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NEUROSIS + UFOMMAMUT - Magnolia, Milano, 04/07/2013
08/07/2013 (2158 letture)
INTRODUZIONE
Chi sano mentalmente sarebbe scappato da un’occasione così ghiotta? Chi sano mentalmente avrebbe resistito tre ore sotto altoparlanti che buttano fuori musica a volumi da denuncia? Tutti ovviamente! Un caldo giovedì si parte alla volta di Milano, l’autostrada del sole, amica inossidabile, ci fa compagnia. Arrivati alla location prepari birre, sigarette, controlli i soldi nel portafoglio per i banchetti del merchandising. A fianco dell’aeroporto di Linate, il Magnolia in versione estiva è splendido: una distesa con un palco da far invidia a molti e un chiostro con ogni ben di Dio in quanto a cibo. Oltre al biglietto ti offrono anche un pensierino omaggio, le zanzare, che ci hanno tenuto compagnia tutta sera, ma noi imperterriti abbiamo tenuto duro.

UFOMAMMUT
Mentre sorseggio la birra sento dei suoni, la gente accorre e in fretta e furia prendo su baracca e buratti, trasportato in un mondo parallelo, quello degli Ufomammut, tre personaggi tanto freddi, glaciali, dannatamente presi dal loro ritmo tribale, psichedelico, quanto gentili e cordiali giù dal palco. Questo succede perché a suonare canzoni come quelle finisci per esserne avvolto, fagocitato da un’eclissi musicale. Non ci sono parole, fotografie, gesti, per descrivere ciò che si sente durante un concerto come questo. Non un concerto ma un’esperienza catartica che sfinisce lo spettatore disarmato ed in ginocchio nei confronti della loro musica. Un’ora proposta, poche (anzi zero) parole verso il pubblico, perché è così che deve essere. Non me ne frega nulla di dove hai composto la canzoncina, a chi è dedicata o chi ti ha ispirato mentre eri sul water a leggere "Cioè". Il pubblico è definito pagante e vuole della materia prima, non cazzate di vario genere. Gli Ufomammut lo sanno e alla fine di ogni brano l’applauso nasce spontaneo e scrosciante. La gente che si raduna pian piano vicino al palco rimane a bocca aperta e ti guardi intorno non capendo bene se è uno scherzo oppure una realtà distorta. Volevate l’opening act per i Neurosis? Questo è il fratello dissacrato dell’headliner, una realtà tanto vasta quanto dimenticata troppe volte. Ricordiamoci di loro, perché un giorno potremmo sentirne la mancanza quando non avranno più spazio per suonare di fronte alle troppe parole e ai pochissimi fatti. Un’ora di concerto dopo questa, saluti, zitti e a casa.

NEUROSIS
Mah, cosa devo dire? Prestazione bellissima? Gran concerto? Ebbene sì, lo è stato. I Neurosis sono persone di poche parole: arrivano, suonano e vanno senza dire niente. Ti chiedi da dove vengano, perché i capelli loro li hanno quasi tutti sul mento e sembrano frutto di una strana anomalia genetica. Eppure fanno grande musica e sono una delle band contemporanee più importanti e influenti a livello mondiale. Questi sono concerti in cui non ti importa niente della scaletta, della durata e di tutto il resto: assisti rapito e taci, poi ne vorresti ancora, ancora e ancor di più. I tempi li calcolo oggi, durante l’evento non ho avuto modo di rendermene conto: direi che hanno suonato un’oretta e mezza scarsa. Ma chi se ne frega, sempre meglio mezz’ora intensa che 3 ore di trapanamento di attributi, e non importa niente se la band non suona il primo demo della prima cassetta della prima prova nel loro primo garage affittato col primo stipendio del cantante che lavorava come aruspice per un tipo corpulento che si chiamava Primo. La musica è vibrazione, emozione; la matematica la lasciamo ai Dream Theater e a quelli che vanno a un concerto per vedere il gradiente di sudore che il chitarrista solista applica sulla sua sesta corda, noncuranti del fatto che sul palco non ci sia un chitarrista.
Detto questo, assistiamo ad una prestazione catartica, priva di sbavature e dannatamente in palla. I suoni sono limpidi e cristallini, anche se con volumi minori rispetto agli Ufomammut; qui si è voluta premiare la pulizia e lo si è fatto bene. Il banchetto del merchandise di entrambe le band è costantemente preso d’assalto durante i set, le pause e tutto il resto. E’ una grande festa e la gente apprezza tantissimo, applaudendo copiosamente al termine di ogni pezzo della band americana. Il magma sonoro dei Neurosis non fa prigionieri neanche dal vivo: sono ipnotici, trascinanti alla massima potenza e dotati di una forte dose di carisma. L’interazione col pubblico è praticamente ridotta allo zero, ma è un difetto? C’è così tanto bisogno di spezzare la magia con le solite cazzatine che un artista può dire ad una folla adorante? Ecco, la scelta quindi risulta azzeccatissima e fondamentale per la fruizione del concerto, assieme a quella di staccare senza eseguire un bis o altre celebrazioni per feticisti del minutaggio. Vedere i Neurosis dal vivo significa questo: sono un’apparizione, arrivano e ti blocchi. Poi, quando le luci si riaccendono, subito non realizzi, pensi che sia passato un attimo; torni a casa quasi con la coda tra le gambe per poi svegliarti la mattina dopo ricordandoti ogni singolo secondo con freddezza glaciale e chirurgica. Non ci sono altre modalità di interpretazione, prendere o lasciare.

