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DEAD SUMMER SOCIETY - Una grigia, riflessiva e triste stagione della vita
04/10/2012 (1416 letture)
Visions From a Thousands Lives, disco d'esordio del personale progetto di Mist – al secolo Emiliano Santoro – è in prospettiva il primo vagito una di quelle realtà del gothic doom nostrano da tenere sott'occhio con attenzione, abbiamo chiesto al musicista Molisano di presentarci a fondo i Dead Summer Society e di parlarci delle sue influenze e delle sue altre band.
Vi lascio dunque all'intervista, buona lettura!


Room 101: Ciao Mist, sono Gianluca di Metallized, mi fa molto piacere poterti intervistare così a caldo dopo aver ascoltato per un certo periodo il tuo Visions From a Thousands Lives, inizierei col chiederti quando è nata l'idea del progetto Dead Summer Society e se c'è stata qualche ragione particolare che ti ha spinto a portarla avanti come one man band e non come gruppo tradizionale.
Mist: Ciao Gianluca, innanzitutto grazie per la recensione di Visions... e per l'opportunità di questa intervista! Dead Summer Society è un mio progetto solista nato nel 2010. In precedenza ho suonato con gli How Like a Winter, e dopo quell'esperienza avevo voglia di esprimermi in un progetto personale che contemplasse un po' tutte le mie influenze musicali, un progetto tutto mio in cui poter anche sperimentare... Un progetto, insomma, senza "compromessi", in cui esprimere completamente me stesso. Ci tengo a dire che in primis scrivo musica per me, ritengo questo processo un irrinunciabile sfogo creativo dell'anima! La prima release del progetto è stata il demo strumentale The Heart of Autumnsphere, pubblicato un po' ovunque su Internet. I riscontri sono stati positivi, e poco dopo ho avviato la stesura di nuovi pezzi, stavolta però con la volontà di aggiungere parti vocali alla mia musica, e quasi in contemporanea sono nati anche i primi testi di Visions From a Thousands Lives.

Room 101: Quanto tempo hai impiegato per comporre ed arrangiare tutto il materiale contenuto nel cd?
Mist: Mah, se consideriamo il lasso di tempo intercorso tra l'idea del primo pezzo e il giorno in cui mi son reso conto di avere davanti un prodotto finito direi un anno circa. Purtroppo il tempo libero a disposizione per suonare è sempre così limitato...

Room 101: Il tuo approccio all'arrangiamento è cambiato dovendo anche gestire strumenti diversi dalla chitarra?
Mist: Beh, devo dire che in realtà non me ne sono reso conto, le canzoni sono sempre venute fuori in maniera così naturale. Da chitarrista avevo un po' di timore nell'affrontare questa nuova "sfida", però poi, in realtà, il tutto si è rivelato un processo così spontaneo...

Room 101: Ce n'è uno in particolare che ti ha creato maggiori problemi?
Mist: La batteria è stata impegnativa, ho dedicato un bel po' di tempo alla sua programmazione... E sono consapevole del fatto che il risultato non sia proprio perfetto ehehehe! Comunque per il prossimo lavoro potrò contare sulla collaborazione di un batterista, sono sicuro quindi che le cose andranno molto meglio da questo punto di vista, sia a livello di suoni e di produzione che, ovviamente, di esecuzione. (sorride)

Room 101: Come sono andate le registrazioni? Perché come ho scritto in sede di recensione ho notato alcuni difetti a livello di produzione (sopratutto la batteria che mi è parsa campionata), ti sei affidato ad uno studio o hai gestito autonomamente anche questo lato del cd?
Mist: Ho registrato tutto nel mio piccolo studio, tranne le voci maschili, registrate nello studio di Trismegisto e le voci femminili, registrate in uno studio professionale. Ho gestito autonomamente anche mixing, editing e mastering, realizzati da me sempre nel mio piccolo studio. Come dicevo prima, sono pienamente consapevole della necessità di curare maggiormente la parte relativa alla produzione, ogni singolo dettaglio. Considero Visions come un punto di partenza su cui lavorare per rendere più interessante, matura ed importante la mia proposta. Speriamo bene!(sorride)

Room 101: Purtroppo non sono riuscito a reperire i testi di Visions però se c'è una cosa che mi ha davvero molto colpito sono le atmosfere che sei riuscito a ricreare, anche se non so se ho interpretato correttamente le emozioni che volevi provocare, ad ogni modo per approfondire questo lato potresti raccontarci un po' di cosa parlano i testi e se c'è un filo conduttore che li lega?
Mist: Grazie! (sorride) La ricerca di quelle atmosfere per me è fondamentale, è l'aspetto più importante. Come ti dicevo, le canzoni hanno sempre preso forma, e vita, in maniera molto spontanea, genuina... Le canzoni ricreavano le atmosfere, le sensazioni che in quel momento sentivo di voler esprimere. Vorrei aggiungere e sottolineare che i pezzi non hanno subito praticamente nessun rimaneggiamento, sono rimasti quasi inalterati proprio per non perdere questa caratteristica. Sicuramente avrai notato quanto sono differenti tra loro da tanti punti di vista, anche stilistico: infatti ciascuna canzone riflette ed incarna un particolare momento, una sensazione, uno stato d'animo… Come se rappresentassero attimi, frammenti, visioni provenienti da tante, mille vite. È da tutto questo che deriva il titolo dell'album. In generale posso dire che i testi affrontano un'oscura visione della vita in cui ci sono amore, morte, distacco, rimpianto.

