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VADER + ABORTED + BONDED BY BLOOD + FHOBI + BLOODSHOT DAWN - Colony Club, Brescia, 27/01/2013
01/02/2013 (1936 letture)
Beh, Brescia non è così lontana mi sono detto, in fin dei conti basta qualche litro di GPL, un po’ di buona lena e via che si va. Perché lasciarsi sfuggire un’occasione così deliziosa per trascorrere una domenica sera? Così mi sono deciso a vagare per le lande lombarde in cerca del Colony Club e grazie al mio nuovo amico navigatore satellitare, sbuco in quella che sembra tutto tranne che una location per un concerto metal. Ma non lasciamoci fregare dall’apparenza: la carne sul fuoco stasera era tanta e il bill meritava la trasferta. Bando alle ciance, vediamo com’è andata.

FHOBI

So benissimo che prima dei Fhobi han suonato i Bloodshot Dawn; peccato che il mio amico tecnologico non mi ha concesso tale privilegio e sono arrivato quando il tutto era già trascorso. Peccato perché il disco di quest’ultimi me lo sono pure comprato e non sono male, anzi sarebbe stato sicuramente un concerto di thrash/death simpatico da vedere. La mente latita e stavo parlando dei Fhobi giusto? Perfetto allora vi dico che i Fehos Hijos O Buenos Inmortales sono un gruppo con membri che arrivano dalle parti più disparate del mondo, come Uruguay, Francia, Svizzera, Spagna. Un cantante che all’apparenza sembra Tyson, dato il mastodontico tatuaggio sul viso, offre una carica positiva al pubblico e non riesce a stare fermo un attimo; corre da una parte all’altra del palco cercando di tenere alta l’attenzione.
Musicalmente qui siamo di fronte ad un gruppo che mischia hardcore da strada, parti di break down puro ed un groove heavy. Certo è che, ad ascoltare bene, il vero protagonista è il bassista, fautore di una prestazione ammirevole, che propone due o tre soli che non sono per niente male. Anzi, più la scaletta va avanti e più capisci che non solo ruba la scena dal vivo, ma è lui il perno delle canzoni che ruotano attorno a un tapping veloce e tecnico. La band non suona affatto male e il cantato in spagnolo offre dei ritornelli canticchiabili.
La scaletta dura poco più di mezz’ora con una decina di sostenitori sotto il palco; tutti gli altri stavano bevendo oppure erano in macchina verso la location. Una prestazione buona ma per un giudizio finale è richiesta una durata più consistente. Diciamo che il giudizio finale è rimandato a data da destinarsi.

BONDED BY BLOOD

Avete presente quattro messicani che non stanno fermi un minuto e non riesci a capire se abbiano i pidocchi o una tarantola sulla schiena? Avete presente i Death Angel, gli Exodus e i primi Testament? Perfetto unite il tutto e avrete fuori questi californiani. E cosa hanno combinato!
Non li sto prendendo in giro, lungi da me, anzi carichi come una molla e desiderosi di incitare il pubblico offrono una prestazione impeccabile dal punto di vista "qualità dei rapporti umani". Incitano più volte il mosh-pit, ridono e scherzano; sinceramente li rispetto sotto questo punto di vista. L’unico neo, e non è poco poco, è che le canzoni sembrano davvero tutte identiche tra loro. Probabilmente su disco saranno completamente differenti e provvederò all’ascolto appena possibile; essendomeli trovati per la prima volta di fronte questa sera non riesco a trovare una che primeggi sull’altra. Hanno tutte le stesso sapore: romantico, vintage e polveroso, un po’ come i giubbini di jeans usurati dei concerti con le toppe sopra.
Un 4/4 classico senza sorprese ci porta lungo la setlist e rende il tutto palesemente prevedibile. Forse penalizzati dai suoni un po’ scadenti all’inizio del concerto, hanno incontrato difficoltà nell’arrivare ad una prestazione ottimale. Sino alla terza canzone non si sentiva bene la voce e il pubblico aveva difficoltà ad interagire. Quaranta minuti scarsi e un’ottima presenza scenica lasciano l’amaro in bocca per quello che potrebbe divenire un ottimo gruppo. Mi è sorta una domanda durante il loro concerto: non è che questo revival del thrash occorso negli ultimi anni non abbia molto da offrire, se non solo una rivisitazione del genere con strumenti tecnologici rammodernati? Ormai i gruppi storici hanno già fatto quei riff e quelle partiture. Riflettiamoci, altrimenti rischieremo di vivere costantemente nell’ombra di un tempo che fu.
Seconda e ultima domanda: Mauro Gonzales, il cantante, non sembra la versione asciutta di Chuck Billy esteticamente parlando?

