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GLI INTOCCABILI - # 0 - Best of 2000s?
04/11/2012 (2998 letture)
INTRODUZIONE: I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA?
A cura di Saverio Comellini "Lizard"

Care lettrici e cari lettori, con questo primo articolo iniziamo un viaggio ed un esperimento: è vero che in un mondo musicale così vasto come quello del metal odierno, non esistono più dischi destinati a divenire classici? Dischi universalmente riconosciuti come capolavori? Dobbiamo forse rassegnarci a guardare sempre e soltanto al passato, rimpiangendo una Età dell'Oro ormai lontana e perduta per sempre? Noi crediamo di no. Crediamo che la buona musica, i capolavori, non abbiano età. Crediamo che il tempo darà ragione di questi anni 2000, anni che hanno offerto moltissimo e che aspettano solo di essere esaminati e contestualizzati. Un lavoro enorme, che non vogliamo illuderci di poter esaurire con le nostre sole forze: la verità è che siamo solo all'inizio di un lungo percorso al quale vogliamo comunque provare a dare un nostro contributo, magari col vostro aiuto.
Iniziamo quindi affrontando in primis un tema scottante, centrale rispetto all'intera questione: è vero che non esistono più i "classici", i cosiddetti album "Intoccabili" o siamo noi che non sappiamo più adeguarci ad un mondo musicale troppo veloce, caotico, frammentato e scomposto? E perché? La parola a Francesco Gallina 'Raven'.

ANNI D'ORO
Vi è mai capitato di discutere di musica (ma non solo), con qualcuno più grande di voi che dimostri una certa cultura nel campo, ma di constatare che la discussione si arenava dopo qualche battuta per mancanza di interessi comuni? Quasi sempre ciò accade perché superata una certa età, pur continuando a coltivare un viscerale amore per la musica -metal o meno- spesso la gente tende a fermarsi, a disinteressarsi a ciò che di nuovo si è manifestato dopo i propri "golden years". Quando poi si ha occasione di prendere contatto con le nuove realtà musicali esistenti, magari utilizzando i suggerimenti di una testata come la nostra, costoro spesso provano indifferenza, se non ripulsa per ciò che ascoltano. Da cosa può dipendere questo atteggiamento? Quando e perché si perde l'interesse per il nuovo? E' ciò che cercheremo di appurare nelle righe che seguono. Dato che nell'ottica di questo articolo l'età è dalla mia parte (si fa per dire), cercherò di legare la mia esperienza in realtà divergente, con quella di molti, parte dei quali sono anche nostri lettori che magari potranno riconoscersi in queste parole. Innanzi tutto: perché si rimane visceralmente legati a certi album e più ancora a certi gruppi e periodi? Perché ogni qualvolta mi trovo ad ascoltare qualche nota di Killers o The Number Of The Beast -o semplicemente di vedere il logo dei Maiden- od ancora di Defenders Of The Faith, giusto per citare alcuni esempi mainstream, provo sensazioni che difficilmente riesco a sentire quando ascolto qualcosa di nuovo, per quanto di alto livello?

MUSCOLI E BOLLETTE
Credo non si tratti solo di qualcosa di legato alla musica in sè stessa; c'è molto altro. Dietro c'è quel legame indissolubile con un sè idealizzato che forse non c'è più realmente, e che in parte forse non c'è mai stato. C'è l'immagine di un sè giovane, forte, irrimediabilmente idealista, ingenuo, realmente convinto di poter cambiare lo stato delle cose tramite la musica ed il proprio impegno ribelle, ancora lontano dallo stucchevole giro lavoro/bollette/riunione di condominio/pizzeria al sabato sera/lunedì fantozziano in ufficio e via così. In un periodo in cui si sentiva di avere la forza di combattere tutto e tutti, sia fisicamente che mentalmente, quando si aveva il fisico per andare in moto sotto la pioggia ed addirittura goderne, quando fare un giro senza meta assieme alla ragazza del tempo con The Trooper a palla che spaccava le casse dello stereo faceva davvero sentire vivi, anche se non si faceva un cazzo. E perché no? Anche quando si avevano tutti i capelli in testa, qualche chilo di meno ed altrettanti muscoli in più. Dietro a tutto questo c'è la propria giovinezza, che non è mai completamente morta dentro, è solo rimasta soffocata dalla forzata costruzione del principio di realtà psicologica, che in determinate condizioni, spinge a ricercare la propria soddisfazione solo attraverso comportamenti considerati dai più come socialmente accettabili.

