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SABATON + ELUVEITIE + WISDOM - Alcatraz, Milano, 19/09/2012
23/09/2012 (2903 letture)
Avete presente quei momenti in cui - per un caso fortuito - vi ritrovate ad ascoltare una band che non vi aveva mai detto nulla e tutto ad un tratto rimanete folgorati?
Ecco, non avevo mai considerato più di tanto i Sabaton, ad un primo superficiale ascolto (un errore che non ripeterò mai più) li avevo classificati come una delle classiche band power metal con atmosfere epiche, insomma nulla che potesse attirare più di tanto la mia attenzione.
Poi il colpo di fulmine: Metalcamp 2012, riesco a godermi poco meno di metà dello show degli svedesi e questo mi rimane come impresso a fuoco grazie al coinvolgimento e al genuino divertimento provato in quella mezz'ora scarsa, "devo assolutamente rivederli" mi dico.
Dopo aver scoperto qualche settimana fa che gli scandinavi sarebbero passati all'Alcatraz di Milano per l'unica data italiana dello Swedish Empire Tour 2012 (in supporto al nuovo album Carolus Rex), il concerto sarebbe stato aperto da una band affidabile come gli Eluveitie e soprattutto che un gruppo di amici si stava organizzando per assistere al live, ho colto l'occasione al volo per essere presente, ecco a voi dunque il resoconto della serata.

Arriviamo all'Alcatraz circa un'ora prima dell'apertura dei cancelli dopo un viaggio in auto relativamente tranquillo; nonostante non manchi molto sono ancora poche le persone in fila davanti all'ingresso, cosa che già ci fa immaginare uno show tenuto sul palco secondario del locale milanese (cosa che effettivamente avverrà).
Intorno alle 18.30 si aprono finalmente i cancelli ed entriamo senza problemi, piazzandoci sul balconcino davanti al palco esattamente sopra alla zona mixer (dotata di strumentazione di altissima qualità, solo la console per la gestione dei suoni costava più di 15.000 euro), in modo da goderci il live da una posizione elevata e nel punto del locale in cui i suoni sono migliori.

WISDOM
Dopo un'attesa piuttosto breve salgono sul palco gli ungheresi Wisdom, giovane band con all'attivo due full-lenght dedida ad un heavy power piuttosto diretto e classico.
Pochi rapidi saluti e si può subito cominciare a spingere sull'acceleratore: dietro le pelli il drummer Balázs Ágota martella le sue casse a ritmi sostenuti (per quanto non esagerati) dando il via ad un tripudio di cavalcate che si snodano tra gli acuti di Gábor Nagy, un buon singer, tecnicamente preparato e forse soltanto leggermente anonimo a livello timbrico, e il riffing rasoiante delle chitarre di Gábor Kovács e Zsolt Galambos che si alternano nel ruolo di solista con svisate ad alta velocità; i due chitarristi contribuiscono anche come coristi supportando Nagy nei passaggi in cui le tre voci aggiungono quel tocco di epicità in più che non guasta mai.
Unica nota forse stonata è risultata il tentativo (apprezzato dal pubblico) di cimentarsi con la cover degli Iron Maiden Wasted Years: il cantato è stato effettivamente all'altezza (anche se magari ci si sarebbe potuti risparmiare lo Scream for me Milano) ma i differenti arrangiamenti di chitarra e l'impostazione tecnica totalmente diversa del buon bassista Máté Molnár (cavalcate in terzine su un quattro corde cambiate in un accompagnamento in ottavi su un cinque suonato col plettro) hanno reso il tributo agli inglese abbastanza trascurabile.
Nel complesso la prova dei Wisdom (supportata già da degli ottimi suoni) è stata apprezzabile, non ci troviamo davanti ad una band che farà la storia del genere considerando quanto gli ungheresi siano legati a stilemi ormai vecchi di parecchi anni, ma l'impatto dal vivo è assolutamente notevole.

