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SECRETS OF STEEL - # 6 - Il Thrash tedesco oltre la Triade, parte prima
07/08/2013 (3681 letture)
THRASH METAL: LA GENESI
Gli anni '80 sono stati artefici e generatori di una nuova e importantissima frangia artistica, destinata a modificare e condizionare definitivamente il concetto di musica estrema in tutto il mondo. Sin dai primi anni del decennio ottantiano, molti ragazzi vestiti di borchie e dai capelli lunghi iniziarono a plasmare i dettami di band come Motorhead, Judas Priest, Iron Maiden, Def Leppard e Diamond Head in una radicalizzazione del metal mai sentita prima, che sarà poi apprezzata e riconosciuta in tutto il mondo. Quella volontà comune di una generazione che si è persuasa di ricercare suoni più violenti, di comporre brani che esasperassero gli stilemi dell'heavy metal classico, di gridare al mondo la propria furia e di imporsi con brutalità sul pensiero musicale del popolo metallaro può essere riassunta in una semplice parola: thrash. Percuotere. Questa è stata la parola chiave del periodo musicale degli anni '80, capace di introdurre il mondo a una nuova variante sonora che avrebbe irrimediabilmente influenzato qualsiasi altra corrente musicale estrema negli anni a seguire. Mentre la NWOBHM conosceva la propria crisi, cominciarono a nascere decine di gruppi musicali carichi di questa rabbia giovanile, influenzati con decisione dalla frangia musicale hardcore che vedeva i suoi progenitori nei Discharge , nei The Exploited, nei Misfits e nei Dead Kennedys: all'aspetto meramente musicale e testuale dell'heavy classico viene quindi aggiunta un'esasperazione del senso di ribellione e di rabbia nei confronti della società, dello stato, delle ideologie politiche e della religione. Senza nulla togliere ai pluridecorati Metallica, agli eterni rivali Megadeth, ai cattivissimi Slayer o agli irriverenti Anthrax, il reale punto di nascita del thrash deve essere ricercato in band che sono rimaste, musicalmente parlando, nel panorama underground. Sostanzialmente si può identificare la nascita del thrash metal in gruppi quali Exciter, Jaguar e, soprattutto, Venom; all'inizio degli anni ottanta, il confine tra questa nuova concezione musicale e il classico heavy metal era molto sottile e non sempre definibile: la caratteristica prioritaria del thrash metal era, molto semplicemente, l'estremizzazione di velocità, tecnica esecutiva e distorsioni dello stile dei gruppi NWOBHM, caratterizzato da testi, furia esecutiva, senso di comunità e rituali duranti i concerti derivanti dall'hardcore. Non è raro identificare in Kill 'em All, erroneamente giudicato come il progenitore del thrash metal, enormi influenze da gruppi come Motorhead, Diamond Head e Mercyful Fate; esso è giustamente considerato una pietra miliare della musica metal, probabilmente il primo disco definibile a tutto tondo come thrash. Diverso è il discorso per quanto riguarda gruppi come i sopracitati Venom, Exciter e Jaguar i quali hanno tentato, già alla nascita del decennio, di distaccarsi maggiormente dalle influenze musicali del periodo e si sono prodigati nell'inventare nuove sonorità estreme alle quali si sarebbero poi ispirati i suddetti grandi gruppi per i loro successivi dischi. La riuscita di questo coraggioso intento è confermata dall'uscita, qualche anno dopo, di alcuni dei più grandi capolavori in ambito thrash metal e la conseguente consacrazione a maestri del genere americano di Slayer, Anthrax, Exodus, Megadeth, Testament, Overkill e Metallica.

LA SITUAZIONE TEUTONICA
Se i nomi succitati appartengono quasi interamente agli Stati Uniti e alla idolatrata Bay Area, ciò non vuol dire che l'Europa sia rimasta a guardare questa evoluzione senza offrire la propria risposta. Nel campo concernente il thrash metal il paese che più si è distinto in Europa è probabilmente la Germania, da anni ormai giustamente consacrata insieme alla cosiddetta Triade: Kreator, Sodom e Destruction. La principale caratterizzazione del thrash metal teutonico che lo differenzia da quello suonato in tutto il resto del mondo, sia nella Bay Area sia nel resto d'Europa, è la sua immediatezza e la sua brutalità: caratteristiche proprie di un forte senso di ribellione nei confronti di tutto ciò che ha reso difficile l'adolescenza dei componenti delle band. Questo innato senso di rabbia nei confronti della società e degli stilemi religiosi è da ricercare all'interno del contesto socio-culturale di formazione dei componenti i vari gruppi: la maggior parte delle band tedesche, infatti, è stata caratterizzata da un background sociale molto difficile; non per niente, i luoghi che hanno dato origine ai più grandi gruppi sono caratterizzati da numerose fabbriche e industrie minerarie (uno su tutti il Bacino della Ruhr). Per merito di questa situazione difficile per gli adolescenti, le cui famiglie si trovavano in situazioni socio-economiche particolarmente difficoltose, le ideologie classiche della musica metal e hardcore hanno trovato terreno fertile per incanalare tutto il senso di oppressione societaria e la rabbia giovanile maturata. La cosiddetta Triade si è estremamente ispirata alle sonorità messe in campo dai primissimi Venom, trovando nelle espressioni violente, sgraziate, graffianti e nei testi di Welcome to Hell e Black Metal una delle influenze più importanti a livello compositivo; seguendo questo estremo filone musicale, le tre band tedesche più famose hanno prodotto le loro demo d'esordio che, ancor oggi, risultano probabilmente quanto di più brutale ed efferato si possa trovare nel panorama thrash. Bastano titoli come Witching Metal (Sodom), Bestial Invasion of Hell (Destruction) ed End of the World (Kreator) per identificare la nascita dei mostri sacri europei del thrash metal. Tuttavia, nonostante l'enorme (e meritato) successo che hanno avuto questi tre gruppi non bisogna commettere l'errore di circoscrivere l'argomento thrash metal teutonico in un testo composto esclusivamente da tre capitoli. Nella seconda metà degli anni ottanta, quindi nei due o tre anni successivi, sono nate moltissime band di alto livello e di grande valore che però hanno raccolto molto meno rispetto a quanto abbiano seminato. Un amante della musica metal estrema che non si sofferma sulle solite band, potrebbe snocciolare un elenco di decine di gruppi che, a modo loro, hanno incastrato alcuni tasselli nel grande mosaico del thrash tedesco ottantiano. Sicuramente, a livello di influenza e di longevità musicale, i tasselli più grandi e colorati di questa meravigliosa opera d'arte che è il metal teutonico li hanno inseriti i signori che compongono la Triade; tuttavia, per potersi godere appieno un'opera d'arte non bisogna limitarsi a osservarla a grandi linee, ma sorge la necessità di soffermarsi su ogni piccolo particolare che rende tale il capolavoro.
Ecco qui la necessità di gettare luce su altre piccole o grandi band, rigorosamente in ordine alfabetico, che, purtroppo, rimangono sconosciute ancor'oggi alla maggior parte del pubblico amante del metal. Dei veri e propri Secrets of Steel.

