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INFERNAL POETRY - Orgogliosamente fuori dai binari
19/07/2013 (3836 letture)
Abbiamo incontrato Daniele Galassi, chitarrista fondatore degli Infernal Poetry, una delle realtà più valide del panorama italiano, che ci ha parlato del nuovo album Paraphiliac e di altri progetti in una chiacchierata davvero molto interessante.

Vesper-Jana: Ciao Daniele, è per me un grande piacere intervistarti e avervi ospiti su Metallized.it. Parlaci del vostro ultimo album Paraphiliac, quali sono le tematiche trattate e, a livello musicale, quanto è distante dai vostri precedenti lavori?
Daniele Galassi: Ciao a tutti, ben ritrovati. La tematica trattata in Paraphiliac, volendo astrarre e sintetizzare, è quella del disallineamento, dell’eccezione, dell’eccentricità rispetto a ciò che è considerato norma codificata e pertanto accettata. Musicalmente ci troviamo a chiudere un cerchio, dove ridimensioniamo alcune pulsioni destrutturanti affiorate con prepotenza in Nervous System Failure senza però lasciarle nel dimenticatoio. Detta in soldoni, è un album più cattivo e strutturato del precedente, che non disdegna di ripescare alcune melodie oscure apparse nei nostri lavori più vecchi riplasmando tutto con gli occhi di oggi.

Vesper-Jana: Che cosa rappresenta la copertina? Mi sembra un’immagine abbastanza forte…
Daniele Galassi: L’immagine è incompleta, per essere decodificata appieno c’è bisogno di vedere anche l’interno del booklet. È stato un lavoro molto complesso, peccato che la maggior parte della gente si accontenterà di un download (probabilmente illegale) vanificando tutto questo. Il messaggio che traspare dall’artwork nel suo insieme, per chi lo può vedere, è quello del “controllo” e della sua origine. Ora che ci penso tutto è ben spiegato dal lyric video di In Glorious Orgy (che trovate su Youtube), dove abbiamo utilizzato proprio le splendide immagini dell’artwork ad opera di Daniele Dex Tedeschi.

Vesper-Jana: Quanto avete investito su Paraphiliac, a livello passione, tempo e denaro?
Daniele Galassi: Quasi 3 anni tra composizione, prove e registrazioni. Denaro nulla, per fortuna, ma moltissima salute…produrre un disco del genere sa essere sfinente!

Vesper-Jana: È difficile portare avanti un progetto così impegnativo come Infernal Poetry dal momento che ognuno di voi ha degli impegni lavorativi? Avete mai dovuto rinunciare a qualche data importante?
Daniele Galassi: Sì è molto difficile, e purtroppo è capitato che per impegni di lavoro si sia dovuto rinunciare a degli appuntamenti o che ci si sia dovuti arrabattare con delle sostituzioni. Per fortuna abbiamo tutti dei lavori seri e stimolanti e, per quanto la musica sia la nostra passione principale, spesso la precedenza deve essere accordata alla professione, anche per mere ragioni di sostentamento. Anzi, ora che ci penso 4/5 lavorano proprio nella musica a vario titolo, il che ci fa sentire un po’ meno devoti alla somma causa del PIL fine a sé stesso.

Vesper-Jana: La vostra musica è piuttosto “nevrotica”, questo aspetto rispecchia anche il vostro modo di affrontare la vita?
Daniele Galassi: Al 100%. È emanazione dei nostri ego, guai se non lo fosse. Sarebbe sterile, manieristica o artefatta. Non a caso ogni disco è piuttosto diverso dal precedente, pur inglobandone alcune caratteristiche. Come persone ci si evolve, se la musica è genuina emanazione delle personalità, non può che evolversi anch’essa. È un discorso che suona ostico alle orecchie degli oltranzisti che popolano l’ingessato mondo del metal, ma che volete che vi dica…a noi piace così.

