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LOST IN THE VOID - # 2 - Metal in Friuli-Venezia Giulia
09/09/2012 (3355 letture)
DOVE E QUANDO
Il posto è il Friuli-Venezia Giulia, piccola ma bellissima regione incastrata tra mare e monti, al confine con Austria e Slovenia, ricca di campi, dolci colline e ottimi vini. Immaginatevi un paese, piccolo eppure uno dei più grandi della zona, immerso tra i campi, i pioppeti e le vigne della bassa friulana.
Ora come ora non è male abitare nella mia regione se si è metallari. I locali dove fanno metal non sono molti, ma a volerli cercare ci sono; negli ultimi anni i tour di diversi grossi nomi della scena hanno fatto tappa qui, e la posizione della regione è piuttosto strategica: a circa un'ora di macchina (in media) c'è Lubiana, capitale della Slovenia, dove passano diversi gruppi che in Italia si fermano solo a Roma o Milano. Ancora più vicino è il famoso festival Metalcamp. In due-tre ore si raggiungono le province di Venezia, Padova e Vicenza. Insomma, basta avere una macchina, degli amici con cui dividere la benzina e un po' di voglia di muoversi e si è a cavallo.
Il problema è quando non hai l'auto, o gli amici, o entrambe le cose. Cioè quello che succedeva a me nei primi anni del secolo corrente.
Dodici anni fa avevo appena finito le medie ed ero entrata da poco nel piccolo liceo del paese (300 studenti provenienti dal mio paese e da quelli circostanti). I miei coetanei ascoltavano le boyband, la neonata star Britney Spears, la musica house. Oppure, se erano "alternativi", lo ska ed il reggae. Di metal non avevo mai sentito parlare.

L'INIZIO. COME SI INIZIA AD ASCOLTARE METAL IN UN PAESE SPERDUTO
Come si inizia? Si potrebbe dire "per caso", ma non sarebbe del tutto corretto.
Mi mancava qualcosa, e lo cercavo anche se non sapevo cos'era e nemmeno SE c'era. Stavo cambiando, non ero più la bambina che ero stata fino alle scuole medie, e per il primo anno di liceo ho cercato in tutti i modi di inserirmi ed identificarmi con una delle mode giovanili di quegli anni. Lasciando perdere i "fighetti" ed i "progressivi" che mi sembravano vuoti e privi di spessore culturale, ho tentato invano di assomigliare ai miei amici "alternativi", che almeno parlavano di qualcosa di più interessante del calcio, dei vestiti e della discoteca. Ma niente da fare, non era il mio. Per un periodo mi sono fatta prestare dischi da chiunque cercando qualcosa che mi soddisfacesse. Ho ascoltato pop, reggae, r'n'b, rock cantautorale, ska, punk, jazz... Ogni tanto qualcosa mi piaceva, ma non era quello che cercavo. Finché un giorno non ho trovato una copia masterizzata di Iron Maiden buttata da una parte tra decine di dischi di altro tipo sulla scrivania di un amico. Il nome ha attirato subito la mia attenzione. Ho preso in prestito il disco e l'ho messo su appena arrivata a casa. Mi sono bastati pochi minuti per capire: avevo trovato quello che cercavo. L'avevo trovato, cazzo, era questo! Era tutto così perfetto che non mi sembrava vero! Ero talmente contenta che ho chiamato a raccolta la famiglia al completo per fargli sentire COSA avevo scoperto! Ovviamente mi hanno guardata con aria perplessa senza capire perchè mi stavo gasando tanto per quella "confusione", ma pazienza. A me intanto non pareva vero che esistesse una musica che calzava così a pennello le mie aspettative. Musica "metal", aveva detto il mio amico. Il giorno dopo gli ho chiesto se ne aveva altra.

LA MUSICA. COME SCOPRIRNE DI NUOVA, COME RESTARE INFORMATI
Una volta finito di svaligiare la sezione "metal" della raccolta di dischi del mio amico avevo tra le mie mani un paio di dischi degli Iron Maiden, Led Zeppelin IV, qualcosa dei Guns N'Roses, Symphony of Enchanted Lands dei Rhapsody e Return to Heaven Denied dei Labyrith. Ovviamente non sapevo nulla dei gruppi in questione. Neanche che gli ultimi due fossero italiani, tanto che sono rimasta parecchio sorpresa quando l'ho scoperto, un po' di tempo dopo.
