riusciti a suonare al Fosch Fest?
Henderwyd: Per caso! Diciamo che ci siamo interessati inizialmente ad avere una possibilità di suonare al festival ma al momento non davamo troppo peso alla cosa. Parlando e chiacchierando poi su facebook con uno degli organizzatori del festival, Roberto (che ancora ringraziamo infinitamente), la possibilità di poter suonare si è fatta più consistente e il Lore (cantante dei Folkstone, nda) sentendo la nostra musica ha scelto di chiamarci. Inutile descrivere quel momento, siamo quasi morti d'infarto!

Fabriziomagno: Descrivete il vostro sound e le vostre influenze musicali.
Henderwyd: Il nostro sound è un folk metal influenzato in realtà da più generi (dal death al thrash) almeno per quanto si sente nel nostro demo (cd in cui abbiamo intenzionalmente voluto sperimentare diversi campi). Attualmente stiamo costruendo un genere molto più personale e strutturato orientato su un power/death sostanzialmente con presenza di orchestrazioni e strumenti tradizionali (come l'ultimo brano che abbiamo eseguito qui al Fosch Fest, “The Wise Druid”). Le nostre più grandi influenze rimangono comunque nel symphonic e nel melodeath che sono i generi da cui proveniamo. In ogni caso ci risentiremo tra qualche tempo per poterti rispondere in maniera definitiva a questa domanda! Ahahah!
Fabriziomagno: Quali sono, secondo voi, i vostri punti di forza? E dove pensate di dover migliorare?
Henderwyd: Il nostro punto di forza probabilmente è la giovane età, forse abbiamo più margini di crescita rispetto ad altre band (o almeno speriamo sia così!). Per il resto cerchiamo sempre di mettere l'anima sul palco senza prepararci niente prima. Miglioramenti ce ne sono da fare tanti, innanzitutto la ricerca del nostro sound e poi fare tanta esperienza per poter un giorno fare qualcosa di importante, che è quello che ci auguriamo!

Fabriziomagno: Avete da poco pubblicato il vostro demo Henderwyd, quali sono le prossime mosse della band? novità?
Henderwyd: Allora, staremo fermi durante agosto per poi riprendere a settembre a lavorare con una nuova formazione (ci saranno alcuni musicisti che andranno a rinforzare la line-up e alcuni che cambieranno ruolo) e a lavorare su nuovi brani già in fase di composizione che andranno a costituire il nostro primo full-lenght che tra l'altro sarà un concept album. Ci prenderemo quest'anno per lavorare al cd per poi farlo uscire nell'anno successivo e nel mentre porteremo i nostri nuovi brani live e presenteremo il nostro nuovo sound. Per il resto speriamo di riuscire a suonare in qualche bel festival e chissà, a rimediare una collaborazione con qualche casa discografica! Per il resto si va avanti a rotta di collo!

VALLORCH
Fabriziomagno: Come vi sembra il festival, impressioni sul concerto che avete tenuto e se siete soddisfatti…
Leonardo: Il concerto è andato assolutamente oltre le nostre aspettative, non ci aspettavamo una cosa così, c’è addirittura chi ci chiede la firma sul disco, ancora non riesco a chiamarlo autografo, capisci?! Per quanto riguarda il festival noi lo conoscevamo già, ci siamo venuti l’anno scorso…
Sara: l’anno scorso noi eravamo agli inizi e dicevamo “chissà se mai finiremo a suonare al Fosch Fest” e quest’anno ci abbiamo suonato, assurdo!

Fabriziomagno: Come ci siete riusciti, avete mandata il disco, avete contattato l’organizzazione con un’email?
Sara: in realtà abbiamo postato una nostra canzone sulla pagina facebook del Fosch Fest, poi siamo andati a dei concerti dei FolkStone e abbiamo fatto presente a Lore che i Vallorch eravamo noi, se voleva ascoltare la nostra canzone ed un giorno ci hanno detto “ci siete piaciuti, volete suonare?” e noi “beh, certo!”.
Leonardo: Le bands sono fantastiche, la scelta dei gruppi è sempre molto buona, ieri mi sono esaltato con Arkona e Draugr.