QUANDO SI ERA LIBERI
Non è che dal 1975, dal 1985, dal 1995 (a seconda dell'età), o da qualsiasi periodo in poi la scena non abbia prodotto nulla di valido, è che quel qualcosa non viene più vissuto come "proprio". Ma c'è di più: forse psicologicamente, quando qualcuno prova a farti ascoltare i Ne Obliviscaris, i Leprous, i The Faceless, i Sabaton o qualche altro valido gruppo contemporaneo, quello che scatta dentro è un ulteriore meccanismo. Lo struggimento per qualcosa che si è perso, per una sottrazione, meglio, uno scippo subito a causa di impegni inevitabili causati da qualcosa che si chiama vita, che ti ha portato via tempo, slanci ed entusiasmo. Ci si difende con la maschera sociale che si indossa per interpretare il ruolo che la società stessa ci ha assegnato e per relegare in background quell'Io che a questa non si adatta, ed anche il rifiutare le evoluzioni attuali di ciò che un tempo era "nostro", di ciò che eravamo "noi", serve ad accettare un oggi non sempre soddisfacente. Ed allora ci si rifugia mentalmente in un'epoca in cui si era liberi, ed il rifiutare il "dopo" illude di non essersi persi niente, che tanto nulla di realmente importante è stato fatto e quindi nulla è andato perduto, nulla delle nostre passioni più brucianti è stato sacrificato sull'altare del dovere quotidiano, che tutto quello che valeva la pena fare e vivere a vent'anni è stato fatto e vissuto, e nulla di paragonabile è venuto in seguito. A ciò si aggiunga che, paradossalmente, l'abnorme disponibilità di materiale a disposizione, oltre a togliere ulteriore fascino alla ricerca del disco da brivido sulla schiena, rende più difficile scovarlo in mezzo al tanto ciarpame disponibile a portata di click, specialmente per chi magari ha meno dimestichezza con una certa tecnologia. Ma di converso domando: quanti di voi sono stati risucchiati nuovamente nel vortice del metal proprio dall'avere tutto a portata di click e magari da Metallized? Materia forse per un articolo a parte.

KILL'EM ALL E VECCHIE VETTURE
So che tra i nostri lettori ci sono alcuni che, per questi e per altri motivi che certamente non sono riuscito ad individuare, si trovano proprio in questa situazione (non faccio nomi perché non so se questi gradiscono essere citati o meno), e proprio a loro voglio rivolgermi direttamente. Apritevi comunque al nuovo, perché la buona musica non è prerogativa esclusiva di un certo periodo, ma si trova -semmai in quantità variabile- in ogni contesto storico, ed aspetta solo di essere scovata e goduta. La musica di oggi può ancora darci quel brivido che provavamo ascoltando per la prima volta Kill 'Em All o Black Metal? Probabilmente no, perché allora tutto era nuovo e tutto era da scoprire, tutto dava la sensazione di cambiare in un certa misura la nostra stessa percezione del mondo ed oggi questo non è più possibile, perché col mondo siamo cambiati anche noi, ma non importa. Chi, come me, è entrato negli anta da un pezzo, dovrebbe aver già imparato da tempo a vivere certe cose diversamente, valutandole in maniera più meditata, meno ingenua, con l'esperienza che inevitabilmente ti comunica che di nuovo sotto il sole non c'è forse nulla, ma che certe faccende possono comunque essere vissute con piacere e con quasi immutato entusiasmo, sperando sempre di scoprire qualcosa di nuovo che probabilmente non arriverà mai, ma che è fantastico aspettare. Come altro posso dire? Ecco... quanti di noi hanno posseduto un certo modello di auto al quale sono molto legati? Io una Mini Minor da piccolo ed una Renault 19 da sposato. Ma per quanto si possa essere affezionati a quel mezzo e per quanto questo possa essere stato innovativo al tempo della sua uscita, i modelli successivi sono inevitabilmente più avanti dal punto di vista tecnologico, della sicurezza e della resa su strada, è inevitabile. Quella vecchia vettura nel nostro cuore sarà sempre la migliore, ma al di fuori del mito ci saranno vetture di oggi che saranno comunque perlomeno buone, per quanto molto meno affascinanti di quelle d'epoca, e soprattutto non possiamo fare a meno di andare in macchina, specialmente se siamo anche appassionati di motori.

SI', MA...
A questo punto quelli di voi che hanno avuto la compiacenza di leggermi fin qui e che sono interessati alla condizione che il pezzo descrive, potrebbero semplicemente dire:

"Si vabbè, tutto bello, tutto giusto, ma io ci ho provato ad ascoltare gruppi e generi nuovi e non ho trovato nulla di veramente interessante. Quale sarebbe questa musica di oggi che dovrebbe entusiasmarmi così tanto?".

Giusta osservazione che merita una esauriente risposta. L'intera redazione di Metallized si è posta il problema, e per rispondervi in maniera compiuta ha deciso di far convergere i propri sforzi su una serie di articoli dedicati all'argomento, che cercheranno di fornire delle "dritte" specifiche che abbraccino un numero di anni sufficienti a dare una panoramica adeguata, sia dal punto di vista temporale che da quello dei vari generi metal disponibili "su piazza". Ed allora, se volete sapere qualcosa di più in merito, non mi resta che dirvi... Stay tuned.



La Trivella + Unknown///Rock 'n' Roll Terrorists
Sabato 10 Novembre 2012, 14.34.43
56
Articolo tanto bello quanto inquietante! in senso buono ovviamente eh!
toni
Venerdì 9 Novembre 2012, 11.05.33
55
Sul "suono": non credo che sia un problema solo di tecniche ma anche di missaggio. Sui dischi fino al 90/91 distingui gli strumenti, nota per nota, le armonie vocali i tom della batteria. Adesso invece è il mix delle tracce è molto più amalgamato e potente ma risulta confusionario. Inoltre è anche una questione di moda, anche nel pop i suoni sono molto più compressi rispetto a 30/40 anni fa, e non per questo sono migliori o più accurate (andate a sentire tutti gli album degli steely dan o le produzioni di quincy jones). Per me il suono perfetto del metal ce l'hanno dischi come holy diver, in cui ti sembra di essere li in saletta con la buonanima di Ronnie James e i suoi compari che suonano solo per te
Alchem Piero
Giovedì 8 Novembre 2012, 14.28.06
54
RINGRAZIO IL VICHINGO per l'apprezzamento al io commento e volevo dire a Raven che la mia riflessione era relativa a questo articolo che mi ha incuriosito e che purtroppo nn ho sempre il tempo di suguire tutti gli interessanti articoli che pubblicate .... riguardo l'underground (soprattutto quello italiano) magari certe volte invece di scrivere di gruppi che firmano per le major sarebbe da dedicarsi di piu' a band nostrane (cosa che gia' fate) dandogli la possibilita' di essere raggiunte da piu' persone possibili cosi da supportare e far crescere una scena che a mio modesto parere nn e' seconda ai gruppi piu' blasonati di cui sopra!
