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IRON MAIDEN - Run to the Hills: In Memory of Clive Burr
14/03/2013 (10206 letture)
Ora corre verso le colline, dove potrà finalmente riposare in pace: Clive Burr, storico batterista degli Iron Maiden, è morto a soli 56 anni, consegnando ai posteri la sua memoria. Era malato da tempo di sclerosi multipla e se ne è andato pacificamente, mentre dormiva nel suo letto: un addio senza travaglio, dopo una vita piena di saliscendi. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, sorprendendoci tutti: chi ama la musica dura non potrebbe che essere rattristato da un evento simile, per il quale è stato spontaneo improvvisare un ricordo-lampo, capace di rendere omaggio ad un grande personaggio, spesso dimenticato dai media specializzati. L'eterna riconoscenza del popolo cuoioborchiato, l'alcool, le droghe, la prematura fuoriuscita dalla Vergine di Ferro, i continui tentativi di restare aggrappato alla musica e, infine, la lunga resistenza alla malattia: Clive era un ragazzo sorridente e gioviale, che ha però dovuto coesistere per troppi anni con un mostro apparentemente più forte di lui. 'Questa è una notizia terribilmente triste' -ha dichiarato Steve Harris- 'Clive era un vecchio amico di tutti noi. Era una persona meravigliosa e un grande batterista che ha dato un valido contributo ai Maiden dei primi anni, quando tutto stava cominciando. Questo è un giorno triste per tutti i membri della band. I nostri pensieri e le nostre condoglianze vanno alla sua compagna Mimi e alla sua famiglia'. Bruce Dickinson ha parole piene di tristezza per il compagno scomparso col quale aveva ripreso i contatti negli ultimi anni: 'Ho incontrato Clive per la prima volta quando stava lasciando i Samson per unirsi agli Iron Maiden. Era un grande, un uomo che viveva la sua vita appieno. Anche durante i giorni più cupi della malattia non ha mai perso il senso dell'umorismo o l'irriverenza che lo contraddistinguevano. Era un amico, un grande compagno di viaggio, e anche nei momenti più bui della sua esistenza non ha mai perso il buon umore e l’ottimismo. Era irriverente e caustico, con un gran senso dell’umorismo. Tutti noi siamo vicini alla sua compagna Mimi e alla famiglia'.

REMEMBER TOMORROW: STORIA DI UN RAGAZZO 'MALATO' DI MUSICA
Clive Burr era nato nella periferia est di Londra l'8 marzo 1957 ed era entrato giovanissimo nei Samson, registrando un paio di singoli e meritandosi la chiamata presso la Vergine di Ferro, avvenuta attraverso Dennis Stratton; da allora era stata una mirabile escalation, perché la truppa capitanata da Steve Harris stava acquisendo sempre maggior forza e convinzione nell'underground nazionale, tanto da scavalcare nel breve periodo i mitologici Judas Priest. Questo avvenne col debut-album Iron Maiden, un esplosivo concentrato di heavy metal stradaiolo, aggressivo, veloce e melodico; la ricetta venne mantenuta col successivo Killers e maturò in uno stile epico e ridondante col terzo lavoro, The Number of the Beast, da molti ritenuto il più rappresentativo capitolo della discografia maideniana. Clive Burr è tutto lì, all'interno di quei dischi epocali: forte di uno stile via via sempre più potente ed incalzante, il biondo batterista contribuì in maniera determinante a sancire l'ascesa della formazione britannica, ma soprattutto a rinvigorire la scena metal internazionale, svecchiandola e proiettandola verso nuove dimensioni. Dickinson, che con la sua voce evocativa e le sue due lauree permise a The Number of the Beast di divenire un autentico punto di svolta epocale, ha sempre mantenuto un'opinione importante del suo vecchio compagno, tanto che anni fa confessò di ritenere Burr 'Il miglior batterista che la band abbia mai avuto'. La sua spiegazione era un vero elogio e ci aiuta a comprendere lo stile istintivo ma passionale del compianto musicista: 'Senza nulla togliere a Nicko McBrain, che è probabilmente molto più competente di Clive, credo che Burr avesse un feeling incredibile, e questo non si può impararlo; mi dispiace che non gli sia stato dato il tempo per provare a sistemarsi'. Si dice che Clive Burr fosse stato cacciato per le sue sregolatezze (e difatti aveva un'amicizia strettissima con il bizzarro Paul DiAnno, oltre che con Dave Murray): a Steve Harris, del resto, non sono mai piaciuti gli eccessi da rockstar. Lo stesso drummer dichiarò anni fa che, durante il tour di The Number of the Beast, teneva un contenitore per vomitare a portata di mano, vicino al drumkit ('Anche se spesso centravo il roadie'), in modo da reagire prontamente alle conseguenze arrecategli da potenti mix di alcool e droghe; in realtà, non fu mai allontanato per questo motivo. Clive uscì dalla band quando si assentò un paio di settimane, per assistere la famiglia dopo l'infarto che si era portato via il padre a soli 57 anni: una tragica coincidenza, perché egli stesso morirà più o meno alla stessa età. Quando tornò, trovò un clima teso e ostile nei suoi confronti: ormai la spaccatura era avvenuta e non si sarebbe più tornati indietro.

L'EREDITA' DI CLIVE BURR: COSA CI RESTA DI UN BRAVO BATTERISTA
Era fiero di aver avuto le idee per pezzi leggendari come The Prisoner e Run To The Hills, ma di fatto il contributo di Clive Burr alla causa metallica è stato fin da subito ben più ampio. Seppur ancora basilare ed essenziale, lo stile del ragazzo sul disco d'esordio, Iron Maiden, permetteva alla band di ingranare una marcia in più: la dinamica avvincente di tracce come Prowler, Sanctuary o Iron Maiden era notevole, e scaricava una scossa di energia all'epoca senza pari. Stilettate rapide e dirette, quasi punk nell'urgenza: si ascolti l'assolo fulminante di Prowler per accorgersi di come sia impossibile non muovere la testa a tempo, al cospetto del drumwork scatenato di Clive. Il crescendo finale di Remember Tomorrow è grandioso, ed ha rappresentato una fonte d'ispirazione per tante band come anche i Metallica; l'approccio frizzante e senza fronzoli rendeva esplosive canzoni semplici ma efficaci quali Running Free e Charlotte The Harlot, ma sono le articolate Phantom of The Opera e Transylvania a raccogliere la summa dello stile di Burr, qui all'opera con differenti canovacci ritmici e repentine accelerazioni: assolutamente letale. Anche su Killers il contributo del drummer fu importante, accresciuto e tangibile fin dalle rapide rullate che conferivano un tono epico all'opener The Ides of March; l'istinto e il feeling sferzante sono evidenti nei brani più vivaci e dinamici come Murders In The Rue Morgue; proprio le rullate con le quali soleva aprire i brani rimangono uno scoppiettante biglietto da visita, ma la peculiarità più vistosa che Burr assume nel platter è la velocità: le sezioni ritmiche di brani quali Another Life (nella parte centrale) o Purgatory sono incalzanti, urgenti e probabilmente hanno svolto il ruolo di ispiratrici per tante band pioniere del thrash. Se volessimo citare una canzone che meglio esprime la potenza manifestata da Clive Burr, menzioneremmo proprio Purgatory: un brano irresistibile e troppo sottovalutato, ancora oggi fonte inesauribile di headbanging sfrenati. La strumentale Genghis Khan è un altro esempio della notevole forza espressa dal nostro, capace di spaziare da metriche aggressive ad altre più marziali nel breve volgere di poche strofe, come peraltro accade anche nella memorabile titletrack. Anche l'epocale The Number of the Beast si apre con una sua rullata ed un brano movimentato (Invaders), ma il meglio arriva nella veloce coda solista di Children of the Damned, nell'incipit ritmato e nell'andamento vivace di The Prisoner e nella celebre Run To The Hills, che col suo drumwork solenne e sferzante diventa uno dei capolavori assoluti di Burr. Impossibile non citare, infine, l'avvincente titletrack e la monumentale Hallowed Be Thy Name, con la sua cadenza intimidatoria e poi via via più esplosiva ed epica; in quest'ultimo disco, Clive sfoggia uno stile più maturo e serioso, in linea con la svolta fastosa della band.

