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NEGURA BUNGET - Spiritualità transilvana
20/09/2012 (1924 letture)
Negura Bunget significa "nebbia nera proveniente da una foresta oscura", nome particolare tanto quanto la musica della band, un black metal d'atmosfera ricco di influenze folk, progressive e doom. Questa band cura l'aspetto visivo tanto quanto quello musicale, illustrando in ogni album un lato diverso della loro ideologia, la "spiritualità transilvana". Dopo diversi cambiamenti nella lineup, dei membri originali della band rimane solo il batterista Negru, ed è con lui che parliamo in questa intervista dedicata soprattutto alla comprensione di questa spiritualità.

Kara: Prima di tutto: Come va? Tutto bene? So che sei stato sottoposto da poco ad un'operazione chirurgica alle ginocchia...
Negru: Sì, tutto ok...(ride)

Kara: Sei contento di essere di nuovo in Italia?
Negru: Sì, è bello essere qui. Caldo, ma bello.

Kara: So che state lavorando su del nuovo materiale, che state cominciando una trilogia, giusto? Vuoi dirmi qualcosa al riguardo?
Negru: Sì, è un progetto molto importante per noi, sarà una trilogia musicale e visiva, ogni capitolo sarà composto da un album e da un DVD con una specie di film. Un filmato ad immagini, non con gente che recita o cose del genere... Adesso stiamo lavorando sulla prima parte, ed abbiamo già raccolto parecchio materiale, dovremmo finire di registrare prima della fine dell'anno e pubblicarlo in primavera. Questo è il piano!

Kara: Con che etichetta?
Negru: Lo stiamo facendo con l'etichetta tedesca Prophecy, è la prima volta che pubblichiamo del materiale inedito con loro, quindi abbiamo un sacco di lavoro da fare, al momento.

Kara: So che tu possiedi uno studio (Negura Music), state registrando là?
Negru: Sì... Abbiamo un unico posto per provare e registrare. È comodo per noi, ci dà la possibilità di avere molto tempo per provare e sperimentare, senza dover fare in fretta per registrare. Dall'altro lato, fare le cose da soli prende sempre un sacco di tempo se si vuole farle bene, quindi cerchiamo di trovare la giusta via di mezzo.

Kara: Negli ultimi anni avete avuto molti cambiamenti nella lineup: gli altri fondatori della band se ne sono andati e nuovi musicisti hanno preso il loro posto. Alcuni però stavano già collaborando con voi, quindi non sono proprio nuovi nuovi. Forse in realtà il cambiamento è stato meno drastico di quello che sembra...
Negru: Già, dal punto di vista del pubblico si tratta di grossi cambiamenti, ma abbiamo avuto un'attività molto intensa negli ultimi anni, e molte persone non sono abituate a tenere certi ritmi. Abbiamo alcuni nuovi membri nella band, ma con loro abbiamo già fatto più o meno 50 concerti assieme, quindi per me è difficile considerarli nuovi ormai (ride)! Nell'ultimo anno abbiamo fatto veramente moltissimi concerti, una cosa pazzesca. Noi chiediamo a tutti di dare il massimo per la band, e se qualcuno non può o non vuole farlo allora secondo me la soluzione migliore è cercare un'altra persona che voglia e possa farlo. Penso che sarà sempre così per noi, finchè non decideremo tutti come band che non riusciamo più a fare quello che stiamo facendo, e allora la band si fermerà. Ma non credo che succederà tanto presto, perché abbiamo un sacco di idee al momento!

Kara: Lavorate tutti assieme per comporre materiale nuovo?
Negru: Sì... È complicato, non abbiamo un unico modo di comporre. Di solito partiamo dal concept, poi ognuno porta le sue idee e le mettiamo assieme... O qualcuno di noi compone qualcosa, lo manda a tutti e cominciamo ad aggiungerci nuove idee e ci lavoriamo finché non ci sembra completo, e a questo punto iniziamo a registrare alcune parti, ma continuando a farle evolvere fino a che la registrazione non si conclude. È un processo abbastanza complesso (ride).