ACCUSER
Nati a Siegen nel 1986, gli Accuser sono state una delle realtà più importanti nello sviluppo del mosaico del thrash teutonico di chiara derivazione americana; provenienti dalla Renania settentrionale, i quattro membri originari della band si sono dedicati quasi immediatamente alla composizione di loro materiale sotto la chiara ispirazione dei primi album dei Metallica. Dopo aver pubblicato una demo già nel 1986, gli Accuser vengono notati dall'etichetta discografica Atom H e pubblicano il loro disco d'esordio The Conviction già l'anno successivo; il successo di questo esordio ha spinto Frank Thoms e compagni a proseguire repentinamente sulla loro strada pubblicando un EP nel 1988 e il secondo disco Who Dominates Who? nel 1989; tuttavia, malgrado le loro capacità tecniche e compositive non indifferenti, gli Accuser vennero accusati (perdonate il gioco di parole) da una frangia del pubblico di essere una brutta copia dei Metallica di Master of Puppets; pesanti critiche vennero anche mosse nei confronti della produzione e dei suoni presenti in quel disco, malgrado la buona qualità compositiva messa in mostra. Nonostante questi scricchiolii nella conformità della band, il vero passo falso dei nostri arrivò con la pubblicazione del disco Double Talk nel 1991, il quale non si mostrò in grado di mettere a tacere le critiche infondate già piovute sul precedente disco; solo con l'abbandono del vocalist/bassista Eberhard Weyel e il conseguente passaggio alla voce del leader chitarrista Frank Thoms gli Accuser riescono a tornare sul mercato con un disco valido quale Repent nel 1992. La pubblicazione di questo album segna anche un momento di separazione tra i primi Accuser e quelli degli anni novanta: dato il periodo, le sonorità del quartetto virano su caratteristiche maggiormente groove sullo stile portato alla ribalta dall'altra parte dell'oceano dai quattro Cowboys from Hell; questo dettaglio può confermare in parte la particolare propensione degli Accuser a permeare il proprio sound di forti ispirazioni da parte di band che hanno fatto la storia nell'oltreoceano, così da etichettarli come una grande band, senza dubbio, ma pur sempre altamente derivativa. Malgrado tutto, gli Accuser sono stati tra le poche band thrash tedesche a resistere sino a metà degli anni novanta, pur conoscendo in prima persona la crisi che aveva colpito il genere sin dall'inizio del decennio; dopo essersi sciolti nel 1995 in seguito alla pubblicazione del mediocre Taken by the Throat e aver trascorso un periodo di pausa sotto il nome degli Scartribe, gli Accuser si sono riformati nel 2003 con il solo Frank Thoms come membro originario e hanno pubblicato negli ultimi tre anni, tre album discretamente buoni. La storia degli Accuser, malgrado quanto avranno ancora da dire (e si spera tanto), rimarrà comunque un racconto ad andamento sinusoidale, con alti e bassi che non hanno mai permesso a una band del genere di spiccare sull'affollatissimo panorama thrash metal degli anni ottanta.

DISCHI DA ASCOLTARE
1. The Conviction (Atom H), 1987
2. Who Dominates Who? (Atom H), 1989
3. Repent (Our Choice RTD), 1992

ASSASSIN
Dusseldorf è la patria degli Assassin. Gruppo formato nel 1983 da Robert Gonnella, la cui situazione famigliare richiama un po' la storia del sig. Mille Petrozza, e chiaramente ispirato alle influenze eterne dei Venom di Welcome to Hell. Dopo aver consolidato la formazione della propria band con Jurgen Scholz, Dinko Vekic e Markus Ludwig, Gonnella si è dedicato all'incisione della prima demo Holy Terror nel 1985; visto il successo non indifferente di questa prima registrazione, seguita da The Saga of Nemesis nel 1986, gli emergenti Assassin furono contattati per firmare un contratto con diverse case discografiche tedesche, tuttavia rifiutarono apertamente questi tentativi di corteggiamento e attesero un'occasione più ghiotta; mentre proseguivano insieme ai concittadini Deathrow a spaccare la Germania a suon di concerti dal vivo, l'occasione non tardò ad arrivare con l'offerta di un contratto con la SPV/Steamhammer nel novembre 1986. Dopo aver posto tutte le dovute firme, gli Assassin si sono dedicati immediatamente alla composizione e alla registrazione dell'album d'esordio The Upcoming Terror; questo disco, composto e registrato in poco più di due mesi, viene pubblicato nel gennaio 1987 e presenta caratteristiche prettamente derivative dai Venom: chitarre distorte al limite della comprensione (per il periodo ovviamente) e vocals furibonde hanno reso il sound degli Assassin ben riconoscibile da qualsiasi amante del thrash metal teutonico. Visto il grande successo insperato delle demo e il buon successo del disco d'esordio, per gli Assassin la strada sembrava spianata: senza perdere tempo, Gonnella & Co. si dedicarono immediatamente alla scrittura del secondo album intitolato Interstellar Experience e da molti considerato il loro vero capolavoro; le sonorità, ulteriormente inacidite e rabbiose, vengono paradossalmente affiancate a vene melodiche importanti e una tecnica strumentale decisamente notevole. Purtroppo, negli anni ottanta, Interstellar Experience non venne apprezzato dal pubblico e dalla critica e fu di conseguenza un mezzo flop a livello di vendite; oltre alla perdita del supporto da parte della casa discografica vista la fredda accoglienza da parte del pubblico, gli Assassin si videro anche rubare tutta la strumentazione durante una delle date del tour a supporto del secondo album: la rapina fu la classica goccia che fece traboccare un vaso riempito fin troppo dai diverbi con la SPV/Steamhammer e questo comportò la decisione di sciogliere il gruppo. Dopo quasi vent'anni di silenzio, nel 2005 gli Assassin si sono riuniti e hanno pubblicato The Club, il tanto atteso disco di reunion del combo tedesco; le aspettative, vista l'ormai mitizzazione del disco d'esordio, erano altissime e proprio per questo sono state soddisfatte solamente a metà; sia The Club, sia il più recente Breaking the Silence (2011), non sembrano avere il tiro e il fascino che innegabilmente possiedono i due dischi d'esordio: malgrado questi dettagli purtroppo negativi, visto il periodo non proprio esuberante per il thrash metal, gli Assassin rimangono una di quelle realtà tanto valide ed esaltanti, quanto sfortunate nella loro storia. Meritano sicuramente più di una nuova occasione da parte delle nuove leve di metallari poiché, sfortuna a parte, anche loro hanno fatto la storia di questo genere.