INNOCENT EXILE: IL TENTATIVO DI RIMETTERSI IN CARREGGIATA
Per un curioso caso del destino, Clive Burr fece ripartire la sua carriera dai Trust, sostituendo quel Nicko McBrain che ne aveva ereditato lo sgabello in casa Iron Maiden; con questa band pubblicò Trust IV e niente altro, passando poi agli Alcatrazz di Yngwie Malmsteen: ma durò una sola settimana, perché la formazione espresse il desiderio di trasferirsi negli States e Clive non ne voleva sapere di abbandonare la sua terra. Partecipò ad una nuova incarnazione dei Praying Mantis (band culto della NWOBHM), denominata prima Clive Burr's Escape, poi Tygon e quindi Stratus, e con quest'ultimo moniker pubblicò il discreto Throwing Shapes (un hard rock leggero e non invadente). Quindi nel 1985 entrò nella superband Gogmagog assieme al vecchio amico Paul DiAnno, oltre che con il chitarrista dei disciolti White Spirit, Janick Gers: con questi si limitò ad un EP di tre tracce, prima di riprendere il suo incessante tourbillon con una serie cospicua di progetti senza troppo successo, tra i quali spiccavano gli Elixir. L'ultima testimonianza ufficiale risale al 1996, quando partecipò al tour dei Praying Mantis dal quale fu tratto il live Captured Alive In Tokyo City. Tutte esperienze estemporanee e che nulla aggiunsero ad una carriera comunque leggendaria: di Clive Burr rimangono sostanzialmente i tre anni alla corte di Steve Harris, dal dicembre 1979 al dicembre 1982, trentasei mesi appena capaci di concorrere storicamente alle sorti del metal. Il suo stile ha influenzato veramente molti batteristi, a cominciare da Dave Lombardo: 'Che tristezza per la sua scomparsa. Gli album che Clive ha registrato con i Maiden sono state influenze importanti nella mia educazione musicale, suonava con una particolare eccitazione ed energia. La cosa migliore che posso fare ora è andarmi a riascoltare Iron Maiden'! Anche Dave Ellefson e Slash hanno espresso il loro cordoglio per la morte del drummer, definito 'membro chiave nei primi anni di una delle band più importanti del metal' dagli americani Possessed; l'eclettico Jeff Waters ha parlato di 'perdita di una leggenda e di un innovatore', sottolineando come la sua opera abbia ispirato le sezioni batteristiche dei suoi Annihilator. Ronny Munroe dei Metal Church ha addirittura ammesso di aver imparato tutto da lui, mentre Jeff Scott Soto lo ha definito 'il batterista originale, ed anche il migliore' degli Iron Maiden. Nigel Glöckler, oltre a ribadire l'importanza di Burr per i primi anni di storia maideniana, ha espresso parole di cordoglio e vicinanza alla famiglia del drummer. Anche il vecchio chitarrista della band, Dennis Stratton, ha rilasciato dichiarazioni molto provate, mentre commovente è stato il ricordo di Dee Snider, che con Burr aveva lavorato al progetto Desperado (1988-1989): 'Dopo una lunga battaglia con la sclerosi multipla il mio caro amico Clive Burr è morto la scorsa notte. Abbiamo condiviso bei momenti, e purtroppo dimenticate esperienze musicali. Sono fortunato, perché ho potuto parlare con lui un paio di giorni fa per il suo compleanno, ed abbiamo condiviso alcuni ricordi e qualche sorriso. Una leggenda del rock'n'roll se ne è andata: riposa in pace, Clive, e colpisci duro nel paradiso del rock'n'roll'. Anche grazie a queste dichiarazioni sentite è possibile toccare con mano quanto questo ragazzo fosse amato e considerato nell'universo metallico, anche se va detto che è inspiegabile che solo i suoi ex compagni e pochi altri si siano mossi pubblicamente per sostenerne la malattia.

TUTTI I BATTERISTI DELLA VERGINE DI FERRO
Clive Burr fu il primo batterista ufficiale degli Iron Maiden, il quarto se consideriamo anche il periodo di tempo antecedente il debutto discografico. Il primo fu Ron Matthews (1975/1977), attivo per una decina di concerti concentrati nel 1976 e successivamente impegnato in alcuni progetti di piccola caratura. Per un breve periodo del 1977, le bacchette finirono in mano a tale Barry Graham, mentre dal 1977 al 1979 fu la volta di Doug Sampson, che aveva suonato con Harris negli Smiler (aveva conosciuto il bassista nel 1974): fu lui ad incidere il fortunato demo Soundhouse Tape, firmando anche il contratto della band per il disco d'esordio. Poi però qualcosa andò storto: alcuni dissero che si ammalò, altri che rinunciò perché si riteneva inadatto alla vita da tour, altri ancora che fosse la sua ragazza ad influenzarlo negativamente; fatto sta che Clive Burr lo sostituì giusto in tempo per le recording session di Iron Maiden. Dal 1982 ad oggi, infine, l'istrionico Nicko McBrain rappresenta il motore rombante dell'act britannico, fantasioso e tecnicamente validissimo, nonchè fenomenale col singolo pedale.

