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IL PROCESSO - # 7 - Vichinghi d'Italia
12/07/2013 (3063 letture)
INTRODUZIONE
A cura di Stefano Asti “Autumn”


Con la settima puntata de il Processo si torna a dibattere dei temi che maggiormente infiammano il popolo metallico. Quest’oggi abbiamo a ruolo una causa che infiniti grattacapi adduce agli italici affezionati di quella frangia della nostra amata musica che più di ogni altra si nutre delle tradizioni, degli usi e dei costumi della propria terra di origine. In una parola, del folklore. È giusto, o perlomeno comprensibile, che un gruppo folk nostrano peschi a piene mani dalle tradizioni nordiche - magari più confacenti come temi al tipo di musica che vanno a caratterizzare - oppure la nostra cultura e la nostra storia sono talmente vaste ed invidiabili da non meritare un simile smacco “esterofilo”?

Prima che questa Corte si pronunci ascoltiamo dunque le tesi dell’Accusa e della Difesa.

LA TESI DELL'ACCUSA
A cura di Carolina Pletti “Kara”


Qual è la caratteristica che accomuna tutti gli Italiani? Non è la socievolezza, non è la parlantina sciolta, non sono i baffi ed i capelli neri, non è il mandolino. La caratteristica che ci unisce tutti è un'altra: l'esterofilia. Dalle Alpi a Trapani, pensiamo tutti che l'erba del vicino sia sempre più verde. Siamo tutti pronti a dire come si viva meglio in Francia/Spagna/Germania/USA/Scandinavia... E come si studia/lavori/ci si diverta meglio fuori dall'Italia... E com'è migliore la musica che suonano in Inghilterra/Norvegia/Svezia/Portogallo... Dal blackster più misantropo al discotecaro più tamarro, dalla casalinga di Reggio Calabria all'impiegato della Valle d'Aosta, siamo tutti d'accordo su una cosa: fuori dall'Italia è tutto più bello. Tranne il cibo, ovviamente! Da quel punto di vista tendiamo ad essere molto legati a casa.
Dopo questa premessa, andiamo ai fatti. Qualche mese fa sono andata a vedere gli Ex Deo, un gruppo death metal canadese che, nei testi e nell'abbigliamento, si ispira all'antica Roma. Il cantante ha origini italiane, e durante il suo concerto a Treviso ci ha tenuto ad esprimere la sua felicità nell'essere "a casa" e l'orgoglio che prova per le sue origini e per la sua storia. La cosa mi ha fatto riflettere, e mi ha fatto pensare al viking metal, un genere nato dal desiderio di qualche musicista di riscoprire e glorificare le origini della propria stirpe. Bathory, Enslaved, Windir, Einherjer ecc. sono tutti gruppi che parlano con orgoglio del passato della propria terra.
Adesso il viking metal non è più retaggio della Scandinavia, ed i vichinghi spuntano come funghi da ogni dove: dal Colorado alla Cina, dall'Argentina a Singapore, dalla Spagna alle Filippine. Un discorso simile si potrebbe fare per i gruppi celtic folk. A noi italiani, dei brasiliani che parlano di Thor e drakkar sembrano assurdi. Dei cinesi che si ispirano ai Tuatha de Danann sembrano ridicoli. Ma cosa devono sembrare a loro le nostre band di vichinghi mediterranei? Considerando che l'Italia è la patria dell'Impero Romano, degli italiani che parlano di vichinghi devono fare la stessa impressione di un gruppo folk metal messicano che, con gli Aztechi e i Maya a portata di mano, incide dischi sui pellerossa Dakota!
Come mai l'Impero Romano è così poco sfruttato come concept, qui da noi? Di storie ne offre per tutti i gusti! Vuoi fare un disco epico? Hai l'imbarazzo della scelta, ed il vantaggio di poterti ispirare a battaglie e guerre vinte (e sul serio, non raccontando solo della battaglia che ti è andata bene e chiudendo l'album glissando sulla terribile disfatta del giorno dopo). I Romani ai tempi d'oro hanno fatto il culo a mezzo mondo: erano in guerra contro chiunque, e vincevano sempre. Erano in grado di costruire un ponte in una notte, pur di venirti a prendere. Erano in grado di radere al suolo città intere. Hanno combattuto anche contro gli elefanti, voglio dire! Meglio del Signore degli Anelli! Tra l'altro, se riuscivano ad avere sempre la meglio era perchè all'epoca erano gli unici che sapevano usare il cervello, una cosa che noi italiani dovremmo cercare di ricordarci, dato che ultimamente la situazione si è tragicamente ribaltata (ok, qui forse dò prova di esterofilia anch'io...). E poi, i romani erano brutali: i vichinghi, per convincere la gente a combattere, la minacciavano dicendo che chi moriva senza un'arma in mano sarebbe finito ad Hel. Anche i Romani minacciavano la gente, ma in modo meno sottile: chi non combatteva moriva subito, punto!
Ispirarsi a Roma, poi, ha un altro vantaggio: fornisce una scusa per indossare l'armatura su un braccio solo, cosa che ultimamente, chissà perché, piace moltissimo. Se la tua band preferita si ispira all'antica Roma hai un pretesto per vestirti da gladiatore quando vai al loro concerto, e questo ti permette di indossare la tua cara armatura con un braccio solo senza sembrare un tizio a cui hanno nascosto uno spallaccio.
Per qualche motivo, però, nessun italiano si riconosce nei Romani, ma va piuttosto a tirare fuori la propria discendenza da chissà che misconosciuta tribù celtica o germanica di quattro persone. È una cosa che mi ha sempre stupito, anche perché i segni dell'Impero Romano sono ancora molto presenti e radicati nella nostra cultura: dalle cose più evidenti come l'architettura e l'organizzazione delle città, alle meno sospettabili come i giochi. In Friuli, ad esempio, nei dintorni di Aquileia e non solo, c'è ancora chi gioca a micatio (la morra).
