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ENSIFERUM + AMORAL + PROFANE OMEN - Rock'n'Roll Arena, Romagnano Sesia (NO), 01/10/2012
06/10/2012 (3018 letture)
Lo ammetto: era parecchio tempo che non mi capitava di aspettare un concerto fremendo e contando i giorni come mi è accaduto prima di questa calata italica degli Ensiferum.
Il fatto è che mi sono affezionato alla band lentamente, scoprendoli partendo dagli ultimi album e andando via via indietro ai capolavori dell'era Mäenpää, assaporandomeli, godendomeli su cd e scoprendo il loro modo di fare da buontemponi nei video provenienti dai Petrax Studiosdove stavano registrando l'ultimo nato Unsung Heroes.
È stata una lenta scoperta che mi ha dato però molte soddisfazioni, e non potevo certo mancare, specie considerando che per mia fortuna Romagnano non è così lontana (ma c'è gente che si è fatta davvero moltissimi km per essere presente).


Io e i miei compagni di viaggio giungiamo sul luogo del concerto circa un'ora prima della prevista apertura dei cancelli trovando ad aspettare una trentina di persone; non è la prima volta alla Rock 'n Roll Arena e sono fiducioso che il locale sarà come le altre volte all'altezza dell'evento.
Le porte vengono aperte puntualmente e lentamente il pubblico inizia ad entrare, molti sono stati costretti a comprare il biglietto in loco in quanto le prevendite sono andate esaurite, cosa che fa ben sperare circa la possibile affluenza.
Dopo aver guadagnato una seconda/prima fila sul lato sinistro del palco, consolidiamo la posizione con gli zaini e ci rechiamo a turno al fornitissimo banco del merchandising (erano in vendita persino dei crash per batteria di ottimo livello).
Considerando la totale assenza di transenne già presagiamo un gran livello di coinvolgimento, vi anticipo che così sarà, anche se forse ci saremmo evitati le copiose docce a base di sudore proveniente dai crini dei musicisti, che imperterriti hanno messo a dura prova la resistenza delle loro cervicali durante i vivaci live.
Dopo poco meno di mezz'ora di attesa le danze finalmente si aprono.

PROFANE OMEN
Sono arrivato alla serata conoscendo solamente il nome dell'act di apertura e sinceramente non sapevo cosa aspettarmi, né a livello di genere né a livello di efficacia live.
Ma in fondo, è questo è il bello delle sorprese; la band finnica infatti ha messo in piedi uno show vivace, deciso e sopratutto divertente.
In primis è il genere ad essere interessante e non facilmente definibile: si tratta di un misto di thrash, death melodico con molto groove (con più di un richiamo ai Pantera), portato avanti dal drumming fantasioso di Samuli Mikkonen e dalle ritmiche fulminanti delle due asce di Andy J.Bonfire e Williami Kurki, mentre il basso di Antti Seroff rimane un po' di indietro causa volumi troppo bassi ed equalizzazione non impeccabile.
Alla voce il mattatore è Mr.Jules Näveri, frontman simpatico, vivace e in grado di interpretare nel modo migliore sia i tirati passaggi in harsh vocals che i refrain più avvincenti, se a tutto questo aggiungiamo simpatici siparietti come il salire on stage con una maglietta della nazionale con sopra scritto il proprio nome e frasi in un italiano un po' stentato come Mia madre fa le pizze meglio di vostra madre, allora il quadro si completa.
Un ottimo inizio, divertente e perfetto per scaldare il pubblico che lentamente inizia a farsi più numeroso.

