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WORST FEST 2013 - Factory, Milano (MI), 25 Maggio 2013
30/05/2013 (2833 letture)
Il ritorno sulle scene degli Stormlord e la possibilità di vedere in azione alcune tra le migliori band della scena pagan/folk italiana hanno attirato la nostra attenzione sul Worst Fest, festival annuale organizzato quest'anno al Factory di Milano, com'è andata?
Purtroppo non come ci saremmo aspettati, ma scopriamo insieme il perché.


Era ormai da qualche mese che attendevo con una certa trepidazione la serata del 25 maggio, soprattutto a causa di un'annata non troppo piena di concerti (per il momento) e la presenza di alcuni gruppi molto validi che avevo avuto già occasione di vedere in passato.
Finalmente quel giorno è arrivato e partito insieme a tre amici arriviamo dopo circa un'ora e mezza di viaggio davanti al locale.
Beh, più o meno, "davanti" è una parola grossa viste le difficoltà a trovare parcheggio (il Factory non ne ha uno), alla fine riusciamo comunque a mollare il nostro veicolo in una via poco distante e ad entrare sperando di poter condurre qualche intervista poco prima dell'inizio dei concerti, ma la situazione che troviamo all'interno ha dell'incredibile.
A meno di un'ora dall'orario di apertura previsto i primi soundcheck sono ancora in alto mare e le band (in questo caso i Furor Gallico) – tra un misero trancio di pizza mangiato al volo e l'altro - stanno correndo contro il tempo per prepararsi alla serata, coadiuvate in quella che appare un'impresa impossibile dal tecnico delle luci, il loro fonico e da quello degli Stormlord (niente meno che quel Giuseppe Orlando gestore degli Outer Studios e batterista dei Novembre e dei The Foreshadowing).
I motivi di questi ritardi me li hanno gentilmente spiegati al telefono l'organizzatore Stefano Presezzi e il chitarrista dei Furor Gallico Stefano Centineo e ve li riporterò ora, mettetevi comodi perché ci vorrà un po'.
Le cose sono cominciate subito male dato che le band che sono arrivate alle 14 per svolgere con calma i soundcheck (come da accordi con l'organizzatore, anch'esso già presente sul posto) hanno trovato un Factory dove non era ancora arrivato il fonico (del locale ma a carico dell'organizzatore) e un palco vuoto e senza nulla di pronto.
Dopo un'ora di attesa hanno deciso - per salvare la situazione - di montare loro stessi l'intero impianto, cosa di cui si è fatto carico in particolare il già citato Ste dei Furor Gallico, insieme agli altri tecnici presenti.
Dopo due ore e mezza il tanto atteso fonico del locale è finalmente arrivato, mostrandosi da subito impreparato (nonostante avesse ricevuto le schede tecniche delle band con una settimana di anticipo), ma i problemi sono comunque aumentati dato che il grosso mixer digitale sembrava ricevere male i segnali e pareva presentasse diversi malfunzionamenti ai canali deputati al controllo delle spie, oltre a ciò sempre il suddetto ha preteso di spostare queste ultime e di aggiungere alcuni microfoni, vanificando parte del lavoro già svolto prima del suo arrivo e allungando di parecchio i tempi dei soundcheck, senza che l'acustica (già pessima per il locale in sé) potesse trarne qualche reale beneficio.
A tutto ciò si è aggiunta la mancata fornitura del catering ai gruppi, improvvisato poi in extremis in maniera chiaramente insufficiente: ho visto personalmente le band (nel caso specifico i Furor Gallico) ridotte a mangiare un paio di tranci di pizza a testa dopo svariate ore di lavoro, senza che i soundcheck fossero ancora terminati e con ancora tutta la serata da iniziare (anche se si è alla fine riusciti a farli mangiare mentre suonavano altri), come se non bastasse già tutto ciò, il locale prima ha messo a disposizione dei gruppi (parliamo comunque di 40/50 persone in totale) un numero di bottigliette d'acqua insufficiente, poi è stato estremamente lento a farne arrivare altre quando i gruppi si sono ritrovati senza nel backstage.
Non sono mancati poi problemi con la security, così presa dallo stoppare il pogo che si è dimenticata di controllare l'accesso al piccolo backstage, dove giacevano potenzialmente incustoditi strumenti per svariate migliaia di euro.

