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PROMETHEUS - # 3 - Richard Wagner, la Rivoluzione Romantica
05/05/2013 (5594 letture)
Prosegue quasi a furor di popolo la nostra nuova rubrica dedicata ad alcuni cenni biografici e tecnici riguardanti alcune delle figure chiave della musica cosiddetta classica. Anche stavolta ci occuperemo di un personaggio che, come molti esponenti della parte generalmente considerata più nobile della storia della musica, presenta punti di contatto con la scena metal ed un carattere etichettabile come "rock". In questo caso è l'epicità a farla da padrona, dato che il personaggio esaminato è un rivoluzionario, un pazzo, un romantico dissoluto. Un uomo capace di fare letteralmente la rivoluzione in strada, di comporre musica eccelsa puntualmente rifiutata dai contemporanei e di sperperare denaro a fiumi finendo in povertà, pur alloggiando in grandi alberghi che non pagava. Un genio ed un cialtrone, un raffinato ed uno scroccone: Richard Wagner.

UN ROMANTICO TEATRO DELLA VITA
Ripetutamente associato alla musica metal o almeno ad alcuni suoi settori, Richard Wagner è da considerare come uno dei più importanti compositori di ogni tempo. Ciò non soltanto per la sua eccelsa musica associata al romanticismo, ma anche per il suo spirito artistico a tutto tondo, che lo portò ad agire quale riformatore del teatro musicale e ad occuparsi sempre da solo dei libretti relativi alle sue opere. La sua idea di "opera totale" (Gesamtkunstwerk) mutò completamente l'approccio artistico nella sua generalità, generando conseguenze a cascata in ogni settore che ancora oggi stiamo in parte vivendo, scatenando forti polemiche tra chi appoggiava il suo modo di vivere, intendere e produrre la musica e chi lo osteggiava apertamente.

IL COMPOSITORE RIBELLE
Nato a Lipsia da famiglia agiata, rimase orfano di padre già all'età di sei mesi, con la madre che rapidamente si risposò con il poeta ed attore Ludwig Geyer trasferendo la famiglia a Dresda. Ciò generò alcune voci sulla presunta vera partenità di Richard, che unite al cattivo rapporto col patrigno sono probabilmente alla base del radicamento nella sua psiche di un odio piuttosto viscerale verso gli ebrei, poi sfruttato anch'esso ad uso propagandistico, insieme ad un certo modo di manipolare la sua musica, dal regime nazista. Tornato a Lipsia nel 1828, manifesta un'indole tanto portata per le arti e la letteratura quanto indecisa sulla strada da intraprendere, con la musica che era solo una delle tante possibilità da lui considerate. La svolta all'età di 16 anni, dopo aver assistito alla rappresentazione del Fidelio di Beethoven, che di fatto gli indica la strada più adatta. Egli si dedica alla musica con passione, ma con poco metodo, procedendo da autodidatta con l'integrazione di alcune lezioni da Christian Theodor Weinlig. Il suo lavoro di compositore vero e proprio comincia nel 1833 con Die Feen (Le Fate) prima e con Il Divieto d'Amare ed il Rienzi poi, con la prima nettamente superiore alle altre due. Diventa direttore musicale del teatro di Magdeburgo e sposa una non eccelsa cantante come Minna Planer (destino di molti compositori), "usando" il carattere pratico della donna da contrappeso per il suo, assolutamente irruento, incostante e ribelle. Il secondo però avrà la meglio sul primo, portando alla fine del rapporto. Nel 1837 lo troviamo direttore del teatro di Königsberg e, a seguito del fallimento del medesimo, a Riga. Qui si svolge un piccolo, grande episodio "romantico", se vogliamo, con il compositore che, oberato dai debiti, nel 1839 sfugge ai creditori passando di nascosto il confine tra Prussia e Russia e raggiungendo poi Londra in nave. Il tutto gli darà lo spunto per il celeberrimo Olandese Volante.