DISCHI DA ASCOLTARE
1. The Upcoming Terror (SPV/Steamhammer), 1987
2. Interstellar Experience (SPV/Steamhammer), 1988

DEATHROW
Dusseldorf è la patria dei Deathrow, gruppo che ha sostanzialmente seguito di pari passo i concittadini Assassin, sia per quanto riguarda il percorso artistico, sia per quanto concerne il mero percorso della musica dal vivo: infatti sono stati numerosissimi i concerti che, negli anni ottanta, hanno visto le due formazioni saldamente affiancate quasi come se fossero un progetto unico. Formatisi nel 1986 dalle ceneri dei Samhain, i Deathrow hanno sfornato quattro dischi nei loro sei anni di carriera; tali dischi sono ancora adesso giustamente inseriti negli annali della musica thrash mondiale. Markus e Sven si sono incontrati a Dusseldorf con Milo e Uwe grazie a una conoscenza comune e, pur non conoscendosi da molto tempo, si sono dedicati al loro neo progetto con costanza e impegno; tutti quanti provenivano da almeno un progetto musicale, per cui malgrado la giovane età avevano già accumulato una buona dose d'esperienza da riporre nella proposta dei Deathrow. Durante uno dei loro primi concerti in Altenessen hanno avuto la fortuna di avere tra il pubblico Mille Petrozza dei Kreator, al quale è piaciuto lo show e ha acquistato una delle loro prime demo presentandola all'etichetta discografica che aveva dato alle stampe il suo esordio Endless Pain: la Noise Records. È stata proprio questa label a essere croce e delizia allo stesso tempo dei Deathrow: in tre anni i quattro ragazzi hanno pubblicato altrettanti album, a partire dall'esordio nel 1986 di Riders of Doom, passando per Raging Steel e al loro lavoro di maggior qualità Deception Ignored del 1988; malgrado la loro strada apparisse spianata al fianco di altre realtà più importanti, alcuni diverbi, un accantonamento da parte della Noise Records e poco supporto alla band stessa han portato i Deathrow a un periodo di pausa di qualche anno; il silenzio si è poi interrotto nel 1992 con la pubblicazione di Life Beyond sotto la West Virginia Records, ma non è riuscito a ripetere i fasti proposti dal terzetto pubblicato negli anni ottanta e ha portato la band al conseguente scioglimento. Come un copione già scritto, come una storia già sentita, per ogni band che ha avuto un grande successo grazie a un'etichetta discografica, ce ne sono decine che sono state accantonate o che non sono state supportate a dovere, comportando un successivo scioglimento malgrado le grandi capacità tecniche e compositive.

DISCHI DA ASCOLTARE
1. Riders of Doom (Noise Records), 1986
2. Raging Steel (Noise Records), 1987
3. Deception Ignored (Noise Records), 1988


EXUMER
Precedentemente conosciuti come Tartaros, gli Exumer sono una delle realtà di nicchia più importanti del thrash non solo tedesco ma mondiale; questo quartetto fondato nel 1984 a Francoforte dal cantante/bassista Mem V. Stein e dal chitarrista Ray Mensh è riuscito a prendere brutalmente parte della storia di questo genere musicale con solo due uscite discografiche sotto l'etichetta Disaster Records. Per quanto la produzione risulti al limite dello scadente, Possessed by Fire (1986) e Rising from the Sea (1987) sono considerati ancor oggi due dei più importanti album del thrash metal teutonico. La differenziazione in quel periodo da quanto dimostrato dalla Triade è netta, nonostante la proposizione degli Exumer si mantenga vicina ai canoni musicali del genere; innanzitutto, il quartetto di Francoforte dimostra un'elevata padronanza delle notevoli capacità tecniche, quasi del tutto inesistenti in album come Endless Pain o Infernal Overkill, i quali hanno basato il loro successo sulla brutalità priva di qualsiasi virtuosismo e/o tecnicismo. Proprio per questo motivo, gli Exumer sono maggiormente affiancabili agli storici gruppi della Bay Area, piuttosto che alla già citata Triade, tanto da far sembrare il quartetto Francofortiano quasi una thrash metal americana trapiantata in terra teutonica. Una delle cause dello (scandaloso) scarso successo degli Exumer può essere imputato proprio a questo tipo di sonorità che, pur rimanendo nei canoni del genere, tiene maggiormente in considerazione la tecnica strumentale a scapito dell'immediatezza e della furia dimostrata nella registrazione. Per loro sfortuna, in un paese come la Germania industriale degli anni ottanta, si prediligevano maggiormente la violenza e la cattiveria, piuttosto che il ragionamento tecnico dietro alle loro proposizioni. Un'altra motivazione che ha inficiato sul successo della band è il netto split avuto con Mem V. Stein dopo il disco d'esordio e lo scioglimento del gruppo subito dopo la pubblicazione del secondo lavoro. Malgrado questi problemi abbiano comportato la rovina di uno dei gruppi migliori nel panorama musicale di quel periodo, questi due dischi risulteranno determinanti per la nascita nel mondo del cosidetto technical thrash metal, ripreso e perfezionato, almeno a livello europeo, dagli elvetici Coroner e dai danesi Artillery; la beffa più grande è che, probabilmente, se un disco come Possessed by Fire fosse stato prodotto, registrato e distribuito in quello stesso periodo da una band americana supportata da una grande etichetta, esso avrebbe ottenuto molto più successo e li avrebbe probabilmente proiettati nell'Olimpo delle grandi band ottantiane.
Sfortunati precursori di un genere.

