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CRYPTIC WRITINGS - # 30 - Plague Of Butterflies - Swallow The Sun
11/04/2013 (1813 letture)
Formatisi all'inizio del nuovo millennio, i finlandesi Swallow The Sun rappresentano un nome che ha saputo coniugare il gusto per la melodia tipico della propria terra ad elementi crepuscolari tramite uno stile che pesca a piene mani da doom, death melodico e gothic, spruzzando non di rado un tocco estremo nelle proprie composizioni. Dopo la svolta con l'album Hope, che ha sancito la rottura con i nomi cui i nostri erano debitori agli esordi, spingendo il sestetto alla ricerca di uno stile più personale, la band capitanata da Juha Raivio ha voluto cimentarsi con un'opera ambiziosa: l'EP Plague Of Butterflies. Formalmente un EP, ma di fatto costituito da un unico brano di 34 minuti più la riproposizione dei brani del demo Out Of This Gloomy Light, Plague Of Butterflies era stato inizialmente concepito per fare da colonna sonora ad un balletto. Quando il progetto è stato sfortunatamente accantonato allora il mastermind degli Swallow The Sun ha optato per non sminuirne il valore artistico, trasformandolo un vero e proprio racconto in cui la band suona una colonna sonora decadente. A voi un'interpretazione della storia della piaga delle farfalle.

PLAGUE OF BUTTERFLIES

[I. Losing The Sunsets]
[I. Sprecando i tramonti]


Il brano si apre con il rumore del vento che scompiglia le chiome degli alberi, entrambi protagonisti della vicenda che sta per essere narrata. Su questo letto di suoni compaiono le note della chitarra, come frammenti di cenere dispersi nell'aria, una nenia contrappuntata dalla melodia della seconda voce che si ripete con un'insistenza ipnotica fino all'ingresso di tutti gli strumenti. Solennità luttuosa, batteria che singhiozza il ritmo fino alla comparsa del primo tema. Pochi attimi ed il boato scompare esattamente come è arrivato, ritirandosi nella foresta e lasciando spazio solamente alla chitarra clean.

Cold was the air that the evening wind brought
Silent and so quiet were the woods
On the eve of that night.
Don't know what I stayed there for so long,
So long that I could hear that voice.
The whisper we all avoid.
Sound from within, the quiet truth


Gelido era l'aria che il vento della sera portava
Silenziosi e così tranquilli erano i boschi
Alla vigilia di quella notte
Non so perché sono rimasto lì così a lungo
Talmente a lungo da sentire quella voce
Il sussurro che tutti rifuggiamo
un suono interiore, la placida verità


Fa ingresso il primo personaggio del racconto: un uomo solo con il proprio dolore, ossessionato da un ricordo talmente lontano che oramai sembra appartenere al regno della mietitrice, una presenza il cui fiato tutti vorrebbero evitare.

I felt my blood slowly turning cold,
Turning cold from waiting.
Hours I spent there awaiting,
Hoping for someone to come.
To silent the voice that felt like thunder


Sentivo il mio sangue raffreddarsi lentamente
Si raffreddava nell'attesa
Ho trascorso ore lì ad aspettare,
Sperando che giungesse qualcuno
Per zittire la voce che sentivo come un tuono


I contorni del racconto iniziano a delinearsi: il protagonista è in attesa di qualcuno da molto, troppo tempo, tanto che i suoi sentimenti si raffreddano e la speranza comincia ad avvizzire. Nel frattempo il sussurro della voce, quella voce che ognuno ha dentro di sé e fa temere sempre il peggio, si fa più insistente ed è difficile da ricacciare negli abissi della propria anima. È un canto di follia, un dubbio che perseguita e si alimenta delle proprie delusioni, calpestando con violenza le speranze, fino ad emergere roboante.
Al contempo anche la musica aumenta d'intensità, sfociando in arpeggi e tensioni distorte che si acquietano. Il demone è stato ricacciato nelle profondità da cui proviene, ma la resistenza non potrà durare a lungo.

