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PROMETHEUS - #5 - Johann Sebastian Bach, la Grande Fuga verso l'Immortalità
18/07/2013 (5538 letture)
Come dice quel vecchio adagio: non c'è quattro senza cinque. Beh, forse l'originale non suonava esattamente così, ma quel che è certo è che la serie Prometheus, continua con la sua quinta puntata anche in virtù del successo che avete deciso di tributarle. Quello che sottoponiamo oggi alla vostra attenzione è un compositore che è punto di fusione imprescindibile tra stile tedesco e raffinatezza italiana, oltre che altrettanto importante sotto il profilo della didattica: Johann Sebastian Bach.

RACCOMANDATI ECCELLENTI
Nato ad Eisenach, in Germania, nel 1685 da famiglia di notissimi musicisti da ben sette generazioni (tanto che nella zona d'appartenenza addirittura il suo cognome era passato nel linguaggio corrente quale sinonimo di "musicista"), egli riceve dal padre -musicista civico - le nozioni essenziali di clavicembalo e violino che lo avviano giovanissimo alla professione. Rimasto orfano di entrambi i genitori all'età di dieci anni, va a vivere presso un fratello, ovviamente anch'egli musicista, che lo cresce insegnandogli tutto ciò che sapeva. Nel 1699 vince una borsa di studio per accedere all'esclusiva Scuola di San Michele a Lüneburg, dove impara anche lingue all'epoca essenziali per la musica come il francese e l'italiano, cosa che ci indica come e quanto i tempi siano cambiati e come le gerarchie culturali siano mutate in peggio per noi. A questo periodo risalgono le sue prime composizioni ed i suoi primi viaggi per ascoltare concerti e stili altrui. Nel 1703 fallisce un'audizione importante per ricoprire il ruolo di organista a Sangerhausen, ma in realtà dietro al risultato negativo si nasconde una potente raccomandazione del principe Giovanni Giorgio di Sassonia-Weissenfels a favore di una persona di suo gradimento. Come vedete, cambiano le mode, le società, i costumi, le tecnologie, ma certe cose non cambiano mai. Semmai si diffondono maggiormente, ma non cambiano. Poco male: dopo quella porta malamente chiusa in faccia, per Bach si apre quella di musicista di corte presso la cappella del duca Giovanni Ernesto III a Weimar. Per poco tempo, inoltre, ricopre il ruolo di organista della chiesa di San Bonifacio ad Arnstadt.

CHI VIENE A FARE UNA PASSEGGIATA CON ME?
La passione per la musica lo divora in un modo che forse è paragonabile alla "sindrome da astinenza" che coglie alcuni di noi quando non assistono ad un concerto dal vivo per troppo tempo, oppure quando sono in attesa dell'uscita del nuovo album di un artista che ci sta particolarmente a cuore. Quanti di noi, però, prenderebbero un permesso di un mese dal lavoro (diventati poi quattro senza autorizzazione) al fine di recarsi a piedi ad un concerto distante 400 km. da casa? Lui sì, per andare a Lubecca a sentire Dietrich Buxtehude, strumentista e poeta molto noto all'epoca, anche a causa dell'allestimento scenico messo in piedi per l'occasione dall'interessato, che prevedeva quaranta musicisti disposti su quattro balconate. Come dire: il corrispondente di un mega-concerto odierno. Pur considerando quanto i tempi e le possibilità di spostamento siano mutate nel tempo, rimane sempre un episodio paradigmatico per descrivere il suo trasporto per l'arte di Euterpe. Rientrato come se niente fosse con il leggero ritardo di cui sopra, mostra miglioramenti enormi nelle variazioni e nelle armonie. Evidentemente era riuscito a carpire i segreti di Buxtehude e probabilmente, proprio in conseguenza di ciò, gli viene offerto il posto di organista della chiesa di San Biagio a Mühlhausen. Trovata una certa sicurezza economica, sposa la cugina Maria Barbara Bach, mentre sul lavoro si distingue anche per il progetto di ricostruzione dell'organo.

