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IL 33° GIRO, GLORIA E RESISTENZA DEI NEGOZI DI DISCHI - La recensione
10/11/2012 (2162 letture)
I NEGOZI DI DISCHI, QUESTI SCONOSCIUTI
Da quanto tempo non entrate in un negozio di dischi? No, non intendo un qualunque centro commerciale in cui all’interno sia presente una sezione più o meno grande di dischi, talvolta vinili, più o meno assortiti, a prezzi più o meno convenienti. Ciò a cui mi riferisco è un negozio vero e proprio, in cui non troverete semplici commessi più o meno capaci di svolgere il proprio mestiere, spesso relegati ad un settore di cui conoscono poco o nulla, bensì persone vere e proprie che saprebbero darvi un consiglio da veri esperti, trattarvi con rispetto ed adeguata competenza, interagire con voi e magari, dopo una lunga chiacchierata, farvi anche uno sconto sul prezzo di copertina. Questi sono i negozi protagonisti di Il 33° Giro, gloria e resistenza dei negozi di dischi, libro pubblicato nel 2011 per conto della Arcana Edizioni ed il cui autore risponde al nome di Graham Jones, personaggio che potrebbe esservi noto per aver rivestito il ruolo di manager dei Cherry Boys (che, come audacemente sottolineato nelle note del libro, era una band che faceva sembrare quelle trattate nel film Spinal Tap vicende di ordinaria amministrazione) e per essere stato il fondatore della Proper Music Distribution, società di distribuzione di dischi del Regno Unito che lavora in esclusiva per i negozi indipendenti.
L’intento del libro pare quindi ben chiaro: rivalutare i vecchi, piccoli e sani negozi di dischi che negli ultimi anni sono stati letteralmente divorati dalle grandi catene, centri commerciali di vario tipo in cui il reparto musicale è, se va bene, relegato ad una sala in cui i maggiori successi radiofonici sono situati in bella vista e tirati a lucido mentre album talvolta immortali e fondamentali sono nascosti magari proprio dietro ad un cartellone in cui l’ultimo arrivato da un reality musicale fa bella mostra di sé con un falsissimo sorriso a trentadue denti. E se l’intento è questo, allora permettetemi di dirvi che il libro riesce nel suo scopo: è cosa recente (e ho molti amici che potrebbero confermarlo) la scoperta da parte mia di luoghi che avevo proprio sotto il naso, ma di cui non sentivo più di tanto il fascino e che ora hanno fatto sì che la maggior parte della mia paghetta sia stata spesa in breve tempo facendo incetta di quegli album che difficilmente mi era capitato di vedere in un affollato e generalizzato grosso reparto musicale di qualche altrettanto grossa catena. Ma non voglio puntare il dito contro nessuno, chiunque di noi è libero di uscire di casa e spendere i propri soldi come e dove meglio crede, anche se -è giusto sottolinearlo- io mi trovo certamente concorde con l’idea di partenza dell’autore.

NON ESISTE UN'UNICA SOLUZIONE
Ma veniamo ai fatti. Il libro è suddiviso in sedici capitoli (i cui titoli lasciano molto all’immaginazione: Elvis Costello ha attaccato gli scarpini al chiodo?; Van Morrison continua a infastidire lo staff dei negozi dei dischi; o ancora Mr Dunlop e la bambola gonfiabile e Mattoni dei Beatles e scommesse vincenti), a cui vanno ad aggiungersi una prefazione ed un’introduzione iniziali ed un’appendice finale. Partirei proprio con quest’ultima, visto che è in pratica una raccolta di interviste a cura di Andrea Salacone effettuate ad alcuni proprietari di negozi di dischi italiani, tra cui alcuni nomi importanti presenti in città come Torino, Genova e Roma che però preferisco non citare per evitare di fare preferenze verso qualcuno in particolare. Questa sezione del libro è a dir poco interessante e rivela non poche verità nascoste della situazione italiana, non così rosea, ma per fortuna ancora saldamente viva e vegeta grazie a persone che hanno fatto del loro lavoro un’idea di vita.
