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14/11/19
GREAT MASTER
Skull and Bones – Tales from Over the Seas

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DAVID ELLEFSON
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15/11/19
IMMOLATION + RAGNAROK + MONUMENT OF MISANTHROPY + EMBRYO
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PROFANATICA + DEMONOMANCY
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15/11/19
ARCANA OPERA + GUESTS
THE FACTORY - CASTEL D'AZZANO (VR)

KREATOR - Stream of Consciousness - Quarta Parte
11/12/2012 (3503 letture)
Superate le profetiche sventure di fine Millennio, i Kreator si riprendono il trono di sovrani incontrastabili del thrash con Violent Revolution, disco del 2001 che segna un ritorno allo stile feroce ma relativamente articolato del 1990, pur con qualche elemento più moderno. Ancora una volta, i testi di Mille Petrozza sono animati da rabbia e sentimenti non trascurabili, utili per comprendere la filosofia del musicista e anche per riflettere su tanti aspetti controversi della nostra quotidianità. Il disco si apre con Reconquering the Throne, un pezzo devastante e pieno di adrenalina che immediatamente rende tangibile la sensazione del pieno ritorno al thrash metal; il testo é breve e intriso di frasi ad effetto, difficili da decifrare ma quasi certamente indirizzati ai soliti abusi di potere dei governanti e delle alte gerarchie, definiti 'vampiri possessivi': questi hanno perso la fiducia, macchiandosi di un reato, ma hanno la forza di tornare sul proprio trono cavalcando la delusione delle masse, alle quali propinano nuove promesse. Non é da escludere una lettura trasversale ed autoreferenziale, secondo la quale la band di Essen parla del suo ritorno alle origini: negli anni Novanta, infatti, alcune scelte stilistiche mal recepite avevano fatto declinare lo storico moniker tedesco, che ora però riconquistava prepotentemente lo scettro e la corona del thrash metal attraverso una nuova serie di bordate. La titletrack Violent Revolution é un'altra mazzata nei denti dai tratti trascinanti, uno dei migliori brani composti dal 1990 in poi; é un tipico testo alla Petrozza, una critica feroce alla società che ci circonda e all'esaltazione di frivolezze materiali, falsi miti e consuetudini piene di vuoto: 'La società ha fallito nel tollerarmi ed io ho fallito nel tollerare la società; ancora non riesco a trovare, quello che voi adorate'. Il testo é un concentrato di pura misantropia, un inno alla ribellione contro il piattume imperante e l'immoralità dilagante della gente: 'Dentro sento gli echi di una guerra interna, niente può togliere l'orrore da me; il vostro mondo malato, la perdita di ogni moralità. Il mio odio è cresciuto forte come la mia confusione, la mia sola speranza, la mia sola soluzione é una rivoluzione violenta, motivo per la gente di distruggere. Non ho bisogno di una causa per la mia rabbia, io disprezzo semplicemente la natura della razza umana; quando tutto quello che vedo è repulsione ed odio, la violenza diventa la mia sola amica, la mia grazia di salvezza. Quando l'amore è perso oltre il vostro controllo, una pallida luce di lussuria non può illuminare la vostra anima, perciò tenetevi le vostre amare illusioni fredde come il ghiaccio: io non ho bisogno del vostro mondo vuoto, la mia sola soluzione è una rivoluzione violenta. La bellezza non c'è più, è tutta andata e l'utopia non verrà; non riesco a sentire fiducia, solo dolore, e la mia mente che brucia è diventata pazza'. Un altro tra i pezzi più riusciti é All of the Same Blood, rapidissima ed elettrizzante, un altro testo molto misterioso e criptico, più che in passato; 'tutti dello stesso sangue' potrebbero essere i soliti politicanti corrotti, 'armate di totalitaristi psicopatici', ma questa sembra essere solo una di tante interpretazioni. Con un pizzico di fantasia e fascino, si potrebbe ipotizzare una lettura lirica prettamente settarica, protesa ad un'esaltazione quasi epica dell'heavy metal; la descrizione di un'armata di fedeli attorniata da un'aura quasi mitologica, oppure semplicemente un'adunata di persone stanche dell'ingiustizia e delle imposizioni: 'Vedi tutti in marcia oltre l'orizzonte dell'odio, legati da un'antica maledizione annientano; nulla li ferma, nessuna paura sfiora i loro cuori; loro resistono, fianco a fianco, fratelli nello spirito, nella fiducia, nella fede, la loro linea di sangue'. I Kreator ora si riconoscono nuovamente nelle milizie metalliche, anche se talvolta le antiche 'ambizioni di purificiazione' del mondo corrotto vengono disilluse dalla realtà e da una fratellanza metallara alquanto utopica ('Con il tempo si arriva a vedere, privati della speranza che é stata costruita sull'unità'); in ogni caso, il testo rimane ostico e la strofa finale solleva diversi dubbi su questa chiave di lettura, propendendo invece per un'analisi più politica: 'E così il buio svanisce, si svegliano le metropoli, un altro giorno vuoto, scuro e grigio, le parole di propaganda martellate in testa, le svastiche dei consumatori per mettere un po' di vita tra i morti'. La minacciosa Servant in Heaven King in Hell analizza con quasi cinica rassegnazione come nella vita ci siano persone destinate al successo ed altre condannate alla sconfitta ('Alcuni possono lottare e alcuni possono cadere, alcuni sono nati per vincere, altri per perdere, alcuni possono dare e alcuni possono prendere, e mentre alcuni sanno che il loro tempo non arriverà mai, altri si rendono conto che non é mai troppo tardi; alcuni vedono il buio, pochi la luce'); Mille Petrozza afferma che é meglio vivere da Re all'inferno, piuttosto che da schiavo in paradiso, cercando di aprire gli occhi -con una metafora- a tutti i timorati di Dio che, nel nome della fede, si riducono a servi di dogmi, rinunce e sacrifici vani, senza godersi l'attimo e la vita che viene loro concessa: 'Meglio vivere nel peccato piuttosto che non avere nient'altro da scegliere'. Il chitarrista torna ad accusare la razza umana in Second Awakening, brano nel quale vengono sviscerate le colpe dell'uomo in relazione ad una civiltà in caduta libera, con evidenti riferimenti alla comparsa della religione (in particolare quella cristiana) tra le popolazioni; Petrozza parla di oppressione mentale e schiavismo filo-religioso, come di consueto: 'Duemila anni di oppressione, lentamente l'intelligenza é morta; duemila anni di devozione, la miseria ha conquistato la mente'. Anche se da un lato ci sono da 'lodare gli anni del progresso', dall'altro ci imbattiamo in 'anni da maledire per le loro guerre, sete di sangue e aggressività senza fine': 'I Governi mettono in vigore duemila anni di confusione'. Eppure, negli