SFIDE E "FUGHE"
Nel 1708 il nostro ottiene uno "scatto di categoria", cioè il posto di maestro di concerto ed organista di corte di Guglielmo Ernesto di Sassonia presso la Corte Ducale di Weimar, dove si segnala maggiormente come compositore e non solo come esecutore, producendo la maggior parte delle sue fughe. Notissimo a questo proposito Il clavicembalo ben temperato, non solo per i contenuti contrappuntistici, ma anche per la completa esplorazione delle possibilità tonali. Nel 1713 entra in contatto con una grossa collezione di spartiti italiani che lo impressionano fortemente, tra cui la formula del "concerto grosso". Comincia a lavorare sull'Orgelbüchlein, opera didattica per organisti volta allo studio dei corali ed all'uso del pedale. Insomma: una specie di manuale come oggi possiamo trovarne in libreria e nei negozi di strumenti musicali, firmato dai musicisti più noti. Nel 1717 si sposta a Dresda, dove accade qualcosa che ci riporta alle "battaglie musicali" già incontrate in occasione della puntata riguardante Beethoven, ma stavolta con due soli contendenti in gara. Egli infatti, sfida pubblicamente il francese Louis Marchand, ex organista del re a Versailles dal carattere irrequieto che gli attira parecchie antipatie. Sembra che l’evento sia stato organizzato dietro le quinte da Volumier, al quale Marchand aveva soffiato la carica di organista della corte polacca, utilizzando Bach per fargli fare una brutta figura pubblica, cosa che puntualmente avviene, col francese ridicolizzato e costretto a tornare in patria, tanto lo smacco è stato pesante. L'episodio è comunque controverso e le ricostruzioni più d'una.

13 + 7 = 20
L'aria di Weimar comincia a farsi pesante, Bach subisce un fermo di un mese (probabilmente perchè cercava già un altro impiego), per poi trasferirsi alla corte del principe Leopoldo quale suo nuovo maestro di cappella. Di questo periodo sono i Concerti Brandeburghesi, ma anche le sonate e partite per violino solo, la partita per flauto solo e varia altra musica strumentale. Nel 1720 però, mentre si trova all'estero insieme al principe, la moglie muore. Non resta vedovo a lungo, dato che nel 1721 conduce all'altare la giovanissima Anna Magdalena Wilcke, soprano diciannovenne da poco conosciuta dall'artista, che gli regalerà tredici figli che andranno ad unirsi ai sette già avuti dalla precedente relazione, anche se molti di loro moriranno in tenera età. Sempre nel corso del 1720 cerca di concorrere per il posto da organista della Jacobikirche di Amburgo, ma non può esibirsi in quanto il principe Leopoldo lo richiama a sé. Le autorità ecclesiastiche continuano però a rimandare la nomina conoscendo la sua bravura e sapendo che Bach è il migliore sulla piazza. Alla fine egli spedisce una lettera con cui si candida alla carica pur non avendo sostenuto la prova pratica, ma la cosa non si concretizza in quanto rifiuta di versare il consistente obolo alla chiesa che la prassi richiedeva quale "ringraziamento" per avere l'incarico, che di conseguenza finisce ad un meno dotato, ma più ricco collega. Anche in questo caso, certe cose non cambiano.

SE NON C'E' DI MEGLIO..