Scorrendo le pagine avremo a che fare con sconcertanti verità e divertenti aneddoti. L’autore infatti scrive questo libro come fosse un diario di viaggio: ci presenta di volta in volta i suoi clienti (i negozianti), ognuno con le sue particolarità e qualità, dopo aver segnato le tappe principali del suo giro di vendite. Viaggiando da un posto all’altro ha a che fare con persone che sono ormai diventate amici di vecchia data, tutti animati dal desiderio di mantenere in piedi la loro attività commerciale. Non un’impresa facile oggigiorno, vista la lotta che è necessario intraprendere contro chi cerca di schiacciare sotto il proprio peso queste piccole ma importanti realtà. Lo stesso autore prova a ricercare il modo per far sì che questi negozi non debbano un giorno chiudere: differenziare la propria offerta è una delle sue proposte, ma non tutti sembrano d’accordo. Chi vende CD, infatti, non vuole necessariamente dover esporre anche strumenti musicali, gadget di ogni tipo, e così dicendo. Non tutti sono disposti ad ampliare la propria offerta, visto che oltretutto questo comporterebbe ulteriori rischi e una posta in gioco più alta. Ma c’è chi ha fatto di questa idea un paletto fondamentale per la propria sopravvivenza; molti sono infatti i negozi che l’autore visiterà in cui i proprietari hanno deciso di allargarsi e iniziare a vendere ben altro oltre ai semplici dischi: c’è chi ha ampliato la propria gamma di offerta con DVD, musicali e non, chi ha appunto pensato di vendere anche strumenti musicali e chi ha nettamente aumentato il numero e la tipologia di gadget disponibili. Insomma, sembra che alla fine non si possa eludere per sempre il punto di vista dei grandi negozi, in cui ogni cosa è a portata di mano del cliente. C’è invece chi resiste nel proprio ambiente abituale, affidandosi sul supporto di una clientela fidata, ormai la stessa da molti anni, visto che le nuove generazioni -a detta di molti proprietari nonché dello stesso Jones- sembrano preferire la scelta digitale del download o dello streaming, evitando di frequentare questi “vecchi” negozi di dischi.
Differenti sono i punti di vista su quest’argomento: c’è una buona fetta di negozianti che ammette di acquistare i propri articoli proprio online, senza più ricevere quindi fisicamente le visite dei rappresentanti come era normale fino a non molto tempo fa; molti, inoltre, usano Internet anche semplicemente per informarsi sulle novità o consultare siti specializzati; altri preferiscono invece restare ancorati ai metodi tradizionali, senza dover ricorrere all’uso della rete. Non c’è comunque una così marcata demonizzazione del fenomeno del download, così come di quello dello streaming, poiché la maggior parte dei negozianti ritiene che chi ha davvero desiderio di ascoltare un CD, scelga magari di scoprire attraverso internet se valga davvero la pena avvicinarsi a quel disco e, nel caso, andrebbe lo stesso in un negozio per acquistarlo fisicamente. Visto il grandissimo numero di persone che amano collezionare o tenersi stretti i dischi dei propri artisti preferiti, i negozi di musica non sembrano destinati a scomparire del tutto, semmai ad essere solamente più il luogo in cui andare se si vuole condividere le proprie passioni, scambiare quattro chiacchiere e le proprie opinioni col commerciante, cercare tra scaffali polverosi quello specifico album che si sta cercando da anni e che nemmeno la rete riesce a fornire.

CONCLUSIONE
Innumerevoli sono gli esempi riportati da Jones, ma uno solo il pensiero finale: i negozi di dischi sono in pericolo, questo è un dato di fatto. Ognuno di noi può fare la propria scelta, spendere i propri soldi dove meglio crede, ma siamo sicuri che dare soldi a chi già ne ha fin troppi sia la scelta migliore? Non è forse meglio avere tanti piccoli punti specializzati piuttosto che grandi centri tutti uguali tra loro? Rifletteteci, forse siamo ancora in tempo per cambiare le cose. O meglio, per mantenerle così come sono sempre state.
Il 33° Giro, gloria e resistenza dei negozi di dischi si rivela dunque una lettura scorrevole e divertente, nonostante il suo intento principale sia strettamente polemico. Un libro che non dovrebbe mancare negli scaffali di tutti gli amanti dell’oggetto musicale.

::: ::: ::: RIFERIMENTI ::: ::: :::
Titolo: Il 33° Giro, gloria e resistenza dei negozi di dischi
Titolo originale: Last Shop Standing. Whatever Happened to Record Shops?