AMORAL
Dopo un cambio di palco relativamente rapido ecco salire sul palco gli Amoral, già solo dalla strumentazione che i nostri si portano dietro si può intuire la differente professionalità rispetto ai loro predecessori sullo stage della Rock n'Roll Arena.
Gli Amoral infatti sono una di quelle band più abituate ai lunghi tour in giro per l'europa, e sicuramente il cambio di genere degli ultimi anni (sono passati da suonare technical death al proporre una sorta di heavy power molto tecnico, specie sul versante chitarristico) gli ha consentito di guadagnare molti fan, anche a costo di perdere quelli più affezionati ed intransigenti.
Com'è stato il concerto?
Diciamo che la differenza di livello tecnico rispetto ai Profane Omen si è fatta molto sentire, il chitarrista solista Ben Varon è qualcosa di fenomenale (forse il più tecnicamente preparato tra tutte le band presenti alla serata) e anche gli altri membri hanno mostrato una padronanza incredibile del loro strumento (nonostante il batterista Juhana Karlsson, il bassista Pekka Johansson e l'altro chitarrista Masi Hukari siano rimasti molto più al loro posto svolgendo il loro compito più freddamente).
Ma è la voce il reparto più controverso, il vocalist Ari Koivunen infatti si è reso protagonista di una prova vocale tecnicamente ineccepibile (vi segnalo che il ragazzo nel 2007 ha vinto il talent show finlandese Idols, giusto per segnalare la differenza tecnica tra chi esce tra quei talent e chi diventa famoso dopo essere passato in quelli di casa nostra), ma umanamente molto rivedibile: fredda, distaccata e composta soltanto da quei semplici gesti di interazione con il pubblico ripetuti mille volte e qui riproposti senza mascherare troppo un certo fastidio (forse dovuto alla stanchezza per un tour davvero intenso) e la velocissima e classicissima formula di saluto Thank you, you've been the loudest audience so far non ha fatto che confermare quest'impressione.
Concerto dunque meno divertente rispetto a quello dei Profane Omen ma ne è valsa la pena soltanto per ammirare la bravura esecutiva dei finnici.

ENSIFERUM
Il successivo cambio di palco è insolitamente rapido, e lo stage che ci si para davanti è spazioso e spartano: una telone gigante con l'artwork, dei banner per coprire gli amplificatori, la batteria leggermente sopraelevata e uno scudo a coprire la Korg M3 di Emmi Silvennoinen.
Parte il dolcissimo intro Symbols, estratto dal neonato Unsung Heroes e lentamente la band scende dal camerino che sovrasta lo stage, imbraccia gli strumenti e si mette in posizione per dare fuoco alle polveri.
La partenza è annichilente, l'opener del suddetto album In My Sword I Trust ci viene letteralmente sparata in faccia, creando immediatamente i primi focolai di pogo e facendo partire cori spontanei nell'ottimo ritornello:

Rise my brothers we are blessed by steel
In my sword I trust
Arm yourselves the truth shall be revealed
In my sword I trust
Tyrants and cowards for metal you will kneel
In my sword I trust
Till justice and reason we'll wield
In my sword I trust...

Non c'è però tempo di rilassarsi si continua con Guardians of Fate, estratta dal loro primissimo ed omonimo album, pezzo con una resa live ineccepibile.
Si ritorna però immediatamente all'età moderna della band finlandese, con la titletrack della penultima fatica From Afar: le chitarre sono rasoianti e il pubblico prosegue nella sua estasi collettiva, ma iniziano a notarsi i primi problemi: l'importante introduzione di tastiera nelle prime fasi della canzone è inudibile, a causa dei volumi troppo alti delle chitarre che vanno a saturare quelle particolari frequenze, inoltre ogni volta che uno tra Petri Lindroos o Markus Toivonen premono il pedale per passare al canale dedicato ai solos l'unica cosa che si riesce ad udire oltre alla chitarra è un leggero eco della della devastante batteria di Janne Parviainen in lontananza.
I problemi purtroppo (che premetto potrebbero anche essere stati causati dalla mia posizione avanzata e laterale) proseguiranno per tutto il concerto – anche se il volume di Emmi verrà in parte incrementato – ma questo non ne ha inficiato poi così tanto la fruibilità e il coinvolgimento (anche grazie alla simpatia dell'act finnico).
Si ritorna ad Unsung Heroes, questa volta per lo stupendo singolo Burning Leaves, pezzo in grado di unire una melodia azzeccatissima al tipico vigore degli Ensiferum; la resa live è ottima, anche se forse si potrebbero usare un po' di samples in meno specie nelle introduzioni (poi capisco che sia dura suonare in un tour dove in media si suona per sei giorni di fila prima di avere un giorno di tregua).
Dedicata alla loro finlandia Pohjola ha una resa live inaspettatamente buona, anche se per ovvi motivi linguistici impedisce al pubblico di cantare insieme alla band (permettendoci di udire distintamente i cori armonizzati di Markus, Sami ed Emmi).
I nostri si allontanano per qualche secondo dal palco per rinfrescarsi, strano come atteggiamento a metà concerto, però il motivo ci si palesa chiaramente pochi secondi dopo, perché l'attacco della lunghissima Heathen Throne (dieci minuti tondi tondi) è inconfondibile; la complessità del pezzo ci toglie ogni dubbio sull'affiatamento della band e sulla restituzione che sono in grado di proporre in sede live dei pezzi registrati su cd: lo screaming di Petri per quanto monotonale è più aggressivo che nell'originale e non appare mai in affanno nemmeno nelle parti più tirate.
C'è però una cosa di cui non vi ho ancora parlato ma che è stata forse la più stupefacente a cui ho assistito durante tutto il corso della serata: per deformazione, chiunque suoni un particolare strumento quando assiste ad un concerto tende a fissarsi maggiormente proprio su quello, per cogliere lo stile del musicista, per imparare qualcosa o solo per approfondire una conoscenza “tecnica” meglio di quanto sia possibile fare ascoltando un cd, ebbene, vedere cosa Sami Hinkka è in grado di fare con il suo sei corde mi ha letteralmente (per una sera) tolto la voglia di suonare il basso; è un fenomeno. Partendo da un suono strano per un gruppo metal (medioso ed estremamente saturo) Sami riesce a dare un groove incredibile ai pezzi degli Ensiferum senza apparentemente sapere cosa voglia dire tenere la stessa nota per più di due ottavi di fila: scale, continue e rapidissime scale su e giù per l'enorme manico dell'Ibanez color legno, suonato rigorosamente a dita e ad alti bpm; il tutto mentre interagisce con il pubblico, si muove in continuazione per il palco, canta, fa headbanging, saltella e quant'altro.
Chiudiamo la parentesi e giungiamo al momento Victory Songs, con la proposizione in sequenza delle ottime Blood is the Price of Glory e One More Magic Potion, entrambe indovinate dal pubblico durante la presentazione.
Si salta ancora più indietro, alla primissima canzone mai pubblicata dagli Ensiferum sul primo disco, si tratta di Hero in a Dream e l'efficacia in sede live, più diretta e grezza rispetto alle ultime e forse proprio grazie a queste caratteristiche vincente dal vivo.
Non poteva poi mancare la bellissima titletrack dell'ultimo album, dedicata agli eroi morti in grandi battaglie e mai tributati dalla tradizione.