Insomma, proveniamo da una regione ricca di storia, ma preferiamo guardare altrove. Perché? Ma perché l'erba del vicino è sempre più verde! In realtà i vichinghi di casa nostra portano avanti un'importante tradizione italiana: l'esterofilia. In questo modo, però, perdono l'occasione di fare qualcosa di più originale, che forse li porterebbe ad un successo maggiore... Probabilmente non in Italia, ma certamente all'estero!

LA TESI DELLA DIFESA
A cura di Giacomo Caldironi “Arvssynd”


…se avessimo dovuto impararci a memoria la storia di tutti i re e dei vari mercenari vichinghi al servizio dell’Impero bizantino, tutti i loro usi e costumi, come vivevano, quando mangiavano e in che giorno e a che ora facevano una determinata cosa, saremo qui a considerarli come un argomento strettamente legato alla nostra musica?
Il fenomeno che andiamo a trattare oggi è particolarmente singolare, tanti sono infatti gli esempi accomunabili all’esterofilia. Dal mio punto di visto questo non si presenta assolutamente come un male sia per la musica che tantomeno per l’informazione: in questo mondo di pura reggenza informatica la cultura non deve porsi dei limiti e delle barriere, ma deve essere in grado di raggiungere più persone possibili. Ovviamente quello che tengo a precisare è che è sì giusto prendere grandi quantità di materiale da altre tradizioni, però questo deve essere fatto con cognizione di causa e soprattutto con alla base una buona conoscenza della materia. Sarebbe infatti ridicolo basare le proprie liriche ed argomentazioni su falsi storici (come ad esempio la classica immagine del vichingo altissimo e munito di elmo cornuto che beve dal calice a forma di teschio), oppure limitarsi ad una serie di sterili luoghi comuni.
D’altro canto è strano che il Paese culla dell’Impero Romano abbia così poche realtà musicali che lo rappresentino. Ma perché accade questo? La prima ipotesi che mi viene in mente potrebbe ricondurci alla pesantezza con la quale questi argomenti sono trattati a livello scolastico: tanti avvenimenti fatti male e in fretta rendono il tutto più che mai noioso e privo d’interesse; la bellezza, la forza e l’epicità di alcuni fatti vengono etichettati esclusivamente come una lista di date e piccoli episodi che fanno disperdere tutta la magia che la storia del più grande Impero di sempre sarebbe in grado di trasmettere. Detto questo nulla impedisce a chi è veramente appassionato di rimanere comunque catturato da queste vicende e di costruirsi da solo la propria base culturale. Una seconda ipotesi potrebbe essere derivante dalle accuse che vengono rivolte alla band di turno per l’utilizzo di determinate tematiche: un esempio che mi viene in mente è il caso dell’ultimo capolavoro dei nostrani Draugr intitolato De Ferro Italico, dove i Nostri sono stati addirittura accusati di apologia al fascismo; in questo caso è uscita allo scoperto l’enorme chiusura mentale e l’ignoranza che attanaglia una parte degli italiani; se la band in questione avesse parlato di vichinghi sbevazza-birra e cacciatori di cinghiali avrebbero ricevuto critiche di tipo politico? Assolutamente no.
Se da un lato si cerca di evitare certe scocciature, dall’altro c’è il fascino indiscutibile verso qualcosa di misterioso che costringe ad auto-informarsi, dato che l’unico modo di venire a conoscenza della mitologia nordica consiste appunto in ricerche e letture personali. Questa fase fortemente individuale aiuta l’immedesimazione con argomenti del tutto nuovi e prima sconosciuti, ed è facile rimanere coinvolti dagli scenari epici e dalle innumerevoli leggende su figure umane straordinarie particolarmente devote agli dei e alla natura. Allo stesso modo si rimane intrappolati nel fascino della simbologia: dato che si tratta sempre di un argomento che abbiamo scoperto di nostra spontanea iniziativa e dunque non dovrebbe risultare pesante o estremamente noioso, diventa quasi automatico spingersi tra i meandri del linguaggio e dei simboli nordici. Il runico ad esempio assume un valore mistico e misterioso che aspetta solamente di essere approfondito e studiato; oppure diventano materia di fascino anche strumenti e marchingegni che un tempo erano considerati di uso comune: per fare un esempio la drakkar, emblema delle grandi abilità marittime delle popolazioni vichinghe, è tutt’oggi un oggetto di culto che ha ispirato e ispirerà molti concept musicali. Rimanendo in un contesto lirico, questi particolari argomenti (e simboli) sembrano rendere più facile e maneggevole la composizione di uno o più testi: si può infatti prendere un personaggio qualsiasi e confrontarlo con le divinità, mettere alla prova il suo spirito battagliero e le sue abilità in un viaggio colmo di difficoltà e magari far risaltare il suo rapporto con il divino. Non dico che questo non possa essere fatto anche con parti della nostra storia, ma la costruzione di una trama attorno a questi vari elementi nordico-mitologici assume un carattere assolutamente diverso e a tratti sognante.
Altro argomento di spicco riguarda il discorso legato alle tematiche di tipo religioso e all’approccio che si ha verso di esse. Oggettivamente parlando la maggior parte dei componenti di band che trattano di mitologia norrena tende ad essere avverso a tutto ciò che riguarda la cultura cristiana. Non c’è alcun dubbio che l’Impero Romano sia stato inizialmente basato sulla tradizione pagana, ma l’inserimento del cristianesimo all’interno delle gerarchie imperiali può essere facilmente visto come l’inizio della decadenza della civiltà romana: questo fatto si lega perfettamente con una miriade di testi che condannano l’invasione cristiana in territorio vichingo; l’esempio più lampante potrebbe essere dato proprio dalla musica di Quorthon (Bathory), il quale ha condannato più e più volte questo nefasto avvenimento. In sostanza il politeismo di queste barbare popolazioni viene visto come un simbolo di libertà, di pace con se stessi e con tutto ciò che ci circonda.