ABORTED

Sono le 21 circa e guarda un pò chi si vede salire sul palco… E’ arrivato il dottore, quello cattivo che fa la musica coi rutti, come qualcuno dice. Quel dottore che ti spiaccica in faccia 45 minuti di brutalità allo stato puro. L’apertura è doverosamente donataci da Meticolous Invagination e si sente già un odore di tenerezza nell’aria, quell’intimità che ti fa venire voglia di esplorare il corpo umano meticolosamente: con una sega motrice sarebbe meglio! Bastano dunque quei pochi minuti per lasciarti capire che l’intento non è di quelli più amichevoli. Le canzoni viaggiano lisce sul filo di lana. Alcuni problemi di voce vengono risolti nel giro di una decina di minuti e il pubblico sembra gradire. Anzi a metà concerto c’è anche lo spazio per un circle-pit che non fa certo male alle arterie. Qualcuno cade, qualcun altro rotola, ma che vuoi che sia, la vita da pogo è sempre quella, bella e sofferente. C’è il tempo per andare a ripescare vecchi classici come di Dead Wreckoning e di The Saw and the Carnage Done e nuove come The Origin of Disease e la titletrack dell’ultimo album Global Flatline. Certo è che, se l’impatto è comunque garantito, non si riescono a percepire più quella sensazione di marcio e quei riff corposi che facevano male allo stomaco sia nelle passate apparizioni live che sugli album. Forse sarà per la scelta dei nuovi membri, o per la precisa volontà da parte del mastermind, ma questa è una nota lievemente dolente nel risultato finale. Tutto è meno marcio e la scelta di alzare il tono della lead guitar offre meno "pacca". In alcuni casi, come le composizioni provenienti dalle uscite pre-Strychinine.213, c’è un impatto completamente differente ed a risentirne è struttura nel suo complesso. Non ci sono cali, tutto è suggellato da una bestemmia dietro l’altra in italiano per ravvivare l’umore, in alcuni casi troppo glaciale. Ma che si può pretendere dagli Aborted se non freddezza compositiva, depravazioni mentali e sangue a non finire (metaforicamente)?
Nota finale per la generosa disponibilità da parte di Svencho nell’after-show, durante il quale ha parlato amichevolmente con i presenti regalando foto ed autografi.

VADER

Sono le 22.10 e arrivano sul palco gli indomiti polacchi, o per meglio dire Piotr e i soliti ignoti, dato che l’innumerevole quantità di membri che hanno fatto parte del gruppo lascia basiti ad ogni riepilogo. Doveva essere la serata del ricordo: non solo il ricordo dell’olocausto, ma anche quello di due album cardine nella discografia dei Vader. Chi li segue da sempre conosce benissimo l’importanza che Sothis e Back to blind hanno avuto sulla scena europea ormai oltre 15 anni addietro. In questo caso però bisogna parlare al condizionale, poiché le promesse non sono state mantenute appieno.
Sì, i dischi sono riproposti e occupano la maggior parte della scaletta; peccato però che non siano presenti nella loro interezza ma che siano stati suonati a pezzi e bocconi, inframezzandoli con canzoni più o meno recenti. Non ci vuole un genio in fin dei conti per capire che, pur essendo ottime canzoni, Welcome to the morbid Reich e Come and see my sacrifice siano fuori contesto in una serata come questa. Ma questo rimane l’unico neo di un concerto praticamente perfetto. Il locale ormai pieno: sembra un’orda e in fin dei conti era prevedibile che la maggioranza degli spettatori fosse lì solamente per gli headliner. Senza mezzi termini la prestazione è stata un massacro (in senso positivo). Gli impianti audio hanno dato il loro contributo e tutto è stato percepito sino all’ultima nota. Non una sbavatura non un calo di tensione e nessun difetto sonoro che era stato riscontrato in precedenza.
La formazione attuale è composta da musicisti che, seppur poco conosciuti al grande pubblico, offrono una prestazione fenomenale, il che alimenta la mia curiosità relativamente al nuovo disco che dovrà uscire. Ottima la prestazione del secondo chitarrista Spider, che sembra uscito direttamente dalla sessione di registrazione di Sothis.
La malsanità sonora dura per un’ora circa. Ad un certo punto loro lasciano il palco ma, come è ovvio, la gente li chiama nuovamente, nessuno vuole che ci lascino così, dopo la conclusiva Dark Age.
Si ripresentano e This is the War non lascia prigionieri. Serviva una sana dose di guerriglia. Perché no, giusto?
Bene, l’encore l’han fatto come da prassi e tutti sono contenti. Ma ci si sbagliava e dopo due minuti ritornano sul palco una seconda volta per regalare alla storia anche una cover di Raining Blood. In fin dei conti se i padri putativi latitano, è giusto omaggiarli con la cover di una delle loro canzoni più conosciute, eseguita da una delle band più tritaossa del palinsesto. Anzi, seppur leggermente differente, risulta molto più violenta (pensavate il contrario?).
Ora basta, giusto? Sì, ora lo show purtroppo è finito, ne volevamo di più, si aveva bisogno di più canzoni, anche perché non si è mai sazi dei Vader. L'uscita definitiva dal palco è lasciata alla colonna sonora della morte nera, che impetuosa ci avvicina all'uscita, soddisfatti sotto ogni aspetto.
Serve altro? Sì un altro concerto loro, a presto ragazzacci!

