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DONNE ROCCIOSE - # 6 - Lita Ford
05/08/2013 (4837 letture)
Dovendo parlare di Donne Rocciose, uno dei nomi che non possono essere dimenticati è certamente quello di Lita Ford. Dalle Runaways all'ultimo Living Like a Runaway, la sua è la vicenda di una donna che ha dedicato buona parte della vita al rock-metal, fermandosi quasi solo per mettere al mondo i figli, almeno per la maggior parte della carriera. Una la storia la sua, che si incrocia con quelle di tanti musicisti e che ci piace raccontarvi, perché oltre che alle sue Dangerous Curves, c'è di più.

UNA FORD JET(T)
Nata a Londra il 19 Settembre del 1958 dall'unione di un militare di sua maestà britannica e di una ragazza italiana, Carmelita Rossanna Ford si trasferisce con la famiglia negli USA, zona Los Angeles, ancora molto piccola. Comincia ad interessarsi alla musica intorno agli undici anni, quando riceve una chitarra acustica in regalo. Di lì a poco prende a frequentare i concerti dal vivo, fino all'incontro fulminante con i Black Sabbath. Suona seguendo la lezione di Iommi,Hendrix, Blackmore ed altri eroi della sei corde, contemporaneamente scopre di essere in possesso di doti vocali importanti, con una estensione di oltre due ottave a disposizione. Trova un lavoro per racimolare i soldi necessari a comprare una chitarra elettrica, ed appena raggiunti i 450 dollari necessari acquista una Gibson SG, lo stesso modello suonato dal suo ispiratore. Alla Poly High School di Long Beach entra in una band come bassista, venendo notata da Kim Fowley, manager e mente delle nascenti Runaways, personaggio più che controverso sul quale si potrebbe scrivere un libro a parte. L'allora sedicenne Lita viene contattata, informa la controparte di essere in realtà una chitarrista e supera le selezioni per entrare nel gruppo. Immediatamente si manifestano attriti tra lei e Fowley che la inducono a lasciare subito le Runaways, per poi rientrare quando Fowley abbassa un po' la cresta nei suoi confronti, introducendo così nel sound del gruppo quella componente più heavy che tanto importante si sarebbe rivelata, specialmente per le sue eredità postume. Alla fine del 1975 comincia di fatto la prima parte della sua carriera, così come quella della compagna Joan Jett.

FUGGENDO VERSO IL SUCCESSO: TRA IL GIAPPONE E IL NULLA
Dopo una serie di assestamenti in formazione, che tra l'altro videro per un breve periodo al microfono Michael "Micki" Steele, poi famosa qualche anno più tardi con una band decisamente più leggera chiamata The Bangles, le Runaways cominciano a lavorare sul serio. Con gli agganci di Fowley il gruppo ottiene in breve tempo un accordo con la Mercury; Lita può incidere il suo primo disco. The Runaways però non ottiene i risultati sperati, un po' a causa dei tempi ancora non maturi per accettare che delle ragazze facessero musica rock ottenendo successo, ma ancor di più perchè Fowley godeva di una (meritata) fama negativa che faceva quindi passare in secondo piano le qualità delle Runaways. Ad ogni modo le qualità esecutive di Lita sono già palesi. Tuttavia, così come nel successivo e più fortunato Queens of Noise, sono la Jett e soprattutto Cherie Currie ad essere considerate le punte di diamente della formazione. Il successo arriva non dalla madrepatria, ma dal Giappone, paese in cui Cherry Bomb -tratta dall'album precedente- aveva spopolato. Da questa esperienza viene tratto il Live in Japan. Gli attriti interni (anche con Fowley, tanto per cambiare) e l'abuso di sostanze portano sconvolgimenti nell'assetto del gruppo, finchè Lita non è costretta a suonare il basso durante le sessioni di registrazione. In queste condizioni il terzo album in studio intitolato Waitin' for the Night, non poteva che essere di livello più basso rispetto al precedente. Fowley manda al diavolo la band ed a questo punto sono le due personalità più forti a prendere in mano le redini della situazione, ossia Joan Jett e Lita Ford. Tutto a posto allora? Nemmeno per sogno, dato che le due hanno un concetto di musica molto diverso l'una dall'altra, con la prima votata maggiormente al glam rock di inizio anni '70 ed al punk (produrrà in seguito i Germs) e la seconda già proiettata verso l'hard rock ed il nascente heavy metal. Dopo la raccolta di materiale non incluso nei dischi precedenti, la cui scaletta era fatta in parte da cover ed intitolata And Now... The Runaways (in cui la Ford canta uno dei pezzi), la band si sfalda definitivamente per sciogliersi ufficialmente nel 1979. Per Lita Ford è il momento di spiccare il volo in proprio verso lidi metallici che in gruppo non avrebbe potuto raggiungere. Le Runaways, quasi ignorate in patria mentre erano in attività, verranno rivalutate in seguito, dopo che la loro storicizzazione ne sancirà l'importanza in relazione al periodo storico, ma questa è un'altra faccenda. Quello che qui conta è che Lita Ford si preparava così a conquistare gli anni '80.