A inizio 2000 internet c'era già, ma era ancora poco diffuso, lento e molto costoso. A casa mia era una novità e lo si usava con il contagocce, quindi ogni tanto potevo connettermi per cercare le informazioni che mi servivano, ma prima dovevo pensare bene a cosa volevo sapere perché visto il tempo che ci mettevano le pagine a caricarsi potevo cercare solo una cosa per volta. Una volta cercavo informazioni su un gruppo, la volta dopo su un altro. Poi niente per un bel periodo per non far lievitare la bolletta. Quello che cercavo erano più che altro i testi, avendo quasi esclusivamente dischi masterizzati privi di booklet. Erano di più le informazioni che ottenevo durante le sporadiche conversazioni con le altre poche persone che sapevano dell'esistenza del metal: una mia compagna di classe che l'aveva scoperto grazie ad alcuni studenti di un istituto tecnico di un altro paese, il mio amico di cui sopra che lo conosceva perché aveva dei compagni di classe metallari, ed i miei cugini di dieci anni più grandi. I miei cugini non erano metallari, ma sembravano saperne un sacco di più rispetto ai miei compagni di classe, per i quali la cosa proprio non esisteva. Un po' per questo motivo, per via dei loro accenni ad un periodo in cui il metal in Friuli era più diffuso e per via del fatto che molti dei gruppi che ascoltavo erano nati negli '80, mi ero fatta l'idea di essere arrivata nel mondo troppo tardi, che ormai fosse tutto finito. Il metal era retaggio di un glorioso passato, di un periodo di fasti a cui io ormai non potevo appartenere. Io potevo solo sognare tenendomi stretti i rimasugli che riuscivo a raccattare nel triste 2000. Nella mia testa era così, vivevo in questa illusione. Sicuramente se una macchina del tempo mi avesse portato indietro di 20 anni mi sarei accorta delle difficoltà ancora maggiori che c'erano nel procurarsi dischi, informazioni e nell'andare a concerti. Ma niente macchina del tempo, ed io continuavo a pensare con invidia al fatto che una volta, forse a fine '80, o a inizio '90, non sapevo neanche di preciso quando, gli Iron Maiden avevano suonato a Mortegliano! Gli Iron Maiden a Mortegliano, cavoli, ma perchè non ero nata prima?
Se mi avessero detto che mi sarebbe bastato aspettare una decina d'anni per assistere al revival della scena che ha portato in regione non solo loro, ma anche i Motorhead, i Metallica e gli AC/DC, non ci avrei minimamente creduto.
Altro modo di informarsi erano le riviste: nel 2000 ce n'erano diverse, ma, neanche a dirlo, non si trovavano in tutte le edicole e, se c'erano, non erano esposte. Bisognava andare in quella della stazione e chiedere la rivista al giornalaio, che la tirava fuori dal retro. Per questo motivo, ho scoperto l'esistenza di riviste specializzate più o meno un anno dopo aver cominciato ad ascoltare metal, quando ne ho vista una in un'edicola più grande e fornita a Udine. Prima non mi era neanche mai passato per la testa che potessero esistere.
Infine per me una grossa fonte di informazione è stato un manga: Bastard!! Strano, ma vero. L'autore è un metallaro, per cui i nomi dei personaggi, dei luoghi e degli incantesimi del fumetto sono storpiature dei nomi di band heavy metal o power metal. Io me li segnavo e poi cercavo di risalire al nome vero della band. Così ho scoperto Judas Priest, Manowar, Helloween, e vari altri.

LA MUSICA. COME PROCURARSELA
Come ho già detto, internet c'era già, ma scaricare dischi era fuori discussione. Ok, qualcosa scaricavo, ma tra la lentezza della linea e la sporadicità con cui potevo effettuare le connessioni potevo arrivare a una canzone ogni due/tre settimane. Ovviamente niente youtube, niente torrent, niente streaming. E come sceglievo i brani da scaricare? A caso, in base a quanto mi ispirava il nome della band o della canzone. D'altro canto, o scaricavo, o mi informavo: il tempo che potevo usare per internet era limitato e il precursore di emule di turno rallentava la connessione. Amazon, shopping on-line? Non esistevano. Negative e cataloghi del genere? Non esistevano o non erano diffusi in Friuli, fatto sta che li ho scoperti solo qualche anno dopo. I dischi ce li si procurava in due modi: tramite la masterizzazione seriale di tutto ciò che possedevano le rare persone che si incontravano che ascoltassero qualcosa di metal, e andando nei negozi di dischi. Io andavo in un certo negozio ad Udine che aveva un reparto metal abbastanza fornito, sebbene si trattasse di un negozio di dischi normale per cui era inutile chiedere consigli al commesso. La procedura era questa: prendevo la corriera con la mia amica metallara, andavamo al negozio, compravamo un disco a testa a scatola chiusa scegliendolo tendenzialmente in base a copertina e nome della band (non avevamo ancora scoperto l'esistenza delle riviste, quindi non potevamo basarci sulle recensioni per scegliere). Nei 45 min del viaggio di ritorno in corriera ce li ascoltavamo con i nostri lettori cd, poi a casa dell'una o dell'altra li riascoltavamo e ce li masterizzavamo a vicenda. Poi, se il disco ci era piaciuto, leggevamo nel booklet i nomi delle altre band che il gruppo ringraziava. Un paio di mesi dopo facevamo un'altra tappa al negozio e compravamo altri dischi degli stessi gruppi, o i dischi che riuscivamo a trovare delle band che avevamo scoperto grazie ai "thanks".

