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LED ZEPPELIN - Celebration Day - Live @ O2 Arena, 19/12/2007, Londra
22/10/2012 (2456 letture)
INTRODUZIONE
A cura di Selenia "Stjärna" Marinelli
10 dicembre 2007: dodici anni, ecco quanto c'è voluto per rivedere di nuovo i Led Zeppelin superstiti su di un palco. Dalla cerimonia alla Rock And Roll Hall Of Fame del 1995 al concerto della O2 Arena di Londra del 2007. Page, Plant, Jones e Bonham (Jason, figlio del mai troppo rimpianto Bonzo) insieme in un'unica occasione, nel concerto che ha battuto il record per la maggior richiesta di biglietti nella storia.
17 ottobre 2012: una sola, ghiotta, occasione per vedere in anteprima ed in contemporanea mondiale le immagini di quella sera di cinque anni fa, quando alla O2 Arena di Londra si consumava il tributo ad Ahmet Ertegün (fondatore della Atlantic Records), colui che i Led Zeppelin li scoprì ai loro esordi: gli bastò ascoltare le prime tracce della loro prima demo per comprendere che sarebbero diventati una delle pietre miliari della musica rock di tutti i tempi.
Numerosi cinema dislocati in tutta la Penisola hanno proiettato l’evento sui loro schermi; con Selenia Marinelli "Stjärna" e Diego Trubia "Er Trucido" eravamo presenti rispettivamente nelle sale di Roma e Genova. Ciò che leggerete di seguito non vuole essere la semplice recensione del concerto (che ci riserviamo di trattare qui su Metallized in seconda battuta ed in occasione dell’uscita ufficiale del DVD), bensì il riassunto di una inusuale serata trascorsa al cinema, delle emozioni maturate nell’assistere ad un concerto rock seduti sulle poltrone e, soprattutto, l’analisi della risposta del pubblico presente in sala.
A voi, dunque, la lettura!

CINEMA CORALLO, GENOVA, SPETTACOLO DELLE h. 18,15
A cura di Diego Trubia "Er Trucido"
La recente moda dei concerti al cinema sta imperversando per le sale mondiali, proiettando sui grandi schermi show storici o meno di gruppi dal grande appeal, magari nel tentativo di raschiare il fondo del barile.
Celebration Day però non dovrebbe essere solo l'ennesimo spettacolo di questa serie perché lo show immortalato è (e probabilmente sarà) l'ultimo completo dei Led Zeppelin superstiti e così, pur conservando una sana dose di scetticismo sulla cosa, ho deciso comunque di provare.
L'appuntamento è fissato per lo spettacolo delle ore 18.00 al cinema Corallo di Genova con alcuni amici, tutti vogliosi di vedere comunque un pezzo della storia del rock. Il pubblico non è quello delle grandi occasioni e la sala è semivuota, un po' forse l'orario un po' comunque per il costo (dodici euro) che ha probabilmente scoraggiato i più dubbiosi o coloro che vorranno gustarsi il DVD sulla poltrona di casa. Tra i presenti sono pochi i giovanissimi, un'audience decisamente matura, popolata anche da chi non potè presentarsi a quella famosa data del Cantagiro del 1972 al Velodromo Vigorelli, unica apparizione della formazione britannica in Italia.

Dopo la solita carrellata di spot, intorno alle 18.15 ha inizio lo show, pochi titoli iniziali, solo i nomi dei musicisti bastano a presentare il tutto.
Ed ecco il primo problema.
Non penso di essere l'unico che all'attacco di Good Times, Bad Times abbia voluto alzarsi, ma la poltroncina m'incatenava, permettendomi qualche piccolo gesto, di canticchiare oppure scambiare qualche opinione col vicino, stessi gesti che ho potuto notare nelle persone intorno a me. È una sensazione strana, con l'audio sparato (ma non troppo) in faccia, i protagonisti in evidenza, ma qualcosa non quadra... non c'è il contatto fisico, la voglia di urlare a squarciagola noncurante delle stonature e, perché no, la maglietta sudata del post concerto. Insomma, la magia del momento.