Evael is the light, the white light.
In the chill of my world, she is the one.
She brings the butterflies, pure light.
When ever she comes by
The darkness steps aside


Evael è la luce, la luce diafana
Nel gelo del mio mondo lei è l'unica
Lei porta le farfalle, pura luce
Quando lei sopraggiunge
L'oscurità si fa da parte


La seconda figura della storia viene introdotta: il suo nome è Evael e rappresenta la luce, che portano con sé le farfalle che l'accompagnano, una luce dai contorni sinistri, tanto che ad ogni sua apparizione l'oscurità stessa decide di non intralciarle il passaggio. Evael non viene tratteggiata nei particolari ma basta il suo nome, che letto da destra a sinistra diventa “Leave”, per rabbrividire. La sua figura unisce il tema dell'amore e dell'ineluttabile, che confluiscono nella visione di una dolce morte, data da una creatura sfuggente.

But I felt my blood turn cold.
Hours I spent there awaiting,
Watching the light fading


Ma io sentivo il mio sangue raffreddarsi
Ho trascorso ore lì ad aspettare
Guardando la luce affievolirsi


Un grido disperato e lacerante sovrasta l'incedere fangoso della ritmica, una volta entrato nella spirale della deriva non c'è modo di uscirne.

You're losing the sunsets, you will never get them back.
The days you spend in loneliness are seconds in shades of black


Stai sprecando i tramonti, non li riavrai mai
I giorni che trascorri nella solitudine non sono che secondi in sfumature di nero


È il coro degli alberi a parlare, mettendo in guardia il protagonista contro l'accidia in cui si sta cullando. La sua inerzia è fatale, la volontà di non distogliere la propria attenzione di Evael lo sta consumando lentamente, fino a lasciare solo la carcassa di un uomo annichilito dagli eventi.

Winter was cold, but summer is even colder.
Nights have been longer, they have made me much older


L'inverno era gelido, ma l'estate lo era ancor di più
Le notti sono state più lunghe, mi hanno reso ancor più vecchio


You're losing the sunsets, you will never get them back.
Every night you spend in loneliness are years in shades of black


Stai sprecando i tramonti, non li riavrai mai
Le notti che trascorri nella solitudine sono anni in sfumature di nero


I toni si incupiscono e le contrapposizioni tra il giorno, momento in cui l'uomo attende la donna, e la notte, quando invece attende di essere liberato dal proprio dolore, cominciano a farsi vivide. I temi sono simili ma le tonalità si abbassano e le tensioni emergono con più prepotenza, il monito degli alberi assomiglia sempre più ad un ordine: inseguendo quel sogno impossibile, anelando sempre più violentemente l'amore, oramai intrecciato indissolubilmente con la morte, l'uomo sta consumandosi nell'attesa di ciò che non potrà riavere.

Years pass, but has time stopped on me?
Morning always arises with vaster pain
And then it is sunset again


Gli anni passano, ma il tempo non si è fermato su di me me?
Le mattine compaiono sempre con uno sforzo sempre più grande
Ed è di nuovo l'ora del tramonto


Ogni unità di misura del tempo perde di significato, i giorni e gli anni scorrono e non si riesce a realizzare chi sia il volto che si osserva allo specchio, una mattina in cui cui la lucidità prende il sopravvento sulla melancolia.

We weep the winds for your loneliness,
Choir of broken dreams for the love you had.
But now she walks forever lost in gray and woe.
She's not forgiven, she's the one for winter to own.
Not yours, old man, never again...


Piangiamo i venti per la tua solitudine
Cori di sogni infranti per l'amore che hai avuto
Ma ora lei vaga persa per sempre nel grigiore e nell'angoscia
Lei non è scusata, è colei a cui appartiene l'inverno
Non sarà mai più tua, vecchio...


Un'ultima volta gli alberi, unici compagni del protagonista e simbolo di una natura romantica, in cui l'uomo trova accoglienza e comprensione, come una grande madre, parlano al protagonista: non potrà unirsi a lei perché è una reietta, è una portatrice di morte e la morte non può spegnersi come si sta spegnendo la sua esistenza. Il tema di apertura del brano viene ripreso in chiave più drammatica, esaltato dagli archi struggenti fino a consumarsi in un arpeggio che riverbera come un grido nei boschi. In leggero sottofondo si può udire il pianto sommesso degli alberi, o il richiamo di Evael che forse non è poi così lontana come i rugosi abitanti della selva vogliono far credere.

[II. Plague Of Butterflies]
[II. La piaga delle farfalle]


La scena si sposta da un giorno qualsiasi dell'esistenza dell'uomo ad un giorno in particolare, in cui questo fa ritorno al proprio villaggio, l'atmosfera nefasta si percepisce fin dalle prime note del pianoforte.