L'OLANDESE CHE NON VOLA
I tre anni successivi sono di grande difficoltà per Wagner. Trasferitosi a Parigi, si trova povero in canna e costretto ad impegnare qualsiasi avere per sopravvivere, trascrivendo musica per banda mentre continua a sviluppare le sue opere. Alla fine la rappresentazione del Rienzi, pur se poco significativa all'interno del corpus della sua musica, ottiene un successo che gli consente di diventare direttore d'orchestra dell'Opera di Dresda, portando al traino anche la carriera della moglie. I tempi sembrano maturi per imporre la sua visione rivoluzionaria della musica, ma la rappresentazione dell'Olandese Volante, anche se oggi è difficile immaginarlo, è quasi un fiasco. Il pubblico non riesce ad entrare in sintonia con il nuovo modo di tratteggiare i personaggi "sostenuti" da Leitmotiv (termine entrato da qui nell'uso comune) e la melodia che procede priva di interruzioni (oggi parlemmo forse di rivoluzione della forma-canzone) ed il Tannhäuser segue la stessa sorte. Il rigetto per le forme tradizionali di composizione e la freddezza del pubblico nei suoi confronti lo portano alla stesura di Lohengrin (con la Prima a cura di Franz Liszt), poi fonte diretta od indiretta di numerosi album metal. Wagner si sente rifiutato; lascia la composizione per dedicarsi alla letteratura, producendo numerose opere in cui codifica lo spirito della sua musica, unitamente alla sua visione della società contemporanea (ancora relativamente moderna, almeno dal punto di vista dell'approccio all'arte) che lo portano vicino alle posizioni rivoluzionarie del periodo, tanto da agire insieme a Bakunin durante i moti rivoluzionari del 1849. A seguito della partecipazione attiva agli scontri perde il posto, viene arrestato ed infine ripara nella Repubblica di Weimar, con l'aiuto di Listz. Questi lo sovvenziona, a patto che si dedichi solo alla musica (alcune sue lettere lo rimbrottano duramente a questo proposito), facendolo partire per Zurigo, anche se la moglie inizialmente non lo segue. Seguono avventure amorose ed altri problemi a queste legati che lo porteranno a ritornare dalla moglie, anche a seguito del buon accoglimento del Lohengrin a Weimar.

POETESSE E SCANDALI
A Zurigo Wagner trova una certa stabilità, con una cerchia di persone vicine a Bakunin che lo appoggiano e da un certo successo che la sua musica ha ormai ottenuto, anche per merito delle direzioni di Listz. Nel 1852 lo troviamo sul Lago Maggiore, dove riesce a terminare il libretto de L'Anello del Nibelungo e comincia a lavorare all'Oro del Reno. E' tuttavia la presa di contatto con l'opera filosofica di Schopenhauer (al quale fa avere il libretto di buona parte della tetralogia L'Anello del Nibelungo, da lui apprezzata più letterariamente che musicalmente) a cambiare radicalmente la sua vita, soprattutto dopo la lettura de Il Mondo Come Volontà e Rappresentazione. Anche l'amicizia con la famiglia Wesendonck -più che altro con la moglie poetessa- riveste una certa importanza in questa fase della vita dell'artista. Vengono portati a termine L'Oro del Reno, Walkyria e Sigfrido, tutte opere importanti nello sviluppo di determinate correnti del metal, almeno a livello tematico. Attriti con la moglie per relazione con la poetessa rallentano il suo lavoro, fino a culminare in uno scandalo per alcune lettere compromettenti intercettate da Imma. Wagner è praticamente costretto a fuggire dalla moglie, spostandosi a Venezia. Ne approfitta per lavorare al Tristano. I suoi problemi economici lo portano a cedere i diritti de L'Anello del Nibelungo proprio a Otto Wesendonck, poi ritenta la conquista di Parigi. Lì da separato in casa con la moglie, alla quale si era parzialmente riavvicinato, si scontra violentemente con il gusto parigino, fortemente tradizionalista e lontanissimo dallo spirito del Tannhäuser da lui messo in scena nella capitale francese. La cosa si risolve in una asperrima polemica finita sui giornali, con l'opera ritirata, un pubblico inviperito per l'irritualità della rappresentazione ed intellettuali come Charles Baudelaire schierati dalla sua parte. La diatriba tra arte, espressioni artistiche d'avanguardia, diritto/potere di critica e le forme in cui è giusto esercitarlo è tutt'ora vivissima. Dal canto mio rilevo solo come molto di ciò che oggi è classico, era considerato rivoluzionario al tempo del suo concepimento.

