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IL PROCESSO - #5 - Dream Theater
10/05/2013 (3617 letture)
INTRODUZIONE
A cura di Andrea Trecarichi "Metal3K"

Signore e Signori, Amiche ed Amici,
siamo qui riuniti oggi per sviscerare a modo nostro e con il vostro ausilio un altro argomento che unisce ed al contempo divide, vale a dire il caso Dream Theater.
Giungiamo così al quinto appuntamento della serie Il Processo, che molti di voi probabilmente avranno già imparato a conoscere. Chi non fosse informato sulla natura ed il tenore degli articoli di questa serie e desiderasse saperne di più è gentilmente invitato a prendere visione dell’introduzione dell’articolo di apertura.
Avete fatto? Bene, andiamo avanti.

Tornando alla materia di discussione, è doveroso fare una premessa: tra gli aspetti che in linea di massima uniscono (molti dei quali anche positivi) c’è anche un’amara consapevolezza, vale a dire la constatazione del fatto che ormai da diversi anni la band mostri segni di logorio, affaticamento e sperimenti un calo nell’aspetto compositivo, nella freschezza e genialità delle idee proposte.
Giungiamo così inesorabilmente a quello che a nostro avviso rappresenta, tra tutti, il principale argomento di divisione tra diverse linee di pensiero e tra diversi modi di interpretare e prefigurare gli eventi che verranno, oltre che al vero tema proposto in questo dibattimento, che poi in fondo è in grado di inglobare in sé i più svariati aspetti della questione.
Il tutto si può sintetizzare con una domanda, esprimibile in diversi modi:
- Cosa ci si deve attendere per il futuro?
- Riusciranno i nostri a ritrovare se stessi?
- Vale la pena continuare ad aspettarsi quella svolta che consenta loro di tornare a partorire qualcosa di veramente indimenticabile e duraturo nel tempo?
- I Dream Theater di una volta sono davvero morti oppure no?
- I loro componenti sono già riusciti ad uccidere quella meravigliosa creatura?

Al fine di dipanare questa spinosa questione questa Corte ascolterà le arringhe dei legali delle due parti o, se preferite (dato che ultimamente va tanto di moda) di due "saggi" (sempre rigorosamente di sesso maschile) ciascuno in rappresentanza di un punto di vista differente. Dopo aver esaminato le ragioni dei due contendenti, si verificherà se ci saranno le condizioni per realizzare un "inciucio" all’italiana (anche questo particolarmente allineato con le tendenze di questa stagione) oppure se una delle due parti prevarrà in modo inconfutabile sull’altra.

Che il dibattimento abbia inizio, la parola all’accusa!


TESI ACCUSATORIA
A cura di Gianluca Fontanesi "Waste Of Air"

I Dream Theater hanno ancora senso si esistere? Bella domanda, ottima domanda, grandissimo incommensurabile interrogativo. Dunque, facciamo così: Train Of Thought, Octavarium, Systematic Chaos, Black Clouds & Silver Linings e A Dramatic Turn Of Events sono dischi degni del nome griffato in copertina? No. O meglio, se estrapoliamo i pezzi veramente validi da tutti i dischi, forse un platter buono ci salta fuori. E allora? Dove sta l’inghippo? E’ molto semplice: i Dream Theater sanno suonare, fin troppo. La cosa permette loro di mascherare gravi mancanze di idee a livello di songwriting con una cortina di fumo che consiste in bordate di tecnica più o meno disarmanti. Essendo un buon 70% dei fan della band musicisti a loro volta, risulta ovvio il vedere l’oro anche quando è rame; perché chi è in grado di suonare a questo livello? Quindi la tendenza ovvia a far passare per fenomenali delle non canzoni è presto fatta. Train Of Thought, ad esempio, potremmo considerarlo come la più grande ciofeca partorita dalla band newyorkese (si, ancora peggio di Falling Into Infinity): le canzoni dove stanno? Mettiamoci anche che iniziano a sentirsi parecchi scimmiottamenti ai Metallica (si, è un difetto) non solo in questo disco ma anche in quelli successivi: avete già dimostrato con lo stupro di Master Of Puppets che siete ottimi esecutori ma pessimi interpreti dei dischi altrui, no? Stendiamo un velo pietoso anche su The Number Of The Beast e un minuto di silenzio per Dark Side Of The Moon. Ma che roba è? A cena col becchino lutto libero? Sembra anche che la produzione di Beautiful si sia ispirata all’uscita di Portnoy e al relativo teatrino per prendere ispirazione per le prossime 6538 puntate; quindi se a ora di pranzo quella odiosa soap opera vi rompe ancora le palle è colpa dei Dream Theater. Ci rendiamo conto che sono andate avanti mesi queste cose? Sembrava che la scelta di un batterista fosse una questione di stato e protetta dalla CIA mentre l’ex membro (le proporzioni falliche di questo circo sono lapalissiane) starnazzava ovunque e ha solo evitato le trasmissioni della De Filippi probabilmente perché non le conosceva. Dopo tutto questo caos che di sistematico aveva ben poco, venne scelto Mike Mangini (starebbe bene come marca di mangimi) che aveva già lavorato con James LaBrie; quindi mai scelta fu più telefonata e creante inutile casino. Il risultato di questo drammatico corso degli eventi fu appunto A Dramatic Turn Of Events: un disco talmente dinamico che ha tre ballad, un LaBrie palesemente fuori forma e spaesato come il songwriting della band. Tutto qua? No. Il disco contiene un grandissimo, immenso pezzo che è Breaking All Illusions, sembra quasi un errore visti gli ultimi trascorsi della band; eppure è lì e ha le fattezze di una presa in giro. Lo capite o no che dovete fare questo? Canzoni cribbio, non un album live a semestre per fare cassa! Altrimenti basta, scioglietevi e trovate un posto da turnista in altre band, tanto di problemi di certo non ne avete.


TESI DIFENSIVA
A cura di Roberto Tirelli "Your Darkest Hour"

Scrivere un articolo sul proprio gruppo preferito è un’operazione rischiosa che può compromettere la somma virtù dell’obiettività, caratteristica che fa da fondamenta a questa webzine. Perché parlare del proprio gruppo preferito è un po’ come descrivere se stessi, elencando pregi e difetti; un po’ come spogliarsi in una piazza gremita, mettendo a nudo le proprie “vergogne” e la propria personalità, i propri gusti, le proprie emozioni; un po’ come fare un'autopsia essendo allo stesso tempo medico e cadavere, vivisezionando, osservando il proprio interno pur restando lucidi.

Tentare di far capire cosa siano stati per me i Dream Theater, e cosa sono tuttora, anche se in dose certamente minore, è cosa assai difficile. Potrebbe sembrare illogico che un ragazzo che, ora come allora, "non sa tenere una chitarra in mano" (credetemi!), abbia scelto in maniera consapevole o meno, di votarsi fin dal 1995 al culto del quintetto di Long Island e dei suoi funambolici tecnicismi.