ANOTHER LIFE: LA DIFFICILE CONVIVENZA CON LA MALATTIA
La notizia della malattia di Clive Burr si è diffusa soltanto nel dicembre 2001, in seguito a delle interviste concesse per un DVD della Vergine di Ferro: il batterista si esibiva ormai sempre più salturiamente, nei quartieri londinesi, ed aveva lavorato anche come tassista e muratore, manifestando umiltà di fronte alle necessità della vita. Come molti altri ex componenti della leggendaria formazione britannica, il declino è stato inevitabile ed il passato illustre non ha garantito una ricchezza di rendita, anzi. Nel 2011 Clive ha dichiarato che già nel 1994 faticava a tenere in mano le bacchette: la diagnosi ha richiesto mesi di visite e accertamenti, dopo i quali la famiglia si è ritrovata in gravi difficoltà economiche per far fronte alle cure mediche necessarie. Qui è emerso il grande cuore di Steve Harris e della sua band, che per aiutare l'amico malato ha organizzato alcuni concerti benefici (come quello alla Brixton Academy di Londra, nel marzo 2002), ripubblicato il singolo Run To The Hills e creato il Clive Burr MS Trust Fund. Nel novembre 2005 si è tenuta una serata speciale alla quale furono invitate varie stelle del metal e del rock inglese: Adrian Smith, Janick Gers, ma anche Ian Paice e Tony Iommi. 'Spesso alzarsi dal letto è già una battaglia -raccontava anni fa Clive- mi stanco subito e non riesco a fare quello che vorrei'. Ormai i suoi kit erano riposti in garage, anche se qualche volta rispuntavano in casa: 'Li tiro fuori solo quando vengono a trovarmi i miei nipoti, adorano suonare la batteria'. Nel 2004 era stata fondata l'organizzazione Clive Aid, che organizzava concerti in suo favore; curiosamente, anche la moglie del drummer, Mimi, è affetta da sclerosi multipla, seppure in forma diversa: 'Ci siamo conosciuti in ospedale e lui mi ha invitato a chiamarlo, abitavamo a cinque minuti di distanza. Da allora non ci siamo più lasciati'. Mimi ora è rimasta senza il suo grande compagno, che è volato verso le colline: come minimo, ci si augura che ora lei non debba restare ancora più sola, abbandonata inesorabilmente al suo destino. Chiudiamo con il commento breve ma intenso di Paul DiAnno, che del batterista era uno dei migliori amici ai tempi della Vergine di Ferro: 'E' triste sentire della tua morte. Sarai sempre nel mio cuore, Clive. Un talento davvero unico che non sarà mai dimenticato'. Se ne va così un autentico pezzo di storia e leggenda hard'n'heavy, un musicista che ha dato davvero tanto alla causa.

SCLEROSI MULTIPLA, UN MORBO CHE COLPISCE LE CELLULE NERVOSE
La sclerosi multipla viene chiamata anche sclerosi a placche, sclerosi disseminata o polisclerosi, ed è una malattia che colpisce il sistema nervoso centrale causando un ampio spettro di segni e sintomi. Fu descritta per la prima volta dal neurologo francese Jean-Martin Charcot nel 1868 e colpisce le cellule nervose rendendo difficoltosa la comunicazione tra cervello e midollo spinale; le difese immunitarie del soggetto colpito dal morbo attaccano e danneggiano la possibilità di trasmettere efficacemente i segnali emessi dalle cellule nervose. Il nome sclerosi multipla deriva dalle cicatrici (sclerosi, meglio note come placche o lesioni) che si formano nella materia bianca del midollo spinale e del cervello. Non è ancora stato scoperto con chiarezza cosa origini questa malattia: diverse teorie propongono cause sia genetiche, sia infettive, ma sono state evidenziate anche delle correlazioni con fattori di rischio ambientali. La malattia può degenerare fino alla disabilità fisica e cognitiva, non esiste una cura nota e la speranza di vita oscilla tra i cinque e i dieci anni in meno rispetto ad un individuo sano. Clive Burr ne aveva riscontrato i sintomi già da parecchi anni, addirittura nei primi anni novanta: la notizia della sua malattia era però emersa soltanto nel 2001, come visto. Da allora, ex compagni e altri musicisti avevano cercato di supportare la famiglia nelle spese mediche, tramite la creazione di conti personalizzati ed eventi benefici. L'irreversibilità della malattia, però, ha avuto l'ultima parola sullo storico batterista della Vergine di Ferro, che si aggiunge al triste elenco di icone musicali scomparse negli ultimi anni.



Simo
Sabato 22 Luglio 2017, 15.26.04
77
Concordo che su Purgatory e in generale sull'album di Killers Clive dia il massimo, l'approccio al drumming e' furioso ma precisissimo insieme...i live 81 poi erano spesso suonati piu' veloci, quasi speed. Da qualche parte ho letto che per le registrazioni di NOB Harris spesso gli abbia chiesto di rallentare (il cambio di ritmo in Prisoner per me rimane inimitabile). Nicko e' simpatico ma non vale 1/10 di Clive. Grande non ti dimenticheremo mai.
Silvia
Sabato 22 Luglio 2017, 15.06.11
76
@Mulo concordo sulla batteria e la differenza è eclatante in pezzi come Hallowed Be Thy Name. Rifatta da Nicko (senza nulla togliere alla sua professionalità che aumenta col passare del tempo) risulta "zavorrata" e molto più statica. Proprio non riesce ad entrare nel dinamismo che aveva Clive (e forse non lo vuole neanche) e non ha neppure la stessa precisione. Non serve a niente perché Clive non c'è più purtroppo però il pubblico finalmente lo sta rivalutando.
Mulo
Sabato 22 Luglio 2017, 14.47.27
75
C'è da dire che fino al '84/85 in U.S.A i Priest erano molto più famosi dei Maiden (Turbo fu un grosso successo negli States)
galilee
Sabato 22 Luglio 2017, 14.20.15
74
Da fan dei Priest non posso non ammettere che i Maiden commercialmente parlando erano su un altro pianeta. L'unico del Priest dalla mente un pò aperta è sempre stato Halford. Gli altri zero. Dal punto di vista qualitativo i Maiden negli anni 80 rimangono imbattibili, i Priest un paio di dischi sottotono li hanno sfornati. Avevano però anche già 5 dischi alle spalle, dei quali almeno 4 da glorificare.
Mulo
Sabato 22 Luglio 2017, 12.48.07
73
A livello di vendite i Maiden dal 1982 in poi hanno battuto i Priest,mentre a livello qualitativo se prendiamo gli anni '80 x me è andata così: -1980: pareggio -1981: Killers -1982 : The number of the beast -1984 : Defenders of the faith -1986 : Turbo (già a me nn dispiace x nulla) -1988 : Seventh son -1990 : Painkiller Tornando on topic,Clive Burr mi piace tantissimo come drummer e in Killers da il meglio di se.... Quanto ho odiato le parti di batteria (e quel suono orrendo)di piece of mind mammamia!!!! Mi buttai nel thrash e mi staccai parecchio dagli Irons proprio grazie a Mcbrain e al suo cazzo di ride usato sempre ah ah!