Alla fine tutti questi imprevisti messi insieme hanno costretto l'organizzatore ad aprire i cancelli con un'ora e mezza abbondante di ritardo rispetto a quanto preventivato, cosa che ha causato non pochi problemi agli spettatori accorsi, che prima hanno dovuto lottare contro la mancanza di posti auto di proprietà del locale e la presenza di parcheggiatori abusivi che pretendevano un pagamento di cinque euro a macchina, poi si sono ritrovati ad attendere fuori con un clima che di primaverile/quasi estivo non aveva davvero nulla.
Inoltre come già accennavo sono ovviamente saltate tutte le potenziali interviste che avevamo intenzione di condurre con molte delle band presenti, ma d'altronde non era assolutamente possibile fermarsi a parlare con qualcuno dei gruppi impegnati com'erano a salvare la serata.

Ma iniziamo ora – nonostante tutto - a parlare di musica dato che siamo qui soprattutto per questo.

HELL SHALL RISE
A questo giovanissimo gruppo milanese (in cui milita anche come bassista Stefano Presezzi, ideatore ed instancabile organizzatore del Worst Fest) il compito di aprire una serata che come avete letto non stava partendo sotto i migliori auspici.
Dopo nemmeno un misero linecheck (i suoni sono stati "sistemati" in itinere) si può cominciare.
I sei musicisti propongono una sorta di heavy/thrash con venature più melodiche (di cui si occupa il tastierista e cantante aggiunto Riccardo Crippa); evidenti fin da subito la genuinità, la carica e la convinzione che mettono di fronte ad un pubblico un po' lento a scaldarsi e reagire, ma sicuramente (com'è giusto che sia visto che non si nasce già esperti) c'è ancora un po' da lavorare prima di potersi avvicinare al livello dei gruppi che li hanno seguiti.
Assistendo al concerto verrebbe da osservare come siano ancora da migliorare cose come la coesione durante l'esecuzione e qualcosa riguardo gli arrangiamenti (soprattutto per quanto riguarda la fusione tra l'anima più melodica del loro sound e quella più dura ed aggressiva), bisogna però considerare che la band ha suonato senza che le spie venissero settate e non è facile eseguire al meglio i brani senza potersi nemmeno sentire.

ULVEDHARR
Dopo un rapido cambio di palco ecco salire onstage i quattro bergamaschi accolti da un pubblico (evidentemente affezionato) decisamente più caloroso.
Fautori di un thrash metal senza troppi fronzonli con tematiche vichinghe i nostri danno subito fuoco alle polveri tirando fuori una prestazione esplosiva e movimentata (a giudicare dalla quantità di jack che si sono staccati dagli strumenti nella foga) guidati dal frontman Ark che tra un brano e l'altro pretende ed ottiene subito un po' di movimento sotto il palco ( anche se inizialmente il pogo è stato incredibilmente stoppato dalla security del locale).
I suoni risultano un po' più bilanciati (anche a causa del minor numero di strumenti impiegati) e l'impatto che ne consegue è decisamente violento.
Purtroppo il concerto è stato piuttosto breve, sia a causa della posizione in scaletta che del ritardo accumulato durante i soundcheck, ciò non ha comunque impedito alla band di proporre brani del calibro di Onward to Valhalla e Harald Hàrfagri (con la collaborazione di Pagan dei Furor Gallico) dimostrandosi decisamente una band che trova nel live la sua vera essenza.

VINTERBLOT
Tocca poi ad una delle band che ha fatto più chilometri per poter partecipare a questa serata, trattasi dei baresi Vinterblot, giunti a Milano per metterla a ferro e fuoco con il loro death metal pieno di riferimenti lirici alla mitologia norrena.
L'impatto dei pugliesi è devastante, sono a tutti gli effetti una tra le più estreme della serata (insieme ai Draugr).
Le asce di Vandrer ed Auros macinano rapidissime riff complicati, supportati dalla violentissima sezione ritmica creata dal bassista Eruner e dal batterista Wolf.
Il cantanto infernale di Phanaeus completa poi il quadro; il singer in particolare ricopre un importante ruolo anche dal punto di vista scenico durante l'esecuzione delle varie canzoni, dimostrandosi però una persona umile ed affabile mentre tra un pezzo e l'altro dialoga con un pubblico decisamente entusiasta e reattivo.
I suoni risultano tutto sommato bilanciati (a parte alcuni solismi delle chitarre poco udibili) e in una serata come questa è stato davvero qualcosa di raro.
Chapeau!