scritti del musicista italotedesco, che parla appunto di un 'Secondo Risveglio', filtra un barlume di speranza per un futuro migliore, come già era successo in passato: 'Pulizia della Terra da questo veleno spirituale, prima che un nuovo capitolo della vita possa cominciare; ci troviamo a rinascere insieme, ora é giunto il momento e le cose non saranno più le stesse'. Con un testo breve e conciso, la mitragliata thrashy Ghetto War descrive lo scenario squallido delle guerre, della ghettizzazione delle popolazioni -delle vincenti quanto delle sconfitte- e delle subdole motivazioni pecuniarie che spingono i potenti a muovere i carri armati: 'I perdenti della guerra del ghetto in questa nauseante regno di Mammona (termine utilizzato nel Nuovo Testamento per personificare il profitto, il guadagno e la ricchezza materiale, accumulata in maniera rapida e disonesta per poi essere sprecata in lussi e piaceri, ndr) penetrano la realtà plastificata di uomini allineati con le teste piene di adrenalina'. A conti fatti, anche questo testo é difficile da interpretare, e appare più che altro come un insieme di frasi ad effetto senza significati estremamente profondi. La lunga e movimentata Replicas of Life descrive ancora una volta l'inferno in terra causato dall'uomo ('Vivi nella paura e muori nel dolore'), un incubo che ha preso vita portando 'la sventura di tutte le nazioni': nelle città si scorgono solo 'repliche di vita', ovvero 'anime morte che animano le fiamme', corpi colmi di vuoto che non fanno che vagare senza meta tra le rovine, senza fare nulla per reagire; una metafora quasi raggelante e cruda, come nella migliore tradizione Kreator, per sviscerare tutta la pessima considerazione che Petrozza ha della razza umana. In Slave Machinery, Mille paragona gli esseri umani a ingranaggi di un meccanismo: 'Le ruote dentate della schiavitù' regolano le nostre vite, mentre i suoni del processo di produzione 'urlano attraverso la fabbrica'; 'Costruzioni in acciaio dettano il tuo destino', frase embleatica che ci ricorda come il chitarrista denunci, da sempre, la tendenza a lasciarci schiavizzare dalle imposizioni, dalla routine, dai potenti e dal lavoro, una morsa che dovrebbe essere un mezzo per una vita migliore e non l'inizio e la fine della vita stessa. Bitter Sweet Revenge parla, come presumibile, di una vendetta scaturita ad una delusione, probabilmente amorosa: 'La gelosia di un uomo si è trasformata in un demone ferito dal profondo, l'amore è trasformato in odio, così le fantasie omicidie possono iniziare, al di là di ogni ragione'. Il cuore 'si riempie di rabbia, più di quanto tu avessi mai potuto immaginare', la vendetta per tante bugie si compie nonostante il terrore negli occhi della vittima: 'Non c'è amore senza odio, non c'è esistenza senza destino, non c'è inizio senza fine, non c'è tradimento senza vendetta'. Molto contorto ed indecifrabile é il testo di Mind of Fire, il quale parla di 'demoni ossessionanti che urlano nel cervello', di 'orgie tra le rovine sui tesori del desiderio' e di una 'sacra droga per re e regine, come un cancro sulla faccia del desiderio'; si potrebbe trattare il tema dell'ossessione comune per i desideri carnali, ma anche in questo caso l'interpretazione é davvero assai labile. System Decay, infine, é una tragica e poetica visione della nostra civiltà collassata, del nostro 'mondo morente, senza un sole', e della tendenza umana a ridursi alla stregua di un gregge, inseguendo comandi e sterotipi fino ad autodistruggersi: 'Guarda negli occhi le città, specchio delle anime, dimmi quello che vedi; un altro malato, un altro povero, un altro schiavo, un altro debole, un altro perdente, un altro buio sistema decaduto. Guardo nei tuoi occhi, vuoti e freddi, e ti dico cosa vedo: un'altra pecora, un altro morto, un'altra tomba, un altro maledetto, un altro condannato, un altro buio sistema decaduto'. L'impatto di Violent Revolution é letale: i Maestri sono tornati.

La corazzata tedesca torna a farsi viva con Enemy Of God, un altro disco di thrash fremente, ma intriso di una più marcata componente melodica e moderna, tanto da strizzare l'occhio a generi come il melodic death o addirittura il metalcore. Restano solo sfumature a margine dell'abrasiva peculiarità portante: ovvero, il consueto thrash di matrice tedesca, ed é un altro disco da incorniciare. La titletrack Enemy of God é un pezzo massacrante e trascinante, puramente thrashy, che ci fa riflettere su come l'uomo tenda ad aggrapparsi alle religioni, basate sul culto di divinità buone e tolleranti; purtroppo, però, l'uomo é il primo a contraddire gli ideali che egli stesso si impone, mandando in rovina la società che lo circonda; in tal senso, tutte le religioni sono ugualmente inutili e 'sbagliate', in quanto nessuna riesce davvero ad aprire gli occhi all'umanità fratricida: 'Scontro di religioni demoniache, odio l'umano divino, aggressori dispotici regnano trionfanti, fanatici portano caos alla vita, la guerra di tutte le guerre; il fondamento della libertà non esiste più. Il caos divora tutto, la speranza e l'orgoglio, totale carneficina, morte improvvisa, inviata da una mente morbosa e posseduta; una Mecca senza Dio ora attende, dissacrata da fiamme infernali: nemico di Dio, purezza ed innocenza vengono uccise, la pace è morta tanto tempo fa. Ora la furia si scatena, il cacciatore é diventato preda per la bestia'. il terrore dilaga, il mondo é in fiamme; non é però da escludere che Petrozza stia impersonando la visione fanatica e timorata di un credente, dunque esponendo quasi con sarcasmo drammatico la sua interpretazione della nostra apocalisse quotidiana. L'impetuosa Impossible Brutality è l'ennesima descrizione della desolazione che ci circonda, con la violenza e la legge del taglione a dominare il declino inesorabile della società: 'Brutalità impossibile, è tutto quello che vedo e sempre ci sarà; tutto quello che vedo é violenza, odio, tiranni che trascinano i servi con la catena, spettatori di un mondo in rovina; propaganda, controllo mentale dalla culla alla tomba, frutti avvelenati per uccidere l'anima. tutto quello che vedo é terrore, dolore, vedo solo madri che trascinano i loro bambini alle tombe', catastrofe che deriva proprio dall'insegnamento di chi ci ha preceduto, dei comportamenti errati ma comunemente accettati, da una tradizione di oscenità che si trasmette e si ripete dalla notte dei tempi. Mille Petrozza affronta il tema spinoso dei fondamentalisti islamici in Suicide Terrorist, una canzone che forse si rifà alla tragedia dell'11 settembre 2001 e racconta dei gesti estremi con i quali certi fanatici mettono continuamente in pericolo le nostre esistenze: 'Terrorista suicida, porta in tutto il