Kara: Sto per chiederti una cosa che forse ti hanno già chiesto in molti, ma mi restano delle curiosità, quindi te lo chiederò lo stesso. Parlate un sacco di questa "spiritualità transilvana". Di che si tratta? Che connessione ha con la religione che si pratica attualmente in Transilvania e con i vecchi rituali?
Negru: È un argomento molto importante per noi, lo è sempre stato. Per me il black metal è l'unico genere musicale per cui a volte il concept è più importante della musica. Perché se hai un'idea e la vuoi mettere in musica, la musica prende la forma dell'idea. Questo per noi è molto importante. E la spiritualità transilvana è qualcosa che scava nel passato, ma che è allo stesso tempo vivo nel presente, perché nella nostra regione, per fortuna, ci sono ancora posti dove la società moderna non è arrivata, ci sono villaggi e zone dove non ci sono strade, non c'è l'elettricità, non ci sono i telefoni, niente del genere, e la gente vive ancora seguendo i ritmi della natura... Questo è il "cuore" della spiritualità transilvana. È importante capire la natura e vivere secondo i suoi ritmi, cosa che a volte può assumere una connotazione religiosa, ma in realtà è più un modo di vivere, ed è quello che piace a noi: fare le cose in modo tradizionale. Tutto, anche le piccole cose, ha un significato, ed è tutto collegato. E questa è una cosa che ha radici nel passato, ma che secondo me continua ancora adesso e che continuerà nel futuro. Certo, noi viviamo nel mondo moderno, ma cerchiamo lo stesso di mantenere una connessione con le tradizioni del nostro passato e cerchiamo di esprimere questo nella nostra musica e di condividerlo con chi ascolta... Questo è il nostro obiettivo.

Kara: Nella scena musicale, soprattutto metal, ci sono diversi musicisti che hanno tratto ispirazione dalla Transilvania per i loro dischi o le loro canzoni, ma basandosi su uno stereotipo che probabilmente non coincide con la vera Transilvania. Cosa ne pensate? Come vi sentite quando vedete un'altra band estera parlare della Transilvania? Dev'essere buffo!
Negru: Già, ma adesso ci siamo abituati, perché c'è veramente tante gente che lo fa... A dir la verità riuscire a capire davvero la Transilvania è difficile, non solo per le band straniere, ma addirittura per quelle romene... È per questo che noi sentiamo un po' come un dovere il presentare anche la nostra visione. Quella trilogia di cui parlavamo parla della Transilvania come la vediamo noi. Si tratta di tre album in totale, il primo parlerà più della natura, cercheremo di presentare alcuni posti che sono un po' dei simboli, poi li collegheremo tra loro in modo da riuscire a far immaginare la cosa all'ascoltatore. La seconda parte, invece, parlerà del lato umano, delle tradizioni, dei rapporti sociali, di cerimonie e cose del genere, e la terza parte tratterà del lato spirituale che in qualche modo definisce il concept. Unendo questi tre lati si ottiene un'immagine piuttosto forte che permetterà alla gente di vedere le cose come le vediamo noi, e allo stesso tempo permette a noi di immergerci in ciò che ci piace, di parlare di posti che nessuno conosce, a volte neanche chi ci abita vicino, quindi... Questo darà modo alle persone di vedere un lato più... vero... credo, della Transilvania. È un lavoraccio, ma siamo contenti di farlo! (ride)

Kara: Lavorerete ancora con Dan Spataru, l'artista che ha fatto la maggior parte dei vostri artwork?
Negru: Sì, abbiamo già cominciato a lavorare a questo concept, perché è molto complesso anche dal punto di vista visivo, e anche questa volta cercheremo di fare delle edizioni limitate con qualcosa di speciale, quindi sì, lavoreremo di sicuro ancora con lui. Siamo fortunati ad averlo come amico, sa benissimo cosa vogliamo fare e noi ci fidiamo completamente di lui. Lavoriamo molto bene assieme.

Kara: Il vostro ultimo album aveva un'edizione limitata molto particolare, con un contenitore di legno con della terra dentro. Di chi è stata l'idea?
Negru: È stata una cosa che abbiamo sviluppato da soli e produrla è stato un incubo! Ma penso sia stata una buona idea e alla gente è piaciuta. La prossima volta dovremo impegnarci ancora di più per inventarci qualcosa di originale e significativo allo stesso tempo!

Kara: Quindi dovremmo aspettarci qualcosa di ancora più strano!
Negru: (ride) Già! Non posso dire ancora niente perché penseremo a cosa fare solo dopo aver completato la musica e l'edizione normale. Poi penseremo a come fare per rendere il tutto più completo.

Kara: So che la Negura Music ha anche una rivista... Com'è la scena metal in Romania? Quante altre riviste ci sono?
Negru: In realtà la rivista non esce da qualche anno. La scena in Transilvania è simile a quella in Romania, cioè ci sono alcune band interessanti ma pochissime riviste e trasmissioni in TV o alla radio. Non credo che ci sia neanche un magazine che esce regolarmente. Ci sono un sacco di webzine, cose così, ma non riviste stampate.