wonderghio
Giovedì 8 Novembre 2012, 8.28.46
53
Non ho letto tutti e 50 i commenti però per riallacciarmi all'ultimo fatto da Raven non posso che quotarlo! Un esempio lampante di questa cosa è l'omonimo disco dei Wintersun che uscì nel 2004 e a leggere molte recensioni (su altri siti) fu stroncato davvero pesantemente con voti assolutamente impietosi (un 2 su 10 ed altri sul 5) oggi secondo me è considerato come uno degli album più validi dell'ultima decade,un capolavoro del genere.
Raven
Martedì 6 Novembre 2012, 19.02.54
52
C'è anche da dire che è molto più "giusto" consigliare dischi già storicizzati che dischi usciti da mesi che non hanno ancora affrontato il giudizio del tempo. Se vai a leggere le recensioni del 71 di molti di quei dischi oggi consigliati da tutti, scopriresti che molti furono bocciati senza appello al momento della loro uscita. E poi: a chi chiedi consiglio? Solo ai vecchi colonnelli? Personalmente la longevità di un disco è uno dei miei parametri quando scrcivo una recensione. cerco di capire se la mia valutazione sarà valida tra 2 , 5 , 10 anni, o se la gente dirà: "ma guarda che coglione questo. Dare 90 a 'sta ciofeca", ma ovviamente è un rischio presente, dato che si può sbagliare anche di molto nella valutazione. L'esercizio che metallized si propone di fare è ambizioso, ma nella serie di pezzi che seguiranno sono certo che verranno segnalati molti dischi di grande livello.
Surymae
Martedì 6 Novembre 2012, 18.50.55
51
Ho diciannove anni e seguirò - come con quasi tutti gli articoli di Metallized, che dal punto di vista della qualità non deludono mai - questa serie di articoli, perché...nemmeno io so che pesci prendere con la musica "nuova"! Quasi sempre, infatti, quando si chiedono consigli musicali, si riceve sempre in cambio nomi risalenti a decenni fa - addirittura specificando di ignorare le uscite più recenti, quindi facendo una ghettizzazione nella ghettizzazione. Se chiedi un consiglio per cominciare ad ascoltare heavy metal, ad esempio, la risposta immediata è Iron Maiden, ma mai, chessò, Rammstein. Vai a capire perché... Mi ritrovo perciò nella paradossale situazione di avere un'idea precisa sulle uscite migliori del 1971, anno in cui non ero nemmeno nata, quindi figuriamoci averlo vissuto sulla pelle, ma non del 2011. Probabilmente, una conseguenza dell'atteggiamento dei vecchi collonnelli del metallo esposto nell'articolo...
fabio II
Martedì 6 Novembre 2012, 17.42.23
50
Certo Raven, infatti quando facevo sentire i dischi di metal ai 40anni di allora per loro era tutto Black Sabbath, il che non è del tutto falso. Prendi un commento come quello di Organium al 37, dice 'doom più estremo' ( ho capito cosa intende, mica sbaglia dal suo punto di vista); esiste una canzone doom più estrema di 'Black Sabbath' nel '70? Non credo. Cioè un conto è la definizione esponenziale di un genere; tutt'altra roba essere 'autoctoni', oggi nel metal quasi impossibile, perchè le vette più veloci sono già state toccate e anche quelle più mortifere e rallentate. Ciò non vuole necessariamente dire che siamo ad un punto fermo perchè non è così, ma continuando ad esplorare piccole e minuziose parti dell'heavy metal si rischia tra un pò che tutte le bands siano di culto; anzi la cosa probabilmente è già successa. Ed è questo il motivo principale, secondo me, perchè i vecchi nomi resistono saldamente, quando molti andrebbero presi a calci in culo. Bisognerebbe creare un 'circuito' underground come quello della nwobhm, cioè unito da un'ideale comune rispetto a tutto ciò che è 'scontato'. Da dove partiamo? Bah provate ad inventarvi una serie di dischi targati 'New Wave Of Italian Metallized'...boh!
vitadathrasher
Martedì 6 Novembre 2012, 17.38.05
49
No sul fatto della produzione non ho mai sentito commenti negativi....perchè fino alla metà degli anni novanta si registrava in analogico, anzi le produzioni 80's sono migliorate per il miglioramento delle apparecchiature analogiche......ma non digitali
Raven
Martedì 6 Novembre 2012, 17.02.05
48
Riguardo al suono, posso capire che qualcuno può avere dei problemi con quello odierno ed in parte almeno, sono d'accordo. Ma domando: non si facevano gli stessi discorsi tra 40enni degli anni 80 in relazione ai dischi usciti negli anni 60 e 70? E rimando all'esempio della vettura nell'articolo.
