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ALMOST FAMOUS - # 4 - Vain
26/06/2013 (3716 letture)
Riprendiamo la serie degli Almost Famous con una delle band che più hanno incarnato il passaggio dalla fine degli anni 80 all’inizio degli anni 90 e la fine dell’età dorata del glam/street metal americano. Parliamo dei Vain, gruppo del producer Davy Vain, che dopo un esordio fortunatissimo, di fatto sparì dalle prime copertine.

SENZA RISPETTO
Con il termine di semplici glamsters appiccicato addosso, non v'è da stupirsi se un gruppo come i Vain venne così in fretta dimenticato dal popolo Hard'n Heavy del tempo e da quello di oggi. Eppure definirli semplicemente una band hair metal fu riduttivo, quasi a volerli confondere con la marea di gruppi portanti quest'etichetta scritturati verso la fine degli anni ottanta -una quantità così elevata da generare successivamente implosioni i cui risultati sono tutt'ora piuttosto evidenti. Passeggeri di un treno ormai al termine della propria corsa, i Vain non si distaccavano esteticamente dai capelloni cotonati che infestavano la Los Angeles del periodo; Los Angeles per l'appunto. In realtà, probabilmente la stessa città di provenienza della band, ovvero San Francisco (circondati da band che prediligevano diverse sonorità, principalmente thrash) fu una delle cause principali del mancato successo. Proprio per questo motivo però la loro musica era in grado di distinguersi in maniera cristallina da quella "ápeiron" di pop metal, onnipresente nelle stazioni radio americane. Furono un pianeta a parte: potenti e graffianti, ma allo stesso tempo melodici e sensuali, i californiani riuscirono ad equiparare potenza estetica e spessore musicale come nessuno mai aveva fatto in ambito hard rock. Sin dagli esordi la voce dei Vain è sempre stata meravigliosamente fuori dal coro: pur osannando la bella vita, com'era a modo fare nella scena, essi riuscivano a parlare di sesso, lusso ed alcool in maniera incredibilmente originale. Cupa, introversa, realistica (spesso i loro testi narrano le vicessitudini di ragazze conosciute di persona dai membri della band) eppure così raffinata, la loro musica non può non affascinare l'ascoltatore. Versate degrado e buon gusto nello stesso shaker, mescolate per bene, servite ed otterrete un drink unico, un drink incredibile: otterrete i Vain.

LA STORIA
Davy Vain iniziò la propria carriera come produttore ed è noto per aver prodotto l'album di debutto dei Death Angel The Ultra-Violence; successivamente registrò una demo assieme a Kirk Hammett dei Metallica. Lo stesso Davy racconta:

"Quelle band, quando mi vedevano entrare in studio, glamster dalla testa ai piedi, rimanevano alquanto disorientate! Poi però, a lavoro ultimato, si convertivano anche loro alla mia teoria, e cioè: che tu canti di sesso o di Satana non importa, l'importante è avere dei buoni suoni di chitarra!"