Autore: Graham Jones
Editore: Arcana Edizioni, 2011
Pagine: 376
Prezzo: € 19,50



Metal Shock
Martedì 3 Maggio 2016, 13.55.45
62
@Rickbay: comprare i vinili era qualcosa di speciale, unico come hai detto tu e sinceramente manca quella sorpresa nell`ascoltare un lp. Da una parte oggi internet e` utile, inutile negarlo, ma rende tutto piu` freddo e si perde quell`effetto di una volta, oramai ci si perde fra anticipazioni, trenta secondi qui trenta la. Avrei una voglia matta di comprarmi qualche vinile, ma anch`io non navigo nell`oro e non ne ho possibilita`. Spero un giorno di poterlo fare. Tanti queste parole ad un giovane sono anacronistiche.
rik bay area thrash
Lunedì 2 Maggio 2016, 13.00.50
61
Avendo vissuto nella golden age (anni 80 per capirsi) un po a Milano e un po a torino le occasioni per girare tra i negozi specializzati in heavy metal non mancarono mai. Avevano sempre, o quasi, le ultime novità e c'era sempre modo di fare nuove conoscenze o nuove amicizie. Ci si scambiava le ultime impressioni sulle ultime uscite discografiche, qualche new letta su qualche rivista straniera e ci si precipitava a rovistare tra le centinaia e centinaia di dischi disponibili. Può essere considerato obsoleto e anacronistico parlare di questo per i giovani di oggi che hanno internet. In quei anni reperire notizie sulle nuove uscite discografiche era quasi un impresa, per non parlare della musica. Adesso puoi ascoltare just in time tutto quello che vuoi e ti fai un' opinione all' istante, così non era negli anni 80. E poi volevi, toccare il disco vedere le cover già questo era emozionante. Ora ci sono i files ... io però continuo, anche se per la crisi ho dovuto ridurre di molto, ad acquistare i cd, almeno quelli che ritengo imprescindibili. Quelli importanti o validi, quando potrò! Attualmente il mio dischivendolo di fiducia dista a 2 ore, ma ogni tanto li vado a trovare. È sempre una festa ....e come se il tempo non fosse mai passato ....
Undercover
Mercoledì 14 Novembre 2012, 14.43.46
60
Perfetto allora attendo tue notizie
fabio II
Mercoledì 14 Novembre 2012, 14.38.36
59
Siamo sempre in contatto, problemi non ce ne sono, un saluto!
Undercover
Mercoledì 14 Novembre 2012, 14.35.45
58
Fabio se mi contatti tipo email approfondiamo
fabio II
Mercoledì 14 Novembre 2012, 14.23.11
57
Undercover, ok anch'io se devo vendere un prodotto qualsiasi posso affidarmi a distributori o dealer e con un contratto pagare il servizio reso. Ma qua mi hanno riferito che la cosa è un pò diversa, stile tangenti per essere chiari
Undercover
Mercoledì 14 Novembre 2012, 14.18.44
56
E beh ovvio, una parte del profitto se la tira chi distribuisce....
fabio II
Mercoledì 14 Novembre 2012, 14.09.04
55
Dimenticavo di dire, e magari cerco conferme in merito, che mi è stato detto che le etichette discografiche indipendenti devono pagare per vedere i loro prodotti allocati nella grande distribuzione dei centri commerciali. Un altro caso simile al Pay to Play?
Maurilio
Martedì 13 Novembre 2012, 20.01.06
54
Che belli i tempi dei vecchi negozi di dischi: Nel mio paese in Toscana ce ne erano due e nel capoluogo di provincia( Grosseto) ce ne erano almeno 3 grandi con molti prodotti. Nel mio paese adesso sono spariti entrambi, l´ultimo 3-4 anni fa, nel capoluogo si barcamenano vendendo elettronica e strumenti musicali. Da 13 anni abito in Austria e anche qui la situazione è uguale: i negozi di musica spariscono e i cd li trovi solo nei vari centri commerciali( dove peró di metal si trova davvero poco e solo le cose piú conosciute e nuove..). Anche io ormai compro via internet, ma sono sempre fedele al supporto materiale come cd o libri cartacei, a me il prodotto piace vederlo, sfogliarlo, averlo tra le mani e non avere una cosa astratta. Che bello quando arriva a casa un nuovo cd o un nuovo libro, altro che ´ste cose virtuali. Comunque andare al negozio, parlare con il negoziante o con gli altri clienti scambiandosi opinioni era un´altra cosa...
