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BREEDING DEATH FEST - L'Angelo Azzurro Club, Genova (GE), 11/05/2013
18/05/2013 (3526 letture)
Finalmente, dopo il lungo girovagare concertistico invernale, torno ad occuparmi di un evento della mia Genova. L'occasione si è presentata sabato 11 maggio per il Breeding Death fest tenutosi all'Angelo Azzurro Club di Sestri Ponente, quartiere situato nel cuore industriale di Genova, tristemente noto per essere stata colpito dall'alluvione dell'ottobre del 2010.

GALLERY OF SENSES
Arrivati intorno alle 22.00 alla location troviamo un folto gruppo di persone che staziona all'esterno del locale, fumando o semplicemente chiacchierando, complice anche la temperatura mite della serata. Il concerto non è ancora iniziato, così faccio in tempo a salutare le facce conosciute tra pubblico e musicisti ed entrare con calma nel locale. Il primo gruppo in scaletta sono i Gallery Of Senses, formazione genovese dedita ad un melodic death con influenze black metal che ha da pochissimo pubblicato in maniera autoprodotta l'omonimo EP di esordio. Sin dalle prime note si intuisce che però qualcosa non va: la batteria tende a coprire tutto con la cassa ed il rullante, la chitarra è praticamente assente ed il basso è talvolta intuibile, se mi passate il termine.
Praticamente la voce è l'unica altra cosa ad essere distinguibile oltre alla batteria e la situazione non cambierà purtroppo per tutto il tempo concesso alla band. Stando a quello che ho appreso in seguito i Gallery Of Senses sono saliti sul palco senza sound check, da qui la pessima resa sonora che ha penalizzato la prova, soprattutto per quanto riguarda la chitarra, i cui fraseggi (fondamentali per questo genere) sono stati costantemente coperti. Al gruppo va comunque il merito di averci provato nonostante le difficoltà e di aver fatto autocritica per la performance, certamente influenzata anche dai suoni sul palco che immagino non fossero anch'essi dei migliori.
Alla prossima volta, sperando che le condizioni siano diverse.

TOOLBOX TERROR
La situazione migliora decisamente quando salgono sul palco i Toolbox Terror, anch'essi genovesi, i quali propongono un brutal death metal con tematiche splatter molto tirato.
Le chitarre sono finalmente regolate a livelli adeguati e danno la giusta spinta ai pezzi, oltre ad un tocco gore molto marcato. L'animalesca brutalità scatenata dai Toolbox Terror viene assimilata anche dal pubblico sotto il palco che inizia a pogare, incurante della colonna presente al centro della sala. Un pogo al quale partecipano anche il cantante James ed il bassista Bordo, giusto per non farsi mancare niente.
I brani (che immagino faranno parte del disco di esordio della band di prossima pubblicazione, Bind Torture Kill) si susseguono uno dopo l'altro non perdendo un grammo di tensione e furia fino alla fine, come i migliori ed efferati horror.
La musica dei Toolbox Terror può essere infatti paragonata ad un film splatter, prodotto sicuramente non patinato e che non fa della precisione la sua qualità migliore, ma certamente d'impatto.
Titoli come Man Must Die e I Spit On Your Grave sono dichiarazioni d'intenti, aspettiamoci dunque un esordio discografico nel segno della brutalità.

SYNODIK
Ammetto che uno dei motivi per cui ho deciso di presenziare al concerto era vedere i Synodik dal vivo. Conosco da tempo i ragazzi (terzo ed ultimo gruppo genovese a salire sul palco dell'Angelo Azzurro) ed ero curioso di verificare la resa dal vivo delle canzoni del loro disco d'esordio uscito lo scorso anno, Sequences Of A New Matrix, complice anche la critica positiva in occasione del recente concerto dei Cryptopsy a cui hanno partecipato.
Devo dire che mi sento di confermare tutto: i brani dell'album (da tempo oramai a casa mia) dal vivo rendono parecchio ed in alcuni casi risultano anche più veloci e diretti grazie anche alle ritmiche forsennate di Edoardo, come nelle conclusive City Of Falling Rain e Sequences Of A New Matrix. Il gruppo ha una buona presenza scenica con il costante headbanging del bassista Giacomo ed il cantante Matteo che scende dal palco per unirsi al pogo, ma è soprattutto la musica a colpire: death metal dotato di ottima (ma non esasperante) tecnica che picchia duro, ma si concede anche delle gradevoli inserzioni melodiche.
Unico neo della prestazione è stato un piccolo problema al jack della chitarra solista di Leandro che l'ha resa muta per alcuni secondi, lasciando il solo Alessio a sostenere il suono, la cui uscita a ranghi completi è buona.
I Synodik sono una band in costante crescita, teneteli d'occhio.

