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JUDAS PRIEST - La biografia
02/07/2005 (10082 letture)
I Judas Priest sono stati, tra la seconda metà degli anni '70 e la fine degli anni '90, il prototipo della H.M. band, sia a livello musicale che estetico, e profondissima è stata la loro influenza sia a livello compositivo, con un tipico modo di scrivere e di eseguire i riffs dei loro pezzi, sia sull’iconografia del metaller, specialmente nella prima metà degli '80.
I Judas Priest si formano nel 1969 con una prima line-up comprendente Al Atkins alla voce (personaggio già abbastanza noto), Bruno Stapenhill al basso, John Parridge alla batteria, e K.K. Downing alla chitarra, quest’ultimo però viene scartato perché inesperto (!) e sostituito da Ernie Cheataway: i 4 prendono il nome da un pezzo di Bob Dylan e iniziano l’attività , che però si interrompe presto. Atkinsdecide di formare una nuova band, richiama K.K. Downing, John Ellis alla batteria e Ian Hill al basso. Come nome viene confermato quello della band di Atkins, qui nasce il vero embrione dei Judas Priest.
Dopo aver avviato una buona attività on stage, si verificano altri cambi di formazione: Alan Moore sostituisce Ellis e viene poi sostituito da Chris Campbell, finchè nel 1973 si verifica la svolta sostanziale: Atkins non regge più alle ristrettezze economiche e lascia per far posto all’ex vocalist degli Hiroshima, Rob Halford, nasce la leggenda. Con un altro batterista, Rob Inch, i JP incidono una demo che li porta ad un contratto con la Gull, che suggerisce loro (ed è la cosa migliore che abbia mai fatto) di aggiungere un altro chitarrista: viene reclutato Glenn Tipton.
Il risultato è l’album d’esordio, datato 1974 e non certo memorabile, sia perché lo stile JP non era sicuramente ancora definito, risentendo anche del periodo storico ancora più legato al blues che all’hard rock così come oggi lo intendiamo, sia perché i mezzi che la GULL mise a disposizione furono molto limitati, tanto che i Judas furono costretti a dividere lo studio con un'altra band, prassi consueta per la Gull, che così conteneva i costi di produzione. C’era comunque del buono in quel disco, importante come documento storico, e divertenti le foto contenute, con un Rob Halford con i capelli lunghi che non vedremo più.
Circa un anno e mezzo dopo esce Sad Wings Of Destiny, un disco molto più maturo a livello compositivo e meglio prodotto, che vale loro un contratto con la CBS, per la quale, esce nel 1976 Sin After Sin, un buon platter, con il session-man Simon Phillips alla batteria, ma soprattutto con Roger Glover dei Deep Purple a curare la produzione.
Con SAS si conclude il primo periodo dei JP che, nel 1978, irrompono sulla scena con Stained Class, un disco esplosivo per l’epoca, che si apriva con Exiter, (diverrà poi un classico live), e che continuava per tutta la sua durata mantenendosi su livelli sempre elevati. Da citare almeno Saints in Hell e Beyond The Realms Of Death, oltre all’ennesimo batterista, Les Binks. Dello stesso anno Killing Machine, quasi dello stesso livello del precedente, tranne per un paio di episodi troppo commerciali riscattati da songs come Running wild, Delivering The Gods e la title-track. Il disco uscì sul mercato americano col titolo Hell Bent For Leather. I tempi sono maturi per un live, e nel 79 Unleashed In The East non tradisce le attese, e i JP sfornano uno dei più bei live degli anni '70. Pezzi come Exciter, The Ripper, Sinner, Rock forever acquistano una dimensione nuova.