Unsung Heroes

Forgotten valour

Unknown soldiers

Entombed in time...


Quando Petri ci ha chiesto se volessimo sentire un po' di Ta-ta-ta-ta...ta-ta-ta-ta tutto il pubblico ha immediatamente capito che sarebbe arrivata l'immancabile e tiratissima Iron: il gruppo l'ha suonata a memoria, ma mostrando un coinvolgimento totale, chi giocando anche solo con gli sguardi del pubblico (Sami) sia mostrando una concentrazione assoluta mentre percuoteva con perizia il proprio drumkit (Janne).

I nostri si allontanano dallo stage, ma non hanno ancora finito di risalire la scaletta che già il pubblico li richiama; passano appena due minuti e gli Ensiferum sono di nuovo on stage, soddisfatti della reazione del pubblico: tocca subito alla scanzonata Twilight Tavern, dedicata alla buona sorte che tocca nel Valhalla ai guerrieri che muoiono con onore in battaglia.
Petri si avvicina poi al microfono per presentare la canzone successiva, ma siamo nell'era di internet e quasi tutto il pubblico conosceva a memoria la scaletta, al punto che il nostro – invero un po' sorpreso – viene anticipato e non può che confermare: tocca alla stupenda Lai Lai Hei e vi garantisco che sentire il pubblico tentare di cantare anche l'introduzione in finnico del pezzo non ha avuto davvero prezzo.

Han katsoi maan reunalta tahtea putoavaa
Nyt kanuiit kasvot neitosen peittaa karu maa
Jokaisen taytyy katsoa silmiin totuuden
Silla aika ompi voittoisa, mut' tama maa on ikuinen 
Han katsoi maan reunalta tahtea putoavaa
Nyt kanuiit kasvot neitosen peittaa karu maa
Jokaisen taytyy katsoa silmiin totuuden
Silla aika ompi voittoisa, mut' tama maa on ikuinen...


Resta solo più Battle Song, e qui si raggiunge davvero il massimo del delirio collettivo, circle pit enorme e band così soddisfatta che glielo si può leggere negli occhi; Mahi Toivonen si prodiga in un lungo assolo (tenendo anche la chitarra dietro la testa) che sfocia nella classica William's Tell Ouverture di Rossini, una chiusura simpatica per un concerto indimenticabile.