La varietà di argomentazioni proposte dalla mitologia nordica si rivela dominante rispetto alle antiche tradizioni romane: anche nel caso uno andasse a rispolverare gli innumerevoli autori latini che hanno reso ricca la letteratura di quegli anni, si accorgerebbe come molti argomenti stonino in un contesto riguardante la musica metal. Inoltre, ripensandoci, il nostro bagaglio storico adatto ad essere trattato in un album metal si riduce prevalentemente agli anni imperiali: provate ad immaginarvi un gruppo black che vi parla del rinascimento e di come Michelangelo Buonarroti abbia affrescato a dovere la Cappella Sistina; per non parlare dei problemi che nascerebbero nel parlare di nazionalismo e amore per la Patria, in questo caso sarebbe come tirarsi la zappa sui piedi e limitare fin da subito la propria cerchia di ascoltatori. Non dimentichiamo comunque la fase medioevale, anch’essa ricca di battaglie, personaggi e tradizioni che sarebbero adatte ad un concept metal, ma, come accennavo all’inizio di questa discussione, il nostro ricordo fortemente influenzato dalla scuola ci porta a pensare al medioevo come un periodo di semplice transizione, piuttosto palloso e contenente solo nozioni e date da ricordare. In conclusione il “prendere in prestito” usi e costumi esteri non è assolutamente un male, anzi, deve essere motivo di orgoglio per chi al giorno d’oggi discende da determinate tradizioni e deve essere un modo per diffondere un po’ di cultura, cosa che attualmente non farebbe assolutamente male a nessuno.

LA SENTENZA
A cura di Stefano Asti “Autumn”


Lette e comprese le argomentazioni dell'Accusa e della Difesa la Corte così giudica. Fatta salva l’assoluta libertà di espressione (cosa che da sola basterebbe ad assolvere i gruppi da qualsivoglia accusa) questa Corte ritiene però doverose alcune considerazioni. E’ importante prendere in esame l’annoso dualismo tra esterofilia e amor patrio, le principali forze in contrapposizione emerse dal dibattimento: si ritiene a tal proposito che la diversità sia un’inestimabile fonte di arricchimento ma che sia altresì doveroso tenere ben presente quali siano le proprie radici storiche e culturali. Di certo, l'instabilità politica che il nostro Paese ha vissuto fin dall'alba dei tempi fa sì che gli attuali 152 anni di unità siano ancora molto pochi per poter considerare quello italiano un popolo coeso e dalla forte identità nazionale (anche al di fuori delle partite di calcio, s'intende). Gli innumerevoli avvicendamenti delle dominazioni all'interno della Penisola hanno portato ad una frammentazione estrema di culture e tradizioni che fa letteralmente a pugni con lo sviluppo di un'epica nazionale approvata e riconosciuta da Bolzano a Lampedusa. Certo, l’ascesa e la caduta di Roma (attraverso tutti e tre i suoi periodi fondamentali di governo, non solo quello imperiale) sono state forse gli unici punti fermi e caratterizzanti dell’Italia tutta ma bisogna comunque ricordare molti aspetti che ne offuscano pesantemente la gloria e la leggenda: la guerra civile, gli imperatori corrotti e viziosi oltre ogni limite, la mitologia “copiata” dalla Grecia antica prima e distrutta dal Cristianesimo poi, ecc.
La Corte ritiene inoltre prive di fondamento giuridico le tesi (sia dell’Accusa che della Difesa) riguardanti la presunta ridicolezza nel trattamento di tematiche poco congrue con la storia patria o poco pertinenti con lo stile musicale proposto, rimettendo questo tipo di giudizio agli ascoltatori, i quali sono i veri artefici del successo o meno dei gruppi in questione.
Per i motivi esposti questa Corte respinge le tesi dell'Accusa e lascia piena libertà alle band italiane di proporre i testi che preferiscono senza alcun tipo di vincolo. Condanna però i gruppi folk metal ad una tantum di ripasso della storia italiana nella speranza che non venga persa la vastità del patrimonio culturale e storico della nostra Penisola.
Così è deciso, la parola ai Lettori.



Sambalzalzal
Mercoledì 11 Settembre 2013, 8.44.21
47
Deedeesonic@ purtroppo io penso si tratti di mancanza di educazione ad interagire con la cultura e quindi in definitiva il problema è una quasi totale e generale mancanza di cultura. Uno le cose vedendole da lontano può distorcerle a proprio piacimento. Avendole vicino è "costretto" a viverle con un certo senso di responsabilità ed impegno e questo da noi non sempre piace, anzi, non piace quasi mai. Ora hanno iniziato a parlare di investire FINALMENTE sull'educazione civica a scuola ed era veramente ora che lo facessero anche perché penso eravamo gli unici in Europa a non averla nei programmi didattici. Aspetta però, i romani ebbero similitudini forti con i vichinghi (ma anche con altre popolazioni) nella prima fase della loro storia quando per forza di cosa erano costretti a dedicarsi più alla sopravvivenza che alla progettazione di qualcosa di più grande. Se conosci la storia della faida tra Orazi e Curiazi (e si parla del regno di Tullio Ostilio, un 600 anni circa prima dell'avvento del cristo) li il romano superstite al ritorno in città uccidendo la sorella si macchia del reato di parricidio (eliminazione di un pari) e stessa cosa andava per i padri che potevano bandire da casa e dalle proprietà figli e figlie, potevano non riconoscerli come tali appena nati, avevano su di loro potestà e decisione ma mai diritto di morte. Senza una buona giustificazione (attentato della propria vita) sarebbero stati condannati a morte o all'esilio loro stessi. Successe con la prima repubblica invece a seguito del decentramento di un potere che permetteva più o meno a chiunque di fare ciò che si voleva specialmente a livello di mura domestiche che accaddero fatti in quel senso li ma con l'avvento dell'impero si ritornò a regolamentazioni che proteggevano membri di secondo piano della famiglia da eventuali abusi immotivati. I vichinghi (che poi erano una parte esigua della società scandinava del tempo) rimasero per problematiche puramente pratiche e di sopravvivenza legati ad aspetti piuttosto basilari dell'esistenza. I romani partirono da quel punto e progredirono anche avendo dalla loro una bella fortuna geografica, i nordici purtroppo non ci riuscirono. Intendiamoci, non li sto denigrando in nessun modo e comunque come sempre la ruota gira nella storia. Oggi come oggi noi rispetto a loro siamo fortemente indietro e dubito riusciremo a raggiungerli nel giro di pochi anni, semmai poi ci riusciremo davvero. Waste Of Air@ hai ragione, come darti torto del resto? Senza arrivare a Stratos o agli Area basta nominare Negazione e Raw Power da sempre adorati (ancora oggi) fuori ma mai apprezzati come sarebbe stato obbligatorio in patria. Non c'è nulla da fare!