The_Guest
Sabato 22 Luglio 2017, 9.24.29
72
Clive era un battersita immenso e migliore di Mcbrain sia per precisione che dal punto di vista dell'improvvisazione. Detto questo, gli Iron Maiden, a differenza di quanto detto da Rissi, NON hanno mai scavalcato e mai scavalcheranno i Judas Priest.
Silvia
Venerdì 21 Luglio 2017, 23.45.41
71
@Guido,è vero, era potente, veloce, preciso ma la cosa che mi entusiama di lui è il dinamismo e in questo credo stia stato influenzato da Bonham. Come scritto nell'articolo (fra l'altro molto coinvolgente, complimenti, in realtá lo volevo commentare da tanto!) forse il pezzo esemplare del suo stile è Purgatory ma in genere tutto Killers risalta la sua fantasia e potenza. Se poi si sentono i bootlegs non si può non notare la sua eccellente precisione on stage. x me resta uno dei più grandi batteristi
Guido
Venerdì 21 Luglio 2017, 17.49.41
70
Grazie per questo articolo...Grazie a Clive e a Nicko ho scelto di fare il musicista nella vita.Sebbene ora suoni generi diversi non posso non apprezzare ancora oggi il Drumming di Clive era potente ,veloce di una precisione pazzesca... Avevo un sogno fare una doppia intervista e di consegenza un libro didattico su Clive e Nicko parlando dei loro esordi delle loro influenze,comparando i loro stili. Miss You
RedRoger
Mercoledì 8 Marzo 2017, 17.10.25
69
Ciao Clive...ERI , E' RIMARAI UN GRANDE ,HIT' EM HARD !!!!!
LadyCharlotte
Mercoledì 8 Marzo 2017, 16.17.57
68
Buon compleanno Clive. Oggi sarebbero stati 60! AUGURI
LadyCharlotte
Mercoledì 25 Maggio 2016, 18.21.52
67
AIOH Hit em hard!!!
DP
Giovedì 21 Aprile 2016, 21.01.23
66
Burr con la sua versatile tecnica era il batterista perfetto per le sonorita' Maiden.....ma sopratutto originale. " IL DIFFICILE E ' ESSERE ORIGINALI " disse sempre un certo Bonham e Clive fortunatamente lo era .
LadyCharlotte
Martedì 8 Marzo 2016, 9.11.22
65
Ciao Clive, Buon Compleanno!
Paul666thebeast
Domenica 16 Agosto 2015, 15.44.05
64
Per tutti gli amanti di Clive, andate a cercare il video dove interagisce con i fans canadesi nel 1981. Alla domanda: "I like them cause the drummer's cute", Clive scoppia in una risata per poi rispondere:"I'm embarassed now..!" Hit 'em hard!!!!!!!!!
Full metal jacket
Mercoledì 22 Luglio 2015, 14.25.34
63
In verità per impresa in campo musicale volevo dire che ci vedo più attinenza con scalare l'Everest o essere più spericolati e vincere un gran premio. Qualcosa di fortemente adrenalinico insomma, e i Maiden hanno vinto molti gran premi se è per questo. Poi vedetela un po come vi pare
Il Cinico
Mercoledì 22 Luglio 2015, 13.54.12
62
Non è un impresa, ma poi dipende dai gruppi, quelli da te citati erano cmq gruppi dove i soldi giravano e quando girano tanti soldi stai pur sicuro che qualcuno sveglio e una volta ogni tanto lucido ci deve pur essere pure tra i fattoni. E poi gli Iron sono in giro almeno dall'80 non sono un new entry mi sembra. Tra l'altro credo anche gli Iron abbiano avuto i loro eccessi, con la differenza che non se ne sono fatti travolgere, ne è la riprova la loro abilità dal vivo e il fatto che Bruce abbia mantenuto pressochè intatta la sua incredibile voce.
Sambalzalzal
Mercoledì 22 Luglio 2015, 13.45.56
61
No ma infatti non potremo mai sapere che tipo di rapporti avessero tra loro, se ci fossero dei malumori personali o altro. Nel caso di Paul mi pare non ci piova sul fatto che più la band guadagnava popolarità e più lui si trovasse fuori da ogni controllo (più soldi uguale più droghe). nel caso di Burr forse Harris ebbe paura proprio che potesse ripetersi una cosa simile con conseguenze anche peggiori ora che erano ben lanciati e tagliò i ponti immediatamente. Anche qua credo la situazione sia complessa. In ogni caso quando da tutte e due le parti c'è un silenzio sulle rotture significa che ci sono clausole ben precise riguardo al non dire certe cose. Stessa cosa successe poi in seguito anche con Bayley che per anni non disse mezza parola sugli ex compagni da quello che so io. cercate su internet l'intervista completa del pezzo che avevo riportato : Interview with Clive Burr (09.04.2002) qui Burr dice chiaramente che al primo loro incontro Harris si presentò con Rod Smalwood (il manager) quindi è probabile che sin dai primissimi periodi non fosse l'unico ad avere voce in capitolo nel gruppo ed anzi forse ebbe anche pressioni da parte di quelli che reggevano le redini della band in termini economici. Ripeto, dispiace che da loro almeno ufficialmente non sia mai arrivata nessuna parola di cordoglio ma ancora probabilmente il lato umano nell'ottica dei Maiden non era alla base dei rapporti
angus is God
Mercoledì 22 Luglio 2015, 13.45.25
60
una band è un'azienda che si muove secondo logiche di profitto, piaccia o meno ma è così. Poi ovviamente il fatto che i membri siano pazzi e si divertano è un altro discorso
Full metal jacket
Mercoledì 22 Luglio 2015, 13.36.38
59
Mah se si parla di impresa Henry Ford diceva che è tale solo se tutte le parti se ne avvantaggiano. Ma da dove salta fuori che una band dovrebbe essere un'azienda? In verità quando il rock era rock, vedi Stones o Guns per esempio, erano personaggi ben sopra le righe. E' proprio lo spirito d'avventura che ha sempre caratterizzato ogni grande impresa che oggi sta venendo a meno
Il Cinico
Mercoledì 22 Luglio 2015, 12.45.05
58
Paul666thebeast io dal punto di vista musicale non discuto certo le prestazioni del buon Burr, dico solo che alla fin fine il leader era Harris e se non era convinto del soggetto ha agito di conseguenza. Riguardo alle carriere non proprio entusiasmanti degli ex membri, non credo che si possono accusare i Maiden, mica sono una società di benefattori sono un gruppo metal.
angus is God
Mercoledì 22 Luglio 2015, 12.10.52
57
secondo me l'attaccare Harris per motivi romantici dove il buono (che se ne va) viene sempre bastonato dal cattivo di turno (che rimane e comanda) è sostanzialmente sbagliato perchè si discute di cose che non conosciamo quindi si possono solo abbozzare ipotesi che possono facilmente sconfinare nel complottismo, alimentato a dismisura oggi dal web. La spiegazione più semplice è spesso quella più ovvia, io credo molto semplicemente che Clive e Paul abbiano avuto seri problemi di dipendenza e Steve da buon allenatore-giocatore ha preferito salvare la band e cogliere la palla al balzo per dargli a spinta definitiva. Le band non sono cooperative dove si mettono ai voti le decisioni, ma ci elementi che posseggono il nome ed hanno l'ultima parola come in un'azienda. Quindi abbiamo così un elenco di cattivoni che se la prendono con i più deboli quasi sempre vittime, i vari Harris, ulrich, hetfield, mustaine, Simmons, young, waters, diamond, king...Poi vorrei aggiungere che spesso ci sono anche motivi caratteriali, quando ti stai sui coglioni a vicenda arrivi che la corda si spezza...
