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ROCK HARD FESTIVAL - Live Club, Trezzo Sull'Adda (MI), 15/09/2012
18/09/2012 (2839 letture)
Conditio sine qua non per avere successo in una festa (o Party, diremmo noi di Metallized) è quella di ricreare un ambiente che sia da un lato allegro e divertente e dall’altro confortevole e rilassante, così da poter contemporaneamente soddisfare, attraverso il tema della giornata, tanto la passione degli invitati, quanto la loro necessità di scambiare opinioni, pensieri e perché no, produrre nuove conoscenze. Ne parlo con convinzione proprio perché in queste ore noi stessi siamo alle prese con la NOSTRA festa di compleanno (10 anni di attività della webzine vanno degnamente festeggiati) che, come tale, includerà tutti questi imprescindibili diktat.
Alla stessa stregua devono aver lavorato i colleghi della carta stampata di Rock Hard che, sfruttando la calata italica di Marduk e Immolation – impegnati assieme in un importante tour europeo – trasformano un placido e soleggiato sabato pomeriggio di fine estate in un interessante ritrovo per appassionati del lato “pesante” della musica metal. Il luogo prescelto per il Rock Hard Fest 2012 è nuovamente quello del Live Club di Trezzo sull’Adda, locale che permette di accogliere con sufficiente agio tutti gli interessati e che è dotato di una zona all’aperto molto funzionale ai “rapporti umani”: in questo lato della struttura, oltre ad una tenda che accoglie parte delle bancarelle dedicate al merchandise ed un secondo bar che va ad aggiungersi a quello interno, è stata infatti realizzata una più che dignitosa area relax (essendo all’aperto è anche possibile fumare) in cui decongestionare le orecchie dai decibel sparati dalle band e coltivare tutte le chiacchiere solitamente confinate nei forum specializzati.
L’area dedicata ai (tanti) concerti è quella che tutti conosciamo: un palco decisamente spazioso (che ad esempio non fatica ad accogliere la formazione a sei dei nostrani Bulldozer), un impianto audio potente e sufficientemente pulito (perfino con gli Immolation la resa è stata piuttosto decente) ed un set di luci adeguato per eventi di media importanza (anche se non sempre utilizzato al massimo del suo potenziale).
Veniamo al bill: i tanti nomi hanno costretto l’organizzazione a partire alle 13.40, orario inevitabilmente precoce in cui si sono dovuti esibire i genovesi Antropofagus, che forse – anche solo per blasone – avrebbero meritato uno slot migliore. Quindi tanto thrash (Exumer, Fingernails, Assassin, Artillery, Bulldozer, ecc…) intervallato dal black metal di Opera IX e Marduk e dal brutal death newyorkese degli acclamatissimi Immolation. Forse un po’ decontestualizzati (sulla carta) i Phantom X che completano la giornata con un po’ di power.

Prima di chiudere l’introduzione per passare ai mini-report delle band di cartello, mi preme sottolineare una cosa: Metallized ha scelto di non chiedere alcun accredito per l’evento in questione.
Indipendentemente da finalità, concorrenza (peraltro indiretta, essendo Rock Hard una testata fisica e non elettronica), ecc… abbiamo voluto contribuire alla causa versando gli ingressi come un qualunque spettatore: il sostegno alla scena parte difatti da quello degli operatori di settore più meritevoli e seri di cui riteniamo che Rock Hard faccia parte.
Ci siamo divertiti, abbiamo “ciaccolato” e ci siamo fatti qualche birretta.
Alla salute del caro e vecchio metal.
Cheers.