mondo la crudeltà della morte, ossessionati dall'uccisione, strumento per coloro che non conoscono compromessi'. Questi terroristi diventano 'icone viventi' per il loro popolo, abbattono indistintamente socialisti e capitalisti, 'senza nessuna regola', con un unico scopo: 'pulizia ed eradicazione dell'occidente'. Si scrive che 'un uomo ha creato un pandemonio assurdo, la sua isteria ha portato l'inferno sulla terra', causando centinaia di migliaia di morti. World Anarchy ci riporta nelle tetre descrizioni, tipicamente petrozziane, del mondo contemporaneo: un mondo 'isolato nel dolore e nel trionfo dei tiranni', nel quale 'corpi senz'anima per gli avvoltoi e i leoni' -ossia le persone che si fanno accecare e comandare dai potenti- celebrano la vittoria degli imperi e 'hanno paura di alzare la voce di fronte alle catastrofi': 'Odio la vostra vita, falsità e menzogne, odio il tuo mondo; il vostro paradiso annega nel caos'. Si parla di governanti vuoti che dominano nel terrore sulle nostre rovine, 'tutte le culture violentate da ascia e spada': paradossalmente, l'ordine rigoroso e inderogabile al quale sottostiamo quotidianamente, come ingranaggi di un meccanismo intoccabile, é sintomo di un'anarchia che tutto macina sotto il proprio incedere dissennato. Sulla stessa scia post-apocalittica incalza Dystopia, in cui la nostra Era viene inquadrata come 'il più freddo periodo buio, millennio di privazione e inganno'; viene criticata la guerra, insensatamente spacciata come strumento 'per mantenere una fragile pace': 'I distruttori non sono salvatori nel misero tempo di guerra'. Travolgente ed atipica nel suo refrain molto melodico, con alcune sfumature quasi metalcore, Voices of the Dead é il canto di un individuo morente, quasi rasserenato dal fatto di essere in procinto di lasciare questo mondo deludente: 'Vecchi sogni dentro un sogno, freddo ma dolce e seducente, mentre guardo in quegli occhi ormai lontani e mi sento come se fossi ancora una parte di questo mondo inquieto; da lì hai raggiunto la mia mano, vieni più vicino, seguimi'. L'individuo sembra raccontare di un ipotetico aldilà, similare al paradiso cristiano in quanto descritto come luogo rasserenante e rassicurante: 'Siete disposti a pagare il prezzo per vedere cosa porterà il futuro? Qui, nel luogo in cui il debole diventa forte ed il perdente si fa Re, tutti si perdono nell'euforia, nessuna mancanza o malattia terrena; glorioso e fiero, il mendicante si trova incoronato, chi ha vissuto una vita in ginocchio'. La prospettiva di un mondo migliore di quello terreno è allettante, qualunque esso sia, dato che qui imperano 'odio e avidità'; ricordi si mescolano a visioni di morte, 'lascio andare questa vita di dolore'. Sembra quasi che sia un altro individuo a chiamare dall'aldilà il protagonista: 'Stasera ho sentito sussurrare dentro la mia testa, stasera vedo facce familiari, é la voce del morto che mi chiama. Amico mio non mi lasciare ora, insegnami a volare; amore e odio, lussuria e gioia, ho visto tutto qui, quindi conducimi attraverso il mio percorso di luce, abbracciami mentre muoio'. Predomina la pazzia in Murder Fantasies, e non potrebbe essere altrimenti, essendo la minuziosa descrizione degli squilibri mentali di un individuo folle fin dalla nascita: 'Voglio ucciderti, portare via la tua vita, muori nella tortura, crea il tuo cadavere in fantasie di omicidio'. Creare un cadavere diventa una sorta di passatempo, un 'rituale' nel quale non c'é spazio per la compassione, ma solo 'uccisione a sangue freddo, quando meno te lo aspetti: la mia fantasia diventa realtà. Voglio ucciderti, ti farò soffrire, ti farò urlare'. La truce cronaca di un dramma di cui troppo spesso sentiamo parlare nei telegiornali. When Death Takes It's Dominion sembra il solito riferimento alla forza della propaganda, che permette ai potenti di insediarsi a capo dei popoli attraverso l'imposizione e l'odio ('Dov'é la resistenza? Spazzata via e uccisa; per ogni sogno che é morto, un'anima fratturata'), mentre One Evil Comes- A Million Follow é l'estrema esasperazione del pessimismo di Petrozza, qui portato ai massimi termini nella constatazione di quanto piccoli siamo nei confronti del destino: 'Di tante cose che vi aspettano, il destino ha ancora in serbo sangue, lacrime, distruzione, perdite, lutti e shock; nessun uomo può cambiare la sua vita, un viaggio crudele, un minuto maledetto può togliere tutti i piaceri. La mano del destino é più forte di noi, il fato sembra ridere di fronte alla nostra vita, mette tutto in dubbio e conta le cicatrici'. Va detto che in questi dischi recenti, Mille Petrozza pecca un po' in ripetitività, dato che anche Dying Race Apocalypse, come prevedibile, é una minuziosa descrizione dell'apocalisse imminente ('Tutto volge al termine, le radici della vita, l'avidità, la gelosia, l'ipocrisia, la paura, tutto ciò che é stato fatto, dimenticato da Dio, tutto ciò che non siamo mai stati in grado di imparare sarà cancellato dalla faccia della Terra; col fuoco arriva la tempesta, la morte ti chiamerà e tu preferirai non essere mai nato. Demoni infernali strisciano dall'abisso più profondo, l'alba dell'Apocalisse di una razza morente'); la sferzante Under a Total Blackened Sky ci parla del 'cielo totalmente oscurato' sotto il quale siamo costretti a vivere a causa dei governanti, che danno in pasto alle nostre menti falsità ed ingiustizie; essi 'hanno paura di affrontare la violenza', cioè il popolo bramoso di verità, ma alla fine la chiamata del destino arriverà per tutti: 'Demoni e Dei, imperatori e buffoni, ricchi e poveri, mercanti di guerra'. La conclusiva The Ancient Plague, per restare in tema, ci riporta davanti ad uno scenario post-apocalittico, nel quale il chitarrista si augura una nuova pestilenza che 'purifichi la terra da tutti i suoi vermi, li dissolva nel vuoto attraverso i tuoni e le tempeste': Petrozza si scaglia contro i patrioti e le guerre, condanna l'arroganza e la chiamata alle armi, dichiarando 'morte a tutti gli imperi, alle guerre, morte al mondo intero'. Una pioggia silenziosa porta il silenzio tra i monumenti caduti, i corvi svolazzano tra fiamme e sangue; nel finale, Mille scrive un verso che ci trascina quasi ai testi dei primissimi anni, e che sembra un pò forzato visto che il Nostro non é religioso, tantomeno satanista: 'Il futuro sta annegando tra le ceneri del passato, e attraverso il fetore tossico della tragedia umana un salvatore appare, con una maschera rossa, di fronte a me: Satana é il suo nome'. Forse é un tentativo di rinverdire il vecchio alone maledetto della band, ma a conti fatti poco incide nel computo globale di un disco dotato, una volta di più, di musica implacabile e testi da non trascurare.