ELUVEITIE
Dopo un cambio di palco relativamente rapido ecco una voce fuori campo (rigorosamente in growl) risuonare per l'Alcatraz: Buonasera Milano, siete pronti?.
Poco dopo gli otto svizzeri capitanati da Chrigel Glanzmann fanno la loro comparsa sul palco iniziando sparando a tutto volume la titletrack del nuovo disco Helvetios; i suoni appaiono incredibilmente bilanciati, come mai mi era capitato vedendo la band svizzera live, soprattutto alla luce del gran numero di strumenti utilizzati dai nostri (si odono distintamente anche il violino di Meri Tadic e la ghironda di Anna Murphy, che spesso sono le più sacrificate).
L'accoglienza del pubblico è calorosissima, anche se appare chiaro che molti siano venuti apposta per loro (almeno a giudicare dal numero di accorsi con indosso la loro maglietta).
Si prosegue sempre con pezzi estratti da Helvetios con la triade: Luxtos, Neverland e la più dolce A Rose for Epona che mette in ulteriore evidenza le buone doti canore di Anna.
Con Divico i nostri fanno un salto nel passato, proponendo un pezzo dalla recente raccolta The Early Years (che contiene pezzi inediti scritti nei primi anni di attività); a livello strumentale i nostri non sbagliano nulla, sono precisi ed affiatati nonostante il recente ingresso del chitarrista Rafael Salzmann (subentrato al dimissionario Simeon Koch).
La successiva Inis Mona non ha bisogno di alcuna presentazione: quello che si consuma sotto il palco è un autentico massacro, mentre un instancabile Chrigel fa giocare il pubblico con il conosciutissimo refrain.
Si rimane poi in territori vagamente commerciali con Alesia e non ci si schioda da Helvetios con le successive The Uprising ed Havoc, che mettono in mostra il lato più deciso della band (con quel sound non poi così lontano dallo swedish death).
Ottimo dunque lo show degli Eluveitie per quanto forse troppo concentrato su Helvetios (solo due i brani estratti dal resto della loro discografia) e leggermente inficiato dalla scaletta per forza di cose breve e dalle ridotte dimensioni del palco che hanno limitato una band che sul palco solitamente è parecchio dinamica.

SETLIST ELUVEITIE
1. Helvetios
2. Luxtos
3. Neverland
4. A Rose for Epona
5. Divico
6. Inis Mona
7. Alesia
8. The Uprising
9. Havoc


SABATON
Il cambio di palco successivo - ovviamente più lungo dei precedenti - ci permette di riposarci mentre i tecnici montano la spartana scenografia dei Sabaton, e preparano gli strumenti per l'ormai prossimo show.
Per sottolineare la vena simpatica degli svedesi, che nonostante i testi ad argomento bellico dimostrano di non prendersi troppo sul serio (in barba a chi li credo politicamente schierati) poco prima dell'inizio del concerto viene mandata la celeberrima The Final Countdown dei loro connazionali Europe, ma appena finita si inizia a fare sul serio: sale sul palco il batterista Robban Bäck, parte l'intro The March to War, poi una voce risuona fuori dal palco mentre il resto dei musicisti sale di corsa onstage.

We are Sabaton and this is Ghost Division

L'impatto dei Sabaton è devastante, la nuova formazione non è in giro da tanto eppure i cinque svedesi appaiono rodati e perfettamente a loro agio, se a questo aggiungiamo che - visto che non è ancora stato trovato un tastierista - suonano su basi registrate allora il quadro si completa.
Brodén è un frontman vero, tiene il pubblico in pugno, scherza, ascolta le voci provenienti dalla folla e addirittura riconosce fan che avevano assistito a precedenti concerti (e che gli avevano insegnato qualche parola in italiano non esattamente ripetibile).
Vengono subito sciorinate Gott Mit Uns e Poltava, si inizia a capire che sarà una gran serata dalle facce sorprese dei musicisti sul palco e dai continui ringraziamenti di Joakim, gli altri membri a partire dal veterano bassista Pär Sundström sembra che suonino insieme da anni e la presenza scenica è invidiabile, sorrisi, spostamenti più o meno studiati, un insieme di dettagli che contribuisce a scaldare un'atmosfera già molto calda.
C'è un attimo di pausa e il singer svedese per la prima volta durante la serata chiede al pubblico quale canzone desidera sentire scegliendo tra White Death e Talvisota, con buona pace dei pochi che hanno richiesto la canzone a proposito del fronte finnico durante la seconda guerra mondiale vince il confronto la prima.