Nel 1723 diventa -non come prima scelta- direttore musicale della chiesa di San Tommaso in quel di Lipsia. A titolo di curiosità, infatti, si può riportare l'intervento di un consigliere comunale, il quale a proposito della sua nomina dichiara: "visto che non si poteva ottenere il meglio, si doveva accettare una soluzione mediocre". Insomma: come spesso accade ed accadrà ai geni in ogni campo, anche Bach viene praticamente ignorato in vita dalla massa, rimanendo un fenomeno solo a livello locale, ma va anche sottolineato che gode comunque di molta considerazione presso le più eminenti corti dell'epoca, cioè i committenti. Ad ogni modo, l'incarico di Cantor et Director Musices si rivela più che positivo, visto che comprende la produzione di musica dedicata per le due più importanti chiese della città, incombenza che egli non solo accetta di buon grado, ma addirittura con entusiasmo, andando oltre il contratto e scrivendo musica d'alto livello come il Magnificat per il Natale e La Passione secondo Matteo, una delle sue opere migliori, la sua "grande Passione". Tanto è importante Bach per la musica religiosa, che l'anniversario della sua morte viene ricordato nel calendario liturgico dei Luterani. Nel 1731 unifica nella raccolta (anche questa, come vedete, non è roba moderna) Clavier-Übung -Esercizi per la tastiera- opere già edite, ancora a sfondo religioso. A questa ne seguiranno altre, poi note come Variazioni Goldberg dal nome di un suo allievo. Intanto diventa anche direttore del Collegium Musicum di Lipsia, istituzione in cui si eseguiva musica per divertimento e si discuteva di filosofia della musica, tenendo anche numerosi concerti basati su composizioni stavolta non a sfondo religioso. Nel frattempo comunque, compone il Kyrie ed il Gloria della Messa in Si minore. Tutto questo lo pone in contatto con ambienti universitari in cui si inserisce bene, tanto da avere da alcuni di loro i libretti per alcune opere fino a stringere legami di famiglia con i più intimi. Fa amicizia con Picander, librettista e poeta di buona notorietà. Nel 1747 lo troviamo presso la corte di Federico II di Prussia, dove gareggia amichevolmente col re, buon musicista. Ne approfitta per far avere al regnante l'Offerta Musicale. Lavora anche a L'Arte Della Fuga che uscirà postuma e sarà considerata basilare per l'analisi della tecnica in polifonia.

VORREI VEDERE (UN MEDICO)
Come accaduto a tantissimi uomini del suo tempo, anche Bach va incontro ad inconvenienti di salute, in particolare alla vista, con problemi di miopia che diventano gravi intorno al 1750, anche perchè accompagnati da intensi episodi dolorifici; nell'arco di poco tempo diventa non vedente. Le autorità manifestano la propria vicinanza all'eminente musicista dandolo direttamente per morente ed iniziando la ricerca di un sostituto. A questo punto Bach si affida alle cure di John Taylor (un cialtrone autonominatosi chirurgo personale del re Giorgio II di Gran Bretagna e del Papa) di passaggio a Lipsia e passato alla storia per gli innumerevoli danni provocati agli sventurati affidati alle sue poco sapienti mani. Il ben poco eminente medico in questione, oltre a rovinare Bach, è noto anche per aver accecato Händel, per poi morire cieco a sua volta. Il compositore -che presumibilmente soffriva di glaucoma- si fa operare al cristallino con tecnica sopraffina che prevedeva l'inserimento di un ferro nella cornea con cui manipolare la cataratta. Il risultato è che alcune settimane dopo l'operazione, improvvisamente la vista ritorna, salvo poi essere colpito da ictus alcuni minuti dopo il miracoloso evento, in realtà perfettamente spiegabile scientificamente. Muore dopo dieci giorni, il 28 Luglio del 1750, probabilmente per le conseguenze della non perfetta sterilizzazione degli strumenti usati da "flagello" Taylor e viene seppellito a Lipsia. Quando la chiesa dove era inumato fu dichiarata da abbattere, la salma fu esumata e trasferita presso quella di S. Tommaso. Nel 2008 le tecniche di scansione laser del cranio ora disponibili hanno permesso di ricostruirne il vero volto, che potete osservare in una delle foto allegate all'articolo.

Bach risulta fondamentale per la contrappuntistica e per le sue articolatissime armonie ma, come al solito, qui mi fermo per lasciare il giusto spazio agli approfondimenti di Giovanni Perin "Giomaster", il quale ci condurrà per mano tra note del compositore, approfondendo l'aspetto prettamente tecnico della sua opera.