Dopo la parentesi da produttore, Davy decise di formare un gruppo nella Bay Arena di San Francisco ed ingaggiò il bassista Ashley Mitchell, il batterista Tom Rickard ed il duo Jamie Scott/Danny West alle sei corde. Nacquero così i Vain. Nel 1986 la band suonò principalmente a San Francisco (in particolare allo Stone Club, considerato il Whiskey a Go Go della città) per poi viaggiare regolarmente a Los Angeles, dove aprirono anche uno show per i Guns'n Roses. Con una copertina di Kerrang! e decine di show sulle spalle, nel 1988 la band firmò per la Island Records e si apprestò quindi a registrare il proprio debut album No Respect assieme al produttore Paul Northfield. Rilasciato nel 1989, l'album fu ben accolto dalla critica; in particolare ottenne recensioni positive su riviste del calibro di Classic Rock e non avrebbe potuto essere altrimenti: l'album era un capolavoro del proprio genere. La dimensione live, la voce penetrante di Davy ed una carica di energia degne di dischi come Dr. Feelgood rendevano il platter imperdibile per gli amanti dell'hard rock. Lo stesso anno i Vain fecero un tour in America ed oltretutto supportarono gli Skid Row nel loro tour in Inghilterra; dopodichè, la band cominciò a registrare il proprio secondo lavoro in studio All Those Strangers con Jeff Hendrickson al mixaggio. Tuttavia, quando nel 1991 la PolyGram acquisì la Island Records, la band venne scaricata in malo modo ed il disco rimase in fase di sviluppo per parecchi (!) anni; a danneggiare ulteriormente la situazione registriamo anche la dipartita di Rickard e West. I Vain quindi assoldarono Shawn Roarie alla chitarra e Steven Adler (ex Guns n'Roses) alla batteria e si rinominarono Road Crew, dopodiché registrarono un nuovo album. I problemi di Steven con la droga però mandarono all'aria tutto il progetto ed i Vain si ritrovarono di nuovo allo sbando. La band si riformò nel 1993, con alla batteria Danny Fury (The Lords Of The New Church) e finalmente registrarono il loro secondo LP (senza contare All Those Strangers ovviamente). Distribuito dalla Polystar, il disco non riscosse il successo del precedente No Respect anche a causa della popolarità che il movimento grunge acquisiva ogni giorno di più. Nemmeno il tempo di registrare un nuovo album che, nel 1995, West e Fury mollano la band, lasciando al povero Davy l'arduo compito di occuparsi contemporaneamente di voce, chitarre e produzione; roba da poco, insomma. Il singer assoldò quindi il batterista Louie Senor e registrò Fade, sempre con la Polystar. Il disco era ottimo, tuttavia la band non ottenne il successo che meritava, sempre a causa di un nostro amico in camicia di flanella.
Dopo alcuni anni di inattività, nel 2000 Davy registrò un disco solistico intitolato In From Out Of Nowhere, assieme a Mitchell, Senor ed al chitarrista Craig Behrhost; Scott si riunì con la band lo stesso anno, contribuendo inoltre alla realizzazione dell'album. L'anno successivo, Davy lavorò con Christina Aguilera, nello specifico alla produzione dell'album Stripped. Nel 2005 i Vain ridistribuirono No Respect e tornarono in tour in Inghilterra ed Europa per la prima volta dall'89: con uno spirito ritrovato la band si apprestò a registrare un nuovo album intitolato On The Line e tornò nuovamente in tour, raccogliendo successi di critica e pubblico non indifferenti. Nel 2009, dopo 18 anni, i Vain riuscirono finalmente a rilasciare All Those Strangers, che tuttavia non soddisfece appieno l'hype che aveva generato nei fan di vecchia data. Due anni dopo, i Vain tornarono in tour e subito dopo rilasciarono il loro ultimo lavoro, ovvero Enough Rope. Il platter contiene diversi brani non rilasciati negli anni precedenti ed inoltre le parti di batteria sono state affidate alternatamente ad Adler, Rickard e Senor: è un album che riscatta la semi-delusione del precedente All Those Strangers.
Come appurato, i Vain per tutta la loro carriera furono tormentati dalla sfortuna, che si scontrava pesantemente con la tenacia di un mito: Davy Vain.

LA FINE DI UN`ERA
Seppure l'hair metal stesse lentamente modificando il proprio aspetto, probabilmente in pochi percepiscono realmente quanto il grunge abbia cambiato la visione musicale delle generazioni del periodo. Seattle diventò la capitale di questo clima "anti-rock'n roll", l'allegorica caserma di una legione di metallari alternativi e di falsi depressi. Era l'inizio della fine, la goccia che fece traboccare definitivamente il vaso. Il glam divenne oggetto di una sorta di damnatio memoriae e venne scaricato in malo modo dalle major, che decisero di puntare tutto su questa nuova e turbolenta corrente musicale. Citando David Lee Roth, "il divertimento non era più divertente": ora tutto ciò che la platea richiedeva erano testi introspettivi ed atteggiamenti tristi. Ed è proprio in questo contesto che l'incolpevole Davy Vain e soci si ritrovano improvvisamente ed inaspettatamente, come dice lo stesso singer :

"Ci fu un profondo scoramento [...], fu un vero peccato non poter sfruttare e valorizzare i Vain quando erano al top della loro forma e fu davvero dura accettare la realtà, devo ammetterlo. Soprattutto subire lo scherno di quei gelosi che negli anni 80 non ce l'avevano fatta e che poi, con una punta di perfidia, ci rinfacciavano quanto fossimo inadeguati per l'allora nuova scena. Eppure io ho sempre ritenuto il fenomeno grunge una montatura ben riuscita. Si sarebbe voluto ripristinare lo spirito punk, in teoria, eppure 'Nevermind' era un disco pop se paragonato a 'No Respect' e ad 'Appetite For Destruction' ".

