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MASTERCASTLE - La parola alla band
16/06/2013 (1248 letture)
Flight 666: Ciao ragazzi, benvenuti su Metallized! Cominciamo subito: On Fire è il quarto album in soli cinque anni, ma nonostante ciò non si è notato alcun calo nel vostro stato di forma, anzi, semmai un nuovo progresso verso lidi ancora più alti nel panorama metallico italiano. Come “giustificate” questa vostra prolificità e caparbietà nel mettere a segno sempre il colpo giusto?
Giorgia Gueglio: Mah, seguiamo semplicemente l’istinto e la fantasia. Ogni giorno che passa è pieno di spunti, sia in positivo che in negativo. La musica nasce e cresce con noi e le nostre ‘lune’...
Steve Vawamas: Ciao caro e ciao a tutti i lettori di Metallized. Diciamo che forse l’impegno che noi mettiamo nel fare le cose è talmente grande e costante da far sì che tu ci possa fare questa domanda...da queste parti si lavora duro e costantemente. Solo così puoi raggiungere dei buoni risultati...lavorando sodo! Poi, certo, pur lavorando duro non sempre riesci a raggiungere ottimi risultati, ma non ho mai sentito parlare di gente che non facendo nulla si trova ad un certo livello di considerazione!!!!

Flight 666: Un nuovo elemento si è aggiunto da poco al gruppo; come avete conosciuto John Macaluso e come è entrato nelle fila dei Mastercastle? Si tratta di una collaborazione destinata a proseguire nel tempo?
Steve Vawamas: John è un grande musicista e quindi molto ricercato da tante band e da tanti artisti per varie collaborazioni...se i suoi impegni gli danno la possibilità di proseguire nella nostra formazione ben venga! Chi è che non vorrebbe uno come lui??? Io sono fiducioso e penso che in futuro si continui a lavorare con lui...
John Macaluso: Sono contento di aver registrato le parti di batteria del nuovo Mastercastle. Ha curato tutta la registrazione Pier nel suo studio MusicArt (Genova). Fino ad oggi ho registrato più di 250 album in tutto il mondo e spesso quando le band mi fanno ascoltare il mixaggio lo trovo inascoltabile, perché il modo in cui editano e quantizzano le parti è eccessivo e sbagliato. Con Pier mi sono trovato molto bene, ho registrato parti su alcuni brani che erano solo abbozzati e lui ha saputo editare conservando i grooves e l’espressione, molto professionale!

Flight 666: Cosa si cela dietro al particolare concept di fondo dell’album, ovvero i metalli, intesi come elementi chimici, e quanto è stato complesso articolare dei testi che giostrassero attorno alle emozioni e le sensazioni umane che ad essi sono collegate?
Giorgia Gueglio: È stato più complesso del previsto. Sono sempre stata attratta dai prodotti della terra, pietre (Dangerous Diamonds), metalli o minerali che fossero. Era da un po’ che desideravo dedicare un concept ai metalli, nobili e meno nobili, coinvolgendo leggende alchemiche che sono legate ad ogni metallo. L’argomento era vastissimo, rischiava di diventare macchinoso e forzato. Allora ho lasciato andare l’istinto e ho inserito elementi ‘di calore’, emozionali. Metals è diventato On Fire e l’ho sentito subito più mio. Ogni brano mantiene il titolo di un metallo diverso e riferimenti ad esso, ma il tutto è condito d’umanità.

Flight 666: Sempre a questo proposito, c’è una canzone in particolare per cui avete incontrato una certa difficoltà nel “raccontare” dal punto di vista lirico?
Giorgia Gueglio: Forse Silver Eyes, il brano che ho dedicato ad una mia cara amica d’infanzia. La musica mi portava a descrivere un’“Alice nel paese delle meraviglie”, invece lei è una condottiera, viaggiatrice e indipendente. Ho dovuto forzarmi un po’ per tirare fuori la Diana della situazione. Il risultato è soddisfacente. :-)

Flight 666: Il processo di composizione è partito dai testi o dalle musiche?
Giorgia Gueglio: Pier mi fa avere la musica, su di essa compongo testi e melodia, lasciandomi trascinare dalle sensazioni.
Steve Vawamas: Diciamo che le cose nascono un po allo stesso modo...ci si vede in studio e guardandoci negli occhi ci diciamo: iniziamo un nuovo lavoro!! A quel punto si mette in moto il progetto...un po’ come in fabbrica, una specie di catena di montaggio...Giorgia pensa ai testi o quel che sarà, se un concept o pezzi con una storia a sé, Pier ed io alle musiche (soprattutto Pier), poi, raggiunto un accordo di come saranno i testi e le melodie, la band inizia ad arrangiare i pezzi per portarli al risultato finale, si registrano in studio ed è quello che poi si ascolta nel disco finito!!! L’ho detto in due parole, ma ti assicuro che il processo è molto laborioso!!!

Flight 666: Nel brano Platinum fa la sua apparizione il singer dei Labyrinth Roberto Tiranti. Com’è avvenuto questo incontro? Pensate di ospitare altri ospiti in futuro?
Giorgia Gueglio: È uno dei migliori cantanti metal italiani, in più ho avuto la fortuna di conoscerlo anni fa. Il suo carisma mi ha catturata subito. Era una collaborazione a cui tenevo e, finalmente, con On fire è arrivata.

