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UNTIL THE LIGHT TAKES US - Il film
22/12/2012 (5377 letture)
Il carattere norvegese è così, quando sei in fila per prendere l’autobus non stai mai troppo vicino agli altri, ti tieni sempre ad una certa distanza dalla persona che hai davanti, e credo che questo voglia dire tutto - Gylve “Fenriz” Nagell.

Attraverso interviste, filmati, foto d’epoca e una meravigliosa colonna sonora Until The Light Takes Us racconta, ancora una volta, la storia del black metal norvegese. Ma il film documentario girato nel 2009 dai registi Aaron Aites e Audrey Ewell tralascia i luoghi comuni, non esprime giudizi e non emette sentenze. Lascia questioni aperte e libertà di valutare i fatti. Parlano i protagonisti del tempo, senza filtri e senza timori. Parlano coloro che quella storia l’hanno vissuta, bruciata e insanguinata, facendo emergere in un fiume di parole e emozioni l’orgoglio, l’amarezza, la nostalgia e la rabbia che ancora pulsano in Varg Vikernes, Gylve “Fenriz” Nagell e Kjetil “Frost” Haraldstad, le tre figure cardini sulle quali ruota la regia del film. Altri invece, quelli che non ci sono più, parlano attraverso immagini e ricordi.

Gylve Nagell è una persona speciale con obbiettivi speciali, ma è impossibile sapere quali sono – Varg Vikernes.

Fenriz è così, i suoi occhi e il suo viso dicono molto più delle sue parole. Le telecamere lo seguono nella sua stanza, colonne porta-cd dell’Ikea e stendino eternamente pieno di cose nere ad asciugare. Sembra quasi casa mia.
Vorresti che fosse il tuo migliore amico, poterlo chiamare e offrirgli una birra. Vorresti essere con lui su quel treno che lo porta a Stoccolma attraverso i malinconici paesaggi scandinavi, in una stagione non definita, dove tutto sembra addormentato e il sole è sempre basso all’orizzonte… troppo basso.

Mi rifiuto di essere condannato per aver fatto di questo movimento underground una moda, noi non ne siamo responsabili, anche se la maggior parte delle persone pensa questo. Ma quello che mi chiedo io... è... cazzo, come è successo?

È una delle frasi più significative di Fenriz. Già, com’è successo? All’inizio era “dammi il tuo peggior microfono per registrare”, questo è black metal, e il black metal deve suonare così. Era la ribellione alla struttura tradizionale dei brani, alle buone produzioni. Bruciare chiese, non per satanismo, ma per riappropriarsi delle proprie tradizioni, dei propri luoghi sacri.
E poi tutto è cambiato...
Poche le parole, ma l’espressione poco entusiasta di Fenriz di fronte alle opere di Bjarne Melgaard, visual-artist, dice tutto. Una mostra, tenuta a Stoccolma, incentrata sulla cultura black metal norvegese, una delle espressioni più interessanti della nazione secondo l’artista.

Damn it! Il black metal oggi è come un brand, tutto il mondo può servirsene. Ma io cosa posso farci?

I suoi primi album hanno avuto un impatto incredibile, ed io gliene sarò sempre riconoscente - Gylve “Fenriz” Nagell.

Varg Vikernes parla lentamente, in un inglese perfetto, senza alcun accento. Dietro di lui tendine colorate nascondono le sbarre di una ampia e luminosa finestra. Parla dal carcere di massima sicurezza di Trondheim.
Negli occhi lampi di maligna intelligenza e lucida follia. Il suo sorriso beffardo quando il giudice sentenzia la condanna a ventuno anni di reclusione, in Norvegia il massimo della pena, è agghiacciante, così come lo è ascoltare il racconto dettagliato di come ha “dovuto” uccidere Euronymous, come fosse cosa giusta e necessaria.
Suscita quasi una certa simpatia quando mostra un lato più umano prendendo in giro i suoi compagni di carcere. Per loro il momento più eccitante è quando vengono distribuite le medicine, e lui si chiede come la gente possa sottoporsi a questa sorta di lobotomia chimica.

Varg l’abominevole, perfido e presuntuoso. Varg l’orgoglioso, fiero, forse pazzo, ma non stupido… Proprio no. Ascolti le sue parole e sai che c’è della verità. Come accettare che il cristianesimo abbia distrutto e soppiantato tutte le tradizioni precedenti, come accettare che le nostre strade siano invase dai simboli della cultura (economia) americana?

