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SOILWORK - Infinite possibilità
07/03/2013 (2104 letture)
The Living Infinite si preannunciava già dai trailer dei mesi precedenti come una mastodontica creatura. I Soilwork, hanno cercato di superare se stessi, ponendosi nuovi obiettivi e nuove aspirazioni da raggiungere. Il primo doppio album della loro carriera non poteva che non meritare un’intervista. Tra battute, curiosità e alcuni fatti poco noti, si è fatta un po’ di luce su quella che si prospetta un’uscita discografica di grande interesse. Ecco cosa è emerso da una piacevole chiacchierata con il mastermind della band, Björn "Speed" Strid.

Ad Astra: Ciao Björn, ben arrivato su Metallized, stavo aspettando proprio la tua chiamata.
Björn: Ciao e grazie per il benvenuto. Sono in ritardo per caso?

Ad Astra: No figurati, anzi. Spero tu stia bene!
Björn: Meglio così allora. Io sto molto bene grazie per la domanda.

Ad Astra: Bene, direi di iniziare dato che ho diverse domande e sono proprio curioso. Come prima domanda vorrei proprio sapere cosa puoi raccontarci del titolo del nuovo album e di tutto quello che ne concerne.
Björn: Per quello che riguarda il titolo, The Living Infinte, posso dirti che era già stato scelto nel 2011. Tutto era già chiaro ancor prima dell’inizio della scrittura dei pezzi che sarebbero poi finiti sull’album. Dentro di me sento questo titolo molto forte, epico ed ho voluto costruire attorno a questa idea l’intera evoluzione delle liriche. Infatti desideravo che combaciasse alla perfezione con il tema che risiede dietro i testi.

Ad Astra: Dunque questo infinito possiamo collegarlo a qualcosa in particolare?
Björn: No, direi di no. Nessun infinito in particolare, avevo questa idea dentro di me, così ho voluto esaltare questo concetto usando queste parole.

Ad Astra: Talmente epico che la titletrack l’hai voluta dividere in due parti, una per ognuno dei due dischi. C’è qualche motivazione particolare?
Björn: Non c’è un motivo particolare, dentro di me quando ho finito di registrare il tutto sentivo che queste due tracce combaciavano alla perfezione. Quando è stato il momento di scegliere la tracklist, l’ho divisa spontaneamente. In fin dei conti si può quasi avere un filo condutture tra le due parti.

Ad Astra: Se si analizza questa traccia in particolare è palese che abbia due caratteri differenti, proprio come dici tu.
Björn: Giusto, infatti i due dischi hanno caratteri differenti, se prendi le due porzioni e provi ad unirle si offre una unitarietà al tutto, come se prendesse vita; l’una non può esistere senza l’altra.

Ad Astra: Continuando a parlare di questo, per la prima volta nella vostra carriera avete affrontato la sfida di incidere un doppio disco. Lo avevi già deciso a priori oppure è uscito fuori spontaneamente durante la fase di scrittura?
Björn: Era già stato scelto prima di iniziare al fase compositiva. Abbiamo solo dovuto attendere di avere una quantità sufficiente di canzoni che potesse permettere tale concepimento.

Ad Astra: Quindi mi vuoi far intendere che oltre alla traccia di cui prima parlavamo, siamo di fronte ad un concept album, o è un caso a se stante?
Björn: No, per nulla. Hai detto bene, l’unica che ha un filo condutture è la titletrack. Era un mio obiettivo e nulla di più.

Ad Astra: Proprio a riguardo della mole di lavoro, ho letto sul vostro sito che tutto il concepimento sia stato abbastanza veloce. Se non ricordo male siamo all’interno dei 5 mesi di scrittura, da marzo ad agosto del 2012.
Björn: Onestamente il periodo preciso non lo ricordo, se non era marzo era aprile e siamo andati avanti siano ad estate inoltrata. Girando spesso in tour avevamo molto materiale da parte anche dei mesi precedenti, ma come dici tu la vera fase di composizione si è svolta in quel periodo. Tirando le somme dalla fase finale di produzione all’uscita vera e propria sul mercato è trascorso precisamente un anno.

Ad Astra: Dunque nuovo album ma anche nuova line-up, non modificata radicalmente, ma c’è un nuovo membro in seno alla band. Vuoi parlarci di David e di come siete arrivati alla sua scelta?
Björn: La scelta di David è stata semplice e naturale. In fin dei conti lui aveva già lavorato con noi nel 2006. Sono dell’idea che quando hai a che fare con persone che già conosci tutto è più facile, sotto ogni punto di vista. Una volta che Peter non è più stato in grado di mantenere le tempistiche dei tour che ci vedevano protagonisti, abbiamo dovuto fare una scelta mirata.