DRAUGR
Non faccio mistero della mia ansia e del mio entusiasmo per la possibilità di ri-vedere sul palco i lupi abruzzesi in occasione di questa lunga serata.
Mi era già capitato di vederli al Fosch Fest 2012 ed ero rimasto così positivamente colpito che non aspettavo altro che un'occasione per confermare le mie impressioni.
L'attesa è stata ripagata da uno show magistrale (anche qui grazie al supporto di Giuseppe Orlando al banco del mixer) a cui il pubblico ha reagito in maniera incredibile.
I Draugr hanno letteralmente scosso le fondamenta del Factory dando vita ad una prestazione "veloce e letale" che ci ha tenuti con lo sguardo incollato al palco per tutta la sua durata.
Dopo un breve check i nostri già truccati e vestiti con gli abiti di scena sono partiti subito in quarta con Legio Linteata, uno dei pezzi di De Ferro Italico più efficaci se portati dal vivo, seguita poi da song come Roma Ferro Ignique e De Ferro Italico oltre che da due brani estratti dal primo disco (Nocturnal Pagan Supremacy e Furore Pagano).
Molta dell'attenzione era concentrata sul cantante Nemesis, da poco ufficializzato come membro fisso del gruppo dopo l'abbandono di Augur Svafnir (anche se seguiva la band live dall'inizio del 2012), che interpreta a modo suo alcune delle linee vocali, che pur suonando un po' diverse da quanto sentiamo in De Ferro Italico mantengono inalterata la cattiveria e l'efficacia.
Un set per forza di cose breve (vista la posizione in scaletta) quello degli abruzzesi ma che ha convinto tutti i presenti, ribadendo nuovamente (nonostante non ce ne fosse bisogno) l'importanza dei Draugr per la scena italiana.

GRAILKNIGHTS
Dopo un cambio di palco un po' più lungo tocca all'unica band straniera presente nell'edizione di quest'anno.
Trattasi del gruppo epic/power/thrash (sono certo che suoni male come descrizione, ma è la cosa che più si avvicina alla realtà) Grailknights, al loro primo concerto in Italia e ammetto da subito di non averli mai sentiti prima di leggere il loro nome sulla locandina del fest.
Ero quindi abbastanza curioso di ascoltarli e posso dirvi che inizialmente sono rimasto leggermente stranito dal loro modo di presentarsi.
La band infatti è salita sul palco con dei costumi da supereroi degni di un fumetto americano, accompagnata da comparse con abiti di scena ancora più elaborati e maschere quantomeno particolari.
È più di un concerto quello che si è svolto davanti ai nostri occhi, un vero spettacolo teatrale con tanto di trama: i membri della band sono i "Cavalieri del Graal" in lotta contro il malvagio Dr.Skull (interpretato da un loro amico in costume integrale da scheletro non morto), il palco è il loro campo di battaglia e il pubblico il loro affezionato "battlechoir", pronto a supportarli urlando "Yes Sir!" ogni volta che viene richiesto e a sommergere di fischi il povero Dr. Skull.
Tralasciando questo lato (comunque apprezzato dal pubblico soprattutto grazie al fusto di birra lanciato giù dal palco dalla band), i Grailknights si sono dimostrati musicisti validi e portatori di una proposta che per quanto non troppo originale (musicalmente parlando) ha trascinato il pubblico attraverso ritornelli catchy e immancabili cavalcate di doppia cassa.
Purtroppo la loro prestazione è stata nuovamente inficiata da grossi problemi tecnici, con multipli e reiterati larsen partiti da praticamente tutti i microfoni presenti onstage.