UN INCONTRO, UNA CENSURA, UNA VOLPE E UN DUETTO
Le cose però, non sono affatto facili per lei, tanto che chiusa l'esperienza precedente ed abortita l'idea di un gruppo con la batterista Sandy West, Lita si trova fuori dal music-biz, accarezzando l'idea di rinunciare definitivamente alla carriera di musicista. Come accade nelle migliori e più tradizionali favole però, è l'incontro con un personaggio importante a mutare per sempre la sua vita. Quel tale si chiama Eddie Van Halen, il quale la convince a tornare sui suoi passi infondendole la coscienza dei suoi mezzi. Il dado è tratto: si metterà in proprio. Prende lezioni di canto e torna a farsi sentire partecipando come ospite su un album degli Stepmothers. Di questo periodo è anche la convivenza con un altro elemento ben conosciuto dai rockers di tutto il mondo: Nikki Sixx, leader di una band in forte ascesa chiamata Motley Crue. Arriva un contratto con la Mercury, che però fa poco o nulla per promuovere Out For Blood, il suo primo album solista e per soprammercato censura la foto di copertina che immortalava una (oggi) innocua chitarra insanguinata. Nel 1984, reclutati Hugh McDonald al basso (Alice Cooper, Bon Jovi ed infiniti altri) e Randy Castillo alla batteria (poi con Ozzy) fa uscire Dancin' on the Edge. Al disco partecipa anche Aldo Nova. Il sound si fa più leggero, più hair metal, inoltre -chissà perchè- viene "spinto" meglio dalla casa discografica. Per lei si aprono le porte dell'Europa al seguito di Black Sabbath (un cerchio che si chiude) e Rainbow. Durante il tour Castillo lascia per Eric Singer, poi nei Kiss. Partecipa al secondo album degli Heaven ed avvia una collaborazione con Iommi che durerà un paio di anni circa.
A questo punto Lita ha voglia di tornare a sonorità più pesanti a lei più congeniali, ma la casa discografica non la pensa così e spinge in direzione diametralmente opposta. Le strade tra lei e la Mercury si separano, con la cantante che passa alla RCA e con la volpe Sharon Osbourne a farle da manager. Lita è il disco della svolta, anche per merito delle collaborazione che la Osbourne ottiene (Lemmy, Ozzy ed altri). Kiss Me Deadly ottiene un grande airplay, così come il duetto con Ozzy in Close My Eyes Forever. Seguono tour con i Poison e con Bon Jovi che la accompagnano verso la fine degli anni '80.