vitadathrasher
Martedì 6 Novembre 2012, 16.52.05
47
Aggiungo che album del passato considerati registrati "male" hanno un sound spaziale: fate un confronto con vari remake di alcune band. Mi viene in mente l'album dei Testament First Strike Still Deadly, album remake di vecchie glorie della band. Secondo voi suona "musicale" come gli originali? A me sempra tutto pompato e compressato a dismisura rendendo il suono "in face" ma piatto. Si perde proprio la sostanza del pezzo, registrati così non sembrano i capolavori che invece sono.
fabio II
Martedì 6 Novembre 2012, 16.18.31
46
Ottima iniziativa Raven & Lizard, aspetto le prossime puntate. In linea generale per quello che mi riguarda direi che il suono non è cambiato moltissimo dal finire degli '80, sempre ragionando a grandi schemi. Si è innalzata la qualità dal songwriting e della tecnica ( il che nel metal e nel rock in generale non è sinonimo comunque sempre di 'qualità' ). Credo che più che altro ci sia stata una grossa contaminazione di stili; la parte più preponderante riguarda il 'prog', basti pensare a tutte le bands estreme che sono diventate progressive o psychelediche, o perlomeno hanno dato vita a progetti collaterali . Anche i gusti per la melodia 'vera e propria', cioè il 'pop' che entra nel metal è cambiata; l'aor è stato sostituito nelle preferenze da bands come HIM o Within Temptation, questo a livello di tendenza presso i giovani a partire dai '90, credo, solo per citare qualche nome. Ci sarebbero troppe cose da dire in una volta sola...aspetto l'evolversi per ulteriori commenti. Poi c'è sempre il discorso su come viene prodotta la musica e tra gli ultimi commenti quoto vitadathrasher al 41
toni
Martedì 6 Novembre 2012, 10.50.35
45
Ciao Raven, quello che dici tu me lo chiedo anche io molto spesso. Ma per me che ho iniziato ad ascoltare musica nei primi anni 90, Razionalizzando le emozioni che la musica trasmette trovo i disci di 30 anni fa più freschi e diretti, mentre quelli più recenti più pesanti e ragionati. Forse il metal ha perso molto del suo spirito rock ed è diventato a tutti gli effetti un genere commerciale, con i suoi scaffali e reparti nei grandi magazzini musicali. Una cosa che mi sento di aggiungere è che dal lato del suono: i metodi di produzione più recenti sono molto più accurati ma la resa è peggiorata notevolmente, forse anche perchè si tende ad esagerare con la sovrapproduzione come a voler speziare una pietanza di suo poco saporita. Insomma preferisco mille volte l'attacco di the prowler a tutta la zuppa di chugga chugga di come suonano le chitarre nel 2012
Painkiller
Martedì 6 Novembre 2012, 8.44.42
44
@vitadathrasher: tra l'altro, ai tempi del vinile e quando la parola HI-FI suscitava brividi lungo la schiena e magari anche invidia perchè il tuo amico aveva il papi con lo stereo mega, la regola numero era che il primo ascolto di un vinile avvenisse ad equalizzatore spento o in flat mode, in modo da carpire al meglio i suoni registrati ed agire poi successivamente su ogni singola levetta, su ogni frequenza. Lavoro improbo oggi per chi è cresciuto all'epoca del tasto feature e dell'ipod...
Painkiller
Martedì 6 Novembre 2012, 8.40.25
43
@vitadathrasher: da un certo punto di vista concordo con te, da un altro no, perchè questo significherebbe avere quasi sempre un suono perfetto, plastificato e standardizzato finchè si vuole, ma col giusto equilibrio tra gli strumenti ad esempio. Cosa che invece non riesce a Steve Harris e Kevin Shirley, ovvero l'unica coppia che riesce a farmi bestemmiare mentre smanetto con l'equalizzatore .
Painkiller
Martedì 6 Novembre 2012, 8.37.56
42
Non posso che accogliere con sommo piacere la notizia di questa epica impresa alla quale vi accingete. Con tutte le difficoltà del caso, come i milioni di commenti off-topic che vi attendono . Ho letto con interesse i commenti qui sotto e per quel che mi riguarda devo dire che avendo vissuto una parte degli eighties mi sento sicuramente preso in causa, non tanto perchè mi sia fossilizzato sulla storia, ma perchè in realtà sono rimasto molto scottato dagli anni '90 e 2000. Se le band storiche non hanno mai ceduto il passo nel mio cuore, devo dire che i gruppi nati o acclamatisi dal '90 in poi mi hanno quasio sempre deluso in seguito. Adoro i soundgarden di badmotorfinger (per me un capolavoro da 100) ma i successivi album non mi piacciono granché, ho sbavato per i primi due album degli Angra ma poi..., mi sono esaltato all'ascolto dei Grip ma Lombardo è tornato negli Slayer e Gus Chambers è morto, aggiungo all'elenco Stratovarius, Hammerfall e potrei continuare...ma devo anche dire che i Gathering, Within Temptation, Rammstein e Kamelot sono entrati prepotentemente nei miei gusti e tra i miei preferiti. Ora mi attendo anche io molto da questi articoli, tenendo ben presente che almeno in ambito hard&heavy è stato già scritto tutto o quasi. In fondo è quanto ha anche detto Ritchie Blackmore quando ha lasciato i Purple l'ultima volta...