DISCHI DA ASCOLTARE
1. Possessed by Fire (Disaster Records), 1986
2. Rising from the Sea (Disaster Records), 1987

HOLY MOSES
Gli Holy Moses sono stati uno dei primi gruppi thrash metal a calcare le scene teutoniche. Fondati nel 1980 ad Aquisgrana, hanno iniziato a suonare concerti in giro per il loro paese negli anni in cui i Venom facevano il loro esordio carico di energia primordiale e simbologia satanica. Il periodo di nascita della band ha inoltre fatto sì che la stessa fosse attiva e immersa completamente nel periodo di transizione e di nascita del genere, sia a livello mondiale sia a livello nazionale; essi, infatti, calcavano già le scene tedesche da anni quando vennero date alla luce le illuminanti demo della Triade. Particolarità del quintetto sin dagli esordi è la presenza di una vocalist di sesso femminile, la carismatica Sabina Classen da sempre in grado di mettere in mostra la propria presenza scenica e di non sfigurare affatto a livello vocale nei confronti dei suoi colleghi uomini. Oltre a un dignitoso e valido percorso ottantiano, gli Holy Moses sono uno dei pochi gruppi 'minori' della scena teutonica ad essere rimasti in attività anche negli anni novanta e negli anni duemila, malgrado i numerosissimi cambi di line-up che hanno portato Sabina Classen ad essere l'unico punto fermo della band. I due dischi sicuramente da tenere d'occhio e da ascoltare sono Queen of Siam (1986) e Finished with the Dogs (1987), con il primo a rappresentare una vera e propria raccolta dei brani migliori composti dalla fondazione del gruppo e già presentati al pubblico in ben otto demo e uno split e il secondo, registrato ai Phoenix Studio di Bochum (per la cronaca lo stesso studio dove è stato registrato l'EP Flag of Hate dei Kreator), comunemente inteso come il punto più alto della trentennale carriera degli Holy Moses. Il sound di queste prime fatiche degli Holy Moses è quello tipico ottantiano, composto da sonorità irruente, chitarre sferzanti e assoli al fulmicotone, in grado di esaltare l'ascoltatore come solo poche registrazioni sanno fare. Entrambi questi album sono stati rilasciati sul mercato dalla AAARRG Records prima del temporaneo passaggio alla Warner Bros, senza però riuscire a colmare il gap di vendite che aveva già consacrato la Triade; una difficile campagna di vendite, unita a una scarsa pubblicità della band, rientra nei motivi principali per cui questo gruppo non + riuscito a farsi largo sgomitando in mezzo a quei tre colossi che hanno raccolto quasi tutto ciò che si poteva raccogliere.

DISCHI DA ASCOLTARE
1. Queen of Siam (AAARRG Records), 1986
2. Finished with the Dogs (AAARRG Records), 1987

LIVING DEATH
Vengeance of Hell e Metal Revolution sono due dischi che qualsiasi persona che si definisce amante del thrash metal non può non aver ascoltato almeno una volta. Fondati dai fratelli Kelch nel 1980 a Velbert, i Living Death sono stati attivi per tutto il decennio producendo cinque album e trascorrendo buona parte della loro attività musicale in tour per i locali tedeschi. In particolare i due album sopracitati sono, a posteriori, i più importanti della loro ristretta discografia. Nel loro sound appaiono ancora evidenti gli spunti provenienti dal classico heavy metal, pregno di quelle accelerazioni brutali che sarebbero poi diventate il segno distintivo del thrash. Vengeance of Hell (1984) può essere inteso come una delle prime uscite di questo genere musicale in ambito tedesco, pronto a bruciare le tappe e le pubblicazioni di quella che sarebbe diventata la Triade; il sound, sicuramente ispirato ai progenitori della Bay Area, è caratterizzato ancora da una grande influenza che band come Accept e Motorhead hanno avuto sul genere, lasciando ancora forti strascichi heavy nel sound grezzo e spericolato; questo disco d'esordio è stato uno di quelli che è riuscito a gettare le basi del thrash metal poi riprese, elaborate e portate al successo da altri. Dopo questo esordio molto valido, anche se non riconosciuto a dovere, i Living Death hanno pubblicato un anno dopo il loro secondo disco Metal Revolution, il quale contiene tutti i dettagli descrittivi di questa rivoluzione della musica metal che si respirava distintamente nel periodo ottantiano; questo secondo disco rappresenta senza dubbio il picco più alto di una band che, sfortunatamente, non ha mai avuto grande successo a livello di pubblico ed è stata relegata sin dall'inizio a gruppo di nicchia, seguito solamente dai metallari più incalliti e amanti del genere; uno scarso riscontro a livello di seguito che ha direttamente influenzato i rapporti della band con l'etichetta discografica, portando i Living Death a sciogliersi nel 1991, anno in cui cominciava la grande crisi del genere musicale; malgrado la loro sfortuna e il loro essere stati molto sottovalutati, i Living Death hanno offerto una piccola ma importante dose di influenze sul genere, ponendo qualche minuto tassello nel grande mosaico del genere. Al giorno d'oggi, purtroppo per loro con quasi trent'anni di ritardo, i Living Death sono indicati come una delle band teutoniche di maggior validità e di più grande interesse da parte degli amanti incalliti del thrash metal mondiale.

DISCHI DA ASCOLTARE
1. Vengeance of Hell (Mausoleum Records), 1984
2. Metal Revolution (Earthshaker Records), 1985