fabio II
Martedì 13 Novembre 2012, 11.05.33
53
Fino 20 e più anni fa andare il sabato pomeriggio 'a dischi' era il mio sport preferito: incontravi amici, sentivi musica e in un'epoca senza internet e con pochi magazines a disposizione avveniva il famoso 'passaparola' che è stato per anni disciplina e prassi del mondo del metal. Meglio ancora quando ti spostavi nelle città dove c'era un concerto e venivi a conoscenza di nuove realtà. Specifico che odio in generale fare shopping, non ci vado mai così solo per cazzeggiare. Per me lo shopping come divertimento è soltanto musicale, il resto una necessità quando si presenta. d.r.i. non sono d'accordo sulla fiera di Novegro, chiaro che ci sono bancarelle che ci marciano dentro ( solitamente sono quelle che espongono i pezzi pregiati alla parete del box ), ma se hai voglia di cercare le fiere in generale possono offrire buoni affari. Per due anni sono andato anche a Utrecht dove c'è quella più grande d'Europa, c'è un 'viale' solo per il metal e davvero se amate i vinili e cd vi sembrerà il paese dei balocchi; tra l'altro si tiene tra poco, il 24 e 25 del mese. Se avete qualche soldino da parte pensateci...poi l'Olanda non è il nostro pease sfortunato; divertimento assicurato! l'ultima volta mi sono beccato anche gli Artillery, quest'anno ahimè resto a casa
jek
Lunedì 12 Novembre 2012, 20.24.22
52
Non so, se leggo un libro o un giornale in forma elettronica non mi riesco a concentrare, sarà una forma psicologica ma la mia attenzione dura pochissimo e devo mollare, col cartaceo questo non mi succede. Dovrò adattarmi?
nerkiopiteco
Lunedì 12 Novembre 2012, 19.41.18
51
d.r.i.: il cartaceo dura secoli, il tablet credo proprio di no.....il led è ancora più inutile, serve solo a vedere meglio le pubbilicità, tipo il film idiocracy
LAMBRUSCORE
Lunedì 12 Novembre 2012, 19.10.32
50
Anch'io adoro leggere un libro , magari davanti al camino con una coperta e gli occhiali (, lo facevo anche da bambino, capitooooo? lo dico a chi mi darà del vecchiaccio bavoso )@d.r.i, però dai, i Mariposa che ho visitato io (sembra quasi che sia un ladro con sto "visitato") erano cari e avevano poca roba, non so da te a Milano, poi se ci hanno fatto un bar, beh.....
Third Eye
Lunedì 12 Novembre 2012, 17.49.02
49
Io non sono legato ai negozi di dischi, penso che se ne possa fare anche a meno… Piuttosto, direi che la questione principe di questi ultimi anni sia diventata il rapporto cangiante che c’è tra “supporto fisico” ed “mp3”, che credo finirà con il rovinare il già precario stato di salute del metal. @ the true (n. 40): condivido la suddivisione da te fatta relativa a ciò che è “utile” e ciò che non lo è, il problema però è che i confini tra le due cose sono labili e a deciderli (quando va bene) è il singolo ascoltatore, il quale sappiamo è facilmente influenzabile dal contesto sociale.
d.r.i.
Lunedì 12 Novembre 2012, 15.52.33
48
@Vittorio: a me mette tristezza pensare che il primo Mariposa sia diventato un bar
d.r.i.
Lunedì 12 Novembre 2012, 15.52.05
47
un tablet costa meno di 100 euro (escludiamo le grandi marche per cui paghi il nome e non la qualità) e per ora mi è durato 2 anni. Un book reader di marca costa 75 euro e si legge da dio. A proposito io compero solo i libri di carta perchè adoro la sensazione di sfogliare, di mettere il segnalibro, di saraccare quando perdo il segno, quindi sono d'accordo con tutti quelli che sono contro la rinconologia ma capisco chi mette l'utile di fronte al dilettevole...e non parlo di scarico illegale ma di cose tutte regolari.
Vittorio
Lunedì 12 Novembre 2012, 15.24.53
46
Soundcave - Milano Mariposa - Milano Markuee - Milano Gandalf - Pavia (RIP) Matrix - Pavia Maschio - Torino (RIP) Rock n Folk - Torino Videomusic - Torino Disco Revival - Torino Materiale Resistente - Torino ....
the True
Lunedì 12 Novembre 2012, 13.32.40
45
Erekose: Non è questione di età, io ho 29 anni e sono parzialmente nato nell epopea tecnologica, ed amo le tecnologie che semplificano la vita, le tecnologie che ci rincoglioniscono e ci commercializzano no e no....
Erekose
Lunedì 12 Novembre 2012, 13.21.59
44
@ d.r.i. .......ok,ma quanto ti costa un tablet ? Quanto ti dura? un libro cartaceo è un altro mondo,lo stesso vale per la musica. Forse il mio è solo un pensiero da vecchio nostalgico non amante delle modernità "inutili".
the True
Lunedì 12 Novembre 2012, 13.21.49
43
@dri: mmhmm... si tecnicamente hai ragione, ma non è la stessa cosa tenere in mano il libro cartaceo, ha un suo fascino e beneficio che ti rovina meno la vista di sicuro.
d.r.i.