LA DURA VERITA’
Le serate come questa mi fanno spesso pensare di essere fortunato: non m’importa niente di ciò che è considerato classico e dogmatico, me ne frego altamente delle scalette del 1988 suonate nel 2013 ed ho quella strana tendenza a cercare un presente migliore piuttosto che un passato già scritto e vissuto da altri. Detto questo, il concerto è stato organizzato benissimo, si è sentito benissimo e tutto ha funzionato alla perfezione: dai servizi, ai prezzi, all’organizzazione generale che non ha manifestato nessun disagio per la gente pagante. Due difetti: i cinque euro sborsati per il parcheggio dell’Idroscalo e le pattuglie acrobatiche di zanzare che allegramente volteggiavano sui nostri corpi banchettando arrapate. Quasi tre ore quindi di grandissima musica alla modica cifra di 22 euro! In Italia la situazione fa schifo? Certamente, rendiamoci però conto che ci sono delle sedi e dei contesti in cui ancora si vive bene, è troppo facile fare di tutta un’erba un fascio quando ci spostiamo in massa solo per sarcofagi ambulanti che vengono a costare come un weekend in una qualsiasi capitale europea in un albergo a cinque stelle. E allora? Non sarebbe forse il tempo di andare al museo egizio di Torino o del Cairo piuttosto che blaterare tutte le estati sui festival italiani? Quando poi c’è un appuntamento con la grande musica siamo in un migliaio, e allora? Abbiamo, anzi, avete ciò che vi meritate. Chi non c’era si è perso qualcosa.

SETLIST NEUROSIS
1. My Heart For Deliverance
2. At The End Of The Road
3. Times Of Grace
4. Distill
5. At The Well
6. The Tide
7. We All Rage In Gold
8. Bleeding The Pigs
9. Locust Star

CREDITS
Introduzione e report su Ufomammut a cura di Andrea Poletti "Ad Astra".
Report su Neurosis e conclusioni a cura di Gianluca Fontanesi "Waste of Air".

NOTA A MARGINE
Di comune accordo si è deciso di non eseguire fotografie perché molto spesso la musica non ha colori, forme umane, ma solamente note musicali che vanno apprezzate e sentite vibrare.



foda
Venerdì 19 Luglio 2013, 20.17.31
8
e' stato stupendo
Andy '71 vecchio
Mercoledì 17 Luglio 2013, 18.39.22
7
Completamente d'accordo, assolutamente!
-Cobray
Martedì 9 Luglio 2013, 16.31.10
6
Belle parole, sono d'accordo in toto!
KOMMANDER
Martedì 9 Luglio 2013, 15.46.51
5
° CODA
KOMMANDER
Martedì 9 Luglio 2013, 15.46.18
4
Bel report,ero presente e confermo tutto. Però oltre al caro parcheggio e zanzare azzarderei che uno spillatore x la birra x mille persone è un po' pochino...la cosa media era di 15 minuti buoni. Per il resto grande serata
Morganne91
Martedì 9 Luglio 2013, 14.05.12
3
Se non fosse stato per un esame che avevo il giorno dopo sarei venuta subito uffaaaaa T___T
brainfucker
Martedì 9 Luglio 2013, 11.55.55
2
molto poetica la nota di margine..ma gli assenti avrebbero apprezzato un paio di foto eh!
Alessandro
Martedì 9 Luglio 2013, 11.50.27
1
COMPLIMENTI PER L'OTTIMO REPORT!!!! Concordo su tutta la linea, critica finale compresa! Concerto stratosferico di uno dei pochissimi gruppi realmente fondamentali...semplicemente avanti anni luce!
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