Adesso vi suoneremo una canzone che parla di un celebre re Svedese

Arriva infatti Carolus Rex, titletrack dell'ultimo ottimo disco di casa Sabaton, pezzo d'atmosfera estremamente lento e con un ritornello che ti si stampa in testa come pochi altri e in cui si mettono in mostra entrambi i nuovi chitarristi Chris Rörland e Thobbe Englund.
Dopo una breve lezione di svedese in cui ci viene spiegato come ordinare una birra in svezia quando siamo ubriachi (una sorta di grugnito seguito da un chiarissimo skol) dal momento che quando noi svedesi siamo sbronzi non siamo in grado di parlare, arriva un pezzo estratto dalla versione svedese del loro ultimo platter, trattasi di Karolinens bön, forse meglio in questa veste rispetto all'originale grazie alla maggiore incisività delle lyrics in lingua madre.
Passata anche la buona 40:1 tocca all'immancabile Cliffs of Gallipoli (dedicata alla battaglia combattuta da inglesi e ottomani nella penisola di Gallipoli, in asia minore, durante la prima guerra mondiale), cantata anche questa a squarciagola da un pubblico esaltato e guidato dal compiaciuto condottiero Brodén.
Ma è di nuovo tempo di scegliere: Midway o Uprising?
Inutile dire come abbia stravinto la seconda, un'ultima vera scarica di adrenalina prima di un breve momento di respiro rappresentato dalla breve Dominius Maris Baltici, preludio alla tiratissima Lion from the North in cui tutta la band da il meglio di sè: batteria in doppia cassa serrata quasi costante, assoli di chitarre chiari e distinti che si intersecano con un riffing lineare ma serrato che fa da sfondo al ritornello in latino più azzeccato dell'ultimo disco.

Gustavus! Adolphus!
Libera et impera!
Acerbus et ingens!
Augusta per angusta


Viene inaspettatamente portato sul palco un pianoforte digitale dietro cui prende posto lo stesso Brodén (eccellente tastierista tra le altre cose) per suonare la vecchissima The Hammer has Fallen, estratta del loro primo disco Fist for Fight, pezzo più lento ed atmosferico anche grazie all'uso occasionale delle chitarre acustiche (montate su supporti verticali per permettere ai due chitarristi di usarle senza posare le elettriche).

Brodén: Adesso quale preferireste ascoltare tra Into the Fire o Attero Dominatus ?
Pubblico: Entrambe.


Richiesta esaudita perché vengono riproposti in sequenza entrambi i pezzi con l'apprezzamento del pubblico che nonostante un po' di stanchezza per i ritmi tirati dello show non accenna a calmarsi.
I Sabaton a questo punto si ritirano dietro le quinte aspettando di venire richiamati (cosa che di fatto stava già avvenendo mentre non erano ancora del tutto usciti).
Il ritorno sul palco due minuti dopo è accompagnato dalla maestosa The Art of War che però rappresenta solo l'inizio dell'encore, che prosegue entrando nel massimo momento di delirio collettivo con la stupenda canzone sullo sbarco in Normandia Primo Victoria.

Through the gates of hell,

As we make our way to heaven,

Through the Nazi lines,

Primo Victoria,



On the 6th of June,

On the shores of western Europe,

1944,
D-day upon us..