Fabriziomagno: Parliamo ora del vostro disco Stories Of North: come mai la scelta del cartonato?
Sara: La scelta del cartonato è, diciamo, un tocco raffinato del nostro chitarrista Marco, lui è grafico pubblicitario e l’idea è stata sua perché è un patito delle edizioni limitate e ha voluto fare questa versione particolare. Per chi non lo sapesse (ride, nda) l’abbiamo fatta noi a mano, tagliando i cartoncini, incollando…
Leonardo: Ogni copia quindi è unica (si ride, nda)!

Fabriziomagno: Il cartonato ha stupito molta gente, lo si legge anche dai commenti alle recensioni: un gruppo al debutto che esce con un digipack a spese proprie fa subito un’impressione positiva…
Sara: Conta molto anche l’immagine, ti dico che al Folk Fest di Piacenza abbiamo suonato quando molta gente non era ancora arrivata, eppure al banchetto del merchandise le cose sono andate bene perché passando la gente si fermava a guardare il nostro disco e chiedevano informazioni.

Fabriziomagno: Influenze della band e personali?
Sara: Come band ovviamente il folk metal, l’idea di formare un gruppo ci è venuta ad un concerto dei Furor Gallico. Alcuni ci paragonano ai Kivimetsan Druidi, forse per la doppia voce. Io ascolto folk, Arkona in particolare, e molto black, ma poi anche tutto il resto.
Leonardo: Io parto dai Rush e gli anni ’70 per arrivare al metal moderno, il thrash e tutto il resto, ma in particolare i Nightwish. Gli altri ragazzi spaziano dall'irish rock di Flogging Molly e Dropkick Murphys al power o al symphonic. Come vedi ascoltiamo un po’ di tutto!

Fabriziomagno: Vallorch è un nome che deriva da un villaggio Cimbro: mi sapete dire qualcosa in più?
Leonardo: Vallorch è il nome di un villaggio Cimbro situato sull’altopiano del Cansiglio. La nostra band si ispira ai Cimbri, un popolo che ancora adesso vive sull’altopiano dei Sette Comuni e sul Cansiglio, un popolo che parla una lingua di origine germanica. Non si è certi della loro provenienza, alcuni esperti dicono che non siano altro che discendenti di coloni tedeschi arrivati nel medioevo; noi ci rifacciamo all’ antica tradizione che vuole che i nostri siano gli stessi Cimbri di cui parlano gli antichi romani, ovvero una popolazione di origine nordica proveniente dallo Jutland. Questo popolo barbaro avrebbe attraversato tutta l’Europa alleandosi ai Teutoni, e sarebbe infine arrivato in nord Italia, in cui una piccola parte è sopravvissuta. Ad avvalorare questa tesi, si trovano molti rimandi alla mitologia nordica negli antichi nomi cimbri dei luoghi. Ti faccio qualche esempio: in cimbro la Cima della Caldiera è chiamata “Thor”, o ancora Cima Dodici si chiama “Frejoch”: “Giogo di Freya”. Lo stesso palaghiaccio di Asiago prende il nome della collina su cui sorge: “Hodegart” (“Orto di Höðr”).

Fabriziomagno: Pensate di continuare a cantare in inglese oppure farete qualcosa in italiano?
Sara: Sì, abbiamo intenzione, in previsione di un album che uscirà a fine anno.

Fabriziomagno: Autoprodotto?
Sara: No, non è autoprodotto. Il disco uscirà con la Moonlight Records di Parma (scoop! nda), il 20 settembre inizieremo le registrazioni. L’album conterrà una ballad in italiano, con la fisarmonica, ispirata da Alice nel Paese delle Meraviglie. Esce dai canoni del folk ma l’idea ci piace!