Vitadathrasher
Lunedì 5 Novembre 2012, 22.52.03
41
Vorrei sottolineare un aspetto molto importante, nella scena musicale, che esula dall'anagrafe e dagli anni: ovvero il passaggio dall' AAD al DDD cioè dall'analogico al digitale. L'uso totale del digitale, ha standardizzato il suono, tutte le produzioni sono pressoché simili, se ci fate caso le chitarre sono quasi tutte uguali e fatte con simulatori digitali. Prima il suono di una band ti rimaneva in testa non solo per un riff di chitarra ma per un calore di suono che anche a livello inconscio ti rimane impresso. Specialmente nel metal case discografiche come nuclear blast riescono a rendere di plastica ottimi lavori di band blasonate che, se registrati con le tecniche di un tempo avrebbero più musicalità. Tali tecniche hanno costi e tempi maggiori e oggi bisogna frullare tutto velocemente, dare in pasto al pubblico tanto materiale.....scadente e a basso costo, ovvero lo specchio della società di oggi.
Delirious Nomad
Lunedì 5 Novembre 2012, 21.32.13
40
Però volenti o nolenti negli ultimi anni (non so da quando si parte, diciamo che di "classici" riconosciuti non ce ne sono più circa dal 2000, per i lettori più anziani dal 1991, per mio padredal 1976) il metalcore é stato realtà predominante, quindi non ignorabile né dai lettori né soprattutto dai redattori. Inoltre in mezzo a tanta merda del buono c'é senza dubbio.
TheRamones-Fan
Lunedì 5 Novembre 2012, 21.11.08
39
Scommetto che non appena qualcuno un po' più giovane consiglierà metalcore verrà insultato a vita.... Ridicolo.
xutij
Lunedì 5 Novembre 2012, 21.03.32
38
Personalmente,ho 18 anni, adoro il passato. Ma preferisco cercare un presente,musicalmente di mio gusto, che stare a piangere su un glorioso passato, secondo i più, ormai andato. Sono curioso per i prossimi articoli.
organium
Lunedì 5 Novembre 2012, 20.58.42
37
io ho 16 anni, ma vorrei aver vissuto quegli anni d'oro, specialmente i primi anni novanta, con la nascita del black, del viking e del doom più estremo. Devo dire che ascolto in gran parte band formatesi da fine anni 80 in poi e band che sono uscite allo scoperto solo di recente. Gli imperdibili post 2000? "Portal Of I" dei Ne Obliviscaris, "Kivenkataja" dei Moonsorrow, "Black Cascade" dei Wolves In The Throne Room", "Alloy" degli Skepticism e "Eremita" del grande Ihsahn.
Raven
Lunedì 5 Novembre 2012, 20.47.30
36
Questo è il giusto atteggiamento. Anche perchè, viste le centinaia di migliaia di uscite, anche andando a pescare solo lo 0,5 % di dischi meritevoli, sarebbe un'eresia statistica pensare che non sono più usciti dei capolavori. Perchè negarsi il piacere di conoscerli? Ovviamente non pretendiamo che le nostre segnalazioni esauriscano l'argomento e le segnalazioni, per cui prevedo una fruttuosa e sfiziosa discussione
jek
Lunedì 5 Novembre 2012, 20.41.34
35
@Raven: premettendo che faccio parte di una "certa fascia" citata in un precedente commento, ma mi sono imposto di non sminuire ciò che ascoltano o fanno i giovani, per cui come gia detto attendo fiducioso proposte.
Flag Of Hate
Lunedì 5 Novembre 2012, 20.30.50
34
I dischi imperdibili post 2000? Bella discussione, mi vengono in mente "From Mars To Sirius" dei Gojira, "Dead Heart In A Dead World" dei Nevermore, "M-16"dei Sodom, "Bilateral" dei Leprous, "Hordes Of Chaos" dei Kreator... Aspetto con interesse il proseguo dell'articolo.
evilelvis
Lunedì 5 Novembre 2012, 14.46.38
33
Cmq io ascolto di tutto...dal death metal all'aor e per portare un esempio sfido chiunque a confondere i morbid angel con gli entombed o i dream theater con i threshold...se invece prendete i periphery e i between the buried bla bla bla(mi stanco già a leggerli certi nomi...)quali differenze cogliete al volo?piuttosto vorrei pubblicizzare uno dei pochi dischi che mi ha veramente colpito da un pò di tempo:"pneuma"degli hail spirit noir!!!ascoltatelo...
Raven
Lunedì 5 Novembre 2012, 14.39.30
32
Anvil, sto per partire per un giro in paesini assurdi dimenticati da dio. Vieni? Comunque ragazzi, quello che deve essere chiaro è che quando usciranno gli articoli, quello che non vorrei vedere sono "vecchietti" che bollano ciò che ascoltano i giovani come inutile e giovani che snobbano ciò che c'era prima. Sarebbe veramente bello se riuscissimo a far si che generazioni diverse si consiglino a vicenda.
il vichingo
Lunedì 5 Novembre 2012, 14.01.52
31
Personalmente ho apprezzato molto l'intervento di Alchem Piero, che quoto in toto .
anvil
Lunedì 5 Novembre 2012, 14.00.26
30
Grande Raven !!! sei il mio guru preferito cercherò di seguirti ovunque
Raven
Lunedì 5 Novembre 2012, 13.53.41
29
Della chiusura mentale in generale abbiamo parlato in altre occasioni. Solo questi articoli vogliono dare una mano a chi non si riconosce nel nuovo, indicandogli -nel nostro piccolo- alcuni dischi a nostro parere meritevoli e stimolando una discussione che magari possa uleriormente legare le generazioni.