I Dream Theater, fin dai primissimi esordi come terzetto strumentale composto da Portnoy, Petrucci e Myung ai tempi della Berklee, si sono sempre caratterizzati e distinti per la loro tecnica individuale sicuramente al di sopra della media. Ed è proprio questa loro caratteristica che è sempre stata loro croce e delizia, spaccando in due gli ascoltatori: da chi li venera incondizionatamente a chi li critica onde e comunque. Insomma, è il classico caso da “o si amano o si odiano”, tralasciando tutto quello che sta in mezzo a questi due poli. Più che fare una disamina dei loro album, per la quale vi rimando alle recensioni presenti sul sito, vorrei focalizzare la vostra attenzione sull’importanza dell’esplosione del fenomeno DT, che con l’uscita di Images And Words (1992) fecero da antesignani al prog metal, genere che grazie a questo album si affermò in maniera definitiva, e grazie a questo disco fece anche diverse apparizioni nel mainstream, basti pensare all’alto numero di passaggi riservati a Pull Me Under da parte di MTV, emittente tutt’altro che dedita a queste sonorità. A distanza di ventuno anni quel disco continua ad essere -per distacco- il mio album preferito, e questo non per partigianeria, bensì per una ragione molto semplice: perché mi emoziona, ora come allora, ogni volta come se fosse la prima.

Non voglio tentare di convincervi con cifre ammalianti di album venduti, sold out ai concerti o statistiche di questo tipo. No, signori, sarebbe inutile, perché la musica è tutt’altro che una scienza esatta, ma è un’emozione incontenibile, dove la ragione conta poco o niente. Credo che la loro importanza storica sia imprescindibile e anche innegabile, ma il vero punto di domanda, più che legittimo, è se oggi abbiano ancora ragione d’esistere. La mia risposta è sì. Certamente, negli ultimi anni i nostri hanno ceduto il passo alla routine, palesando una certa (e per certi versi fisiologica) mancanza d’ispirazione. Il balletto negli anni dei tastieristi (Moore, Sherinian, Rudess) non ha favorito lo sviluppo di soluzioni alternative, e questa è sicuramente una critica di cui sono accusabili. Non credete a chi li spaccia ancora oggi come faro del progressive mondiale (non vedo però chi potrebbe fregiarsi di questo titolo...), ma non credete nemmeno a chi li considera morti. Vedremo quanto potrà essere importante l’apporto di Mangini nella stesura del prossimo album.

La loro colpa dal 2003 in poi è stata guardare alla scena internazionale come fonte d’ispirazione, cosa che, fino a quel punto, gli altri avevano fatto nei loro confronti. Insomma, hanno smesso di “progredire”, ma si sono accontentati di vendere. Forse non aveva torto il buon Portnoy a volere un break di qualche anno per raccogliere le idee e decidere in quale direzione proseguire. Ma resto assolutamente certo del fatto che i nostri, anche senza il buon Mike, qualcuno dice per fortuna, abbiano ancora qualcosa da dire. Per il resto, se la loro musica non vi ha mai detto nulla, se non vi ha mai emozionato, bè, allora è giusto così, è giusto che vediate in loro un’inutile sfoggio di tecnica. Sarete per sempre, voi dite per fortuna, io dico purtroppo, due linee rette che non s’incontreranno mai.


LA SENTENZA
A cura di Andrea Trecarichi "Metal3K"

Egregi Avvocati (o "Saggi"),

avendo letto e compreso le argomentazioni addotte a base delle Vostre disamine, questa Corte dichiara gli imputati colpevoli di essersi in parte addormentati sugli allori, di aver cavalcato l’onda del successo conquistato con lavori inappuntabili e straordinari (l’ultimo che può definirsi tale è Six Degrees of Inner Turbulence) e di aver dato vita, da un decennio a questa parte, ad album che magari saranno a volte anche emersi rispetto alla media generale, vuoi per le indiscusse abilità tecniche, vuoi per qualche sprazzo di lucidità, ma che in linea di massima non possono paragonarsi ai lavori che hanno reso i suddetti celebri nel passato. Tutto ciò non ha certamente scalfito, specie nella memoria degli estimatori di vecchia data, il ruolo di assoluto primo piano che storicamente hanno occupato nella scena prog mondiale, ma ha certamente fatto sì che quel ruolo di assoluta leadership sia divenuto in gran parte ormai precario e vacillante.
Gli imputati vengono altresì riconosciuti colpevoli di aver parzialmente svilito la loro caratura tentando di seguire le mode piuttosto che di imporle, di dettarle dall’alto, come il loro enorme potenziale avrebbe richiesto.

Questa Corte riconosce inoltre al vocalist della band il reato di calo nelle prestazioni e lo condanna ad un periodo di riposo e alla conduzione di una vita sana ed equilibrata, oltre che ad un mese di meditazione ed introspezione al fine di ritrovare la forma fisica e anche l’ispirazione e le capacità interpretative che solo dal profondo dell’anima possono riprendere quota e riaffiorare.
Gli imputati vengono ulteriormente riconosciuti colpevoli di aver creato grandi aspettative attorno al loro nome, di aver eccessivamente generato intorno al loro monicker attese di altissimo livello, il che è una colpa nella misura in cui tali aspettative non siano ripagate nel corso degli anni. Di contro, però, si riconoscono le attenuanti generiche del caso, visto che le band in grado di mantenersi su livelli di eccellenza continuativamente per un quarto di secolo si contano sulle dita di una mano (o forse non esistono affatto) e visto che la fame dei sostenitori è così forte che risulta davvero un’impresa ardua riuscire a sfamarla del tutto.

In ultimo, per ciò che concerne il reato di omicidio colposo verso il loro stesso monicker, gli imputati vengono assolti in quanto al momento il fatto non sussiste, datosi che, secondo molte testimonianze, la vittima presenta ancora deboli segni di vitalità e di una seppur flebile ripresa. L’apporto del nuovo batterista, che tra l’altro dovrebbe oramai essersi pienamente integrato nel contesto e nel processo compositivo, potrebbe (il condizionale è d’obbligo) rappresentare una delle chiavi di svolta, ma è tutto da dimostrare.
Al momento quindi viene confermata l’accusa di tentato omicidio, che potrà essere ritirata eventualmente solo dagli estimatori di vecchia data e solo nel caso in cui la prossima data non si rivelerà un ennesimo, totale o finanche parziale, appuntamento mancato con la storia.
Si dispone pertanto che gli imputati si concentrino meno sui live e sulle operazioni commerciali (box set, compilation, DVD, live album, EP e singoli a go-go), che si dedichino con maggiore attenzione alla cura del songwriting e che regalino finalmente ai propri estimatori (più o meno delusi) ciò che ardentemente ed impazientemente essi si aspettano da anni: un autentico ed incontestabile capolavoro!

Così è deciso, l’udienza è tolta.

La parola spetta adesso ai lettori!



