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TOTO - Ippodromo del Galoppo, Milano, 20/06/2013
25/06/2013 (5679 letture)
A un’ora dall’inizio del concerto le strade attorno all’Ippodromo del Galoppo sono incredibilmente intasate. Un po’ perché è un giorno lavorativo, quindi c’è ancora gente in macchina che aspetta in fila per poter tornare a casa, un po’ per la prima di tre date italiane della band di Lukather, ma soprattutto per la seconda e ultima data di Jovanotti allo stadio Meazza. Trovato parcheggio in un quartiere residenziale, dalle abitazioni molto English style, tra l’uscita della metropolitana Q.T. 8 e l’Ippodromo stesso, io e i miei compagni di viaggio ci incamminiamo verso l’ingresso. Considerato il tempo incerto, passiamo oltre il prato di fronte al palco e ci sistemiamo sulle gradinate allestite per l’occasione, optando per una visuale dalla distanza ma decisamente più confortevole nel caso venisse a piovere. Dirigendoci verso la prima fila, incontriamo degli altri amici (che non ci aspettavamo di trovare) e ci sediamo davanti a loro. Lo stomaco brontola, ma dopo una veloce rifocillata ci mettiamo comodi e attendiamo con ansia l’inizio del concerto.

Una decina di minuti dopo le 21.00 parte l’intro ed in men che non si dica i Toto appaiono on stage tra le urla del pubblico accorso numeroso. La prima traccia è On the Run, anche se la band la farcisce con degli estratti da Child’s Anthem e Goodbye Elenore. Goin’ Home è allegra e coinvolgente e il pubblico risponde ballando e cantando all’energia sprigionata dal palco. L’eccezionale Hydra e la bellissimaSt. George and the Dragon, consecutive come nel disco del ’79, accendono ancora di più l’ammirazione dell’audience per la bravura e la tecnica dei musicisti americani. A questo punto Steve Lukather riprende fiato, chiacchiera col pubblico e dedica il brano che il gruppo si appresta a suonare alla propria mamma. Il momento è commovente, e dopo una malinconica occhiata al cielo, il chitarrista ritorna in sé e ne approfitta per dedicare la canzone alle mamme di tutti i fans presenti al concerto. Il pezzo in questione, I’ll Be Over You, è eseguito magistralmente e la pelle d’oca, aiutata anche da una fresca brezza serale, non tarda a manifestarsi. La successiva It’s a Feeling, scritta da Steve Porcaro, viene presentata con orgoglio poiché è la prima volta che la band la propone dal vivo, nonostante sia contenuta in quel Toto IV he li ha resi delle celebrità a livello mondiale. E, a proposito di Toto IV, già dal brevissimo fill di batteria di Rosanna il pubblico va in visibilio, cantando a squarciagola le note di una delle più famose hits della formazione a stelle e strisce. Un fantastico outro al pianoforte di David Paich ci trasporta in un localino jazz dell’Upper East Side di Manhattan, mentre il successivo assolo di chitarra impressiona la folla per la sua velocità e per la pulizia delle note. La successiva Wings of Time viene dedicata al defunto batterista Jeff Porcaro e al fratello Mike, che ha da sei anni lasciato la band dopo aver contratto la SLA. Come un fulmine a ciel sereno la band attacca con Falling in Between, brano cupo e a tratti orientaleggiante dell’ultimo lavoro omonimo in studio risalente al 2006. Improvviso è anche l’inizio di Pamela, traccia molto apprezzata dal pubblico. Gli strumentisti fanno impallidire da tanto sono precisi e l’ugola di Joseph Williams è rimasta tale e quale a quando, nel 1988, questo brano venne inciso nell’album The Seventh One. Anche questa volta David Paich si propone improvvisatore jazz sul finale, accennando addirittura il tema de La Pantera Rosa di Mancini. Lo stesso Paich è di nuovo il protagonista della canzone seguente, non per la sua bravura, però; Lukather, infatti, presenta 99 come scritta dallo stesso tastierista dopo aver pensato al numero delle proprie posizioni preferite per fare l’amore. Pare che la risata del pubblico si sia sentita fino a Cesano Boscone. Durante l’esecuzione del pezzo, però, non c’è niente da ridere: sia l’intro, sia l’outro che prelude