Stop Me
Lunedì 5 Novembre 2012, 13.34.47
28
Sotto di me abbiamo invece un giovane teologo open mind !!
Third Eye
Lunedì 5 Novembre 2012, 13.13.50
27
@ Raven: sul fatto che esista un "certa fascia" ne sono ben consapevole, purtroppo aggiungo io che è anche molto ampia... Ad ogni modo, io credo che una certa pigrizia mentale, o disaffezione, o come la si vuole chiamare, sia assolutamente trasversale e colpisca anche i più giovani, certo il problema riguarda più nello specifico i meno giovani ma insomma, non è che i giovanissimi siano poi così "attivi", "voraci" musicalmente parlando... Comunque, si... certe chiusure mentali, taluni romanticismi, alcune paranoie, sono tipiche di chi ha una certa età...
Raven
Lunedì 5 Novembre 2012, 11.09.07
26
No, gli articoli non saranno mirati a ri-ri-ri-scoprire gli anni 80, ma a cercare di stabilire cosa vale la pena di possedere tra i dischi usciti negli ultimi anni, ad uso e consumo di chi non è avvezzo a seguire la scena contemporanea. Il tutto senza minimamente voler sminuire quel periodo, (che è anche il mio), ma ad unire le epoche e gli ascoltatori di generazioni diverse, se possibile.
Stop Me
Lunedì 5 Novembre 2012, 10.46.30
25
Per la mia salute personale è meglio che non fate certi articoli , ho già una certa età e il cuore potrebbe cedere al ennesimo attacco di qualche bimbominkia alle band degli anni 80 , che mai anche spiegandolo in cinese capiranno cosa sono significate per una certa generazione .
Raven
Lunedì 5 Novembre 2012, 10.39.07
24
@ TY: ovviamente non pensavo di descrivere le sensazioni del 100% dei lettori, l'articolo era mirato ad un certa fascia, che ti assicuro essere esistente. Alchem: gli argomenti che tocchi sono stati ripetutamente affrontati su questa testata, compreso quello del vinile. Se ti fai un giro all'indietro nel DB troverai parecchia roba. Circa l'underground, bè.. non credo siano in molti a seguirlo come noi, anche per presenze agli eventi dal vivo, come i vari live report possono testimoniarti
Third Eye
Lunedì 5 Novembre 2012, 10.31.11
23
Mah, sinceramente pur avendo superato i trenta non mi riconosco affatto nella descrizione fatta da Raven; difatti, ho avuto anche una certa difficoltà nel comprendere certi passaggi dell’articolo, proprio perché estranei al mio modo di essere (o alla mia esperienza). Comunque, se si mettono da parte talune riflessioni psicologiche e i discorsi legati al tempo, direi che ciò che conta alla fine è la passione per la musica, e quella o ce l’hai o non ce l’hai.
Alchem Piero
Lunedì 5 Novembre 2012, 10.20.18
22
ciao a tutti ragazzi ... interessante questo articolo che da spunto per innumerevoli riflessioni... Parlare di album intoccabili oggi nn e' sbagliato, ma forse prematuro, alcuni dischi storici sono diventati classici col tempo, numerosi ascolti e molti appassionati che con il tam tam del passaparola portavano alcuni gruppi e dischi all'orecchio anche di chi quei gruppi nn li aveva mai ascoltati, tanto da far diventare metallari anche chi nn lo era... chi nn ha fatto ascoltare ami una ballad degli scorpions alle sue amiche per poi scoprirle con le borchie? ... secondo me pero' i fattori sono molteplici se oggi c'è piu' difficolta' a rendere un album un classico e spiego il perche' : in primis la velocita' con cui anche la musica viene consumata e surclassata da suoni sempre piu' pompati e "moderni" fa si che nn ci sia tempo per affezionarsi ad un album in particolare, l'avvento dell'mp3 e la facilita' di accesso a gruppi sconosciuti che da il web fa in modo che in un attimo ci esaltiamo per un nuovo gruppo ma due minuti dopo dimenticare anche il loro nome , prima con il vinilone da 33 giri ci si attaccava alla copertina e si sapeva tutto di quel gruppo e/o disco, dal produttore, ai titoli delle canzoni, spesso anche ai testi senza calcolare che si era attenti piu' al suono vero e proprio, si sapeva riconoscere una voce dalla prima parola cantata e si sapeva distinguere una fender da una les paul, anzi si facevano delle sfide per chi ci arrivava prima l'mp3 per certi versi ha ucciso la musica, talmente alta la quantita' di pezzi che uno puo' caricare su un mini lettore che dopo il primo minuto di ascolto si passa al pezzo successivo e cosi di seguito, senza ricordare dopo un po' piu' niente e facendo anche una grande confusione, per noi sui 40 pero' c'è da dire che certi album anche se sono il ricordo dei nostri 20 anni ci hanno accompagnato per buona parte della nostra vita e quindi questo discorso sarebbe da farlo ai ragazzi che ne hanno 20 ora.... spesso mi capita di vedere anche poco interesse verso la musica del passato da parte loro, quindi confondendo un po' le acque rispetto a chi ha fatto prima un determinato pezzo pensando che i gruppi "di una volta" stiano coverizzando cose piu' moderne senza sapere che la verita' e' all'opposto.... poi vorrei aggiungere che per chi ci sta un po' piu' dentro nell'ambiente crescendo si e' reso conto di come e perche' certe band diventano famose senza avere meriti particolari e questo fa distaccare e disamorare molti dalle band che vengono prodotte con milioni di euro, cosa cmq sempre piu' rara.... una volta c'erano gli album live nei quali si potevano sentire degli errori e delle improvvisazioni che facevano crescere l'interesse verso un particolare album, dopo un certo periodo l'alta professionalita' che le label richiedevano ha fatto in modo che un live rispetto a uno studio album nn avesse ragione di esistere se nn per prenderlo come un "best of" in ultimo vorrei dire, anche se posso essere considerato di parte, che trovo molto piu' interessante e genuina la scena underground nelle quali pieghe spesso si nascondono delle ottime bands che per mancanza di appoggi (e qui nascerebbe tutto un altro discorso) restano sconosciute ai piu' , ma che per me diventano LE BAND che continuano a farmi sentire un' emozione, proprio perche' nn prodotte da soldoni, ma solo dalla passione, questi gruppi e i loro album probabilmente nn diventeranno mai degli intoccabili, ma se siete alla ricerca di emozioni cercate musica fatta col cuore e nn con i soldi potrebbe essere che rimaniate stupiti... ovviamente senza nulla togliere a gruppi ben piu' famosi ma che spesso fanno dischi da impiegati della musica piu' che artistici in senso stretto!