Philosopher3185
Sabato 1 Febbraio 2014, 18.32.34
61
Non ho sentito i dischi successivi a Image e words(apparte awake e qualche brano da degli amici),però ritengo che quello che avevano da dire lo hanno gia' detto..Poi è inutile discuterne..quelli che non li sopportano dirano sempre che sono freddi e pallosi,e quelli che li amano,che sono degli Dei scesi in terra.Image and words è un capolavoro(e lo dico io,che non mi piacciono molto),che va assolutamente ascoltato se si ama la buona musica,poi il resto direi che magari ha meno importanza..credo...
opeth72
Mercoledì 29 Maggio 2013, 14.39.01
60
GRAZIE DELLA RISPOSTA.................. HTEPO
Marietti
Martedì 28 Maggio 2013, 14.44.57
59
@opeth72: hai ragione, da un certo punto di vista ci sentiamo tutti un po' maestri e un po' santoni, dobbiamo solo ricordarci che le nostre verità sono solo nostre. Hai ragione anche nel dire che il metal non gira intorno a loro, io non ho mai pensato nulla di simile. Loro però sono una faccia del metal e tutto sommato hanno la loro importanza. Poi, sui gusti non si discute mai e fortunatamente non siamo tutti allineati altrimenti.... Buona settimana a tutti
opeth72
Lunedì 27 Maggio 2013, 16.16.49
58
@Marietti... tutti noi siamo conoscitori di Musica o santoni anche tu... gli album dei Dream Theater sono TUTTI,,, e solo frutto dei dREAM tHEATER, ma tutto il metal non puo' girare neanche intorno a loro e sono d'accordo con te che se una musica mi emoziona puo' essere anche genere cip ciop,,,, ti saluto,..........HTEPO
artleoom
Lunedì 27 Maggio 2013, 13.59.17
57
ah...se solo si fossero sciolti subito dopo image and words...sarebbero diventati davvero delle divinità!!! avremmo pensato a questo capolavoro inarivvabile con commozione e venerazione...come abbiamo fatto per anni con focus dei cynic
marietti
Sabato 25 Maggio 2013, 2.00.20
56
Mamma mia, quanti santoni a commentare, quanti maestri di musica, quanta poca serenità, quanto di tutto, troppo di tutto. Sembra che una carriera ventennale abbia prodotto una manciata di canzoni e niente di più ma sappiamo bene che non è così, i DT hanno scritto pezzi tosti, violenti, melodici, noiosi talvolta inutili, hanno scritto capolavori alternandoli a pezzi che non hanno lasciato tracce, ma tutto nel corso di una vita e non in un album o due. Rileggetevi i commenti scritti all'uscita di Octavarium e riflettete, è un disco magnifico e chi se ne frega se è prog o no, se è metal o no, se è o non è. Leggo spesso che i nostri vengono accusati di copiare sempre qualcosa o qualcuno, io non lo credo ma in ogni caso quello che conta è che quando li ascolto riesco ad amarli e ad esaltarmi esattamente come succede con altri gruppi che amo. Se la musica mi da qualcosa allora significa che funziona, viceversa non l'ascolto e alcuni commenti sono di persone che molto semplicemente non dovrebbero ascoltarli poiché non sono di loro interesse. Ci sta, ma criticare per odio è sciocco perchè toglie serenità, non sarebbe meglio astenersi?
Il Grande Dio Polpo
Domenica 19 Maggio 2013, 13.53.54
55
Il Grande Dio Polpo si ritiene oltraggiato dall'essere paragonato ad una creatura inferiore quale un troll. Sono un Dio, per Me Stesso!!! Il Sommo Chtulhu, offeso, andrà a piangere sulla spalla di Hastur, Sommo anch'Egli, in attesa dell'Ora Del Richiamo quando il mondo sarà precipitato nel Caos ed i Grandi Antichi si nutriranno delle vostre anime e dei vostri cervel... delle vostre anime!!! I Dream Theater non dispiacciono al Grande Dio Polpo. Ce li pappiamo volentieri. Più di qualche scempiaggine ce la potevano risparmiare però. L'ultimo potrebbe pure andare, ma non è abbastanza. Il Grande Dio Polpo auspica che prima del Suo Richiamo facciano qualcosa di paragonabile al passato, magari un concept sui Grandi Antichi. [risata demoniaca/extradimensionale]
opeth72
Sabato 18 Maggio 2013, 12.20.39
54
faccio una piccola premessa, quando avevo 10 anni mia sorella che ne aveva 18.. ascoltava spesso con le vecchie cassette album dei Pink Floyd, Deep Purple ,Doors,Yes,police.. diciamo che stavo crescendo bene almeno musicalmente, poi a 14 anni scopri gli Iron Maiden e i Black Sabbath... e un bel po' di gruppi Progressive italiani e no... ma.. arriviamo al punto,,, anno 1992 poco prima dell'estate um mio caro amico mette nel suo lettore.... LUI... Images and Words... amore solo amore per quel disco e per i Dream Theater... da li a oggi che ho poco piu' di 40 anni li ascolto ancora,magari un po' meno di prima perche' da quando usci Awake ci fu un ondara di gruppi Prog Metal da saturarmi le p... cloni a non finire ,ma anche tante band "innovative", Progressive appunto.Quado ti piace un gruppo che suona da pi' di 20 anni e sforna album ogni 2 anni perche' magari l'etichetta discografica spinge sapendo che i DT sono una vacca grassa ,ci puo stare qualche calo, non possiamo pensare che tutti gli album suonino come i primi,,, no e' forse possibile.. anche gli YES quando hanno scritto Close to the Edge nel 1972 poi non si sono piu' ripetuti a quei livelli ... scusate la noi volevo concludere con questo aforisma di Saul Alinsky...... "Cambiamento significa movimento. Movimento significa frizione. Il movimento o il cambiamento senza frizioni o conflitti appartiene solamente al vuoto rappresentato da un mondo astratto che non esiste" grazie... HTEPO
Alessandro DON ZUKER Bevivino
Sabato 18 Maggio 2013, 12.03.45
53
A i TROLL di CAVERNA 2/3 giri di corda gli sciallaquano la gola
Sambalzalzal
Venerdì 17 Maggio 2013, 22.43.01
52
Invece bisognerebbe darla! due o tre giri intonro al collo!
Raven
Venerdì 17 Maggio 2013, 16.26.11
51
ricordatevi sempre di non dare corda ai troll, grazie.
Il Grande Dio Polpo
Venerdì 17 Maggio 2013, 16.22.37
50
Sicuramente i Nirvana sono meglio di quella nullità di Burzum: i decerebrati hanno un pessimo sapore. [Ci si rivolge al Grande Dio Polpo con deferenza e rispetto anche come Sommo Cthulhu o Grande Dio Polpetta]
il vichingo
Venerdì 17 Maggio 2013, 11.51.47
49
Ahahahaha! Mitico Don zuker, quasi quasi anch'io quoto il commento di Caos
Alessandro DON ZUKER Bevivino
Venerdì 17 Maggio 2013, 11.48.36
48
Come poter discutere l'ultima frase sottostante anche se sembra / è scritta in senso ironico.
Caos
Venerdì 17 Maggio 2013, 9.11.11
47
Meglio i Nirvana di questi qui.
Third Eye
Mercoledì 15 Maggio 2013, 18.05.10
46
Grazie!!
Metal3K
Mercoledì 15 Maggio 2013, 16.33.01
45
@Third Eye: dimezzato va bene?
Oudeis
Mercoledì 15 Maggio 2013, 15.08.20
44