Sentire tutto questo ritornello cantato all'unisono dalle centinaia di spettatori accorsi è stato davvero qualcosa di impagabile.
Prima di concludere c'è ancora tempo per un ultimo siparietto: Brodén nota infatti tra il pubblico un piccolo spettatore accompagnato dai genitori e dopo avergli personalmente chiesto nome, età (dieci anni) e se questo fosse il suo primo concerto heavy metal, decide che non può lasciarlo andare via senza un souvenir e gli regala ben due paia degli occhiali da sole che indossa abitualmente onstage.
Manca solo più l'attesa e scanzonata Metal Crüe, poi il concerto termina in cinque minuti buoni di applausi, come detto dagli stessi Sabaton sul posto (e ribadito sui loro social network) Milano è stata la data più calorosa dell'intero tour e questa volta non è sembrata una frase di circostanza.

Che dire?
È probabile che quello che avete appena letto qui sopra sia troppo entusiastico nei toni, però era tempo che non mi capitava un concerto così tanto coinvolgente e soprattutto così ben curato anche dal punto di vista audio, ci sono sempre dei piccoli problemi ed ero già preparato considerando i gruppi che si sarebbero esibiti, invece i fonici hanno fatto un lavoro egregio.
Se vi capitano a tiro i Sabaton e avete dubbi sul presenziare o meno fateveli passare perché sono davvero una di quelle band da vedere dal vivo almeno una volta nella vita.

SETLIST SABATON
1. The Final Countdown
2. The March To War
3. Ghost Division
4. Gott Mit Uns
5. Poltava
6. White Death
7. Carolus Rex
8. Karolinens bön
9. 40:1
10. Cliffs of Gallipoli
11. Uprising
12. Dominius Maris Baltici
13. The Lion From the North
14. The Hammer Has Fallen
15. Into the Fire
16. Attero Dominatus

Encore:
17. The Art of War
18. Primo Victoria
19. Metal Crüe


Foto a cura di Gianluca Leone "Room 101"