Lunedì 12 Novembre 2012, 13.17.28
42
@the True: quoto in tutto e per tutto però se un libro su carta ti costa 20 euro e su tablet 9.99 quanti libri comperi su carta? forse solo i top, gli altri mi sa su tablet...ma è una mia idea
Radamanthis
Lunedì 12 Novembre 2012, 12.00.30
41
the True ti condivido in pieno! Quoto!
the True
Lunedì 12 Novembre 2012, 11.44.13
40
Facendo un discorso ampio suddivido la modernità in utile e effimera; dal mio punto di vista, facebook, i-phone, tablet, tv al led ecc sono tecnologie effimere e consumistiche, la vita non migliora se li possiedi, viceversa invece ci sono tecnologie che hanno migliorato la vita, tipo l' elettronica nelle macchine(più stabili e funzionali), la medicina, internet, la lava stoviglie, ecc ho fatto esempi stupidi, ma giusto per rendere l'idea. Gente, la passione è spesso massacrata dal consumismo stesso, io adoro leggere i Tex o la gazzetta ecc, l 'idea di relegare tutto su un ' affarino lettronico mi dà i brividi, mi successe 1 mese fà in treno dove amabilmente un dirimpettaio passeggero leggeva un libro...su un tablet.....mi giravano le palle perchè non potevi sbirciare la copertina e leggere il titolo. Cagata?? si, ma quanti di voi non l'hanno mai fatto?!!
d.r.i.
Domenica 11 Novembre 2012, 20.50.45
39
@Sheckter93: mah, io vorrei avere la tua età comunque hai ragione, il culto della ricerca del vinile resterà sempre nel mio cuore. Adesso gli acquisti sono molto più freddi e impersonali ma così (purtroppo) si evolve il mercato e non solo quello musicale
Sheckter93
Domenica 11 Novembre 2012, 20.42.52
38
quanto sarebbe piaciuto anche a me vivere quell'epoca considerando che ad aquistare su internet sono una frana. poi dato che vivo in un posto isolatissimo dove se non hai la macchina sei fottuto, e io non ho il magico foglio rosa, e cosa più grave non c'è neinte e forse non c'è mai stato quindi sono fottutissimo nella maniera più totale. quando scendo in Puglia dai miei parenti qualocosa rimane ma purtroppo chiuderà baracca molto presto
tommy
Domenica 11 Novembre 2012, 19.49.17
37
purtroppo morpheo1978 ha pienamente ragione...anche io da poco acquisto su amazon e difficilmente tornerò ai negozi...e la cosa mi dispiace molto...anche se il piacere di curiosare fra gli scaffali è impareggiabile...
M0RPHE01978
Domenica 11 Novembre 2012, 14.15.49
36
a Roma qualche negozio ancora si trova, tipo Istinti Musicali o Transmission o ancora Discoteca Laziale...belli i tempi di Disfunzioni Musicali, ci si trovava di tutto ma purtroppo sono realtà destinate a morire..è un pò di tempo che sono passato ad acquistare su Amazon..costi minori, meno sbattimenti e trovi praticamente tutto.
d.r.i.
Domenica 11 Novembre 2012, 10.57.26
35
@blackiesan74: io parlavo in generale. Io ho idea di cosa compro e quanto può costare e sto molto attento ma ci sono troppi furbi per i miei gusti, ho amici 'tontoloni' che si sono comperati cd che cerdevano essere edizioni limitate e invece erano promo cd con i bip...e più di una volta. Nei miei ricordi c'erano i peregrinaggi il sabato in giro per i vari negozi (molti negli anni 80) di dischi usati con gli amici...che bei tempi e che spensieratezza sigh
LAMBRUSCORE
Domenica 11 Novembre 2012, 10.56.50
34
@Jek, sì, è in borgo Palmia.
jek
Domenica 11 Novembre 2012, 10.54.00
33
Enry, intendevo che inizia dai CD il declino perchè ricordo che le cassette erano scomode, passare da una canzone all'altra non era così immediato e allora se il disco piaceva lo si comperava, a me è capitato molte volte. Col CD tra copia e originale la differenza è nulla, si duplicava in pochi minuti e in numero infinito. E' evidente poi che con internet e tutto degenerato. @LAMBRU il il Rockin' bones è quel negozio dietro la piazza principale di Parma?
freedom
Domenica 11 Novembre 2012, 10.52.39
32
A Catania non c'è un cavolo, quei 4 che ha nominato Undercover e stop. Nel mio paese ce n'è uno che proprio in questi giorni ha messo la svendita su tutto perché chiude...ma lui comunque è anziano, anche se non ho mai capito come sia riuscito a sopravvivere negli ultimi 10 anni. I negozi di dischi spariranno dalla faccia della terra, sicuro come la morte.