Quello che mi lascia perplesso dei DT, oltre quanto già esposto (n°12), è che se avessero voluto avrebbero tranquillamente potuto mascherare i riferimenti alle altre band. Un brano come Never Enough, di chiara matrice Muse, ha quasi volutamente lo stesso tipo di effettistica, lo stesso tipo di cantato e lo stesso tipo di cadenze (successione di accordi) usate dai Muse. Ora, passi per le cadenze che sono "patrimonio di tutti" (come gli standard jazz), ma perché imitare così platealmente un'altra band? Lo stesso dicasi per i richiami a Metallica e via dicendo. Un discreto arrangiatore poteva svolgere un bel make up senza particolari difficoltà. Ritengo la rielaborazione/evoluzione del proprio vocabolario una parte rilevante del compito di un artista affermato, pertanto non considero affatto scandaloso che si osservino le nuove tendenze, tuttavia se l'atto creativo non è una rappresentazione critica e personale di queste ultime, rimane sterile e sostanzialmente inutile. Anche gli artisti più osannati rielaborano idee altrui e/o proprie e sotto mentite spoglie le ripropongono come originali, con risultati diversi nel tempo e non sempre con la stessa onestà intellettuale: i DT come i Death, i Tool come Devin Townsend, i Queensrÿche come i Voivod, ecc… Nulla è assolutamente nuovo. I DT hanno col tempo cambiato (esasperato?) l’approccio compositivo dividendo di fatto le canzoni in due parti distinte (canzone e sboronata strumentale) che possono vivere tranquillamente di vita propria, dove quello che si perde è l'unità compositiva e l'identità della canzone (A Rite Of Passage). Cosa sia passato per la loro testa proprio non lo so, soprattutto tenendo presente i precedenti. Ora, sarà pure che io sono fissato, ma la coerenza e la qualità di una composizione viene meno se una sua parte può anche non esistere o essere sostituita con un'altra completamente diversa. Chiarisco: una composizione è assimilabile ad un organismo, se si toglie una sua parte o muore o vive male: l'opera d'arte, in quanto sintesi poetica, dovrebbe essere essenziale (che non vuol affatto dire semplice): quello che non ha attinenza, che è artisticamente pletorico, va tolto. Non dico necessariamente, ma preferibilmente, per lasciare spazio a quello che è un motore dell’evoluzione dell’arte, la contraddittorietà: “troppo” perfetto = accademico = sterile. Diversamente, se non ci fosse essenzialità (ripeto, diversa dalla semplicità), avemmo dei collage, una miscellanea indistinta di idee a caso e senza una logica compositiva.
Third Eye
Mercoledì 15 Maggio 2013, 11.44.02
43
Qualcuno della redazione può eliminare il mio commento... è doppio!!
Third Eye
Mercoledì 15 Maggio 2013, 11.38.32
42
@ Lele74: in realtà ci sono tantissimi ascoltatori che masticano certe sonorità e che proprio per questo si sentono in dovere di criticare i Dream Theater. Il problema secondo me è che quando si parla di grosse bands bisogna sempre scontrarsi con i numeri (numeri di dischi venduti, concerti, fans, ecc.); più certe cifre sono alte maggiori sono le difficoltà nel riuscire a discernere il mito dalla realtà. E’ una storia che si ripete sempre, è nella natura delle cose, i risultati, però, sono spesso sconfortanti: l’affermare, per esempio, che è problema comune a tutte le grosse bands il non riuscire più a trovare le alchimie del passato è la classica motivazione che si tira fuori in casi del genere e che denota, però, una certa superficialità nell’affrontare l’argomento. Mi sembra, poi, alquanto evidente che i Dream Theater abbiano perso negli anni la propria identità musicale nel tentativo sciocco e maldestro di ispirarsi ad altre formazioni; negarlo significa avere una visione bonaria degli accadimenti. Petrucci nei primi anni di carriera aveva un suo stile, la scelta dei suoni e delle note da utilizzare era pressochè impeccabile, l’approccio allo strumento era rigoroso, poi con il passare del tempo è diventato (per così dire) sempre più pigro, ha cominciato a guardarsi intorno ed è vissuto di luce riflessa (ha inziato, cioè, a scimmiottare altri stili, a mettere insieme soluzioni e formule che non favecano parte del suo backround musicale finendo così con il diventare un chitarrista anonimo, sicuramente impoverito rispetto agli esordi). Quando un musicista smette di crescere e migliorarsi o si culla sugli allori significa che non ha più nulla da dire, se non c’è la voglia di osare, sperimentare, crescere, vuol dire che si è finiti musicalmente parlando, ciò che ne consegue è lo stillicidio di idee, la reiterazione di formule insipide e la cosa grave è che tutto ciò avviene in un contesto come quello progressive che dovrebbe essere naturalmente votato all’innovazione. Ritengo perciò risibile l’idea che hanno in molti secondo cui i Dream Theater sarebbero a tutt’oggi i migliori rappresentanti del genere, vuol dire due cose: o non si hanno elementi sufficienti per giudicare oppure significa che il progressive è morto e non ha più nulla da dire. Credo poi che sia opportuno sottolineare come la dipartita di Kevin Moore sia stata senz’altro letale per la band newyorkese, il suo sostituto, infatti, Jordan Rudess, non è mai stato all’altezza del suo predecessore, anche se paradossalmente era il musicista che meglio si addiceva ad una formazione che negli anni si è completamente snaturata… Di Portnoy non voglio neanche parlarne, come personaggio non l’ho mai sopportato più di tanto, meglio sorvolare…
Alfonso12
Lunedì 13 Maggio 2013, 22.39.32
41
Sarebbe opportuno che qualcuno tornasse a giocare a Travian!!!
il vichingo
Lunedì 13 Maggio 2013, 21.43.01
40
AHAHAHAHAHAHAHA!!!!
Sambalzalzal
Lunedì 13 Maggio 2013, 21.38.54
39
macho68@ è così che iniziò anche Gianni Morandi!!!
macho68
Lunedì 13 Maggio 2013, 21.32.45
38
Certo che se per apprezzare un disco devo ascoltarlo migliaia di volte per farmelo piacere,allo stesso modo chissà se mangiando qualche cucchiaino di cacca ogni giorno alla fine non piaccia anca quella....ahahahahah
Gabriele
Lunedì 13 Maggio 2013, 19.22.18
37
Morti con l' addio di Dominici. Quoto Macho68 in tutto e credo che i due tumbani Niko e Lele non possano che esser fratelli che capiscono ben poco di vera musica.... ossequi!
Lele74
Lunedì 13 Maggio 2013, 16.44.47
36
Se nel mio primo intervento avevo cercato d'impormi un profilo il più obbiettivo possibile difronte alla chiara parzialità di certe argomentazione mi trovo ora nella necessita' di esporre in maniera più completa la mia posizione. Mi viene da citare la frase di un celebre film: " si deride ciò che non si comprende"...Forse, come giustamente sottolineava Niko78, l'ascolto di un certo tipo di musica non è semplice e quindi l'apprezzarne le sfumature e la complessita' non è da tutti. E' frequente che difronte a ciò che non si ha la capacità di comprendere di giudicarlo negativamente ed è' quello che personalmente penso stia accadendo in questo dibattito. Pur ammettendo che i DT negl'anni non abbiano garantito la stessa qualità nel songwriting dei loro primi album trovo del tutto gratuito accusarli di essere stati cloni di altri o addirittura cloni di se stessi e ribadisco che è storia di tutte le più grandi Metal band esistenti non essere piu' riusciti a ritrovare le magiche alchimie artistiche degl'album migliori. È ribadisco anche che mettere sotto processo un gruppo di tale levatura e' sminuire il concetto di musica stesso soprattutto alla luce del panorama musicale attuale che sta vagando nel nulla. Posso capire che il virtuosismo fine a se steso che anche i DT a volte hanno maldestramenten palesato sia una involuzione artistica ma non posso accettare che si pensi sia una mossa premeditata per ammagliare gli "ingenui ascoltatori" con il solo scopo di vendere più dischi. Non mi reputo un'enciclopedia del Metal ma la mia discografia conta su centinaia di album che spaziano dal Trash Metal al Prog al Classic Metal all' Hard&Heavy e non credo di essermi mai fatto ingannare da nessuna band al momento di comprare un disco. Sarebbe invece più onesto auspicare che gruppi come i DT continuino a far musica magari sperando un giorno di ascoltare un nuovo IAW!!!!!