Da giovani andavano a sparare alle vetrine del Mc Donalds.. […] sperando in una terza guerra mondiale, non per voglia di distruzione, ma perché per costruire qualcosa di nuovo bisogna prima distruggere il vecchio. Ci dicono che il cristianesimo è bene, che gli Stati Uniti sono bene, che la Nato è bene, che la nostra democrazia è bene, ma sappiamo, istintivamente, che questo non è vero. […] La verità è nascosta da un mare di menzogne da cui siamo bombardati ogni minuto del giorno dai giornali, tv, pubblicità… è difficile trovarla, ma bisogna provare e provare, e poi, sarà un po’ più vicina a noi.
Ovunque il cristianesimo ha distrutto, rovinato e bruciato la cultura, e i ricordi di quella cultura. Questo vale per l’Europa, l’Africa l’Asia e l’America. Ovunque arrivi distrugge tutto. È difficile sapere cosa fare per opporsi a qualcosa perché le voci dissidenti non sono tollerate nella nostra società contemporanea.


Opinioni condivisibili o meno, ma che fanno riflettere. E alla fine, tutto è racchiuso nella frase di Fenriz quando dice che Varg sarà sempre un grande, anche se le sue opinioni su certe cose sono considerate un abominio.

E poi... E poi c’è Frost. L’angelo nero, l’angelo maledetto. Occhi di tenebra e ghiaccio che non lasciano trapelare nessuna emozione. Lo sguardo del bambino biondo seduto accanto a lui sul volo per Milano invece dice tutto. Paura, curiosità, stupore.
La galleria Laura Pecci espone i disegni di Bjarne Melgaard: Kill me before I do it myself, at opening night Frost from Satyricon is doing a performance!

Non ho nessun problema ad essere autodistruttivo […] Farò loro un segno se qualcosa dovesse andare storto.

Lame e fuoco, Frost brucia e distrugge. Le fiamme ardono, la lama incide la pelle, le braccia, il collo… rabbrividisco, eppure non riesco a distogliere lo sguardo... il sangue scorre copioso, non può essere finzione. Braccia tagliate in mezzo ai volti attoniti di una Milano bene rimasta ai margini a guardare. Fuoco, sangue, dolore, la vita che attacca la morte, la morte che attacca la vita, applausi…

Anche questo è black metal? Fenriz corrucciato dice:

Una grande parte di me avrebbe voluto che tutto questo non fosse divenuto una moda. Il black metal per me è ancora quella cosa appartata verso la quale le persone non hanno interesse.

Si chiede cosa sarebbero state le opere di Munch se egli non avesse sentito quell’agonia del vivere… Ed io mi chiedo se sia la stessa agonia che hanno sentito Dead, Faust, Euronymous e tutti i protagonisti del black metal... Coloro che non ce l’hanno fatta e hanno ucciso se stessi, coloro che hanno ucciso per sentirsi vivi, coloro che si sono ribellati incendiando chiese e coloro che si sono ribellati creando un tipo di sound totalmente diverso e sovversivo. E forse non è la stessa agonia che ognuno di noi ha provato almeno una volta?

Si apre la porta di quello che oggi è l’Helvete. Tutto è cambiato. Negli occhi di Fenriz malinconia e amarezza per ciò che era ed oggi non è più.