PARADOX
Al pari dei Tankard i Paradox, band capitanata da Charly Steinhauer, hanno sempre avuto il loro discreto seguito, sicuramente più ampio rispetto a quello di altre realtà del genere; allo stesso modo, purtroppo, hanno sempre raccolto molto meno di quanto seminato. Nati a Wurzburg nel 1986 sono classificabili come una band del 'secondo periodo' degli anni ottanta, chiaramente ispirati e intenzionati a proporre la loro idea di thrash metal dopo aver seguito i mostri sacri della Bay Area e la Triade; malgrado la loro posizione geografica, il sound della band si è sempre maggiormente rifatto ai canoni thrash/speed americani con forti rimandi alle sonorità messe in campo dagli Anthrax: la stessa voce di Charly Steinhauer è riconducibile a quella storica di Belladonna, prediligendo il timbro cristallino e acuto a quello graffiante messo in mostra dalla maggioranza delle altre thrash band tedesche. L'album di debutto, Product of Imagination, sopraggiunge solamente nel maggio del 1987 ovvero in un periodo quando la maggior parte delle altre thrash metal band teutoniche erano già al secondo, se non al terzo disco. Malgrado questo apparente 'ritardo', i Paradox sono riusciti ad attirare immediatamente l'attenzione della Roadrunner Records che ha anche prodotto il secondo disco Heresy, forte di critiche positive in tutto il mondo. Purtroppo per Charly Steinhauer, la fortuna di trovare un'etichetta di lusso come la Roadrunner è stata anche una sfortuna: infatti, dopo questi due album d'esordio, i diverbi e i contrasti con la stessa casa discografica sono stati tali da far fermare il gruppo per ben undici anni. Malgrado le pressioni ricevute da tantissime case discografiche, Charly non ha composto nessun album a nome Paradox negli anni novanta, decidendo poi di firmare solo nel 2000 per la AFM Records (etichetta che ha pubblicato gli ultimi quattro album, compreso l'ottimo Tales of the Weird del 2012). Malgrado questo grande ritorno fosse stato accolto con impazienza da tutto il mondo, la sfortuna si mise nuovamente in mezzo fermando nuovamente la band a causa di problemi fisici e privati del carismatico frontman. Ora, nonostante i problemi fisici di Charly non siano stati accantonati del tutto, i Paradox hanno dimostrato di avere trovato la continuità necessaria per fare felice moltissimi fans (tre album in quattro anni) e di poter dire la loro accanto ai mostri sacri del genere, suscitando attesa e creando aspettativa ogniqualvolta si profila l'uscita di un nuovo disco.

DISCHI DA ASCOLTARE
1. Product of Imagination (Roadrunner Records), 1987
2. Heresy (Roadracer Records), 1989

TANKARD
I Tankard meritano un discorso a parte, rispetto alle altre band trattate in questo articolo; innanzitutto perché non sono mai stati realmente 'oscurati' ma hanno avuto sin dagli esordi una folta schiera di fans alcolizzati e felici di condividere birra e moshpit tra loro. Sì perché, come intuibile dal nome, il seguito dei Tankard è sempre stato decisamente più ampio rispetto a quella di altre band come Living Death, Vendetta e Holy Moses, grazie alle loro tematiche principalmente incentrate, sin dagli esordi del gruppo, sulla goliardia. Sin dall'incredibile debutto di Zombie Attack (1986) i loro testi, peraltro inizialmente scritti in un inglese molto scorretto, si sono concentrati sull'importanza vitale di una delle fonti di sostentamento più determinati nella vita di ogni tedesco che si rispetti: la birra. Brani come Empty (Tankard), Die with a Beer in Your Hand, The Beauty and the Beer riassumono gli argomenti che hanno da sempre contraddistinto la sezione testuale del lavoro dei Tankard. Il sound, anch'esso mutato davvero poco nel corso della trentennale carriera, è molto simile a quello mostrato dalla Triade: sezioni veloci, assoli furiosi, tecnica non eccessiva, ma soprattutto cattiveria strumentale. Queste sonorità crude sono valse a Geremia & Co. un lungo contratto con l'etichetta discografica Noise Records oltre a lunghi tour come band d'apertura di tutti i componenti della Triade stessa. Il motivo principale per cui i Tankard hanno avuto un seguito migliore rispetto agli altri gruppi underground della Germania, è anche il motivo principale per cui Andres Geremia e soci non hanno mai avuto il successo di Sodom, Destruction e Kreator; per quanto la birra possa essere una delle perle della terra tedesca, l'utilizzo di tale tematica in tutti i brani ha fatto in modo che la band non venisse presa sul serio da una fetta dei giovani tedeschi vogliosi di esternare la propria rabbia repressa. Sicuramente, in un adolescente introdotto a tale genere musicale estremo può risultare affascinato maggiormente dall'idea di 'alzare la bandiera dell'odio, adempiendo al proprio compito di distruggere il mondo', rispetto a 'preoccuparsi per il boccale vuoto'. Per cui lo stile thrash goliardico dei Tankard, da sempre unico e inconfondibile, è sempre stato croce e delizia del successo della band; tuttavia, visto che questi signori continuano dopo trent'anni di onorata carriera senza un tentennamento a sfornare buoni dischi con un'ottima regolarità, non si può dire che sia stata una scelta stilistica errata.

DISCHI DA ASCOLTARE
1. Zombie Attack (Noise Records), 1986
2. Chemical Invasion (Noise Records), 1987
3. The Meaning of Life (Noise Records), 1990

VENDETTA
Nati a Schweinfurt nel 1985 con questo particolare nome italiano, i Vendetta sono un'altra delle ottime realtà thrash teutoniche scoperte dalla Noise Records e, successivamente, non supportate in modo ottimale causando il loro successivo scioglimento alla fine degli anni ottanta. Caratteristica peculiare dei Vendetta è l'alternanza dei due axe-men alla voce, Achim Homerlein e Michael Wehner; questa differenziazione comporta una modifica importante alle linee vocali da un brano all'altro, ma i due chitarristi hanno sempre fornito una valida prova dietro il microfono grazie alle timbriche graffianti e ben appropriate alle sonorità tecniche ispirate ai primi Metallica. Questa loro caratteristica viene quindi affiancata a un elevato tasso tecnico nelle composizione di poco dissimile dai connazionali Exumer e che verrà poi ripreso da una grandiosa band svizzera sotto contratto con la stessa etichetta discografica, i Coroner. Malgrado la recente reunion con un cambio di line-up che ha dato alla luce il (deludente) terzo album della loro discografia, i veri capolavori ancor'oggi idolatrati dai thrashers di tutto il mondo sono il disco d'esordio Go and Live ... Stay and Die (1987) e il successivo Brain Damage (1988); oltre al tasso tecnico elevatissimo che sarà di chiara ispirazione per la nascita a inizio anni novanta del filone del technical thrash metal, una delle caratteristiche preponderanti del songwriting dei Vendetta è la loro visione politica di estrema sinistra: sono infatti frequenti i riferimenti al capitalismo, alla dura reazione che la band vuole imporre alle categorie più abbienti dal punto di vista economico e lavorativo e all'integrazione sociale nei confronti dello straniero. Come spesso è accaduto, malgrado la buona risposta da parte del pubblico nei confronti della band, i Vendetta sono stati costretti a sciogliersi a causa di un supporto scadente da parte dell'etichetta discografica in un periodo che, ormai, stava già segnando la profonda decadenza novantiana del thrash metal teutonico e mondiale. Insieme con Exumer, Artillery, Deathrow e Coroner, i Vendetta permangono comunque una delle realtà più importanti del movimento precursore al technical thrash metal europeo.