GEOMETRIE DI SOVRAPPOSIZIONI
Ciò che l'era moderna deve a Bach non è solo un tributo della sua grandezza, non sempre riconosciutagli durante la propria vita, ma un vero e proprio monumento alla genialità delle soluzioni da egli adottate, in cui le idee melodiche sono piegate dalle regole per poterne fare ciò che il compositore voleva. Bisogna dare atto al tedesco di aver sviluppato durante la propria vita una vera abilità nella quadratura del cerchio, sostenuta da una solida preparazione tecnica e ancor più dalla sua padronanza della teoria musicale.
A differenza di molti compositori che verranno dopo di lui, Bach non è interpretabile facendo semplice affidamento ai sentimenti, ma va compreso nella propria grandezza grazie allo studio, alla comprensione e all'approfondimento delle sue opere. Contrappunto e canone, composizione che prende il nome dal greco "kanon" (bastone diritto, regolo) in cui un tema viene sviluppato, ripreso armonizzato e sovrapposto all'originale, diventeranno i fulcri dell'opera bachiana: il primo sviluppato all'inverosimile e studiato ampiamente in tutta la produzione (svettano tra le molte opere i Preludi, Toccate e Fughe per organo e Il Clavicembalo Ben Temperato); il secondo come espediente per creare intrecci la cui complessità è seconda solo all'abilità con cui tutte le voci sono incastonate al posto giusto.

STREBEN ANTE TEMPORE
Questi due strumenti, in mano ad una mente che padroneggiava ampiamente gli strumenti del corpo (mani, orecchio, capacità di mnemonica), hanno permesso al turingiano di dare un'incredibile dimostrazione del proprio valore alla corte di Federico il Grande di Prussia, improvvisando (e poi trascrivendo) una fuga a più voci sulla base di un banale tema dettatogli dallo stesso sovrano. Una successiva rielaborazione di quanto prodotto in quella sede, naturalmente fossilizzato in un istante nella mente del compositore, ha dato origine alla raccolta Offerta Musicale, che contiene alcune delle più ingegnose e complesse elaborazioni armoniche bachiane, in cui spicca il forte uso del canone retrogrado. È peculiare notare come l'acronimo formato dalla prima lettera di ogni parola della dedica al sovrano costituisca la parola "ricercar", in duplice virtù di un omaggio alla forma compositiva in voga all'epoca e di un invito al monarca stesso ad approfondire quanto fosse stato celato all'interno delle opere che costituivano la raccolta.
Non solo la grande capacità di armonizzare, ma anche la volontà di esplorare contraddistinguono la spinta compositiva del tedesco: a partire dalle tonalità completamente sfruttate in molte sue composizioni, passando per gli intervalli, motivo per cui è stato necessario ricorrere all'appellativo "ben temperato", legato alla necessità di una fine regolazione dell'accordatura dello strumento per garantire l'eufonia nell'esecuzione di alcune sue composizioni. Infine, è da sottolineare l'esplorazione ai limiti delle possibilità degli strumenti dell'epoca, in particolare organo e clavicembalo a cui Bach era molto legato, culminata con la sua incompiuta Arte della Fuga.

UN RETAGGIO UNIVERSALE
Al genio tedesco sono stati tributati molti omaggi, dall'esecuzione dei suoi brani da parte di virtuosi shredder (da Yngwie J. Malmsteen, a Chris Broderick, a Jason Becker) a veri e propri tributi, come in Something Wild dei Children Of Bodom, in cui viene ripreso un passaggio della celeberrima Toccata e Fuga in Re minore in The Nail e alcuni passaggi dell'Invenzione n. 13 in Red Light In My Eyes pt. 1.

