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VINTERBLOT - Dalla Puglia con furore!
13/09/2012 (2174 letture)
In occasione del Fosch Fest 2012 , noi di Metallized abbiamo intervistato una delle band italiane che meglio sta lavorando in ambito estremo: i Vinterblot, autori di un EP autoprodotto e un full lenght su Rising Records. Il cantante Phanaeus e il chitarrista Vandrer non si sono di certo risparmiati, rispondendo alle numerose domande dei nostri inviati.


Fabriziomagno: Come è andato il concerto, siete soddisfatti della vostra esibizione?
Phanaeus: Il concerto è andato decisamente bene, oltre le nostre aspettative. Per noi è la prima volta al nord e il palco è veramente grande, quindi una bella esperienza…

Fabriziomagno: Ho visto molta partecipazione da parte del pubblico…
Phanaeus: Sì, è stato bello, e poi come ho avuto modo di dire al microfono, c’è stato divertimento, che alla fine è quello che conta. Anche l’ospitalità…
Vandrer: Siamo il gruppo che viene dal profondo sud e tutti sono stati professionalissimi.

Fabriziomagno: Questo è un festival folk oriented e voi siete il gruppo più estremo delle due serate, come vi trovate in un contesto non del tutto vostro?
Phanaeus: Ne parlavamo prima, abbiamo avuto un atteggiamento di sfida, nel senso positivo, per vedere come sarebbe stata accolta la nostra proposta, perché sappiamo di essere un po’, tra virgolette, fuori contesto visto che non abbiamo parti folkloristiche…

Fabriziomagno: Anche se, tutti ve lo dicono, il vostro death metal ricorda gli svedesi Amon Amarth
Phanaeus: Sì, anche l’organizzazione ha lavorato alla grande, ci hanno accolto tutti bene.
Vandrer: Non avevamo mai affrontato un pubblico totalmente estraneo, eravamo curiosi di conoscere la reazione della gente.

Fabriziomagno: Ho visto che dopo l’uscita di Nether Collapse avete suonato un po’ in giro, purtroppo alla data di Roma non siamo riusciti a venire, come è andata? Avete conosciuto Baffo?
Vandrer: L’atmosfera era particolare, siamo stati l’ultimo gruppo che ha chiamato. Siamo stati i primi dopo la sua morte, anche se non lo abbiamo conosciuto però sapevamo bene chi era, e nel locale si respirava un’aria strana.

Fabriziomagno: Beh Baffo era il metal a Roma, semplicemente. Radio, concerti, organizzazione, un vero punto di riferimento.
Persephone: Era proprio una bella persona…
Vandrer: Abbiamo scambiato qualche email, mi ricordo che ci salutava con “un abbraccio”.

Persephone: il concerto è andato bene?
Vandrer: c’era molta gente, il pubblico ha risposto con calore, non ce lo aspettavamo.

Persephone: Come è la situazione folk e dintorni della Puglia?
Phanaeus: Non c’è un seguito vero e proprio, in quanto la nostra terra è da sempre dedita alla musica estrema (si inizia a parlare di underground pugliese anni ’90, principalmente gruppi thrash e death metal, nda).

Fabriziomagno: Tu sei più grande degli altri ragazzi, giusto?
Phanaeus: Sì…
Vandrer: È più vecchio di quasi dieci anni! In Puglia c’è un continuo ritorno al death metal, negli ultimi mesi hanno suonano Sinister e Obituary e presto altri nomi come Morbid Angel e altri calcheranno i palchi della Puglia. Purtroppo il folk da noi non è seguito come qui.

Fabriziomagno: Parliamo delle influenze musicali.
Vandrer: Tutti ci paragonano agli Amon Amarth

Fabriziomagno: Musicalmente li ricordate, per i riff, le strutture…
Phanaeus: Questo da una parte ci fa piacere…