DISCHI DA ASCOLTARE
1. Go and Live ... Stay and Die (Noise Records), 1987
2. Brain Damage (Noise Records), 1988

CONCLUSIONI
Visti i passati e le storie di tali band succitate, possiamo riassumere gli aspetti principali che hanno influenzato il successo o l'insuccesso delle thrash metal band in Germania negli anni ottanta in due macrocategorie: la qualità e l'appoggio di una label e la risposta del pubblico di quel determinato periodo alla registrazione. Il primo aspetto è stato determinante in quasi tutte le band sopracitate, visto che i grandi successi (Sodom, Kreator e Destruction) si sono distinti dai grandi insuccessi (Deathrow, Assassin e Vendetta) principalmente a causa di un supporto non adeguato nei secondi casi che non ha permesso a band di livello assoluto del genere di avere una valida chance di spiccare nel panorama teutonico prima del'inevitabile decadimento degli anni novanta; il secondo aspetto è stato anch'esso molto importante visto che ha causato l'insuccesso di alcune band dall'elevato tasso tecnico e dalle ottime capacità di songwriting solo a causa di scelte musicali non avvezze al pubblico del periodo, maggiormente incline a sfogare la propria furia con un thrash grezzo e scevro da qualsiasi tecnicismo. In ogni caso, ciò che accomuna quasi tutte le band sopracitate è la sfortuna, anche solo intesa come la malasorte di firmare con una label poco valida, di pubblicare un disco al momento sbagliato o di una qualche tensione a livello interpersonale tra i membri delle band; è essenzialmente questa sfortuna, che ha preso diverse forme, ad aver creato una chiara distinzione tra le band leggendarie famose in tutto il mondo e i gruppi di nicchia, validissimi ma conosciuti da un numero molto esiguo di persone. Non si vuol sostenere e non sarebbe affatto scontato che se una qualsiasi di queste band si fosse trovata al posto di una della Triade, avrebbe avuto lo stesso grado di successo internazionale, tuttavia sarebbe sicuramente ricordata in modo più consono al suo livello musicale e compositivo in una posizione di tutto rispetto, senza venire gettata nel dimenticatoio dalla maggior parte dei metallari. Proprio per questo motivo, il mero fatto che gruppi come i succitati non siano famosi o non abbiano ricevuto un valido riscontro trent'anni fa, non deve renderli meno importanti agli occhi dell'ascoltatore: anzi, probabilmente queste band sono proprio quelle che riescono ad apportare quel quid in più a un metallaro amante del thrash che per definizione dev'essere diretto, privo di fronzoli ed estremamente spontaneo. Ancor'oggi si concede grande fiducia al thrash metal, tanto da seguire con attenzione tutte le numerosissime nuove band che tentano di ripercorrere i fasti del passato, in modi più o meno validi; proprio per questo motivo, vista questo recente ritorno di fiamma nei confronti di un genere musicale molto sfruttato anche da semplici emulatori, approfondire la propria cultura musicale tramite l'ascolto delle band sopracitate potrebbe offrire sensazioni decisamente positive, cancellando l'erronea idea che la Triade rappresenti tutto ciò che la Germania ha avuto da dire nel thrash metal. In fin dei conti, quali sono i complessi che riescono pienamente a racchiudere lo spirito di un genere musicale se non quelli che, nel loro piccolo e nelle loro tantissime sfumature diverse, l'hanno completamente vissuto?