Davy Vain, infatti, al contrario delle apparenze, non intendeva infondere un sound "pulito" all'interno di No Respect. Dice sempre il singer:

"Ogni tanto mettevo su un disco dei Sex Pistols, per non distaccarmici o perdere di vista quel sound aspro e secco"

Questa grande capacità di differenziarsi dagli standard medi del loro genere di appartenenza garantisce alla band una sonorità unica ed impressionante. Artisti del calibro di Davy Vain se ne vedono pochi oramai, spazzati via e rimpiazzati da suddetti rocker "alternativi" (che poi di alternativo dimostrano di avere ben poco). Malinconici e contemporaneamente elettrizzanti, i Vain rappresentano appieno la scalinata evolutiva che l'hard rock strava intraprendendo nei primi anni novanta e che, a causa di una sfortunata serie di eventi, non riuscì mai a raggiungere il Paradiso restando per sempre ai margini.

DISCOGRAFIA VAIN
1. No Respect (Island Records, 1989)
2. All Those Strangers (1991, uscito per Jackie Rainbow Records nel 2010)
3. Move On It (Polystar Records, 1994)
4. Fade (Polystar Records, 1995)
5. On The Line (Perris Records, 2005)
6. Enough Rope (Spiritual Beast/Universal, 2011)



Metal Shock
Mercoledì 21 Settembre 2016, 21.23.06
22
Davy Vain e` un grande. Sia come produttore che come cantante. Ha una voce viziosa ma unica e rende il debutto dei Vain uno di quei capolavori che ovviamente in pochi conoscono (che strano!). Per chi ama lo sleaze come il sottoscritto No respect non dovrebbe mancare nella propria discoteca. Se penso ad un brano come Beat the bullet mi vengono ancora i brividi!
Lo Scrondo
Mercoledì 27 Maggio 2015, 12.45.04
21
Secondo me il contenitore glam/street o sleaze vuole dire poco, è una convenzione. Per il fatto che al suo interno troviamo bands che suonano hard rock classico alla ac/dc, funk, blues ed anche punk rock. In questo senso ha fatto bene l'autore che ha ricordato i Vain, in quanto come riportato nell'articolo, sono abbastanza personali. Giusto sottolineare il timbro sensuale e lascivo della voce. Per me l'iniziatore fu Adam Bomb, dove militavano Jimmy Crespo degli Aerosmith e Sandy Slavin dei Riot. Se ti capita, mi rivolgo all'autore, prova ad ascoltare brani come I want my heavy metal. Lo stile interpretativo è molto simile. Comunque a discapito del titolo, il debutto è un album di tutto rispetto, davvero molto bello
Undercover
Venerdì 28 Giugno 2013, 13.33.45
20
@Andy, ma posso capire il perché non li hai nominati, tuttavia volenti o nolenti loro fanno parte di quel mondo, non sono io che lo dico Poi sul discorso che le label c'abbiano marciato su, è risaputo, è successo per qualsiasi genere non a caso Diego più giù parlava dell'accordo Earache - Sony fortunosamente per il death metal andato veramente male.
Andy '71 vecchio
Venerdì 28 Giugno 2013, 7.18.53
19
Il Vichingo@Grandi Griffin,super epic band di culto,va bene,va bene!
Andy '71 vecchio
Venerdì 28 Giugno 2013, 7.07.38
18
Undercover@I Melvins non li ho citati,anche se sono una delle mie band prefrite perchè secondo me non sono grunge,e nulla hanno a che spartire,loro sono avanguardia e hanno posto le basi per lo stoner e lo sludge,ridurlo a grunge è secondo me restrittivo,se avessi letto bee ti saresti reso conto che ho elencato alcune tra le band migliori del movimento,e checchè se ne dica i Nirvana,fino a nevermind sono stati basilari,balle non cè n'è,io dico che DOPO,una volta iniziato il movimento son nati cloni assolutamente inutili e solo perchè avevano le camicie di flanella,Silverchair et simila,ed infatti non ho scritto che il grunge ha rovinato il metal,tra l'altro mi piace molto,dico solo che il secondo stp è stato dare un contratto a caso per far soldi sul carrozzone grunge,tutto lì.....
Undercover
Venerdì 28 Giugno 2013, 1.01.49
17