Con Hordes Of Chaos, nel 2009 i Kreator si confermano band in stato di grazia, anche se stavolta le coordinate sono molto più violente e tradizionali rispetto al predecessore: un thrash inconfondibile e massacrante, in linea col blasone del combo di Essen, che pure manteneva intatti i sottili innesti melodici del nuovo corso. L'impattante titletrack è una violenta descrizione del fallimento del capitalismo moderno, e di come gli uomini siano disposti a tutto per ottenere il potere e la supremazia, per difendere il loro 'onore' anche a costo di brutalizzare i più deboli : 'Orde del caos, tutti contro tutti, scontri brutali a sinistra e a destra'. Le carogne umane sono individui egoisti ed egocentrici, che per i propri interessi tradiscono e si pugnalano alle spalle, e Petrozza definisce questa realtà 'decadente e raccapricciante', paragonando gli uomini a 'bestie che dannosamente imperversano tra le pecore'. Violentissima, Warcurse fa riferimento alla II Guerra Mondiale e alla 'maledizione della guerra' che ha trasformato il mondo in un cimitero, dominato da odio e fame; viene descritta nel dettaglio la situazione disastrosa venutasi a creare, con la violenza che ha cancellato i sogni e conquistato il mondo. Sembrano affiorare considerazioni relative al nazismo -'ideologia perversa, dai più infimi figli della terra, sofferenza di ogni razza'- via via sempre più chiare: 'Parole per quietare tutte le paure mortali, sollevano le anime del fronte tedesco contando i cadaveri dei dispersi; soldati dell'odio, leader nazisti e civili, li porterò nel luogo cui appartengono', specificando che 'crudealtà anormale non porta alcuna vittoria a questa guerra': ovvero, le violenze disumane perpetuate dai nazisti non avrebbero potuto perdurare ancora, né tantomeno garantire il dominio tedesco. Petrozza descrive il bacio della morte come 'una benedizione, non una maledizione' e afferma che la malattia che si percepisce nell'aria é puro odio. Escalation racconta di come 'anni di stupro mentale, false speranze e la fede cieca' portino negli uomini un desiderio di violenza e vendetta: in pratica, si punta il dito contro l'indottrinamento religioso, reo di plasmare le nostre menti su schemi fasulli e preconcetti troppo rigidi, col solo risultato di tarparci le ali e renderci ancora più scontrosi, falsi e violenti. All'apparenza, tutti sono brave persone, ordinatamente in fila per ricevere la comunione; ma, in realtà, sono lupi travestiti da agnelli, pronti a colpire il prossimo al primo scivolone. Amok Run, uno dei pezzi più veementi del disco nonché uno dei suoi vertici qualitativi, ha un testo difficile da comprendere; Petrozza ha spiegato che la canzone narra dell'annuncio della devastazione attraverso Youtube, visto dagli occhi pieni di rabbia di un ragazzo americano che odia il mondo in maniera radicale. La potente Destroy What Destroys You é una spinta a lottare per ciò in cui si crede, abbattendo le proprie paure e sfidando ciò che ci fa più male: Mille pensa che 'i tempi sono maturi' per 'spezzare le catene della società', resuscitando il sogno perduto. Insoliti sprazzi di speranza -'vediamo la luce, odio e pregiudizi non ci divideranno'- alimentano un fuoco battagliero: 'Distruggi ciò che ti distrugge, é giunto il tempo di svegliarsi'. La tenacia nel perseguire i propri ideali incendia Radical Resistance, un brano impellente nel quale il cantante tedesco attacca ancora ogni forma di 'bigottismo mentale', andando a schierarsi indistintamente contro gli 'atei con un forte credo', i fondamentalisti, i 'signori della guerra', l'anacronismo democratico e la 'rabbia delle persone fuori controllo'; Petrozza definisce 'antidoto alla schiavitù, alla sofferenza, alla guerra' quelli che, come lui, si 'uniscono per la lotta' in una 'resistenza radicale' e, in un impeto di epos, chiama a raccolta le genti provenienti da ogni punto cardinale. Absolute Misanthropy, ispirata ai film di Gasparre Noè, sintetizza la filosofia del leader dei Kreator, che sembra rinnovare l'astio nei confronti dei potenti: 'Tu non sai quanto ti odio, e sarà sempre così: non striscerò mai davanti ai vostri troni'; più in generale, è un attacco a 'tutti quelli che odio'; il pezzo, naturalmente, è molto concitato e martellante, una freccia di adrenalina scoccata negli occhi di quegli individui che vivono nell'ingiustizia, nell'ipocrisia e nella falsità, e si conclude con un chiaro ed essenziale auspicio: 'Non vedo l'ora che tu muoia'. Consueta descrizione di una società destinata ad un declino gelido e apocalittico, To the Afterborn parla della rabbia di un giovane deluso dai tiranni-salvatori che prima promettono e poi fuggono senza mantenere, ferito da una realtà nella quale le nostre anime si ritrovano disperse, abbandonate alla miseria, ad orrore ed atti inumani. Di fronte a tanta decadenza, il dubbio di un Dio che non sussiste nasce spontaneo: 'Adorate ancora le croci'? Il guitarist sembra rivolgersi a coloro che nasceranno dopo quest'epoca di distruzione e squallore: 'La vita é piena di niente, ma é un vuoto profondo; da una generazione all'altra si diffonde la più antica menzogna, la depressione é scoppiata. Un giovane che é destinato a morire vive di rabbia, sotto la superficie; nessuna prospettiva per chi si é perso, non é rimasto niente da perdere. Eserciti del sottosuolo, col potere di rifiutare, scelgono di seguire gli avvelenatori, un parassista onnipresente'. In altre parole: pur possedendo la capacità di distinguere tra il bene e il male, spesso e volentieri optiamo per la scelta sbagliata e seguiamo come pecore la scelta di massa, che ci porta alla fine. L'ottima Demon Prince conclude il disco raccontando di un 'ragazzo in un guscio, cresciuto nella paura', con le ali bloccate da catene. Catene che prima o poi 'saranno amputate': Petrozza descrive il nostro mondo come 'Impero di Satana, regno dei dannati, regno di bugie', una vera e propria guerra, ma incita il ragazzo -'Non cammini da solo'-, esortandolo a 'disertare l'oppressore, rifiutare il principe demone'. il finale é epico e speranzoso: 'E dalle braci ardenti una forza nuova é nata, per liberare le masse: semina il vento, raccogli la tempesta'. Più volte i testi dei Kreator sono stati a metà tra il pessimismo più nero e senza sbocchi ed una sorta di aspettativa di rivalsa, un sentimento concreto che pulsa e mantiene vivo Petrozza stesso ed i suoi ideali: senza quel lontano lumino in cui credere, forse, il chitarrista si sarebbe spento emotivamente molti anni fa, ed invece é ancora qui, a battagliare in prima linea.