La scaletta procede, i cavalli di battaglia ci sono tutti (o quasi, Immigrant Song purtroppo è assente dalla setlist) dal blues emozionante di Since I've Been Loving You alla maestosità di Kashmir, la cui esecuzione ha dato non pochi brividi. Ci sono il theremin e l'archetto, l'armonica ed i continui cambi di strumento di John Paul Jones (musicista eccezionale finalmente messo in luce da continue inquadrature dedicate), manca però solo una cosa -giustamente, aggiungerei- ossia Moby Dick. Troppo grande il peso e la caratura di John Bonham per poterlo imitare, neanche dal suo stesso sangue che nella fattispecie se la cava, pur non possedendo la pacca e la furia animalesca del padre.
L'unico che alla fine mostra il segno degli anni è Plant, la cui voce non è più quella di un tempo e che non mostra più l'energia sessuale che sprigionava all'epoca. Non è un caso che sia proprio lui l'unico contrario ad una reunion definitiva.
Alla fine una Rock And Roll eseguita in maniera non proprio impeccabile chiude il tutto, lasciando comunque una domanda: dodici euro ben spesi?
Da un punto di vista emozionale sicuramente si, vedere in anteprima quello che probabilmente è stato l'ultimo volo del dirigibile è stata bellissimo, però non posso fare a meno di pensare che l'esperienza offertami sia paragonabile alla visione del DVD. Celebration Day è stato infatti pensato e registrato per tale supporto, immagino che poi vedendo quanto tirino i concerti al cinema si sia optato per un lancio giornaliero sui grandi schermi per battere il ferro ulteriormente, senza però usufruire della tecnologia che ad esempio è stata usata per Satchurated: Live in Montreal di Joe Satriani.
Un DVD che comunque farà la gioia dei fan e dei nostalgici dei Led Zeppelin, tenendo però presente che la magia dei bei tempi c'è solo in parte, come accade per molti gruppi del passato.

UCI CINEMAS MARCONI, ROMA, SPETTACOLO DELLE h. 22,15
A cura di Selenia "Stjärna" Marinelli
Tutto è iniziato da un countdown sulla pagina Facebook della band: -5, -4, -3.. e così via, regredendo fino all’annuncio ufficiale. Nei giorni di attesa la curiosità ci ha quasi corroso: di che cosa si tratterà mai? Un nuovo album? Una seconda reunion? Forse abbiamo azzardato un po’ con la fantasia e molte delle nostre ipotesi purtroppo sono destinate a rimanere sogni soffocati, perché quello che ci viene proposto dai Led Zeppelin è “solo” l’opportunità di (ri)vedere il live di cui vi abbiamo parlato sinora. All’inizio della serata l’atmosfera è proprio quella di un concerto reale, in cui attendiamo impazienti la cosiddetta “apertura delle porte”, che nel nostro caso sono quelle che ci condurranno alla Sala 2 dell’Uci Cinemas Marconi.
A pochi minuti dalla partenza dello spettacolo, le due sale che ospiteranno la proiezione sono quasi totalmente piene. Facendo un check sul monitor dell’ingresso, leggo che la Sala 1, con capienza massima di 320 persone, ha soli 15 posti liberi; la Sala 2 (quella dove ci troviamo noi), più piccola e predisposta ad ospitare fino a 133 persone, ha ancora 25 posti liberi. Dovendo fare una sommatoria complessiva ci aggiriamo sui 413 presenti: un cospicuo numero, considerando che è l’ultimo orario utile per assistere al Celebration Day.