Niko78
Lunedì 13 Maggio 2013, 14.08.32
35
Mi chiedo se siano sotto accusa i DT o il Progressive. Tale genere richiede un tipo di ascolto differente dai più immediati Rock e Metal. Spesso gli album progressive non evidenziano tutta la loro grandezza ad un primo ascolto ma si scoprono un po’ alla volta, è necessario tempo e pazienza per apprezzarne le diverse sfaccettature. La mia valutazione sui DT probabilmente è influenzata dal fatto di esserne un loro grande estimatore e per questo ho sempre ‘concesso’ loro il tempo necessario traendo le mie valutazioni solo dopo aver lasciato sedimentare le idee che in essi erano contenute . E’ innegabile che capolavori come ‘Images & Words’ ed ‘Awake’ rimangono irripetibili, ma non solo nella storia dei DT, direi nell’intero panorama Progressive. Tutte le novità, una volta assaporate, iniziano però a stancare ed è per questo che i DT non si sono mai ripetuti ma hanno sperimentato nuove sonorità, anche a rischio di perdere parte degli iniziali estimatori. Si pensi ad esempio ai ‘Pain of Salvation’ o ai ‘Fates Warning’, band che hanno esplorato in modo diverso il progressive e che, allo stesso modo dei DT, hanno avuto la capacità di non cadere nell’errore di divenire ‘cloni’ di se stessi. E’ vero che negli ultimi anni vi è stata una involuzione nell’utilizzo dei tecnicismi fini a se stessi, soprattutto per influenza di alcuni membri della band (senza far nomi Rudess), però sarebbe un errore soffermarsi solo su questi. Da batterista non nego che l’uscita di scena di Portnoy costituisca un ‘lutto’ musicale, ma sono sicuro che i DT hanno ancora molto da dire. Hanno raggiunto vette inesplorate, e continuano a guardare dall’alto ancora molti altri gruppi!!
toni
Lunedì 13 Maggio 2013, 12.37.38
34
obiezione vostro onore ma una parte della tesi accusatoria non sussiste...se i dt hanno successo perchè sono bravi a suonare non è una colpa ma è altresì una virtù. se una buona fetta di pubblico "compra" il virtuosismo dei DT è solo loro merito. Però in effetti i DT sono in fase calante, bloccati a metà del guado tra una sferzata compositiva e le aspettative dei fan che acquistano i loro prodotti. Credo che comunque con l'uscita di portnoy il gruppo ci abbia guadagnato perchè ha abbandonato certe sonorità extreme metal che per nulla si addicono al loro sound caratteristico. Le possibilità ci sono, penso che i DT abbiano ancora qualcosa da dire se sapranno rinnovare il songwriting verso ascoltatori più maturi
Absynthe6886
Lunedì 13 Maggio 2013, 11.51.33
33
Mi sono perso il secondo "membro": genio/mestiere, naturalmente!
Absynthe6886
Lunedì 13 Maggio 2013, 11.50.31
32
Torno a commentare per due ragioni. La prima: intendevo naturalmente "biennale", non so come sia potuto uscire "biannuale"... La seconda: per ampliare il discorso che attiene alla dicotomia genio/. In merito a ciò e, nella fattispecie, ai loro due album-simbolo, Images And Words/Awake, non posso che esprimermi con rinnovato scetticismo. La motivazione è semplice e la ridurrò a quesito che pongo ai lettori interessati a dibatterne: può davvero il semplice citazionismo (pur con estremo gusto) considerarsi innovativo e geniale per il solo fatto di essere stato inserito in un contesto musicale che "comanda" un livello maggiore di gain? Partiamo da Images And Words: un ottimo disco, con un gusto notevole negli arrangiamenti, nell'architettura e (pensa un po') persino nel virtuosismo in esso contenuto, ma che riesco a considerare geniale: esso vive di citazioni ovunque (persino nelle liriche, diamine!). Faccio i nomi, anzi Nomi!? Rush, Yes e Metallica con Vai e Lukather che fanno capolino in diverse parti solistiche di Petrucci. Il "secondo", Awake, che personalmente ritengo anche superiore al precedente, non fa che confermare la tendenza: Rush un po' ovunque (Innocence Faded?), ma stavolta a spadroneggiare nelle ritmiche (sia di Portnoy che di Petrucci) sono i... Pantera (Caught In A Web? The Mirror? Lie?)! Sia chiaro: ottimo tutto, dal songwriting alla produzione, dall'esecuzione agli arrangiamenti, ma... Un "ma" grosso quanto una galassia: MA è davvero roba loro? Si può davvero considerare genio il frullare e rimpiattare in maniera eccelsa cose già STRA-dette? Con ciò non metto in discussione la qualità dei due dischi e ne approfitto per tranquillizzare @Diego sul fatto che no, non mento a me stesso: i Dream Theater ERANO, come tu stesso affermi, per giunta da (ex) fan, una bella band. Parimenti, non faccio che confermare, aggiungendo che, pur trovando ottime le due produzioni che si tende a considerare come spartiacque fra ciò che fu (come se già non ci fossero Sieges Even e, soprattutto, gli IMMENSAMENTE sottovalutati Fates Warning a tentare di diversificare la proposta) e ciò che sarà (uno tsunami di cloni su cloni), non mi faccio tentare dalla sensazionalità formale delle stesse nel definirle capolavori. Non voglio neppure tirare in ballo la storia di Kevin Moore... Anzi,sì! La tiro in ballo e confermo quanto largamente pensato: tolto lui, tolta l'anima genuinamente artistica della band (e basta guardare cos'ha prodotto da solista, con Chroma Key e con gli O.S.I. insieme a Jim Matheos, altra gran mente musicale mai troppo incensata). Capolavori GENIALI, per i miei personalissimi criteri di appassionato ascoltatore, sono: Discipline, Promised Land, Ænima e Lateralus, i quali, ancor ora rappresentano tentativi originali di oltrepassare i confini del "già sentito", ponendosi come nuovi punti di riferimento quanto ad attitudine "progressiva".Questa la mia modesta opinione ma, naturalmente, non scrivo certo io la storia della musica...
Delirious Nomad
Lunedì 13 Maggio 2013, 7.09.05
31
Vorrei far notare che i DT, al di là dei gusti, almeno fino a Falling... COMPRESO sono stati un gruppo veramente prog, nel senso proprio: imprevedibili e sperimentali (I&W é diverso da Awake che é diverso da Falling). É dopo che i problemi di originalità sono sorti, a partire dal pur bello Metropolis.
macho68
Domenica 12 Maggio 2013, 20.56.50
30
Posso solo dire che da dopo 'Images & Words' (grandissimo disco),per me sono finiti,vittime del loro stesso virtuosismo.Già 'Awake' per me è stato una delusione,ed in effetti da allora non li ho più ascoltati.Ho avuto anche la sfortuna di sentire dal vivo LaBrie con il suo gruppo solista (ero andato solo per il gruppo di supporto,gli Evergrey),è posso dire che uno schifo del genere non l'avevo mai sentito,anzi,mi meraviglio come i DT lo abbiano tenuto fino ad ora.Purtroppo sono un gruppo senza idee e senza sentimento, capaci solo di suonare ad altissimi livelli ma fallimentari a livello compositivo.Sarebbe sato meglio si fossero sciolti dopo i primi 2 dischi,e forse sarebbero rimasti nel mito invece di continuare a produrre dischi di pessimo gusto e quindi considerati dei 'falliti' almeno musicalmente....ma alla fine, con tutti quei fans amanti dei loro virtuosismi fanno bene a continuare a far dischi e quindi a far soldi alla faccia loro, che pagano per sentire solo un agglomerato di suoni e di cambi di tempo assurdi....ma sono bravi,bravissimi....ma andate a cag...