Quantificare in cosa consista il lascito di Bach non è cosa semplice: al di là del suo valore come compositore e del contributo allo studio musicale, al di là della delicatezza barocca delle sue opere sinfoniche (spiccano le quattro Suite Orchestrali e il ciclo di Concerti Brandeburghesi), al di là di alcuni dei temi più famosi ed entrati a far parte della vita di tutti i giorni (qualcuno ricorderà che Badinerie era anche la suoneria dei primi modelli di cellulare Nokia, l'Aria Sulla Quarta Corda estrapolata dalla Terza Suite Orchestrale ha accompagnato la sigla di molti dei programmi condotti da Piero Angela), rimane il gusto per alcune forme espressive che ci è stato tramandato, tra tutte la fuga che ancora oggi presenzia in numerose espressioni solistiche e non solo.



Arrraya
Mercoledì 24 Luglio 2013, 23.13.44
22
Anche a Bach manca il ritmo, e soprattutto manca la modulazione tra un centro tonale e un altro...ah ah ah
Victim of Fate
Lunedì 22 Luglio 2013, 21.29.46
21
Dimenticavo... I miei più sentiti complimenti a Jimi... Davvero impeccabile! Abbiamo in molti da imparare da te!!
Victim of Fate
Lunedì 22 Luglio 2013, 21.28.33
20
Quest uomo era un genio... A scuola studio meccanismi legati a qualsiasi elemento che spazia dalla tonalità alla forma del brano stesso inimmaginabili... Se entriamo a parlare delle fughe, poi, andiamo avanti a mesate... L' inventore del contrappunto. Oserei chiamarlo con il rispetto dovuto un " folle ". Bellissimo articolo davvero. Tributo infinito al Genio.
therox68
Lunedì 22 Luglio 2013, 13.46.36
19
Effettivamente la storia del temperamento equabile meriterebbe ben altra esposizione rispetto a quella che ha dato che i suoi effetti li sentiamo tutti i giorni da alcuni secoli a questa parte invece di essere relegata nell'alveo delle astruse nozioni accademiche. Per quello nel mio primo post dicevo che Bach è: "forse il più grande esploratore e compositore della Tonalità" perché con la sua raccolta Il clavicembalo ben temperato suonando in tutte e 12 le tonalità maggiori e poi quelle minori aveva mostrato al mondo le potenzialità incredibili di questa "soluzione". Saluti e grazie per i complimenti.
Cristiano
Sabato 20 Luglio 2013, 20.29.37
18
Interessantissimo articolo del buon Bach.Comprendere questa musica aiuta a capire le radici di quella moderna.Bellissimi i post di Jimi,sempre da lezione gratuita di conservatorio.
Sambalzalzal
Sabato 20 Luglio 2013, 13.49.20
17
bellissimo articolo e belli ed interessanti come sempre gli interventi di Therox68@ e Jimi@ che seguo sempre con grande piacere! Riguardo a Bach conservo da qualche parte nel pc un articolo molto interessante. Se lo ritrovo e vedo che c'è qualche "chicca" la posto immediatamente!
therox68
Sabato 20 Luglio 2013, 12.32.23
16
Brindish : la modestia a cui ti riferisci è dovuta al fatto che in ambito accademico la chitarra non vanta i quarti di nobiltà di altri strumenti -violino, violoncello, pianoforte ed altri- . Io pochi mesi fa ho ricominciato a suonare l'aria sulla quarta corda sulla chitarra dopo anni che non lo facevo. Se la suonassi su uno strumento ad arco farei tutt'altra impressione. Ma mi sta bene anche così.