I CONCERTI ED I LOCALI. DOVE SONO RISPETTO A CASA, COME E QUANDO SI RIESCE AD ARRIVARCI
Locali metal ce n'erano. O meglio, locali dove ogni tanto facevano anche metal. Credo fossero addirittura 3 o 4 in tutta la regione e a suonarci erano in genere piccole band locali. Per me erano fuori discussione, essendo minorenne e quindi appiedata. Che il concerto fosse a 30 km da casa o in Alaska, per me era altrettanto irraggiungibile. Per i concerti "grossi", invece, bisognava andare a Milano o a Bologna. C'era chi ci andava in treno, tornando a casa con il primo treno del mattino, ma io non ho mai avuto il permesso di fare una cosa del genere. L'unico modo per me per andare ai concerti in quel periodo era di insistere come un tarlo con i miei genitori finché non decidevano di accompagnare me e la mia amica al concerto in questione, per poi venirci a prendere verso mezzanotte, come Cenerentola.
Il mio primo concerto è stato in un piccolo locale di Udine chiamato Garage56, forse esiste ancora. Praticamente un buco, ma a me sembrava il paradiso: era la prima volta che vedevo più di due metallari assieme nello stesso posto! "Ma allora esistono!" Saranno stati in 20, ma per me era una folla. Ovviamente la serata è finita male, dato che per l'emozione e la voglia di trasgredire ho esagerato col whiskey. Cosa che mi è costata cara, dato che per un bel po' i miei non hanno voluto più portarmi da nessuna parte. Le altre due esperienze sono andate più o meno allo stesso modo.

L'ABBIGLIAMENTO
L'abbigliamento per me era molto importante: volevo che fosse evidente e chiaro per tutti a che squadra appartenevo. Volevo essere riconosciuta a prima vista dai metallari che mi sarebbe capitato di incontrare (la speranza è l'ultima a morire), e soprattutto volevo che a tutti gli altri fosse chiaro che io non ero come loro.
L'idea che avevo del look metal dipendeva principalmente dai pochi metallari che avevo incrociato (forse sarebbe più corretto dire "intravisto da lontano") durante le mie rare uscite a Udine: jeans neri, anfibi, chiodo, borchie, maglia del gruppo. Quindi il primo step è stato sottoporre tutti i miei abiti ad un bel trattamento con coloreria italiana nera. Il secondo step è stato cercare degli anfibi, ricerca vana perché, se e quando i negozi li avevano, il numero più piccolo era il 41 (erano considerati scarpe da uomo). Così ho ripiegato sulle All Star che quella volta, essendo tutt'altro che di moda, costavano più o meno 15 euro. Le volevo nere, e non trovandole ho ripiegato sul rosso (come quelle degli Iron Maiden). La giacca di pelle l'ho trovata facilmente perché per qualche motivo strano quell'anno andavano di moda. Le borchie le ho comprate alla "bancarella metal" che passava una volta all'anno durante la fiera del paese: vendeva bracciali di borchie (non più di una fila), imitazioni dei pendagli della Alchemy in ferraccio (certi li uso ancora), bandane e t-shirt di Iron Maiden, Metallica, Guns N'Roses. Poi, più avanti, ho iniziato a comprare le magliette sul catalogo Negative. Ovviamente erano oversize, le "girlie" non esistevano neanche nei miei sogni, e più la band era estrema più estrema era la taglia. Bon Jovi? La minima è la S. Mayhem? Si parte da XL. Vestirsi metal e da ragazza allo stesso tempo era impossibile a meno di non darsi da fare con ago, filo e forbici per accorciare e restringere. Altra cosa che noi poche ragazze metallare usavamo erano i "guantini" senza dita. Adesso li vendono da Accessorize per 20 euro il paio, quella volta li ricavavamo dai calzini comprati al supermercato per 2 euro. E poi portavamo le unghie nere, ma, dato che lo smalto nero non esisteva, le unghie erano dipinte con il pennarello indelebile.

I RAPPORTI CON GLI ALTRI METALLARI
Nel Friuli del 2000 non tutti i metallari erano isolati come me. Il fatto che io lo fossi dipendeva da due fattori: il caso ed il sesso. Il caso perché a me è capitato di finire in una classe ed in un ambiente in cui di metallari non ce n'erano. In altre classi, in altri paesi o in altre scuole la situazione era diversa. In questo modo da un lato c'erano quelli come me, pecore nere in un gregge di pecore bianche, dall'altro c'era gente che magari cominciava ad ascoltare metal per conformismo, perché era il genere che andava per la maggiore tra i compagni di classe. Pecore bianche cammuffate da pecore nere, i cosiddetti "poser". Che io odiavo: già era difficile incontrare un altro metallaro, se poi dovevi anche distinguere tra quelli veri e quelli finti! E poi non tolleravo che ci fosse gente che simulava per moda quello che per me era diventato l'unico modo di vivere (The Gods Made Heavy Metal era un po' il mio credo). La mia passione per il metal era qualcosa che non non potevo dissimulare e che difendevo con le unghie e con i denti dalle critiche della mia famiglia. Questi invece facevano finta e la passavano liscia. Per me era la peggiore delle ipocrisie.
