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CS/SC (CHRIS SLADE STEEL CIRCLE) - FuoriOnda, Prado - Cura Carpignano (PV), 03/01/2013
08/01/2013 (2742 letture)
PROLOGO
Avete qualche album a voi particolarmente caro scolpito nella memoria? Certamente sì, magari proprio il primo che vi ha fatto avvicinare al metal e senza il quale probabilmente oggi non sareste qui a leggere le pagine di MetallizeD. Ecco, per me quell'album è The Razors Edge, è anche colpa sua se oggi dovete sorbirvi i miei scritti su questo sito.
Non male, no? Per chi ai tempi di Back in Black era troppo piccolo per seguire la scena (per non parlare dell'era Bon Scott), quale miglior inizio di questo masterpiece -il loro più bel disco post For Those About To Rock (We Salute You)- griffato Angus & Co.? E poi vuoi mettere, l'uscita di AC/DC Live e il video del mitico Live at Donington. Che bei tempi! C'è una cosa che accomuna questa tripletta leggendaria: dietro alle pelli sedeva il batterista gallese Chris Slade.
Detto del mio battesimo del metallo, potrete quindi immaginare il mio stato d'animo allorché un amico (grande Omar!) mi disse che al FuoriOnda -a Prado, in provincia di Pavia- di lì a qualche giorno avrebbe suonato nientemeno che il signore in questione. Detto fatto, data segnata sul calendario e parte il countdown: ci troviamo nel giorno stabilito, un po' di nebbia, un'oretta di strada ed eccoci arrivati al locale lombardo.

CS/SC (CHRIS SLADE STEEL CIRCLE)
Il piccolo palco è già pronto, gli strumenti sono posizionati, io e i miei amici siamo seduti ad un tavolo con le nostre birre quando vediamo entrare i CS/SC che si dirigono verso il camerino ricevendo qualche timido applauso. Dopo un'attesa che sembra più lunga di quanto non sia in realtà, alle 23:30 la band si presenta in sala e subito accade un piccolo fuori programma: Slade fa per salire sul palco rialzato quand'ecco che inciampa rischiando quasi di cadere; allora si gira e con fare minaccioso inveisce scherzosamente contro il gradino scatenando le risate della gente, dimostrando da subito di essere un tipo davvero simpatico.
Mentre il drummer si posiziona dietro lo strumento provo un po' di emozione, che diventa adrenalina non appena questi comincia a picchiare sui tamburi per creare una breve intro all'opener della serata, la storica Dirty Deeds Done Dirt Cheap e subito il pubblico dimostra di provare le mie stesse emozioni con un battimani corale a tempo. Inoltre stasera abbiamo l'occasione di far la conoscenza di un altro vero e proprio personaggio, lo scatenato singer olandese Leon Goewie, già voce degli storici Vengeance. Il vecchio volpone ci sa fare, fin dall'entrata on stage si intuisce che ci sarà da divertirsi e le attese non vengono deluse: Leon infatti è un cantante davvero dotato ed è impossibile non notare la somiglianza della sua voce con quella del mai troppo compianto Bon Scott.
Il cantante "ruba la scena" ai suoi compari grazie al suo modo di fare, si vede che è un intrattenitore navigato e che sa cosa vuol dire essere un "animale da palcoscenico" (seppur piccolo, come in questo caso). Proprio le ridotte dimensioni dello stage, infatti, suggerirebbero di limitare un po' i movimenti, ma il buon Leon non ne vuole proprio sapere di stare tranquillo: salta, brandisce l'asta del microfono e la fa roteare pericolosamente vicino a compagni, strumenti e casse e il cavo del microfono stesso fa rovesciare la birra che gli era appena stata portata a bordo palco rompendo il bicchiere in mille pezzi -e siamo solo alla seconda canzone in scaletta! Impossibile stare seduti, dobbiamo assolutamente scatenarci anche noi!
Fin da subito si crea una sorta di "magia", quel feeling che ti fa capire che è una di quelle serate giuste nelle quali l'empatia è ad altissimi livelli, e questo è anche dovuto a quel simpatico signore seduto allo sgabello della batteria; per nulla scostante o montato Slade scherza con i suoi colleghi e scambia battute con noi avventori, ci presenta la band -in modo che venga tributato il più che giusto e meritato omaggio anche a loro- lascia che Goewie da buon mattatore qual è si imponga all'attenzione dei presenti, facendo un pochino da contraltare all'esuberanza di quest'ultimo con la propria "divertita calma", se mi passate il termine.
La setlist è tutta incentrata sulle hit dei mitici AC/DC, superfluo che io descriva traccia per traccia il concerto: vi basti sapere che lo show è stato fantastico sotto tutti i punti di vista, ovviamente non paragonabile a quello degli originali -si tratta pur sempre di una cover band, seppur "semi ufficiale" come i CS/SC- ma la prestazione è stata veramente di altissimo livello.
I rodatissimi brani si susseguono uno dopo l'altro, dalla superba Girls Got Rhythm alla popolarissima You Shook Me All Night Long, dalla coinvolgente Riff Raff (che scopriamo essere il pezzo preferito del singer) a T.N.T., ma per il sottoscritto è con le due estratte da The Razors Edge (Moneytalks e Thunderstruck) che si vive un grandissimo momento, non fosse altro perché nelle registrazioni originali era proprio Chris a suonare la batteria e vederlo adesso lì a 3 metri di distanza ha dell'incredibile, pensare a che cosa ha rappresentato per te quel disco e sapere che di lì a poco potrai stringere la mano a uno dei tuoi idoli di gioventù non ha prezzo. L'assolo del leader è davvero bello, e nonostante Chris Slade abbia per ovvi motivi una batteria "ridotta" rispetto ai canoni cui era abituato -come si può ben vedere nel video Live at Donington- il risultato è uno e uno solo: una dimostrazione di classe pura e cristallina, davvero di un'altra categoria. Bellissimo poi vedere dal vero lo stile tipico con cui il drummer colpisce i piatti dapprima nella parte superiore e poi in quella inferiore con un rapido movimento del polso.
I musicisti che accompagnano Slade sono dei cavalli di razza: il chitarrista Greg D. sciorina un riff dopo l'altro con disarmante facilità, Peter Ross al basso è un trattore e JJ Bozzy si dà un gran daffare cercando gli sguardi di approvazione del pubblico; a quest'ultimo salta una corda nel bel mezzo di Whole Lotta Rosie e così la pausa prima del bis si allunga un pochino, dando modo a J-Jay di sostituirla velocemente: questo piccolo imprevisto permette a Chris di dialogare un po' più a lungo col pubblico e di farci sapere quanto egli sia contento dell'andamento della serata, descrivendoci come un platea molto calda ed entusiata (e chi c'era sa che non si è trattato di parole di circostanza).
Alla fine dello show il sudore è tanto e le pacche sulle spalle si sprecano, la band si ritira in camerino per darsi una rinfrescata e noi possiamo commentare di fronte a un buon boccale di birra quanto abbiamo appena visto e sentito.