DRAUGR
Fabriziomagno: Partiamo dal concerto tenuto ieri: è la seconda volta che suonate al Fosch Fest, avete notato differenze tra le diverse edizioni?
Ursus Arctos: Assolutamente sì, perché nel 2010 avevamo un disco vecchio almeno di quattro, la risposta è stata sì calorosa, però la scaletta era incentrata sui pezzi nuovi o in prova, mentre quest’anno il pubblico è stato molto più caloroso, anche grazie alla ToReact, l’etichetta con la quale abbiamo ristampato De Ferro Italico. Il disco sta girando bene, si trova nei negozi, quindi la gente conosceva i pezzi, li cantava e c’è stata molta più partecipazione. C’è da dire questo, però: il Fosch Fest è assolutamente il miglior festival metal italiano, sia per il trattamento alla bands che per il rispetto verso il pubblico. Ci troviamo, ci siamo trovati e ci troveremo sempre benissimo.

Fabriziomagno: Ti sono piaciuti i gruppi che si sono esibiti sul palco?
Ursus Arctos: Come ti ho detto l’anno scorso per l’intervista che facemmo, i Moonsorrow sono da sempre il nostro riferimento, quindi sicuramente i Moonsorrow, ci hanno colpito proprio. Mentre oggi i Negura Bunget, bravi! Poi io i Moonsorrow li ho visti da spettatore due volte e due volte ci ho suonato insieme: le volte che ho pagato non sono stati trattati bene, in quanto avevano una mezz’ora di tempo per esibirsi, mentre quando gli abbiamo fatto da spalla hanno suonate sempre oltre l’ora ed hanno creato un’atmosfera unica. Poi il delirio in hotel, post concerto, ieri notte, anzi, stamattina, è stato incredibile!

Fabriziomagno: Mi dicevi di alcuni cambiamenti musicali, e un certo “ritorno” all’Italia.
Ursus Arctos: Io ho cambiato nome nell’attuale Ursus Arctos perché c’è un bisogno di riavvicinarsi, anche per quanto riguarda l’estetica, alla tradizione italica. Per i costumi abbiamo già provveduto, ora tocca ai nome, perché non hanno attinenza.

Fabriziomagno: Come definisci i Draugr?
Ursus Arctos: Italic Hordish Metal, tende ad essere sempre, sia nel pezzi di quattro che in quello da dieci, un assalto. Devi immaginare l’assalto, dal punto di vista dei romani, dell’orda di barbari, quindi la visuale da parte di un esercito ben organizzato di un esercito caotico, brutale e mal organizzato.
Persephone: Essendo io archeologa non posso esimermi di farti questa domanda: dal punto di vista delle fonti, avendo voi fatto questa ricostruzione per De Ferro Italico, come avete fatto, c’è qualcuno del gruppo che si interessa?
Ursus Arctos: Chi scrive i testi, Svafnir, si è interessato in prima persona ed ha fatto ricerche…

Persephone: Quindi c’è proprio un lavoro di ricerca dietro al disco…
Ursus Arctos: Sì! Siamo fortunati in quanto a Chieti, dove risiedono tre di noi, c’è il museo archeologico dove, tra l’altro, c’è anche il Guerriero di Capestrano, quindi entri, c’è la biblioteca e ti puoi documentare su tutto. Noi abbiamo fatto questa ricerca più che altro sulle popolazioni italiche della nostra zona, e non parlo solo a livello regionale, infatti noi parliamo anche dei sanniti che sono molisani. Non escludo che in futuro parleremo di popolazioni di altre zone italiane.

Persephone: Interessante, anche perché è una branca poco studiata…
Ursus Arctos: Svafnir è quello che si impegna di più, ma tutti noi cerchiamo di approfondite il discorso storico, lo studio delle nostre radici. Quando sono entrato nel gruppo, nel 2007, l’idea era quella di creare una risposta italica e italiana ai gruppi finlandesi ecc.

Persephone: Che poi sarebbe sicuramente stato più facile farlo su Roma, no?
Ursus Arctos: Troppo facile farlo su Roma…

Fabriziomagno: Però è talmente scontato che nessuno lo fa!
Ursus Arctos: Gli Ex Deo!