Brindish
Venerdì 19 Luglio 2013, 23.46.06
15
Ricordo il mio maestro di chitarra che mi disse: "Bach è IL metal." ...Gran bell'articolo, e vorrei fare i complimenti, oltre agli autori, anche ai vari Jimi The Ghost, therox68 (che hanno esplicitamente commentato qui) e gli altri che di solito intervengono con competenza e conoscenza. Talvolta mi sembra che sminuiate (in senso buono) il valore del vostro pensiero per troppa umiltà e modestia...(ad es. Jimi che dice "nel mio piccolo limite chitarristico")...ma badate che quanto scrivete non è mai per nulla banale, anzi. Continuate così
Jimi The Ghost
Venerdì 19 Luglio 2013, 10.56.31
14
therox68: si, comprendo e mi piace dialogare di questi argomenti pur perdendo l'enfasi che riesce a trasmette il parlato. In questa occasione trovo giusto ricordare che Bach fu un "utilizzatore" di una scala costruita dal musicista tedesco Andreas Werckmeister, che grazie alla sua intuizione scoprì un temperamento composto da cinque quinte mesotoniche e sette quinte pitagoriche, riuscendo a chiudere -finalmente- il ciclo delle quinte che appunto non si arrestava dopo 12 applicazioni, ma si generava in una spirale. La scala temperata di Werckmeister e la sua accordatura fu molto apprezzata dai molti musicisti, in particolare da Johann Sebastian Bach che la utilizzò nel suo “Clavicembalo ben temperato”. Werckmeister sostituendo intervalli naturali, matematicamente perfetti e sicuramente più piacevoli all’orecchio, con intervalli impuri, imprecisi e non costanti, ma perfetti sotto ogni punto di vista. Una rottura con la scuola divina e universale della musica...Un saluto e grazie a te Therox per la bella chiacchierata e per avermi fatto riemergere reminiscenze sepolte! Jimi TG
therox68
Venerdì 19 Luglio 2013, 8.50.35
13
Jimi The Ghost: figurati, non avevo preso il tuo post come una correzione del mio, assolutamente. E poi ho letto le tue recensioni e sono consapevole della tua conoscenza. Il mio secondo post serviva solo a comunicare quello che non mi sembrava essere riuscito di comunicare nel primo.
Jimi The Ghost
Venerdì 19 Luglio 2013, 0.24.27
12
Therox In effetti sulla scia della tua osservazione, a me ignara,cercavo di risalire dalle armonizzazioni di grado al tuo ragionamento, in più voleva essere solo un non appalesato complimento nei tuoi confronti! Poi, Io mi sono limitato, nel mio piccolo limite chitarristico, a sviluppare un "tipico" ragionamento frutto di uno scambio didattico accademico tra desiderosi di canoscenza musicale...Jimi TG
therox68
Giovedì 18 Luglio 2013, 22.34.18
11
Jimi The Ghost: mi riferivo non tanto al suo sviluppo discendente o ascendente quanto alle note che la compongono. Molti arpeggi introduttuvi o intermezzi fra un brano e l'altro nel prog suonati su strumenti acustici-non per forza chitarra-sono debitori direttamente o meno dell'opera di qusto compositore. Hai presente Horizons dei Genesis e la Suite n. 1 per violoncello solo? Poi è vero che spesso nel rock la scala viene normalizzata in fase discendente per evitare la sonorità che alcuni possono ritenere sgradevole o troppo sofisticata in certi contesti ed è anche vero che alcuni se ne fregano e la usano come gli pare magari anche involontariamente tipo arpeggino iniziale di Paint It Black. Involontariamente è una mia considerazione personale: magari Keith Richards padroneggia questa materia meglio di tutti noi messi insieme...