Silent people walking by.
They are leaving, again someone is living.
They don't seem to be well,
Quiet death on their faces


Persone silenziose mi passano davanti
Se ne stanno andando, qualcuno ancora sopravvive
Non sembrano star bene
La morte serena sui loro volti


Buried a few of them today,
The children and the old by the road.
I could give them shelter but they decide to go...


Ho sepolto alcuni di loro oggi
I bambini e gli anziani vicino alla strada
Potrei dare loro riparo ma hanno deciso di andarsene...


Il villaggio è costellato di persone morenti, alcuni di loro hanno già intrapreso il proprio viaggio finale, altri invece giacciono insepolti. Non tentano nemmeno di sfuggire ad un destino incombente, sembra che realizzino che la portata di ciò che li colpisce va oltre la comprensione, oltre lo sforzo che un uomo può compiere per sopravvivere.

Village is empty, dead, cold, empty
Only frozen bodies greet my arrival.
Tortured by the plague, a ghost town.


Il villaggio è vuoto, morto, gelido, desolato
Solo corpi congelati accolgono il mio ritorno
Torturata dall'epidemia, una città fantasma


È la piaga delle farfalle a causare la moria diffusa degli abitanti, solo i defunti oramai accolgono il ritorno a casa del protagonista.

But her face I could not find.
I searched for her in the woods again
And kept a light on my window, for anyone to come.
But when even the trail of dead ended by the road,
I gave up waiting, hoping.


Ma il suo volto non ho potuto trovare
L'ho cercata nei boschi di nuovo
E ho tenuto una luce alla mia finestra, per chiunque arrivasse
Ma quando anche il cammino dei morti è terminato sulla strada
Ho rinunciato ad aspettare e a sperare


Ancora Evael non si vede, ma il suo passaggio è palese. Richiamarla indietro significa spalancare le porte alla morte e condannare tutti i propri compaesani.

In this kingdom of my loneliness,
On this throne of my thoughts


Nel regno della mia solitudine
Nel trono dei miei pensieri


Il pensiero che una simile calamità possa essere portata dalla propria amata è devastante: oramai solo, il protagonista assaggia i primi sintomi della follia, un regno in cui ognuno è padrone e nessuno è suddito.

Maybe I'm the old one, sheltered by these woods.
And when I lay my body to rest,
I watch the ballet of shadows.
Dancing through the flame of a candle.
Taking me to sleep...


Forse sono un vecchio, riparato da questi boschi
E quando metto il mio corpo a riposare
Osservo il balletto delle ombre
Che danzano attraverso la fiamma di una candela
Accompagnandomi nel sonno...


But the night trembled my heart,
For black wings moved upon me.


Ma la notte fa tremare il mio cuore
Perché le ali nere calano su di me


Riprende la tradizione dei temi introdotti in modo soffuso e poi presentati con un accompagnamento completamente diverso. I richiami creano continuità nella narrazione, rendono fluido lo scorrere di un'opera monolitica.

Hoping for my time to come,
I closed my eyes and took a deep breath.
But like every night before, death did not come.


Sperando che giungesse la mia ora
Ho chiuso gli occhi e inspirato profondamente
Ma come ogni notte prima di questa, la morte non è venuta


Poco prima di mettersi a dormire il vecchio accende una candela, scivolando nel sonno mentre i giochi della fiammella si fanno frenetici. Le ombre si avvicendano e i contorni si fanno meno nitidi, che la tanto attesa liberazione si stia avvicinando? Le ali nere scendono, ma non si comprende se siano degli incubi che giungono a tormentare l'uomo anche quando il pensiero fisso della propria amata non lo può raggiungere o se siano l'avanguardia della morte. Solo al risveglio il protagonista realizza che, sfortunatamente, nemmeno la scorsa notte Evael l'ha stritolato nel suo fatale abbraccio.

The wings, they moved and danced.
As a butterfly, they kept dancing,
Dancing around my candle.
But why are you here when Evael is lost still?


Le ali, si muovevano e danzavano
Come una farfalla, continuavano a danzare
A danzare intorno alla mia candela
Ma perché voi siete qui quando Evael è ancora dispersa?


L'interrogativo insano risuona solennemente, avvolto dalle grida stridenti delle sei corde. La drammaticità sale ancor di più, incalzata dai cori funebri ed i rintocchi di campane.
Tocca al fruscio del vento ed alle note di chitarra ristabilire la quiete dopo la tempesta, facendo risvegliare l'uomo dall'incubo catartico che ne ha spazzato via i timori e l'inquietudine.
Il mormorio del violoncello lascia intravedere la luce, ma non è che uno spiraglio, la calma che precede l'assalto finale: dissonante e pachidermico, eco di un gorgoglio abissale.