Vesper-Jana: Sono passati quindici anni da quando vi siete formati, tempo di bilanci. Come riassumereste la vostra storia, quali sono le cose che vi rendono più orgogliosi?
Daniele Galassi: Siamo una band cui purtroppo non ha regalato mai niente nessuno. MAI. Tutto quello che abbiamo ottenuto è stato guadagnato con la bile, le unghie e i denti, tra un profluvio di bestemmie e incazzature di ogni tipo. La cosa che mi rende più orgoglioso, al di là dei tour in Italia e all’estero, è il nome che siamo riusciti a costruirci degli anni: un gruppo fuori dai binari comuni su disco ma assolutamente ferale sul palco. E poi ci sono naturalmente così tanti aneddoti che valevano la pena di essere vissuti che rifarei tutto da capo mille volte.

Vesper-Jana: In tanti anni siete riusciti a conservare una formazione pressoché invariata. Questo significa grande feeling all’interno del gruppo, non solo musicalmente, ma anche nella vita immagino...
Daniele Galassi: Sì assolutamente. Ad eccezione dell’entrata di Alessandro Vagnoni nel 2004 alla batteria, la formazione è invariata dal 1998. Ma questi sono dettagli noiosi. Più interessante magari è che io e Christian Morbidoni (l’altro chitarrista, anche lui fondatore) siamo amici dall’asilo…fatti due conti!

Vesper-Jana: Daniele, parlaci del tuo libro Dieci ragioni per iniziare a suonare e mille per smettere. Anche se scritto con umorismo, dopo tutti questi anni come musicista, è davvero questo il consiglio che ti senti di dare?
Daniele Galassi: Tutto era cominciato nel 2005 quando pubblicavo questa “tragicomica dissertazione” sul mondo della musica underground su Truemetal.it…beh raggiungemmo in breve cifre da capogiro, oltre 100.000 visualizzazioni con tonnellate di commenti sotto ogni puntata. Fu così che nel 2006 decisi di stamparla su carta in versione ampliata, riveduta e corretta. Oggi siamo alla terza ristampa, devo dire che ho ottenuto più risultati con questa stampa che ho voluto mantenere indipendente al 100%.
Da oggi, dopo un periodo di latitanza, è di nuovo disponibile in una veste ancora più professionale e curata sul mio sito ma anche nei principali portali di distribuzione online come Amazon o IBS. Altra novità: lo trovate anche in versione e-book.
Il mio consiglio? In realtà è celato nelle ultime righe del libro, dove mi accomiato dai lettori con una nota del 2006 riaggiornata per l’occasione.

Vesper-Jana: Come vedete il mercato discografico oggi? Penso che nel mondo metal i fans siano ancora molto fedeli e amino acquistare cd originali, ma certo oggi si trova di tutto in download gratuito. Voi come la vedete?
Daniele Galassi: La vedo che persino il download oggi è quasi superato. Ormai la gente ascolta su Spotify, web radio, piattaforme sociali. Il cd funzionicchia ancora se è venduto ai concerti. Altrimenti è quasi del tutto ignorato, purtroppo. Il rischio è che si perda la percezione del valore intrinseco di un lavoro discografico: ciò che è gratis non viene degnato di attenzione come qualcosa che si è pagato. E’ una legge dura che non lascia molto scampo. Con buona pace di chi investe tempo, denaro, fatica per dare forma a un disco multistrato che ha bisogno di più ascolti per essere decodificato.