SIMULACRO
Prima band non genovese a salire sono i Simulacro, provenienti dalla Sardegna, i quali hanno appena pubblicato il disco di esordio, Fall Of The Last Idol. La formazione di Oristano è autrice di una proposta fortemente incentrata sul black metal, ma incorpora anche rallentamenti quasi doom alternati alle tipiche sfuriate del genere. Per l'introduzione ai brani vengono spesso utilizzati dei nastri registrati e l'interazione col pubblico è minima ed affidata al chitarrista (e seconda voce) Xul, mentre il cantante durante i pezzi rimane ad occhi chiusi aggrappato al microfono. Il tutto è perfettamente consono alla proposta in certi casi anche atmosferica ed oscura, peccato che le luci molto chiare e calde abbiano guastato un po' l'atmosfera gelida che la band ha cercato di creare.
Non sono un grosso amante di questo tipo di sonorità devo ammetterlo, ma i Simulacro hanno comunque suonato bene ed in maniera quadrata con suoni all'altezza, avrebbero sicuramente meritato più presenza sotto il palco di quanta ce ne fosse al momento in cui suonavano.

IN CASE OF CARNAGE
Ed ecco il turno degli headliner della serata, i romani In Case Of Carnage, recentemente saliti alla ribalta con il loro EP di esordio Medication Time, qui praticamente proposto nella sua interezza. La band suona molto compatta e muscolare ed il pubblico è assai coinvolto dalle sue ritmiche a tratti deathcore, pogando e facendo headbanging. Le due voci dei cantanti Paolo ed HELLeonore si incastrano perfettamente nel contesto, distinguendosi l'una dall'altra e soprattutto non rimanendo nessuna delle due coperta dal resto. La sezione ritmica vede il batterista Giulio sugli scudi, seppur inizialmente troppo alto nei volumi della cassa (opportunamente corretti in corsa) ed in brani come Horrifying Friend risulta quasi devastante. Gli stacchetti melodici che fanno capolino di tanto in tanto nel corso dei pezzi non servono solamente a mostrare la bravura di chitarristi e bassista ma danno ai brani un tocco di personalità, oltre a far rifiatare un attimo i pogatori.
Gli In Case Of Carnage concludono la loro performance (molto gradita dal pubblico) con una cover che purtroppo non sono riuscito a riconoscere, complici anche i suoni che in tale occasione si sono fatti confusionari, con la cassa che, come successo all'inizio, era squilibrata nei volumi.

CONCLUSIONI A FINE SERATA
Quando sono circa le due il concerto giunge al termine, lasciandoci comunque soddisfatti perché le band hanno suonato bene e non ci sono stati intoppi (Gallery Of Senses a parte, i quali hanno in ogni caso manifestato una buona dose di umiltà). Nonostante i gruppi fossero praticamente tutti emergenti e con una sola uscita discografica alle spalle, la presenza del pubblico è stata buona, grazie anche al prezzo popolare (€ 5) ed alla voglia di vedere degli amici ed ascoltare musica.
La speranza è quella di poter replicare altre serate e magari di riempire ancora di più il locale.

Tutte le foto a cura di Robert Luxifer



Ombra
Domenica 19 Maggio 2013, 11.37.23
1
Grazie mille per il report e in generale per l'accoglienza, la cover conclusiva degli In Case Of Carnage se non erro è stata Dominate dei Morbid Angel.
IMMAGINI
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La locandina del concerto
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BREEDING DEATH FEST
L'Angelo Azzurro Club, Genova (GE), 11/05/2013
 
 
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