Er Trucido
Giovedì 18 Luglio 2013, 12.57.01
10
Il vero Bach, altro che quel cantante che gli ha preso il nome
Jimi The Ghost
Giovedì 18 Luglio 2013, 12.20.07
9
Bella osservazione therox.Per evitare la tonalità orientale nella scala minore, si sostituisce la 5° in grado nimore in maggiore (E in Em7). Più che Tonalità è armonizzazione. Quindi se suoni una scala minore, ho sempre una dominante in 7 (B7-G7) divenenedo appunto un minore naturale. Confusa con la scala minore armonica, che viene armonizzata solo in fase discendente nella bachiana. Nei jazzisti in fase discendente sono bequadra che la rende differente, appunto, dalla scala minore melodica e minore armonica che molti la confondono. Il prog "ruba" linee armoniche al jazz e non alla naturale bachiana che si sviluppa sulla scala come minore melodica ascendente. Sulla chitarra ci vogliono due secondi...a spiegarla una vita...Jimi TG
Wild Wolf
Giovedì 18 Luglio 2013, 12.17.15
8
I meriti ed i lasciti di Bach per la musica contemporanea sono veramente enormi: evoluzione della tecnica contrappuntistica come mai prima, elevando e rendendo in qualche modo "colto" il linguaggio compositivo; raggiungimento di un perfetto equilibrio espressivo tra densità armonica, melodica e formale, il che lo ha reso fondamentalmente un compositore armonicamente cattedratico; un linguaggio ed una complessità stilistica tali da renderlo uno fra i massimi e paradigmatici esempi di musica barocca. In poche parole, in qualsiasi composizione di Bach, se tu prendi spartiti di pagine intere e togli anche una sola, una sola piccolissima nota, crolla tutto il palco, letteralmente. E' una sorta di arte geometrica araba cristallizzata nella sua forma musicale, dove tutta la sua bellezza viene trasfigurata in una struttura musicale magicamente ordinata e simmetrica. E' un perfetto gioco di incastri dove alla fine trovi sempre qualcosa di nuovo, qualcosa che ti stupisca, ed è proprio per questo che spesso coloro i quali ascoltano Bach poi difficilmente riescono a staccarsene. La melodia si rincorre, si riflette su sé stessa e si riaffaccia, come in un enorme gioco di specchi. Ti fa quasi arrabbiare Bach per la maestosa precisione che la sua musica trasmette, ma alla fine vedi solo tanta genialità. Ricordo un episodio, e qua chiudo, dell'anno scorso nel quale un mio amico che suona il pianoforte fin dall'infanzia mi ha fatto vedere uno spartito di Bach: era una fuga a 4 voci, anche se non ricordo di preciso il titolo adesso. Io leggiucchio spartiti (proprio in maniera basica), e quindi questo mio amico faceva in modo di focalizzare la mia attenzione su determinati righi dello spartito spiegandomene i rimandi e le simmetrie rispetto ad altre sezioni dello stesso. Lui, nel frattempo, si è esercitato un'ora e più a suonare. Io sono rimasto incantato sul divano con questi fogli in mano cercando di cogliere, nella mia rudimentale preparazione musicale, il più che potevo trarne da quella osservazione. E alla fine me ne sono andato da quella casa chiedendomi come una sola, singola persona potesse riuscire a pensare tutto questo imponente e completo infinito.
Raven
Giovedì 18 Luglio 2013, 11.55.18
7
osservazione interessante. Credo che molti dovrebbero riflettere su questo aspetto, anche per valutare il progressive e le sue radici. Non è un caso che per questo stile , come per il metal in molte sue declinazioni, si vada a finire alla classica. Si potrebbe anche riflettere su ciò che è classico, su come veniva valutato al tempo della sua comparsa e su cosa sarà classico domani.
therox68
Giovedì 18 Luglio 2013, 11.48.56
6
Forse il più grande esploratore e compositore della Tonalità ed uno dei più grandi esperti di armonia come l'utilizzo della scala minore armonica eliminando l'intervallo di terza minore fra il 6° ed il 7° grado alzando il 6° di un semitono e "creando" così la scala bachiana in modo da poter usare la scala minore melodica anche in fase discendente. Se penso a quante volte lo si è sentito fare nel prog rock settantiano...
Raven
Giovedì 18 Luglio 2013, 10.24.48
5
Non dimenticate l'apporto di Giomaster.
Radamanthis
Giovedì 18 Luglio 2013, 10.23.13
4
Sottoscrivo l'apprezzamento di MrFreddy al grande Jimi....ed estendo i complimenti a Raven x l'articolo su uno dei più grandi di tutti i tempi di tutti i generi muiscali!