PRESTITI E MIRACOLI
Lasciata Parigi e risolto un vecchio problema col governo di Germania risalente al tempo della rivoluzione, si trovò ad essere quasi accattone di lusso, con soggiorni presso grandi alberghi che non poteva pagare e con richieste di prestiti a destra e a manca; un cinquantenne praticamente allo sbando con tendenze vagamente suicide. La situazione muta con l'interessamento del noto direttore d'orchestra Hans von Bülow, il quale riesce a far rappresentare Tristano a Vienna. Anche l'Austria però, rifiuta le sue composizioni, ritenute cervellotiche ed astruse. Le sue relazioni sentimentali sono ad un punto morto, sia con la moglie che con la poetessa. Persino il suo amato cane lo morde ad una mano, impedendogli di lavorare; l'attività concertistica però (specie in Russia) lo risolleva economicamente. Si stabilisce a Vienna dove, come di prammatica, sperpera i guadagni in una fastosa magione e lussi vari. Scappa in Svizzera per sfuggire ai debiti, ma non sa dove andare. In Germania infine il miracolo: il re Ludovico II di Baviera, impressionatissimo dal pathos della sua musica, lo chiama a corte. Forte della nuova stabilità manda in scena Tristano ed I Maestri Cantori di Norimberga, incarnando il nuovo afflato sentimentale tedesco. Altri problemi di cattivi rapporti umani con gli abitanti di Monaco lo portano a Lucerna, dove finisce la Tetralogia e dove conosce Nietzsche. Già che c'è e tanto per facilitarsi la vita, si risposa con la figlia del suo mentore Listz, la quale intratteneva una relazione vicina al matrimonio con Hans von Bülow; il direttore non la prende affatto bene. Il Re però continua a finanziarlo, consentendogli di realizzare il Festival di Bayreuth, inaugurato nel 1876 con la prima rappresentazione de L'Anello del Nibelungo, anche stavolta con poca fortuna. La necessità di un clima caldo per i suoi problemi di salute lo porta nel Sud Italia fino a Palermo. A Ravello comincia a lavorare al Parsifal, opera osteggiata apertamente da Nietzsche. Nel 1882 si trasferisce infine a Venezia dove muore nel 1883.

I LASCITI DEL ROMANTICO SEDIZIOSO
Numerosissimi i lasciti ai posteri da parte di Wagner, molti dei quali avranno riflessi in ambito metal, ma non solo. I più attenti di voi infatti, conosceranno almeno per sentito dire Parsifal dei Pooh, ma ovviamente basta citare i Manowar per coprire il settore prettamente metal (ma è forse l'estremo ad essere più influenzato da Wagner, oltre che l'epic) ed anche canzoni strutturalmente vicine alla concezione Wagneriana come Stargazer dei Rainbow possono servire alla bisogna. Restando "a mezza via" poi, c'è l'opera di Jim Steinman da tenere bene a mente. Quello che è forse più importante però, è l'influenza prettamente musicale più che tematica dell'opera del compositore di Lipsia sul metal, dato che un certo modo di comporre fatto di dissonanze, di forti cromatismi, di accesa drammaticità e potenza è associabile a buona parte del metal (ma pensiamo anche all'uso della musica nelle colonne sonore per il cinema) e dobbiamo essere coscienti che quando ascoltiamo qualcosa di simile, ascoltiamo qualcosa che almeno a livello concettuale risale appunto al 19° secolo ed a Wagner. Di questo però vi parlerà più dettagliatamente Giovanni Perin "Giomaster".