LAMBRUSCORE
Domenica 11 Novembre 2012, 10.40.10
31
Enry , 15 anni fa nessuno scaricava perchè i programmi erano lentissimi oppure si pagava, i cd vergini li vedevo anche a 20mila lire l'uno, circa 10 euro di adesso (per chi allora era bambino e non ha vissuto l'epoca della lira, tipo mio nipote, ah no lui non era ancora nato,va beh) io conoscevo, fin dagli '80 un tipo che faceva il dj, poi ha messo su un negozio credo nel '93 in un paese vicino casa mia, il fine settimana ero sempre là, bottiglie e musica tutto il sabato, quando si assentava mi lasciava alla cassa, così consigliavo io chi arrivava, poi mi lasciava registrare i dischi su cassetta, 9mila lire per 2 album, compreso cassette al cromo (sono ancora perfette) . Mi manca molto quel negozietto lì.....
blackiesan74
Domenica 11 Novembre 2012, 9.59.52
30
@d.r.i.: a Vinilmania ho sempre trovato bella roba a prezzi onesti: tutti i 33 giri dei Vanadium (P-E-R-F-E-T-T-I) a 7 € l'uno mi sembrano un prezzo onestissimo, e questa è quasi la regolarità. Certo che se poi cerchi "17 Re" dei Litfiba, e vuoi la 1ª stampa, senza segni sulla copertina, con le etichette originali e nemmeno un graffio sui vinili arrivi a 60 - 70 € come ridere, ma quello è un disco raro e le rarità si pagano, è così da sempre e non solo nella musica.
enry
Domenica 11 Novembre 2012, 8.50.50
29
Jek, non credo che sia colpa del cd, negli anni '90 i negozi vendevano ancora bene. Le responsabilità maggiori sono delle case discografiche, delle tasse, dei prezzi e dei filosofi della new generation che non hanno la cultura dell'originale e smanettano 23 ore al giorno su Internet. Inoltre, sono quasi 15 anni che il prezzo del cd (cmq alto) è fermo, nel '98 li pagavo 36mila lire oggi 17-18 euro le nuove uscite, solo che nel 98 non scaricava nessuno. Poi uno mi può dire che anche negli anni 80 si duplicavano le cassette agli amici (ma a giro qualcuno il disco originale doveva comprarlo) ma i due fenomeni non sono paragonabili per portata e dimensioni.
LAMBRUSCORE
Domenica 11 Novembre 2012, 8.25.03
28
Ieri sono stato al Rochin'bones, negozio che ho citato prima, mezzora a chiacchierare col tipo, (poco, ma mi scadeva il ticket della macchina in zona blu, grrrr) ascoltato varia roba hc, poi ho comprato dei vinili a 5 euro l'uno e dei 7" a 2 euro l'uno,ho ordinato una t-shirt di un gruppo, le stampa lui, poi mi ha anche regalato 2 fanzines e un 7"....roba di altri tempi davvero,anni fa mi diceva che aveva clienti anche dal Lazio e un po' da tutto il nord Italia.
Alkibiades
Domenica 11 Novembre 2012, 1.07.50
27
Qualcuno conosce qualche buon negozio a Milano, oltre a Mariposa e Soundcave?
blackie
Domenica 11 Novembre 2012, 0.46.37
26
ci passavo le giornate..a chiacchierare e conoscere nuova gente e soprattutto comprare vinili...poi niente a roma ce ne saranno uno o due...ma e un epoca che non tornera piu PURTROPPO...ormai si e perso totalmente il contatto con lagente il dialogare di musicaora nei centri commerciali,ti ritrovi a chiedere un disco degli ac dc e magari ti rispondono di guardare nel reparto di elettronica e trasformatori di corrente...come mi rimpiango quei tempi....
jek
Sabato 10 Novembre 2012, 20.32.08
25
Anche a me il rituale del venerdì pomeriggio mi manca. Il giovedì c'era la chiusura settimanale, il negoziante andava a Milano dal suo distributore in cerca di chicche per noi pochi clienti (ma sostenitori finanziari ) metallari e il venerdì ci aspettava con un sorrisone 32 denti, ascolto in cuffia veloce, breve storia, dibattito e poi a casa a studiare le cover e le canzoni. Così ho conosciuto la NWOBHM e il metal perchè le informazioni giravano in quel modo. Adesso con internet è tutto più facile e forse è anche meglio. La morte dei negozi per me inizia con l'avvento del CD più evanescente del vinile e più facile da duplicare e di qualità maggiore rispetto alle cassette.
enry
Sabato 10 Novembre 2012, 18.55.35
24
Da me l'unico che c'era ha chiuso 10 giorni fa dopo 37 anni, mi ci servivo da quasi 20. Sono incazzato nero...ora o km verso Genova o mailorder, ma non è la stessa cosa, mi mancherà il 'rituale' del venerdì pomeriggio in negozio a spendere, cazzeggiare e discutere di musica.