L'ultima mazzata é storia recente: Phantom Antichrist é forse uno degli album migliori realizzati dalla formazione tedesca a partire dal 1990, uno straripante esercizio di thrash intriso di melodia e citazioni all'heavy classico, evidenti soprattutto nelle cristalline sezioni soliste. La devastante titletrack, Phantom Antichrist, uno dei migliori brani thrash degli ultimi vent'anni, parla della manipolazione mentale con la quale i potenti e le autorità sono soliti mascherare scandali e secondi fini: i governi bramano il potere, ma nascondono i loro interessi dietro degli avversari più o meno simbolici, pompando la ridondanza del loro pericolo ed autoglorificandoli dopo averli abbattuti; il 'fantasma anticristo' incarna la figura di tutti quei nemici pubblici, da Saddam Hussein ad Osama Bin Laden, sui quali si é catalizzato l'odio della gente e l'interesse dei media, facendoci però dimenticare che alle spalle di questi criminali c'erano comunque organizzazioni ben più articolate. Per distruggerle ed estirparne l'azione non bastava eliminare il loro leader, peraltro senza nemmeno interrogarlo, tentare di carpirne segreti, piani, informazioni. Alle superpotenze basta sbattere sulle prime pagine le loro vittorie, il cattivone di turno, sconfitto e trucidato senza pietà: il popolo abbocca, esulta e scende in piazza, scordandosi tutto il resto, senza chiedersi cosa venga nascosto dietro un avvenimento cruento e simbolico, ma incredibilmente superficiale; é proprio così che i capi di governo si prendono gioco di noi, spacciandosi per liberatori ed accumulando sotto lo zerbino le informazioni più scottanti ed importanti, quelle che noi non possiamo e non dobbiamo sapere: 'Un fantasma perlustra tutta la nazione, lasciando una scia di sangue e sabbia; la fine di questa tortura e miseria, per le anime abbastanza sveglie per vedere ben oltre le bugie. L’ombra delle sue ali assorbe ogni bagliore, ogni colore della terra si sta trasformando in nero'. Il testo, come tipico di Petrozza, si articola in un'apocalittica descrizione del pianeta morente, con visioni di genocidio, guerre, dei detronizzati e atrocità assortite, ma anche col consueto barlume di speranza: 'Il coraggioso può cadere, ma mai arrendersi. Un salvatore perlustra tutta la terra, un nuovo inizio che non ha fine, una mente aperta, una forte volontà rende insensibile la paura occulta che ha ucciso l’anima di amore e di vita'. Tra i pezzi più violenti del disco, Death To The World é una sfuriata massacrante ed irresistibile, un testo pessimista e misantropico che descrive come l'uomo sia la causa principale del disastroso stato di degrado nel quale versa il nostro pianeta; si profetizza il ritorno del Quetzalcoatl, divinità delle antiche civiltà mesoamericane, si cita il disastro di Chernobyl -'ecco le catastrofi nelle quali il cielo e l'inferno si scontrano'- e si inneggia alla distruzione di un mondo che 'nessuna religione può salvare': 'Morte al mondo, il genere umano deve morire'. L'odio di Mille Petrozza verso i suoi simili si articola attraverso cause chiamate guerre, inganni, disastri naturali, corruzione, ma tocca anche spunti relativi al suo amore per gli animali: 'Macello delle creature senza alcun segno di rammarico, i loro simulacri ed i loro templi di lussuria. Re e contadini (devono morire) per mano della natura che stanno schiacciando'. Al di là delle misteriose profezie Maya, sembra di vedere Mille inginocchiarsi, nel nome dell'umanità intera, per chiedere perdono al pianeta ferito: 'Madre Terra, che cosa abbiamo fatto? Perché ti abbiamo abbandonato? Il paradiso ti ha dato quella bellezza che noi abbiamo violentato'. Più epica e melodica, From Flood Into Fire é una profonda riflessione sul nostro stato di 'passeggeri', su un mondo pieno di quesiti irrisposti, ma anche l'affermazione di come siamo padroni solo in parte dei nostri destini: 'Dalle inondazioni al fuoco, mille voci cantano; siamo sulla stessa barca, per qualsiasi destino ci possa capitare. Le acque ci facenno vedere un cielo senza nuvole, é ora di compiere le nostre scelte adesso: queste parole potrebbero essere l'unica cosa che mi lascio dietro'. La vita é un percorso irto di ostacoli: 'Camminiamo su questa strada attraverso le fiamme e le inondazioni'; ma non capiamo di celare un potenziale sprecato, dissipato nell'egoismo e nella voglia di primeggiare: 'Siamo parte della cura, non parte della pestilenza'. Nelle parole di Petrozza stesso, la tremenda e furibonda Civilisation Collapse é una canzone che parla di civiltà dalle radici antiche andate in rovina: 'Lascia che sia sangue stanotte, lascia che ci siano rivolte, vieni ad appiccare il fuoco. Non ti sembra che la nostra gente non abbia altra scelta che contrattaccare? Non vedi che il cambiamento di consapevolezza richiede un un attacco totale'? Quando la giustizia é soverchiata dalla tirannia, insorge l'anarchia: 'Bruciare i templi rendendoli buie cripte di decadenza: i potenti sono i caduti adesso, i deboli sono a caccia, una battaglia su più fronti'. Il terrore si diffonde dalla periferia al centro, come una pestilenza; la città arde sotto una cascata di aggressioni: 'Gli imperatori piangono a questo grande e storico spettacolo, entrando in una spirale di morte. Stanotte vedranno il loro destino'. Altrettanto feroce e travolgente é United In Hate, un anthem che, a sorpresa, possiede parecchi risvolti ottimistici e spunti di speranza, scanditi da quella rabbia viscerale che per tutta la vita anima le nostre crociate contro le ingiustizie e l'oppressione, fisica e mentale: 'Uniti nell'odio con l'emarginato, uniti nell'odio con il debole: trasciniamo nella luce quelli che vivono nelle tenebre, siamo capaci di farlo, non riesci a vederlo? Vieni e lasciati trasportare in un viaggio al centro della tua mente, la potenza della tua anima é infinita, stanotte l'ignoranza diventerà obsoleta. uniti nell'odio con il fragile, uniti nell'odio con lo schiavo'. Come sempre, il chitarrista italotedesco esalta la capacità di ragionare, scegliere, riflettere, e descrive la libertà mentale come arma contro l'ignoranza e l'oppressione, credendo fermamente nell'energia dei sentimenti e della propria anima: 'Gli inconsapevoli sono quelli che scelgono di dormire