waste of air
Mercoledì 11 Settembre 2013, 0.35.59
46
@sambalzalzal: anche noi abbiamo il nostro chuck shuldiner, si chiama demetrio stratos e lo ricordiamo in 4 gatti. Molti non sanno neanche chi è. Ci vuole Elio per parlare degli Area? IL gruppo prog assieme a pochi altri eletti. Se riusciamo a fare questo, non mi stupisco più di niente; però qualsiasi merda estera va bene, non siamo esterofili, siamo coglioni.
deedeesonic
Martedì 10 Settembre 2013, 18.55.12
45
@Samba, sull'ultima considerazione sono totalmene d'accordo!!! Ed è un'ulteriore prova del fatto che NOI non siamo capaci di valorizzare il tesoro che possediamo! Quindi è colpa nostra e di nessun altro.Infine se mi permetti di essere puntiglioso, anche nelle famiglie romane il padre aveva diritto di vita e di morte su ogni altro componente, e i Vichinghi erano un popolo di razziatori/nomadi e i romani razziatori /conquistatori.Questa è la sottile differenza
Sambalzalzal
Martedì 10 Settembre 2013, 18.40.22
44
deedeesonic@ sul discorso musicale siamo d'accordo e a me personalmente fa sempre parecchio male sentire parlare bene di bands italiane da artisti stranieri e rendermi conto invece che qui da noi la maggioranza delle persone (quando non le disprezza per partito preso) le ignora totalmente. Se lasciamo fuori il fattore esterofilia altre spiegazioni non ne trovo e neanche vorrei trovarne perché poi entrerebbe in campo l'idiozia e l'ottusità Per quanto riguarda i romani: assolutamente non erano dei santi! Ci mancherebbe anche! ma neanche i vichinghi erano quel popolo di festaioli burloni che tante volte fa piacere credere alla gente! Oh, consideriamo il fatto che il buon 90% di chi sta in fissa per i vichinghi ha basato la propria conoscenza della materia sui testi delle bands che ne parlano ed i fatti storici sono altra cosa. Ammazzavano i frati ma si ammazzavano anche tra membri della stessa famiglia per spicce questioni legate all'eredità. Se hai letto la Saga Degli Uomini Delle Orcadi allora penso che potrai convenire con me su questa cosa qui. Anche i Vichinghi trafficavano con gli schiavi peraltro. Donne specialmente predate in Est Europa e rivendute in Medio Oriente. Il motivo percui non riuscirono a fondare un "impero" alla romana fu per un discorso legato alle condizioni climatiche dei propri luoghi natii ed alla mancanza di risorse sugli stessi e non ultimo il fatto che non avevano senso di lungimiranza ed erano al contrario dei romani molto fatalisti. Il mio punto era più o meno questo: con tutti i secoli di storia che abbiamo alle spalle (non parlo solo di Roma ma anche di medioevo e rinascimento) quanto bisogno effettivo c'è di andare altrove a cercare il "bello" o il "sogno"? Soprattutto perché!
deedeesonic
Martedì 10 Settembre 2013, 17.54.42
43
Io mi autoaccuso di essere esterofilo, ma prima di essere giudicato vorrei prima spiegarne il perchè. Io amo l'Italia e questo amore mi porta a voler essere orgoglioso di ciò che questa terra può produrre, ma purtroppo scontrandomi con la realtà delle cose, sono costretto ad ammettere che ciò che viene fatto fuori dai nostri confini è oggettivamente migliore! C'è poco da fare! Quando poi ogni tanto, dal nostro stivale, emerge qualcosa di veramente degno di nota, qui da noi non li caghiamo di striscio, mentre all'estero viene riconosciuto il loro valore...Ad esempio io sono venuto a conoscenza degli Elvenking (gruppo di Pordenone) leggendo un'intervista a Jon Oliva in cui gli veniva chiesto se c'erano realtà musicali italiane che gli piacevano, menzionò la suddetta band. come se non bastasse girando per l'europa becco i loro concerti quasi senza volerlo, e qui in Italia (e io stò a 40km da Pordenone) non ho mai visto una loro locandina.Infine vorrei dire a Samba (se ho interpretato bene il suo pensiero) che i Romani non è che fossero dei santi; hanno basato il loro Impero sulla schiavitù e le atrocità che venivano inferte ai nemici erano di una crudeltà indicibile, e anche riguardo i Vichinghi da quello che sò io non è che fossero proprio come li hai descritti. Questo il mio pensiero.