Il secondo fattore che ha contribuito al mio isolamento, invece, è il sesso: negli ultimi anni le metallare sono aumentate in modo esponenziale, sia tra il pubblico che tra i musicisti, ma quella volta eravamo veramente due in croce, un po' delle bestie rare. Il problema è che nei paesi, quando hai 15-16 anni, maschi e femmine se ne stanno abbastanza separati. Per questo motivo le metallare non sempre venivano accettate dai gruppi di metallari (maschi) della zona: noi vedevamo loro come animali della nostra stessa specie, loro invece ci vedevano come un bizzarro incrocio tra un metallaro e una femmina. Insomma, una cosa strana. Sicuro non qualcuno che chiami per uscire con il tuo gruppo. Non eravamo viste come potenziali amici, quindi, ma neanche come potenziali ragazze: gli adolescenti metallari puntavano alle stesse fatine bionde che piacevano ai compagni di classe "fighetti". Insomma, ragazze che sembravano femmine a tutti gli effetti, non tipe coperte da maglie XL dei Mayhem. Le stesse ragazze che poi li avrebbero obbligati a tagliarsi i capelli, a cambiare look, ad accompagnarle in discoteca. Magari in cambio di niente. Perché le cose andassero così, per me era un mistero.

I RAPPORTI CON GLI ALTRI NON METALLARI. LA FAMIGLIA, GLI AMICI ED I VICINI DI CASA DOPO LA METAMORFOSI
Nel 2000 il metal esisteva ormai da 20 anni ed aveva subito diversi cambiamenti: erano nati nuovi gruppi, nuovi generi, l'estetica era un po' diversa. Una cosa però era uguale: i pregiudizi che questo genere si porta dietro. Chissenefrega se in tutti questi anni le occasioni per provare il contrario non sono mancate: i metallari saranno sempre considerati drogati, satanisti, poco di buono, teppisti... Non c'è modo di uscirne. Sono stata considerata a lungo una tossica dagli abitanti del paese vicino al mio, solo perché una volta avevo sul braccio il segno fresco di un prelievo del sangue. Hanno cercato di esorcizzarmi mettendomi l'acqua santa nel cibo. I vecchi mi guardavano male, i bambini piangevano quando passavo, i testimoni di Geova mi rincorrevano cercando di persuadermi ad abbandonare il Demonio ("ma io non sono satanista!" "perchè non vuoi rinunciare a Satana?" "ma l'ho detto: non sono satanista!"). Ci ho messo anni a convincere i miei genitori che, tra tutti, i concerti metal erano proprio quelli in cui girava meno droga in assoluto. Le reazioni dei miei vecchi amici sono state le più sconcertanti: alcuni sembravano convinti del fatto che continuare a criticare ed insultare il modo in cui mi vestivo e mi truccavo era il modo giusto per farmi smettere e "tornare come prima". Altri mi mettevano in guardia dalle "cattive compagnie" che avrei incontrato se avessi continuato per la strada che avevo intrapreso. "Magari!" pensavo. In barba al detto meglio soli che male accompagnati, credevo che una cattiva compagnia fosse sempre meglio di nessuna compagnia. Una ragazza mi ha messo in guardia contro i Cradle of Filth dopo aver visto l'album Cruelty and the Beast a casa di un cugino: "sono satanisti, pensa che per fare la copertina di un loro album hanno riempito una vasca intera di sangue! Non li ascolti mica, vero?".

PRO E CONTRO DELLA SITUAZIONE
La situazione in cui mi trovo adesso è talmente rosea rispetto a quella di allora che se me lo avessero detto non ci avrei creduto. Da quella volta il metal ha avuto una sorta di ripresa, quindi di concerti ce ne sono di più, ed essendo automunita non è più un problema andarci. Anche per trovare la compagnia giusta mi è bastato superare l'ostacolo delle scuole superiori e dell'adolescenza. Il che fa ridere, a pensarci: ho dovuto passare i 20 per cominciare a vivere appieno la mia passione per il metal, altro che "è solo un periodo", "quando sarai grande ti passerà", è una "fase adolescenziale".
E poi adesso con i progressi di internet non ho più ostacoli nel reperire informazioni, musica o abbigliamento. I cd li compro online o direttamente ai concerti, spendendo raramente più di 10 euro a disco (altro che i 20 racimolati faticosamente dalle mie paghette settimanali di 10 anni fa), e non mi capita praticamente mai di comprare un album a scatola chiusa. I pro? Beh, ascolto molta più musica e mi prendo molte meno fregature. Avere la possibilità di ascoltare un disco prima di decidere se comprarlo o meno è un vantaggio non da poco. I contro? Devo ammettere che scartare un album nuovo, atteso da mesi, metterlo nello stereo e lasciarsi sorprendere nota dopo nota dà un'emozione insostituibile che con il download non si ha, e neanche con l'acquisto di un cd originale già precedentemente ascoltato. Me ne sono accorta quando, l'anno scorso, mi è arrivato per posta Il confine dei Folkstone. L'ho comprato addirittura prima che fosse registrato, quindi ovviamente non avevo potuto ascoltarlo prima di procedere all'acquisto. Che nostalgia ho provato nell'ascoltare un disco nuovo, mai sentito, con il booklet in mano, senza sapere cosa aspettarmi!
