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SUMMONING - L'alba dei vecchi tempi
22/07/2013 (3297 letture)
I Summoning sono una di quelle realtà a cui restare indifferenti è impossibile: che voi siate dei detrattori o dei sostenitori, la magia prodotta dal duo è innegabile, considerate, inoltre, le poche, sempre azzeccate, variazioni al tema principale di ogni composizione. Nulla di rivoluzionario è uscito dalla seguente intervista, ma sicuramente ogni appassionato della Fiamma Nera avrà l’occasione di lasciarsi affascinare dalla criptica proposta degli austriaci.

Ahti: Grazie per aver accettato l’intervista ragazzi. Sarebbe grandioso se poteste illustrare come il vostro nuovo capitolo, Old Mornings Dawn ha visto la luce? Il metodo di composizione, dopo sette anni di inattività, è cambiato?
Protector: Questa volta ci sono stati parecchi cambiamenti. Nel passato Silenius arrivava da me con una melodia di base, che io affinavo e sulla quale registravo poi le chitarre. Lui inizia ed io completo, quindi. Per Old Mornings Dawn invece, avevamo i miei frammenti che ho sviluppato fino a trasformarli in pezzi completi grazie al suo aiuto, ma anche lui aveva i suoi, su cui abbiamo lavorato assieme per espanderli. Prima non aggiungeva mai nulla dopo aver registrato il tema reggente…di conseguenza si è trattato di una procedura nuova, inusuale, ma che ha portato dell’utilissima varietà nella nostra routine.

Ahti: Perché avete deciso di non avvalervi di un batterista? E’, in realtà, una domanda piuttosto particolare, in quanto non avete mai utilizzato, se non nel primo disco, un musicista addetto alle percussioni, tuttavia reputo interessante conoscere il motivo di questa scelta controcorrente. Di solito si tenta di evitare di ricorrere alla drum machine. Comunque ho piacevolmente notato come i pattern ritmici siano veramente ben ideati, impiegate parecchio tempo a programmarli?
Protector: Per quanto mi riguarda, credo che il primo passo importante compiuto dai Summoning sia stato rinunciare ad un batterista, per cercare la nostra identità ritmica, meglio espressa dalla drum machine. In verità io stesso sono un batterista, però non ho mai avuto la tentazione di suonare lo strumento nei Summoning. Lo avessi fatto, avrei rischiato di distruggere l’epicità dei pezzi. Più tempo lavoro sui suoni per il gruppo più mi allontano dai suoni del classico drumkit rock, abbandonando gli hi-hat ed i crash, preferendo a loro percussioni diverse o field recording, che poco o nulla hanno in comune con la batteria rock o metal. Inoltre penso che non sia molto rilevante come si decide di tenere il ritmo, se con le bacchette, o con le dita su una tastiera, come faccio io. Ciò che è fondamentale è che la persona abbia in sé, nella sua testa, il ritmo. Se uno è in grado di suonare decentemente la batteria, può farlo anche su altri supporti, e scrivere buoni arrangiamenti. Se, al contrario, non ha alcun senso del ritmo, nessun computer al mondo potrà nascondere le sue mancanze.
Il computer mi offro solo una maggior flessibilità, potendo aggiungere timpani, batterie marziali, percussioni senza dovermi limitare alle mie due sole mani od ai miei piedi. In aggiunta, lavorando i Summoning sommando melodie a melodie, lo stesso deve accadere per le ritmiche, così, se non dovessi avere più la possibilità di usare una drum machine, assolderei un’orchestra di percussioni piuttosto che un batterista rock, tuttavia, amando avere attorno persone che conosco bene, sono contento di poter rivolgermi al computer.

Ahti: Qual è la vostra traccia preferita di Old Mornings Dawn? E perché, a vostro parere, qualcuno dovrebbe acquistare il vostro disco?
Silenius: In questo momento amo la titletrack, per via della sua maestosità. Al secondo posto inserirei Of Pale White Mourn, mi piace il suo incedere ipnotico. In fondo, lo scopo della nostra musica è centrato sulla capacità delle atmosfere di generare immagini nella mente degli ascoltatori.

Ahti: Come funziona una vostra sessione di composizione? Come divide gli oneri della registrazione delle parti vocali?
Silenius: Ognuno di noi compone in solitudine, poi ci incontriamo per incidere. Ci possono essere aggiunte al pezzo di uno o dell’altro, ma non proviamo mai assieme, come usano normalmente le band. Quando arriviamo al momento delle voci, sembra di essere in un bazar. Uno cerca di convincere l’altro dell’importanza di questo o quel pezzo e di come la sua voce sia perfetta per cantarlo. Alla fine, comunque, raggiungiamo sempre un accordo pacifico.