Sambalzalzal
Martedì 10 Settembre 2013, 17.24.51
42
Beh argomento questo che mi fa sempre accapponare la pelle e girare le palle. C'è poco da fare, noi italiani, la maggior parte di noi, perlomeno, siamo un popolo a cui piace il fattore esotico. Piace il non toccare con mano ed immaginare tutto. Se da una parte questo è molto poetico è anche vero che è pure molto stupido. Lascio fuori risvolti sociali ed economici ma il discorso è estendibile anche a quelli nella vita di tutti i giorni. Io credo che l'amore verso la mitologia o l'immaginario vichingo siano da considerarsi come una fuga dalla realtà. Se si fosse venuta a creare la tendenza del roman metal (magari!!!) ci si sarebbe dovuti scontrare con elementi molto reali come per esempio visite ai fori, al Colosseo e ai 7 Colli Fatali (appunto Nerkiopitecho@), approfondimenti alla lingua latina.... voglio dire... conosco gente che vivendo a Rm da 50 anni queste cose non le ha mai neppure viste di sfuggita, figuriamoci. Poi c'è il discorso del capello lungo alla "vichinga"... delle bevute di birra..... ecco penso che questi due elementi da soli abbiano fatto veramente la differenza in questo senso. Certo è più facile buttare merda sulla storia di Roma antica solo perché nei secoli qualche rotto in culo ne ha usato la simbologia a scopo politico ma chi magari ha letto qualcosa più nello specifico sulla tradizione nordica penso concordi con me che anche li le cose a parte tre bevute l'anno in occasione di festività religiose non è che fossero tutte rose e fiori. I vichinghi erano i reietti ed i lavativi della società del tempo che venivano allontanati dai centri rurali o dediti alla pesca a forza di calci nel sedere. O morivano o si davano alla pirateria. La società norrena si basava sul concetto di faida e sul delitto d'onore che non mi pare sia poi tanto diverso da certi valori "fascisti". Ma magari sono punti di vista e mi sbaglio io... ma ancora: a quanti di voi sarebbe piaciuto essere estratti a sorte ad Uppsala per battezzare nel sangue i nuovi drakkar? Prendevano un uomo a caso (che sicuramente avrebbe accolto la notizia con gioia) lo legavano sui rulli sopra i quali sarebbero state fatti scivolare gli scafi e voilà. Qualcuno ha mai sentito parlare dell'Aquila di Sangue o del Fantoccio di Sangue? Simpatiche pratiche riservate più per scherno che per effettiva necessità di punizione ai nemici (anche all'interno della stessa famiglia). Di bands che hanno provato a fare qualcosa appunto ce ne sono e ce ne sono state (qualcuno si ricorda anche i Centurion?) Draugr, Rosae Crucis, tutte purtroppo messe in croce sempre per gli stessi motivi stupidi. Bah!
Djkelino
Sabato 7 Settembre 2013, 14.33.48
41
I Romani stessi, come si dice nell'articolo, hanno copiato la loro mitologia e lo stile architettonico dai greci .____. Esterofili, dall'inizio alla fine, questo siamo :lol:
arlume
Domenica 14 Luglio 2013, 21.32.39
40
=>dei WHITE SKULL!
arlume
Domenica 14 Luglio 2013, 21.29.50
39
secondo il mio parere DUE DISCHI ITALIANI VALIDI con tematiche mitologiche (da riscoprire per chi se li fosse persi a suo tempo) sono: "public glory, secret agony" & "tales from the north" dove musica e testi vanno a braccietto
LAMBRUSCORE
Domenica 14 Luglio 2013, 20.29.08
38
Non mi sembra siano stati nominati i marchigiani / romani Centvrion, visti anni fa live, sono bravi, "difficile" immaginare le loro tematiche, buoni anche i loro album.
Unia
Domenica 14 Luglio 2013, 15.09.12
37
In fin dei conti, moltissime band parlano "superficialmente" della storia/cultura antica e folkloristica. Di band metal che trattano temi romani ci sono i nostrani Ade, i Sangvis Imperem dalla California - buoni tecnicamente, molto meno liricamente, per non parlare del progetto tedesco Triarii e di altri gruppi martial industrial (Legionarii) . Sicché mi trovo neutrale rispetto alle due tesi.
vecchio peccatore
Domenica 14 Luglio 2013, 11.54.22
36
Prima di esprimere il mio parere devo dire che, personalmente, non mi piacciono molto le tematiche storiche nella musica, le considero francamente noiose, tutto questo senza negare la bravura e la cultura di chi scrive i testi. Respingo totalmente l'accusa per un semplice fatto: uno ha il diritto di parlare di ciò che gli pare, senza vincoli di nascita. Non credo inoltre che i gruppi Metal possano "salvare" la storia del nostro paese, lì deve mettercisi il singolo, senza contare che, se anche molti gruppi nostrani iniziassero, per esempio, a parlare di romani, non penso avrebbero un seguito molto ampio. Ah, un'ultima cosa, detta scherzando: sarà che a molti non piace riconoscersi nei romani perchè questi erano, per molti versi, di un'antipatia fuori dal comune ?
Tizi1970
Sabato 13 Luglio 2013, 22.04.11
35
Comincerei con il dire che, per quanto riguarda l'essere appellati come fascisti solo perchè si scelgono certe tematiche, vale pure per la mitologia nordica e simili. Quindi io me ne fregherei di certa gente che passa la vita a decidere cosa è fascista e quindi da bollare e cosa invece va bene (ma non è un atteggiamento fascista questo?). Scegliete le tematiche che preferite e fregatevene. Ma poi perché Gigi Proietti ha potuto mettere in musica i 7 re di Roma e non gli hanno detto nulla e ad un gruppo metal dovrebbero dire qualcosa? Per il resto, ci sarebbe da fare una considerazione. Una cosa non valutata nel processo, ovvero le origini di chi sceglie certe tematiche. Nel senso che, siamo italiani perchè siamo nati in Italia, ma sappiamo che nei secoli scorsi nel nostro paese ci sono venuti tutti. Magari un pugliese con occhi azzurri e capelli biondi ha più motivo lui di cantare le lodi di Odino, essendo probabilmente discendente dei Normanni che si stanziarono nella sua regione, piuttosto che un tedesco che magari ha origiini turche. Non pensate? Allora come la mettiamo? Tutti a cercare se tra i nostri antenati c'è stato qualche vichingo?
Nerchiopiteco
Sabato 13 Luglio 2013, 14.45.28
34
beh, le prime cose che si imparano a scuola sono i 7 re e i 7 colli di Roma: chi li ricorda?