L’età media è molto variegata, ci sono i fedelissimi ed inossidabili “rockers d’altri tempi” (vuole essere un epiteto simpatico, nessuno si offenda!), ma anche molta gioventù, parte della quale esibirà shirts della band in pieno spirito concertistico. Con un quarto d’ora di ritardo rispetto a quanto programmato, entriamo finalmente in sala, le luci si abbassano, lo spettacolo inizia. Non mi soffermerò troppo sul live in sé –che come accennato verrà trattato in maniera più esauriente in sede di recensione- quindi passo subito al lato emozionale di questa serata.

Com’è guardare un concerto da seduti? Frustrante, ma bello. Frustrante, perché non vedi l’ora di alzarti e battere le mani a tempo, alzare i pugni al cielo e cantare a squarciagola le canzoni che hanno segnato la tua infanzia. Vorresti rompere tutte le regole, che del resto sono regole scritte per un pubblico che assiste ad un film e che difficilmente riescono a trovare la giusta corrispondenza durante la proiezione di un concerto. Forse bisognerebbe scrivere un nuovo lessico in merito. Cos’è un concerto senza la partecipazione? Ed in effetti, non sono l’unica a pensarla così: a mezza bocca –sempre “per non disturbare”- molti canticchieranno i ritornelli, applaudiranno con discrezione sulle più celebri hits, si commuoveranno su Stairway To Heaven e non si esimeranno dal battere freneticamente i talloni a tempo, con la mano che picchietta sul ginocchio emulando i tempi di batteria. Mi piace il pubblico che ho attorno, perché non è ingessato come temevo potesse accadere, alcuni urleranno di alzare il volume perché il coinvolgimento è talmente tanto che vorremmo che la musica ci invadesse totalmente: il rock va sentito al massimo della sua potenza, deve far vibrare anche i muri, perché le nostre anime già sussultano con passione.
Il costo del biglietto desterà molte critiche: è fissato a 12 euro, il prezzo medio di tanti concerti, dunque troppo costoso per essere solo al cinema? In sostanza è lo stesso costo che si spenderebbe per una proiezione in 3D, con la sola differenza che questo tipo di tecnologia tridimensionale a me non piace affatto, la trovo fredda e non ritengo basti aggiungere una dimensione a quella normalmente percepibile davanti ad un film, per trovare una corrispettiva amplificazione emozionale. Reputo, dunque, più giusto ed appagante aver speso questa cifra per un evento del genere, che mi ha trasportata per tutta la sua durata, in un unico grande sospiro.
Quindi... il DVD, acquistarlo oppure no? A questa domanda rispondo assolutamente sì! E’ emozionante vedere Robert Plant, seppur con qualche nota sofferente per la straziante consapevolezza di non riuscire a sostenere certe tonalità inarrivabili (ho agonizzato durante l’esecuzione di una Since I’ve Been Loving You quasi strozzata nelle parti in cui sarebbe dovuta esplodere), un sudatissimo quanto divertito Jimmy Page alla chitarra, la grandissima prova musicale al basso ed alle tastiere di John Paul Jones, vedere Bonham figlio occupare con naturalezza il posto dietro le pelli che un tempo furono del padre.. senza dubbio un’esperienza da conservare, se non altro in formato digitale, per rivivere di tanto in tanto quei momenti con un grosso rammarico per non essere stati lì presenti in carne ed ossa. Al termine della proiezione, mi giro verso mia sorella, nessun commento è necessario, i nostri volti parlano da soli, le dico semplicemente con amarezza “Guarda cosa diamine ci siamo perse!”.



DP
Venerdì 13 Febbraio 2015, 19.10.31
12
a distanza di anni siderali rivedere e sentire quei "giovanotti" sul palco mi ha fatto una certa impressione . Gli anni passano ma loro rimangono inossidabili e imperturbabili macchine da guerra (Jason un vero Bonham purosangue) che farebbero e fanno impallidire chiunque . Al cospetto di tali leggende ce' solo da imparare e apprezzarne a pieno la magica musicalita' .
