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PORTNOY, SHEENAN, MACALPINE, SHERINIAN - XS Live Club, Roma, 22/10/2012
27/10/2012 (1912 letture)
L’idea di un concerto strumentale potrebbe far storcere il naso ai più, pensando che sia fatto solo ed esclusivamente per i fan più affezionati degli artisti in questione. Saranno Portnoy, Sheenan, MacAlpine, Sherinian riusciti a sfatare questa convinzione? Lo scoprirete leggendo il report della serata di Roma tenuta lo scorso 22 Ottobre. Buona lettura!

It’s a weird night!
Così parlò Mike Portnoy, Roma XS Live Club, 22 Ottobre 2012.

Manca poco alla mezzanotte, quando i nostri quattro eroi rientrano sul palco per concedere l’encore acclamato dallo stipatissimo e sudatissimo pubblico a gran voce. Perché una notte strana, vi starete chiedendo? Bene, allora devo necessariamente fare un piccolo flashback per spiegarvi la stranezza di questa calda notte di fine Ottobre trascorsa nella Capitale.

A circa una settimana dall’evento, l’organizzazione comunica che il concerto non si terrà più presso l’Atlantico Live, il miglior locale per la musica live di Roma -piuttosto l’unico-, per gli eventi in grado di attirare intorno alle duemila persone, bensì presso l’XS Live Club un’ex discoteca da poco adibita a locale per musica dal vivo. La causa dello spostamento è da attribuire a non ben precisati “problemi logistici”: poco male, penso ingenuamente, anche se data la risposta del pubblico romano, credo tra le trecento e le quattrocento unità, si capisce che la prevendita non sia stata delle più fruttuose, anche perché in fin dei conti, è sì un supergruppo, che però propone solo cover, e per giunta di sola musica strumentale. Per cui, se andiamo a sommare il fatto che il biglietto costava circa trenta euro, ci rendiamo conto che, dato anche il momento di crisi, non si poteva fare di più, anche se in molti fuori dal locale hanno lamentato una scarsa pubblicità fatta all’evento. Ad ogni modo, noi siamo arrivati al locale verso le 18:30 e abbiamo assistito all’arrivo degli artisti nel locale, dove aspettavano già una manciata di giovani fan. Oggettivamente, un locale del genere, per carità, anche carino e ben fatto, non è proprio adatto per un concerto di questo tipo, per diversi motivi che vado ad elencare: primo fra tutti, la capienza del locale, secondo me in grado di contenere al massimo duecento persone, per consentire a tutti di godere al massimo dello spettacolo per cui hanno speso trenta euro; invece, le persone accorse per l’evento erano decisamente troppo poche per riempire l’Atlantico, ma sono decisamente troppe per la capienza del locale, per cui si sta davvero stretti e fa un caldo tipo in spiaggia il 15 Agosto; secondo, il micropalco presente nel locale, poco rialzato, e decisamente troppo piccolo per contenere tutta la strumentazione dei quattro musicisti, di fatto praticamente quasi menomati nei movimenti; terzo, ma qui non posso proprio metterci la mano sul fuoco visto che ero a un metro dagli artisti e a mezzo dall’amplificazione, un’acustica non degna della fama e della maestria dei signori sul palco; quarto, i prezzi del bar un po’ troppo da Billionaire (5 € per una birra di questi tempi, sono un pochino troppi).

Messa così, starete legittimamente pensando che la serata sia stata un flop di quelli fragorosi, anche visto il consueto calore con cui i fans italiani sono soliti accogliere i Dream Theater, che solo cinque anni fa avevano fatto registrare il tutto esaurito nelle cinque date previste sul suolo italico. Altri tempi, dite? Altre situazioni? Può darsi, ma ci sono pur sempre il fondatore e il tastierista per quasi un quinquennio della prog band più odiata e discussa del pianeta; per non parlare della presenza di Billy Sheehan, leggenda vivente, mentre Tony MacAlpine, non credo ci sia bisogno di presentarlo; insomma, decisamente una all star band che non ha deluso le aspettative altissime dei presenti. I quattro, nonostante questi limiti logistici, chiamiamoli così, hanno inscenato uno spettacolo a dir poco mozzafiato. C’è anche da segnalare la sorpresa di Portnoy nel suonare, testuali parole, in “un jazz club così piccolo”, e ancora: “in tutte le volte che ho suonato a Roma non vi sono mai stato così vicino!”, e come dargli torto? L’unica volta che gli sono stato ancora più vicino è stato quando l’ho intervistato qualche anno fa. Eppure, proprio da quello che poteva essere un enorme svantaggio, sicuramente una situazione disagevole a cui i quattro artisti non sono di certo abituati, alla fine si è rivelato un propulsore per il decollo della serata: la vicinanza e l’incitamento del pubblico era adrenalina purissima per i quattro che con grande professionalità non hanno fatto una piega e hanno incantato i presenti per circa due ore. Ebbene sì, credo che d’incanto si possa parlare dopo aver assistito da così vicino ad una prestazione tecnica così dannatamente perfetta; ad una serata così “calda” (in tutti i sensi!) e calorosa, in barba a tutti quelli che ritengono che Portnoy sia freddo: la voglia di suonare la si leggeva sul suo volto; la voglia spasmodica di musica del pubblico, e qui la vicinanza è stata fondamentale, è passata direttamente dalle prime file ai musicisti come attraverso dei vasi comunicanti: più l’atmosfera si faceva calda e più i quattro artisti sembravano gradire l’incitamento dei presenti. Credo che poche volte gli stessi quattro sul palco hanno avuto modo di trovarsi in una situazione del genere, eppure credo in cuor mio che difficilmente dimenticheranno questa serata. Una grande serata fatta di musica che ha emozionato i presenti, ammaliati sì dalle capacità tecniche dei quattro, ma anche dalla ricercatezza delle melodie sciorinate durante il concerto; insomma, sì tanta tecnica, ma anche tanto cuore.