Room 101: Da dove trai ispirazione per la tua musica, ci sono posti particolari che ti aiutano a comporre o arriva dagli eventi della vita di tutti i giorni?
Mist: Praticamente da tutto, ritengo che la vita sia continuamente fonte di ispirazione in ogni suo aspetto.

Room 101: Come hai scelto il nome della band e cosa significa per te?
Mist: A dir la verità mi è venuto in mente un po' per caso, cercavo qualcosa che potesse evocare una grigia, riflessiva, triste stagione della vita come può essere l'autunno all'interno dell'anno.

Room 101: Le uniche cose che non hai inciso in prima persona sono state le parti cantate, come mai hai scelto proprio di collaborare con Trismegisto e le altre coriste? Hanno messo del loro durante la fase di registrazione o hanno lavorato con linee vocali che avevi già preparato?
Mist: La collaborazione con Stefano (Trismegisto) è nata già precedentemente, quando mi propose di partecipare ad una delle canzoni presenti nell'album Phenomenologia del suo progetto Cult of Vampyrism. In seguito ho invitato Stefano a cantare sulle mie canzoni ed ha accettato di partecipare al progetto Dead Summer Society, e la nostra collaborazione continuerà! Ho conosciuto Federica grazie ad un amico comune, grazie ad Internet ho invece conosciuto Claudia, la vocalist che ha scritto ed interpretato le parti narrate dell'album, e sono molto soddisfatto del loro contributo.
Generalmente dopo aver scritto i testi registro delle linee guida vocali, tutto questo serve solo a dare un'idea generale di ciò che ho i mente, i cantanti possono sperimentere a loro piacimento... Anzi, è proprio ciò che voglio, ritengo infatti che sia un processo che dona maggior personalità e freschezza alla proposta. Per il futuro del progetto Dead Summer Society annuncio anche altre interessanti collaborazioni!

Room 101: Ho saputo che hai trovato una casa discografica che pubblicherà i prossimi lavori dei Dead Summer Society, sei già al lavoro sui nuovi pezzi? Se sì, manterrai un sound simile a quello di Visions o possiamo aspettarci qualche sorpresa?
Mist: Si, ho firmato un contratto con la Rain Without End Records, sublabel doom metal oriented della Naturmacht Productions. Sono già al lavoro sui nuovi pezzi, posso dirti che potete sicuramente aspettarvi delle sorprese, il sound è infatti in costante evoluzione, come dicevo prima la caratteristica principale del progetto DSS è e voglio che resti la spontaneità delle composizioni!

Room 101: Se ti proponessero di suonare dal vivo i brani di Visions accetteresti cercando dei turnisti o questo rimarrà solamente uno studio project?
Mist: Penso che Dead Summer Society resterà sempre un progetto da studio, mi piace così... (sorride)

Room 101: L'artwork del disco è molto particolare, cosa rappresenta? E chi l'ha curato?
Mist: È opera dell'artista Diletta Falco, è davvero molto particolare, fantastico, l'ho amato sin dal primo momento non solo perché è stupendo, ma anche perché Diletta è riuscita a cogliere in pieno il significato del titolo.

Room 101: Se mi dovessi citare cinque artisti o band fondamentali per la tua crescita musicale che nomi faresti?
Mist: Vado: Katatonia (in assoluto il mio gruppo preferito), Opeth, My Dying Bride, Depeche Mode, Paradise Lost, Anathema, Sopor Aeternus...ah, erano solo cinque...eheheheh...

Room 101: Ascolti molta musica al di fuori del rock/metal?
Mist: Impazzisco per Depeche Mode e Bjork, e comunque non moltissima al di fuori di rock/metal. Ultimamente sto ascoltando anche ottimo ambient.

Room 101: Mi permetto solo una piccola domanda che non ha a che fare con i Dead Summer Society, tu sei anche membro del gruppo gothic doom italiano How Like a Winter, qual è il vostro status attuale? Perchè da estimatore di Beyond My Grey Wake è una domanda che ultimamente mi ero posto senza essere in grado di reperire informazioni al riguardo oltre l'annuncio lo scorso anno che eravate al lavoro su un nuovo cd.
Mist: Si, purtroppo la band è ancora "in sospeso", non ufficialmente sciolta ma sostanzialmente ferma. Per quanto riguarda un ipotetico secondo album, posso dirti che il materiale su cui potenzialmente lavorare c'è ed è anche di notevole qualità a mio parere, purtroppo il tempo a disposizione da dedicare alla band è praticamente zero, ognuno ha i propri impegni, inoltre viviamo anche in città diverse, quindi non è assolutamente semplice. Si sta parlando di ristampare almeno il demo The Winter's Near, vedremo...

Room 101: L'intervista è finita, ancora complimenti per l'esordio con i Dead Summer Society e in bocca al lupo per il futuro!
Se vuoi puoi usare questo spazio per dire quello che vuoi ai lettori di Metallized:
Mist: Grazie Gianluca, grazie per le tue parole, per la tua disponibilità e per il tempo dedicato a Dead Summer Society! Come accennavo sto lavorando al nuovo album che pian piano prende forma, nel frattempo è uscito, in free digital release, l'EP My Days Through Silence, che contiene brani tratti dal demo The Heart of Autumnsphere con l'aggiunta di parti vocali (free download QUI)
Ho inoltre aperto il sito ufficiale della band.
Vi lascio il Facebook della band per approfondire la conoscenza di Dead Summer Society e per avere ulteriori info su uscite ecc.
Un saluto a tutti i lettori, e grazie ancora!



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