Che dire per riassumere?
A livello di suoni forse le cose sarebbero potute andare meglio ma nonostante tutto è stato davvero uno dei live più coinvolgenti a cui mi sia capitato di assistere, e non è davvero una cosa da poco.
Purtroppo dopo il concerto nonostante l'attesa non siamo riusciti ad incontrare la band (cosa che in genere in questo locale avviene senza particolari problemi) ma c'è da dire che tutti quanti gli Ensiferum sono scesi dal palco in condizioni abbastanza pietose per via del gran caldo onstage e non si può certo biasimarli per essersi riposati un po'.
In compenso siamo riusciti a chiacchierare per una buona quarantina di minuti con il batterista dei Profane Omen Samuli Mikkonen, che si è dimostrato davvero un ragazzo alla mano, un perfetto coronamento per una bella serata.

SETLIST ENSIFERUM
1. Symbols
2. In My Sword I Trust
3. Guardians of Fate
4. From Afar
5. Burning Leaves
6. Pohjola
7. Heathen Throne
8. Blood is the Price of Glory
9. One More Magic Potion
10. Hero in a Dream
11. Unsung Heroes
12. Iron
Encore
13. Twilight Tavern
14. Lai Lai Hei
15. Battle Song


Foto a cura di Gianluca Leone "Room 101"



