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DONNE ROCCIOSE - # 5 - Betsy Bitch
14/05/2013 (4506 letture)
Quinta puntata della serie Donne Rocciose e, come la sequenza delle precedenti lascia intuire, nuova virata verso lidi sempre più duri e prettamente metal. La protagonista del nostro scritto è infatti la sfrontatissima Betsy Bitch, protagonista durante gli anni '80 di una piccola epopea musicale con i Bitch che, a dir la verità, la impose all'attenzione più per il suo look disinibito e la sua carica a metà tra mistress e tenutaria di un bordello del mid-west, che non per reali meriti musicali. Ciò al di là di un certo zoccolo duro di fans che li ha sempre apprezzati. Ecco dunque, la storia e le gesta della scandalosa Betsy.

SKA-PPANDO VERSO IL METAL
Betsy nasce a Brigantine, New Jersey, per poi trasferirsi con la madre e la sorella maggiore all'età di dieci anni a Los Angeles. Lì, per i soliti giochi del fato che tanto spesso contribuiscono a fare incontrare persone destinate a particolari alchimie, trova sia il futuro chitarrista dei Bitch, Jay Dean, che il futuro produttore di The Bitch is Back, Joe Romersa come compagni di college. Proprio a quel tempo comincia a cantare in maniera non professionale e poi a scoprire il rock di Judas Priest, Runaways, Angel, Cheap Trick, ma soprattutto di Alice Cooper, che rimarrà un punto fermo del suo modo di intendere l'intrattenimento on stage. Le sue prime esperienze da front-woman, tuttavia, la portano verso altri lidi. Entra nei The Boxboys, band piuttosto nota nel circuito cittadino con la quale passa dalla new-wave allo ska a seconda delle mode Losangeline, ben più superficiali del modo europeo di intendere le cose. Il gruppo diventa comunque un punto fermo delle serate di clubs quali ON Klub, The Roxy e The Starwood. Betsy tuttavia, si scopre sempre più insofferente sia alla musica che al look del gruppo, lontanissimi dai suoi gusti; lo split è la conseguenza naturale della situazione. Di quel periodo rimangono un singolo ed un EP.
Rimasta sola, risponde ad un annuncio su una rivista da parte di David Carruth e Robby Settles, i quali cercavano un cantante non necessariamente femmina, ma quando videro e sentirono Betsy -la quale inviò loro come provino il singolo ska di cui sopra- pensarono che la cosa poteva risultare intrigante, specialmente pensando al nome della loro band: i Bitch. Reclutato Kevyn Redwine al basso, avviarono l'attività in sala prove nel Dicembre del 1980 e quella concertistica al The Troubador nell'81. Betsy Weiss non esisteva più, Betsy Bitch aveva preso il suo posto.

BONDAGE E FRUSTINI
La musica che naturalmente viene fuori da questo incontro è un coacervo di influenze rock, garage rock, new wave, pop e punk, tratto che verrà sostanzialmente conservato nel tempo. Su tutto però, dominava -come poteva essere diversamente?- la passione di David Carruth per la nascente N.W.O.B.H.M. producendo un ibrido musicale senza dubbio molto americano. La band comincia a farsi un nome nel giro, anche a causa del look spregiudicato ed aggressivo di Betsy, che ama (già dall'inizio per calcolo di spettacolo), calcare la scena agghindandosi a metà tra la mistress sadomaso e la porno diva bondage, con abbondante uso di attrezzi di scena quali frustini et similia. La band intanto viene a contatto con un impiegato del negozio di dischi OZ Records, un tipo in gamba, pieno di idee e di iniziative come quelle di fondare la fanzine The New Heavy Metal Revue e di mettere insieme una compilation intitolata Metal Massacre in cui includerà Live for the Whip dei Bitch. Il suo nome era Brian Slagel e più avanti fonderà la Metal Blade. I Bitch saranno la prima band della sua etichetta.
Betsy prende sempre più il centro della scena, scatenando amori viscerali da parte dei fans e disgusto da parte dei soliti benpensanti. Ella però non si limita solo alla parte scenica, cominciando anche a contribuire dal punto di vista musicale. L'esordio discografico vero e proprio è infatti rappresentato dal buon EP dell'82 stampato in 1400 copie intitolato Damnation Alley, composto da materiale in parte proveniente dal demo precedente e contenente He's Gone, interamente firmato da lei. Segue un 7" split con gli Hellion di Ann Boleyn ed un bootleg intitolato The Mystic Sessions. Intanto la fama di Betsy cresce sempre di più, rendendo i tempi per un full-lenght maturi.