FUROR GALLICO
I tanti problemi tecnici che hanno colpito le band che precedevano i Furor Gallico non lasciavano sperare nulla di buono.
Come poteva andare bene il concerto di un gruppo così numeroso e con così tanti strumenti acustici da gestire quando a malapena si riuscivano a far suonare decentemente due chitarre, una batteria e un basso?
Timori confermati e con una perdita di tempo extra dovuta ad un malfunzionamento dell'amplificatore del cinque corde di Fabio.
Suoni esterni totalmente sbilanciati verso gli strumenti elettrici (per giunta equalizzati male) che si sono mangiati brutalmente l'arpa di Becky i flauti di Paolo e anche parte della voce di Pagan (totalmente assenti invece le backing vocals).
Situazione sul palco ancora più tragica con spie mal settate e mal equalizzate sparate a volumi improponibili che hanno messo a dura prova una band che è riuscita lo stesso a portare a casa un concerto impossibile, nonostante dai loro volti trasparisse il disagio di suonare in una situazione del genere (più volte rimarcata da un Pagan rassegnato).
Un vero peccato dunque, perché la band lombarda ha dovuto tagliare parecchio la scaletta e non ha potuto esprimersi al meglio né con i nuovi pezzi (The Song of the Earth e To the End) né con classici come La Caccia Morta (monca a causa dell'assenza dell'arpa) o Venti di Imbolc (quasi irriconoscibile sempre per i citati problemi audio).
Per fortuna non ci sono solo cose negative di cui parlare, infatti una menzione particolare va al nuovo batterista Mirko, sì giovane ma già dimostratosi un ottimo acquisto in grado di suonare ad alti livelli.
Spero di aver presto l'occasione di rivederli (per quella che sarebbe la mia quinta volta), giusto per il gusto di assistere ad un concerto con dei suoni che rendano loro giustizia.

STORMLORD
Sono ormai le due del mattino e devono ancora salire sul palco gli Stormlord (il festival era previsto che terminasse per quest'ora).
Purtroppo prima dell'inizio del concerto e durante quest'ultimo il locale comincia a svuotarsi, sia perché parte degli spettatori erano venuti per i Furor Gallico e sia perché l'ora inizia a farsi davvero tarda.
Nonostante tutto, dopo un rapido controllo dei suoni gestito dalle abili mani di Giuseppe Orlando, una band carica più che mai torna a calcare un palco dopo due anni di assenza dai live.
Prima una vestale sale sul palco con in mano uno scudo con inciso un gorgone, poi arriva uno scatenato resto del gruppo che - portato avanti da quella macchina da guerra dietro le pelli che risponde al nome di David Falchitto - inizia a macinare canzoni ad una velocità disarmante.
L'impatto dato dall'enorme mole di basse frequenze che ci viene sparato addosso è assolutamente annichilente, ma il tutto viene ben gestito dalla regia e le iniziali risonanze delle frequenze basse vengono rapidamente controllate, mentre purtroppo nulla si può fare per la situazione delle spie che rimane drammatica per tutto il concerto.
Vero frontman è come al solito il bassista Francesco Bucci, che non manca di ringraziare più volte il pubblico che si è fermato fino all'ora tarda e di spiegare via via tutti i pezzi (compreso un inedito estratto dal nuovo disco Hesperia in uscita a settembre).
Bucci inoltre è anche il membro che tiene meglio il palco, muovendosi ed interagendo continuamente con il pubblico, tralasciando persino in qualche occasione l'esecuzione (cosa che può in brevi occasioni permettersi anche considerando le chitarre molto ribassate con cui si ritrova a convivere).
Proprio le due asce di Gianpaolo Caprino ed Andrea Angelini svolgono il loro compito in maniera impeccabile, svisando riff ad altissima velocità e creando un muro di suono davvero notevole, supportato anche dalle tastiere suonate da Riccardo Studer (che rimane molto più in disparte).
Buona la prova del singer Cristiano Borchi, che non appare mai in difficoltà nonostante lo sforzo che richiede il cantato in screaming costante a quelle tonalità.
In definitiva un gran bel concerto (per quanto un po' breve rispetto alle previsioni) che si è maggiormente concentrato su pezzi estratti da Mare Nostrum, ma senza dimenticare classici come I Am Legend; i romani sono definitivamente tornati, poco ma sicuro.

Sono ormai le 03.40 del mattino quando gli Stormlord terminano la loro prestazione e i pochi spettatori rimasti appaiono soddisfatti ma davvero provati.
Nel complesso dunque il Worst Fest di quest'anno è stato un festival travagliato e che avrebbe potuto rendere molto di più in un locale con un personale all'altezza, purtroppo spesso e volentieri giovani ed appassionati organizzatori come Stefano Presezzi si trovano in buona fede a dare troppa fiducia a certe persone e ad avere poi a che fare con realtà che si dimostrano inequivocabilmente non all'altezza dei loro sogni e questo è davvero un peccato perché a rimetterci sono poi tutti, dalle band costrette a lavorare in condizioni impossibili facendo anche più di quanto normalmente loro richiesto e al pubblico obbligato ad attendere fuori più del dovuto e ad assistere a concerti con suoni indegni.
Nonostante tutto la professionalità dei gruppi e la voglia di divertirsi del pubblico ha comunque permesso alla serata di giungere al termine, ripagando almeno i circa duecento presenti (pochi purtroppo) per la lunga attesa fuori dai cancelli.
Auguro sinceramente all'organizzazione di avere la fortuna di trovare una location all'altezza il prossimo anno perché la passione non può e non deve essere uccisa da episodi come questo.