UNO STILETTO ED UN GILLETTE
Gli anni '90 si aprono all'insegna di una grande novità per la Ford: il matrimonio. Lo sposo non è esattamente l'ultimo degli sconosciuti, dato che si tratta di Chris Holmes (W.A.S.P.), con Lita che partecipa come corista all'album The Headless Children e come chitarrista alla raccolta First Blood Last Cuts del 1993. Oltre a ciò appare nel film Highway to Hell del '92. Nel frattempo però, era uscita -proprio ad inizio decade- la quarta prova solista della nostra: Stiletto. Nonostante l'inclusione della rocker nella Circus Rock Hall of Fame non si tratta però di un successo, in più il suo matrimonio va incontro a fine prematura nel volgere di pochi mesi. E' il momento di concentrarsi sul prossimo disco. Dangerous Curves è un buon album ed ospita numerosi musicisti conosciuti (Jeff Scott Soto e Joe Lynn Turner tra gli altri), ma ha un grossissimo difetto: esce nel '91, ossia quando il grunge stava già scompaginando le carte in tavola, tagliando fuori molti artisti reduci dal decennio appena terminato. Ciò a dispetto del singolo Shot Of Poison, che le frutta comunque una nomination per un Grammy come performer. E' tempo di riprendere una relazione stabile, stavolta il prescelto è Jim Gillette, cantante dei Nitro, ancora una volta conosciuto in un bar come accaduto con Holmes. I due si sposano nel giro di pochi giorni e Gillette contribuisce a Black, nuovo album influenzato dalle tendenze provenienti da Seattle.
Dopo il fallimento di alcuni progetti in comune, per la coppia è tempo di avere un figlio. Dopo aver partecipato ad un album tributo ai Led Zeppelin e dopo un award alla carriera nel '98, il nuovo millennio saluta l'artista con un Greatest Hits, per poi proseguire alla grande a livello personale con la nascita di un altro pargolo, evento che la spinge a dedicarsi alla famiglia a tempo pieno, lasciando da parte la musica.

CINQUANTACINQUE E SI CONTINUA
Lita Ford lascia le scene fino all'anno di grazia 2004, quando torna a calcare il palco al 98.9 WMMO Rock Forever Golf Classic and Concert a Orlando, in compagnia di Kevin DuBrow (prematuramente scomparso nel 2007) e di Glenn Hughes. Indi partecipa come ospite al disco dei Twisted Sister intitolato A Twisted Christmas, poi la troviamo in Italia al Gods del 2009, anno in cui debutta anche come doppiatrice nel gioco Brutal Legend. Carriera finita qui, con un semplice rientro "da parata", come una vecchia gloria tristemente rispolverata per raschiare il fondo del barile della popolarità? Nient'affatto. Il disco del ritorno intitolato Wicked Wonderland è del 2009, mentre l'ultimo Living Like a Runaway è dello scorso anno. Alle soglie dei cinquantacinque anni, la storia di CarmeLita continua.

RITRATTO DI SPOSA IN NERO
Anche questa volta il nostro "ritratto di donna" ci consente di fare alcune considerazioni sulla figura della rock woman da un'angolazione leggermente diversa. Quella da cui abbiamo esaminato Lita Ford infatti, può essere accostata per alcuni versi a quella utilizzata per esaminare un'altra icona ottantiana, ossia Lee Aaron, dalla quale però si discosta per alcuni aspetti sostanziali. Innanzi tutto un minor ricorso al lato sexy della faccenda rispetto alla canadese, per quanto non si può sostenere che Lita abbia trascurato questo aspetto, anzi tutt'altro, come da foto allegate al pezzo. In questo probabilmente, non ha avuto la forza o la volontà (o ambedue le cose), per evitare qualche scorciatoia verso la popolarità, che forse avrebbe potuto evitare insistendo maggiormente sulle sue qualità esecutive e -perchè no?- compositive. Questo è il secondo aspetto da rimarcare, perchè se la preparazione di base è molto buona per ambedue le musiciste, Lita è quella che tra le due è davvero votata all'heavy-rock nell'anima, come del resto la carriera attuale dimostra, se paragonata a quella della Aaron. Quanto sopra porta ad un'ultima e più amara considerazione relativa sia alla scarsissima disponibilità dell'industria discografica e non solo, a considerare una donna/artista svincolando il giudizio dalle sue forme (vedi l'indisponibilità della PolyGram a far stampare il crudo The Bride Wore Black nell'87), ma anche l'incapacità delle artiste -e talvolta la voglia- di cambiare realmente le cose, anche marciandoci sopra un po' e cedendo ad alcuni facili compromessi. Il capitolo finale della storia di Lita Ford comunque, deve ancora essere scritto, così come quello di questa serie, che vi proporrà molte altre donne rocciose nel corso dei prossimi mesi.