Raven
Lunedì 5 Novembre 2012, 8.24.29
21
Approfitto del commento di Evilelvis per puntualizzare due cose: se andiamo a cercare delle novità e/o dei capolavori, è indubbiamente più probabile trovarli tra le nuove tendenze che non nei settori HR/HM, che hanno decenni di sviluppo alle spalle ed hanno già vissuto il loro periodo di splendore. Quindi chi viene da quell'epoca dovrebbe sviluppare maggiore curiosità verso generi più recenti, meno sfruttati e quindi più soggetti allo sviluppo di nuove cose. Fermo restando che buoni/ottimi dischi si trovano anche nei generi storici, ma inevitabilmente chi ha 35/40 anni troverà sempre dei rimandi che gli impediranno di gridare al miracolo. Discorso suoni: anche io trovo che quelli odierni siano appiattiti e più tendenti a "pompare" tutto -strumenti e voci- nello stesso modo, mentre un tempo c'era più riconoscibilità degli strumenti. Ma è la società che tende alla globalizzazione di tutto, anche dei suoni. IN generale anche lì però, possiamo trovare del buono, una qualità un tempo inimmaginabile, ma è normale che con l'evoluzione da una lato si perde e da uno si guadagna, è il discorso dell'auto nell'articolo
evilelvis
Lunedì 5 Novembre 2012, 1.39.25
20
Mi ero scordato di puntualizzare il fatto che i nuovi gruppi,quando ,mi piacciono,li ritengo carini...ma i suoni!le nuove produzioni non le sopporto,tutte uguali!prima i gruppi li riconoscevi subito,dal suono della chitarra,dalla voce...dove stanno più cantanti riconoscibili alla prima nota?pochi,pochissimi...
evilelvis
Lunedì 5 Novembre 2012, 1.19.14
19
Ciao a tutti!non mi conoscete ma seguo quasi sempre il vostro sito però questa volta non ho resistito,dovevo farvi l'imbocca al lupo per questa"avventura"sugli intoccabili!io però devo dire che ho vissuto un percorso strano...quando ero ragazzo compravo tutto ciò che era nuovo,se un disco aveva già 5 anni per me era vecchio!ora ascolto quelle cose vecchie che all'epoca cagavo(sono malato dei rush da un paio d'anni e ne ho 37!) oppure quelle che mi sono perso,come dice vitadathrasher... aspetto di leggere la prossima puntatona!ah,complimenti per il sito...
The Void
Domenica 4 Novembre 2012, 22.55.07
18
Se qualcuno mi chiedesse che percorso musicale io stia seguendo, risponderei che non lo so. Ho iniziato da cazzate, fino ad appassionarmi a dismisura a thrash, prog e death...ma adesso sono in avanscoperta, ho "scoperto" (grazie anche a Voi) di essere portato anche per il doom, il funeral e ora mi attizzano i sunn o))) (!!!), e sono sempre in scoperta. grazie ragazzi per avermi fatto scoprire La Musica! resterò tuned pure io!
Lizard
Domenica 4 Novembre 2012, 21.45.16
17
Che bel commento
-Cobray
Domenica 4 Novembre 2012, 21.39.43
16
Wow, che meraviglia! Credo che ne verrà fuori un dibattito tra i più interessanti mai proposti (su questo sito e fuori). Come al solito siete i migliori, grazie per tutto quello che fate. Io, dal basso dei miei 17 anni, mi avvicino con umiltà alle grandi realtà musicali degli anni passati, che siano le psichedeliche cavalcate dei '70, le sfuriate thrash '80 o il groove metal tanto caro ad Anselmo&co. dei '90. E' un rammarico enorme (che occupa gran parte dei miei pensieri) non esserci stato: non aver preso parte a nessuna rivoluzione musicale, di stile, di pensiero, di idee. Da una parte, però, ringrazio i mezzi odierni! Grazie ad internet, ad esempio, posso permettermi l'ascolto di una quantità pressoché infinita di capolavori di ogni epoca, quando e quanto voglio (non riuscirei mai a coprire con la moneta sonante la mia fame di conoscenza). Che dire, "resterò tuned" molto volentieri. Grazie ancora, caro Raven!
vecchio peccatore
Domenica 4 Novembre 2012, 20.15.04
15
Io già non vedo l'ora, prevedo tra l'altro ascolti molto intensi da parte mia.
lux chaos
Domenica 4 Novembre 2012, 19.03.29
14
@raven: mi sa anche a me!!!