Unia
Mercoledì 24 Ottobre 2012, 21.10.34
11
Avevo già espresso la mia idea riguardo i cinema-concerti. Continuo a vederli in modo "parallelo", nel senso per me andare al cinema è un conto (c'è un film, mi diverto e catsi e mazzi...), andare ad un concerto è un altro. Capisco che magari è piacevole conoscere band del passato quando non si ha avuto la possibilità, e vuoi anche per una questione di soldi, di luoghi e via discorrendo... Ma non riesco proprio a vedere le due cose assieme, che sia per un "concerto" dei Led, dei Maiden, o di qualsiasi altra band. I documentari sono un'altra cosa ancora: quelli sì sono piacevoli da vedere, tanto per conoscerne la storia, l'origine... Mah, sarò selettiva e "viziata", ma un live l'è sempèr on laiv!
dantes
Martedì 23 Ottobre 2012, 13.51.02
10
grazie Sambalzalzal@... e comunque daccordissimo per molti aspetti anche con Painkiller@ ci mancherebbe ... ripeto che un live è sempre un live ... ma chiaramente se si parla di tempo presente e di chi può cavalcare ora la propria onda ... il mio era un discorso più legato al film-documentario rock, concerto o meno che sia, di chi ha fatto la storia di questa musica. Sarei molto dubbioso e preoccupato se diventasse una moda invece per le band attuali cercare di proporre parallelamente al tour (e non dopo 30 anni) la visione di una data o più dello stesso tour al cinema ... di certo il bacino d'utenza sarebbe spaventoso ... ma forse col tempo, alcuni aspetti positivi ,come raggiungere più pubblico magari a prezzi più abbordabili, potrebbero nascondere l'insidia di mettere a repentaglio la voglia di alzare le chiappe e sbattersi per i concerti veri e propri.
Painkiller
Martedì 23 Ottobre 2012, 11.47.46
9
mmmh...sono alquanto dubbioso...credo anche io che sia una bella iniziativa se significa portare o riportare alla luce un artista non più in attività o quasi, e quindi un documentario-concerto sui beatles, sugli stones, sui pink floyd, gli zep etc...lo vedo di buon occhio. Un altro è vedere un intero concerto seduto in poltrona, cosa per me inconcepibile, almeno in casa posso alzarmi dal divano e cantare . Preferirei di gran lunga una location alla alcatraz, un palazzetto, dove comunque poter partecipare...ecco allora che magari si potrebbe far vedere un concerto in diretta...però poi ai concerti veri chi ci andrebbe? Ecco, alla fine il mio pensiero è questo: vanno bene i concerti-documentario sulle sopracitate bands e similari, ma concerti interi su bands in attività no, preferisco mille volte un concerto dal vivo, il poter partecipare saltando e cantando...
Sambalzalzal
Martedì 23 Ottobre 2012, 11.38.58
8
Io continuo a dire che secondo me questo del cinema potrebbe essere un buon strumento per far conoscere/ascoltare alcune bands anche ad un pubblico non prettamente metal, a chi, per capirci meglio, non andrebbe mai ad un concerto e ce ne sono parecchie di persone. Inutile poi sottolineare l'importanza di iniziative del genere se si parla di bands (vedasi Queen) non più "attive". Potrebbe anche essere un modo per far ricominciare a circolare qualche soldo nella scena visto e considerato che per una serie di motivi la parte "live" non attira più come una volta. In fin dei conti sono d'accordo con quanto dice Dantes@
dantes
Martedì 23 Ottobre 2012, 10.30.00
7