UNA OSCENA COMMISSIONE
Be My Slave esce nel 1983 e non è, ad onor del vero, un disco memorabile, anche a causa del fatto poco noto che Betsy soffre di problemi di salute per l'intera durata della sua incisione, rendendo il tutto meno buono di come avrebbe potuto essere. Tolti un paio di pezzi veramente ottimi (Make It Real (Make It Rock) e World War III, davvero incisivi), il resto è al massimo dignitoso, ma l'album diventa lo stesso un piccolo caso fomentato anche dalla casa discografica che lo presenta come dominatrix metal. In ossequio al titolo, Betsy si scatena on stage, dove inscena uno spettacolo sado-maso durante il quale un uomo viene sottoposto ad umiliazioni e bondage. Tutto ciò ovviamente, nel 1983 non poteva che stuzzicare l'interesse di una simpatica organizzazione come il P.M.R.C. e, in particolare, dell'altrettanto simpatica senatrice "Tipper" Gore, la quale porta il disco come esempio negativo nel corso dell'audizione del 19 Settembre davanti alla Commissione del Senato per il Commercio, Scienza e Trasporti durante una seduta in diretta televisiva trasmessa dalla CNN, col corollario comico di irreprensibili partecipanti che leggono i testi di Gimme a Kiss e Leatherbound cercando di darsi un contegno, con tanto di trascrizione dei medesimi negli atti ufficiali. Betsy viene ampiamente citata anche nel documento Pornography in Rock Music. Non basta: c'è anche un editoriale del Washington Post a firma William Raspberry intitolato Filth on the Air. Addirittura l'album si aggiudica uno sticker di avvertimento che non parla come al solito di testi espliciti, ma di Adult Content. Molti cominciano a scriverle per chiederle di essere dominati ed altre amenità che vi lascio intuire.
Risultato? Il solito. La pubblicità che ne consegue frutta enorme visibilità alla band che suona insieme a Slayer ed Armored Saint tra gli altri e fa passare in secondo piano la qualità non eccelsa della realizzazione. Il polverone si abbatte anche sull'Italia, con molte recensioni entusiaste (prima tra tutte quella di Rockerilla che accosta la band ai Motorhead) incoraggiate anche da una cover piuttosto esplicita sempre con la nostra Betsy bene in mostra.

DI MANAGER IMPAURITI E ROSE CON UN ALTRO NOME
Sarebbe il caso di battere il ferro finché è caldo con un nuovo album, ma problemi sorti col management, che viene intimidito dalla campagna avversa e consiglia loro di fermarsi per far calmare le acque, lo impediscono. Per vedere The The Bitch Is Back sugli scaffali (prodotto da Joseph Romersa, la titletrack è una cover di Elton John con il sassofono suonato dal padre della cantante, musicista jazz), si dovrà attendere il 1987. L'album non è musicalmente molto migliore del precedente anche se è prodotto molto meglio e per di più mostra la cantante in condizioni "normali" in copertina. Tuttavia vende molto, probabilmente sempre per la costante pubblicità involontaria fornita loro della Gore la quale, per sommo dileggio, viene anche ringraziata tra le note dell'album per ciò che ha fatto alla band e per aver mantenuto il suo nome d'attualità durante i quattro anni di fermo discografico. Betsy ne approfitta inoltre per duettare con Lizzy Borden. Il 1988 vede la band e Betsy più "addomesticati" ed il cambio del nome in Betsy, con l'album edito sotto questo moniker che, almeno produttivamente, è il migliore, ma vira decisamente verso l'AOR ed il definitivo sdoganamento d'immagine di Betsy, sempre meno mistress e sempre più cantante, col produttore Chris Minto che ne vuol fare la nuova Pat Benatar. Il pubblico però non apprezza per nulla. Il seguente EP, A Rose By Any Other Name, fatto di canzoni lasciate per strada negli anni precedenti -più che altro per cercare di rientrare dai debiti- ed una anteprima del nuovo album mai uscito che si sarebbe dovuto intitolare Bet-Z, null'altro aggiunge alla storia. La band non si è mai sciolta ed anche se gli anni '90 non sono stati certo favorevoli a un certo tipo di proposta, hanno sempre continuato a suonare con varie line-up. Betsy ha inoltre collaborato a vari progetti come la all-female band Sister Strange ed i Witch. Sempre fedele al suo personaggio, Betsy continua a lavorare anche come modella sexy a dispetto dell'età vicina ai 60 anni, mantenendosi più che tonica mediante esercizio continuo, come il suo attuale fisico può testimoniare.