Foto a cura di Giada Boaretto



Theo
Lunedì 3 Giugno 2013, 14.59.55
20
@Holly: Sono giusto quelli che mi hanno impedito di vedermeli, come ho detto ci tenevo a vedermeli (visto che ho pure pagato per vederli) però erano quasi le tre di notte, onestamente non potevo fermarmi oltre.
Holly
Lunedì 3 Giugno 2013, 14.29.18
19
Cavolo avete fatto male ad andarvene via prima degli Stormlord, noi siamo rimasti fino alla fine, sono stati veramente validi! Peccato per gli orari impossibili....
Holly
Lunedì 3 Giugno 2013, 14.29.18
18
Cavolo avete fatto male ad andarvene via prima degli Stormlord, noi siamo rimasti fino alla fine, sono stati veramente validi! Peccato per gli orari impossibili....
AL
Venerdì 31 Maggio 2013, 10.23.31
17
mi sarei visto volentieri Stormlord e vinterblot ma visto l'ora del concerto degli stormlord per fortuna ho avuto altri impegni... spero di rivedermeli in futuro in una situazione migliore..
Theo
Giovedì 30 Maggio 2013, 19.35.45
16
In conclusione, e tirando le somme generalmente: bella serata che consiglio a tutti per vari motivi tra cui artisti umili e alla mano che più volte sono stati tra il pubblico a chiacchierare, godersi esibizioni degli altri gruppi e far foto. Serata consigliata!
Theo
Giovedì 30 Maggio 2013, 19.25.54
15
Senza contare gli Stormlord (perchè non ho potuto assistere sfortunatamente, dato che si erano fatte le 2 e mezza (!!) ) tutti i gruppi promossi a pieni voti, con menzione particolare a Draugr e Furor Gallico per la professionalità rare.
Theo
Giovedì 30 Maggio 2013, 19.23.36
14
Pure io, come Kirves, ho dovuto andarmene senza vedermi gli Stormlord... Che peccato, ci avrei tenuto. Detto ciò: non aggiungo nulla, Gianluca ha detto tutto (purtroppo) alla perfezione. Nota di merito davvero ai Draugr che sono veramente un gruppo unico... Li avrei davvero preferiti dopo i Grailknights e avrei pagato pure di più potendo avere qualche loro pezzo in più. Peccato davvero per i suoni, soprattutto dei Furor Gallico. Loro sono stati davvero bravi però a reggere al meglio la situazione e infatti li ringrazio dovutamente perchè sono stati dei veri professionisti. Fortuna che i Draugr hanno avuto dei suoni migliori e in alcuni momenti ottimi (dopo l'inizio quasi senza tastiere - - di Legio Linteata). Comunque tutti i gruppi sono stati grandi, non uno escluso, divertimento tanto e festival a cui ripartecipare di sicuro, sperando in meno problemi ovviamente
Kirves
Giovedì 30 Maggio 2013, 15.17.09
13
Come scritto nel report è stato un concerto con alti e bassi : se da un lato l'acustica era pessima e in alcuni momenti voce e tastiere quasi non si sentivano, la classe e la bravura dei gruppi ha permesso che il concerto sia stato comunque godibile e coinvolgente ... per quanto mi riguarda, locale da cambiare nelle prossime edizioni: niente parcheggi, fonico pessimo e disorganizzazione hanno in parte rovinato la serata ... mi spiace molto per i Furor Gallico che hanno cercato di imbastire le loro canzoni alla bell'e meglio, nonostante il basso avesse problemi e non si sentissero l'arpa e il flauto ... D'accordo su tutto con Room101: Ulvedharr meglio dal vivo, Vinterblot devastanti come sempre e Draugr epici (felice nel vedere un Nemesis migliorato nelle parti narrate) ... Peccato per l'ora tarda che mi ha costretto ad andarmene durante gli Stormlord
blackeagle
Giovedì 30 Maggio 2013, 13.41.11
12
Anche io vi ho partecipato e vi diro'... A parte gli enormi ritardi causati dai tecnici del locale e' stato un bel concerto ! Le band sono state spettacolari ! secondo me gli organizzatori hanno semplicemente sbagliato la location ! Aggiungo inoltre che i parcheggiatori abusivi ci sono dappertutto a Milano e' normale quello ! Cmq ci ero andato una volta al factory e vi posso garantire che c'rrano stati già problemi tecnici e di audio ! Peccato xke e' carino come posto
