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DARKSPACE + CYRILL SCHLÄPFERS & DAMPFSCHIFF-SYMPHONIE + OP RECHTS & HESS - Sonic Mountains - Dampfzentrale, Berna, 12/01/2013
18/01/2013 (2321 letture)
Berna è strana, ma proprio strana. Nonostante sia piccolissima e organizzata a misura d’uomo non è noiosa come le sue con-città Lugano o Ginevra. E’ piena di localini, indie-rock club e disco-club. Inoltre ha un programma di intrattenimento che lascia davvero a bocca aperta, considerando sempre le dimensioni della città e la “vicinanza” ad altri centri magari più importanti (Lione, Monaco, Torino, Milano). Da un po’ di tempo si svolge in città il Sonic Mountains, un festival noise che, sulla falsariga degli eventi elettronici contemporanei, utilizza dei format già consolidati: l’uso di spazi alternativi, eventi “off” e diverse location. Per quest’anno la line-up è stata a dir poco alternativa visto che alcuni progetti noise-glitch locali hanno dovuto condividere la serata coi Darkspace.
Ma forse è meglio dire il contrario perché, vi assicuro, che gustarsi il gruppo black metal in mezzo a questo festival fa riflettere a quanto il genere proposto dagli svizzeri sia labile, borderline e malleabile ad altri rumorismi.
Location: il Dampfzentrale è un teatro contemporaneo polifunzionale (niente gradoni, o meglio, non come di solito; palco provvisorio, backstage a scomparsa) adagiato su un parco sportivo (con tanto di piscine) sulle rive del fiume Aar. Un gusto tutto finto-squat si sposa con i canoni mitteleuropei dove fuori tutto è un rudere mentre dentro puoi mangiare anche a terra. Il Dampfzentrale più che fare concerti di un certo calibro propone corsi di danza, mostre fotografiche, cineforum, piccoli happening musicali, dj-set e aperitivi.
In questo contesto si è svolto il Sonic Mountains, un evento noise che promuove le realtà locali e si snoda in diversi piccoli settori, nel modo più dinamico che il locale possa offrire. Tantissima la gente (immagino sulle 300 persone), di “range” ed età vari. Ovviamente il 90% di questi erano visibilmente metallari, ma scrutando fra i vari cappotti di pelle ogni tanto si scorgeva qualche simpatico sessantenne con gli occhialini o qualche signora che era venuta più per l’evento in se che per esaltarsi durante le esibizioni delle band.
Op Rechts & Hess espongono un progetto ambient artistico dove l’happening consisteva in una video proiezione di circa mezz’ora. Dalle immagini microscopiche di ingranaggi e metalli si passa a sale macchine per poi giungere a foto e video di vecchie navi (stile Titanic) e barconi da fiume. Poi il mare, i gabbiani e i fiordi. Ed in sottofondo si sentiva una delicata musica minimale ambient con retaggi drone (senza ritmi o percussioni) dal sapore marino e acquatico.
Era necessario tornare alla stanza con il bar, descritta in precedenza, per assistere alla rappresentazione di Cyrill Schläpfers & Dampfschiff-Symphonie. I due omoni corpulenti erano siti in cima a un cono di gradoni (eccoli qua !) dove avevano sistemato su di un tavolaccio di legno i loro oggetti: un gira-dischi, un theremin, microfoni e pedalume vario. Uno dei due tipi faceva girare il 45”, lo prendeva e lo riprendeva creando dei loop che si andavano fondere con tamburi e samples vari. L’altro tipo si occupava di filtrare la sua voce espressa a dittonghi e faceva scorrere fili metallici di diversa grandezza e materiale sopra i microfoni.