MUSCOLI E SIT-COM
Pioniera di un certo modo estremo di porsi sul palco nel settore metal al femminile, Betsy Bitch rappresenta un altro modo di intendere il personaggio della cantante, discostandosi ancora dai modelli fin qui presentati nella serie Donne Rocciose. Tanto prodotti del loro tempo -seppur in modi estremamente diversi- le prime tre artiste trattate nella serie, tanto diversa anche Lee Aaron nel suo subire la svolta sexy, invece perfettamente compresa, scelta e scientemente usata a scopi promozionali da Betsy. La Weiss infatti, ha sempre avuto ben chiaro quali fossero i risvolti del suo comportamento nei confronti del suo essere percepita come donna, usandolo sia come teatro sul palco nel solco della lezione di Alice Cooper e senza effettivi riscontri nella vita di tutti i giorni, sia come modo di esercitare il controllo e non essere controllata, respingendo nel contempo le accuse di fornire al pubblico un'immagine degradante della donna, almeno nelle fasi più mature di una carriera sempre vissuta in maniera molto professionale.
Mai sposata e senza figli, Betsy continua ancora oggi a condurre la sua esistenza rock, tra clubs, musica, foto, interviste ed a coltivare i suoi interessi privati: i suoi cani, la cucina e guardare una vecchia sit-com come I Love Lucy.
Sì, anche le attempate mistress devono mangiare ed hanno il cuore tenero.

DISCOGRAFIA BITCH
1. Demo (1982)
2. Damnation Alley (Metal Blade Records) (1982)
3. I'm In Love (Mystic Records) 7" split with Hellion (1983)
4. Mystice Sessions (Unreleased) (1983)
5. Be My Slave (Metal Blade Records) (1983)
6. The Bitch is Back (Metal Blade Records) (1987)
7. Betsy (Metal Blade Records) (1988)
8. Promo Single 12" (Metal Blade Records) (1988)
9. A Rose By Any Other Name (Metal Blade Records) (1989)
10. Be My Slave/Damnation Alley (Metal Blade Records) - compilation (1989)