HELSTAR
Arriviamo al Live Club poco prima dell’esibizione degli Helstar e troviamo la location strapiena di metalheads che girovagano attorno al locale, stazionano in macchina con stereo a tutto volume ed invadono pacificamente supermarket ed altri negozi, confermando che quando un processo virtuoso si crea attorno a questo genere di eventi, poi a beneficiarne sono tutti. Fa piuttosto caldo ed entrando si nota subito che la sala durante il cambio palco si svuota, dato che le persone si riversano tutte in giardino, oppure si spostano sotto il tendone esterno (il Black Space) a caccia di CD e t-shirts. L’atmosfera è cordiale e piacevole nonostante il festival sia iniziato ormai quasi da quattro ore. Quando gli Helstar salgono sul palco è però inevitabile notare che la sala resta comunque mezza vuota (o mezza piena, come preferite). Poco male, perché i presenti dimostrano tutto il loro entusiasmo per lo storico gruppo di James Rivera, ed i texani non si fanno certo pregare sparando subito la rovente Angels Fall to Hell dal loro ultimo masterpiece Glory of Chaos. Il caso degli Helstar è ben strano, dato che sono uno dei pochi gruppi che nella loro carriera ha progressivamente indurito e velocizzato la propria proposta, passando da un heavy/thrash piuttosto tecnico ed articolato, molto oscuro e fortemente caratterizzato, ad un thrash vigorosissimo e decisamente feroce. Nonostante questo, la band non rinuncia mai a presentare anche pezzi del proprio repertorio classico, andando a ripescare ad esempio la splendida Towards the Unknown dallo storico debut Burning Star (1984). Rivera è estremamente comunicativo e ribadisce più volte che sono estremamente felici di trovarsi qua per l’ultima data del tour che sancisce i trenta anni di attività per la band. La ritmica di Abarca/Lewis è martellante e decisamente devastante, mentre purtroppo, come per tutti i gruppi seguenti fino ai Bulldozer, va segnalato che le chitarre risultano piuttosto impastate e le sezioni soliste finiscono tutte falcidiate, intuendosi appena: un problema piuttosto grave considerato la complessità tecnica che sottende i brani dei texani, che sicuramente perdono qualcosa. Peccato. L’esibizione è comunque ottima e Pandemonium riesce a scatenare anche un discreto pogo nelle prime file, mentre le conclusive Baptized In Blood e l’encore Run with the Pack, chiudono un concerto che apre degnamente le danze alla giornata, confermando quanto poco siano ancora oggi valorizzati questi splendidi musicisti ed un cantante clamoroso come Rivera, il quale comunque dimostra ancora una volta la propria umiltà sancendo che “quando formammo questa band trent’anni fa, non avremmo mai pensato che saremmo stati qua oggi”. Grandi.
Terminata l'esibizione usciamo a prendere un po' d'aria ed è qui che ritroviamo diversi amici (ciao John!) e finalmente incrociamo i colleghi Andrea Poletti 'Ad Astra' e Massimiliano Giaresti 'Giasse'. Una chiacchiera tira l'altra, finché mi accorgo che abbiamo purtroppo perso la quasi totalità dell'esibizione degli Exumer. Dispiace per la band di Possessed By Fire, che sembra tra l'altro aver raccolto grandi consensi promuovendo il nuovo e discreto Fire & Damnation: ci rifaremo la prossima volta, promesso!

IMMOLATION
Suoni buoni, anche se a volte la batteria prende il sopravvento, le chitarre saltano per via dell’impianto forse un po’ troppo alto in alcuni casi, musicisti bravi, ben rodati e con un’attitudine dal vivo che non lascia nulla al caso. Li conosciamo, quindi che ve lo dico a fare? Set-list corta data dallo slot non all’altezza… Bla bla bla…
In maniera sintetica è semplicemente quello che è avvenuto durante questo concerto. Ma voglio farlo strano. Voglio raccontarvi di un gruppo statunitense, ormai entrato nella storia del metal, che in poco meno di 50 minuti ha saputo schiacciare le vostre piccole molecole subatomiche. Un cazzotto dritto nello stomaco (musicalmente parlando), un muro in cemento armato lungo l’autostrada che non dà scampo a nessuno. Una prestazione che lascia interdetti alcuni spettatori, dato che forse non tutti erano lì per ascoltare del brutal di questo tipo. Magari qualcuno nemmeno li conosceva, ma quando Ross incita il pubblico ad urlare al cielo NO JESUS, NO BEAST un coro prende il sopravvento e siamo parte di un’unica entità. Le “sviolinate” di Rob Vigna lasciano sempre col fiato sospeso, lo si può guardare costantemente maltrattare la sua sei corde che fa uscire dei suoni tanto articolati quanto catchy. Una prova discreta da parte di Wilkinson, anonimo nella sua presenza sul palco. Così anche per Shalaty, ma l’abito non fa il monaco e la musica parla, parla violenta e senti vibrare il cranio dentro. Non tutti riescono ogni volta a salire sul palco e donare la stessa enfasi a brani suonati centinaia di volta ma non in questo caso. La scelta di raccontarci la loro ventennale carriera ripercorrendo i tratti più salienti della loro discografia viene premiata con applausi e cori d’incitamento da parte del pubblico. Poteva mancare il mosh-pit? Ovvio che no. Tra uno spezzone e l’altro i soliti ringraziamenti al pubblico italiano e verso la fine, una piccola “chicca”. Il signor Ross Dolan conferma che a febbraio uscirà il nuovo disco composto da 10 brani: inizia l’attesa. Breve ma intenso si dice solitamente, ed è proprio questo il caso. In poche parole unici, intensi, IMMOLATION.

