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LUCIFER OVER EUROPE TOUR 2013 - AGALLOCH + FEN - 15-16/05/2013, Motstovna, Nova Gorica - Traffic Club, Roma
22/05/2013 (2566 letture)
Motstovna, Nova Gorica, 15/05/2013

Per quanto possa suonare estremamente banale, vi sono eventi che, se raccontati su carta stampata o virtuale, sembrano addirittura forzature artefatte, avvenimenti impossibili, oppure proditoriamente amplificate per nutrire ego ipertrofici.
Eppure tali serate, nel caso, sono inserite nella realtà, vissute da ognuno di noi, viventi quegli istanti destinati a divenire il nucleo di racconti futuri, quasi leggende da periodo cavalleresco.
Mercoledì 15 maggio, Nova Gorica, nella vicina Slovenia, centro sociale Mostovna, sede di una notevole serie di concerti di caratura internazionale (ci passarono i Rotting Christ tra i tanti). Una tiepida notte di una primavera che tarda a mostrare il suo viso, Fen ed Agalloch sul palco. Un sogno rincorso che si realizza.

FEN
Il concerto comincia perfettamente, e dopo una velocissima puntata al bancone del merchandising atta ad acquistare il vinile limitato di Pale Folklore (poi autografato grazie alla pazienza di John Haughm), l’atmosfera si ammanta delle nebbie del territorio inglese del Fen. Il trio attacca promuovendo il nuovo Dustwalker, evidenziando una potente chimica tra i componenti, che pur essendo privi di una seconda chitarra ritmica, reggono il palco per i 45 minuti a loro concessi con energia, in virtù delle magistrali capacità al cinque corde del bassista Grungyn, assoluto protagonista nonostante il suo ruolo non sia, genericamente, quello di primo piano.
Gli opener proseguono nell’opera di scaldare la platea, già piuttosto gremita di appassionati giunti fin dalla Croazia e dall’Ungheria per assistere all’esibizione del gruppo principale, gli statunitensi Agalloch, qui dopo aver suonato per altre 23 volte oltre due ore, offrendo al pubblico l’esibizione integrale di Faustian Echoes, il monumentale monolite uscito la scorsa estate, probabilmente lo zenit della produzione dei quattro di Portland. Benché l’attenzione, in conseguenza di quanto appena esposto, dedicata alla formazione della terra d’ Albione non sia di quelle totalmente appaganti, è palpabile il sostegno e l’entusiasmo delle prime file, impegnatissime a trasmettere quanto più calore possibile al terzetto al primo ed importante tour europeo, quantunque il distinguere le diverse composizioni si sia rivelata impresa tutt’altro che agevole (complice il fatto che, avendo un tempo ridotto, il frontman e chitarrista The Watcher non abbia perso secondi preziosi ad annunciare ogni nuova traccia).

AGALLOCH
Nemmeno il tempo di acchiappare una birra da mezzo alla fornitissima zona bevande che il quartetto dell’Oregon ha conquistato il palco, dando inizio a più di centoventi minuti di adrenalina, dando conferma a chi li considera come una delle formazioni di maggior impatto musicale e non solo nella scena internazionale. Feedback, arpeggi malinconici, riproposizioni al limite della psichedelia sciamanica dei grandi classici di Pale Folklore, istanti in cui, mentre viene eseguito il tema principale di In The Shadow Of Our Pale Companion, l’estasi dei sensi è appena celata dietro l’angolo; un Don Anderson assorbito totalmente dal suo ruolo sul palco, ottimamente bilanciante la poca presenza scenica di John, maggiormente intento a costruire un’atmosfera selvaggia, ancestrale, giungendo fino al punto di martoriare la sua Travis Bean con zoccoli di cervo precedentemente avvolti dall’onnipresente incenso. Difficile descrivere una performance irreale, dotata di ritmo proprio, scandito da un folletto di San Francisco, il nuovo entrato (relativamente parlando) batterista Aesop Dekker, pienamente inserito nei meccanismi del gruppo e di conseguenza, colonna portante dell’intero spettacolo assieme al veterano Jason Walton , presenza ieratica nell’angolo sinistro (rispetto alla platea, mentre Don si collocava alla destra del compagno Haughm, mantenendo la disposizione detta pressoché per tutta la durata del concerto) imbracciante un poderoso cinque corde, attingendo meno, tuttavia, rispetto al predecessore Grungyn, alle possibilità melodiche dello strumento.
Al termine (attorno alle due di notte), giunto con crudele precisione, dell’esperienza, il pubblico sciama per raggiungere i rispettivi mezzi di trasporto (avvistate alcune vetture con targa norvegese), emotivamente svuotati, quasi che il morire del noise della chitarra del frontman degli americani avesse risucchiato la loro anima, fantasmi con nettare biondo tra le dita ma con la volontà intima di ripetere, al più presto, il rituale.

Traffic Club, Roma, 16/05/2013

FEN
Ore 21. Luci soffuse, nebbie avvolgenti, gente addossata al palco. Fuori il caos controverso della periferia romana, dentro l’intensa, vibrante bellezza dei Fen, il trio inglese che accompagna gli Agalloch nel Lucifer over Europe tour 2013.
Le prime, tenui note di Hands of Dust, dall’ultimo album Dustwalker, riempiono immediatamente di energia ed emozioni il Traffic Club di Roma, avvolgendo gli spettatori presenti di un malinconico incanto. Capaci di coniugare rabbia e armonia, passaggi violenti e morbide suite melodiche, i Fen sanno trasmettere in modo unico tutta la desolazione e la solitudine della loro terra, il Fenland, lasciando fluire le emozioni attraverso una connessione diretta che abbatte le ridotte distanze tra la band e il pubblico.