Argo
Domenica 12 Maggio 2013, 3.48.22
29
Train of thought e Systematic Chaos li ascolto con vero piacere. Ho venduto però gli ultimi 2 e penso che non comprerò altri cd dei DT.
Third Eye
Sabato 11 Maggio 2013, 19.10.04
28
Se dovessi dare un giudizio sintetico direi che la band statunitense ha avuto un percorso che somiglia molto a quelli di tante altre bands ritenute (a torto o a ragione) ineguagliabili, in sostanza Petrucci e soci sono riuscisti a creare le opere migliori negli anni ’90, ovvero in un periodo ben definito (Images & Words, Awake) e poi hanno avuto un calo vistoso precipitando così nell’oblio creativo. A voler essere più precisi direi che la band è riuscita in poco tempo a ritagliarsi uno spazio tutto suo in termini stilistici meritando dunque i giudizi positivi della critica, questo partrimonio artistico iniziale, con il passare del tempo, si è però sfaldato, è venuto meno, ed è stato sostituito dal mestiere. Personalmente non li seguo più da una vita, perché li trovo noiosi, opportunisti e privi di qualunque appeal e non comprendo neanche il perché si insista tanto nel volerli mitizzare, penso che non abbiamo più nulla da dire in termini artistici (sono morti) e che ci siano in giro tantissime bands che riescono a dare un senso alla parola progressive, più di quanto non abbiano fatto loro nel terzo millennio; paradossalmente credo che la storia, le vicissitudini e i dibattiti che sono nati attorno a questa band ruotino proprio attorno a quel termine “progressive” e al modo in cui esso viene interpretato, c’è gente, per esempio, convinta del fatto che loro siano i massimi rappresentanti del genere (per aver composto un disco cardine che risale però a vent’anni fa) e ci sono ascoltatori che addirittura arrivano a definire progressive ciò che in realtà non lo è (solo perché alle loro orecchie risulta genericamente tecnico o complesso). Concludendo, dico che in discussioni del genere il verdetto è assolutamente scontato: assolti! Il perché è presto detto, il peso dei dischi venduti e la popolarità raggiunta dalla band avranno sempre un peso infinitamente maggiore rispetto a qualsivoglia analisi artistica.
Lele74
Sabato 11 Maggio 2013, 17.37.22
27
Devo premettere che la mia obiettività in materia e' offuscata dall'esserne un fan da ormai più di due decenni, da averli visti in concerto per una ventina di volte e dal nutrire nel Sig. Petrucci una sorta di venerazione. Detto questo credo che sia nella storia di tutte le grandi band dover confrontare, col passare degl'anni, il songwriting attuale con quello del passato. È evidente come nella maggior parte dei casi i grandi gruppi Metal che tra gli anni ottanta e novanta sono stati capaci di inanellare consecutivamente 3//4 autentici e inarrivabili capolavori non siano più stati capaci di ripetersi su tali livelli innescando inevitabilmente questi dibattiti. Per tornare ai "miei" DT non posso negare che i primi dischi fossero una sequenza di canzoni capolavori mentre adesso posso definirne tali solo 2 o 3 per disco e che con l'uscita dal gruppo di Kevin Moore e l'arrivo di Jordan Rudess i tecnicismi si sono a volte estremizzati ma pur con la nostalgia per il glorioso passato di tutte le band che mi hanno accompagnato negl'anni non credo che visto il panorama musicale attuale ci possiamo permettere il lusso di celebrare in anticipo il funerale ad una band di questo spessore. Quando uscirà il nuovo disco sarà per me sempre un'emozione e quando torneranno in Italia tornerò a vederli dal vivo perché al ritorno da ogni concerto mi sono sempre sentito fiero di essere un loro fan!!
master
Sabato 11 Maggio 2013, 16.11.23
26
io trovo che nel periodo '92-'95 abbiano composto solo capolavori, andando avanti con gli anni penso abbiano continuato ad alternare all'interno di ogni album composizioni degne di note ed altre di importanza più marginale. non li vedo per nulla finiti, credo solo che avrebbero bisogno di 3 o 4 anni tra un album e l'altro, in modo da potere fare un po' di selezione (ricordiamoci che questi signori fanno un album ogni 2 anni, e anche sì della durata di oltre 70 minuti). probabilmente il contratto che hanno sottoscritto con la casa discografica li ha portati a sacrificare parte della qualità e della genialità in favore del denaro, e questo non fa loro onore!
Vitadathrasher
Sabato 11 Maggio 2013, 10.52.13
25
Quando ascolto un loro album, per me i migliori sono awake e images con una produzione a dir poco glaciale, ho sempre la sensazione che non c'è l'intenzione di esprimere ma di dimostrare, non sento un marchio di fabbrica, ma solo una fabbrica composta da ottimi soci che sanno fare il loro mestiere, che producono migliaia di cambi di tempo fraseggi sublimi, ugole dorate, sapientemente confezionati. Ma non avverto quell' "umanità" che mi dà la sensazione di band.
Sambalzalzal
Sabato 11 Maggio 2013, 10.03.35
24
Diego@ alzo la mano! Ahahahahahahahah! Battute a parte penso di essere sincero quando dico che posso alzarla senza fare una piega. Quello che ho sempre pensato dei DT è stato questo: andando al conservatorio se ne trovano a palate di musicisti come loro se non anche più bravi, il fatto è che nessuno o pochi hanno avuto l'idea di mettersi a suonare insieme come hanno fatto loro. In questo senso sono sicuramente stati "capaci" di creare un qualcosa di nuovo per il pubblico metal certo non avvezzo a certe sottigliezze a livello tecnico e di esecuzione. Io personalmente ho vissuto la musica benissimo senza ascoltarli e penso che non mi sarei sentito male se non si fossero formati per niente ma ovviamente è semplice parere personale. Il mio suggerimento ai singoli musicisti sarebbe, anche se ora forse sono un po' troppo vecchiotti per farlo, "siete bravi, lasciate perdere le seghe con i DT e mettetevi a suonare con altre bands!"
Diego
Sabato 11 Maggio 2013, 9.34.15
23