SETLIST IMMOLATION
1. Close to a World Below
2. Swarm of terror
3. Majesty and Decay
4. Father, You're Not a Father
5. What They Bring
6. Into Everlasting Fire
7. A Glorious Epoch
8. No Jesus, No Beast
9. Dawn of Possession


ASSASSIN
C’è poco da fare: probabilmente il Paese europeo che più ha recepito e propagato la lezione del thrash statunitense è stato proprio la Germania. Le band provenienti da questo colosso della musica estrema hanno sempre potuto rivaleggiare con i colleghi d’oltre Oceano, forse non in termini di vendite, ma sicuramente in quelli della qualità e della ferocia. Se è indubbio il tributo che tutta la scena tedesca compie nei confronti di una band cardine come gli Slayer, altrettanto indubbia è la qualità e la purezza attitudinale delle band europee. Gli Assassin sono uno di quegli sfortunati gruppi che nulla hanno da invidiare a più blasonati colleghi e che assieme a Deathrow e Living Death costituiscono una “triade” minore del thrash tedesco, assolutamente non inferiore in termini di qualità assolute e dedizione alla causa. Tornati in pista nel 2005, i Nostri hanno poi pubblicato Breaking the Silence nel 2011 e sono qui per sparare in faccia a tutti il loro thrash ignorantissimo e decisamente old school, il quale nasconde però dei risvolti tecnici inaspettati ma tutt’altro che secondari nell’economia della band. Attitudine a carrettate, capacità di tenere il palco intrattenendo e tanto ottimo speed/thrash d’assalto, con il frontman Robert Gonnella a catalizzare l’attenzione col suo incedere alla-Frankenstein e la voce cartavetrata, mentre il resto della band salta da una parte all’altra del palco investendo i presenti con una grossa carica di energia. Sono molti i brani dell’ultimo disco proposti stasera: l’opener è proprio Breaking the Silence, a cui seguono anche Judas e Destroy the State, intervallate dai classici tratti dallo storico debut The Upcoming Terror, che rispondono al nome di Forbidden Reality, Last Man, Fight (To Stop the Tiranny). Ma la sorpresa il gruppo ce la regala annunciando la salita sul palco dell’ex-Kreator ed ex-Sodom, Frank Blackfire, con il quale la band esegue gli ultimi tre brani: una applauditissima cover di Sodomy and Lust, cantata dallo stesso Blackfire, Abstract War tratta da Interstellar Experience e la conclusiva, travolgente Assassin. A dire il vero, se all’inizio la comparsata di Blackfire aveva scatenato entusiasmo, nel proseguo la sua presenza si rivela quasi controproducente e fin troppo invasiva, con uno stile tecnico e pulito che non si amalgama benissimo con quanto proposto dalla band; oltretutto, dato che la coesione con il resto della band è chiaramente non elevatissima, si segnala più di qualche sbavatura qua e là ed in particolare nell’intro di Assassin suonato quasi interamente fuori tempo da Blackfire. Peccato, perché fino a quel punto l’esibizione degli Assassin era stata devastante e resterà comunque una delle più valide dell’intero cartellone. Da rivedere, in ogni caso.