Bisogna però aprire una parentesi sulle esibizioni live dei Judas Priest che, come già detto, hanno influenzato una miriade di gruppi degli anni '80, con il loro look inconfondibile, modello per tutti, e la mitica Harley con cui Rob entrava in scena e che seviziava sul palco. Un’altra svolta importantissima (per me la più importante) si ha nell’80, dopo l’entrata di Dave Holland alla batteria, con l’avvento di Tom Allom alla produzione.
Il primo risultato è British Steel, quasi tutti i pezzi dell’album entreranno nel repertorio dal vivo,ed il suono è veramente moderno. Venne anche girato un video di Breaking The Law, che ora è da collezione.
Il successivo Point Of Entry dell’81 è una caduta di tono troppo commerciale. Nell’82 però esce Screaming For Vengeance, uno dei più bei dischi di sempre, inutile citare i pezzi, non c’era un solo episodio di tono minore, ed uno strepitoso Tom Allom in console che conferì a SFV una maestosità senza precedenti, Rob Halford con le corde vocali al massimo, Tipton e Downing autori di incroci incisivi ed eclettici.
Tutti pensavano che fosse un album insuperabile, ma nell’84 Defenders Of The Faith spiazza tutti, si tratta dell’album più heavy metal di tutti i tempi, non c’è una sbavatura, un’imperfezione: sezione ritmica perfetta, Halford come forse non si sentirà più, i riff più belli della storia del metal, ed un suono “Allomiano” da infarto; anche qui non posso citare un pezzo, si tratta di un disco monolitico, tutto al massimo livello qualitativo.
Purtroppo il seguente Turbo sarà una delusione, look semi-glam (?) e pezzi commerciali ulteriormente rovinati dall’uso del guitar-synth (anche gli Iron Maiden in Somewhere In Time dello stesso anno, useranno il guitar-synth, ma con esiti molto diversi) da dimenticare. Ram It Down dell’88 riporta solo parzialmente i JP sulla retta via, ma i fans sono ancora delusi. Nel 1990, dopo una causa con il PMRC e con Scott Travis dai Racer-X alla batteria, esce Painkiller, l’ultimo capolavoro, con pezzi di forte impatto e ben scritti (Metal Meltdown, Night Crowler) avvicinabili all’epoca di DOTF, i Judas sono tornati, ma a questo punto il giocattolo si rompe.
Halford vorrebbe avviare un progetto solista (Fight) parallelo ai JP, ma la CBS si oppose, ed alla fine Rob, segnato anche psicologicamente dalla causa, abbandona il gruppo. L’abbandono costa ai Judas 7 anni di stop, finchè viene reclutato Ripper Owens, che faceva parte di una cover band Priestiana, che passa così da emulatore a sostituto di Halford. I Judas però non sono più gli stessi, e non per colpa di Owen, che non se la cava male, anzi, ma incredibilmente per colpa di Tipton che, forse nel tentativo di proporsi ad un pubblico nuovo, snatura completamente il sound Priestiano, col risultato di perdere i vecchi fan e non acquisirne molti di nuovi, proponendo songs anonime e senza quei famosi incroci al vetriolo della ditta Tipton/Downing.
Jugulator del 1997 e Demolition del 2001 sono cocenti delusioni, censura poi sui 2 doppi live del 1998 e del 2002, pure speculazioni commerciali. Poi all’improvviso la notizia del ritorno di Halford dopo una buona carriera solista “condita” dalla confessione coraggiosa della sua omosessualità. Si esaurisce la favola di Owens (che non ha demeritato) ma si riforma la line-up che ha sfornato capolavori, riaccendendo la speranza di rivedere i veri Judas. Speranza esaudita almeno in parte con Angel Of Retribution del 2005, l’Hellion torna a volare.

GENERE: HEAVY METAL
FONDAZIONE: 1969 INGHILTERRA
SITO: WWW.JUDASPRIEST.COM

LINE-UP: ROB HALFORD (VOCALS)
GLENN TIPTON (GUITAR)
KK DOWNING (GUITAR)
IAN HILL (BASS)
SCOTT TRAVIS (DRUMS)

DISCOGRAFIA:
ROCKA ROLLA (1974)
SAD WINGS OF DESTINY (1975)
SIN AFTER SIN (1977)
STAINED CLASS (1978)
HELL BENT FOR LEATHER (1978)
UNLEASHED IN THE EAST (1979)
BRITISH STEEL (1980)
POINT OF ENTRY (1981)
SCREAMING FOR VENGEANCE (1982)
DEFENDERS OF THE FAITH (1984)
TURBO (1986)
PRIEST LIVE (1987)
RAM IT DAWN (1988)
PAINKILLER (1990)
THE METAL WORK (1993)
JUGULATOR (1997)
LIVE MELTDOWN (1998)
DEMOLITION (2001)
ANGEL OF RETRIBUTION (2005)
NOSTRADAMUS (2008)