Radamanthis
Sabato 13 Luglio 2013, 11.59.14
33
Nerchiopiteco infatti ho parlato di nozioni scolastiche, non sono andato nel dettaglio!
Nerchiopiteco
Sabato 13 Luglio 2013, 11.25.44
32
oddio Radamanthis io non ne sarei così sicuro, non credo che tutti sappiano chi fosse Lucio Giunio Bruto (non Marco) o Orazio Coclite (altro che Leonida), i 306 della gens Fabia... tutti poi avranno almeno una volta usato l'espressione "mettere la mano sul fuoco", ma poi in quanti effettivamente sanno da dove viene? Tarpeia, il famoso "Vae Victis", e queste sono solo le più comuni!!!ci sono talmente tante storie che giusto uno studioso universitario o grande appassionato può conoscerle tutte, quindi più che il materiale manca la volontà.... il perché poi è un mistero, non capisco perché un uomo che si batte da solo contro un esercito per difendere un ponte sia meno "fomentante" di un vichingo che beve e che razzia; e se non le raccontiamo noi queste storie chi lo deve fare? Dobbiamo farci raccontare la nostra storia da Virgin Steele e Manilla Road? (che comunque lo fanno benissimo)
Radamanthis
Sabato 13 Luglio 2013, 11.08.01
31
Azz, non pensavo fosse così tragica la situazione...
Raven
Sabato 13 Luglio 2013, 10.59.11
30
Sottolineo che sono assolutamente a favore dell'uso di ciò che abbiamo a disposizione in Italia, ma avendo avuto a che fare professionalmente con l'insegnamento, ti assicuro che mediamente la situazione è deprimente. Non prendere per base queste discussioni, chi arriva a leggere un pezzo come questo è già per forza di cose non rappresentativo della media, quindi fa testo fino ad un certo punto.
Radamanthis
Sabato 13 Luglio 2013, 10.55.25
29
Beh Raven non sono propriamente d'accordo con te, mi spiego: la nostra cultura, quella italiana, legata all'impero romano e comunque discendente dalla storia di Romaè conosciuta si da tutti, anche solo a livello scolastico. Inoltre, sempre almeno a livello scolastico, la cultura classica mediterranea (graci, fenici & c.) e abbastanza diffusa nel popolo italiano e certamente più rispetto alle culture orientali o norree. Poi se prendiamo l'esempio dell'ignorante di turno (nel senso che ignora la storia ok, sarà uno o che si è fermato alla 5°elementare o semplicemente ha rimosso certe nozioni) ma penso che al di là della passione per la conoscenza della storia certi concetti di base ti rimangono inculcati mentre certe tradizioni sentite nominare solo di passaggio o le hai approfondite di tuo o non ne puoi essere venuto a conoscienza. Poi ripeto, ho fatto un discorso basando sul sapere a livello scolastico non universitario - post universitario - master in storia ecc. Infine da dove provieni tu (Sicilia) hai certamente un unione di culture così come gli abitanti di ogni regione di confine d'Italia ma senza entrare nel merito "regionale" e pensando alla storia "nazionale" non credo siamo così ignoranti!
Raven
Sabato 13 Luglio 2013, 9.00.47
28
Francesco, sei seriamente convinto che se prendi 10 potenziali ascoltatori a caso, questi conoscano davvero la nostr storia? Se arriviamo a trovarne uno è grasso che cola. Senza contare ad esempio, che in certe zone (dove vivo io, ad esempio) convivono i discendenti di culture come quella araba e quella normanna, con i fasti delle stesse a circondarci e pochissimi che ne siano coscienti.
Cristiano
Sabato 13 Luglio 2013, 6.10.20
27
Concordo sia con l'accusa sia con la difesa, però pendo di più verso la prima. Per quanto io possa essere affascinato dalla cultura nordica (parecchio) mi farebbe molto piacere vedere gruppi italiani fare qualcosa legato alla nostra enorme ed importante storia, e magari andarne fieri anche un po' per quello che dice Alcibiade il Maialino nel commento 21 (senza nulla togliere al fascino del vivere in mezzo alla natura, gli dèi e tutto il resto). Io ascolterei gli Ex Deo, per esempio, solo per i loro temi, anche se musicalmente non mi fanno impazzire. Quindi spero in più band come Furor Gallico e Draugr, e spero che anche queste 2 continuino su quella strada
Francesco
Venerdì 12 Luglio 2013, 23.57.21
26
È la cosa più normale del mondo andare a cercare culture estranee alla nostra: quella "di casa" la conosciamo già, fa parte di noi e in alcuni casi la viviamo ancora, di quella norrena, di quella celtica, di quella araba, di quella cinese non sappiamo nulla! Per questo cominciamo ad ascoltare prima di tuttto gruppi che vengono da fuori (e quindi quando decidiamo di suonare andiamo prima ad imitare loro), perché l'ignoto ci incuriosice. Sul discorso dell'impero romano, c'è un altro tipo di discorso "politico" da fare. I romani costruirono, appunto, un impero e impero=potere militare su altri. E se il potere, la potenza, in generale al metallaro piace, il fatto che questo potere fosse dominio su altri popoli fa incazzare l'ascoltatore di folk/epic/viking/ecc come poche altre cose!
Northcross1
Venerdì 12 Luglio 2013, 20.18.59
25
Roman metal, Egyptian metal, grec metal, Spartan metal... Queste sono le prossime etichette ahah
Painkiller
Venerdì 12 Luglio 2013, 19.48.31
24
Secondo me un Roman metal funzionerebbe eccome e sarebbe pure molto esportabile. La nostra storia é incomparabile. Ma lo è anche il nostro territorio. Eppure non sappiamo valorizzare né la nostra storia é cultura né il nostro territorio col turismo....non siamo un popolo ma un insieme di persone unite sotto una bandiera che non riconosciamo e censurati da un Vaticano che non ci rappresenta. Se non ci crediamo noi in noi stessi non possiamo essere credibili all'estero no?