Vesper-Jana: Pensi che le cose per voi sarebbero andate diversamente se sulla vostra carta d’identità piuttosto che Ancona ci fosse stato scritto...che so, Milano, o qualche altra città italiana o europea? Quanto è importante il luogo da cui si proviene?
Daniele Galassi: Qui o Milano poco importa, diverso è naturalmente se nasci in Scandinavia o USA. E’ un discorso di possibilità, di figure professionali, di strutture e non ultimo, purtroppo, di reputazione. Ancora mi ricordo quando nel lontano 2000, durante il nostro primo tour europeo, il talent scout della Massacre (all’epoca davvero una bella label) ci vide suonare in Belgio e ci propose un contratto. Salvo poi ritrattare perché il suo boss gli aveva imposto un veto: NO ITALIANS IN MY ROSTER. Le cose sono in parte cambiate oggi, ma noi come band attiva da parecchio abbiamo sicuramente subito dei pregiudizi. Ad esempio l’Italia oggi è ben vista nel campo del brutal death, dove paradossalmente è più facile fare breccia perché si conta in un pubblico ben preciso a cui non piacciono molte sorprese. In altri termini se lo fai bene, hai delle possibilità di farti notare ed essere accettato sia dalle label che dal pubblico. Se invece fai qualcosa di più ardito, più difficilmente codificabile in un genere definito e decodificabile dal pubblico…beh allora se sei di Ancona, qualche scotto lo paghi. Lo paghi eccome.

Vesper-Jana: Domanda di rito, quali sono i vostri progetti futuri?
Daniele Galassi:
È appena stato pubblicato il videoclip di Barf Together (trovate anche questo su Youtube) col quale intendiamo continuare la promozione. E poi naturalmente date in Italia e probabilmente un tour europeo a novembre. Parallelamente partirà anche la macchina Dark Lunacy, quindi ho buone possibilità di essere licenziato visto che in teoria, come dicevo prima, avrei anche un lavoro di 8 ore la giorno…

Vesper-Jana: Ti lascio la parola per dare, se vuoi, un consiglio alle band emergenti e fare un saluto ai lettori di Metallized.it…
Daniele Galassi: Solo una cosa: meno internet e più sala prove. Stay nervous!



Ross NoNconformity
Sabato 3 Agosto 2013, 0.09.32
6
Un cd in un negozio a Milano 18€, lo stesso cd a San Francisco: 9 dollari!! Infatti la i negozi di dischi non erano deserti come lo sono i nostri.
Third Eye
Venerdì 19 Luglio 2013, 17.32.55
5
“È stato un lavoro molto complesso, peccato che la maggior parte della gente si accontenterà di un download (probabilmente illegale) vanificando tutto questo”. Questa è una delle frasi che mi ha colpito di più, un’amara quanto realistica analisi della realtà, arrichita più in là dalla frase in cui vengono menzionati Spotify e le piattaforme sociali. Per quanto mi riguarda, se si eccettuano alcuni indubbi vantaggi legati all’utilizzo del web per il resto penso che alla lunga prevarranno (e di molto) gli effetti negativi, ritengo infatti che la rete abbia una capacità di impoverire e banalizzare la musica intesa come arte molto rilevante con cui presto o tardi dovremo fare i conti, purtroppo.
evil never dies
Venerdì 19 Luglio 2013, 14.52.55
4
Bel gruppo! stay metal \m/
The Preacher
Venerdì 19 Luglio 2013, 12.36.32
3
Bella intervista sì, anche io sono rimasto stupito leggendo del mancato contratto con la Massacre... Purtroppo questi ne hanno dovute subire tante!
Sambalzalzal
Venerdì 19 Luglio 2013, 11.53.15
2
Bella intervista! "Ancora mi ricordo quando nel lontano 2000, durante il nostro primo tour europeo, il talent scout della Massacre (all’epoca davvero una bella label) ci vide suonare in Belgio e ci propose un contratto. Salvo poi ritrattare perché il suo boss gli aveva imposto un veto: NO ITALIANS IN MY ROSTER." veramente avvilente questa cosa... posso intuirne i motivi ma è veramente assurdo!
MrFreddy
Venerdì 19 Luglio 2013, 11.39.19
1
Intervista davvero molto interessante, avevo già avuto modo di leggere qualcosa scritto da Daniele ma questo ulteriore approfondimento si è rivelato molto piacevole!
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