Continua e finisce qui



Silvia
Giovedì 26 Aprile 2018, 18.35.38
35
Sì @rik ce ne sono tante e questi articoli sono dei grandi omaggi, belli da leggere x chi ha vissuto l'epoca ma anche molto utili x conoscere questi gruppi che hanno avuto meno successo su grande scala
rik bay area thrash
Giovedì 26 Aprile 2018, 18.28.45
34
@Silvia, si è come dici Te, la notorietà è (un po) in funzione dei propri gusti musicali. I vendetta, come hai giustamente già scritto, sembravano lì lì per spiccare il volo, poi sappiamo tutti come è andata a finire. Ma di band valide, ma che non sono andate oltre al primo o secondo album c'è ne sono (purtroppo) tantissime, e sicuramente molte le conosci anche tu. Questo 'contatto' (cioè il mio dischivendolo di fiducia), c'è l'ho ancora ..... ricordo anch'io l'intervista con foto a down dei detente
Silvia
Giovedì 26 Aprile 2018, 18.18.16
33
@rik, beato te che avevi questo contatto . Io avevo un gruppo di amici con cui dividevamo gli acquisti (come ha raccontato @Raven in un altro articolo) e poi se capitava di viaggiare nelle grandi citta' si faceva "rifornimento", oppure si acquistava x corrispondenza. Pero' ricordo che certi titoli erano comunque introvabili perche' erano import e non sempre arrivavano (non mi ricordo bene ma c'era qualche magagna)./// I Detente pero' nella scena erano molto seguiti (o forse interessavano a me x via della cantante e del piglio molto battagliero), mi ricordo che HM li intervistava e ne parlava molto bene... . Strano che si siano stupiti del tuo acquisto.../// Si' neanch'io mi son mai curata della fama o del nome del gruppo e probabilmente x questo ho una visione distorta della notorieta' delle band. Esempio mi sembra che i Vendetta siano un grosso nome e li debbano conoscere tutti . Insomma concordo pienamente con l'ultimo paragrafo di questo articolo, anche se ritengo che nella sacra triade la posizione dei Kreator (pur non rientrando nei miei gusti) sia insostituibile
rik bay area thrash
Giovedì 26 Aprile 2018, 16.16.22
32
@Silvia, effettivamente c'erano molte difficoltà nel reperire 'alcuni' album. Diciamo quelli più underground, distribuiti da piccole label. All' epoca ( e ancora oggi) ho i miei 'contatti' presso un negozio di dischi. Sono ragazzi/e veramente preparati e hanno diversi contatti presso numerosissime label. Ti posso dire una cosa? Quando acquistai il vinile di 'recognize no ... ' non lo voleva nessuno perché nessuno conosceva quella band. io avevo letto la review sia su rockerilla che su metal forces e ne parlavano in modo entusiasta. Quando i metallari/clienti mi videro con la copia in mano, mi chiesero chi erano ed erano stupiti del mio acquisto. Era (è) un grande slab of vinil ancora oggi. Come ti sei sicuramente resa conto, gli acquisti di molti vinili molti li fanno in funzione della notorietà di una band, cosa che io invece non faccio mai. Adesso con internet si aperto un mondo di band e album pazzeschi, che a quei tempi erano perfettamente sconosciuti qui in italia. Cerco sempre band underground ma che hanno realizzato piccoli gioiellini (di thrash). Ma vedo con piacere che anche Te non ti soffermi sempre sui soliti noti.
Silvia
Giovedì 26 Aprile 2018, 15.46.04
31
Si' @rik, i Vendetta avevano melodia e velocita' insieme oltre a certe parti tecniche che li rendevano unici nel panorama, e poi, ripeto, pareva che dovessero fare il botto da un momento all'altro.../// Si' certo, guardavo con ammirazione Dawn anche se non conoscevo la musica perche' ovviamente x noi ragazze era un esempio e nelle interviste veniva fuori come un personaggio in gamba (dispiace x la sua prematura scomparsa). Belli i riff di Holy War e di Catalepsy pero' li ho sentiti ai tempi di internet... ripeto c'era qualche problema con la distribuzione allora, o almeno cosi' ricordo
rik bay area thrash
Giovedì 26 Aprile 2018, 15.00.23
30
@Silvia, i vendetta erano quelli stilisticamente più affini al bay area thrash . Anch'io preferisco il thrash statunitense per gli stessi tuoi motivi . Noto altrettanto con piacere che conosci dawn (rip) dei detente. Hanno di recente fatto la re-issue di recognize no authority con parecchie bonus track che mi è appena arrivato. Comunque in ambito teutonic thrash a ben guardare ci sono diverse band che hanno affini con l' American thrash, tipo gli exumer. Quante band, quanti album ... che ricordi .... bellissimi questi articoli.
Silvia
Giovedì 26 Aprile 2018, 10.12.58
29
Grande articolo e belli i suggerimenti con i titoli da ascoltare . Personalmente ho sempre preferito il thrash USA, forse piu’ mosh e al tempo stesso piu’ melodico di quello teutonico, pero’ fra le band citate ascolto ancora tanto i Vendetta (mitica la loro War!) e mi ricordo che godevano di una certa fama allora. È vero, hanno degli spunti molto tecnici ma al tempo stesso grande impatto (cosa che a volte si perde un po’ nel techno thrash IMO). Ammiravo gli Holy Moses x via di Sabina che (come ricorda @rik) fu una delle primissime thrashers assieme alla compianta Dawn dei Detente. Purtroppo di loro leggevo solo le interviste all’epoca perche’ i dischi non venivano distribuiti o comunque non li trovavo e i miei amici non li avevano
Doomale
Martedì 17 Maggio 2016, 19.34.25
28
Be' se fosse confermato mica sarebbe male!😁..loro adesso stanno su metal blade, quindi potrebbe essere...anzi direi che per i primi due un remastered ci starebbe bene visto che il primo soprattutto ne risentiva un po'...magari!
rik bay area thrash
Martedì 17 Maggio 2016, 19.20.21
27
Spero di non aver capito/letto male, ma quest' anno è in programma la ristampa dei primi cinque album degli accuser, tra cui anche i titoli sopra menzionati che all' epoca mi sfuggirono .... troppe le uscite, troppi dischi, era impossibile stare dietro a tutto .....adesso con più calma e con più dettagli e review da confrontare si ha modo di fare delle scelte quasi a colpo sicuro. evviva.
Doomale
Martedì 17 Maggio 2016, 18.56.15
26
I Risk sono sulla parte seconda dell'articolo😉 . Insieme a tanti altri ottimi da riscoprire...
Maurizio
Martedì 17 Maggio 2016, 15.43.17
25
Forse due righe le meritavano anche i Risk..."The daily horror news" non era affatto da buttare, e pure Hell's animals aveva qualcosa di interessante.
Doomale
Lunedì 16 Maggio 2016, 14.08.25
24
Ti quoto...questi due articoli sul thrash tedesco sono direi "fondamentali"...al pari di quello sulla Bay area! tra l'uno e il due c'è l'imbarazzo della scelta per riscoprire vecchie perle!
rik bay area thrash
Lunedì 16 Maggio 2016, 13.59.24
23
Per merito di @Doomale che ha ripreso la parte due, io riprendo la parte uno. Exumer, living death, tankard, assassin ma soprattutto gli holy moses della sabina, forse una delle prime female fronted band con una vocina che non è quella di un usignolo. Ancora di recente hanno pubblicato un buon album. (Come gli exumer !). Purtroppo la reperibilità di molti album sopracitati è praticamente impossibile (fuori catalogo) ed è un vero peccato. Se non ci si ferma solo ad ascoltare i gruppi più importanti ma ci si guarda intorno si scoprono dischi notevolissimi e che meritano di stare insieme, e senza problemi, a quelli più blasonati nella propria raccolta. Questi sono articoli che meritano. evviva.