eternamente, non sapendo cosa vuol dire essere vivi'. Petrozza esorta ad 'alzare la voce' e non capitolare, perché 'insieme possiamo far crollare questo impero'; assolutamente epico é il chorus: 'Noi siamo legione, una legione unita nell'odio'. The Few, The Proud, The Broken é il brano più atipico, contraddistinto da melodie e ritmi moderni, oltre che da potenti breakdown; essa possiede una doppia interpretazione, la prima legata all'attuale instabilità del Medio Oriente, la seconda vista attraverso gli occhi di un soldato chiamato alla guerra che torna nel suo paese di origine distrutto, sia emotivamente che fisicamente. In pratica, é un altro testo che ci spiega come i governi mandino in guerra i nostri ragazzi, infarcendo le loro teste di falsi ideali patriottici, ma con uno scopo unicamente capitalistico: 'Stanno uccidendo per i tiranni, nati per uccidere, strumenti della razza guerriera; il cerchio si sta chiudendo e i semi sono ben seminati'. L'incalzante e successiva Your Heaven In My Hell, inizialmente sommessa e successivamente catalizzata nella consueta sfuriata ritmica, é un grigio ritratto degli avvenimenti che spesso accadono in giro per il mondo, dove il prete di turno trova piacere terreno violentando un ragazzino. Il giovane, una volta cresciuto, avverte un odio incontenibile verso la religione, perché vede proiettato l'orrore che ha dovuto subire nella dimensione ecclesiastica che vuole demolire. Le sue azioni diventano estreme, non ha nessuna pietà e non si placa fino al raggiungimento dei suoi scopi: l'ideale sequel di quanto esposto in Escaltion. Il brano non intende maniferstare una morale, bensì raccontare gli accadimenti come se si trattasse di un film, un asettico ritratto dell'ascesa di questo giovane: 'Tempo di penetrazione, scatena la tua anima e termina i loro sorrisi; alla fine della religione il mio spirito non morirà, mi limiterò a vedere più chiaro, sarò più forte che mai, senza tentazione di resistere. Festeggiamo l'Apocalisse, uccidiamo tutti gli Dei, i miei occhi spalancati'. Petrozza torna a pontificare contro il sistema mondiale nella martellante Victory Will Come, testo in cui spinge gli 'eserciti attivisti' a 'portare il mondo in fiamme', ribaltando i 'troni di icone del passato', raggiungendo i poteri che sembrano insovvertibili, 'alimentando il sogno dell'anarchia': 'La vittoria arriverà'. Si chiude con la rocciosa Until Our Paths Cross Again, pezzo lento in crescendo ritmico, il quale riprende concetti già comparsi sui dischi precedenti, come il valore effimero del potere e dell'esistenza terrena: 'Coloro che servono e quelli che governano, lebbrosi, re e stupidi senza cervello, leader degli imperi e strumenti dei tiranni: tutto svanirà con il tempo'. La tragedia colpisce tutti, fianco a fianco: 'Coloro che hanno lasciato segni in questo luogo, coloro che avevano sognato di muovere il mondo, coloro le cui menti hanno ispirato i nostri modi, tutti i giovani e i vecchi'; é presente anche un'altra riflessione già incontrata in passato, quella che ci esorta a vivere al massimo la nostra vita: 'Il circolo della vita, abbracciamo il tempo che abbiamo, dalla nascita fino all'ultimo respiro; non anneghiamo nei ricordi, perché ora é il nostro tempo'. Mille ripete più volte che 'solo l'anima resta', ma rimane realista quando afferma: 'Siamo qui, ma presto saremo andati; siamo mortali, presto saremo memorie sfocate'. Non perderanno mai colore, forza e vigore, invece, gli album ed i testi dei Kreator, patrimonio dei thrashers e dei metallers di tutto il mondo, una sacca ricchissima di canzoni impattanti e testi su cui riflettere, pensare, ricordandoci una volta di più della nostra natura imperfetta e tentando, come é tanto caro al buon vecchio Mille, di essere quanto meno nocivi nei confronti del nostro prossimo e del nostro pianeta.



Almetallo
Giovedì 3 Gennaio 2013, 11.57.39
40
Ok grazie ancora
The Thrasher
Mercoledì 2 Gennaio 2013, 23.20.35
39
precisamente. nulla di satanico, l'articolo spiega abbondantemente i significati dei testi!
Cristiano
Mercoledì 2 Gennaio 2013, 21.46.56
38
No, non sono satanici tranquillo, negli articoli si capisce abbastanza bene quali sono le loro idee, si spiega anche il perchè di quel titolo per l'ultimo album
Almetallo
Mercoledì 2 Gennaio 2013, 21.32.45
37
Vorrei chiedere anche un altra cosa, sulla band, i testi sono violenti e molto macabri e questo e sicuro ma mi interessa sapere se sono per caso satanici xk il nome dell ultimo album e anche altre canzoni beh....... avete capito cmq io non condivido le idee sataniche x questo lo chiedo XD
Almetallo
Mercoledì 2 Gennaio 2013, 21.14.45
36
Grazie mille
The Thrasher
Mercoledì 2 Gennaio 2013, 20.50.47
35
@Almetallo: grazie dei complimenti se cerchi nel database deli articoli digitando il nome delle band, ho realizzato articoli simili per gli iron maiden, i black sabbath, i death (voice of the soul il titolo dell'articolo) ed i metallica (descrivo i loro testi nella seconda parte della biografia di james hetfield)!
Almetallo
Mercoledì 2 Gennaio 2013, 19.57.22
34
Complimenti sono veramente dei bei articoli questi , cmq mi chiedevo se ci fosse una cosa del genere su altre band ?
toni
Lunedì 17 Dicembre 2012, 15.48.53
33
premetto che non ho letto l'articolo, ma ritengo che i kreator siano una band abbiano una fortissima fanbase che è pronta a difenderli a spada tratta, qualsiasi cosa facciano. Ce li avessero gli altri gruppi dei fan così Guai a toccare i Kreator davanti ai loro fan!!!!! A me personalmente non mi sono mai piaciuti più di tanto, mi piaceva un po' l'aggressività senza compromessi dell'inizio ma gli album successivi non mi hanno mai lasciato nulla all'ascolto. Può darsi che non sopporto la voce di Petrozza.
Cristiano
Sabato 15 Dicembre 2012, 18.13.51
32
@the Thrasher aaa allora ok! Ho fatto cilecca di nuovo!
the Thrasher
Sabato 15 Dicembre 2012, 2.18.19
31
Cobray: grazie per i complimenti| @Cristiano: guarda, l'interpretazione di your heaven.. è presa direttamente da un'intervista a Petrozza per cui è uno dei pochissimi casi, in questi 4 articoli sui testi dei kreator, dove non c'è spazio alcuno per l'interpretazione, dato che l'artista in persona ha spiegato cosa voleva dire! per il resto, grazie del tuo contributo!