Macca
Giovedì 30 Maggio 2013, 12.43.48
11
Vi ha partecipato un mio amico che tutto sommato si è divertito. Credo che alla fine conti quello!!! Nonostante concordi con Room 101 che certe serate dovrebbero essere gestite in modo migliore: da quanto letto è stato anche peggio di quando suono col mio gruppo in localini minuscoli pagato (mica sempre, magari ) con panini al salame e una cassa di birra da dividere in 5.
Elluis
Giovedì 30 Maggio 2013, 12.30.34
10
@Matocc anzi guarda tu che fai parte della redazione, secondo me bisognerebbe proprio fare un articolino indicando bene dove posteggiare, che mezzi utilizzare ecc. ecc. per arrivare in Fiera Rho senza farsi pelare vivi per il parcheggio. Penso che sarebbe di interesse a chiunque arriva da fuori Milano e quindi non conosce la strada e le zone circostanti. Io se volete qualche dritta posso darvela, anche a fronte del fatto che sono attese circa 30.000 persone per gli Iron. Ok basta, ora esco dall'OT.
Elluis
Giovedì 30 Maggio 2013, 12.22.37
9
@Matocc assolutamente d'accordo, infatti nella news del Sonisphere avevo già indicato dove posteggiare la macchina senza dover pagare, oppure usando la metropolitana o i treni di Trenord che sono comodissimi e leggermente anche più economici della metro. Per quanto riguarda gli abusivi, guarda piuttosto parcheggio la macchina lontanissimo dal locale e poi mi faccio i km a piedi piuttosto che pagare quei luridi, e alimentare la malavita.
brainfucker
Giovedì 30 Maggio 2013, 11.44.01
8
che bella seratina proprio..a sto punto i gruppi potevano improvvisare qualche cover così almeno si faceva mattina e potevate fare colazione insieme
Matocc
Giovedì 30 Maggio 2013, 11.40.33
7
@ Elluis : non so te ma io preferisco una "rapina legalizzata" (basta parcheggiare altrove e prendere la metro) piuttosto che pagare il pizzo agli abusivi
ricchard benson
Giovedì 30 Maggio 2013, 9.33.00
6
sto worst festival, festival dei peggiori, rulez, ci ho partecipato
Morganne91
Giovedì 30 Maggio 2013, 9.23.20
5
Ora capisco perché il nome Worst Fest... XD A parte gli scherzi, sono riusciti davvero a rovinarlo, per delle stronzate tra l'altro :/
Elluis
Giovedì 30 Maggio 2013, 9.12.03
4
@Raven 5 euro è normale a Milano come prezzo "da abusivi". Se poi vai nelle zone fighe tipo Corso Como, all'Hollywood e tutti sti posti plasticosi, possono anche chiederti di più (6 o 8 euro). Di certo non sarà mai quella rapina legalizzata del parcheggio alla Fiera di Rho (15€ !!)
Raven
Giovedì 30 Maggio 2013, 7.58.02
3
Non commento il tutto perchè si commenta da solo. Ma riguardo agli abusivi: 5 EURO????? Qui si arriva al massimo a 2 ed è già troppo, 5 euro (ripeto: da abusivi) è semplice follia.
Elluis
Giovedì 30 Maggio 2013, 1.26.54
2
Alle 3.40 ???? Assurdo, inconcepibile !!!! Cmq non è la prima volta che sento voci negative verso questo locale: so di persone (tecnici, fonici ecc.) che hanno lavorato ad alcune serate ancora nel 2012 e non sono mai stati pagati, per non parlare di questa storia dei parcheggi abusivi, ma cmq da quello che ho capito l'ambiente è leggermente malavitoso. Però, ripeto, sono voci riportate, percui prendetele con tutti i dubbi del caso
Jezolk
Giovedì 30 Maggio 2013, 0.59.20
1
Ineccepibile. Io avrei chiesto i danni al locale! In ogni caso alla fine bella serata| \m/
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30/05/2013
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Factory, Milano (MI), 25 Maggio 2013
 
 
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