Ahti: Ascoltando il vostro album ho costatato quanto sia potenti i cori. Vi siete sentiti liberi di sperimentare vie diverse riguardo a quest’ultimi? Avete chiesto l’aiuto di session member per completare le registrazioni?
Protector: L’idea dei cori non è totalmente nuova, è presente anche nei due precedenti album. Questa volta abbiamo speso più tempo su questo frangente, dedicando maggiore attenzione alla produzione e provando nuove soluzioni. Non c’è nessun altro membro nel disco, cantiamo solo io e Silenius. Precisato ciò, ho cercato differenti vie per imitare il timbro vocale di “cantanti” diversi, in modo tale che i cori suonino più ricchi che in passato.

Ahti: Da dove traete l’ispirazione? Unicamente da Tolkien o c’è qualcosa di più? Come descrivereste la vostra musica?
Silenius: Credo non sia più un segreto il fatto che non scriviamo i testi di nostro pugno, adatto invece poemi di Tolkien o di altri scrittori. All’inizio ricorrevamo solamente a liriche che dipingessero il lato oscuro e distruttivo della Terra di Mezzo, ma negli anni abbiamo deciso di ampliare il concept di base, trattando anche il lato eroico di questo argomento, musicando, indi, scritti di svariati autori che, attentamente, colleghiamo con quanto descritto da Tolkien.

Ahti: Qual è la forza che vi spinge a creare ancora dopo venti anni? Come avete mosso i primi passi nel mondo della musica e qual è stato l’album che vi ha portato a conoscere il metal?
Silenius: E’ positivo che i Summoning non abbiano mai intrapreso nessun tour, durante il quale capitano sempre screzi fra i membri del gruppo, che addirittura preludono all’odio reciproco. Siamo come una vecchia coppia che si conoscono alla perfezione: sappiamo come l’altro compone e cosa predilige e cosa invece detesta. Siamo abituati uno all’altro, ed essendo pigri, non vogliamo modificare lo status quo.
La prima esperienza musicale sono stati gli Abba, e il primo cd metal Love Gun dei Kiss. Più tardi ho sperimentato le varie sfaccettature del genere, dall’heavy classico allo speed, dallo speed al thrash, dal thrash al death, dal death al black ed infine al folk ed all’ambient.

Ahti: Siete soddisfatti dell’opera della Napalm?
Silenius: Certamente. Siamo gli ultimi dinosauri sotto contratto…abbiamo testimoniato la crescita dell’etichetta, dallo scambio di tape fino all’essere una delle label più importanti d’Europa. La Napalm è ad un’ora di macchina da casa (a Neunkirchen) mia e li visito regolarmente. Le cose sono molto più agevoli se hai la possibilità di avere un contatto umano con chi ti pubblica.

Ahti: Com’è cambiato il vostro approccio alla musica lungo gli anni?
Protector: Essenzialmente siamo rimasti gli stessi. Ci incontriamo regolarmente in studio, proviamo le nostre idee, per poi arrangiarle. Ovvio, con il tempo i suoni sintetici sono divenuti più realistici, i computer sono diventati più veloci, l’equipaggiamento migliorato. Poi anche noi abbiamo affinato le nostre capacità, potendo ora ottenere composizioni maggiormente profonde e dettagliate. Tempo addietro avremmo registrato tutto alla prima take, ora ci concediamo di elaborare e rielaborare il materiale fino a quando non siamo completamente soddisfatti.

Ahti: Seguite la scena underground austriaca? Se sì, come giudicate il black metal odierno?
Silenius: Non sono molto coinvolto nella scena, sia a livello nazionale che internazionale. Ma, senza dubbio, la scena austriaca è ancora viva. Personalmente consiglierei la mia precedente band, gli Abigor, per i quali ho registrato le voci in due pezzi di recente, che saranno pubblicati a breve per l’etichetta italiana Avantgarde Records in vinile. Ho anche collaborato al microfono con gli Amestigon, e, per concludere, potrei consigliare due progetti austriaci, i Rauchnacht ed i Woodtemple.

Ahti: Qual è il segreto (se ne esiste uno!) dell’alchimia tra voi due?
Protector: Penso che il nostro segreto sia nel riuscire a convivere pur avendo due modi di scrivere quasi antitetici. Mentre io ho una percezione analitica, curando ogni singolo suono e dettaglio ritmico, Silenius riesce a visualizzare il concept nella sua interezza. Questo rende la nostra un’unione perfetta.
Silenius: Credo che tutto stia nella capacità di Protector di finire ogni mio spunto musicale.

Ahti: Perché avete fondato dei side-project? E qual è la relazione di questi con i Summoning? Avete mai pensato di registrare qualcosa di completamente diverso con il vostro progetto principale? Intendo, non avete mai avuto il desiderio di rivoluzionare il sound, anche solo per curiosità intellettuale?
Protector: I nostri side project li classifico come uno dei segreti del nostro successo, in quanto, avendoli, abbiamo potuto esprimere le idee che non si adattavano ai Summoning, senza per questo rischiare di contaminare questi ultimi. Privi di essi avremmo probabilmente riversato alcune idee, che han trovato collocazione altrove, lungo gli album. Per esempio, delle linee di basso simili a quelle presenti nel progettoIced Ages mai potrebbero sposarsi con i Summoning
I cambiamenti che abbiamo apportato sono stati di una certa importanza. Alcuni gruppi nemmeno osano modificare il proprio sound come abbiamo fatto noi da Dol Guldur a Stronghold, oppure da questo a Imhsyf. Aggiungere parti parlate, chitarre ritmiche, percussioni orientali, sono innovazioni fattuali, ma anche nella novità, ho il desiderio di mantenere un chiaro percorso artistico.