Anche il fatto di aver scoperto il metal in un paese piuttosto che in città ha i suoi pro ed i suoi contro. Come contro di sicuro ci sono la solitudine e la tristezza dovuta all'isolamento. Di positivo invece c'è che sei più libero di seguire i tuoi gusti e le tue inclinazioni personali, senza farti influenzare dalla massa. Se ti piace questo gruppo e non quell'altro dipende esclusivamente dai tuoi gusti, non certo dal fatto che il tale gruppo va per la maggiore tra i tuoi amici, o dal fatto che è il più pubblicizzato su internet o sui giornali. E poi c'è la bellezza dello scoprire un mondo sconosciuto e nascosto passo dopo passo, indizio dopo indizio, raccogliendo gelosamente ogni spunto, ogni informazione, ogni voce! Io cercavo il metal nei libri, nei film... Quando andavo al mercato in un altro paese andavo in cerca della "bancarella metal", quando andavo in vacanza in una città più grande mi precipitavo a cercare un negozio di dischi... Non dico che nel mondo del "tutto e subito" di oggi il piacere della scoperta non ci sia, ma sicuramente è meno sofferto ed intenso. Tornerei indetro? Assolutamente no! Ma tutto sommato sono contenta dello spirito critico, dell'anticonformismo e della capacità di arrangiarmi che la mia esperienza mi ha lasciato.



Area
Martedì 30 Aprile 2019, 15.45.16
25
@tino, "certe scintille" scoccano assolutamente per caso... nello stesso modo in cui é capitato a te. Delle volte c'é anche la voglia di volersi differenziare dagli altri almeno se vivi in provincia... poi quando vai in una città più grande come può essere una Milano scopri che ci sono o ci sono state almeno 300 o 400 persone come te (a prescindere dal genere che ascolti) "Trasmettere" non é mai semplice, spesso é una perdita di tempo oltre che deleterio... nel senso che in passato mi é capitato di vedere coppie di amici o conoscenti che magari avevano avuto dei figli, provare ad "educarli" fin da piccoli facendogli indossare completini con i loghi dei gruppi, fargli ascoltare addirittura la musica quando erano ancora in culla... Ecco per me questi sono degli "indottrinamenti" inutili... Il bambino quando é piccolo di musica gli interessa relativamente e ci capisce altrettanto poco, al massimo la assorbe per "osmosi" perché tu quando sei in macchina o altrove la ascolti e magari in quel momento é lì insieme a te. Quando poi diventa adolescente spesso per reazione non ama quello che ascoltano i suoi genitori (pur mantenendo ottimi rapporti)... deve venire da lui e da lui soltanto...
tino
Martedì 30 Aprile 2019, 11.22.29
24
Bello questo report, quasi surreale pensarlo riferito al 2000, anni dove per me comunque il genere mi sembrava già bello diffuso, quasi al capolinea (percezione sbagliata ovvio), visto che avevo cominciato con gli ascolti vent’anni prima e a trent’anni mi sentivo vecchio (altra percezione sbagliata). Mi sarebbe piaciuto avere una nipote così, con quest’interesse con la quale condividere la mia esperienza in merito e la mia collezione, infatti al contrario ho un nipote che all’epoca aveva 10 anni al quale non sono riuscito a trasmettere nulla, e ci ho provato spesso ma nulla, non so da dove possano scoccare certe scintille, a me è bastato un video dei kiss nel 1980 a discoring.
Pier
Martedì 30 Aprile 2019, 0.05.07
23
Assolutamente d'accordo con la tua storia con la difficoltà a essere metallari in friuli venezia giulia se ti avessi conosciuta saresti stata ben accolta anche perchè di ragazze metal ne ho conosciute poche.
Area
Lunedì 18 Giugno 2018, 12.37.51
22
@Silvia, Beh si fu un periodo di transizione molto intenso! Andavano un sacco di cose tipo il Pop Punk, l'Hardcore melodico a livello underground, il Rap stava andando fortissimo (in Italia solo gli Americani, la scena nazionale era quasi tutta underground da pochi anni) sono successe davvero tante cose in quel periodo. Ma guarda, chi ha vissuto un periodo con molti trend ha sempre qualche aneddoto interessante, io non critico quelli più piccoli di me che dalla seconda metà degli anni 2000 agli inizi di sta decade attuale hanno seguito la moda Emo per dire, per me avevano ragione di esserci quando ci sono stati e oggi hanno una storia interessante da raccontare P.S: Ho commentato anche un articolo sul Nu Metal qualche ora fa.