Fabriziomagno: Siete passati nel giro di un anno, da pubblicare un EP autoprodotto all’incidere per un’etichetta inglese…
Vandrer: d’altra parte chi altro suona viking/death melodico senza blast, con certe linee melodiche ecc? Come gli Amon Amarth non suonano altri, manca la concorrenza. Loro sono stati un po’ un nostro punto di partenza, ma se parliamo d’influenze siamo lontani, anche se sono uno dei miei gruppi preferiti, ma il mio genere preferito è il black metal, anche se poi ascolto il pagan metal tedesco, il death metal anni ’80 e ’90. Ognuno poi fa ascolti particolari, dall’hardcore al thrash. Noi però cerchiamo di essere personali, vogliamo essere tutti soddisfatti nonostante i gusti differenti, questo perché lavoriamo di gruppo, componiamo insieme, ogni elemento è importante. Siamo partiti nel 2008, abbiamo fatto il demo tra il 2008 e il 2009, è stata la nostra prima prova, eravamo molto eccitati di avere un prodotto tutto nostro. Ma analizzandolo a posteriori ci siamo resi conto che volevamo qualcosa di più nostro, capendo dove c’era bisogno di lavorare in maniera diversa, tipo, ad esempio, di allontanarci un po’ dalla scena nordica. Questo perché ascoltiamo tanta musica, le influenze sono molto e cerchiamo di suonare in maniera unica. Abbiamo fatto attenzione a quando la gente si esalta con certi pezzi, ad esempio con gli stop’n’go piuttosto che con il doppio pedale e la melodia sotto…tutto questo grazie a lui, zio Nicola!

Persephone: lui non parla ma è il guru del gruppo!
Vandrer: per le lyrics la stessa cosa, abbiamo imparato dai nostri errori, cercando di migliorarci. Per Nether Collapse abbiamo registrato in uno studio che ritengo uno dei migliori, con persone competenti, filtrando il tutto dal gusto pugliese. La maturazione del gruppo si vede anche dalla copertina, da una cosa molto semplice e diretta siamo passati a qualcosa di più elaborato.

Fabriziomagno: Della Rising Records cosa mi dite?
Vandrer: Abbiamo firmato con loro nel marzo 2011 e abbiamo rilasciato il disco nel gennaio 2012, li abbiamo contattati noi. Abbiamo avuto più proposte ma abbiamo deciso di firmare con loro anche per una distribuzione migliore.

Fabriziomagno: Per quanti dischi?
Vandrer: È un contratto a tempo, non dipende dal numero di dischi. Chiaramente speriamo di poter poi firmare con qualcuno di più grande, Napalm Records, Nuclear Blast ecc.

Fabriziomagno: Il disco è “vecchio” di un anno, cosa state facendo, dove state andando?
Phanaeus: Adesso stiamo sulla lavorazione di nuovi concept, nuovi temi da trattare. Come si può notare da For Asgard e Nether Collapse, noi ci teniamo a rappresentare in lyrics quello che la musica ci ispira e sviluppare un paio di concept paralleli, che rappresentano le due anime dei Vinterblot, questo per liberare le nostre fantasie che non hanno ancora avuto spazio. Qualcosa di più rituale e tribale, possiamo dire anche spirituale. Può sembrare new age come discorso, ma noi ci incontriamo nei boschi vicino la nostra città, ci rigenera una bevuta intorno al fuoco, cantando con una chitarra acustica, e a volte alcune idee vengono fuori interessanti che poi finiscono nei dischi. Noi ci chiamiamo Vinterblot, che è un nome legato all’inverno, ma la musica va al di la della geografia, è una proiezione. Molto spesso noi italiani abbiamo l’abitudine di criticare i gruppi giovani e ancor di più i gruppi italiani, mentre se qualcosa viene dall’estero, certi problemi e certe domande, non si fanno. Questo è un problema che si vede anche nei live…

Fabriziomagno: Voi avete una bella presenza scenica! Anche perché secondo me i musicisti metal devono avere i cappelli lunghi: quando tutti si mettono a fare la “ruota” con i capelli, quello è già metà spettacolo!
Persephone: ma questa dei capelli lunghi è una cazzata! I Trollfest non hanno tutti i capelli lunghi ma ti piacciono!
Fabriziomagno: Loro sono un’eccezione, perché comunque sono bravi a fare un gran casino sul palco! Però il gruppo deve fare lo spettacolo, il mio pensiero è questo… (si inizia a parlare di capelli, cappelli, trecce e altro…nda). Torniamo ai vostri dischi: ho sempre notato una cerca ricerca nei vostri artwork piuttosto che nel merchanside. Quanto conta per voi questo aspetto?
Phanaeus: Per noi è fondamentale che il prodotto sia il più possibile completo. Ti parlo sia da musicista che da fan che ha passato giornate a leggere tutti i ringraziamenti dei musicisti e ogni minima cosa dei booklet. Per Nether Collapse abbiamo fatto un lavoro di precisione, è tutto racchiuso nella copertina, e colgo l’occasione per ringraziare Marco Hasmann che ha fatto un ottimo lavoro. Il merchandise è la conseguenza del lavoro che c’è dietro ai testi e alla grafica dei cd.
Vandrer: ti svelo un retroscena: noi passiamo mesi prima di decidere in maniera definitiva anche una scritta.
Phanaeus: tutto è perfezionabile, non siamo mai – giustamente – appagati. Ma tutto ciò che facciamo rispecchia fedelmente la band al momento.