STREBEN, TEATRALITÀ E INFLUENZE
Se l'eredità di molti musicisti si misurasse solo in base alla loro produttività, materialmente considerando il numero delle opere prodotte o l'esaustiva esplorazione di concetti armonici nuovi, secondo alcuni certamente Richard Wagner sarebbe stato povero anche dopo essere morto. Ma quanto di più grande è stato donato all'umanità dal compositore tedesco è il modo assolutamente nuovo di concepire l'arte, in particolare la musica. Il suo costante interesse per le diverse forme artistiche e la loro compenetrazione, lo sviluppo ed il largo utilizzo del leitmotiv sono diventati tratti fondamentali per la nascita del concept in ambito metal, consentendo ad una schiera di successori di comprendere l'importanza di un approccio narrativo che privilegi lo scorrimento della storia a discapito delle sue parti. Non solo, l'esasperato cromatismo e la vivida drammaticità dei temi wagneriani creano una condizione di tensione emotiva, simboleggiata alla perfezione dal leggendario tema del La cavalcata delle valchirie e sviluppata grazie a intrecci accordi che per l'epoca erano rivoluzionari (prendendo ad esempio il tema di Tristano nell'opera Tristano e Isotta troviamo un semidiminuito) e sospensioni ad effetto, tale per cui l'ascoltatore viene catturato e stritolato dai tentacoli armonici delle opere di Richard Wagner. Un ulteriore tratto caratteristico delle opere del romantico è il largo utilizzo delle basse frequenze, esplorate in modo nuovo nelle sue opere e liberate dal ruolo di accompagnamento per diventare protagoniste in molti passaggi in cui lo streben si rende palpabile e cresce fino a straripare, inondando il pubblico di vibranti emozioni. A questo proposito bisogna dire che non sono molti i compositori ad avere specificamente disegnato e fatto realizzare degli strumenti per le proprie opere: celeberrima è la passione che il compositore aveva per l'utilizzo dei fiati, ma senza dubbio sono gli ottoni i veri protagonisti delle opere wagneriane. Per questo motivo egli disegnò la tuba wagneriana, strumento in grado di rispondere perfettamente ai requisiti delle sue opere: oltre ad essere caratterizzato dal suono ovattato tipico del corno, perfetto per i passaggi i cui si accumula il pathos in vista di un climax, la tuba wagneriana in si bemolle è in grado di esprimersi delicatamente nei passaggi da tenore, mentre quella in fa presenta un vigoroso timbro adatto a sostenere l'epicità dei bassi.
Infine, la creazione di lunghi passaggi atmosferici e saturi di suoni tipica dello stile wagneriano, precorre per certi versi il concetto del moderno wall of sound che moltissimi artisti hanno fatto proprio. Pertanto l'eredità e la conoscenza della produzione di Richard Wagner non va affatto sottovalutata, perché il compositore ha influenzato così profondamente il modo di intendere la musica, nello specifico tracciando una serie di coordinate che sono state seguite dal venturo metal che, a distanza di più di un secolo, l'intera sfera musicale continua a tenere vivi certi valori. Anche per questa ragione, oggi troviamo numerosi omaggi di artisti che hanno fatto dell'epicità il proprio stendardo: Therion, Manowar, Domine. E se qualcuno, sentendo l'apertura del primo atto de La Valchiria (sempre appartenente alla maestosa quadrilogia de L'Anello del Nibelungo) e le cascate di colpi d'archetti, osasse sostenere che Richard Wagner ha finito per influenzare persino il black metal, ci sentiremmo forse di dargli torto?