Kara: Anche in Italia le riviste sono sempre meno ed invece ci sono sempre più webzine
Negru: Sì, ma ce ne sono ancora, di riviste. In Romania credo che non ce ne siano più. Prima o poi faremo uscire un altro numero di Negura Magazine, ma non so quando (ride). Comunque sarà di certo una rivista stampata.

Kara: Anche gli altri della band ci lavorano?
Negru: No, lo faccio principalmente da solo, con l'aiuto di alcuni collaboratori, che non sono musicisti.

Kara: Il vostro nuovo cantante ha uno strano nome d'arte indiano (Chakravartin). Sai perchè ha scelto quel nome?
Negru: Perché... C'è una connessione tra la nostra spiritualità locale e la cultura orientale... A volte è sorprendente scoprire quante cose siano connesse, anche se a prima vosta appaiono molto diverse. Noi esploriamo molto queste connessioni. Per esempio, l'album Om spazia dalla tradizione romena a concetti più universali. Se cerchi le radici delle tradizioni ti accorgi che a volte sono più universali di quello che si pensa, e che anche se certe cose vengono fatte in modo diverso da luogo a luogo, ci sono un sacco di elementi in comune. Noi cerchiamo di esplorare queste cose, in qualche modo, anche con i nomi d'arte. Chakravartin significa colui che gira la ruota del tempo, concetto che ci è sembrato adatto a noi perché va dal passato al futuro... È un bel concetto, a lui piaceva ed è piaciuto anche a noi.

Kara: Preferisci suonare live o in studio?
Negru: Mi piacciono entrambe le cose. È bello lavorare su un album interessante in studio, e quando è completo è bello suonarlo live. Noi suoniamo parecchio e spero che sarà così anche in futuro. Ci divertiamo in entrambi i casi, e ci piace sia suonare nei festival grossi che in piccoli locali. Sono due esperienze diverse, ma a noi piacciono entrambe. Già. Siamo fortunati ad avere la possibilità di fare tutte queste cose.

Kara: E Preferite suonare all'estero o nella vostra regione?
Negru: Anche in questo caso, ci piacciono entrambe le cose (ride). Noi cerchiamo di suonare il più possibile, ed è bello poter suonare in posti nuovi, che non abbiamo mai visto, quindi cerchiamo sempre di spingerci in posti diversi. Adesso non è più così facile, perché siamo già stati in moltissimi posti (ride), quindi... Non siamo mai stati in Asia, spero di riuscire ad andarci prima o poi.

Kara: Come sta andando il progetto parallelo che avete tu ed Inia Dinia (Din Brad, nda)?
Negru: Il nostro primo album è uscito qualche mese fa per Prophecy, abbiamo già suonato live alcune volte e stiamo già lavorando sul nuovo album, che uscirà probabilmente l'anno prossimo. Abbiamo trovato un bel concept, abbastanza diverso da quello del primo, quindi... Direi che sta andando bene!

Kara: Direi che è tutto, grazie per il tempo che ci hai dedicato! Vuoi dire qualcosa ai lettori?
Negru: Beh, invito tutti a seguire la nostra attività! Ci saranno delle nuove uscite a breve, e spero che avremo presto occasione di tornare a suonare in Italia e di incontrare nuove persone (ride).


Foto a cura di “Persephone”



Ivo
Mercoledì 26 Settembre 2012, 15.24.59
6
Perdonate l'off topic, ma lasciatemi sottolineare quanto è carina la Kara ...
andrea - heidevolk fan club
Venerdì 21 Settembre 2012, 15.48.54
5
anche io c'ero al fosch, confermo il pensiero del mio collega fabrizio
enry
Venerdì 21 Settembre 2012, 14.48.25
4
Ottima band, ho tutti i loro dischi, però non credo siano tanto sottovalutati, la critica li ha sempre tenuti in grande considerazione e il loro nome gira spesso tra gli appassionati di musica estrema. Poi consideriamo anche che non sono una band di facile ascolto, sono molto meno immediati di tanti loro colleghi. Bravissimi comunque nel crearsi uno stile riconoscibile e personale.
Enrideath
Venerdì 21 Settembre 2012, 14.39.10
3
certo che Negru deve essere molto allegro... ride sempre nell'intervista!!!
il vichingo
Venerdì 21 Settembre 2012, 14.20.20
2
Sono assolutamente d'accordo
fabriziomagno
Venerdì 21 Settembre 2012, 14.14.44
1
un gruppo decisamente sottovalutato e che merita più attenzione da parte di tutti...
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