rik bay area thrash
Domenica 11 Febbraio 2018, 15.58.00
18
@Raven, grazie del suggerimento Certo non sarà ricordata per grandi doti canore, anche se nel suo piccolo non è affatto male e ci ha messo sempre grande impegno, ma 'forse' un po di più per l' immagine . Diciamo che ci ha giocato un po, ma ha fatto bene, l' avvenenza non gli manca di certo però sarebbe comunque ingiusto sottovalutarla come singer. Il primo mini album fu realizzato con la metal blade, stessa sorte per l' album 'be my slave'. Pochi mezzi, pochi soldi tanta passione. Ho notato che la ristampa su cd ( che contiene anche il mini album d'esordio), beneficia di una bella rimasterizzazione (senza snaturare il suono) ma trae grande vantaggio la parte di betsy nella voce. È rimasta sempre fedele a un certo tipo di heavy/speed metal e purtroppo il tanto annunciato come back non si mai tradotto in realtà. Ci restano una manciata di album, figli di un' epoca ( gli eighties) e tanti ricordi evviva.
Shadowplay72
Sabato 2 Dicembre 2017, 3.15.20
17
Cantante di un altra band molto sottovalutata.sexissima!
Raven
Domenica 2 Giugno 2013, 8.34.45
16
Altri ne seguiranno
Andy \\\'71
Sabato 1 Giugno 2013, 23.07.06
15
Cara vecchia Betsy,quanti ricordi......Grande articolo come sempre Raven,complimenti per questo rispolvero!
il vichingo
Giovedì 16 Maggio 2013, 22.08.00
14
@Rada e xxx: woah... allora non sono il solo
IanMorpheus
Giovedì 16 Maggio 2013, 19.40.17
13
Proprio in questi giorni ri-spolverando un vecchia copia di metal classix metal di gennaio-febbraio 2011n°10 in una sezione dedicata al pink metal trovo proprio i bitch nella loro idea originaria di coniugare metal e sadomaso.I bitchcon Betsy si formano nel dicembre dell'1980 a Los Angeles ... l'ultimo disco è appunto dell'89
Raven
Giovedì 16 Maggio 2013, 18.57.41
12
Allora la nostra missione divulgativa è ancora una volta compiuta
Radamanthis
Mercoledì 15 Maggio 2013, 19.26.25
11
Beh, x quello neanche io!
xXx
Mercoledì 15 Maggio 2013, 18.56.06
10
...boh, mai sentita...
Raven
Mercoledì 15 Maggio 2013, 14.53.09
9
Come scritto, fu più un calcolo di spettacolo che una effettiva attitudine. In questo rappresenta un personaggio che si incastra bene nella serie, diversificandosi dalle altre.
The Nightcomer
Mercoledì 15 Maggio 2013, 14.20.29
8
Conservo tuttora il vinile di Damnation Alley, assieme ad altre releases Metal Blade dell'epoca, anche se alla proposta musicale di Betsy -ammetto- ne ho preferite decisamente altre. Come sottolinea giustamente Raven il successivo "Be My Slave" non è un gran disco, aspetto questo che mi ha fatto interrompere l'approfondimento nei confronti delle uscite successive. Comunque riconosco il suo carisma come personaggio, anche se trovo un pò forzata questa ostentazione trasgressiva, che a mio parere fa più sorridere che altro.
Arrraya
Mercoledì 15 Maggio 2013, 14.16.59
7
Mai ascoltata, andrò sul tubo.Comunque me la ricordo perchè vedevo le foto su H/M e Metal Shock, ma non ho mai avuto interesse nell' ascoltare questo puttanone ah ah ah. Comunque all' epoca ci fu un mini boom di donne cotonate (tante da non capire se erano donne o Brett Michaels dei Poison), forse per sfruttare il momento favorevole del genere in quegli anni.
Radamanthis
Mercoledì 15 Maggio 2013, 11.44.10
6
Mah...non è che mi faccia impazzire...ne oggi e neanche negli anni 80 si può ritenere una bella donna...le belle sono fatte diversamente!
Sandro70
Mercoledì 15 Maggio 2013, 11.33.06
5
Ricordo che comperai The Bitch is Back quando uscì. Fortunatamente, una settimana dopo, trovai un pazzo che se lo prese a metà prezzo. Iddio ce ne scampi.
il vichingo
Mercoledì 15 Maggio 2013, 10.34.18
4
Quando si dice: "invecchiata bene"... . Comunque il commento di Anvil mi ha piegato dalle risate...
Masterburner
Mercoledì 15 Maggio 2013, 9.15.38
3
brainfucker se tutte le anziane fossero così mi farei rinchiudere in casa di riposo oggi stesso
anvil
Mercoledì 15 Maggio 2013, 8.54.21
2
ahahah e si brainfucker gallina vecchia fa buon brodo
brainfucker
Martedì 14 Maggio 2013, 23.57.44
1
dice il saggio:trombata anziana,trombata sana
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