Io contesto in parte ciò che dice Andy, perché il grunge non è solo hard-rock e punk, ci sono tratti metal e c'è gente che suonava vent'anni avanti a gente che adesso suona sludge e drone, questi signori si chiamano MELVINS. Poi che le label abbiano iniziato a mettere sotto contratto solo gente che indossava roba di flanella, mah, dipende, io non ricordo etichette che abbiano pompato a esempio i My Sister's Machine, gli stessi Melvins sono rimasti la band più infognata nell'underground di sempre, per non parlare di tantissime altre realtà come gli Skin Yard e i Three Fish abbiano avuto chissà quale aiuto dal mondo discografico, poi se vogliamo buttarla sempre sui soliti nomi che hanno avuto la fortuna di ricevere dei contatti grossi. Mi verrebbe da chiedere perché oggi gente come Dez Fafara e i suoi DevilDriver con seicentomila band più quotate abbiano trovato posto all'interno dei roster di Napalm e Roadrunner, perché non s'impedisce a cafonate come i Trivium e My Bullet For Sua Sorella di produrre dischi e perché s'insista a definire gotico ogni album con una bella tipa che canta e uno che urla dietro anche quando la musica è tutt'altra storia, ma prendersela ancora con la storia che il Grunge ha rovinato il metal è stupido quanto il fidarsi ciecamente delle notizie del Tg di Italia 1. Ovviamente tutto cotto e mangiato eh.
Arrraya
Giovedì 27 Giugno 2013, 21.32.04
16
Andy '71 vecchio@ commento 7...Si si, è un termine che non vuol dire nulla , ma che ho usato perchè ormai si usa per definire quella scena che è stata solo rock e pop
the Thrasher
Giovedì 27 Giugno 2013, 20.25.44
15
ahahaha ma il discorso infatti è diverso, Lambruscore, ognuno ha i suoi gusti e nessuno dice che sia sbagliato ascoltare sempre la solita solfa; semplicemente è errato, a mio avviso, ritenere che l'avvento di un genere possa spazzarne via un altro. anche il punk a suo tempo si è esaurito, in un certo senso, è 'passato di moda', eppure al tempo non c'era nessuna camicia di flanella all'orizzonte
LAMBRUSCORE
Giovedì 27 Giugno 2013, 19.52.22
14
Boo, per me ben venga anche chi fa sempre la stessa solfa, magari in salsa diversa -mi è venuta così-, sarò malato io ,ma cerco sempre gruppi che ri-ri-risuonano roba già sentita milioni di volte, poi ovvio che cerco di apprezzare anche chi ci mette del proprio, però, quando sento, non so, dal vivo, ragazzini che mi suonano pezzi -non gruppi di cover!- nello stile di quando ero io ragazzino....beh, a volte mi commuovo, qualcuno mi aveva chiesto se stavo piangendo....-ero solamente e semplicemente ubriaco, comunque-haha....
Er Trucido
Giovedì 27 Giugno 2013, 19.28.55
13
Certamente, c'hanno provato anche con il death (il famoso accordo Sony-Earache del 1993) ma lì fallirono miseramente.
the Thrasher
Giovedì 27 Giugno 2013, 19.24.43
12
Appunto, era la stessa cosa col glam... quando andava di moda le label cercavano band glam ovunque,le costruivano quasi a tavolino.. per cui non vi è differenza alcuna, secondo me. se al posto del grunge fosse venuto fuori, dico a caso, il power metal -con la stessa celebrità che ha riscontrato a metà anni 90- sarebbe stata la stessa identica cosa. il thrash negli ultimi anni è tornato di moda, ma cosa è stato aggiunto alla Storia? nulla, a conferma del fatto che il movimento si era compiuto e necessitava di un periodo di stacco per non ristagnare.
Er Trucido
Giovedì 27 Giugno 2013, 19.14.42
11
In realtà il mercato americano è un mercato molto di "moda" (io di solito dico "umorale") quindi alla fine io do la colpa alle label che intasano il mercato di volta in volta con le new sensation, glam thrash o grunge che sia
the Thrasher
Giovedì 27 Giugno 2013, 19.06.57
10
Quoto Arrraya. il glam metal non è finito per colpa del grunge, semplicemente aveva esaurito la sua vena come l'aveva finita il thrash metal; è inesatto 'dare sempre la colpa' a qualcuno o qualcosa: per il thrash capita con la storia del black album, dicono che i metallica hanno ucciso il thrash. in realtà non è così, se i metallica volevano mettersi a scrivere il black album o un album rock o un album pop potevano farlo, e facendolo non costringevano certo i megadeth a fare ''CTE' o i testament a fare ''the ritual''. nessuno ha imposto niente a nessuno, così come per il glam; se fossero usciti nuovi dischi glam a livello di dr. feelgood o 'girls girls girls' forse molte persone non li avrebbero comprati xk attirati dal grunge' può darsi, ma allora quelle persone non erano vere appassionate del genere (glam). lo ascoltavano perchè era ''di moda'', proprio come di moda è stato il grunge a inizio anni 90. sono tutte tendenze che vanno e vengono, nascono, spopolano e si esauriscono, senza uccidere nessuno...