Raven
Giovedì 9 Maggio 2013, 21.26.48
11
E' giusto di oggi la notizia di un allestimento del Tannhauser in chiave nazi ritirato a furor di popolo dalla scena. Dal sito del TG1: "Un Wagner così non si era mai visto: l'allestimento del Tannhäuser a Duesseldorf ha fatto talmente scandalo che la Rheinoper l'ha sospeso. L'opera era stata pensata in chiave nazista, con i cantanti vestiti da Ss, le camere a gas e le uccisioni brutali rappresentate in modo cruento.MALORI IN AULA. La veste che il regista Burkhard C. Kosminski ha dato al suo 'Tannhaeuser' ha infatti profondamente indignato gli spettatori, che hanno protestato con grande veemenza sabato scorso, al teatro, in occasione della prima. Fischi, urla e addirittura malori in sala: diversi appassionati melomani hanno dovuto far ricorso addirittura a un sostegno medico, subito dopo la rappresentazione.NIENTE SCENE, SOLO ORCHESTRA. Così, il teatro dell'opera della città del Norderno-Westfalia ha annunciato che da giovedì, del lavoro di Wagner sarà eseguita solo la musica. Intanto la sovrintendenza si è scusata (anche con la comunità ebraica, che è insorta) per i disagi provocati. Limitarsi a tagliare le scene troppo forti non rientrava nelle opzioni: Burkhard C. Kosminski, lo sceneggiatore, ha rifiutato per ''ragioni artistiche''. La versione nazionalsocialista dell'opera era un modo per tematizzare il controverso e dibattuto antisemitismo di Richard Wagner. " Il destino di Wagner a quanto pare è sempre lo stesso..
Raven
Giovedì 9 Maggio 2013, 16.18.27
10
Potrebbe cedermi per riconoscenza lo 0,1% dei guadagni dei Manowar , mi accontenterei di questo gesto in ogni caso ancora grazie a tutti anche a nome di Giomaster .
AL
Giovedì 9 Maggio 2013, 15.17.28
9
grande articolo Raven. ti consiglio di inviarlo a Joey DeMaio, sarebbe orgoglioso di te!!
Giovanni
Mercoledì 8 Maggio 2013, 9.53.30
8
Articolo eccellente.
jek
Lunedì 6 Maggio 2013, 20.35.32
7
Ringrazio Raven e la redazione per lo splendido articolo. Conosco abbastanza le opere di Wagner ma quasi nulla della vita per cui ottimo servizio. Penso che quello detto da Allen che "quando sento Wagner mi vien voglia di invadere la Polonia" la dice lunga sull'epicità di questo autore. P.S grande JTG, commenti sempre azzeccati ed eruditi.
Painkiller
Lunedì 6 Maggio 2013, 17.00.51
6
Un grazie, a Raven e a tutta la redazione di Metallized perchè è questo che cerco, è l'approfondimento di un argomento tanto distante all'apparenza quanto vicino nella realtà alla musica metal. Musica, storia, letteratura, cinema per me sono un tutt'uno, sono arte. E come tali sono anche un mondo dal quale attingere quotidianamente per crescere e progredire come persone. Barvi, bravi ,bravi!
Raven
Lunedì 6 Maggio 2013, 16.52.31
5
Un ringraziamento a tutti i lettori ed ai commentatori, in particolare a JTG
Ahti
Lunedì 6 Maggio 2013, 13.41.49
4
Insospettabile ad una prima lettura, ma radicato è l'influsso di Wagner nel movimento krautrock, soprattutto nella fase in cui la ricerca era ancora orientata verso lidi spazial-cosmici. In particolare, citando i più famosi, l'uso del leit-motiv per connettere le lunghe astrazioni strumentali dei Tangerine Dream (ma anche poi del successivo movimento ambient, che ha eretto alcune "massime" wagneriane a dogma assoluto ed invalicabile), è chiaramente derivato ed associato al compositore tedesco. Non per nulla il periodo è lo stesso del prog rock, nel quale la musica classica influisce sottilmente su un numero sempre crescente di artisti!