Ahti: Gli artwork dei Summoning sono sempre meravigliosi. Chi si occupa della creazione delle copertine e delle parti grafiche?
Silenius: Per prima cosa devo precisare che i dipinti non sono stati preparati esclusivamente per i Summoning. Noi li cerchiamo semplicemente sul web o sui libri e li segnaliamo all’etichetta che chiede il permesso. Scegliere le immagini giuste mi occupa molto tempo. Sono specialmente attratto dai quadri dell’età romantica: trovo i pittori dell’Hudson River School veramente ispiratori.

Ahti: Bene, l’intervista è conclusa. Avete qualcosa da comunicare ai nostri lettori?
Silenius: Grazie ed un “big hail” a tutti i nostri fan italiani. E’ fantastico sapere che il nostro seguito si è mantenuto forte anche dopo sette anni, quasi non ce ne fossimo mai andati.



enry
Mercoledì 24 Luglio 2013, 18.38.28
13
Arlume: sì vero, Malice è un gran disco il secondo molto meno, dei Pazuzu invece mi piace tutto anche grazie alle pesanti influenze neo-folk, così come ho trovato molto bello il full degli Amestigon, mentre degli Abigor mi piacciono solo un paio di album o poco più.
Max
Mercoledì 24 Luglio 2013, 10.15.18
12
Seguo anche io questa grande band dal 97 e non mi ha mai deluso, ricordo anche di averli intervistati anni fà per la mia webzine e si erano dimostrati molto alla mano e gentili. Poi hanno un suono unico, insomma, se non ci fossero dovrebbero inventarli!
arlume
Mercoledì 24 Luglio 2013, 9.08.18
11
dei RAVENTHRONE è MOLTO BELLO il primo "malice in wonderland" .... il secondo invece è da dimenticare -.-
enry
Martedì 23 Luglio 2013, 19.18.39
10
Anche il secondo è del 95...Comunque, primo contatto a metà anni 90 quando mi prestarono Minas Morgul, grande band e bella intervista. Ottimi anche i progetti dove hanno messo mano come Amestigon ma anche Pazuzu e Raventhrone, per chi se li ricorda.
Fenriz voice of darkness
Martedì 23 Luglio 2013, 18.03.49
9
Per la cronaca il primo full è del 1995!!!
Andy '71 vecchio
Martedì 23 Luglio 2013, 17.56.02
8
Gran bella intervista e grandi Summoning,una band che fa ciò che vuole,e così dovrebbe sempre essere,e gli riesce alla grande, come solo pochi sanno fare!
Le Marquis de Fremont
Martedì 23 Luglio 2013, 17.32.23
7
Quoto Cristiano al post 1: band ovviamente di livello superiore. Sanno quello che fanno, vogliono fare quello e lo fanno benissimo. I risultati si vedono. Poche band sanno emozionare come i Summoning. Aggiungo che l'intervista mi ha reso l'idea che già avevo dei due soggetti. Solo tipi così aspettano sette anni prima di fare un album... Au revoir.
Aelfwine
Martedì 23 Luglio 2013, 14.05.07
6
Non li conoscevo, ma l'intervista è davvero bella, complimenti.
Nikolas
Martedì 23 Luglio 2013, 11.22.15
5
Il discorso sulla drum machine mostra in effetti un punto di vista interessante...
arlume
Martedì 23 Luglio 2013, 9.24.16
4
penso di essere stato una di quelle pochissime persone ad essermi cagato questo gruppo sin da lontano 2001 quando uscì "let mortal heroes sing your fame" (enormemente sottovalutato dalle riviste italiane di allora che compravo..) una grande band (o un grande duo ) che in questi ultimi anni sta riavendo finalmente l'interesse (l'attenzione) che merita! grazie ad un ispirazione che continua imperterrita a produrre altri grandi dischi, altri preziosi scrigni da scoprire.
Ubik
Martedì 23 Luglio 2013, 9.00.04
3
Band immensa e ottima intervista veramente interessante da leggere,
Theo
Martedì 23 Luglio 2013, 0.06.44
2
Maestosi Summoning. Bella intervista, ricca di spunti interessanti, grazie.
Cristiano
Lunedì 22 Luglio 2013, 22.48.12
1
Una di quelle band semplicemente superiori...
IMMAGINI
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Il dipinto da cui è tratta la cover di Old Morning Dawns (Rocky Gorge di George
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