... i concerti al cinema: dipende da che punto di vista li si vuole "guardare" ... è chiaro che un concerto dal vivo è sempre un concerto dal vivo, e non c'è paragone ... ma ci sono concerti per i quali non sono e non possono essere per tutti i... (e di certo questo dei Led Zeppelin sono stati più quelli delusi dal non averlo visto che quelli contenti d'averlo vissuto...). Anch'io l'ho visto al cinema, con tutti i pregi ed i difetti del caso ... tante emozioni e tanti interrogativi, certo qualcosa d'insolito, però alla fine di tutto ha prevalso una sensazione di contentezza per averli ritrovati, per dire cavolo, dopo 40 anni siamo ancora qui a parlare di loro (anche se altri 5 ne sono già passati) ... e ancora hanno da insegnare, anche con tutti i limiti di un'età che avanza, anzi forse ancor di più per questo: ... di certo fra 40 anni per chi ci sarà, non s'andrà a vedere un film-concerto di cristicchi accidenti!! ... Cerchiamo di vederci se possibile il bicchiere mezzo pieno dal VERO rock al cinema ... Si, un concerto resta sempre un concerto e ciò non deve mai essere messo in dubbio, ma vedere certe cose sul grande schermo e mettendosi dalla parte delle giovani generazioni, può essere un regalo enorme, per chi come età anagrafica è stato impossibilitato a vivere il periodo storico ... film tipo questo o film-documento sulle grandi band del passato o della storia del rock, visti al cinema e non solo nella solitudine di un dvd casalingo, ma condivisi con centinaia di persone, possono essere molto educativi musicalmente parlando per generazioni di giovani pilotate dalle dittature di radio commerciali e tv-spazzatura ... e anche per chi si avvicina al rock o comincia a viverlo con tutta l'energia e la positività di chi vive il momento ed il presente, ma con un occhio al grandioso passato che questa musica ha avuto ... e per pensare un pochino meno che serte cose le abbiano inventate green-day, blink182, rhcp, u2 e compagnia bella ... con tutto il rispetto s'intende.
Delirious Nomad
Martedì 23 Ottobre 2012, 7.03.29
6
Non mi ci vedo ad un concerto al cinema: puoi fischiarli, urlargli contro, sbracciarti perché li adori... e loro non se ne accorgeranno mai! Piuttosto mi guardo il dvd da solo, é meno imbarazzante!
Matocc
Lunedì 22 Ottobre 2012, 23.45.59
5
io non sono andato a vedere questo spettacolo ma ritrovo nel report sensazioni e scene assai simili a quelle che vidi 2 anni fa quando assistetti al concerto dei BIG 4 al cinema -allora non avevo la sicurezza che avrebbero fatto uscire il DVD anche se ne ero quasi certo- qualche timido applauso, un brusìo che accompagnava i ritornelli e addirittura qualche accenno di headbanging. bisogna dire che in effetti fa strano vedere un live in una sala, io non lo cambierei mai con un concerto "vissuto dal vero" che per ovvie ragioni è tutta un'altra cosa, ma è comunque un'esperienza interessante che non posso escludere di ripetere in futuro; so già che comprerò il DVD di Celebration Day (così come il prossimo dei Queen, Live in Budapest che uscirà nelle sale a breve) quindi lo vedrò comunque, ma il cinema è sempre il cinema... certo però che € 12 sono tantini, troppi direi
Er Trucido
Lunedì 22 Ottobre 2012, 22.41.27
4
@Lorin: è una cosa che avevo letto anche io, conoscendo Simmons vuol dire che si tratta di un affare che ne vale almeno il doppio Comunque sono un po' deluso, speravo che intervenisse qualcuno sul discorso concerti al cinema invece niente
LORIN
Lunedì 22 Ottobre 2012, 19.18.28
3
Oggi ho sentito (fonte:Ringaccio-VirginRadio) che Gene Simmons ha offerto 200 milioni di dollari per una loro reunion!
Er Trucido
Lunedì 22 Ottobre 2012, 10.35.18
2
Fra un mese circa (20 novembre mi pare)
IL MANZO
Lunedì 22 Ottobre 2012, 10.34.49
1
quando esce in dvd?
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Celebration Day: la locandina
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Articolo
LED ZEPPELIN
Celebration Day - Live @ O2 Arena, 19/12/2007, Londra
 
 
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