LAMBRUSCORE
Sabato 10 Novembre 2012, 18.28.58
23
@Ad Astra, ha cambiato posto da anni, ci sono andato la settimana scorsa, è in vicolo del folletto, vicino corso Garibaldi, se sei della zona lo trovi, aveva poco metal e un po' più di dischi usati hc, ma non mi ha detto i prezzi.
d.r.i.
Sabato 10 Novembre 2012, 16.57.49
22
@Undercover: a Milano qualcosina di usato c'è e infatti ci passo spesso ma non parliamo di porcate come la fiera di Novegro che è un'estorsione a cielo aperto Io per necessità acquisto nell'ordine: usato, su internet e se non c'è tanta differenza (anche se mi costa di più) da Mariposa! Ma solo l'essenziale!!
Undercover
Sabato 10 Novembre 2012, 16.44.03
21
A Catania tralasciando Rock86, Musical Box, che adesso ha cambiato nome ma è rimasto situato nella stessa zona, Riva, la Ricordi e due veramente piccoli situati sempre in zona centrale non credo sia rimasto altro, il problema è che di questi almeno cinque sono del tutto inutili per me, materiale interessante zero, prezzi molto alti e se chiedi loro di fare richiesta di un disco storcono il naso come se volessi insegnar loro il mestiere, quindi fra ignoranza e prezzi del cazzo preferisco navigare su internet e risolvo il problema, ovviamente sono totalmente scomparse le distro ed è defunta ahimé anche la Elegy Records, quindi dire che siamo col culo per terra e poco. Mercatini dell'usato zero o quasi, fiere neanche a parlarne, è già tanto quello che son riuscito a recuperare nel corso di questi 20 anni di metal.
Ad Astra
Sabato 10 Novembre 2012, 14.28.42
20
@lambro..... metal box non esisite da anni.... ora c'è un supermercato africano...
xXx
Sabato 10 Novembre 2012, 14.27.31
19
le tasse intendevo...
xXx
Sabato 10 Novembre 2012, 14.09.44
18
Le tessa sono il vero male oscuro di questa epoca...perchè se paragonate ai servizi che la società ci offre è naturale pensare di evaderle! Se ci fossero più servizi e di qualità migliore uno pagherebbe più volentieri le tasse (bè, magari no...non esageriamo ) ma almeno vederebbe dei miglioramenti sia delel cose che della qualità della vita...
d.r.i.
Sabato 10 Novembre 2012, 14.01.43
17
Qui in italia è così, io sono stato più volte a Londra e ci sono negozietti che hanno delle chicche a prezzi ottimi! Ricordo ancora 2 anni fa di aver trovato Christ Illusion NUOVO a 2 sterline...altro che offerte a 9.90...ma per favore!!! P.S. non è colpa dei negozianti ma delle tasse che soffocano il mercato!
freedom
Sabato 10 Novembre 2012, 14.01.23
16
Ahah! Ho visto quel film qualche settimana fa'...molto carino.
nerkiopiteco
Sabato 10 Novembre 2012, 13.52.35
15
Un libro/film come "alta fedeltà" rischia di finire sotto la voce "storico", almeno per l'ambientazione...amarezza!!!
xXx
Sabato 10 Novembre 2012, 13.51.45
14
Se il prezzo di cd / dvd / vinili ecc ecc fosse ragionevole non parleremmo di un mercato musicale in crisi, se si ostinano a mantenere così elevati i prezzi è naturale che uno il prodotto lo ascolta in altro modo. Comunque al di là della storia degli mp3 ricordo 20 anni fa che si duplicavano le Mc...quindi chi ottiene i prodotti in modo diverso dal comprarlo c'è sempre stato e ci sarà sempre. Il rimedio? Abbassare i prezzi!!!!!!