rik bay area thrash
Sabato 11 Novembre 2017, 19.40.07
13
..... questi articoli sono sempre un piacere da leggere . Si conosce (o quasi) tutto, ma non ci si stanca mai. Come già accennato da altri utenti, quanti ulteriori approfondimenti ci sarebbero da fare ... adesso c'è la nuova rubrica the substitute ...e ne leggeremo delle belle .
MetallaroRosso
Mercoledì 12 Ottobre 2016, 21.39.51
12
Metal Gods, i veri padrini dell'Heavy metal dopo i Black Sabbath
Andy \\\'71
Martedì 16 Aprile 2013, 13.36.56
11
Dimenticavo,il mio disco preferito "Sin After Sin"
Andy \\\'71
Martedì 16 Aprile 2013, 13.36.15
10
Metal Gods in assoluto!Li adoro,li vidi nel Tour di Ram it Dawn,discone,e fù un esperienza unica,il carisma e la voce di Rob,inarrivabile!Grandi!
Painkiller
Martedì 16 Aprile 2013, 12.10.00
9
Beh, forse è ora per il buon Raven di mettere mano a questo articolo e dargli un'aggiornatina. E' poi vero che è difficile condensare la storia di una band in un articolo ma credo che Judas, Maiden e Metallica più di altri necessitino di qualche approfondimento in più. Cito ad esempio il fatto che i Maiden aprissero per loro e gli scazzi dovuti al comportamento di Paul Di Anno, alle voci sul drummer dietro alle quinte nel tour di Turbo etc...Francamente poi ci sarebbero alcune cose da precisare sull'era Owens così come sull'abbandono di Halford.....insomma, c'è molto da scrivere ancora, magari citando live vengeance '82, uscito molti anni dopo ma forse la miglior testimonianza dell'inarrivabile ugola di Rob, così come delle ristampe con le bonus, delle edizioni anniversario di British Steel e Screaming for Vengeance etc....DAI DAI RAVEN, FAMMI FELICE!!! @metalhammer: devo davvero dirti che ne penso??? . Penso che dopo averli visti sei volte dal vivo non mi sono ancora stancato, e che saèendo che qualche festival comunque lo faranno cercherò di non mancare...magari in inghilterra...UNICI.
metalhammer
Martedì 16 Aprile 2013, 11.22.34
8
Sono una delle mie band preferite in assoluto. Purtroppo li ho scoperti mlt tardi. Prima mi soffermavo su Manowar, Metallica, Iron Maiden e thrash metal. Nonostante gli alti e i bassi (Point of Entry, Turbo, Demolition e Jagulator... Ram it Down è 1 album sottovalutato sul solco di quelli di successo degli anni '80. Eccellente) sono a tutti gli effetti i Metal Gods. Arrivare a quell'età sfornando roba come Angel of Retribution o Nostradamus e, nonostante non si dedicheranno più ai live, altro materiale x il futuro. Insomma, dagli anni '70 a oggi fanno metal "All Bent for Leather"... Voi che ne pensate?
Raven
Lunedì 6 Luglio 2009, 18.05.12
7
Calma, è una di quelle rece che sono state pianificate dopo il riassetto, ma da ora in poi i classici avranno una cadenza ed un piano prestabilito per la pubblicazione, probabilmente sarà on line a settembre
bmw69
Lunedì 6 Luglio 2009, 17.54.17
6
Scusa Raven ma perchè non ci sono recensioni su Painkiller? ho ricomprato un disco dei Judas dopo 23 anni passati dietro ai Maiden e al progressive-psychedelic e non ho trovato la Tua recensione su un Disco Pazzesco!!!!
francesco gallina
Sabato 9 Giugno 2007, 13.09.29
5
Sono d'accordo
l'altra parte
Sabato 9 Giugno 2007, 2.05.30
4
STAINED CLASS (1978) e' per me uno dei migliori album Heavy Metal della storia.
Lu Bolscevichu
Mercoledì 3 Agosto 2005, 13.14.49
3
Mbe il vecchio metallo sarà superato ma continua ad essere il migliore...ossia non basta modernizzarsi ma bisogna modernizare o cercar di creare qualcosa di nuovo che sia allo stesso tempo rozzo ed orecchiabile non è facile.....
francesco gallina
Martedì 5 Luglio 2005, 8.14.02
2
Sono d'accordo, del resto mi pare di avere scritto "l'ultimo capolavoro".
scrum82
Lunedì 4 Luglio 2005, 22.56.23
1
Secondo me Painkiller è un gran lavoro e nn sono l'unico ke lo dice.NN saranno i vecchi judas priest xò secondo me è meglio così.Peccato ke siano tornati al vecchio heavy ormai super datato.
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