Ad Astra: Mi viene spontaneo chiederti se con l’ingresso di Sylvain nel 2008 prima e di David poi, c’è stato un avvicinamento dei Soilwork alle sonorità degli Scarve.
Björn: Mi trovo in difficoltà a risponderti a questa domanda, ma è indubbio che Sylvain ha portato degli elementi personali. Elementi che potevano provenire dalla sua band precedente, è naturale, in fin dei conti mi sembra impossibile che questo non accada. Penso però che noi come gruppo abbiamo un’identità ben delineata e che entrambi gli ultimi dischi suonino perfettamente Soilwork. Anche perché si può notare bene come lui si sia integrato alla perfezione nel nostro mondo.

Ad Astra: Concordo con quello che dici, anche perché ho la netta sensazione che dall’uscita di The Panic Broadcast si possa parlare di rinascita. I trademark sono ancora presenti, ma hanno una linfa vitale totalmente nuova, un’ispirazione che in passato è venuta in certi momenti a mancare.
Björn: Ti ringrazio per le tue parole, il mio pensiero su questa nuova uscita è molto ottimistico. Ho la sensazione che rappresenti i Soilwork di oggi. Meglio di così non potevo pensare; lo sento fresco, epico e soprattutto penso ci si possa trovare della buona musica al suo interno

Ad Astra: Concordo nuovamente con te; The Living Infinte segue la scia del suo predecessore, solamente con una mole di lavoro doppia. Ci potrebbe essere qualche difficoltà in più nella comprensione del tutto, ma chi ha apprezzato The Panic Broadcast non può non apprezzare anche quest’ultimo lavoro.
Björn: Sono contento di sentire queste parole da parte tua, posso solo aggiungere una frase: se quest’anno avete intenzione di comprare un disco solo, comprate The Living Infinte, anche perché ne avrete due al prezzo di uno solo.

Ad Astra: Perfetto dunque. Björn, vorrei parlare della tua vocalità: è possibile affermare che dall’uscita di Natural Born Chaos, dunque dalla collaborazione con Devin Townsend, tu abbia migliorato molto questo tuo lato apprendendo molto da lui?
Björn: Si penso anche io di aver imparato molto, ci terrei anche a ricordare che né da parte nostra né da parte di Devin c’è mai stata nessuna intenzione che lui entrasse come cantante nel gruppo, anche per una semplice collaborazione.

Ad Astra: Su questo posso crederci, non lo metto in dubbio, però è palese come tu sia cresciuto molto e ti abbia dato molti insegnamenti.
Björn: Penso che ciò che mi ha insegnato di più è stato il coraggio. Credere nelle mie capacità ed osare sono i punti su cui mi ha fatto riflette maggiormente. Ho compreso che dovevo cercare stimoli nuovi, andare oltre i miei limiti. In ultimo mi ha insegnato a produrmi da solo le mie parti vocali, cosa che prima non riuscivo a fare indipendentemente. Tornando al discorso di prima, sarebbe poi impossibile che lui potesse far parte del gruppo avendo una vita abbastanza impegnativa (ride nda).

Ad Astra: Certo questo posso immaginalo. Ora però mi hai fatto venire un’idea. Voi e Devin in tour assieme, pensa che occasione unica…
Björn: Questa sarebbe una delle cose più belle che potrebbero accadermi nella vita. Mai dire mai (ride nda).

Ad Astra: Dato che ci tieni così tanto, non hai mai pensato di tentare la strada della carriera solita?
Björn: Posso confessarti che in passato ci ho pensato seriamente a questa eventualità. Non ho mai realizzato nulla ad ogni modo, posso dirti che se un giorno ci fosse questa possibilità sarebbe totalmente al di fuori del mondo del metal e sicuramente canterei in svedese. Negli anni passati ho partecipato a diversi progetti spaziando dal rock, al blues, passando per il jazz e dischi orchestrali. Mi sono tolto diversi sfizi nella mia vita.

Ad Astra: Se ora ti chiedessi di cantare la prima canzone che ti passa per la testa e tu fossi libero di scegliere tutto ciò che vuoi, cosa improvviseresti?
Björn: Mi cogli impreparato, non saprei proprio da dove iniziare. Sicuramente sarebbe una canzone dei Queen, loro sono la maggior fonte di ispirazione da quando sono nato e potrei citarti My Baby Does Me (ride nda).