deedeesonic
Venerdì 9 Agosto 2013, 16.56.25
22
Quoto il Nerchio!
Nerchiopiteco
Giovedì 8 Agosto 2013, 21.25.35
21
Grandissimi Vendetta, il 25 Ottobre dovrebbero venire pure in Italia; Living Death pure tra i miei gruppi preferiti... solo grandi band, che poco hanno da invidiare ai colleghi statunitensi
thrash1969
Giovedì 8 Agosto 2013, 18.26.29
20
I primi due lavori dei VENDETTA li trovo ancora oggi STUPENDI. Infatti mentre scrivo sto ascoltando go and live.......semplicemente GRANDIOSO
zerba
Giovedì 8 Agosto 2013, 15.27.33
19
*raging steel
zerba
Giovedì 8 Agosto 2013, 15.25.53
18
bell'articolo, personalmente di questi dischi ho consumato Ringing Steel dei Deathrow e il fulmicotone di Possessed by Fire degli Exumer. Disco diverso per i Tankard che invece ho asocltato più in generale, anche se Zombie Attack è d'obbligo per tutti i thrasher.
Andy '71 vecchio
Giovedì 8 Agosto 2013, 11.01.32
17
Complimenti per il gran bell'articolo!Io ricordo anche i Darkness col disco "Death Squad",cmq i miei preferiti dell'epoca sono i Vendetta,pazzeschi,gli Holy Moses della bella Sabrina Classen,un mito,gli Exumer e gli Assassin,cmq anche gli altri meritavano tanto!Grandissima scena teutonica,ricordo l'uscita di quei dischi,l'odore delle fanzine,i tape.......Che figata!
Kireg
Mercoledì 7 Agosto 2013, 21.40.11
16
Un grande articolo! Complimenti all'autore.
Sambalzalzal
Mercoledì 7 Agosto 2013, 16.41.05
15
Monky@ non si finisce veramente mai, per fortuna!!! ci sarà una seconda parte? o Magari qualcuna delle bands che non hai trattato finiranno in qualche altro articolo?
Elluis
Mercoledì 7 Agosto 2013, 16.09.44
14
Gran bel articolo davvero ! Di tutte le band citate adoravo i Deathrow (soprattutto Raging Steel, che considero un album storico), e i Tankard (i tre dischi citati da @Monky sono da avere e amare). Non mi dispiacevano anche gli Exumer e i tamarrissimi Living Death, mentre sinceramente i Vendetta non mi sono mai andati giù: forse dovrei riascoltarli oggi, ma all'epoca li trovavo noiosissimi.
Monky
Mercoledì 7 Agosto 2013, 13.22.51
13
Mi fa piacere che l'articolo sia risultato interessante Per quanto riguarda le omissioni, ovviamente ho dovuto fare una cernita anche perché sarebbe impensabile riuscire a identificarle tutte quante e farle rientrare in un solo articolo. Anche perché come ha detto @Samba rimane comunque un lavoro di ricerca "in continuo divenire", quindi sono molto apprezzate le segnalazioni di band che, per un motivo o per l'altro, non rientrano direttamente nell'articolo
jek
Mercoledì 7 Agosto 2013, 13.15.51
12
Articolo interessantissimo per me che non sono molto informato sul thrash tedesco. Tutta cultura.
Matteo Cagnola
Mercoledì 7 Agosto 2013, 11.31.42
11
Holy Moses
Selenia
Mercoledì 7 Agosto 2013, 11.00.58
10
Davvero ottimo articolo! I Paradox ho avuto modo di vederli dal vivo quattro anni fa e spaccano un sacco, peccato ci fosse davvero poca gente al concerto. Come dici tu che il supporto (di una label o anche solo del pubblico) è fondamentale, tutte queste band non hanno proprio nulla da che invidiare a quelle più blasonate, eppure...
Sambalzalzal
Mercoledì 7 Agosto 2013, 10.14.29
9
Painkiller@ però ti piacciono i Grave Digger se non ricordo male.... cerca di rimediare i Grinder.... ci suonava Stephan Arnold!!!
Painkiller
Mercoledì 7 Agosto 2013, 9.47.33
8
@Lizard: avevo capito l'intento...la mia era solo una battuta. Purtroppo su questo capitolo non posso dare il mio contributo, non conosco molto del thrash tedesco, quindi leggo e imparo...
Lizard
Mercoledì 7 Agosto 2013, 9.31.55
7
@Painkiller: la serie è pensata proprio come retrospettiva su una scena o un genere, al fine di parlare poi anche delle band cosiddette "minori". Se guardi, negli articoli precedenti si era già parlato di epic metal chiaramente Davide ha dovuto comunque fare una selezione, ma contavamo sul vostro aiuto anche per far emergere i nomi che nell'articolo non sono stati citati.
Painkiller
Mercoledì 7 Agosto 2013, 9.21.52
6
no ma...scusate...un articolo intitolato "SECRETS OF STEEL" non può non parlare di hail, kill, sword, odin, brother, Valhalla e...MANOWAR!!!
Sambalzalzal
Mercoledì 7 Agosto 2013, 9.08.51
5
Vitadathrasher@ esattamente! In quegli anni a meno che non si fosse in Germania e non si vivesse in maniera non "mainstream" penso fosse molto difficile seguire tutto questo filone (sicuramente mi sfuggono anche altri nomi). Personamente conosco parecchi tedeschi ultrametalloni che per esempio oltre i Tankard che la sono una mezza istituzione non sono andati. Io ricordo che la prima volta per esempio beccai per puro caso i Vendetta in una vhs assieme a Rage, Risk (altra grande band!) ed altri e da li in poi cominciai a fare un bel lavoro di ricerca che tutt'ora è in atto! Ah e CauldronBorn@ ovviamente anche i Violent Force ed ora che mi ci fate pensare un'altra clamorosa omissione che comunque capisco considerando lo spazio (magari un chapter 2???? ) I MITICI GRINDER!!!!!
CauldronBorn
Mercoledì 7 Agosto 2013, 8.50.01
4
Gran bell'articolo!! Delle bands citate ho una predilizione particolare per gli Holy Moses, Assassin, e i mitici DeathRow. Di questi ultimi sempre troppo poco citata la gemma Deception Ignored, piccolo capolavoro del thrash tecnico teutonico. Mancano all'appello i Violent Force, un pò la risposta crucca agli Onslaught.
Vitadathrasher
Mercoledì 7 Agosto 2013, 8.21.27
3
.......si Samba@ infatti è dopo l'ondata metal che mi trovai addosso tra gli 80 e i primi del 90 che ho cominciato a spulciare su ciò che la piena aveva lasciato e che non avevo avuto modo di scoprire a suo tempo per la quantità e qualità che era in auge in quel periodo. Diciamo che ora, ad acque ferme, si ha modo e tempo di riscoprire molte cose.
Necronius
Mercoledì 7 Agosto 2013, 8.06.37
2
Ehmmmm.....e i Protector!?!?!
Sambalzalzal
Mercoledì 7 Agosto 2013, 7.40.07
1
Bellissimo articolo che a mio parere ci voleva proprio! Purtroppo la maggior parte delle bands citate, forse con la sola eccezione appunto dei più conosciuti Tankard ed Holy Moses, non sono note al grande pubblico come invece meriterebbero essere. Concordo pienamente con le considerazioni fatte in chiusura ed aggiungo che in un periodo come questo dove i big più o meno stanno tutti perdendo mordente e le nuove leve non stanno diciamo ai livelli qualitativi e di originalità delle cose fatte una ventina e passa di anni fa già da altri, molte persone dovrebbero cercare "rifugio" proprio nel lato oscuro del metal (quello che non ha fatto successo a livello planetario) e dare una possibilità postuma a queste bands che tanto potevano dire e che, a mio parere, ancora tanto dicono. Micidiali Vendetta e Living Death!!! Da sempre tra le mie bands preferite!!!
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