Si torna alla prima sala per assistere finalmente al concerto dei Darkspace. A causa di qualche problema tecnico prima che iniziasse il concerto, il chitarrista Wroth è dovuto salire sul palco togliendo parte dell’effetto sorpresa riservato all’inizio del live. Tutto risolto in pochissimi minuti. Calano le luci, la macchina del fumo spara nebbia a più non posso e la dimensione si fa sempre più rarefatta e sintetica. Un’enorme sfera centrale spara delle luci spot come se si trattasse del guscio di un’astronave mentre il blu del sottofondo svela le 3 sagome dei nostri.
Una cura maniacale per la scenografia, scarna ma efficace, ha contribuito non poco a migliorare quest’impatto live. Un gioco di triangolazioni calcolate sistematicamente proietta il fruitore direttamente in un’altra dimensione, I tre personaggi che si voltano uno dopo l’altro, la ragazza (più bassa) al centro, gli altri due chitarristi laterali, come fossero delle colonne portanti, stesso make-up, stesse tuniche aliene, loro due con le lenti a contatto bianche, lei con quelle nere che davano un senso di disagio oltre che l’incomunicabilità di fondo che emanano tutti; fasci di laser blu ai lati e una potenza sonora senza limiti.
Iniziano con un brano nuovo dopo diversi minuti di ambient disagiante; i riff sono thrasheggianti e stoppati sullo stile di Darkspace I e i tamburi accentuano queste brevi pause. Martirio collettivo è stato il subirsi dei potenti fari gialli in faccia che andavano a tempo coi tamburi e si illuminavano in senso orizzontale. Un disturbo visivo come l’incontro ravvicinato con un’astronave. Il nuovo brano si caratterizza per una notevole componente doom e la presenza di fraseggi sulle note alte e a metà durata si interrompe per lasciar spazio a momenti ambient.
Si crea il vuoto con 3.15 e in 3.16 la chitarra di Wroth parte per prima, segue poi l’altra, le triangolazioni delle voci sono quanto più disumano e coinvolgente mai sentito. Wroth urla e grida i suoi monologhi non-parlati, mentre pronuncia l’ultima frase del suo turno, lo sovrappone Zhaaral. L’effetto è quello di due esseri a metà fra i subumani e i rettili che emettono questi sgraziati acuti che sembrano perfino sdoppiarsi. Zorgh rimane sempre indietro tranne quando tocca a lei: lo si capisce da un disadorno modo di avvicinarsi al microfono, come se stesse per partorire qualcosa di mostruoso, i suoi passi sono brevi e sbilenchi; mentre continua a picchiare il basso le sue membra sembrano monche, il collo si torce e le pupille le sbattono in un modo quasi epilettico. E poi arriva l’aborto vocale: due sole urla paralizzanti pieni di riverbero che rimbombano nel locale e strappano la pelle di dosso agli ascoltatori: non credo di aver provato ma questa sensazione nella quale la pelle d’oca rimbalza da gamba a gamba, da coscia a coscia, da braccio a braccio, creando una sensazione di prurito e sconforto. Come se niente fosse, come dopo una vomitata, lei se ne torna nel suo spazio, indietro, per poi ricomparire solo altre due-tre volte nel corso del live. I movimenti di tutti e tre sono regolati e rallentati, nessuno parla al microfono o incita la gente, non si vede una mano fare le corna (per fortuna!), non c’è contatto col pubblico, tutto è votato per l’asetticità e l’estraniamento totale.
La strumentale 3.14 riprende le note che si erano sentite poco prima (anche se nel cd la 3.15 segue ciclicamente la 3.14, in questa occasione i due brani sono stati ribaltati).
Chiusura clamorosa con la 3.17: gli arpeggi sul finale rimbalzavano per tutta la stanza per poi fondersi nuovamente con il wall-of-sound caratteristico della band. Non c’era tantissima calca sotto il palco, tutti stavano ai lati della venue ed era impressionante voltarsi per vedere la gente: un’enorme esperienza collettiva caratterizzata dalla quasi totalità della gente ad occhi chiusi e testa rivolta verso il cielo, che comunica un glaciale stato di trance.
Pazzesco, un’esperienza quasi extra-corporea.

Per finire la serata, nella stanza del bar un canuto dj si è esibito in un meraviglioso set post-punk (esclusivamente in vinile) rimaneggiato e mixato ad effetto dance (con una Bela Lugosi’s Dead praticamente strumentale di dodici minuti !). Niente cocktail per il sottoscritto (alla modica cifra di 10 euro l’uno), solo qualche fondo di bicchiere rubato qua e la.

SETLIST DARKSPACE:
Dark 4.?
Dark 2.10
Dark 3.15+3.16
Dark 3.14
Dark 3.17



Max
Venerdì 18 Gennaio 2013, 16.36.12
4
Ero presente anche io, concerto eccezionale con suoni e luci perfetti... Mi spiace che me li ero persi a Milano ai tempi (non mi entusiasmavano, colpa di ascolti non attenti, mea culpa), ma devo dire di aver recuperato alla grande! Grandiosi!
Matteo Cagnola
Venerdì 18 Gennaio 2013, 16.24.11
3
VOGLIO i Darkspace live in italiaaaaaaaaaaaaaaaaa
Moro
Venerdì 18 Gennaio 2013, 9.36.25
2
guarda.. un'esperienza allucinante. Loro e i Celeste sono state le band che mi hanno impressionato di più. Come impatto, come resa del suono, come coinvolgimento, come organizzazione dello stage.
Giasse
Venerdì 18 Gennaio 2013, 0.45.49
1
I Darkspace sono grandiosi, soprattutto live! Li a rei rivisti stravolentieri!
IMMAGINI
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La locandina dell'evento
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Live Report
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Sonic Mountains - Dampfzentrale, Berna, 12/01/2013
 
 
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