Silvia
Sabato 16 Giugno 2018, 0.40.36
21
@Area è bellissimo, oltre a questo articolo - in cui pero’ non mi rispecchio totalmente anche x la mia eta’ da over 45 - anche quello cui accenna @Raven . Comunque anche x me la seconda meta’ dei 90/2000 è stata importantissima x tante correnti, come l’alternative e il death metal melodico scandinavo. Bello leggere le storie degli utenti
Raven
Venerdì 15 Giugno 2018, 13.49.50
20
Se vuoi c'è anche un'altra puntata sull'argomento
Area
Venerdì 15 Giugno 2018, 13.28.42
19
E' stato abbastanza "commovente" leggere anche la parte inerente al farsi prestare album più o meno originali, procurarsi i dischi e riviste... Mi vengono in mente tutti quei dettagli tipo che si girava tutti con i lettori cd nello zaino e addirittura ancora con il walkman e le cassette, che si andava a setacciare le edicole per trovare le riviste giuste ecc... Per dire prendere un treno per andare a vedere 4 o 5 posti a milano per cercare dei dischi che magari nella tua città si trovavano un po meno era qualcosa di magico. Non ho vissuto gli anni 70 o 80, parzialmente gli anni 90 dato che c'ho fatto le elementari e le medie, però posso assicurare che il periodo compreso tra la fine dei 90 e l'inizio del 2000 é stato l'ultimo vero periodo con dei trend "Rock" e in generale musicali davvero rivoluzionari. Pensate al Nu Metal ad esempio, che per quanto se ne dica stava rilanciando un genere (quello Metal) che era da tempo lontano dal mainstream.
Area
Venerdì 15 Giugno 2018, 13.17.17
18
Ho scoperto per caso questo articolo e a leggerlo é stato un viaggione, quasi come fare un salto indietro nel tempo in un epoca che fino a 10 anni fa non era poi così lontana, ma che invece oggi é lontanissima. La ragazza che ha scritto questo articolo ha qualche anno più me, penso almeno 3, ma all'incirca anch'io in quel periodo cominciai ad ascoltare musica Rock in generale (tra tutto questo ci inserisco anche il Metal e il Punk) e altre cose "Alternative" che per chi ha 30 anni come me ricoderà che nei 2000 era una sorta di calderone che comprendeva Alternative Rock, Ragga, Ska e Rap (A quel tempo tornato una nicchia dopo un sbornia mainstream nei 90). Erano gli anni in cui TMC 2 riusciva a farti vedere delle musica Rock e Metal a mezzanotte su Sgrang e su MTV Italia tutto quello che andava di moda ma anche roba "alternativa". Per anni dovetti tenere un basso profilo a livello di immagine senza esagerare, dato che in provincia (anche al nord) il rischio di essere "perculato" era alto e quindi anche quello di non piacere alle tipe. Internet non era certo come oggi, anzi ce l'avevano in pochi e nel 1998/1999 se dicevi ai tuoi amici che avevi internet non ti credevano e volevano vederlo con i loro occhi, poi diventavi un figo.
SEVENTH SON
Venerdì 13 Settembre 2013, 3.03.03
17
MANDI ottimo articolo non c'è nulla da aggiungere , la mia avventura è iniziata nel lontano 1988 e continua tuttora , la storia si ripete ma allo stesso tempo si è evoluta . un saluto a tutti e un mandi a duč metàllars dal free-ùl PS : mitico il Garage 56 magari ci siamo anche visti.......maman
Me Stesso
Lunedì 3 Dicembre 2012, 20.57.08
16
Bell'articolo **
Akaah
Lunedì 3 Dicembre 2012, 18.53.20
15
Da friulana, ho apprezzato l'articolo. Da pordenonese, aggiungo che la situazione dalle nostre parti si è sviluppata all'inverso, da una scena viva, dove trovare anche un piccolo posto non era mai un problema e dove alcuni gruppi (slowmotion apocalypse e raintime su tutti) erano riusciti a farsi strada a livello internazionale, ora ci si ritrova con una provincia i cui gruppi hanno grandi difficoltà anche nell'organizzare una serata e dove molti hanno deciso di spostarsi e suonare altrove. Peccato
danny boy
Martedì 11 Settembre 2012, 11.56.15
14
il FVG in realtà fin dai primi '80 ha ospitato fior fior di gruppi e infatti tuttora c'è uno zoccolo duro di appassionati. Certo, si potrebbe dire che i metallari friulani/giuliani sembrano messi in naftalina e tirati fuori per l'ennesimo passaggio degli iron maiden in zona. Quei jeans strappati con la toppa dei venom ormai si vedono solo a Gorizia. I 10 metallari friulani hanno sempre avuto difficoltà a trovare i dischi perchè non ci sono mai stati negozi di dischi realmente specializzati, non c'è stata mai una vera scena e quei pochi gruppi locali sono spesso stati ridicoli e osteggiati prioprio dagli stessi friulani. Il pubblico metallaro friulano è malato di provincialismo come in tutta Italia, ma se possibile ancor più provinciale....e in questo, dispiace dirlo, si riflette la cultura dell'intera regione. Detto questo, è vero che le problematiche da neo metallaro riportate sopra fanno tenerezza. Tutti le abbiamo vissute ma sappiamo anche che sono assolutamente adolescenziali. Poi il tempo passa e le cose importanti diventano ben altro. Quello che resta è la grande passione per la musica, l'interesse, la curiosità per la ricerca, la passione per il bello. Credo che questa sia la sensibilità che il metal può favorire ed è questa la cosa che ci rende ancora oggi "diversi".