Questo era l’Helvete, un tempo…



Giorgio
Lunedì 30 Ottobre 2017, 16.40.20
15
Attenzione, "La legione nera" non è un buon libro. Articolo stupendo, complimenti.
Morlock
Lunedì 30 Ottobre 2017, 10.28.00
14
Visto ieri per puro caso....davvero interessante e ben fatto....anche se credo che se qualucno volesse farsi un'idea un pò più chiara dovrebbe leggersi il libro "la legione nera"....mi meraviglia il fatto che nonostante Varg ad un certo punto spari a 0 su Fenriz lui cmq continua a stimarlo e a venerarlo.....
vecchio peccatore
Mercoledì 26 Dicembre 2012, 12.02.32
13
Me lo sono visto ieri, ottimo documentario... Fenriz è un personaggio interessante, e Vikernes per certi versi pure, anche se ha detto una valanga di idiozie, con certi interventi. Comunque utilissimo per farsi un'idea di cosa sia stato il Black.
Vesper-Jana
Martedì 25 Dicembre 2012, 0.22.30
12
Ciao @Lizard.. secondo me Varg non voleva fare una distinzione tra religioni buone e religioni cattive.. è piuttosto un non riuscire ad accettare che le chiese cristiane siano state costruite sui loro luoghi sacri, non vicino, non a fianco, ma proprio sopra.. cancellando anche le testimonianze degli antichi culti. In realtà è così ovunque, anche da noi le chiese più antiche sono sempre state costruite sopra qualche tempio pagano.. E, già che siamo in tema, non a caso è stato scelto il 25 dicembre per festeggiare la natività..
ObscureSolstice
Lunedì 24 Dicembre 2012, 19.51.29
11
Bellissimo... Introspettivo..
Theo
Lunedì 24 Dicembre 2012, 12.56.01
10
Molto bello il commento di SNEITNAM, molto personale e sentito. Complimenti. Sono d'accordo con Lizard, e questo documentario è il miogliore che abbia visto sul black metal, come già detto perchè oggettivo e non prende parte, davvero consigliato a chiunque voglia saperne di più sulla storia di questo incredibile (nel bene e nel male) movimento.
SNEITNAM
Domenica 23 Dicembre 2012, 16.44.36
9
Mi sono soffermato sulle dichiarazioni di Fenriz in cui dice che il Black Metal per lui è ancora quella musica appartata e di totale disinteresse per le masse. Per me è il genere che più di ogni altro mi ha aiutato a tirar fuori ciò che ho dentro. I gruppi norvegesi li ho iniziati ad ascoltare quando questo tipo di Black era ormai un trend consolidato perché si parla del Gennaio 1997. Per me non era inseguire un trend perché ricordo che quando vidi per la prima volta il video di Blashyrkh degli Immortal ebbi un vero e proprio colpo di fulmine, come se avessi finalmente capito su che sentiero dovevo muovermi e quella notte il magnetismo che mi ha trasmesso quella band è stato totale e ne sono rimasto estremamente affascinato. Da quella notte il sentiero è stato decisamente difficile per arrivare finalmente alla band con la quale attualmente suono e che mi ha aiutato a centrare obbiettivi per me importantissimi a livello personale. E questo perché sono molto legato al Metal e specialmente a questo sottogenere. Poi ciò che componi e che inevitabilmente fai ascoltare agli altri dice tutto, se ci sei o ci fai. Se trasmetti emozioni vere oppure no. Gli altri possono dire quel cazzo che vogliono, che non si ha niente da dire, che si fa la parte dei cloni etc ma ho visto che la maggior parte di quella gente sono persone che sfogano le loro frustrazioni per il fatto che la musica non è per loro quella passione che poi li porta a dover prender mano ad uno strumento e dar sfogo a ciò che hanno dentro e allora sentenziano a destra e a manca sul lavoro degli altri. Oppure hai personaggi che avevano la band clona del suo gruppo preferito senza che nemmeno se ne accorgessero. Ciò che ho dentro e che sono riuscito ad esprimere con la mia musica è un calcio in culo al modo di fare di questa gente che dilaga sempre di più in questo paese. Ciò che ho dentro e che sono riuscito a trasmettere con la mia musica dice tutto e chi ha voce per commentare negativamente fa solo la parte dell’immenso ignorante perché la musica è espressione di se stessi e chi non esprime se stesso in una qualche forma artistica non potrà mai capire ciò che dico. Come al Thrash, al Death e al Black degli anni ’80 io devo molto alla scena norvegese e specialmente a bands quali Mayhem, Emperor, Satyricon, Gorgoroth, Carpathian Forest e Limbonic Art. Ma non potrò mai dimenticare l’estrema importanza che hanno rivestito sulla mia crescita in questa musica bands per me maestre a livello personale quali Mortuary Drape e Necromass. Alla fine ognuno di noi si ritaglia nella sua vita il suo spazio in cui riuscire ad esprimersi liberamente e ad essere soddisfatto di se stesso e per me è indubbiamente la musica. Ma il Black Metal in tutti questi anni mi sono reso conto che è stata una vera necessità e questo riguarda qualsiasi cosa a sto mondo e a come uno si dedica. O ci sei o ci fai e per dimostrarlo l’unica maniera è dar voce alla propria anima
il vichingo
Domenica 23 Dicembre 2012, 16.27.47
8