LAMBRUSCORE
Sabato 10 Novembre 2012, 13.39.23
13
A Reggio Emilia non potete perdere di visitare il Planet music, il Metal Box o 8 ball records (che ha cambiato nome ma è sempre in via Emilia). A Modena, senza dubbio il We rock. Se andate a Parma e amate l'hardcore, uno molto valido (e credo tra i migliori in Italia) è il Rockin' bones.
anvil
Sabato 10 Novembre 2012, 13.37.16
12
Supermercati di M , per me sono stati la rovina di molti settori , non solo di quello musicale , sabato scorso il titolare del mio negozio di musica preferito a me e un mio amico ci ha detto : voi siete tra i pochi che comprano ancora cd e vinili qui da me . Comunque io personalmente preferisco il vinile al cd , altro suono !! , poi pure io ho ridotto della metà il budget per musica e concerti a causa della crisi .
Polifemo Mezzo Scemo
Sabato 10 Novembre 2012, 13.36.55
11
Mi piace il cd e ne compro tanti, ma su internet. I negozi di dischi sono obsoleti e destinati alla fine, perché hanno fatto il loro tempo.
d.r.i.
Sabato 10 Novembre 2012, 12.43.36
10
Bravo Rada: purtroppo io a fine mese devo fare delle scelte e ovviamente ho dovuto tagliare, oltre che sulle cene con amici, anche sulla cultura: cd / libri / dvd obbligandomi spesso a 'violentarmi' per aspettare le edizioni economiche
Radamanthis
Sabato 10 Novembre 2012, 12.34.56
9
Sono vecchia scuola con i cd originali, le copertine, i testi, magari le edizioni deluxe ma a certe cifre non posso più permettermelo...ho tanti cd (non dischi per rimanere nell'argomento) ma da qualche tempo ascolto molta musica su youtube...e la colpa non è certo mia...anzi, fosse per me...
d.r.i.
Sabato 10 Novembre 2012, 12.09.08
8
Io frequento i negozi di dischi di Milano ma posso anche capire chi, per risparmiare, prende online cd a prezzi oggettivamente più bassi (e talvolta di molto) rispetto al proprio negozio di fiducia! Non solo, chi va all'estero fa incetta valigia permettendo visto che i prezzi sono scandalosamente più bassi
Vitadathrasher
Sabato 10 Novembre 2012, 12.08.43
7
Il bello del disco è la grandezza, il rituale di sfogliarlo e metterlo sul piatto, suona meglio, poi ogni disco che ho mi ricorda un periodo..... Non credo che un vile mp3 abbia la stessa magia, anzi è il simbolo della musica usa e getta che c'è oggi, tanta roba, di bassa qualità.
Sorath
Sabato 10 Novembre 2012, 11.35.51
6
Nella mia città è rimasto un solo rivenditore e da quasi dieci anni sono cliente fisso. Peso che per chi vuole supportare la musica veramente ordinare un album, i giorni che si aspettano fin a quando l'album non arriva, andare nel neozio, pagare e poi scappare a casa per me sono cose che non devono morire assolutamente.
Taste Of Chaos
Sabato 10 Novembre 2012, 11.31.16
5
a torino mi rifugio da queen music, più che altro perché tanti altri nomi storici hanno chiuso...mi spiace molto non aver vissuto quei gloriosi tempi di cui parla l'autore...
Ad Astra
Sabato 10 Novembre 2012, 11.06.00
4
asbury park ( lo chiamo il mio spacciatore) vende in tutto il mondo.... mantiene vivo lo spirito dell'undergound... poi per chi bazzica verona c'è dischi volanti in centro con una collezione non indifferente di dischi.... peccato che siamo rimasti in pochi a farli sopravvivere....i nuovi ragazzini non hanno la passione del disco originale solitamante, si buttano sul tutto e subito. non venitemi a parlare di soldi e basta. perchè quando hanno la possibilità di solito si preferisce fare altro.... non so dove sta il giusto ma c'è da riflettere serieamente se si desidera portare la musica ad una mera questione monetaria
Vitadathrasher
Sabato 10 Novembre 2012, 10.48.58
3
A Firenze c'è anche rock bottom
Delirious Nomad
Sabato 10 Novembre 2012, 6.51.57
2
Negatron Matrix Pavia rulez!
Joe Chrome
Sabato 10 Novembre 2012, 1.35.07
1
Appena lo trovo lo prendo sto libro. Nella mia Firenze ci rivedo perfettamente Contempo e Cortelloni.
IMMAGINI
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La copertina dell'edizione italiana
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La cover originale
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L'autore, Graham Jones
ARTICOLI
10/11/2012
Articolo
IL 33° GIRO, GLORIA E RESISTENZA DEI NEGOZI DI DISCHI
La recensione
 
 
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