il vichingo
Giovedì 27 Giugno 2013, 18.51.31
9
PS: perdonate la domanda ma gli americani Griffin sono adatti alla rubrica o son fuori dai "confini"?
il vichingo
Giovedì 27 Giugno 2013, 18.47.26
8
Bravo Arraya, post da incorniciare ed ha ragione anche Andy, gli unici "Hair" sono i Tokio hotel, sotto il parrucchino... il vuoto.
Andy '71 vecchio
Giovedì 27 Giugno 2013, 18.40.17
7
Arraya@Tutto quello che vuoi ma il termine hair metal NON esiste!L'hanno inventato gli americani per definire ,o meglio un americano per definire hard rock suonato da capelloni vaporosi.....Termine difatti mai usato all'epoca e veramente orrendo!Hard rock,punto,se vuoi melodico,ma non hair!Ehehehheh,scusa ma adoro il genere e svilirlo così mi irrita......Detto questo ottima band i Vain,ma sfortunati!Concordo in parte con la tua teoria,si alcuni non avevano più nulla da dire,ma il grunge,che io manco lo chiamo così,perchè altro non è che hard rock,misto punk misto Neil Young,quindi Sabbath,Led e punk,per me hard rock......Cazzo appena esploso,e i pionieri del genere mi piacevano e mi piacciono ora,Tad,Screaming trees,Mudhoney,Green River,primi Nirvana,primi Soundgarden e pearl Jam,Mother Love Bone ecc,tutte le label e dico tutte da un giorno all'altro si sono disinteressate di tutto fuorchè mettere sotto contratto band purchè avessero le camicie di flanella,capisci che è stato destabilizzante,poi così hanno fatto uscire una marea di copie aborti ecc.
Arrraya
Giovedì 27 Giugno 2013, 18.06.37
6
Ribadisco quello che ho sempre scritto sull' argomentoeattle fu una manna per il rock e non uccise nessuno. la prima ondata arrivava dall' underground ed era certamente qualcosa di vitale fresco e per nulla depressivo. Semplicemente si ridiscutevano temi esistenziali a dispetto del puro divertimento edonistico del cosiddetto Hair metal, ma come per il discorso thrash, non bisogna metterli in contrapposizione, la storia è stata chiara; gli anni 80 finirono perchè molte band si snaturarono o piu semplicemente perchè nuovi ragazzi/e si affacciarono identificandosi con le nuove uscite.io ascoltavo sia i Judas,il vecchio thrash e le band piu valide del cosiddetto grunge, e I Motley Crue fecero uscire un album della madonna proprio in quegli anni, ma la buona musica va aldilà del numero di copie vendute, e soprattutto non si confronta. STA STORIA DI SEATTLE CHE HA UCCISO LE BAND 80 L'HANNO TOLTA QUEI GRUPPI CHE NON SONO RIUSCITI A RIPETERSI PER PROBlemi loro.
Elluis
Giovedì 27 Giugno 2013, 12.12.02
5
Me li ricordo vagamente di nome ma penso di non aver mai sentito niente di loro, io ero molto più thrash/speed/death oriented. Ad ogni modo, leggendo l'articolo, penso che per Vain questo della band è stato più che altro uno sfizio che ha voluto togliersi, in fondo un produttore che lavora i Death Angel (i primi 2 album), Eric Martin, ma soprattutto Christina Aguilera (quindi con una popstar attorno alla quale girano molti $$$$) non penso che abbia tutta questa necessità di una sua band. Secondo me era solo un buon riempitivo, con cui guadagnava un po di soldini extra e si divertiva pure, io la vedo così.
enri sixx
Giovedì 27 Giugno 2013, 11.44.28
4
gruppo fantastico x il genere da avere tutti i loro album soprattutto no respect e l'album solista veramente bello
costantino
Giovedì 27 Giugno 2013, 11.01.00
3
ho il primo demo di loro ... chi fosse interessato puo' contattarmi
Delirious Nomad
Giovedì 27 Giugno 2013, 10.48.58
2
Lo ammetto, li avrò sentiti nominare una volta, forse. Ma questo ottimo articolo mi invoglia, ascolterò qualcosa! Bravo Fenrir!
the Thrasher
Giovedì 27 Giugno 2013, 1.04.56
1
Bel primo articolo Cristiano! complimenti!
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