Un plauso al tuo intervento, Lizard, che ovviamente sottoscrivo parola per parola. D'altronde, a prescindere dalle sue ideologie che in massima parte sono discutibili, Kristian Vikernes è una persona piuttosto confusa; ne è una prova il Vargsmal che è un concentrato di castronerie/inesatezze talmente grosse che lascerebbero basito anche uno scaricatore di porto con la licenza elementare, leggere per credere. Tornando in tema, come hanno già scritto alcuni, il documentario in questione è davvero buono per farsi un'idea di ciò che era il movimento. Ci sarebbe poi da discutere su quello che è rimasto, e qui sono perfettamente d'accordo con l'asserzione di Samba "Oggi come oggi non credo anche volendo si possa arrivare agli estremi di quel periodo"; ma forse non è il luogo adatto.
Lizard
Domenica 23 Dicembre 2012, 16.00.45
7
Bah... Che simili affermazioni vengano fatte da chi poi richiama con orgoglio le proprie radici pagane e vichinghe, come se queste popolazioni andassero a giro portando mazzi di margherite e non siano state universalmente riconosciute per la loro forza e ferocia in battaglia, fa un po' ridere. Tranne forse il buddismo tutte le religioni mondiali hanno giustificato, protetto e "benedetto" le conquiste e gli stermini legandosi al potere, Gott Mit Unst, ce lo siamo scordati? Attaccare il Cattolicesimo o il Cristianesimo in generale, significa solo prendersela con la religione che ha avuto più "successo" (anche perché si appoggiava alla forza dell'Impero Romano), ma non esiste e non è mai esistità una "Età dell'Oro" in cui gli uomini erano in pace con se stessi e con la Natura. Sono solo affermazioni stupide e cariche di ignoranza. I nostri predecessori, quasi ovunque sul Pianeta, sono stati in lotta tra loro e/o con la Natura da sempre. Il Cristianesimo non è più intrinsecamente violento di tanti culti pagani e sicuramente gli avi norvegesi di Varg non erano più pacifici di quanto non lo fossero i nostri. Comunque, tornando alla domanda di Fenriz sul "come si potuto succedere tutto questo", beh... la risposta è semplice: il concetto che una certa filosofia, un certo ribrezzo o il rifiuto totale fosse patrimonio unico di pochi è comprensibile certo in una popolazione di poche migliaia di persone in un territorio vasto e ostile, ma di fatto diventa ridicolo se lo si rapporta alla dimensione mondiale, nella quale gli stessi sentimenti e la stessa rabbia covavano in centinaia di migliaia di persone, che attendevano solo un modo e una forma per esprimerlo.
Giaxomo
Domenica 23 Dicembre 2012, 15.42.59
6
Diciamo che il 99,9% delle ideologie di Varg sono deplorevoli, ma è riuscito a smentire Pirandello nel suo 0,1% di idee che approvo:" Ci dicono che il cristianesimo è bene, che gli Stati Uniti sono bene, che la Nato è bene, che la nostra democrazia è bene, ma sappiamo, istintivamente, che questo non è vero. […] La verità è nascosta da un mare di menzogne da cui siamo bombardati ogni minuto del giorno dai giornali, tv, pubblicità… è difficile trovarla, ma bisogna provare e provare, e poi, sarà un po’ più vicina a noi. Ovunque il cristianesimo ha distrutto, rovinato e bruciato la cultura, e i ricordi di quella cultura. Questo vale per l’Europa, l’Africa l’Asia e l’America. Ovunque arrivi distrugge tutto. È difficile sapere cosa fare per opporsi a qualcosa perché le voci dissidenti non sono tollerate nella nostra società contemporanea." VERITA' ASSOLUTA. Mi duole dirlo ma se si nega questa sua opinione..beh iniziate ad informarvi.
Sambalzalzal
Domenica 23 Dicembre 2012, 12.26.45
5
Bellissimo documentario senza dubbio. Da veramente spunti su cui riflettere e capire come mai il black metal norvegese sia arrivato ad essere il fenomeno che è stato. Oggi come oggi non credo anche volendo si possa arrivare agli estremi di quel periodo, nel bene e nel male.
Sorath
Domenica 23 Dicembre 2012, 11.29.15
4
Personalmente avrei coinvolto più personalità del black metal norvegese per dare un quadro migliore e vario di quell'epoca. Comunque ritengo questo film/documentario veramente ben fatto e un plauso va fatto a chi fa deciso di rischiare realizzando quest'opera.
Ulve Sleepwalker
Domenica 23 Dicembre 2012, 10.53.58
3
questo film è un capolavoro, un vero sguardo introspettivo su cosa è realmente il Black Metal. complimenti per la recensione
zzz
Domenica 23 Dicembre 2012, 1.14.34
2
mai esistito movimento più "true" del black norvegese... anti clericali, anti usa, anti nato, anti democrazia pilotata dalle lobbies... sono fiero di essere un blackster e mi fanno girare le scatole gli emulatori... spero di tornarci presto in Norvegia...
Mickey
Sabato 22 Dicembre 2012, 23.43.27
1
Me lo devo rivedere. Penso sia uno dei migliori documentari sul blackmetal, anche se il mio preferito è sempre stato "Det Svarte Alvor".
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22/12/2012
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UNTIL THE LIGHT TAKES US
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