ARTILLERY
Arriva il momento di uno dei gruppi più attesi della giornata, i danesi Artillery. Quella per la band dei fratelli Stytzer è una passione che dura dai tempi del capolavoro By Inheritance (1990) e nonostante il grande dispiacere che ha seguito l’abbandono del carismatico singer Flemming Ronsdorf, va reso merito al gruppo di aver saputo trovare la forza di tirare comunque avanti, integrando più che bene il nuovo arrivato Søren "Nico" Adamsen, singer di indubbia qualità. In effetti, si può dire che proprio lui costituisse il fattore di maggior interesse, dato che la sua capacità di rendere dal vivo i brani resi immortali dal predecessore è tutta da testare. Non nascondo che rivedere gli Artillery a distanza di dodici anni dall’esibizione a Wacken nel tour di supporto a B.A.C.K. sia un’emozione piuttosto forte e ritrovarli incanutiti ma sempre pimpanti fa davvero piacere. La band apre lo show con la titletrack dell’ottimo When Death Comes e Adamsen si rivela subito ottimo interprete di se stesso, confermando in pieno quanto di positivo è possibile ricavare dalle sue prove in studio. Molto irrobustito e decisamente coinvolgente, il singer cerca di sopperire ad una certa staticità dei compagni d’arme, riuscendo comunque ad intrattenere un buono scambio col pubblico, che appare molto contento e ben disposto nei confronti della band danese. Il thrash ragionato e discretamente tecnico del gruppo ha senz’altro un impatto inferiore rispetto a quello degli Assassin ed il problema dei suoni confusi delle chitarre che impediscono di fatto agli assoli di ergersi al proprio naturale ruolo, penalizzano non poco l’esibizione, che non potendo giocare la carta dell’impatto brutale, deve reggersi in gran parte sul mestiere. Ottime comunque le rendering di brani quali By Inheritance, Death Is An Illusion, The Almighty e 10.000 Devils. Adamsen soffre un po’ sulle canzoni del predecessore, non riuscendo a rendere in pieno le particolari melodie elaborate in passato, ma ha dalla sua una vocalità sicuramente interessante ed alla fine si dimostra più che all’altezza del compito. Chiude l’immancabile e devastante Terror Squad, grandissima canzone che mostra tutto il potenziale anche aggressivo della band, sulla quale Adamsen fa del suo meglio, fino a portare a casa una esibizione ottima e divertente, purtroppo penalizzata dai suoni, ma comunque degna del nome della band. Alla prossima.

BULLDOZER
Se qualcuno gioca in casa in questa edizione del Rock Hard Fest, questi non possono che essere i Bulldozer. AC Wild & soci, che peraltro si vedono tra la gente anche prima dell’esibizione, vengono accolti come profeti da un Live Club che aspetta da ore il loro ingresso “in campo”. L’ambientazione è quella a cui siamo abituati, con l’inquietante leggio insanguinato a fare da cornice al mitico paroliere milanese, chiuso ai lati dai due axemen Andy Panigada e Ghiulz Borroni. Egli, adornato di mantello d’ordinanza, si muove sornione nei momenti strumentali “visitando”, uno per uno, tutti i compagni di palco e dispensando generosamente “corna” e sguardi magnetici. Andy martella ritmiche e chorus a raffica con la solita disarmante facilità, mentre Borroni – certamente più “composto” del collega – si occupa di tutte le parti soliste con una precisione che gli permette di esibire la sua grande abilità chitarristica. A contorno di ciò l’impressionante lavoro della sezione ritmica di Pozza e Manu (entrambi anima dei thrasher veronesi Death Mechanism) che, non perdendo un solo colpo, dimostra quanto la musica dei milanesi (e lo dico con grande orgoglio), seppur irreprensibilmente attaccata ad un retaggio radicalmente ottantiano (chiamiamolo thrash con venature contemporaneamente black, speed e hardcore), non abbia nulla da invidiare in fatto di cattiveria ad act ipoteticamente ben più efferati. Il velocissimo spartito dei Bulldozer è ben supportato dall’impianto che impasta la jam solo nei momenti più caotici ed anche l’impianto luci assume contorni più virtuosi rispetto a quanto osservato con le band antecedenti (ad esempio con gli Immolation, imprigionati visivamente in una cornice bianco/gialla che proprio non ho apprezzato). Riguardo alla setlist, dopo l’overture di Neurodeliri, Desert! e Ilona The Very Best, la grande sorpresa (e regalo) è la riproposizione di Mysoginist (dall’album IX) che, a causa del testo irriverente ed eccessivo, ebbe ai tempi problemi di “censura” e che per tale motivo non è mai stata suonata live. Poi tantissimi altri episodi storici (The Final Separation, The Derby, Minkions, Whisky Time, Willful Death/You'll Be Recalled, ecc…) affiancati a due brani estratti dall’ultimo Unespected Fate del 2009 (Use Your Brain e Bastards), scelta che permette ai tanti presenti, non tutti reduci di quella grande epoca, di assaporare l’intera carriera della band.