Fabriziomagno: Voi come band come vedete il file sharing? Pensate che l’ascoltatore che ha scaricato il disco poi lo possa comprare anche grazie ad un artwork meritevole?
Phanaeus: Senza ipocrisia, pensare che qualcuno ci scarichi e poi ci ascolti con attenzione, magari pensando di acquistare il disco, a me fa solo piacere, tanto più se poi seguono anche i complimenti. Discorso diverso se uno ha i soldi per comprare il disco ma non lo fa neanche quando il prezzo cala. Ma a livello di “cultura” metal, questo è un danno, e ti parlo da fan e non da musicista. Se spendi soldi per comprare un disco, è ovvio che gli concedi maggiore attenzione: quando ero giovane e avevo 10.000 lire e trovavo in offerta il disco degli Emperor, quello stesso disco girava nello stereo per mesi!

Fabriziomagno: Esatto, ogni disco veniva ascoltato allo sfinimento, anche perché ogni volta era un evento. Adesso invece in pochi secondi si hanno discografie intere che a mala pena vengono ascoltate.
Phanaeus: C’era più pazienza e dedizione, mentre quando hai una caterva di mp3 l’ascolto è diverso e meno attento, perché stai chattando su facebook, rispondi agli sms e ogni tanto pensi “bello questo riff”, prendi cioè pillole di canzoni.
Vandrer: questo ha modificato anche il modo di comporre le canzoni, perché tutti sanno che adesso non si ascolta più la musica come avveniva negli anni ’80, sanno che la persona non perderà tempo ad ascoltare tutta la canzone, allora cercano di colpire subito, di colpire duro e seguendo alcuni canoni, e spesso i gruppi sono anche costretti a scendere a compromessi e quindi si snatura la proposta. Ma, tornando agli mp3, tengo anche a dire che il nostro EP autoprodotto è scaricabile dal sito della band.

Fabriziomagno: Siamo alla fine dell’intervista, grazie ragazzi per la disponibilità e la simpatia, salutate i lettori di Metallized!
Vandrer: un ringraziamento al sito Metallized e a te per lo spazio che ci concedete, perché date spazio anche alle band minori come noi, e un saluto a tutti i lettori dell’intervista!


Foto a cura di Alice Landi “Persephone”



andrea - heidevolk fan club
Giovedì 13 Settembre 2012, 20.10.38
4
bella band!
Theo
Giovedì 13 Settembre 2012, 18.04.23
3
Grande gruppo e soprattutto mi sembrano persone umili e interessate a quello che fanno, con passione... Però la loro proposta musicale non mi dice molto e mi ricorda davvero troppo gli Amon Amarth... Non sono male, chiariamoci, però non essendo un fan nemmeno degli svedesi, non lo sono nemmeno dei Vinteblot... Comunque grandi e gli auguro un grande successo perchè per quello che ho letto e sentito penso lo meritino davvero!
AL
Giovedì 13 Settembre 2012, 11.55.31
2
li ho visti proprio al fosch. dei grandi!! e ho preso cd ! meritano davvero. il cantante bravo e simpatico !
Trollhammaren89
Giovedì 13 Settembre 2012, 1.09.44
1
Daje raga troppo simpatici, umiltà e carisma! Fossero tutte così le band che spaccano!!!!!!
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Intervista Vinterblot
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Intervista ai Vinterblot
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I Vinterblot rispondono con pazienza...
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Persephone con i Vinterblot
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Arvssynd con i Vinterblot
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Fabriziomagno e i Vinterblot...eehhmm...
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