Raven
Domenica 4 Novembre 2012, 17.26.40
13
Mi sa che quando usciranno gli articoli dedicati all'argomento, ci sarà da divertirsi
vitadathrasher
Domenica 4 Novembre 2012, 17.21.05
12
Quando si dice che la musica è la colonna sonora della nostra vita è vero: certi album storici non sono solo ottimi lavori, ma per chi è più "vecchiotto" sono dei simboli di gioventù, dei rimandi agli anni ruggenti e spensierati. Ciò che è nuovo per "noi" è più difficile da assimilare. Proprio per questo negli anni 2000 sono fioccate molte reunion, per stimolare non solo la nuova recluta metallara, ma anche il "vecchio" supporter che ha la fiamma dei propri ricordi sopita dalle responsabilità di una persona adulta.Ma che è pronta a bruciare di nuovo per una band che da ragazzo ha legato alla propria vita. Io sarò un nostalgico, ma oggi non riesco ad affezionarmi a nessun gruppo moderno, ma anzi, vado a ricercare ciò che mi sono perso negli anni 80 e 90.
jek
Domenica 4 Novembre 2012, 17.19.20
11
Ci sono alcuni passaggi di questo articlo in cui mi sento velatamente coinvolto . Grazie al citato click sto vivendo una seconda giovinezza, quindi Raven accetto la sfida, stupitemi
Taste Of Chaos
Domenica 4 Novembre 2012, 15.52.13
10
Io ho 19, e devo ammettere di trovarmo in una situazione diamentralmentr opposta a quella descritta nell'articolo...nutro un profondissimo rispetto per le scene musicali prog e metal, i cui anni d'oro sono certamente alle spalle, ma alle quali mi sono avvicinato in anni recenti e con opere recenti!! Dischi come Unto the Locust dei Machine Head, o i due dei Periphery, hannk secondo me una valore intrinseco che verrá riconosciuto in futuro, ed è grazie a questi cd che ho scoperto il metal, e inevitabilmente vi sono più legato rispetto anchr solo ai Maiden...
Raven
Domenica 4 Novembre 2012, 13.38.43
9
Intanto grazie a tutti per i complimenti. Lux, la passione vera è quello che tiene unita la redazione in maniera simile ad una famiglia e ci permette di fare altrettanto con chi ci legge. Del resto, per cosa, se non per quello? Per il resto, nn sarebbe meglio rimandare le classifiche a quando usciranno gli articoli contenenti le nostre segnalazioni? ps. ovviamente ci aspettiamo che partecipino non solo gli over 30, anche se conoscere le loro opinioni dopo aver ascoltato i dischi segnalati sarà senza dubbio interessantissimo, anche per le discussioni che potrebbero seguirne,
gianmarco
Domenica 4 Novembre 2012, 13.11.26
8
x i 90 tutti i death, Sepultura arise e Chaos Ad , The Jester's race, Heartwork, Necroticism, Slaughter Of The Soul, The Mind's I , The Gallery , Pantera 1990-2000 .
gianmarco
Domenica 4 Novembre 2012, 13.07.17
7
Clayman degli IF, Twilight Of The Thundergod degli Amon Amarth, Death Magnetic , Damage Done
Delirious Nomad
Domenica 4 Novembre 2012, 12.35.46
6
Bravissimo raven, un'analisi molto profonda, e complimenti alla redazione perché il compito non sarà facile, ma prevedo una serie di articoli tra i più soddisfacenti mai letti qui!
blackiesan74
Domenica 4 Novembre 2012, 12.31.30
5
Bellissimo articolo, ed avendo 38 anni spesso mi trovo nella condizione descritta da Raven. Starò tuned anch'io, perché (tolti gli Orphaned Land) da "Dead Heart In A Dead World" non trovo più nulla nel metal che mi dia quel "brivido lungo la schiena". Complimenti!
Mickey
Domenica 4 Novembre 2012, 12.29.04
4
Bell'articolo, penso di averlo capito anche se non sono propriamente vecchio . Per me alcuni intoccabili degli anni 2000, restando in campo metal, potrebbero essere Ashes/The Mantle degli Agalloch, Panopticon degli Isis e Lateralus dei Tool.
vecchio peccatore
Domenica 4 Novembre 2012, 11.44.35
3
Complimenti per l'articolo, molto interessante (come sempre d'altronde). Riguardo al problema sorto, anch'io, che pure sono esponente di ben altra generazione, non mi entusiasmo quasi mai per la roba di adesso, anche se il buono c'è. Resterò tuned anch'io, dunque
Olof
Domenica 4 Novembre 2012, 11.41.35
2
Anche io attendo con ansia il prosieguo di quest'articolo.... Per me, l'ultimo dei cd untachables (cronologicamente) è suond of perseverance, quindi sono molto curioso di vedere cosa ci proponete! Complimenti Raven!
lux chaos
Domenica 4 Novembre 2012, 10.30.24
1
Articolo interessantissimo. Ogni volta rimango basito e grato della vostra passione per il metallo e per i lettori. Io ho 30 anni e questa serie di articoli sul tema "disillusione sul nuovo metal" mi interessa un fracco. Resterò tuned!!! Complimenti
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La locandina del famoso film "The Untouchables"
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