Nella breve ma intensa scaletta vengono proposti brani dall’album The Malediction Fields del 2009, come Exile’s Journey e As Buried Spirits Stir, e Consequence, dall’ultimo full-length che, cambiando continuamente registro, mostrano la grande perizia tecnica di The Watcher impegnato con i clean vocals, il growling e tutto il lavoro di chitarra.
Gli attacchi, i passaggi tra le varie distorsioni, il bilanciamento dei suoni, le aperture melodiche e le violente ripartenze sono eseguiti alla perfezione, in un continuo mutamento tra rabbiosa bellezza e malinconico sentire che è la vera essenza di questa band.
Scorrono le note, i minuti, scorrono gocce di sudore sulla chitarra di The Watcher, e scorrono le emozioni, violente e delicate, fino alla conclusiva, maestosa, The Gales Scream of Loss.

AGALLOCH
Ore 22:15. Gli incensi bruciano e diffondono nel locale, ormai gremito di persone, un intenso profumo di boschi e legni aromatici. Eseguito il rituale di preparazione, John Haughm imbraccia la sua chitarra e le lunghe, sostenute, vibranti note iniziali di Limbs fendono la fumosa aria del Traffic come una lama di luce, inondando il pubblico di intense emozioni.
Purtroppo, a dispetto della bellezza del pezzo iniziale e del carico di aspettative riposte, il sound non è perfettamente bilanciato e la batteria tende a sovrastare le chitarre che risultano un po’ deboli, specialmente nelle parti più melodiche e nei passaggi più aerei, ma sono sfumature che non rovinano l’atmosfera e tutta la platea si lascia guidare dagli Agalloch in un suggestivo viaggio onirico.
La set-list prosegue con Ghosts of the Midwinter Fires, dal recente album Marrow of The Spirit, che affascina con le sue linee melodiche, e continua poi con il ritmo più sostenuto della bellissima Falling Snow.
Il violento, fulmineo attacco di Faustian Echoes mostra una band molto compatta e perfettamente a suo agio anche nei passaggi più maligni e brutali dell’unico, lungo brano dell’EP, eseguito nella sua interezza. I suoni migliorano progressivamente anche se non muta la sensazione che Haughm, così vicino, eppure così distante, sia schermato da un invisibile muro sonoro, quasi in ostentato, volontario, isolamento.
Scorrono altri brani, The Melancholy Spirit e ancora You were but a Ghost in My Arms, come energie e sogni che rotolano sul pubblico pezzo dopo pezzo.
Deludente purtroppo In the Shadow of our Pale Companion, forse perché troppo carica di aspettative, ma il brano sembra incedere a passo lento, quasi affaticato, e nel complesso risulta sfibrato, specie nella parte del riverbero di chitarra, cui doveva essere dato maggior risalto.
Una delusione momentanea però, totalmente dimenticata sulle note di Our Fortress is Burning, pezzo maestoso, l’epilogo finale di un live non perfetto, con alcune sbavature e qualche carenza, ma davvero intenso e sognante. Perché la bellezza non necessita di perfezione.
Gli Agalloch lasciano il palco. Un rincorrersi di feedback viene lasciato sedimentare nell’aria, e poi, di colpo… tutto finito.

Lascio il degrado della periferia romana alle spalle… Davanti a me solo strade deserte. Si torna a casa.

SETLIST FEN
1. Hands of Dust
2. As Buried Spirits Stir
3. Ghosts of the Flood
4. Consequence
5. Exile's journey
6. The Gales Scream of Loss


SETLIST AGALLOCH
1. Limbs
2. Ghosts of The Midwinter Fires
3. Falling Snow
4. Faustian Echoes
5. The Melancholy Spirit
6. You were but a Ghost in My Arms
7. In The Shadow of Our Pale Companion
8. Kneel to The Cross (Sol Invictus)
9. Of Stone, Wind and Pillor
10. Our Fortress is Burning - Pt. I e II


Report della data di Nova Gorica a cura di Jacopo Fanò “Ahti”, foto di Elisa "Desert Mirage"; report e foto della data di Roma a cura di Patricia Bartoccetti “Vesper-Jana”.



piggod
Giovedì 23 Maggio 2013, 15.20.52
3
Al Mostovna l'esibizione degli Agalloch è stata perfetta, i Fen devono aggiungere una seconda chitarra dal vivo, perché altrimenti non riusciranno mai a trasmettere la bellezza dei loro dischi.
Elijah
Giovedì 23 Maggio 2013, 14.17.23
2
Non sapete quanto mi roda il fatto di non essere potuto andare a vederli, erano mesi che aspettavo questo concerto. @Valar Morghulis tutti gli uomini devono morire.
Valar Morghulis
Mercoledì 22 Maggio 2013, 23.05.05
1
Un concerto che aspettavo da 4 anni... 4 fo****i anni! E sembrerà banale, ma nonostante il sound non perfetto del locale, nonostante la mancanza di un pezzo che desideravo con tutto me stesso ascoltare e cantare a squarciagola... nonostante tutto, gli Agalloch sono stati semplicemente sublimi! Un'esperienza unica, per una band unica, che io considero tra le migliori se non la migliore al mondo. E mai sono stato così felice di spendere una barca e mezzo di soldi risparmiati con tanta fatica per il loro merchandise Ragazzi, un concerto, anzi; un viaggio meraviglioso! Sublimi, semplicemente sublimi
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LUCIFER OVER EUROPE TOUR 2013 - AGALLOCH + FEN
15-16/05/2013, Motstovna, Nova Gorica - Traffic Club, Roma
 
 
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