Argo
Mercoledì 22 Luglio 2015, 11.57.32
56
Personalmente non ho mai "sopportato" Steve per i suoi atteggiamenti dittatoriali (o presunti), però bisogna entrare nel contesto dell'età che avevano questi personaggi all'epoca, erano degli sbarbatelli di 22-23 anni... Steve Harris forse aveva capito che avevano imboccato la strada giusta e i soldi potevano arrivare, logico che al primo passo falso di qualcuno non si sarebbe fermato. Non lo sto giustificando, però posso capire certamente il contesto di quei primi anni.
Sambalzalzal
Mercoledì 22 Luglio 2015, 11.41.48
55
Personalmente ho sempre preferito Burr a Nicko e sempre preferito Bruce a Paul (ovviamente anche io preciso, nulla togliendo agli altri due). Io penso che la marcia in più vera sia stata data alla band con Dickinson ma Burr assolutamente non aveva niente di male come musicista, anzi, probabilmente come del resto è successo a tutti loro, con gli anni avrebbe anche migliorato. Che poi parliamoci chiaro, in ogni gruppo c'è la pecora nera che x qualche motivo entra in conflitto o umanamente parlando non è in linea con gli altri. la cosa che dispiace è che in questa storia viene fuori il fatto che ci si è accaniti (Harris) con uno che stava semplicemente passando dei problemi, si capisce insomma che l'unità dei rapporti della band si basava solo su interessi manageriali. vabè ormai tanto si tratta solo di speculazioni ma secondo me dal punto di vista umano si comportarono male all'epoca e si stanno comportando male ancora oggi nei confronti di Burr. pare non sia mai esistito nella band boh
Paul666thebeast
Mercoledì 22 Luglio 2015, 11.13.11
54
Professionale?? Bisognerebbe ascoltare tutte le date del Beast on the road per poter dire che Clive non lo sia stato (o anche il contrario e ovvio) ma qui parliamo di marketing e di come è stata fatta questa scelta. Nei primi anni tutti quanti loro hanno utilizzato sostanze (vedi la bio ufficiale) piu' a scopo ricreativo che come dipendenza. Harris ha fatto le sua scelta da manager prima ancora che da musicista! L'unico neo è stato quello di dire o di far intendere che Clive fosse l'unico drogato del gruppo, e questa è una cazzata!! Il mondo della musica è pieno di gente che si fa' di qualcosa, eppure questo non impedisce loro di sfornare prestazioni eccellenti.
AL
Mercoledì 22 Luglio 2015, 10.58.18
53
quoto il Cinico. Harris padre padrone e rompipalle ma ha sempre voluto una cosa professionale e per questo ha fatto delle scelte
Paul666thebeast
Mercoledì 22 Luglio 2015, 10.34.48
52
Quoto in pieno il ragionamento di Sambalzalzal. Sono convinto che il volerlo aiutare economicamente sia stato fatto piu' per pubblicita' che per altro. Chiaro, Clive avra' preso un po' di soldini ma a cosa gli sono serviti? Come risarcimento morale sarebbe stato piu' giusto dire la verita' che fargli l'elemosina!
Il Cinico
Mercoledì 22 Luglio 2015, 10.01.17
51
Beh però scusatemi...suonare ad alti livelli (e Harris di certo non voleva suonare alle sagre di paese) comporta anche un comportamento professionale...Harris sicuramente deve essere stato un rompicoglioni in tal senso, ma del resto se gli Iron hanno raggiunto le vette a tutti conosciute lo dobbiamo in parte anche al fatto che c'era un leader forte che teneva a bada le dinamiche del gruppo, oltre a grandi musicisti che suonavano in maniera impeccabile. Se tutti si fossero strafatti di droghe e alcool a fiumi pensate forse che avrebbero raggiunto certi livelli? Ve lo immaginate il mastodontico Live After Death con i Maiden sbronzi e Bruce che biascica sul palco e canta di merda? Anche nell'era pre-Dickinson e pre Mcbrain suonavano bene, ma secondo me il balzo qualitativo sia dal punto del live che compositivo l'hanno avuto con l'innesto di Dickinson e Mcbrain. Questo cmq senza nulla togliere al contributo importantissimo di Cilve Burr e degli ex membri.
Sambalzalzal
Mercoledì 22 Luglio 2015, 9.04.18
50
Mah probabilmente le due cose sono legate, o meglio, una ha dato la scusa ad Harris per fare l'altra. Il povero Clive stava attraversando un momento non facile ed Harris ha fatto in modo di metterlo alle corde portandolo a lasciare la band. come da intervista :"Why did you leave the band? Dodgy question... The decision was probably made by the band, or, to be more accurate, by the man who's always headed Iron Maiden. Of course I'm talking about Steve Harris. It's always been his band right from the start and, you know, I never came over one day saying, "That's it, I've had enough, I quit." I simply accepted the decision as it was." quindi il fatto che abbia mantenuto per tanti anni il silenzio probabilmente è motivato che c'era pure il rischio di qualche querela se avesse detto qualcosa di "troppo". ha avuto un rientro economico e s'è stato zitto. ed i Maiden ne sono usciti come al solito da bravi ragazzi.
Paul666thebeast
Martedì 21 Luglio 2015, 20.49.29
49
I Maiden in quel peiodo erano lanciatissimi e la EMI aveva investito una cifra spropositata su di loro. TNOTB era l'album che avrebbe dovuto sfondare e coprire tutti i costi della casa discografica e togliere il gruppo dal "megadebito" che aveva con la EMI: Tutto doveva funzionare perfettamente ed allora, se per qualsiasi stupidaggine a qualcuno succedeva qualcosa, cosa fare? Il caso DiAnno è un caso a parte ma con Clive ci fu molta cattiveria.