a White Sister sono da espressione di sbigottimento per qualità e gusto. Better World è presentata come una speranza per un domani migliore e, anche se il brano può considerarsi una ballata, i primi due minuti circa sarebbero in grado di convincere la maggior parte dei progsters del nuovo millennio a cambiar mestiere. Il delirio del pubblico non si fa attendere quando Simon Phillips parte con la celeberrima Africa. La folla quasi sovrasta la voce di Paich, ma la parte più divertente per il pubblico è il finale esteso nel quale il bassista, Nathan East, si impegna in un breve assolo di basso e soprattutto in melodie da botta e risposta. Di nuovo Lukather al microfono per incitare il pubblico a cantare i cori di How Many Times. Scroscio di applausi per Stop Loving You, brano che termina con un breve ma tecnicissimo assolo di batteria. La canzone è anche la perfetta carta d’identità di Williams, che sfoggia una prestazione vocale da vero professionista, per quanto sempre ben sorretto dalle seconde voci dei coristi Mabvuto Carpenter ed Amy Keys. Ed è proprio con la Keys che Joseph duetta durante la conclusiva Hold the Line, vero marchio di fabbrica della band statunitense. Lukather e soci ringraziano e scompaiono dietro le quinte, ma il pubblico, anche dopo due ore di concerto, non sembra averne abbastanza e chiama a gran voce perché la musica continui. I Toto salgono allora nuovamente sul palco per proporre Home of the Brave, brano che chiude il secondo dei due dischi in studio con Williams dietro al microfono. La canzone, al pari della precedente Better World, viene introdotta da Paich con delle parole di speranza per un futuro roseo da condividere insieme. Inutile dire che la band, sebbene 120 minuti ad un livello altissimo siano già passati, non è minimamente affaticata e la performance si rivela particolarmente emozionante. L’ultima scena alla quale si ha il piacere di assistere, dopo l’inchino degli otto musicisti, è quella che vede il bassista fare delle foto al pubblico, ringraziando appassionatamente e salutando con la mano.

Che serata, che serata. Il tempo, sebbene qualche timida goccia sia scesa, è stato davvero clemente, la band era in forma ed il pubblico reattivo. Esperienze così non possono che far apprezzare la musica ancora di più. Il classico metallaro fondamentalista considera gruppi come i Toto troppo mosci, magari perché ha presente qualche ballata tratta da uno dei loro dischi più famosi, ma la verità non potrebbe essere più lontana da qualsiasi analogo giudizio. È vero, di ballate ne hanno registrate e di certo non si esimono dal riproporre dal vivo le più apprezzate, ma chi non ha mai visto i Toto on stage non può capire: la carica della band e la sua incredibile qualità tecnica sono indiscutibilmente eccelse e non esiste declinazione musicale che Lukather e soci non siano in grado di padroneggiare. Quella del 20/06/2013 a Milano era la prima di tre date italiane facenti parte del 35th Anniversary Tour, ciò vuol dire che la band ha poco più di un terzo di secolo di carriera alle spalle. Una cosa è certa: non sarà facile che questi arzilli fenomeni decidano di rimanere a casa a poltrire, e ogni qualvolta decideranno di calare in Italia, beh, ci sarà un ben nutrito gruppo di persone che rinuncerà alle proprie pantofole per passare una magica serata all’insegna di una musica che ha da sempre abbattuto i confini dei generi con lo scopo di far divertire tutti, ma proprio tutti. Oserei dire “l’umanità in toto”!

SETLIST
1. On the Run/Child’s Anthem/Goodbye Elenore
2. Goin’ Home
3. Hydra
4. St.George and the Dragon
5. I’ll Be Over You
6. It’s a Feeling
7. Rosanna
8. Wings of Time
9. Falling in Between
10. Won’t Hold You Back
11. Pamela
12. 99
13. White Sister
14. Better World
15. Africa
16. How Many Times
17. Stop Loving You
18. Hold the Line
Encore
19. Home of the Brave



Philosopher3185
Lunedì 16 Marzo 2015, 16.00.06
13
Beato chi era presente a questo concerto...i toto sono come i queen..possono padroneggiare ogni genere che vogliono,e risultare sempre credibili.