Cristiano
Lunedì 18 Marzo 2013, 10.42.00
23
Li ho visti l'altro giorno a Melbourne, gran bel concerto! Sami Hinkka è davvero un grande, nella band è quello che riesce di più di tutti a trasportare il pubblico, fenomenale! La scaletta era leggermente diversa però, Al posto di Heathen Throne c'era Victory Songs, al posto di Blood... c'era Retribution Shall..., al posto di Unsung Heroes, Tale Of Revenge, e in più Stone Cold Metal
Theo
Mercoledì 10 Ottobre 2012, 22.26.50
22
La cover di Rossini comunque è stata qualcosa di fottutamente epico
Room 101
Lunedì 8 Ottobre 2012, 21.45.41
21
abbia fatto Ari*
Room 101
Lunedì 8 Ottobre 2012, 21.43.31
20
@mithra:concordo che come dici tu sia una valutazione soggettiva, non possiamo essere in nessun caso oggettivi al 100% perché tutto è filtrato dalle nostre esperienze e dalle nostre impressioni, non ho nulla da eccepire tecnicamente parlando per quanto riguarda gli Amoral davvero, Varon è più tecnicamente preparato persino di Markus e Petri. Però sicuramente è anche un fatto di prospettiva, ci sono cantanti bravi e frontman bravi, in questa sera in particolare (perché come ho scritto la singola serata storta in un tour come questo ci sta) ho visto Koivunen scazzato perché uno tra il pubblico gli ha toccato la scarpa, lo sguardo era tutto meno che entusiasta, le frasi sono quelle solite di circostanza, tutto questo messo insieme mi ha trasmesso questa sensazione di freddezza, non è un discorso di coinvolgimento rispetto al genere, anche perché per mio gusto personale sono portato a preferire la proposta degli Amoral rispetto a quella dei Profane Omen, però appunto c'è chi si fa fare la maglietta dell'italia con il proprio nome, si impara frasi idiote in italiano per far ridere la gente, ti raggiunge ai tavolini a fine concerto per stare quasi un'ora a parlare di musica e chi fa il suo concerto tecnicamente impeccabile seguendo un copione, ovvio che non è da mettere in croce per questo, anche gli Ensiferum fanno lo stesso show tutte le sere, però - e sottolineo secondo me - l'atteggiamento di uno come Sami, che suona da dio ma nel mentre scherza, cazzeggia (ha persino rifatto con il basso ad orecchio il motivetto del coro sconcio per Emmi XD) mi ha colpito più di quanto ha fatto Ari (che è un cantante con i cosiddetti senza ombra di dubbio). Spero di aver spiegato adeguatamente i motivi del mio commento parzialmente negativo!
mithra
Lunedì 8 Ottobre 2012, 18.15.40
19
I gusti di tutti sono rispettabilissimi, così come le reazioni che le differenti band suscitano a seconda di come siamo “disposti” verso questo o quell’artista. In questo caso però mi trovo in disaccordo su parte della recensione dedicata alla performance degli Amoral. Seguo la band da Reptile Ride, ho apprezzato – a differenza della quasi totalità – la svolta che per comodità definiremo “più leggera”, nonostante sia in disaccordo con questo punto di vista (per me si sono arricchiti – e non è nemmeno totalmente corretto che abbiano guadagnato moltitudini di fan anzi la scelta li ha fatti sostanzialmente ricominciare da capo nel costruirsi una fan base per stessa ammissione di Ben Varon). Concordo sull’analisi tecnica - sono certamente musicisti preparati, e chi non lo è da quelle bande, mi vien da dire – ma dissento sulla scarsa attitudine che avrebbero mostrato verso il pubblico i 4/5 della band. Posto che porre dei parametri al responso emozionale che ognuno di noi ha verso la musica non è semplice e tendenzialmente poco sensato (perché si reagisce alle cose in maniera dissimile), è giusto anche contestualizzare ciò che si ha di fronte: da una band che si presenta fin dal primo riff come uno schiacciasassi (Profane Omen) mi aspetto che il pubblico reagisca nella maniera in cui ha effettivamente risposto, ossia con altrettanta energia. Il coinvolgimento vien da se, perché l’onda d’urto, il groove che creano i musicisti invita a sciogliersi e abbandonarsi al vibe in maniera naturale e spontanea. Al contrario, gli Amoral puntano su di un approccio più soft – riflessivo se vogliamo, nonostante nella loro proposta ci siano pezzi comunque dotati di tiro ed energia da vendere. Invitano più ad ascoltare che a pogare, ma non è detto che il coinvolgimento per questo sia minore, solo perché magari meno “appariscente”. Dire che i musicisti si siano limitati a fare il compitino è riduttivo: ho visto almeno tre volte Juhana Karlsson alzarsi dallo sgabello ed incitare la gente, chitarre e basso si sono mossi sul palco con disinvoltura a seconda dei momenti delle canzoni e mi è sembrato che la bilancia dare/avere tra band e pubblico sia da ritenersi in sostanziale parità. Prova ne sia che molti hanno apprezzato e si sono fiondati a comprare il cd al banco del merchandising, cosa non da sottovalutare per un gruppo sostanzialmente sconosciuto (stesso dicasi per i Profane Omen). Altrettanto ingeneroso dare del freddo, distaccato e quasi infastidito ad Ari Koivunen, che come gli altri ha fatto il suo (lo ricordo svariate volte chinarsi per stringere le mani dei ragazzi in prima fila, incitare il pubblico a seguire il ritmo dei pezzi, a scatenarsi nel moshing quando hanno fatto il pezzo più old-style del set “Won’t Go Home”). Personalmente, più che per l’attitudine da animale da palco ha coinvolto per il trasporto e la versatilità con cui canta. Si tratta della mia opinione personale chiaramente, e come da premessa ognuno vede le cose a modo suo – resto dell’idea che ci siano alcuni dati oggettivi dai quali non si può prescindere che nel bilancio della serata fan si che non si possa certo parlare della band più feroce del secolo, ma nemmeno di una confezione di ghiaccioli catapultata dal banco frigo di un supermercato.