Psychosys
Martedì 21 Luglio 2015, 20.22.44
48
D'accordo con gli ultimi due commenti, l'addio di Clive è poco chiaro anche a distanza di anni: le sue performance non peggiorarono dopo l'uso di stupefacenti. Per altro non capisco il motivo di sostituirlo, visto che era un drummer fantasioso e creativo con un gran repertorio e protagonista di cavalcate paurose, con Nicko, che è un drummer molto monotono, ci mostra lo stesso stile da 20 anni a questa parte e dopo poco stanca. Posso capiredi aver allontanato Di Anno perché il vocalist è anche la faccia della band (ma non sarebbe comunque stato scandaloso avere un cantante dipendente da droghe), però il batterista non è esattamente quello più visibile e mi pare che Clive fosse pure un tipo tranquillo. Harris ci deve delle spiegazioni.
Paul666thebeast
Martedì 21 Luglio 2015, 17.51.38
47
Hai perfettamente ragione Philosopher! La storia di Clive che se ne va' di suo petto perchè stanco della vita on the road non ha mai retto, infatti dopo neanche un paio di mesi eccolo a dre il cambio a Nicko nei francesi Trust. E poi di nuovo con i fratelli Troy nel progetto Stratus/Escape, e dopo in molti altri. C'è scritto chiaramente nel tour book di Piece of mind che è stato Clive a volersene andare, invece la verita' era che gia da diverso tempo Harris aveva capito che per vendere e diventare veramente il piu' grande gruppo heavy metal della storia doveva tagliare fuori Clive, troppo legato forse ad uno stile piu' duro, ma anche perchè l'amicizia con Nicko si era gia' sviluppata e Steve voleva che egli facesse parte del gruppo. Quello che Steve vuole, Steve ottiene..parola di crew!! La cosa che mi ha sempre dato fastidio è stata quella di non chiarire da subito (e ne avrebbero persi di fans..) ma anzi lasciare che i media si riempissero di stupidaggini come quelle. E' la prova è che morto Clive nessuno dei suoi vecchi amici ( e parlo dei Maiden) lo abbia tributato o ricordato con affetto. Forse Mr. Harris ci è rimasto male dell'intervista fatta da Clive prima di morire?
Philosopher3185
Lunedì 13 Luglio 2015, 21.39.46
46
Non linciatemi,ma non avevo mai compreso il vero motivo per cui era stato cacciato burr...avevo una biografia dei MaIden,di cui non ricordo il titolo ed era scritto che essenzialmente Clive era stanco,depresso per la morte del padre e che per sopportare il dolore e la pressione della vita on tour,avesse iniziato ad usare cocaina...ma non mi sorprenderei,se le cose fossero' essenzialmente diverse..anche l'allontanamento di Di Anno,mi puzzava di bruciato..sicuramente era un tipo che usava alcool,e non credo rinunciasse a qualche sniffata(ma in quel mondo,credo siano in pochi a non aver mai provato qualche droga..),ma nonostante tutto,sul palco rendeva sempre alla grande..come Bon Scott,poteva bere litri di alcool e beccarsi le peggio malattie sessuali,ma nonostante tutto,sul palco non si risparmiava e le sue performance non ne risentivano minimamente...credo che oramai appare chiaro,che Harris voleva rinnovare la band..avere un sound meno irruento piu' quadrato,piu' ricercato e un vocalist piu' potente e pulito,e per di piu' in grado di scivere testi colti e interessanti..
Philosopher3185
Lunedì 13 Luglio 2015, 21.39.33
45
Non linciatemi,ma non avevo mai compreso il vero motivo per cui era stato cacciato burr...avevo una biografia dei MaIden,di cui non ricordo il titolo ed era scritto che essenzialmente Clive era stanco,depresso per la morte del padre e che per sopportare il dolore e la pressione della vita on tour,avesse iniziato ad usare cocaina...ma non mi sorprenderei,se le cose fossero' essenzialmente diverse..anche l'allontanamento di Di Anno,mi puzzava di bruciato..sicuramente era un tipo che usava alcool,e non credo rinunciasse a qualche sniffata(ma in quel mondo,credo siano in pochi a non aver mai provato qualche droga..),ma nonostante tutto,sul palco rendeva sempre alla grande..come Bon Scott,poteva bere litri di alcool e beccarsi le peggio malattie sessuali,ma nonostante tutto,sul palco non si risparmiava e le sue performance non ne risentivano minimamente...credo che oramai appare chiaro,che Harris voleva rinnovare la band..avere un sound meno irruento piu' quadrato,piu' ricercato e un vocalist piu' potente e pulito,e per di piu' in grado di scivere testi colti e interessanti..
Ares
Venerdì 2 Gennaio 2015, 18.38.44
44
Clive em all......!!!!!
GengisHail
Mercoledì 12 Marzo 2014, 23.56.48
43
30 anni fa in Maiden cacciarono Burr con ignominia, oggi si ripetono perdendo il ricordo di un amico scomparso. Totale indifferenza sopratutto da chi ha sempre gestito l'intero mondo Iron Maiden. a me fa starno veder come dopo tutti i vari Aid e la creazione del fondo fiduciario per Clive si siano effetivamnete allontanati, tra le altre cose credo che Steve non posso davvero fare a meno di ricordare il Burr visto le due date compleanno/morte che li accumuna...boh? Certo che non ci fanno una bella figura!!!!!!!
spiderman
Mercoledì 12 Marzo 2014, 23.45.13
42
@Damien mi hai tolto le prole di bocca hai detto quello che volevo dire io,se hanno un briciolo di cuore spero che in qualche modo riparino a questa mancanza ,altrimenti so dove gliela metterei a loro la birra trooper.
Damien
Mercoledì 12 Marzo 2014, 20.26.46
41
Bella roba i Maiden...! Non voglio far polemica ma nemmeno dopo un anno e si sono dimenticati di omaggiare il grande Clive nel giorno della sua scomparsa. Lo scorso anno ci fu la birra trooper a focalizzare tutta l'attenzione e sinceramente per chi gestisce il sito officiale fu una bella stro...quella fatta! ora nemmeno su facebbok si trova un piccolo accenno e allora io mi chiedo, ma sara' mica che ci sono rimasti male perchè dopo 30 anni Clive ha detto la verita'? Tempo al tempo e si capiccono tante cose... Rock on Clive A passionate musician
Sybill
Mercoledì 12 Marzo 2014, 7.43.56
40
Ciao Clive. è passato un anno da quando te ne sei andato...! Miss you baby
Celtic Warrior
Sabato 8 Marzo 2014, 13.43.17
39
Un grandissimo! , ora mi risento tutto The Number Of The Beast in suo onore.
Sybill
Sabato 8 Marzo 2014, 10.57.15
38
Happy Birthday...Baby! We all love and miss you.....