Cristiano
Lunedì 6 Maggio 2013, 13.05.49
3
Complimenti!! Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato un articolo su Wagner, forse il mio compositore preferito. Sia per essere stato così rivoluzionario, sia perchè secondo me è il compositore classico più vicino al metal. Non solo per tematiche, ma soprattutto per il modo di intendere la musica. Tante volte nelle recensioni si legge l'aggettivo "Wagneriano", proprio per sottolineari passaggi di solito bombastici. Ed è proprio per questo che Nietzsche criticò il Parsifal, non solo perchè era un'opera troppo "religiosa", ma anche perchè era andato oltre, la tecnica, la potenza e la teatralità esagerata della musica coprivano quello che c'era sotto, cioè la passione. E questo capita moltissime volte nel Metal se ci pensate, dove possiamo trovare differenti tipi di epicità, e alcune volte chiari esempi di esagerazione musicale. Per fare un esempio, l'epicità cinematografica, bombastica e senza vergogna di alcuni generi come il Symphonic, il Symphonic/Power... E l'epicità più asciutta, malinconica, quasi sacrale e soprattutto minimalista dell'Epic, Viking ecc ecc. Comunque a me piacciono tutte e 2. Ancora complimenti comunque!
GioMasteR
Lunedì 6 Maggio 2013, 10.21.06
2
Piccolo OT: vorrei fare un plauso ai commenti di Jimi TG, che mostrano sempre una preparazione, una precisione ed una volontà di contribuire alla discussione a dir poco esemplari. Davvero, è sempre un piacere leggere degli interventi così accurati e sentiti.
Jimi The Ghost
Lunedì 6 Maggio 2013, 9.40.50
1
Un personaggio importante che contribuì allo sviluppo nuovo di un'opera tedesca fu Wagner. Tumultuoso rivoluzionario compositore-direttore che traghettò, anche per mezzo di concetti radicati tra la filosofia e la metafisica, tra la vita e la morte, il male ed il bene, tra la politica sociale marxista e l'animalismo, la musica romantica verso concetto stilistico di "musica drammatica". Wagner sosterrà, appunto, che l'opera contiene il fatale errore che "un mezzo di espressione (la musica) è divenuto il fine, mentre il fine dell'espressione (il dramma) è divenuto il mezzo. In "Opera e dramma" tesse una visione del futuro che ci attende in una re-interpretazione integra solo dei tempi musicali. Quando fu direttore dell'Orchestra della Philharmonic Society di Londra rallentò il ritmo musicale per accentuare il dramma. Un buon esempio da ascoltare è nella sezione IX-8 con l'accordo del Tristano, che Wagner lo altera in ii4/3, diverso ma simile nell'accordo di settima diminuita. Questa caratteristica trasformò la musica nell'effetto "lento e languido" apprezzabile nel suo preludio "Langsam une schmachtend". L'effetto tipico definito di illanguidimento contribuisce ad una certa amorficità del ritmo: le continue scelte di risoluzione compositive sulla seconda suddivisione dei momenti accentati della battuta (miss. 3,4,11 ecc.) e la soppressione del momenti accentati della battuta (mis.9 ) creano un'impressione di incertezza e di sospensione. Per esempio nell' Atto II quando Isotta attende l'arrivo di Tristano, l'orchestra riflette la sua crescente eccitazione con un continuo crescendo e con figurazioni ascendenti in progressione dal ritmo nitido, insistente e regolare. Nel finale "Liebestod" di Isotta, il brano dell'opera che tende maggiormente ad essere un'aria chiusa, ci sono forti elementi (principalmente orchestrali) caratterizzati da un fraseggio simmetrico e periodico. Wagner è stato un musicista alla ricerca di un nuovo modo di comporre anche dal punto di vista della direzione d'orchestra, puntando sull'effetto interiore e sulla drammaticità, un lavoro che dedicò gran parte del suo primo periodo tra fallimenti e delusioni. Portò la musica ad una composizione nascosta e dissimile dal romanticismo che possiamo definirlo dell'insolutezza e dei clcli musicali sospesi. Il buon Wagner ancora oggi influenza moti stili, come ha detto GIO Master anche il black metal, ma forse se ci riflettete, anche il messaggio che prende vita dal decadimento maturato nei tempi e nei ritmi inframmezzati nelle lunghe sospensioni come nel doom..…chissà!?. Wagner: Un vero musicista metal. Bravi Raven e Gio. Jimi TG
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