Ad Astra: In questi anni hai preso qualche lezione da un coach vocalist oppure è tutto frutto del tuo lavoro da autodidatta?
Björn: Tra le varie collaborazioni con artisti di vario genere e la costante ricerca del miglioramento, il tutto esce da dentro di me. Nessuna lezione e nessun insegnante di canto, su questo posso metterci la mano sul fuoco.

Ad Astra: Hai tolto ogni dubbio che c’era dentro di me. Ora ritornando al disco nuovo, se lo potessi confrontare con i precedenti e metterlo all’interno di una prospettiva storica come lo reputeresti in confronto agli altri?
Björn: Credo che ogni disco che abbiamo composto aveva un perché d’esistere, era destino che fosse concepito in tale maniera. Non riesco ad essere obiettivo su questo argomento.

Ad Astra: Mi stai confermando di essere soddisfatto di ogni tua fatica quindi.
Björn: Si, tutto ciò che ho fatto lo rifarei senza il minimo dubbio.

Ad Astra: Ti faccio questa domanda perché in passato, penso ancora oggi, ci sono persone che vi definisco venduti. Caduti nella trappola del commercio e di quegli stilemi del music business con una musica prevedibile e banale.
Björn: Non ho idea di cosa poter rispondere a queste persone, posso solo confermarti quello che ti ho detto prima. di The Living Infinite è un ottimo disco, lo sento fortemente dentro di me. Se rimanessero ancora di quell’idea perderebbero una buona possibilità per ascoltare della buona musica. Sono convinto che quei pensieri possano essere cancellati dal semplice ascolto dei Soilwork odierni. Questo gruppo non ha più nulla da spartire con quello che era sino a qualche anno fa, per cui rimarrebbero fossilizzati nel passato.

Ad Astra: Il passato infatti è pesante, come dici tu. Sei infatti rimasto l’unico membro della formazione originale, senti il peso sulle tue spalle oppure condividi il lavoro di gruppo optando per un dare ed avere costante?
Björn: Non sento il peso su di me, anche perché vorrei ricordarti che Ola (Flink, bassista del gruppo) ha preso parte alla prima uscita discografica. Anche se non è arrivato subito, posso definirlo come membro originale sotto questo punto di vista. Mi sembrerebbe ingiusto dire il contrario. Per quanto riguarda il mio ruolo, ho ovviamente una parte decisionale su tutto ma l’importante, da sempre, è confrontarsi e decidere insieme.

Ad Astra: Capisco, sono contento di questa chiacchierata e sono arrivato all’ultima domanda. Mi sembra di notare che oltre al disco, avrete anche un tour infinito nei prossimi mesi.
Björn: Si è vero, faremo questo immenso tour negli Stati Uniti insieme a Jeff Loomis, dopo andremo in Australia, Giappone e a diversi festival europei. Il tour da solisti nel vecchio continente sarà sicuramente tra ottobre e novembre e ovviamente passeremo dall’Italia.

Ad Astra: Bene, siamo giunti ai saluti, non resta altro che vedersi dal vivo il prima possibile.
Björn: Sono io che ti ringrazio, è stato un piacere parlare con te e un porgo saluto ai fan italiani. Grazie per il supporto e ci vediamo presto on stage!



The Void
Giovedì 7 Marzo 2013, 23.21.32
5
Mi istiga a comprarlo...
tommi
Giovedì 7 Marzo 2013, 22.31.42
4
ok ma dice che "il gruppo non ha più nulla da spartire..." non è il massimo come uscita...ho ascoltato i pimi 9 pezzi una sola volta e debbo dire che del buono cè sicuramente ma nel contempo "manca qualcosa"...non so se l affemazione di cui sopra possa essere alquanto credibile peraltro...
NagasH
Giovedì 7 Marzo 2013, 20.46.27
3
Se posso permettermi di spiegarti il contesto delle due domande concorderai che c'è una certa coerenza. Lui parla del fatto che rifarebbe tutto perché quel tutto ha portato al quid di esperienze tali da poter realizzare questo disco, che però mostra una band che a livello di mentalità è cambiata e le canzoni odierne rispecchiano un diverso approccio dal punto di vista lavorativo in toto.
tommi
Giovedì 7 Marzo 2013, 18.52.11
2
il passato con dei "bassi" intendevo dire....
tommi
Giovedì 7 Marzo 2013, 18.51.04
1
prima dice di aver una discografia senza punti deboli anche se con un giro di parole e quando gli si fa notare il passato attraverso da quanto ho capito produzioni piatte e fin troppo ruffiane invita all ascolto del nuovo album rinnegando il suo passato stesso...ottimo esempio di coerenza....
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