nergal1988
Lunedì 10 Settembre 2012, 23.16.00
13
le esperienze che abbiamo fatto per diventare "metallari" sono quasi tutte simili. al liceo dove andavo su 800 studenti eravamo solamente due metallari
The Nightcomer
Lunedì 10 Settembre 2012, 23.06.59
12
Quoto per i concerti: diverse bands, più o meno importanti, sono passate in FVG, al punto che in diverse occasioni ho potuto evitare lunghe trasferte per assistere a spettacoli interessanti.
piggod
Lunedì 10 Settembre 2012, 22.50.00
11
Mah, diciamo che pur essendo una regione piccola, per quel che riguarda i concerti siamo dei privilegiati. Da bravo giuliano poi posso dire che fra Gorizia e Nova Gorica è passata la storia del Metal (stiamo parlando di una città che più periferica non si può) negli anni '80 e '90: Iron Maiden, Motorhead, Carcass, Mayhem, ecc. sono tutti passati da queste parti. Poi a 50 min di macchina abbiamo Lubiana... Peccato per la chiusura in tempi recenti prima del Rock Club a Ronchi e poi del Pieffe a Lucinico. Fortunatamente abbiamo ancora il Mostovna a due passi dal confine. Per quel che riguarda tutto il territorio regionale siamo comunque messi molto meglio di altre zone d'Italia.
The Nightcomer
Lunedì 10 Settembre 2012, 22.24.26
10
Bella testimonianza, molto ricca di particolari, alcuni dei quali possono dirsi "standardizzati", visto che le storie si ripetono a distanza di anni ed in periodi completamente diversi. La similitudine più evidente, a mio parere, sta nell'insegnamento che si trae dopo diverso tempo impiegato a fare ricerche, approfondimenti ed esperimenti: in sintesi, l'arte di arrangiarsi! Le persone in grado di aiutare possono essere rintracciate (oggi più che un tempo), ma il percorso di apprendimento resta fondamentalmente individuale. A muovere tutto questo è la passione (definirei il commento di Lizard emblematico in tal senso)... Poco importa in che periodo si cresce, se c'è la passione alla base sarà solo una questione di tempo. La spinta per la musica (e per il metal in particolare) può dirsi longeva pure nel mio caso; ho iniziato nel 1984, sempre in Friuli Venezia Giulia e credo di aver vissuto molte delle esperienze che la brava autrice del testo condivide (download ed internet esclusi, ma anche allora ci si scambiava i supporti per le registrazioni, naturalmente). Solo un piccolo insignificante appunto: i negozi negli anni 80 c'erano eccome ed in alcuni casi anche ben forniti: proprio a Udine, vicino alla stazione ferroviaria, ne esisteva uno che faceva da punto di riferimento per le novità (incluse le importazioni). A pochi minuti di cammino se ne trovava un altro, il quale trattava materiale usato e da collezione. Entrambi non esistono più, come del resto molti altri, sacrificati in nome del mercato in evoluzione e del downolad selvaggio, tanto pratico ed economico quanto squallido e prosaico. Per come li ricordo io gli anni 90 sono stati ben più magri dal punto di vista del reperimento di supporti originali (la disponibilità di vinili diminuiva e molte edizioni in cd non esistenvano ancora), soprattutto per gli amanti del 33 giri, che hanno ripreso a sperare nel momento in cui sono iniziate le fiere del disco, meritevoli di aver riacceso l'interesse verso questo supporto, alla faccia del tentativo di soppressione (per fortuna fallito) messo in atto nel periodo a cavallo tra gli anni 80 e 90. Sfatiamo infine un falso mito: i supporti dei gruppi classici e mainstream non sono MAI stati difficili da trovare: allora bastava spostarsi con il treno fino a Udine, Pordenone o Portogruaro (ma anche Casarsa, Codroipo, San Vito, etc.) per reperire Metallica, AC/DC, Iron Maiden etc. etc. senza alcun problema.
Ahti
Lunedì 10 Settembre 2012, 21.47.56
9
Essendo friulano pure io (e avendo frequentato lo stesso liceo di Carolina!) non posso esimermi da commentare. La situazione non è assai cambiata. 3-4 anni fa mi sono avvicinato al metal: tralasciando internet, che è dispersivo, l'unico luogo "santo" dove procurarsi materiale era (e resta) il Wizard gestito da Goran, vinili e cd usati. Lontano dai "poser" e dal mainstream dei vari Musical Box di udine e cervignano. Per il resto, solo ed esclusivamente una passione vissuta fino a poco tempo fa, in silenzio ed in solitudine. Se poi dal prog-rock e hard n'heavy ci si accosta al death ed al black, quasi impossibile trovare in 400 studenti, qualcuno che potesse partecipare al tuo giubilio per l'ultima uscita di Burzum.
maurilio
Lunedì 10 Settembre 2012, 20.40.21
8
complimenti per l´articolo, mi ha fatto ripensare ai miei primi tempi da metallaro, al mio primo ascolto metal con Piece of mind degli Iron e ai viaggi alla cittá piú vicina per reperire dischi metal difficilmente trovabili nel mio paese. Per quanto riguarda internet consiglio di non ascoltare tutto un album ma di limitarvi a due o tre canzoni, se mi attirano compro l´album ed é comunque quasi tutto nuovo da ascoltare, se non mi attirano lascio perdere. La sensazione di aprire il cd, di leggere i testi e i credits per me é sempre bella e non capiró mai quelli che scaricano e basta, avendo si la musica ma essendo privi poi di booklet, artwork, foto ecc.