Morganne91
Lunedì 8 Ottobre 2012, 8.32.47
18
Bravo Gianlu comunque hai scordato i tizi che urlavano a Emmi ''nuda!'' quando é salita sul palco xD a parte questo, confermo tutto, gli innumerevoli km sono stati ripagati più che bene
Undercover
Domenica 7 Ottobre 2012, 22.27.11
17
Grazie a entrambi
Theo
Domenica 7 Ottobre 2012, 22.13.22
16
Comunque anch'io ho trovato questa però... Sono quasi sicuro abbiano suonato "A Force To Be Reckoned With"... Mah
Theo
Domenica 7 Ottobre 2012, 22.10.01
15
Grazie Gianluca! Gentilissimo come sempre
Room 101
Domenica 7 Ottobre 2012, 21.56.43
14
@Theo: scritto in contemporanea il messaggio in pratica XD
Room 101
Domenica 7 Ottobre 2012, 21.55.44
13
@Undercover: Purtroppo no, mi pare che del periodo Kalliojärvi l'unico pezzo eseguito sia stata Mute estratta da Reptile Ride, il resto tutto dai due ultimi dischi con Koivunen alla voce. @Theo: La scaletta della serata purtroppo non sono riuscito a capirla, però da ricerche successive dovrebbe essere la seguente (anche perché in tour in genere fan sempre le stesse): Base Wastehead Predator Pit of My Thoughts God in a Bottle Bound to Strive Painbox
Theo
Domenica 7 Ottobre 2012, 21.42.56
12
@Undercover: Ti rispondo io, spero Gianluca non se la prenda No, non mi pare ne abbiano fatti... Mi parevano tutti dagli ultimi 2 album... Anche perchè il nuovo cantante non hai mai cantato nel "vecchio" stile
Undercover
Domenica 7 Ottobre 2012, 21.39.19
11
@Room101 mi togli una curiosità? Gli Amoral hanno fatto pezzi vecchi di "Wound Creations" o "Decrowning"? Se sì, come li ricordi stessa padronanza e grinta di quel periodo? Li vidi una sola volta nel 2006 per questo chiedo.
Theo
Domenica 7 Ottobre 2012, 21.34.51
10
@Room101: non è che per caso sai la scaletta eseguita dai Profane omen? Me ne sono innamorato
Theo
Domenica 7 Ottobre 2012, 21.29.58
9
Comunque nota di merito per i Profane Omen che erano scatenatissimi e pur non conoscendoli e non avendo mai ascoltato nulla di loro, mi hanno coinvolto in una maniera incredibile! (e non ero l'unico data la grande risposta del pubblico presente durante la loro esibizione). Invece durante gli Amoral ho notato un pubblico un po più freddo e fermo... Mah magari sarà stata una mia impressione, data anche dal fatto che li ho apprezzati meno della band di Naveri&co... Comunque straprofessionali gli Amoral e confermo, Ben Varon è un autentico mostro
Theo
Domenica 7 Ottobre 2012, 17.06.15
8
Ok, grazie per la spiegazione Gianluca
Room 101
Domenica 7 Ottobre 2012, 16.02.41
7
@Theo: Intanto grazie! comunque sì Mahi è il suo soprannome, non lo chiamano quasi mai Markus, e l'ho usato giusto per evitare di ripetere il nome integrale!!
Theo
Domenica 7 Ottobre 2012, 14.25.06
6
@Kirves: Davvero? Non lo sapevo proprio, grazie comunque Iron era in scaletta gia dalla prima esibizione del tour in Finlandia, la eseguono davver SEMPRE
Kirves
Domenica 7 Ottobre 2012, 14.23.47
5
@Theo: Mi sembre che "Mahi" sia una specie di soprannome che usa Sami per chiamare Markus =)... e poi se vogliamo cercare il pelo sull'uovo mi sembra di aver visto che "Iron" non fosse in scaletta (lo ricordo perchè mi aveva affranto xD)
Theo
Domenica 7 Ottobre 2012, 14.19.37
4
@Kirves: Minchia hai ragione!! ero anch'io li quando si è affacciato
Theo
Domenica 7 Ottobre 2012, 14.18.56
3
Ah, ti segnalo solo un piccolo refuso... Hai scritto Mahi Toivonen al posto di Markus quando parli dell'assolo conclusivo (di Markus appunto) durante lo spezzone che hanno eseguito a metà "Battle Song"
Kirves
Domenica 7 Ottobre 2012, 14.18.18
2
Grandissimo concerto! di certo non ho fatto mancare neanche io il mio pessimo finnico in lai lai hei xD ... poi vedere petri con birra e sigaretta che ci guarda dal balcone mentre aspettiamo non ha prezzo
Theo
Domenica 7 Ottobre 2012, 14.16.00
1
Grande Gianluca! Ottimo report e devo dire che confermo tutto, anch'io ero in prima fila come te, ma dal lato opposto (dopo essere stato per tutta la durata di Profane Omen e Amoral al centro, sono stato sbalzato al lato destro all'attacco di "In My Sword I Trust" XD). Ad ogni modo anch'io ho notato la quasi totale assenza delle tastiere della ottima Emmi (purtroppo) soprattutto nelle prime 4/5 canzoni... Successivamente le cose sono un po migliorate ma avrei preferito comunque sentirle un po meno coperte dalle chitarre e dal drumming di Janne. Per altro tu hai parlato del fatto che Petri sia rimasto sorpreso quando "qualcuno" ha gridato Lai Lai Hei dal pubblico prima ancora che si intonasse il coro per chiamarla... Beh, ero io XD Ahahah, comunque giuro che non conoscevo la scaletta, solo che non volevo assolutamente rischiare di andarmene senza averla sentita, tutto qui diciamo che ci ho azzeccato e basta Comunque coinvolgimento sensazionale e Sami che toccava anche le mani delle prime file (a volte rinunciando anche a qualche nota ) confermo, serata indimenticabile, per me.
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