The morning came with its cold caress.
I curse your light for waking me again.
The candle burnt down, and the burnt wings beside.
Is this a sign of Evael, I arise


Il mattino è arrivato con la sua gelida carezza
Ho maledetto la tua luce per avermi svegliato di nuovo
La candela era bruciata completamente e le ali bruciate erano accanto
Questo è un segno di Evael, mi alzo


I opened my window, painted by thick ice,
Took a deep breath and whispered her name in the air


Ho aperto la mia finestra, dipinta dallo spesso ghiaccio
Ho inspirato a fondo e sussurrato il suo nome nel vento


The freezing summer burned my lungs again
As I walked through the snow.
Looked deeper into the woods,
And the trees waved their heads in sorrow


La gelida estate ha bruciato i miei polmoni di nuovo
Mentre camminavo nella neve
Guardavo attentamente nei boschi
E gli alberi scuotevano le proprie chiome nella desolazione


Ma Evael è passata, lasciando accanto al lume un segno della sua presenza, una delle farfalle che l'accompagnano. L'uomo non ha nemmeno terminato di maledire il proprio risveglio che scorge un segno della propria amata: non tutto è perduto e decide di fare un ultimo tentativo attraverso i boschi, nella speranza di potersi ricongiungere a lei.

[III. Evael 10:00]
[III. Evael 10:00]


Cold, oh so cold is this air that the night brought.
Silent, too quiet are the woods in the eve of this night.
Once again I lit the candle on my window
And waited for the sleep...


Gelido, oh così gelido è il vento che la notte ha portato
Silenziosi, troppo tranquilli sono i boschi alla vigilia di questa notte
Ancora una volta ho acceso la candela alla mia finestra
Attendendo il sonno...


L'ambientazione vira ancora una volta, facendosi più dolceamara e placida. La notte è così silenziosa da apparire irreale, si coglie il segnale che qualcosa è nell'aria: che la tanto agognata conclusione della sofferenza sia vicina?

Evael, my dream has been so alive,
And this plague has cleansed this world for us.
So please, release me now


Evael, il mio sogno è rimasto vivo così a lungo
E questa epidemia ha ripulito il mondo per noi
Quindi, per favore, liberami ora


Con un grido disperato il protagonista invoca la mano pietosa di Evael, la maledizione lo ha risparmiato per troppi anni. Se inizialmente la speranza era quella di poter godere della pace creata dalla morte, poi il silenzio si è fatto sempre più assordante ed inquietante, fino a diventare insopportabile.

Sink deeper to your loneliness
And you will lead her to your grave.
She's lost in gloomy light
Still trying to hold her flame.
You're losing the sunsets and you will never get them back
This life you spend in loneliness is forever in shades of black.
Wake up, old man, let it go, let it go...


Affonda ancora nella tua solitudine
E la porterai al tuo sepolcro
Lei è dispersa nella luce tetra
Tentando ancora di tenere viva la propria fiamma
Stai sprecando i tramonti e non li riavrai mai
La vita che trascorri nella solitudine sarà per sempre in sfumature di nero
Svegliati, vecchio, lasciala andare, lasciala andare...


Una voce in sogno prova un'ultima volta a convincere il vecchio a lasciar andare il ricordo, quel ricordo che ha fatto lentamente sprofondare la sua esistenza in una melma che l'ha bloccato fino al collo, impedendogli di uscire dalla propria solitudine e negandogli l'oblio, ultima difesa della mente contro il dolore che supera l'immaginazione.

Was it a weak sound on my door that woke me up
Or the trees sheltering me from the night?
I kept my eyes closed but still felt the light,
And the room was filled by butterflies


È stato un flebile suono alla mia porta a svegliarmi
O gli alberi che mi proteggono dalla notte?
Ho tenuto gli occhi chiusi ma percepivo ancora la luce
E la mia stanza era piena di farfalle


Gli auspici iniziano a farsi sempre più consistenti: la luce aumenta e compaiono le farfalle che inondano la stanza con la propria candida luminescenza. La presenza di Evael è così vicina che si può quasi udirne la voce. I toni cominciano a risolversi e ad addolcirsi, aprendo le proprie melodie e semplificando le risoluzioni armoniche.