MrFreddy
Giovedì 18 Luglio 2013, 10.20.37
3
Il commento numero 2 è praticamente un'estensione dell'articolo stesso. Sempre grandissimo Jimi, i tuoi interventi sono eccezionali e contribuiscono a farmi capire quanto abbia ancora da imparare riguardo alla musica.
Jimi The Ghost
Giovedì 18 Luglio 2013, 9.26.12
2
Johann Sebastian Bach è senza ombra di dubbio il mio compositore preferito. Con uno stile tonico, espressivo, con enfasi matematica e rigida nelle scelte delle armonie e delle armonizzazioni, ma sempre con l'obiettivo di ricercare il divino ed il misterioso. Molti studiosi avevano riscontrato nella sua musica una certa relazione con le sezioni auree con speciali numeri cabalistici (888, ad esempio, è il numero associato al nome greco di Cristo) e con numeri desunti da computi più semplici sulle lettere dell'alfabeto, (B-A-C-H= 2+1+3+8=14) la cui presenza in un brano di Bach può essere parimenti individuata contando gli impulsi metrici. Il calcolo del numero di note o di battute o di righe o i rapporti fra le tonalità di un brano o le parti di una struttura formale più ampia, in breve ogni possibile unità stoicheiologica numerabile, sono atti a corrispondere a espressioni linguistiche mediante un'applicazione della ghematria o gematria, che assegna un valore numerico alle lettere alfabetiche tipico anche in altri compositori come ricordo Jacob Obrecht nella sua messa cantata Sub Tuum Praesidium. L'attendibilità di questo tipo di analisi si basa su due fattori: la frequenza e la coerenza è l'esistenza di elementi circostanziali: sue conoscenze e inclinazioni matematiche, grammatica musicale ispirata a principi numerologici. Bach non era un caso isolato, era una scelta grammaticale molto diffusa. Per gli appassionati, un buon libro per approfondire piacevolmente, anche su altri artisti classici, è “Analisi Musicale” di Bent Ian e Drabkin William. Una metrica innovativa che le scuole di composizione le definirà, nella lettura, con il nome dei grandi 3B della musica mitteleuropea: Beethoven, Bach, Brahms. Bach fu definito il matematico continuamente musicale, con le sue allegorie letterarie dei numeri e della simbologia dei numeri proprio al concetto di Descartes: tutto accade in modo matematico., anche se la chiesa cattolica definirà Bach come il musicista del divino e della religione. Grazie a Bach la musica nel tempo si svilupperà ponendo al centro il “mondo come numero e il numero come mondo, per prenderà la definizione di “suono razionale”. Ad esempio, Steve Vai gioca moltissimo con la numerologia. Anche altri compositori contemporanei, provate ad ascoltare “Achorripsis” un pezzo interamente organizzato a partire da formule matematiche e sulla costante di Eulero. Concludo, e perdonatemi Raven e GioMaster per l'entusiasmo nel vedere Bach su Metallized, con una citazione del secolo di Johann Sebastian Bach e della sua musica con cui lo definiva: “Cattura la sensazione di un musicista solitario che risponde con curiosità e forza, con tutta la su intelligenza e tecnica, al dettato divino”. Ottimo articolo. Ottimo. Jimi TG
MrFreddy
Giovedì 18 Luglio 2013, 1.43.40
1
Come sempre un eccellente articolo, specie considerando che il soggetto è il mio compositore preferito in assoluto. Continuate questa rubrica, credo sia la migliore attualmente in atto
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05/11/2013
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#6 - Gioacchino Rossini, un italiano a Parigi
18/07/2013
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PROMETHEUS
#5 - Johann Sebastian Bach, la Grande Fuga verso l'Immortalità
15/06/2013
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# 4 - Ludwig Van Beethoven, l'Uomo contro il Destino
05/05/2013
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# 3 - Richard Wagner, la Rivoluzione Romantica
31/03/2013
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# 2 - Niccolò Paganini, il Patto col Diavolo
11/02/2013
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# 1 - Wolfgang Amadeus Mozart, la Rockstar del 18° Secolo
 
 
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