Brenda
Domenica 2 Marzo 2014, 20.45.43
37
Io preferisco ricordarmeli tutti quando erano all'inizio di questo lungo e straordinario viaggio. Iron Ozzy hai perfettamente ragione su Clive! Lui è stato un grandissimo batterista e sopra tutto un grandissimo uomo, una persona dal carattere meraviglioso e sempre sorridente. Ho avuto la fortuna di conoscerlo durante alcune serate organizzate dai Maiden per raccogliere fondie devo dirti che nonostante non riuscisse piu' a muoversi e comunicare non ha mai mancato di sorridere ed essere positivo verso che gli stava intorno..! Eppoi è vero quando lo scorso anno è mancato la prima cosa apparsa nel sito officiale dei Maiden era il lancio della birra...speriamo che fra pochi giornoi vogliano omaggiarlo nella giusta maniera! Ciao Clive, per me sei e sarai sempre il migliore.......
IRON OZZY
Mercoledì 20 Novembre 2013, 15.34.42
36
grande fonte d'ispirazione x ogni batterista e uomo, clive ha sempre fatto del suo meglio anche quando la malattia lo stava logorando, un personaggio da cui prendere esempio. Anche se negli ultimi anni vi erano poche informazioni pubbliche, causa anche dei suoi insuccessi post maiden (se si possono chiamare così...) , anche negli anni meno fortunati , clive abbia fatto il meglio in suo potere x potersi redimere nella società, sia registrando album dimenticati, cn la maestria batteristica che lo contraddistingueva, sia facendo lavori umili o semplici azioni, quali far usareil suo leggendario drum kit ai nipoti x iniziarli verso ua carriera musicale, (che se ispirata dallo zio sarebbe stata promettente) , osservandoli e rivangando i suoi ricordi passati cn un sorriso di felicità...
Jade
Venerdì 13 Settembre 2013, 12.08.58
35
.......................miss you!
Charlotte
Sabato 10 Agosto 2013, 12.27.35
34
10 Agosto- Notte di San Lorenzo STASERA NEL CIELO BRILLERA' UNA STELLA IN PIU'!!! CIAO CLIVE.......
dario
Domenica 23 Giugno 2013, 21.49.39
33
resterà per sempre nei nostri cuori , insieme alle tre perle maideniane che portano anche il suo marchio. Addio a un grande batterista.
miriam8357
Domenica 23 Giugno 2013, 18.31.44
32
Vorrei fare una raccolta di tutte queste bellissime frasi e pensieri e mandarla al Sergente Harris, per fargli capire che Clive era un grande,un ragazzo semplice, corretto, un uomo che amava la musica, uno con sempre il sorriso sulle labbra. Clive rimarra' come un graffio nel cuore dei fans, delle persone amanti o meno di questo genere, di chi semplicemente ha letto la sua storia senza sapere chi fosse, e ne è rimasto toccato! Povero, avra' sofferto tanissimo.. Vi prego di non dire che lui era un drogato perchè Clive con la droga non c'entra niente, la faccia pulita la potete vedere in tutte le foto! Per sempre nel mio cuore...Ciao Clive PS:un pensiero alla tua Mimi' (che donna fortunata...)
iron
Mercoledì 24 Aprile 2013, 19.10.16
31
povero clive burr...mi rattrista,lui era un gran batterista,e ha aiutaro molto i maiden,poveretto
massimo
Lunedì 15 Aprile 2013, 14.26.43
30
La morte di Clive Burr mi rattista molto. Penso alla sua vita tra alti e bassi, alla sua malattia infernale, al vuoto che ha lasciato. Penso anche ai giorni lontani in cui la musica degli Iron Miden (e soprattutto i primi 3 album) mi accompagnava. Grazie Clive. R.I.P.
Matocc
Sabato 30 Marzo 2013, 18.08.46
29
l'esplosività di Clive ha pochi pari, un batterista fenomenale che mi è sempre piaciuto moltissimo. non sarà mai dimenticato. bellissimo articolo Rino
Argo
Sabato 23 Marzo 2013, 23.03.15
28
Tra tutte le morti celebri della musica e del rock in particolare, la morte di Clive è davvero l'unica che mi ha reso triste, e mi rende triste quando ci penso. Se ne va un pezzo del mio mondo in pratica, perchè i Maiden sono pane quotidiano per me da ormai 25 anni ed è veramente l'unica band metal che ho sempre seguito e seguirò sempre con interesse che non è mai mancato, nonostante gli alti e bassi. Ora quando metto su i primi 3 cd dei Maiden è tutto diverso.
marmar
Martedì 19 Marzo 2013, 21.25.06
27
Il ricordo di Clive mi riporta indietro di trentadue anni, quando posai sul piatto del mio stereo a mobiletto Sony un disco acquistato con gli agognati risparmi di ragazzo; la copertina era bellissima, ma quando partì la rullata di "The Ides of march" non ci fu nient'altro che la musica, e che musica. Grazie Clive, io che avevo già perso il grande Paul mi rattristai molto quando non ti vidi più nel retro della copertina di "Peace of mind", ma come, tre dischi meravigliosi e tu non c'eri già più? Sei stato un grande, altro non posso dire, ti ricorderò sempre con grande affetto e ammirazione.
Denny
Domenica 17 Marzo 2013, 18.30.40
26
Complimenti per l'articolo... R.I.P. Clive... Non ti dimenticheremo!!!
HR
Sabato 16 Marzo 2013, 22.29.58
25
grazie Rino per l'ottimo e doveroso ricordo ad un grande rock drummer il cui personale stile corposo e vigoroso ha contribuito in modo decisivo alla creazione del soud Maiden, ascoltarlo in Gangland brano spesso sottovalutato ma dall'ottimo arrangiamento e dal drumming strepitoso mi riempie di brividi. Riposa in pace, Clive.
SNEITNAM
Sabato 16 Marzo 2013, 18.17.21
24
Un gran batterista il cui spirito vivrà in eterno attraverso gli storici pezzi contenuti nei primi tre capolavori dei Maiden. Mi spiace moltissimo che una persona debba andarsene in questa maniera. E' la vita, nulla da dire, però dispiace lo stesso
Unia
Sabato 16 Marzo 2013, 17.44.25
23
Ora sarà con (R.J.) Dio e molti altri a fare buona muzika!
Sambalzalzal
Sabato 16 Marzo 2013, 9.23.29
22
bellissimo e commovente articolo... l'immagine che ho avuto sempre di lui è quella di una persona sorridente e solare che faceva trasparire veramente l'amore verso la musica ed il suo strumento. In situazioni simili ci si chiedono tante cose... se magari l'uso di droghe abbia influito sulla malattia, se non fosse uscito dai Maiden forse oggi sarebbe ancora tra noi...chissà. comunque... speriamo per tutte le persone afflitte da questa brutta malattia che si possa presto trovare una cura. Ciao Clive, up the irons!