Non credo serva snocciolarvi la setlist della serata, anche perché il concerto è stato un continuum di progressioni strumentali ininterrotte. Verso le dieci e un quarto, le leggendarie note di A Change of Seasons, accennate prima dalla chitarra di MacAlpine e poi dal pianoforte di Derek Sherinian fanno letteralmente esplodere in un boato i presenti, ormai letteralmente in visibilio dopo l’ingresso on stage di Mike Portnoy. Dopo il primo frammento della suite (I. The Crimson Sunrise) l’attenzione si sposta su Acid Rain, cover dei Liquid Tension Experiment altra incarnazione strumentale dell’attivissimo Portnoy. Oltre a pescare da cover di classici del rock (mi pare di ricordare Stratus di Billy Cobham, The Pump di Jeff Beck) hanno eseguito diversi brani della loro carriera solista: The Stranger, Birds of Prey (Billy’s Boogie) di MacAlpine); Been Here Before (una chiara variazione sul tema di Anna Lee), Atlantis, Part 1: Apocalypse 1470 B.C., , Nightmare Cinema di Derek Sherinian; The Farandole e Shy Boy dei Talas di Sheehan per l’acclamatissimo encore; oltre alle già citate opener, bisogna aggiungere la meravigliosa Hell’s Kitchen e Lines In the Sand, tra le migliori composizioni del discusso Falling Into Infinity dei Dream Theater. I quattro hanno pescato veramente un po’ in casa loro, un po’ altrove per rendere il concerto il più vario possibile, e bisogna dargli atto di aver saputo passare da un genere all’altro con naturalezza e disinvoltura, ma è anche francamente il minimo che ci si aspetta da un quartetto del genere.

Tiriamo finalmente le somme di questa serata decisamente soddisfacente. Anche se le premesse non erano delle migliori, alla fine, l’ambiente ha trasformato quello che poteva essere un disagio in un pregio, e i quattro, pur essendo abituati a ben altri palcoscenici, non hanno fatto una piega, dando sfoggio della loro grande professionalità, oltre alla loro immensa bravura. Credete che i miei toni siano troppo celebrativi? Troppo entusiastici? Non sono oggettivo? Non credo, signori. Qui abbiamo avuto a che fare con quattro dei migliori musicisti al mondo che hanno regalato emozioni per due ore, e vi assicuro che se quei quattro non sono Dio in terra nei rispettivi strumenti, ci manca davvero poco.

Allego un video che ho girato in prima persona per farvi rendere conto della vicinanza di cui tanto ho parlato:



Dopo la tanta grazia di codesto spettacolo, ci avviamo verso casa con le orecchie che fischiano, ma decisamente contenti. Unica testimone della nostra soddisfazione è stata una A1 praticamente deserta in questa strana, ma decisamente magnifica notte.



d.r.i.
Lunedì 29 Ottobre 2012, 14.22.15
5
Grande Rob, hai tutta la mia stima e la mia invidia
Khaine
Lunedì 29 Ottobre 2012, 14.01.31
4
@ Rob: mi sarei fatto un pippone mentale!!!
Rob
Lunedì 29 Ottobre 2012, 13.24.03
3
Infatti Khaine ho pensato a quanto avresti goduto nel gustarti questo shred festival!
Lorenzo "Palas" Ciampiconi
Domenica 28 Ottobre 2012, 18.57.22
2
Visti a bologna il giorno dopo, non posso che concordare su ogni parola Rob!
Khaine
Domenica 28 Ottobre 2012, 11.33.47
1
Bella Rob, massimo rispetto per sto concerto!!!! E anche massima invidia. Hai fatto bene a mettere il video, anche se sto rosicando un casino :_D
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La locandina dell'evento
ARTICOLI
27/10/2012
Live Report
PORTNOY, SHEENAN, MACALPINE, SHERINIAN
XS Live Club, Roma, 22/10/2012
 
 
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