STIMA FINALE

Ottimo, davvero ottimo, niente da dire sulla prestazione che non sia già stato scritto sopra. I nei sono presenti seppur piccoli, per quanto riguarda la sede organizzativa. L’ingresso è costato 22 euro cadauno, cui bisogna aggiungere 3 euro per l’appartenenza al circolo Colony. Ma non si è ricevuta nessuna tessera e non ho firmato nessun documento o sottospecie di contratto che mi fornisse la conferma dell’iscrizione al suddetto circolo. Ovvio che 3 euro non fanno cadere in disgrazia, però mi sento di averli buttati, come spesso succede nel presentarsi in un luogo per la prima volta. Spero solo che al prossimo arrivo sia registrato il mio nominativo. Lo stesso vale per tutti gli altri presenti.
Proseguo oltre e chiudo riconfermando di aver preso parte a una serata valida sotto diversi aspetti, con un bill di valore ed una passione comune.
Vorrei chiudere con quell’immagine che avevo nel guardare da lontano la massa che si esprimeva durante il concerto dei Vader. Avrò assistito a centinaia e centinaia di concerti, dai luoghi più osceni e infidi sino alle super strutture dei festival estivi. Ancora, dopo tutti questi anni, non riesco a credere quanto sia grande e profonda la passione che ci lega sotto ad un palco. Ovunque sia la provenienza del tipo che ti sta strattonando, sai che siete legati da un unico destino, un’unica passione; così noi, così i gruppi. Ancora oggi è indescrivibile come emozione.



Gian
Lunedì 15 Aprile 2013, 14.10.42
7
Ragazzi gli Aborted sono irreali cazzo.
Er Trucido
Giovedì 14 Febbraio 2013, 12.31.55
6
Un live del genere il giorno del mio compleanno... peccato essermelo perso
Ad Astra
Venerdì 1 Febbraio 2013, 23.13.59
5
ciao roby! spero, come ho cercato di piegare nelle mie parole, che non è affatto una critica o rimprovero, solo pagando mi son chiesto se nell'eventualità in cui dovessi tornare, e molto probabilmente tornerò nei prossimi mesi, la mia iscrizione sia valida, comprendo ogni vostra necessità del caso e guai a dire il contrario, solo mi ero posto tale domanda. mi sembrava comunque giusto riportarlo per dovere di cronaca . grazie a te per la precisazione ciao e a presto
brainfucker
Venerdì 1 Febbraio 2013, 23.01.18
4
non ti sei perso niente per i bonded..sono uno dei gruppi più orripilanti che il revival thrash abbia partorito
Roby Colony
Venerdì 1 Febbraio 2013, 18.07.35
3
Ciao Andrea, vorrei chiarire il discorso tessera: normalmente viene fatto compilare un modulo o, come in questo caso, molti si sono presentati all'ingresso con i moduli già precompilati. Per velocizzare le cose Domenica sera per chi non arrivava con il modulo è stata fatta la copia del documento di identità, che comunque per noi vale come modulo di iscrizione, quindi la tessera potrà essere ritirata la prossima volta che passi oppure se vuoi essere spedita direttamente a casa. Tranquillo che, anche se sono 3 euro, i soldi non li hai buttati.Ciao.Roby
Belphegor
Venerdì 1 Febbraio 2013, 16.01.39
2
Ottimo...
Taste Of Chaos
Venerdì 1 Febbraio 2013, 9.43.33
1
Indescrivibile è la parola giusta...gran report!
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01/02/2013
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VADER + ABORTED + BONDED BY BLOOD + FHOBI + BLOODSHOT DAWN
Colony Club, Brescia, 27/01/2013
 
 
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