DISCOGRAFIA

RUNAWAYS
The Runaways (1976)
Queens of Noise (1977)
Live in Japan (1977)
Waiting for the Night (1977)


LITA FORD
Out for Blood (1983)
Dancin' on the Edge (1984)
Lita (1988)
Stiletto (1990)
Dangerous Curves (1991)
Black (1994)
Greatest Hits Live (2000)
In Concert (2004)
Wicked Wonderland (2009)
Living Like a Runaway (2012)


RACCOLTE RUNAWAYS
And Now... The Runaways (1978)
Flaming Schoolgirls (1980)
Little Lost Girls (1981)
The Best of the Runaways (1987)
Neon Angels (1991)
20th Century Masters - The Millennium Collection: The Best of the Runaways (2005)


RACCOLTE LITA FORD
The Best Of Lita Ford (1992)
Greatest Hits (1999)
Kiss Me Deadly (2001)
Platinum and Gold Collection - The Best of Lita Ford (2004)
Out for Blood/Dancin' on the Edge (2007)


COME OSPITE
The Stepmothers - You Were Never My Age (1981)
Heaven - Where Angels Fear to Tread (1984)
W.A.S.P. - The Headless Children (1989)
W.A.S.P. - First Blood Last Cuts (1994)
Colonna sonora - Robocop the Series (1995)
Stairway to Heaven: A Tribute to Led Zeppelin (1997)
Twisted Sister - A Twisted Christmas (2004)
LOU - I Want To Be Loved (2005)



Shadowplay72
Sabato 2 Dicembre 2017, 3.13.48
7
Una delle migliori rocker di sempre,prima con le runaways poi da solista!
Philosopher3185
Sabato 1 Febbraio 2014, 18.18.03
6
E' una grande anche lei..insieme a doro pesch
Raven
Lunedì 5 Agosto 2013, 21.38.57
5
Doro prima o poi sarà certamente inserita nella rubrica.
Andy '71 vecchio
Lunedì 5 Agosto 2013, 17.23.47
4
Grandissima!Lei e Doro le mie preferite!Si è mantenuta sempre bene,con ottimi dischi!
Sambalzalzal
Lunedì 5 Agosto 2013, 10.18.00
3
Bellissima donna ancora oggi e grandissima artista, veramente come dice Radamanthis@ un'icona!!! Perlomeno io la considero tale assieme all'altra grande sfortunata del rock, Wendy Williams. Il mio album preferito è senza dubbio Dangerous Curves ma si parla secondo me di una discografia che si è sempre comunque mantenuta su una media bella alta!
Radamanthis
Lunedì 5 Agosto 2013, 10.13.10
2
Grandissima icona rock, ieri come oggi! La foto con la Chevrolet Chevelle (mi sembra proprio quella macchina) le fa guadagnare ancor più punti della cintura....
Lizard
Domenica 4 Agosto 2013, 23.59.22
1
Gran donna e grandissima performer. La sua musica semplice, ammiccante e dannatamente coinvolgente mi è sempre piaciuta e nonostante la sovraesposizione sexy sempre superesibita (come dimenticare i suoi video o le numerose foto??) è sempre stata credibile e capace di dare un senso alla propria carriera. Sicuramente, per chi ha vissuto quegli anni, Lita resta una tipa tosta e sexy che ha saputo resistere alla "centrifuga" Runaways per poi ritagliarsi un proprio spazio e una propria identità con forza, caparbietà e capacità, pur non essendo mai stata una virtuosa. Rispetto per lei e per la sua grinta (piacevole anche l'esibizione del 2009 e credibile il suo ritorno sulle scene)... Ricordi d'adolescenza che ancora fanno sospirare
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