Radamanthis
Venerdì 12 Luglio 2013, 19.44.16
23
Sono tra quelli che sono sempre stati affascinati dai miti nordici, dalle tradizioni nordiche ma non disdegno la storia italiana e quella classica greca / romana però se dovessi sentire una band greca (tanto x fare un esempio) suonare viking con tanto di cornamuse e kilt scozzese un pò di scetticismo mi assalirebbe...no? Idem se una band originaria della Lapponia si mettesse in armatura romana a narrare di lotte tra Zeus e Ade...dai, a ognuno il suo che non fa male...un pò come donne e buoi dei paesi tuoi, ci aggiungerei anche il sacro metallo!
Gokronikos
Venerdì 12 Luglio 2013, 19.14.46
22
L'Italia è fallita, presto la nostra storia sparirà nel dimenticatoio, solo allora sarà interessante parlarne. Se lo si facesse ora si sarebbe solo dei fasci o pidiellini, e si sa, ciò che tira è il nostalgico!
Alcibiade il Maialino
Venerdì 12 Luglio 2013, 18.01.02
21
Poche cose ma pesanti come macigni..... Quando i nostri avi avevano l' acqua calda nelle case i loro ancora vivevano sugli alberi. Mi fanno ridere quei gruppi italiani che cantano in norvegese ed adottano nomi legati alla mitologia nordica...poveri sfigati.
il vichingo
Venerdì 12 Luglio 2013, 16.29.43
20
Potrei grossomodo trovarmi d'accordo con " l'accusa ", diciamo che come detto da altri il Viking Metal è diventato una sorta di moda e quindi tutti a parlare di vichinghi senza che questo sia un problema, per carità, per quanto mi concerne un eschimese può parlare di Anubi e Seth così come un romano de Roma può fare il concept su Quetzalcoatl. Però, allo stesso tempo, come detto abbiamo le carte in regola quindi se in Amerregga hanno tirato su il Cascadian black tanto per citare un filone a caso perchè qui non diamo vita ad un bel filone di Roman Metal, proprio come avevo scritto tempo fa nel topic citato da Nerchiopiteco? Quoto Requiem: si prenda esempio dai Draugr.
Celtic Warrior
Venerdì 12 Luglio 2013, 16.26.25
19
Furor Gallico e ho detto tutto.
Nerchiopiteco
Venerdì 12 Luglio 2013, 15.54.00
18
Raven ha riassunto parte del problema in poche parole: inutile dire quanto sarebbe bello trattare questo o quel tema se poi quando i dischi escono nessuno se li fila, ed a parte gli Astaroth mi viene in mente anche l'ultimo dei Martiria, anche se di minor livello, ROMA S.P.Q.R....più romano di così
Northcross1
Venerdì 12 Luglio 2013, 15.48.49
17
Alexander the Great His name struck fear into hearts of men Alexander the Great Became a God amongst mortal men Dissero gli Iron Concordo l'accusa e con Delirious. Ammetto che anche io amo le leggende nordiche, ma di band che hanno questi temi ce ne sono fin troppe! Largo ad altri temi, come le conquiste Romane, i Greci, gli Spartani anche la cultura Egizia è stupenda ecc...
xXx
Venerdì 12 Luglio 2013, 15.39.40
16
nn so il perchè ma le culture straniere soprattutto nordiche mi affascinano di più risetto a quelle mediterranee. quoto il post 6!
LAMBRUSCORE
Venerdì 12 Luglio 2013, 15.13.35
15
Ben detto Delirious Nomad, se poi vuoi delle storie arabe, basta che vieni nella piazza del mio paese, ne puoi sentire finchè vuoi....ammesso che tu comprenda i discorsi....
Delirious Nomad
Venerdì 12 Luglio 2013, 14.52.05
14
Con l'accusa tutta la vita: amo la storia romana (ma non solo, anche quella etrusca o degli altri popoli italici vale... i Draugr ne sanno qualcosa!) e penso che di concept sull'asrgomento se ne potrebbero creare infiniti: un'opera sulla vita di Cesare? Di Traiano? Di Nerone anche, perchè no? Ma più in generale vorrei che le tematiche si avvicinassero al mondo mediterraneo o comunque si discostassero dagli stereotipi: abbiamo amato le leggende irlandesi e le storie celtiche di Artù, abbiamo adorato i canti vichinghi di Quorthon. Ora questi argomenti sono saturati, perchè non volgersi verso nuovi orizzonti? Una delle conquiste più incredibili della storia ad esempio, l'impero Arabo. Oppure LA conquista più grande della storia, Gengis Khan. Tamerlano, i Fenici, le guerre persiane, Atene, l'Egitto... Ce n'è! E non è necessario fare Epic per parlarne: Gli Ade hanno scritto un concept brutal su Spartacus.
Theo
Venerdì 12 Luglio 2013, 13.53.45
13
Dico solo un nome... DRAUGR!
Raven
Venerdì 12 Luglio 2013, 13.15.34
12
I Tarchin Fist sono regolarmente presenti nel nostro DB.
LAMBRUSCORE
Venerdì 12 Luglio 2013, 13.04.05
11
"Quindi", correggo...e scorreggio....
LAMBRUSCORE
Venerdì 12 Luglio 2013, 13.01.44
10
D'accordo con la Carolina, seguendo il tuo concetto, domani vado a vedere vari gruppi hardcore e mi porto dietro molotov, spranghe, manifiesti antigoverno, casco, spray, tuta ignifuga,ecc ... solo per far capire che la penso come loro.se però in mezzo c'è qualche gruppo straight edge, allora niente alcool, salsicce e figa, ok? Ah no, lo SXE è nato in America,sarei esterofilo, quindo non va bene....allora sì ad alcool, salsicce e figa.
CowboyFromHell
Venerdì 12 Luglio 2013, 12.49.19
9
Neanche io li seguo molto, li ho conosciuti in modo extra-musicale e avrò sentito giusto uno o due pezzi.