Fabriziomagno: Ma sono canadesi, e lo fanno in maniera americana, un hamburger di plastica alla Spartacus! Io intendo qualcosa di serio…
Ursus Arctos: Invece noi abbiamo puntato su qualcosa di nicchia, coerente con le nostre origini, e poi non siamo romani! Non dico che non ne parleremo in futuro, anche perché Roma è stata e sempre sarà grandissima fonte d’ispirazione per gli artisti di tutto il mondo. Però per il concept di De Ferro Italico aveva più senso parlare della resistenza che hanno fatto i nostri antenati. La ricerca delle fonti ma abbiamo ovviamente adattato alcune cose al nostro bisogno…

Persephone: Ci mancherebbe, è normale che sia così, anche per rendere il tutto spettacolare. Se devo dare una definizione alla canzone De Ferro Italico è proprio “spettacolare”, in particolare quando arriva il coro, ti vedi proprio l’esercito davanti a te!
Fabriziomagno: Torniamo un attimo ai nomi dei musicisti, che cambierete presto.
Ursus Arctos: Sì, avvertiamo questo bisogno, io l’ho già fatto perché ritenevo che il vecchio non mi rispecchiasse più, gli altri mi seguiranno a breve. D’altra parte quando presenti un progetto come il nostro la coerenza dal punto di vista culturale è molto importante.

Fabriziomagno: La situazione cantante?
Ursus Arctos: La sostituzione con Nemesis che è anche il frontman dei Grimorium, un’ottima black metal band aquilana, è provvisoria. Abbiamo ricevuto molti complimenti per la sua performance, ma non ne avevamo dubbi perché è un supporter, amico e fratello da anni, ed eravamo certi che la sostituzione sarebbe stata all’altezza, ma non c’è nulla di definitivo. Purtroppo abbiamo questa necessità da circa un anno, Nemesis si sta rivelando all’altezza e Svafnir ha dato la sua benedizione.

Fabriziomagno: Anche in considerazione della situazione cantante, state lavorando al seguito di De Ferro Italico?
Ursus Arctos: Non ti so dire se sarà un concept, ma abbiamo iniziato a pensare al nuovo disco. Sicuramente cercheremo di spaziare, di non mettere freni alla nostra proposta. Pensiamo che sia buono doversi mettere in condizione di ampliare le proprie tematiche in futuro. Abbiamo già iniziato ad abbozzare qualcosa senza testi e con tematiche più atmosferiche. Dal mio punto di vista posso dirti che probabilmente in futuro proporrò è quello di parlare di l’ucronia, non so se avete presente il libro Romanitas, ovvero come sarebbe andata la storia se fossero state prese delle decisioni diverse… Vedremo!

Foto a cura di “Persephone”



andrea - heidevolk fan club
Domenica 9 Settembre 2012, 9.35.22
6
i draugr sono dei grandi!
waste of air
Sabato 8 Settembre 2012, 13.02.42
5
Dei tre ho visto solo i Draugr di cui ho comprato il disco, lo stavo ascoltando giusto ieri..bellissimo!
andrea - heidevolk fan club
Sabato 8 Settembre 2012, 10.57.56
4
eh lo so lo so caro fabrizio..lo conosco di persona dennis...è un gran peccato....
Delirious Nomad
Sabato 8 Settembre 2012, 9.43.29
3
Wow, se i Draugr fanno un album su Romanitas sarà un vero spettacolo!
fabriziomagno
Sabato 8 Settembre 2012, 9.43.02
2
@andrea: vediamo cosa faranno...ora devono sostituire il cantante che se n'è andato a fine agosto...
andrea - heidevolk fan club
Sabato 8 Settembre 2012, 9.35.41
1
ricordo ancora i due wall of death mastodontici sotto gli henderwyd, è stato spettacolare, anche come concerto in sè per una band underground. Avesse tutta la scena emergente un tale supporto da parte del pubblico a tutti i concerti....
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