Hellion
Martedì 25 Giugno 2013, 17.01.03
12
Concerto stupendo, mi aspettavo Bottom of your soul ma fa niente, incredibili, maestri, alla faccia di chi non esce dal suo recinto musicale nemmeno per pisciare.
HeroOfSand_14
Martedì 25 Giugno 2013, 15.01.37
11
E santissimi Trinitò, @Alpaka, neanche stessimo parlando degli One Direction! Io amo solo Africa di questo gruppo, ma mi piace cosi tanto che non vado a insultarli per le altre canzoni, considerando il fatto che sono una delle band più tecniche e fenomenali della storia della musica, e penso sia oggettivo.
opeth72
Martedì 25 Giugno 2013, 14.46.03
10
li ho sempre considerati un gran gruppo...... li ho visti a Roma venerdi 21,,,,, non una sbavatura...... suonano "semplice" e lo fanno benissimo,,,,,,,,,,,,,,, HTEPO,,,
Alpaka
Martedì 25 Giugno 2013, 13.35.53
9
Di sta gente ho sentito solo Africa e onestamente mi basta, un abominio di proporzioni colossali
Ribbon
Martedì 25 Giugno 2013, 13.24.28
8
Ringrazio per i commenti positivi riguardanti il report, ma, più che altro, sono felice di apprendere che chi ha letto era presente al concerto, o almeno ad una delle tre date di settimana scorsa...sapere di aver condiviso una così bella esperienza con i lettori è molto più gratificante di qualche complimento...@Jimi the Ghost: no, non ne avevo idea! Ma dov'era, in mezzo alla bolgia o dietro le quinte del palco? Grandissimo personaggio anche il chitarrista dell'oltrehudson!
Robyaor
Martedì 25 Giugno 2013, 12.45.02
7
Splendida recensione. Dopo 21 anni dall'ultimo concerto dei TOTO , giovedì c'ero anch'io: Live stupendo e band in gran forma . Per questo nell'aria si percepiva la "chimica" particolare con il pubblico affezionato. Davvero non ce n'è per nessuno. Inarrivabili !!!
Jimi The Ghost
Martedì 25 Giugno 2013, 12.03.01
6
Chissà se Ribbon lo avrà visto....ad ascoltre questi magnifici TOTO c'era anche Steve Vai che scrive sul suo sito:"Hey Folks, Catching up with the Toto guys in Milan. We watched their entire show. I don’t think I ever heard a band sound this good live. They played in a giant outdoor arena and it was one of those magic nights where the air was alive and electric with sound and people’s vibe. This is a band that created their own unique sound. The perfect blending of rock, pop, fusion and a little jazz rolled into a huge accessible bundle. And Luke was of course kicking ass all over the place on his guitar.S." Questi signori fanno musica per amore e non certo per riempire esclusivamente un portamonete...Jimi TG
gemini
Martedì 25 Giugno 2013, 11.51.57
5
Gruppo fantastico, concerto splendido... e che vadano a quel paese quelli che non li ritengono "true" abbastanza da essere degni di un ascolto un pelo più approfondito, che vada al di là delle solite 2-3 canzoni che tutti conoscono. Toto: grande gruppo di ottimi musicisti, capaci di spaziare in ogni territorio, facendo venire la pelle d'oca con delicate ballad come "I Won't Hold You Back" così come di emozionare con i grandi classici come "Africa" o ancora di far scatenare e ballare sui ritmi di "White Sister", solo per dirne qualcuna...
NihilisT
Martedì 25 Giugno 2013, 10.54.04
4
io sono un death/thrasher becero e ignorante...ma il 21 sono andato a vedere i maestri!!!!...musicisti sublimi classe superiore..grande spettacolo!
N.I.B.
Martedì 25 Giugno 2013, 10.01.23
3
Che serata, ragazzi... la prestazione dei Toto è stata semplicemente fantastica... GRANDISSIMI...!!!
therox68
Martedì 25 Giugno 2013, 0.56.36
2
Veramente un grande gruppo e complimenti all'estensore dell'articolo.
-Cobray
Lunedì 24 Giugno 2013, 23.19.37
1
Mi è davvero dispiaciuto non esserci. I Toto sono un gruppo assurdo, capace di padroneggiare ogni sorta di genere con una maestria senza pari!
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