Leggo tutti commenti sensati e accompagnati da eloquenti motivazioni, ma rischiamo di mentire a noi stessi: parliamo di una storia d'amore talmente grande che, una volta finita, si tramuta in odio e finisce in tragedia. Il post fiume di Absynthe non fa una piega, ma nasconde una bella bugia a se stesso: i DT per lui erano un bel gruppo, capace di fare grandi album agli inizi e poi perdersi e rimirarsi nella propria (indiscutibile) tecnica.. io credo che per molti i DT non siano sempre stati dei pagliacci, ma lo sono diventati dopo (dopo FII?, dopo SFAM?) e questo lo quoto in toto. Alzi la mano chi non ha goduto ad ogni nota di IAW, alzi la mano chi non ha parlato, allora, di "musicisti di altro livello", alzi la mano chi non sosteneva la nascita di un nuovo genere. Io c'ero al Rolling Stone per il tour di supporto di IAW e pure i due tour successivi e a tutti sembrava di trovarsi di fronte una grande band, non dei pagliacci. Tra l'altro io, non solo da (ex) fan, ma anche da musicista non professionista, non potrei mai dare seriamente del pagliaccio ad un Petrucci o ad un Myung, anche solo per la conoscenza e padronanza del loro strumento. Forse la parola giusta sarebbe furboni. Ci sono talmente tante band di veri pagliacci incapaci e che producono musica spazzatura, che proprio non mi riesce di definirli tali. Che soffrano della sindrome di Narciso è un dato appurato e forse è un po' colpa nostra per averli osannati troppo presto
Sambalzalzal
Venerdì 10 Maggio 2013, 21.59.36
22
Absynthe6886@ grande commento in tutti i sensi! Pongo una domanda: I DT hanno motivo di esistere oggi? Ieri lo avevano? Se non fossero mai esistiti la scena metal ne avrebbe mai sentito la mancanza?
Arrraya
Venerdì 10 Maggio 2013, 21.19.09
21
Allora aggiungi per me una T in "mettessero" perchè ho cannato una doppia ah ah ah
Absynthe6886
Venerdì 10 Maggio 2013, 21.16.10
20
Accidenti! Non mi ero accorto che fosse lungo al punto da essere tagliato. Il mio commento terminava così: "Anche perché, e anche qui sarò schietto, se questi signori sono dei geni dell'innovazione artistica, mi dite cosa sono i TOOL!?". Chiedo venia per il kilometraggio ma ho cercato di argomentare il "pagliacci" che, viceversa, preso in sé per sé, sarebbe stato fine a sé stesso tanto quanto l'attitudine artistica che ho criticato. @Arraya: "Se di fronte al palco, invece del pubblico metessero uno specchio, loro sarebbero contenti.", sottoscrivo anche le virgole!
Arrraya
Venerdì 10 Maggio 2013, 21.02.34
19
Commento lungo ma l'ho letto con piacere, anche perchè dice delle verità innegabili. io piu di una volta (anche recentemente) ho tentato di inserirli nel mio lettore, vinto anche dal fascino che si portano dietro, dando loro una possibilità, ma puntualmente vengo riportato alla realtà da soluzioni musicali veramente insopportabili. Se di fronte al palco, invece del pubblico metessero uno specchio, loro sarebbero contenti.
Vitadathrasher
Venerdì 10 Maggio 2013, 20.49.25
18
Viva la sintesi......anche se sono d'accordo
Absynthe6886
Venerdì 10 Maggio 2013, 20.29.58
17
Dunque, mi permetto di dire la mia e lo farò esprimendo ciò che penso con estrema schiettezza e genuinità, cercando di mantenermi il più intellettualmente onesto che posso. Ebbene, senza tanti giri di parole: i Dream Theater sono un branco di pagliacci! Penso di poterlo declamare urbi et orbi con estrema tranquillità, a fronte del fatto di aver comprato tutto, fino a quell'aborto immondo che è Systematic Chaos (c'è un limite alla pazienza di ognuno), e di averli visti a Roma nel 2005, quando eseguirono interamente Octavarium (album di una mediocrità imbarazzante), e a Milano nel 2007, quando al Gods Of Metal eseguirono interamente Images And Words (per la felicità delle mie orecchie). La motivazione è la seguente: i Dream Theater, nonostante siano (a torto) etichettati come band "progressive", non inventano, non innovano e non evolvono un bel ç@§§° di niente! Si sono sempre limitati a RUBARE da qualsiasi band li abbia preceduti, accompagnati o seguiti e, in aggiunta a ciò, se presi singolarmente, nessuno di essi ha uno stile riconoscibile, se non nell'onnipresente virtuosismo onanistico. Abbiate pazienza, Signori miei, ma considerare alla stregua di geni della gente che non ha fatto altro che minestroni, incollando brandelli di canzoni con lo sputo e, peraltro, cercando di suonare difficili a tutti i costi, è come voler considerare Colorado Cafè una fucina di talenti della comicità. Siamo seri: qui non sono in discussione le qualità tecniche individuali; lo è, invece, essendo l'unica cosa che conta, le qualità artistica. In tal senso, i Dream Theater esauriscono la propria ragione d'esistenza artistica (se mai ne hanno avuta alcuna) entro e non oltre quel tonfo commerciale che risponde al nome di Falling Into Infinity, ad oggi, uno dei loro lavori più sensibili e onesti e che il fanboy di turno, ossessionato da sweep, 7/4 e sbrodolate sull'avorio, non seppe capire né, conseguentemente, accettare, decretando in quel preciso istante la "svolta" paraculista della band. Sì, perché, a fronte di un tonfo del genere, l'integrità artistica dei 5 newyorkesi ha fatto in modo di operare un bel dietrofront, ripescando motivi entrati nell'immaginario collettivo come il top da essi prodotto: quindi, un concept mediocre, su composizioni mediocri, infarcito di fughe solistiche di dubbio gusto. Nonostante ciò, la band è riuscita a prendere per i fondelli tutti, dando sostanzialmente ai propri sbavanti fan(boy) ciò che chiedevano. Va dato loro atto che, pur non avendo MAI E POI MAI inventato UN BEL NIENTE, sono riusciti a propinare il loro minestrone fasullo con un discreto gusto, almeno fino al sopracitato Falling Into Infinity. Viceversa, dal 1999 in poi, non hanno fatto altro che basare sul virtuosismo fine a sé stesso i loro PRODOTTI A SCADENZA BIANNUALE, in un modo, spesso, anche abbastanza sfacciato e snob. Ora, parlando di "genere" progressive: chi? dove? quando? Copiare, citare, quando non plagiare, elementi stilistici e compositivi altrui, mascherando il tutto col virtuosismo individuale, lo definite "progressive"!? Essere la brutta copia di John Bonham/Neil Peart/Vinnie Paul, da una parte, il citare continuamente Steve Morse/Dimebag Darrel/James Hetfield/Joe Satriani/Steve Lukater, dall'altra, e vivere nel mito di Keith Emerson, dall'altra ancora, lo si può davvero chiamare innovazione? Io, personalmente, non credo affatto. Beninteso, non parlo con astio, cerco solo di guardare da una prospettiva estremamente più ampia tutta l'opera del Teatro del Sogno (in alcuni casi, più tendente all'Incubo). A loro, semmai, imputo un'unica colpa: quella di aver sdoganato il non-genere Progressive facendo nascere il più grande fraintendimento musicale di ogni epoca, quello, cioè, per cui basta avere canzoni che superino i 5 primi di durata, odd times e visrtuosismo autoreferenziale per appartenere all'élite "progredita". Niente di più FUORVIANTE!!! A mio avviso, due ottimi album (Images & Words e Awake), un album dalla qualità e dal gusto ragguardevoli (Falling Into Infinity), una paraculata colossale (Metropolis Pt. 2: Scenes From A Memory), due compendi di tecnica strumentale (Six Degrees Of Inner Turbolence e Train Of Thought), una brodaglia senza sapore né identità (Octavarium), ben due collage insensati e di una grettezza musicale fino a quel momento impensabile (Systematic Chaos e Black Clouds And Silver Linings), per giungere alla seconda paraculata retrograda e nostalgica (A Dramatic Turn Of Events), farebbero sorgere a qualsiasi sano di mente più di un dubbio a riguardo della presunta genialità, innovazione, evoluzione, imprevedibilità (tutte connotazioni di ciò che dovrebbe attenere al verbo "progredire") di questo manipolo di accademici, tanto professionali e impeccabili sotto il profilo tecnico quanto sterili e posticci in relazione alla loro nuda vena artistica. Spiacente, non vedo molto per cui esaltarmi (ho smesso a 19 anni). Anche perché, e anche qui sarò schietto, se questi signori son