SETLIST CS/SC (CHRIS SLADE STEEL CIRCLE)
1. Dirty Deeds Done Dirt Cheap
2. Shot Down in Flames
3. Girls Got Rhythm
4. Back in Black
5. High Voltage
6. T.N.T.
7. Moneytalks
8. Hells Bells
9. You Shook Me All Night Long
10. Drum Solo
11. Thunderstruck
12. Riff Raff
13. Whole Lotta Rosie

---Encore---

14. Highway to Hell
15. Let There Be Rock



CONCLUSIONI
Dopo una lunga pausa -e mentre il palco è già quasi stato smontato del tutto- finalmente il drummer gallese torna in sala per firmare autografi (qualcuno gli ha chiesto di autografargli una copia di Back In Black e lui non ha battuto ciglio) fare le foto di rito e scambiare quattro chiacchiere con i fan. Quando è il mio turno, dopo avergli sottoposto i miei CD e DVD (poveretto!) e avergli fatto i complimenti, gli dico che l'anno prima ho avuto modo di conoscere in una situazione simile Simon Wright -batterista degli AC/DC nel periodo che va dal 1983 al 1989- e lui mi ha risposto "Oh, Simon! He is a great person!" (e lo è davvero per quel poco che ci ho parlato, ma alle volte non servono dei discorsoni filosofici per capire chi hai di fronte): lo ha detto con una spontaneità e con un'espressione di sincera ammirazione che, se possibile, gli ha fatto guadagnare ulteriori 1000 punti stima e mi ha fatto ribadire che è stato un piacere immenso aver fatto la sua conoscenza, oltre che un vero onore stringergli la mano.
Trovarsi faccia a faccia con un personaggio simile, uno che ai tempi ha girato il mondo con gruppi del calibro di Asia, Uriah Heep e Manfred Mann's Earth Band (per non parlare degli AC/DC, ovviamente) che ti ringrazia per essere andato al suo show, disponibile a fare l'ennesima firma o foto, gentile, educato e soprattutto umile, quando talvolta -per fortuna in rari casi- ti capita di incontrare una tribute band che se la tira manco fossero gli originali, beh tutto questo ti fa capire che ti trovi davanti a un vero e proprio signore. E quel momento te lo ricorderai per tutta la vita, anche se quella sera sei andato "solo" ad ascoltare una cover band.

foto a cura di Pafio



BILLOROCK fci.
Mercoledì 9 Gennaio 2013, 20.09.38
2
Slade è un discreto batterista decisamente sottovalutato, per me è decisamente meglio di Rudd, che sembra un cadavere ambulante..
P2K!
Mercoledì 9 Gennaio 2013, 8.27.12
1
GRANDISSIMO Chris!!! Mai troppo compianta la sua (scellerata) sostituzione negli Ac/Dc. Con loro fece un lavoro IMMENSO!!! Mi ricordo quando lo incontrai a Stazione Birra con gli Asia... un vero signore, simpaticissimo!!!
IMMAGINI
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La locandina del concerto
ARTICOLI
08/01/2013
Live Report
CS/SC (CHRIS SLADE STEEL CIRCLE)
FuoriOnda, Prado - Cura Carpignano (PV), 03/01/2013
 
 
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