Requiem
Venerdì 12 Luglio 2013, 12.44.31
8
@ CowboyFromHell sinceramente non ho mai ascoltato nulla di loro, corro ad acculturarmi
CowboyFromHell
Venerdì 12 Luglio 2013, 12.24.52
7
@ Requiem Se non sbaglio i Tarchon Fist hanno un immaginario molto legato alla cultura Etrusca, anche se non so esattamente se abbiano concepito un concept su di loro.
CowboyFromHell
Venerdì 12 Luglio 2013, 12.23.03
6
Mi dichiaro neutrale. Da una parte bisogna effettivamente riscoprire la propria storia e la propria cultura, non solo quella romana ma anche quella medievale eccetera. Dall'altra non biasimo i gruppi italiani che narrano di vichingi. A mio parere il popolo vichingo è molto più "Metal" dell'Impero Romano. Per esempio, se non erro i Romani quando andavano in battaglia erano noti per la loro disciplina ferrea, mentre i Vichingi erano più disordinati e selvaggi, si truccavano per intimorire il nemico eccetera, quindi sono molto più vicini all'immaginario Metal.
Requiem
Venerdì 12 Luglio 2013, 11.50.23
5
Per quanto mi riguarda, Kara ha espresso esattamente il mio pensiero. Con l'immenso patrimonio storico che abbiamo, cercare a tutti i costi di fare i vichinghi mi sembra quanto meno controproducente. D'altra parte anche altre culture hanno influito sulla nostra, quindi parlare di Celti o Normanni non sarebbe così sbagliato. E allora perché non farlo? Perché non ripescare gli Etruschi? Chi ma hai parlato degli Etruschi!? Mi rendo conto che la loro storia è enigmatica, ma questo non sarebbe un punto di forza in un ipotetico Concept su di loro? P.S.: Lode al coraggio dei Draugr. L'Italia prenda esempio da loro.
Lizard
Venerdì 12 Luglio 2013, 11.06.50
4
Sono anch'io tra coloro che ritiene che la storia e la cultura d'Italia siano talmente ricche che andare a prendere in prestito le mitologie altrui sia abbastanza superfluo. Fermo restando ovviamente che ognuno si identifica nei valori che ritiene più opportuni e consoni alla propria visione del Mondo e della vita. Se non si vuole ricorrere per forza all'Imper Romano, ebbene, c'è solo l'imbarazzo della scelta e dico solo Etruschi, per dire di un mondo meraviglioso e ricchissimo che così poco noi italiani conosciamo (anche per colpa dei Romani, in realtà!). D'altra parte, mi permetto di aggiungere che tra le molteplici dominazioni estere e in quel periodo così noioso da studiare pieno di date e battaglie perdute nel tempo che è il Medioevo, in Italia possiamo vantare e ricordare una delle dominazioni Normanne più significative e importanti di tutta l'epopea, che fece della Sicilia e di buona parte del Sud Italia uno dei centri più ricchi e importanti culturalmente, politicamente e burocraticamente di tutto il periodo storico (anni nei quali, peraltro, cominciò seriamente a nascere l'italiano come lingua che solo secoli dopo sarebbe diventata quella nazionale, tramite il fiorentino). Non ci sarebbe nulla di male, anche in questo senso, ad attingere alla nostra storia, se proprio di Normanni volessimo parlare.
Raven
Venerdì 12 Luglio 2013, 10.09.23
3
Faccio notare che il recente concept degli Astaroth sull'impero romano è passato quasi inosservato.
jar jar binks
Venerdì 12 Luglio 2013, 10.04.24
2
Della difesa non condivido il concetto che certe tematiche nostrane sforino dall'ambito metal. Rinascimento incluso, basti pensare ad un capolavoro come Eppur si Muove degli Haggard: ovviamente gruppo tedesco. Pensiamo a quale forza, quale impatto concettuale potrebbero avere artisti quali Leonardo da Vinci (anche se poverino già ultrasfruttato), ma anche Macchiavelli, Giordano Bruno (bisognava aspettare Caparezza per una dedica al filosofo) o altri ancora. Guardatevi per esempio Hannibal di ridley Scott e ditemi che le scene descritte dallo stesso Anthony Hopkins al poliziotto non sarebbero perfette per un qualunque disco metal sia esso thrash, brutal o appunto folk. Poi ovviamente la colpa è in gran parte del pubblico che preferisce tematiche e gruppi stranieri, magari perchè meglio pubblcizzati o effettivamente molto bravi. Come dice la sentenza quindi: che i nostri si ripassino la storia ma per il resto sto con l'accusa.
Nerchiopiteco
Venerdì 12 Luglio 2013, 10.00.21
1
In un topic del forum, "Il folk metal è un genere chiuso?", si parlava proprio di questo; ci sono tante sfumature da analizzare: in primis quello più terra terra, cioè il lato commerciale..il viking, mi e vi chiedo, può essere ormai considerato a tutti gli effetti un genere? Ormai si, esiste il Viking Metal ma non, purtroppo, il Roman Metal, ed è sicuramente più immediato e vendibile...insomma per dirla breve il vichingo in modalità berserk che brandisce l'ascia a bipenne è la moda del momento!! Da non sottovalutare poi è il polverone alzato sui Draugr, e Blackster giustamente diceva che "da noi se parli di antichi romani sei un fascista, se parli di storia sei un superfascista, se parli di patria e nazionalismo sei un superubermegafascista". Non sono d'accordo sul fatto che si debba parlare solo della mitologia della propria terra, anche perché la mitologia norrena ha molto in comune con quella greco-romana ed interessante vederne le similitudini, e poi non dimentichiamoci che esistono giapponesi che credono in Gesù, nato a qualche km di distanza; certo è che potremmo sfruttare un po' di più il materiale che abbiamo: anche solo sui nemici sconfitti dai romani, come ricordavo nel topic, si potrebbero scrivere intere discografie, figuriamoci sui romani vincitori....
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