Awake
Sabato 16 Marzo 2013, 1.50.48
21
Complimenti all'articolista tra l'altro... ))
Awake
Sabato 16 Marzo 2013, 1.49.25
20
Se n'è andato uno dei più grandi e sottovalutati batteristi metal. Istintivo, originale e innovatore, con un tiro da lasciare senza fiato. Anche per me hai suonati nei dischi che mi hanno cambiato la vita. Grazie caro Clive della forza ed energia che mi hai dato per superare i momenti difficili della mia adolescenza.
brainfucker
Sabato 16 Marzo 2013, 1.13.41
19
povero clive..
jek
Venerdì 15 Marzo 2013, 20.04.07
18
Commovente e bello quest'articolo. Il ricordo di Clive mi ha riportato a quegli anni dove il rullare della sua batteria accompagnavale mie giornate. Grazie Clive.
Metal4ever90
Venerdì 15 Marzo 2013, 19.09.44
17
Addio Clive e grazie di tutto.
BILLOROCK fci ( Cuore Inter )
Venerdì 15 Marzo 2013, 18.45.30
16
Clive hai scritto la storia del Metal e il tuo nome è impresso in questi dischi capolavoro.... alive for ever...
Raven
Venerdì 15 Marzo 2013, 18.17.35
15
Era sui dischi che mi hanno cambiato la vita. Quante volte sono andato con la mente appresso alle sue rullate. Una notizia veramente devastante, forse perchè si è portato via anche un pezzo di giovinezza.
xXx
Venerdì 15 Marzo 2013, 18.13.03
14
doveroso e bellissimo omaggio a un grande ke se ne è andato! bravo rino!
vecchio peccatore
Venerdì 15 Marzo 2013, 17.58.33
13
E' stata una notizia tristissima quella della sua morte. Ottimo e doveroso articolo per un grande che ci lascia.
IanMorpheusm666
Venerdì 15 Marzo 2013, 17.14.01
12
Bell'articolo per ricordare Clive Burr interessante pure l'approfondimento sulla Sclerosi Multipla una malattia purtroppo incurabile
Delirious Nomad
Venerdì 15 Marzo 2013, 16.23.27
11
Un grande pezzo per ricordare Clive, il primo membro dei Maiden di cui mi sia ricordato il nome.
Andy '71
Venerdì 15 Marzo 2013, 14.12.13
10
Grande "The Thrasher" per questo meraviglioso articolo,spettacolare!E grazie a te Clive,per averti conosciuto nel lontano 1981 e così aver iniziato a suonar la batteria per voler imitarti in "Purgatory"......Ho ancora il magone al solo pensiero che tu no ci sia più......Grazie di cuore!Grazie per averci dato i più grandi album di Heavy Metal della storia,grazie per tutta la passione nel suonare alla grande questo nostro strepitoso strumento,e grazie per averci dato sempre il tuo sorriso stupendo di persona GRANDE ma umile......Grazie di tutto!Ora sei, finalmente libero!
THRASHAPOCALYPSE
Venerdì 15 Marzo 2013, 13.48.16
9
corri libero sulle colline clive
Arrraya
Venerdì 15 Marzo 2013, 13.45.17
8
Lo leggerò stanotte con piu tempo, ma un articolo su Clive era piu che doveroso, aldilà della recente dipartita,anche perchè Clive Burr merita la giusta attenzione che si deve per un autentica leggenda dell' Heavy Metal (gia, io chiamo ancora la nostra musica cosi, è piu bello). Burr è stato il batterista dei Maiden, l'ho sempre preferito al seppur grandissimo Nicko, vuoi per i pezzi, vuoi per un dinamismo completamente diverso, esplosivo.
Radamanthis
Venerdì 15 Marzo 2013, 12.35.00
7
Poche parole, le solite in questi momenti...i soliti riposa in pace, ora sarai in un posto migliore, ci mancherai, grazie per la tua musica, la tua musica resterà in eterno...poche parole, le solite, ma sentite...e un grazie a Rino per questo articolo che ci serve a ricordare meglio l'artista Clive Burr. Per il resto solo dispiacere...
leonardo
Venerdì 15 Marzo 2013, 10.27.48
6
un gran dolore , è insopportabile dover stare a guardare un mondo così meraviglioso e un tempo sano andare in frantumi a causa del comune decadimento umano. triste ricordarsi ormai sempre più spesso di come un destino così misero accomuni tutti noi : dalle leggende della gioventù, ai vili criminali e alle persone di buon cuore. entriamo purtroppo in un periodo di lutti perchè la nostramusica sta perdendo i suoi stessi simboli (ronnie james dio ad esempio , ma non dimentichiamoci di musicisti di minor successo ma comunque amati dai fans come scott columbus dei manowar). la speranza è che da questi tristi eventi possa prender forza una nuova generazione di alfieri del rock che non soffrano il confronto con le leggende ma che diano vita a una rinnovata generazione di classici
AL
Venerdì 15 Marzo 2013, 10.24.25
5
il mio primo album metal invece fu TNOTB. Clive grande batterista. RIP
Sorath
Venerdì 15 Marzo 2013, 9.47.30
4
Il mio primo album dei Maiden fu Killers, una tappa fondamentale nella mia vita di metallaro. Un paio di giorni fa quando venni a conoscenza della scomparsa di Burr...beh è stato veramente brutto perchè la mia mente volò a quei giorni, alle prime scoperte metalliche, alla prima volta che con una sorta di strana paura aprii un album dei Maiden...Riposa In Pace.
Ramke
Venerdì 15 Marzo 2013, 8.56.46
3
Che peccato,mi dispiace tantissimo.Il batterista dei primi album dei Maiden,uno dei miei gruppi preferiti,non c'è più.Non sapevo della malattia.ma rimarrà sempre nel cuore di chiunque abbia apprezzato il suo lavoro,e per quanto mi riguarda,ti ricorderò Clive,ciao...R.I.P.
Morganne91
Venerdì 15 Marzo 2013, 0.32.55
2
e non ho potuto fare a meno di leggere il tuo articolo con Run To The Hills alle orecchie.... R.I.P. Clive .__.
The Nightcomer
Venerdì 15 Marzo 2013, 0.18.54
1
Ho amato questo batterista sin dai primi ascolti: ero un adolescente curioso in cerca di sensazioni forti ed adrenaliniche, che trovai nei solchi di Killers. Da quel momento la magia contenuta in quell'album mi accompagnò costantemente. Un concentrato di potenza senza precedenti e mai più ripetuto nella discografia della Vergine, reso possibile da un mix di elementi tra i quali spiccavano senz'altro l'energia e l'irruenza di Clive (condivido pienamente le parole di Dave Lombardo). Per me è come aver perso un caro amico di lunga data. Complimenti per l'articolo, come sempre avvincente e ricco di dettagli.
IMMAGINI
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The Number of the Beast, 1982
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Il singolo di 'Run to the Hills'
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Clive in una foto recente
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Clive sul palco con i Maiden
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Clive con Dennis Stratton
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Clive Burr
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Clive Burr
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Clive Burr
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Clive Burr con Dickinson e Gers
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La famiglia Iron Maiden
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Clive in azione
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Iron Maiden
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Clive al mare
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Iron Maiden
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Iron Maiden
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