L’ora scarsa a disposizione dei Bulldozer è stata una delle più divertenti a cui ho assistito negli ultimi tempi: bravi, bravissimi ed assolutamente imperdibili nei pochi concerti che concedono alla propria platea!

MARDUK
Esiste della musica che in qualunque situazione e condizione da sola basta a creare contesto. Il black metal non rientra in questa categoria.
Brutto rapporto, il mio, con il black dal vivo: non sono un sostenitore del fatto che per essere apprezzato richieda introspezione e solitudine, come neanche che dal vivo renda solo se nel bel mezzo di una foresta, fatto sta che ogni volta la dimensione live scioglie inesorabile la maschera di cerone e produce il collasso del microcosmo di malvagità e misantropia tanto fieramente sbandierato su disco. Allora come stanno le cose? La verità va sempre considerata parzialmente illusoria.
Allo scoccare della mezzanotte parte dei metalhead è oramai sgomberata dal locale, molti di questi vittime del tour de force che, a ben vedere, le cartucce migliori, o comunque quelle più attese, le aveva già sparate. Inutile girarci intorno: vuoi perché gli svedesi calcano i palchi da vent'anni senza mai essersi presi grosse pause (e di conseguenza trionfali tour di reunion), vuoi per la nomea di gruppo che tira a campare sulla gloria dei dischi degli anni '90, un loro concerto, nel 2012, non fa certo notizia.
La title track dell’ultimo Serpent Sermon sembra piazzata apposta a sancire il ritorno dei Marduk più ferali e sulfurei, su disco come dal vivo. Dalle prime file la resa sonora è all’altezza della situazione, l'impasto tipicamente ultrasaturo non impedisce di godere degnamente sia dell'affilato riffing di Evil (e degli onnipresenti tremoli) che delle precise stilettate al quattro corde di Devo, bassista della cui buona reputazione riesco finalmente a capacitarmi. Lars dietro le pelli (quel Lars?) è il perfetto soldato della divisione Marduk: timidino ma preciso ed implacabile tanto nelle sfuriate quanto nei più recenti episodi doom oriented (Temple of Decay). E poi c'è quell'altro, quello che canta: Mortuus, o' mattatore, è protagonista più della sua stessa perfida ugola. Lo svedese si dimostra comunque un frontman misurato: le movenze non eccedono quasi mai nella buffonaggine o nella teatralità più esasperata e la resa del suo screaming tiene per tutta la durata del concerto (un'oretta e un quarto).
L'ossatura della scaletta si concentra sugli ultimi 3/4 album in studio, soprattutto nei pezzi dalle derive più sperimentali (mardukamente parlando), ma viene inframezzata astutamente dai classici più diretti e devastanti (Within the Abyss, The Black Tormentor of Satan, Baptism of Fire, Panzer Division Marduk, la conclusiva Wolves).
È straordinario come in casi del genere tutti, all’infuori degli interessati, riescano a mantenersi perfettamente calmi (ed un poco sbadiglianti). Io me ne sono dimenticato, giudicando sul metro delle pruriginose emozioni di Ilaria l’impressione che ne avrei ricevuto. Solo la mia corporatura ed una buona dose di codardia (che si rivolgesse a me Mortuus con quel make some fuckin’ noise cowards?) mi trattengono dal buttarmi nella mischia furiosa (una decina di pogatori, non di più), attrattiva per certi versi irresistibile. Ed è qui il punto: mi sto divertendo, e non ci avrei scommesso. Sarà la resa sonora congrua, sarà l'entusiasmo contagioso degli irriducibili delle prime file, saranno tutti quegli estrogeni in visibilio per Mortuus, sarà quel che vi pare ma la capoccia si muove e l'adrenalina scorre.
Credo comunque di aver capito il trucco: lo show dei Marduk è prima di tutto un divertimento, non è uno spettacolo maligno, tantomeno demoniaco o satanico. Riuscire ad affrancarsi da questa illusione che i nostri occhi ed orecchi ci portano a credere è la chiave per goderne appieno.

CREDITS
Report degli Immolation a cura di Andrea Poletti “Ad Astra”.