Mickey
Lunedì 10 Settembre 2012, 19.52.17
7
Davvero una bella testimonianza! Certe volte ho trovato anche congruenze con quello che ho passato io (a scuola nessuno che ascoltava qualcos'altro oltre all'house o al rap di bassa qualità, nel mio caso). Tra l'altro ho cominciato ad ascoltare metal a causa di un anime eheh e da allora ho iniziato ad interessarmi davvero alla musica. Comunque non mi considero un metallaro, al massimo mi metto delle magliette di gruppi ma ad essere sincero non mi interessa più di tanto questo aspetto. L'unica cosa è che non solo non trovo gente che si interessi al metal in generale, ma neanche che ne so, all'elettronica oltre alla roba commerciale, oppure all'hip hop un po' più impegnato: insomma nessuno che si interessi veramente alla musica, solo pane e discoteca. Ma arriverà un giorno, suppongo. Ancora complimenti per l'articolo.
Red Roger
Lunedì 10 Settembre 2012, 18.44.34
6
Mi ricordo quando alla negative vendevano solo magliette ed il catalogo era grande due pagine di quaderno,i cd li compravi da Sweet music o da Nannuci..1 o 2 all' anno perchè studiavi....(o quando l'amico dalla Polonia ti portava gli album in audiocasseta),e per il vestiario aspettavi d'andare alla montagnola a bologna,e gli "altri" dicevano alla tua ragazza di turno (che non ascoltava metal,non amava le tue sneakers,voleva andare in discoteca,e ti ripeteva che dovevi migliorarti) " Ma stai con quel pazzo che ascolta quella roba a tutto volume a finestre aperte ?!...per la cronaca quella roba era KILL EM ALL..
Lizard
Lunedì 10 Settembre 2012, 16.21.12
5
Negli anni pre-internet dovevi essere un esperto: leggere tutte le note di copertina dei dischi per trarre le poche iformazioni che ti avrebbero permesso di capire... Imparare le formazioni, i titoli delle canzoni, l'anno di uscita, la casa discografica... Come dice giustamente Carolina, guardare le band nei ringraziamenti per orientarti nell'acquisto successivo. Le copertine, il titolo dell'album... Ricordo che trovai "Downfall" dei Solitude Aeturnus in un banco in offerta e lo presi perché mi piaceva il nome del gruppo e la foto di copertina; la settimana dopo allo stesso banco trovai "Tides" dei Memory Garden che comprai per via della canzone "Memory's Garden" dei Trouble e così via... Non rimpiango necessariamente quei tempi e le comodità odierne fanno la differenza, ma sì... La magia era un'altra o forse semplicemente scoprivamo tutto per la prima volta, con una ingenuità ed una passione pura che mantenere viva non è sempre facile. Ma se siamo qui dopo tutti questi anni, vorrà pur dire qualcosa! Ricordo ancora la faccia dei compagni di classe delle superiori quando tirai fuori il vinile di Pump degli Aerosmith dallo zaino... Mi guardavano come fossi una bestia strana proveniente da una galassia lontana... E la cosa vale ancora oggi in ufficio
-Cobray
Lunedì 10 Settembre 2012, 14.21.11
4
Altro articolo fantastico, complimenti! E' un piacere leggere emozioni e sentimenti altrui, quando spiegati con così tanta perizia, lucidità e capacità narrativa. Sono d'accordo sul fatto che una volta, senza internet, (i vari teaser, Youtube ecc ecc), ascoltare un disco era una cosa diversa. Ti godevi di più ogni nota, proprio perché non sapevi nemmeno a cosa saresti andato incontro!
Elluis
Lunedì 10 Settembre 2012, 9.13.01
3
@Raven credo che bene o male i Maiden abbiano quel ruolo quasi per tutti (me compreso): alla fine per come la metti, gli Iron, gli AC/DC e i Metallica sono i nomi più conosciuti, anche da chi di metal non ne sa una cippa (tipo mia madre, per fare un esempio che diceva che andavo in giro con le magliette con la "capa di morto degli Iron Maiden" ). Cmq colgo l'occasione per complimentarmi sia con te sia con Carolina per questi interessantissimi articoli: in effetti non avevo mai considerato bene, che ci potessero essere dei posti nell'era "pre-internet" in cui era difficile persino reperire i dischi più semplici tipo Iron o AC/DC, e queste storie così personali, mi piacciono davvero molto.
raven
Lunedì 10 Settembre 2012, 8.26.23
2
Vedo che i maiden ricorrono nel ruolo di iniziatori
ian666metalintheblood
Lunedì 10 Settembre 2012, 0.59.00
1
Nel 2000 ricordo che dopo la svolta grunge il metal er a ritornato ai suoi fasti soprattutto gruppi come dream theater gamma ray stratovarius diciamo um metal + pulito di quello che era stato il black di cui sono un grande estimatore e - caciarone di gruppi epic lunga vita alle metal-girl
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