-Cobray
Venerdì 14 Dicembre 2012, 8.19.39
30
Complimenti vivissimi per l'articolo!
Cristiano
Giovedì 13 Dicembre 2012, 23.55.17
29
Complimenti ancora! Purtroppo siamo alla fine... Aspettavo particolarmente quest'ultima parte perchè c'è Phantom Antichrist (purtroppo l'unico album che ho ascoltato). Sono rimasto veramente contento di questa serie di articoli, visto che avevo profetizzato qualcosa del genere nell'articolo sul testo di Holy Wars dei Megadeth. Però Your Heaven, My Hell più che alla "pedofilia episcopale" mi ha fatto pensare ancora una volta al rapporto che c'è tra Mille e la religione, e di come la religione faccia parte ormai del nostro mondo, di come sia insinuata nella società e di come le morbose regole della chiesa oscurino la mente degli uomini e di come, invece, senza di esse l'uomo possa vivere libero: "At the end of religion My spirit shall not die I will only see clearer No longer haunted by these times I'll be stronger than ever No temptation to resist So come on, take my hand now Let's celebrate the apocalypse" E alla fine c'è anche il momento del riscatto e di una nuova era con quel "My eyes are open wide!". Non so, magari sbaglio come in "Chosen Few", però mi ha fatto venire in mente questo, certo che "a lifetime of penetration"...
LAMBRUSCORE
Giovedì 13 Dicembre 2012, 10.16.51
28
Comunque anch'io, da amante, quasi fanatico direi dell'hardcore più testone e oltranzista (hc vuol dire circa questo) apprezzo i testi di Petrossa, incentrati spesso su tematiche sociali.
the Thrasher
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 23.46.11
27
grazie dei complimenti, ragazzi!
Flag Of Hate
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 23.22.44
26
Bravo Rino, degna conclusione di una bella serie di articoli.
Vitadathrasher
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 22.28.29
25
Analizzare questa band non è tempo perso è una delle thrash band più in forma e a passo coi tempi. Spesso affrontano i temi della società odierna e non le solite seghe mentali di molte band americane o inglesi. Articolo molto valido.
piggod
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 22.05.01
24
@The Thrasher: beh, il morto c'è stato anche nei Metallica e infatti nessuno si sognerebbe di mettere in discussione i primi tre album. Comunque sottoscrivo in pieno il discorso che hai fatto.
The Thrasher
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 21.34.23
23
@LAMBRUSCORE: ribadisco che non mi sta sul cazzo la critica ad una band che amo, non me ne frega niente di quello che pensa la gente delle band che amo io; mi sta sul cazzo sminuire il lavoro di una redazione, di un redattore, e la scelta di affrontare determinati temi. al di là del fatto che non ce l'ho principalmente con te bensì con altri commentatori, vorrei farti notare che anche una certa ironia può dare fastidio a chi, come noi, si fa un culo così per fornire articoli e spunti di recensione. perchè se si parla tanto dei kreator, si parla tanto anche dei emtallica, dei megadeth, degli iron maiden ecc ecc.. non si fanno preferenze, si parla di tutti, ed è ovvio che band così grosse, amate e importanti siano ricorrenti nei nostri scritti, non credi? poi, oltretutto, un concetto che mi sta molto a cuore: noi non parliamo SOLO dei kreator o dei metallica o degli iron maiden, ma anche di tante band puiccole (recensioni, live report, interviste) che non caga nessuno. vai a guardare i commenti a quegli scritti! noi parliamo TANTO di TUTTO, non solo dei kreator. della critica in sè, ripeto, non me ne frega niente.
The Thrasher
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 21.28.47
22
sai com'è piggod, la gente non è capace di rendere i giusti meriti ad una band viva e vegeta, è eritenuto da sfigati, da fanboy. quando ho scritto articoli sui death erano tutti pronti a glorificarli, tutti pronti a dire di averli sempre amati, tutti a riempirsi la bocca di parolone: finchè non c'è il morto di mezzo, le band vengono criticate, dai più. non si è assolutamentwe capaci di godersi una realtà tuttora in forma, solo a posteriori si esalta e si glorifica ogni cosa. per fare un esempio: se qualcuno dei metallica morisse domani (mi tocco) e la band si sciogliesse, la loro carriera tanto bistrattata diventerebbe immacolata e tutti salirebbero sul carro della beatificazione, scommetti?
LAMBRUSCORE
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 21.28.43
21
@Thrasher, sai bene quali sono i 3 album dei Kreator che non digerisco, ma io nel commento n.12 ho scritto che apprezzo i tuoi articoli, non ho sputato sul tuo lavoro, te la prendi così tanto se a qualcuno sta sul cazzo qualcosa della tua band amata? MO DAI......
piggod
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 21.23.40
20
@The Thrasher: quando ci vuole, ci vuole . @Lambruscore: in tutta sincerità, di dischi impresentabili non ne hanno mai fatto, magari qualcuno al di sotto dei loro (elevatissimi) standard sì. Inoltre, calcola che sono in circolazione da più di 30 anni, quindi qualche calo qualitativo è più che normale. Onestamente, puoi dirmi quante band possano vantare una carriera simile? Se loro non rientrano fra le band intoccabili, allora chi ci reintra?
The Thrasher
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 21.23.07
19
@LAMBRUSCORE: non so a cosa ti riferisci. ognuno è libero di esprimere il tuo parere, se alcuni loro album ti fanno schifo sei libero di dirlo, ma non di mettere in dubbio il valore o l'importanza della band; a me per farti un esempio non piacciono affatto i kiss, ma non vado a scrivere in giro che sono impresentabili o che scrivere articoli su di loro è inutile... soprattutto, la redazione non dà addosso a chi scrive di non amare questa band, bensì a chi va a spalare merda sul lavoro di redattori, reputandolo inutile soltanto in base al gusto personale nei confronti della band. viene frainteso l'intervento redazionale: non si bacchetta la critica alla band, ma il modo in cui la si fa. chi scrive articoli e recensioni ci mette impegno e dedizione, e gradirebbe che i suoi scritti generassero discussioni relative a ciò che si è scritto (in questo caso i testi), non chiacchiere da bar sul valore o meno della band. se la band non piace, se l'articolo riguarda dei dischi che non amate, o semplicemente se trovate stucchevole l'analisi dei testi o l'argomento trattato non siete obbligati a leggerlo, nè tantomeno a commentare soltanto per far sentire la propria voce, in maniera del tutto non costruttiva. vorrei che si parlasse dei testi, perchè secondo me questi articoli potrebbero fornire molti spunti di riflessioni: interpretazioni personali dei testi, excursus sui temi trattati (guerra, terroristi, decadenza della società ecc ecc) in maniera pseudo-culturale, confronti coi testi di altre band simili.. questo vorrei, una discussione COSTRUTTIVA, non commenti infantili e che non servono proprio a nessuno.. la fatica svolta per fornire queste analisi, da quello che vedo, viene valorizzata da ben pochi utenti. non sono articoli tesi a glorificare la band, ma soltanto unanalisi dei testi come tante altre volte è stato fatto, per tante altre band. è assurdo che la gente sia talmente cieca da non rendersene conto, e ancor più desolante notare come sia tanto divertente giudicare e sputare sentenze sul lavoro altrui, senza nemmeno lontanamente averne compreso il senso, la motivazione, l'obbiettivo che lo ha animato.