Report di Helstar, Assassin e Artillery a cura di Saverio Comellini “Lizard”.
Report dei Marduk a cura di Stefano Asti “Autumn” e Ilaria Spina “Irastrana”.
Intro e report dei Bulldozer a cura di Massimiliano Giaresti “Giasse”.



Er Trucido
Giovedì 25 Ottobre 2012, 22.51.28
20
@The Void: purtroppo hanno rinunciato a causa di problemi familiari (se ricordo bene) di uno di loro
The Void
Giovedì 25 Ottobre 2012, 22.18.30
19
Ma sbaglio o ci sarebbero dovuti essere anche i mekong delta?
anvil
Giovedì 20 Settembre 2012, 19.31.30
18
dannati soldi !!! cosa mi sono perso ...... va bene mi consolo con l articolo della cavalleria di metallized !!!!
PaulThrash
Giovedì 20 Settembre 2012, 9.57.22
17
Dimenticavo... i Fingernails, loro sono spassosi dal vivo, yeah!
PaulThrash
Giovedì 20 Settembre 2012, 9.56.46
16
@ Nitro: ahahahah, abbiamo due visioni un po' differenti... grandissimi Helstar, Artillery (ok, Adamsen dal vivo non ce la fa, ma gli Stutzer sono avanti anni luce) e a me pure i Phantom X son piaciuti !!! Raw Power belli carichi, Bulldozer bello spettacolo davvero, gli Assassin mi hanno davvero lasciato perplesso (un capolavoro come "Interstellar Experience", una prova live meno che mediocre...)...
Nitro
Mercoledì 19 Settembre 2012, 21.03.48
15
Gran bel concerto ragazzi! Antropofagus e Immolation, mi hanno sbiellato!!! mi sono rimesso insieme dopo un bel po'...Grandi!!! Raw Power, Exumer e Bulldozer massicci e ottimi!, Marduk e il resto non all'altezza dei precedenti....
Ad Astra
Mercoledì 19 Settembre 2012, 20.54.23
14
voi MI perdete l'essenziale?... hai buttato troppa acqua anche tu ira?
irastrana
Mercoledì 19 Settembre 2012, 20.28.34
13
mhà, COME abbiano suonato i Marduk è solo un dettaglio. perchè, voi eravate lì per sentirli? ts, pivelli. Il Mortuus che ogni due per tre si rinfrescava versandosi addosso litrate d'acqua valeva tutto il biglietto. voi mi perdete l'essenziale...
Er Trucido
Mercoledì 19 Settembre 2012, 16.14.10
12
Ciao Pande Sugli Antro in apertura direi che avete già detto tutto, è un peccato ma vabbè, sarà per la prossima volta
Pandemonium & BrutalFede
Mercoledì 19 Settembre 2012, 14.37.54
11
Bel live report ragazzi! Gli Immolation si sono dimostrati sopra le righe come ci aspettavamo (scaletta eccellente tra l'altro), i Marduk ci hanno veramente annoiato (quoto in toto DIMMONIU73: 1 chitarra ci sta bene nei Darkthrone o negli Immortal, ma con le composizioni mardukiane la resa live sembra mutilata, moscia e indecorosa se paragonata agli album), ottimi gli Antropofagus (bravo Giasse: non meritavano di suonare per primi, assolutamente!). Per il resto esibizioni tra il discreto (Exumer sopratutto) e l'osceno (i Phantom X hanno proposto una Heaven or Hell in memoria di Ronnie che l'avrà fatto rivoltare nella tomba, ma tant'è...). Quindi: concerto divertente e vario nel complesso, ottima location, unica critica all'organizzazione: 30 euro all'entrata sono TANTI, con 50 all'estero si fanno 3 giorni di festival e non parliamo del terzo mondo (ma siamo alle solite... in Italia). Un saluto speciale ai nostri amici ritrovati dopo tanto tempo: Giasse, Cri, Autumn e alle nuove conoscenze Ira e Ad Astra. Al prossimo concerto ragazzi! (Un saluto a tutti gli altri in redazione!)