Room 101
Venerdì 28 Settembre 2012, 21.26.59
20
@Marchese: concordo sulla bellezza del pezzo, purtroppo però non l'hanno mai proposta in questo tour, nè in inglese nè il lingua madre!
Le Marquis de Fremont
Venerdì 28 Settembre 2012, 14.25.24
19
Pardon, mi dimenticavo: forse nella tracklist manca A Lifetime of War, pezzo di grande pathos, sopratutto nella versione in Svedese.
Le Marquis de Fremont
Venerdì 28 Settembre 2012, 14.22.03
18
Parbleau! Sono mesi che sto dicendo che i Sabaton con Carolus Rex hanno sfornato il disco power dell'anno e uno dei migliori in assoluto, anche per un amante del black come il sottoscritto. Per me, sono l'evoluzione del sound dei Manowar, parecchio incerti nell'ultima release. Purtroppo ero in Scozia la scorsa settimana e non ho potuto vederli a Milano. Poi, non amo molto i concerti in Italia, perché sono poco "organizzati" (resse ai cancelli, ritardi, ecc.). Qui mi sembra sia andato tutto per il meglio. Tornando ai Sabaton, spero veramente (e non sarà facile...) che si ripetano. Au revoir.
Room 101
Giovedì 27 Settembre 2012, 11.43.37
17
@Maurilio: Ad occhio (anche perchè dell'Alcatraz non ho mai trovato i dati precisi) direi tra le 400 e le 500 persone, non penso di più, conta che lo show si è tenuto sul palco secondario, la zona dei balconcini non era molto affollata, mentre sotto il palco c'era abbastanza pubblico, la massa arrivava quasi fino alla zona mixer dall'altro lato della stanza. Comunque nulla a che vedere con i numeri che fanno altrove
Maurilio
Giovedì 27 Settembre 2012, 10.34.20
16
@room 101: per curiositá, quanta gente c´era a Milano secondo te? In Germania fanno sempre molte date e riempiono posti da 2- 3 mila persone, senza contare i numerosi festival ai quali partecipano ormai anche come headliners o quasi.
Room 101
Mercoledì 26 Settembre 2012, 23.19.57
15
Per il merchandise c'è una zona apposta in uno degli angoli della sala (si vede subito dato che il locale non è enorme! )
Theo
Mercoledì 26 Settembre 2012, 22.44.14
14
Perfetto, io conto di arrivare davvero presto per via di chi mi accompagna... Quindi ci si becca in prima fila!! senti, ti chiedo un ultima cosa... L'area Merchandise li com'è? Dove si trova?
Room 101
Mercoledì 26 Settembre 2012, 22.37.42
13
@Theo: io tenterò la prima fila (non impossibile considerando il posto se si arriva abbastanza presto), per ora nelle due volte che ci sono stato i suoni son sempre stati buoni anche lì!
Theo
Mercoledì 26 Settembre 2012, 22.30.21
12
@Room: non conoscendo il posto sono in una indecisione pazzesca tra il fiondarmi in prima fila o stare in fondo e garantirmi un audio migliore XD
Room 101
Mercoledì 26 Settembre 2012, 22.26.17
11
@Theo: Ci si becca assolutamente!! sì sì parte della sala opposta al palco, se il pubblico non è troppo alto si dovrebbe vedere bene seppur da qualche metro di distanza!
Theo
Mercoledì 26 Settembre 2012, 22.20.10
10
Ah, per in fondo alla sala intendi dalla parte opposta del palco vero?
Theo
Mercoledì 26 Settembre 2012, 22.19.06
9
@Room 101: Grande! Allora ci si becca magari!
Maurilio
Mercoledì 26 Settembre 2012, 20.08.52
8
Finalmente un bel report sui Sabaton, che in Italia sono un pó snobbati mentre in Europa hanno raggiunto ottimi livelli di vendita e anche in sede live stanno riportando notevoli successi.
Room 101
Lunedì 24 Settembre 2012, 23.02.45
7
@Theo: sei nel posto sbagliato ma involontariamente anche in quello giusto dato che sarò presente al concerto! La rock'n roll Arena è un bel locale, fatto per i concerti e non una discoteca riadattata, l'acustica è buona in generale, non ci sono transenne e ci si può appoggiare tranquillamente al palco, io ho visto concerti a metà e in prima fila lì e tutto sommato l'audio è sempre stato soddisfacente (ovvio che il fonici devono essere bravi), sul posto migliore però, come sempre, si trova accanto o davanti al mixer (che in questo caso è posto in fondo alla sala)
Theo
Lunedì 24 Settembre 2012, 21.48.05
6
OT: so che non c'entra, e me ne scuso in anticipo, ma a breve gli Ensiferum saranno al "Rock N Roll Arena" di Romagnano Sesia... Io non conosco il posto, non essendoci mai stato, e volevo chiedere se qualcuno ci fosse mai stato e se si qual'è la posizione migliore, audio parlando. Grazie in anticipo
Theo
Domenica 23 Settembre 2012, 14.52.38
5
Ok grazie mille Gianluca @Celtic Warrior: Anch'io apprezzo molto gli svizzeri e mi spiace non essere potuto andare, a quanto pare mi sono perso un bel concerto!
Room 101
Domenica 23 Settembre 2012, 13.43.33
4
entro le 23*
Room 101
Domenica 23 Settembre 2012, 13.42.55
3
@Theo: all'incirca alle 22.50 (minuto più minuto meno) anche perché c'è da considerare che nel comune di Milano i concerti devono tassativamente terminare alle 23 (poi le discoteche aprono alle 22.30, ma questo è un altro discorso) . @Celtic: Grazie
celtic warrior
Domenica 23 Settembre 2012, 13.06.31
2
Bravo Room 101 , mi è piaciuto molto il tuo report , in modo particolare come è stata descritta la performance degli svizzeri alla faccia di chi li denigra .
Theo
Domenica 23 Settembre 2012, 13.06.22
1
Io non sono potuto esserci... Peccato. Posso chiederti una curiosità Gianluca? A che ora hanno finito di suonare i Sabaton?
IMMAGINI
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La locandina del tour
ARTICOLI
23/09/2012
Live Report
SABATON + ELUVEITIE + WISDOM
Alcatraz, Milano, 19/09/2012
 
 
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