I rose with my heart beating.
For the weak hope of the midnight's hour I prayed
And opened my door to the winter night


Mi sono alzato con il cuore che batteva
Nella debole speranza della mezzanotte che ho pregato
E ho spalancato la mia porta alla notte invernale


And she fell...
She fell to my arms.
In tears I carried her
And laid her down to sleep.
Her eyes frozen from the thousand nights alone
She trembled and whispered


E lei è caduta
È caduta tra le mie braccia
In lacrime l'ho portata
E l'ho stesa a riposare
I suoi occhi congelati dalle mille notti da sola
Lei tremava e ha sussurrato


In un crescendo voluttuoso i cori accompagnano gli ultimi gesti del protagonista, che apre la porta sperando di vedere finalmente esaudito il proprio desiderio ed incontra la donna amata che, indifesa, gli crolla tra le braccia. Solo quando è stata fatta entrare in casa e l'uomo ha tacitamente firmato la propria condanna, Evael si esprime con la delicatezza e la fragilità che l'hanno contraddistinta per tutta la narrazione.

"I was lost in the woods
And the trees kept me away from you
For I brought the plague with them
With the butterflies"


Ero dispersa nei boschi
E gli alberi mi hanno tenuta lontana da te
Perché io porto la pestilenza con loro
Con le farfalle


Il mistero è svelato, i tasselli vanno al proprio posto e si comprende come la natura abbia tentato di proteggere l'uomo ripetutamente, finendo per esaudire i suoi desideri quando ha realizzato che la distanza dalla donna che amava lo stava consumando come una delle candele che accendeva di notte. Evael è la piaga delle farfalle, la sua fragile difesa esalta una figura delicata, simbolo di una morte accogliente e tiepida, una grande madre pronta a cullare ogni uomo.
La chiusura di pianoforte, accentuato dalle pennate, rilascia le ultime tensioni sciogliendole in echi di distorsioni.

Hush now and let it go.
Close your eyes now.


Fai silenzio ora e lasciati andare
Chiudi i tuoi occhi ora


And we drift away, together away from the pain,
Deep in this sheltering night, to a forgiving dream.
Until one minute past midnight, the room was filled.
Filled only with butterflies.


E siamo scivolati via, via insieme dal dolore
Profondamente in questa notte accogliente, verso un sogno di riappacificazione
Fino ad un minuto dopo la mezzanotte, la stanza era piena
Piena solamente di farfalle


Con un'ultima invocazione Evael si rivela in tutta la propria potenza distruttrice, prendendo il vecchio tra le proprie braccia e conducendolo ad un sereno epilogo, dopo aver trascorso i propri migliori anni nella desolazione. La morte piega la propria magnifica superiorità al cospetto di un uomo che è già stato distrutto a sufficienza dalla vita e dalla solitudine soffocante delle speranze disattese, concedendogli il sollievo che solo la falce della mietitrice può dare.

Termina qui il racconto messo in musica da Juha Ravio e dagli Swallow The Sun, una storia narrata intensamente e ricca in dettagli, in grado di coinvolgere con l'intensità delle proprie melodie e far vedere all'ascoltatore il mondo dell'uomo protagonista di Plague Of Butterflies, facendo apprezzare la dolcezza della fine a chi ha incontrato, almeno una volta nella propria vita, la propria piaga delle farfalle.



GioMasteR
Venerdì 19 Aprile 2013, 17.29.24
2
Ti ringrazio Red Rainbow, le tue parole mi fanno davvero piacere!
Red Rainbow
Venerdì 19 Aprile 2013, 16.51.11
1
Album monumentale in una discografia peraltro costellata di capolavori. La coppia Losing the Sunsets/Evael 10:00 è sul mio personalissimo cartellino dei pezzi imprescindibili nel classico caso "sei su un'isola deserta, cosa ti porti ecc.ecc. ". Non posso che dichiarare la mia ammirazione sconfinata per il genio compositivo di Raivio supportato qui come non mai dalla multicolore tavolozza vocale di mastro Mikko e dai tocchi lancinanti delle tastiere di Aleksi Munter, il tutto sorretto da una ritmica mai meccanica ma finalizzata ad aggiungere pathos e intensità. Fossimo in area recensioni, 100 pieno all'album..... ma altrettanto a GioMasteR, davvero il mio stesso modo di "vivere", più che tradurre, i 34 minuti di un viaggio struggente, inquietante e commovente allo stesso tempo...
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