jimi The Ghost
Venerdì 10 Maggio 2013, 19.55.47
16
Va bè..rifletterò un pò.
xxx
Venerdì 10 Maggio 2013, 17.52.02
15
alla cieca....chi è bisteccone e chi Mosca?!
waste of air
Venerdì 10 Maggio 2013, 17.15.24
14
d.r.i.: il tuo discorso però non tiene conto di una cosa, che probabilmente i senesi non hanno alle spalle una discografia come quella dei Dream. Adtoe la maggior parte delle band prog si sogna anche solo di poterlo suonare, però se lo fanno i dream devi dargli il peso come disco a livello globale e raffrontarlo inevitabilmente al loro operato; se lo fanno altri molto probabilmente no.
d.r.i.
Venerdì 10 Maggio 2013, 16.13.31
13
Io invece mi chiedo ma se 'A dramatic turn of events' lo avessero composto i sensesi 'Mofegergn' (nome di pura fantasia) che voto avrebbe preso? Io credo che il 90% delle persone avrebbe gridato al miracolo come il nuovo gruppo prog italiano che per i prossimi 10 anni avrebbe tenuto banco. Oh, sappiate che per me è un buon disco e nulla di più eh.
Oudeis
Venerdì 10 Maggio 2013, 14.57.24
12
Diciamola tutta: i DT ad alcuni stanno antipatici sia perché riscuotono molto consenso a differenza di altre valide band, sia perché i loro fan più accaniti (quelli più beceri, dico) sono francamente insopportabili. Così le complesse architetture vengono lette come atto di masturbazione mentale, la perizia strumentale come freddo tecnicismo, gli arrangiamenti magniloquenti come soluzioni pompose ed inconcludenti, le melodie come lagne zuccherose o biecamente commerciali, ecc... Ritengo che negli anni abbiano sempre composto album quantomeno discreti, ma con molte eccellenze. Tuttavia non credo di potermi dire il loro più grande sostenitore: se da un lato apprezzo la complessità e l'architettura delle parti strumentali, dall'altro noto che a volte (a volte, ripeto) queste risultano slegate dal resto, e non è un difetto da poco; inoltre, per una questione di gusti, non amo certe influenze AOR. Ad ogni modo trovo veramente insopportabili anche i loro detrattori: qualsiasi appiglio pur di spalare merda. I Dream Theater hanno ancora senso di esistere? Chiunque si dedichi alla composizione e produzione di musica ha senso di esistere. P.S. Per me “Falling Into Infinity” è un ottimo album e sinceramente non vedo cosa ci sia di così imbarazzante nei "bootleg".
Painkiller
Venerdì 10 Maggio 2013, 14.41.58
11
Anche io quoto Arraya, anche se un album che mi piace davvero senza moore c'è, ed è scenes from a memory. Non mi dispiacciono A train of t. e A Dramatic t.o.e. ma la magia si è persa da tempo e la noia la fa da padrone...
Olof
Venerdì 10 Maggio 2013, 13.06.05
10
Quotone grosso come Gene Hoglan per @Arrraya: dopo Kevin Moore "il diluvio...."
Diego
Venerdì 10 Maggio 2013, 12.47.12
9
Li ho idolatrati fin dall'esordio, acquistando WDADU quasi per caso...li trovo insopportabili dal dopo Awake e mi rincresce, come dice Arrraya nel post 4, vorrei che mi piacessero ancora ma, a parte qualche sporadico brano, non sono più riusciti a trovare il magico mix di tecnica, fantasia ed ispirazione. Paradossalmente sono stati vittime del successo di Images and words, album di una perfezione imbarazzante, impossibile da replicare. Quando poi vogliono imitare i Metallica o addentrarsi in territori "pesanti" fanno anche tenerezza tanto sono poco credibili...
AL
Venerdì 10 Maggio 2013, 11.47.27
8
il commento precedenti di dri è perfetto. concordo! e poi train of t. non è una ciofeca secondo me...
d.r.i.
Venerdì 10 Maggio 2013, 9.58.57
7
Per me dopo un periodo davvero buio hanno dato uno spiraglio con l'ultimo cd. Concordo che dovrebbe esserci meno tecnica e più pathos (meglio tutti e due) e soprattutto dilazionare le uscite in modo da creare migliori canzoni e meno filler.
vitadathrasher
Venerdì 10 Maggio 2013, 9.49.38
6
Condivido il parere di samba@ Hanno fatto 2 ottimi album ma in linea di massima barocchi ed eccessivi, diciamo che la sintesi non è il loro forte e sicuramente si piacciono un po troppo, direi... anche un po antipatici nel mostrare i loro virtuosismi....
Sambalzalzal
Venerdì 10 Maggio 2013, 9.25.58
5
Mai sopportati. Pretenziosi, prolissi, chirurgici... insomma tutto il contrario di quello che a parere mio dovrebbe essere il rock ed il metal in generale. Impossibile ovvio dire che siano singolarmente cattivi musicisti (con la sola eccezione di Labrie che è veramente peggiorato) ed anzi penso che se a livello di singoli fossero finiti in bands diverse avrebbero fatto sicuramente la differenza ma concentrati tutti insieme mi risultano veramente insopportabili!
Arrraya
Venerdì 10 Maggio 2013, 3.00.45
4
Io non sono sicuro di sopportarli. Quando esplosero con Images & Words mi piacquero tanto, cosi come il successivo Awake, poi una trafila di album che facevo fatica ad ascoltare, rovinati puntualmente dalle attività masturbatorie messe ogni 3x5 nei pezzi, a parer mio rovinandoli (opinione personale sia chiaro). I DT da allora sono per me una band che mi affascina, vorrei che mi piacessero di piu, ma puntualmente arrivano le schizzate di sborra dei 4 (Mangini è un capitolo a parte) ad oscurare il finestrino del treno in corsa, non facendomi vedere piu il bel panorama che son capaci di disegnare. Alla fine ascoltando i Chroma Key, il progetto di Kevin Moore, ho capito dove è andata persa quella peculiarità che avevano all' epoca degli album che ho citato, forse il meno egomaniaco dei cinque era il collante che li rendeva una band prima ancora che 5 solisti. Mangini ora è l' unico interesse che provo per i DT, essendo un drummer stratosferico, troppo forte.
Metal4ever90
Venerdì 10 Maggio 2013, 1.01.48
3
Condivido in parte la tesi accusatoria (Systematic Chaos mi è piaciuto molto), e sono sicuro che, viste le loro potenzialità, possono e devono fare di meglio; sono con Rob per quanto riguarda il discorso affettivo, ma gradirei che gli imputati non ne approfittino. Io dico di rimandare la sentenza al prossimo album
Delirious Nomad
Giovedì 9 Maggio 2013, 23.32.18
2
Ho concesso loro un ultimo disco per riscattarsi: se Labrie non canterà come in live, se persisteranno in inutili masturbazioni strumentali, se relegheranno Mangini a ruotino di scorta come l'ultima volta allora non comprerò più nulla di loro.
therox68
Giovedì 9 Maggio 2013, 23.12.20
1
Come ha giustamente sottolineato l'accusa la scelta di Mangini alla batteria è stata una scelta difensiva, conservativa. Avrebbero dovuto scegliere Marco Minnemann per il suo essere oltre che grande batterista, polistrumentista e compositore e personalità eclettica -lo si capisce da come suona- per iniettare, forse, nuova linfa che forse non vedremo più. Per quanto riguarda la sentenza ho paura che i DT stiano aspettando la prescrizione...
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