Flight 666: Trovo che ad ogni passo in avanti da voi compiuto corrisponda una sempre più elevata difficoltà nel fare rientrare la vostra musica in un genere, o un filone musicale, ben preciso. Con questo album avete relegato ad un ruolo minore buona parte degli elementi classici e simil-power che caratterizzavano i primi lavori, ma classificarvi come heavy metal band non renderebbe totalmente giustizia al vostro sound. Siete d’accordo?
Pier Gonella: Questo a mio avviso è un fatto molto positivo, perché da una parte è difficile incasellarci del tutto in un genere piuttosto che in un altro, dall’altra quest’album più dei precedenti ha un suo sound Mastercastle, caratterizzato in primis dalla voce di Giorgia e quindi dagli arrangiamenti; quelli neoclassici ci sono sempre, seppur in minore quantità, ma sono mixati all’interno dei brani in una maniera più matura.

Flight 666: Parlando di progressi e di passi in avanti compiuti, sentite di aver migliorato qualcosa rispetto al precedente album, Dangerous Diamonds? E se sì, di cosa si tratta?
John Macaluso: Lo trovo un album eccezionale, sicuramente il migliore dei quattro realizzati. Non lo dico perché ho registrato la batteria, ma perché ogni brano ha una sua personalità ed ha dei ritornelli favolosi. La ballad Gold Violet è bellissima, Chains è un singolo perfetto e Quicksilver è uno dei miei brani preferiti, molto veloce. Per realizzare quest’ultima Pier mi ha fatto suonare piu’ aggressivo possibile solo sul click improvvisando molto, sapeva quello che avrebbe tirato fuori e lo ha fatto!
Steve Vawamas: Guarda, dal mio punto di vista posso dire solo che per me sono tutti e quattro degli ottimi dischi!!! L’unica cosa che è migliorata di anno in anno è l’affiatamento della band e soprattutto il modo di lavorare e cioè in completa armonia senza scazzi ma con un unico obbiettivo e cioè quello di portare avanti la nostra passione che ci fa camminare tutti nella stessa direzione!!!! Forse è questo il segreto!!! Mi sento di dire a tutte le nuove band che si mettono a lavorare sui propri pezzi di non litigare tra loro, ma di portare avanti il loro progetto uniti...così si riescono ad ottenere i risultati!!!

Flight 666: Come state promuovendo On Fire nel territorio italiano? Avete una serie di concerti in programma o in stato di pianificazione?
Pier Gonella: Abbiamo fatto due concerti di presentazione nel ligure ed alcuni showcase in radio del Nord Italia. Questo album ci ha dato una buona visibilità per cui stiamo lavorando per realizzare qualche date all’estero, staremo a vedere...

Flight 666: Dal punto di vista della critica musicale, ha ricevuto molti consensi il progetto MusicArt Project, che ha visto i tre quarti dei Mastercastle impegnati nel riproporre, insieme a Peso dei Necrodeath ed Andrea Vulpani, nientedimeno che The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd. Cosa volete raccontarci di questa esperienza? Ci sono altri album dello stesso tipo in vista?
Pier Gonella: MusicArt Project è stata un’ottima esperienza. Abbiamo risuonato completamente The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd con un po’ di personalizzazione qua e là ed una produzione di tipo un po’ più moderno. L’idea è nata dal batterista dei Necrodeath Peso che insegna batteria nella struttura MusicArt. È stato davvero impegnativo realizzare le parti ed il mixaggio, nonostante i software e le tecnologie moderne che allora non esistevano. Ma ne è valsa la pena. Dal momento che oltre Peso anche io lavoro in MusicArt come fonico ed insegnante di chitarra, così come Steve per il corso di basso, Giorgia per il corso di canto ed Andrea per quello di tastiere, Musicart Project ci è sembrato il nome perfetto, anche per offrire un “biglietto da visita” vero per questa nuova struttura attorno a cui ruota anche la produzione di gran parte dei nostri dischi (Mastercastle, Necrodeath, Athlantis).

Flight 666: Cosa servirebbe, secondo voi, al nostro Paese per risollevare la propria cultura musicale, ormai soggiogata da innumerevoli programmi televisivi o tendenze di vario tipo che nulla hanno a che fare con l’Arte vera e propria?
Giorgia Gueglio: È molto difficile, questo è un tasto dolente. La tv offre ai ragazzini situazioni di competizione, l’arte musicale entra in secondo piano, sacrificata al Dio spettacolo, a volte anche patetico. L’unica è cercare di fare del nostro meglio, creando con originalità, riuscendo dove possiamo, ad esempio nelle scuole di musica, ad ampliare gli orizzonti delle nuove generazioni. Non c’è nulla di male nello scegliere la musica leggera, là dove c’è la scelta e la conoscenza di altro. Il problema è che il panorama televisivo e, a parte qualche eccezione, radiofonico, non da scelta. Costruiscono il personaggio simpatico, o antipatico, e si perdono di vista i talenti.

Flight 666: Vi ringrazio per il tempo concessoci e lascio a voi un pensiero finale per concludere l’intervista.
Giorgia Gueglio: Grazie a voi tutti. Il futuro ci aspetta, il presente ci ama e ci desidera. Godiamocelo.
Steve Vawamas: Grazie a te per la chiaccherata!!! Un saluto a tutti voi cari lettori e stay metal!!!!



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