LAMBRUSCORE
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 21.09.29
18
Piggod, per te saranno intoccabili, per me alcuni album sono impresentabili, anche se adoro alcuni loro dischi, ma guai a criticare magari 2 note dei Kreator, guaaaaiiiiii.....
The Thrasher
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 21.02.55
17
grazie piggod, per fortuna qualcuno ricnonosce il lavoro svolto e soprattutto il valore di questa band.
piggod
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 20.45.34
16
I miei complimenti a The Thrasher per il lavorone svolto con questi quattro "Stream of Consciousness". Tanto impegno, voglia e dedizione vanno indubbiamente lodati. Per quanto riguarda i Kreator invece: giustamente rientrano fra le band intoccabili.
the Thrasher
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 20.17.57
15
oltretutto, aggiungo e ribadisco: basta guardare nell'archivio dei miei articoli personali per accorgersi che diamo attenzione a tantissime band.. ho svolto lo stesso lavoro di analisi dei testi anche per black sabbath, iron maiden, metallica e death, ho scritto articoli su blind guardian, judas priest, manowar, testament, overkill, slayer, megadeth... invece di dare aria alla bocca sarebbe bene informarsi prima, perchè a rotazione cerchiamo di spostare il focus su tutte le band più amate, importanti ecc ecc... in questo momento l'obbiettivo è sui kreator, e fare le cose in maniera superficiale -come fanno in tanti- non è nel nostro stile.
the Thrasher
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 20.13.33
14
non sono una band come un'altra, sono una delle più importanti band thrash. se non parliamo di BAND di cosa dovremmo parlare su metallized, di bricolage? un'attenzione particolare, dite, forse perchè sono tra le band più rappresentative del genere? che poi, che cazzo vuol dire troppa attenzione? se vogliamo parlare dei loro testi, credete bastino uno o due articoli per farlo? il punto è che se scriviamo articoli sui metallica ci sono troppi articoli sui metallica, se scriviamo articoli sui maiden ci sono troppi articoli sui maiden, poi l'intervista ai menace però se la sono letta e commentata in 4 gatti... i kreator una band come un'altra... pazzesco.. mi chiedo allora quali sono, secondo la vostra umile opinione, le band di cui vorreste sentire parlare...
Red Roger
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 18.35.32
13
Se continuano a fare dischi come Phantom Antichrist tanto vale che attachino gli strumenti al chiodo,o che vadano a riascoltarsi i loro vecchi dischi e capire da dove han cominciato la discesa libera...Grazie ancora alla Nuclear Blast...you think its funny turning rebellion into money...
S. LUCIAMBRUSCORE
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 16.33.54
12
The Thrasher, i tuoi articoli sono sempre ben fatti, io ho solo ironizzato sulla frequenza di notizie /scritti, ecc..riguardanti questa band (che comunque amo) comunque anche nell'osteria all'angolo (che purtroppo vicino casa mia non c'è ,grrrr) si possono fare discorsi intelligenti, magari conditi da bestemmie e improperi vari, viste le precarie condizioni di molte persone....
EDOARDO IL DINAMITARDO
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 16.16.22
11
Mi permetto umilmente di dire, che anche secondo me, su questo sito ai Kreator viene riservata un attenzione immensa...unito al fatto che inoltre, per molti utentim sono intoccabili...rende questo sito un po' troppo Kreatorized...
ROCKING MAX
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 16.10.35
10
lizard.. era una metafora come l'avvelenta di guccini, nulla di più... qui non si tratta di argomenti pigri che non si vogliono leggere signor gissi, solamente si una esaltazione di una band come dell'altra, forse c'è da chiedersi, c'era veramente bisogno?... silenzioso leggo tutto ma a volte le toppe ci sono... con questo mi congedo e tornerò nell'ombra da dove sono venuto
the Thrasher
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 15.08.38
9
grazie Celtic Warrior, fortunatamente c'è anche chi come te riesce a guardare 'oltre' e non fermarsi alla superficie...
Celtic Warrior
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 15.02.26
8
Ho letto molto volentieri la parte riguardante Phantom Antichrist , ora so di cosa parla il disco , bel lavoro .
the Thrasher
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 14.46.10
7
Non sono un fanboy, ho solo approfondito un aspetto importante come i testi, cosa che in passato avevo fatto anche per band come metallica, iron maiden, black sabbath e death. credere che il metal sia solo musica è da ignoranti, l'aspetto culturale che sta nei testi non è da trascurare, e se i musicisti ci mettono tanto impegno per scrivere testi interessanti ed intelligenti (al di la dei soliti esaltati che sanno scrivere solo di demoni che stuprano suore) non vedo perchè non apprezzare ed approfondire anche questo elemento. se poi si preferisce trascendere da discorsi ed argomenti troppo complessi o profondi per certe menti pigre, bene, c'è sempre l'osteria all'angolo...
Lizard
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 14.31.30
6
Mi sfugge il termine "esegareta", cos'è un neologismo tra esegeta e esagerata? Poi un articolo si può anche criticare, niente di male. Al limite se già si sa che non ci interessa, si può anche non leggere e passare oltre.
ROCKING MAX
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 14.28.33
5
spero che adesso il signor gissi sia contento di aver completato la sua oeprazione da fan boy... grazie infinite per l'ennesimo asticolo inutile....alla prossima esegareta, non vedo l'ora
anvil
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 11.26.18
4
LAMBRUSCORE
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 10.54.51
3
Ultimamente mi sembra di aver sentito parlare poco di questa band, qualcuno mi sa dire se hanno figli, nipoti o in quale supermercato vanno a far spesa? O almeno quanti dvd, cd live, blu-ray, applicazioni i-phone / asciugacapelli faranno uscire nei prossimi mesi? Grazie.
BILLOROCK fci.
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 8.38.02
2
bell'articolone, penso che ne sarà contento Radamanthis, visto che è appassionato dei Kreator...
vitadathrasher
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 8.10.13
1
I Kreator del 2000 sono l'unica band thrash old school, che invece di involversi è migliorata e ha tirato fuori album formidabili.
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Kreator - Stream of Consciousness, quarta parte
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