marduk
Mercoledì 19 Settembre 2012, 13.01.41
10
allora...diciamo che la scaletta secondo me era fatta molto alla cazzo di cane ma cmq.....gli antropofagus nel poco tempo a loro disposizzione hanno fatto un gran bel live...potente preciso e molto coinvolgente...peccato che il pubblico fosse ancora pochino....i phantom x forse c'entravano poco con la giornata (io personalmente nemmeno sapevo chi fossero) ma si sono rivelati cmq una band più che valida...non propongono nulla di innovativo ma dopo gli antro un bello stacco melodico e con buoni musicisti ci voleva proprio oltre al cantante che era un personaggio simpaticissimo poi c'erano i fingernails...tipici tamarracci romani autori di un live divertentissimo quanto scanzonato peccato sempre per la non grande presenza di pubblico....sugli opera IX non mi esprimo (non mi son proprio piaciuti) e i raw power molto energici si ma anche alquanto ripetitivi...spero di aver dato un piccolo e utile sunto dei gruppi mancanti iniziali XD ah...vedo mancano gli exumer....primi pezzi suoni posceni...col passare del tempo sono migliorati e live cattivissimo e intensissimo con il cantante che alla fine di ogni canzone ci tirava un bestemmione XD
Ad astra
Mercoledì 19 Settembre 2012, 12.37.48
9
sarei arrivato anche prima ma ho lavorato sino alle 13 per poi farmi 250 km...e penso che come me, tutti hanno dato il loro massimo contributo.. abbiamo fatto il possibile con i mezzi che avevamo... onestamente mi è dispaiciuto non sentire i gruppi precdenti ma chi vuole troppo stroppia ...
Khaine
Mercoledì 19 Settembre 2012, 12.20.14
8
caro elluis sono d'accordo con te, ma più di così non si poteva a sto giro, si che eravamo pure in tantini
Elluis
Mercoledì 19 Settembre 2012, 11.35.51
7
@Khaine certo che no, però è un peccato che su 12 band in programma, se ne possa leggere il report solo della metà (tralasciando tra l'altro anche dei bei nomi tipo Raw Power, Exumer o Fingernails)
Khaine
Mercoledì 19 Settembre 2012, 11.33.39
6
chiedo scusa se ho dato quest'impressione, non è ciò che intendevo, soprattutto nei confronti di un nostro affezionato come elluis. stavo semplicemente dando una risposta.
EDOARDO IL GAGLIARDO
Mercoledì 19 Settembre 2012, 11.30.06
5
Voglio fare i complimenti allo staff per il lavoro che svolge quotidianamente, gratuitamente con grande passione...Ma allo stesso tempo, non posso evitare di notare che ogni qual volta qualcuno faccia notare una mancanza o un errore o qualsiasi stronzata, anche in modo non maleducato, le risposte dello staff siano spesso accompagnate da una certa...chiamiamola acidità...anche e soprattutto quando viene mossa una critica a qualche recensore, tutti gli altri scattano come un branco di lupi pronti a divorare l'eretico che ha osato criticare! da un lato è bello vedere questa solidarietà tra di voi, ma dall'altro suona un po' come un NOI CONTRO IL MONDO o un CON ME O CONTRO DI ME... Credo che la risposta a questo messaggio sarà del tipo SE NON TI VA BENE QUI, VAI DA UN ALTRA PARTE! per cui vi anticipo e vado....ADIOSSSSSS!
DIMMONIU73
Mercoledì 19 Settembre 2012, 11.25.27
4
Lodi sperticate per i Bulldozer, in assoluto i migliori della serata...Marduk? Al terzo pezzo ce ne siamo andati, amio avviso una seconda chitarra sul palco serve come l'acqua nel deserto, se no il suono si svuota e perde potenza!!! Ottimi i Raw Power, gli Helstar e gli Artillery!!!
Khaine
Mercoledì 19 Settembre 2012, 11.17.34
3
@ elluis : abbiamo recensito gli spettacoli che abbiamo visto, dovevamo forse inventarci i report?
Fenriz voice of darkness
Mercoledì 19 Settembre 2012, 11.08.35
2
Per fortuna non sono l'unico che ritiene il black metal "indebolito" dal live...onore allo staff di metallized per aver pagato l'ingresso, senza far nomi so di preciso che altri se non hanno gli accrediti non entrano!!!
Elluis
Mercoledì 19 Settembre 2012, 11.02.11
1
Manca la recensione di metà delle band che hanno suonato, e i Raw Power non vengono MAI nominati da nessuna parte in questo articolo: un po deficitario come live report !
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