Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Eyehategod
A History of Nomadic Behavior
Demo

Sunnata
Burning in Heaven, Melting on Earth
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

13/04/21
ABIGORUM
Vergessene Stille

14/04/21
GRAVEYARD OF SOULS
Infinity Equal Zero

16/04/21
HOLDING ABSENCE
The Greatest Mistake Of My Life

16/04/21
ENDSEEKER
Mount Carcass

16/04/21
ICON OF SIN (BRA)
Icon of Sin

16/04/21
TEMPLE BALLS
Pyromide

16/04/21
SPECTRAL WOUND
A Diabolic Thirst

16/04/21
CANNIBAL CORPSE
Violence Unimagined

16/04/21
THE VINTAGE CARAVAN
Monuments

16/04/21
BLACK ORCHID EMPIRE
Live in the Studio (EP)

CONCERTI

16/04/21
LOUDNESS + GREY ATTACK + THOLA
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

17/04/21
AXEL RUDI PELL
DRUSO - RANICA (BG)

05/05/21
SONS OF APOLLO (ANNULLATO)
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

07/05/21
TANKARD + GAME OVER + REVERBER
REVOLVER CLUB - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

08/05/21
TANKARD + GAME OVER + REVERBER
CAMPUS MUSIC INDUSTRY - PARMA

09/05/21
TANKARD + GAME OVER + REVERBER
TRAFFIC CLUB - ROMA

10/05/21
CORROSION OF CONFORMITY + SPIRIT ADRIFT
LEGEND CLUB - MILANO

11/05/21
DEATHSTARS
LARGO VENUE - ROMA

12/05/21
DEATHSTARS
LEGEND CLUB - MILANO

14/05/21
DISCHARGE + GUESTS TBA
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

LA POLEMICA - # 11 - La Coerenza
16/08/2013 (2573 letture)
INDIVIDUAL THOUGHT PATTERNS - COSA E' COERENZA E COSA NON LO E'
'Coerenza' è un vocabolo utilizzato spesso e a sproposito, da ognuno di noi: il metallaro medio, a tal proposito, si diletta costantemente e tenacemente ad inneggiare ad una presunta coerenza di cui egli stesso, talvolta, rinnega inconsciamente il significato. Potrebbe sembrare blasfemo o irrazionale, eppure non è errato affermare che il sottobosco etnico dell'hard'n'heavy è quanto di più contraddittorio ed incoerente esista nella società: i militanti cuoioborchiati si fanno essi stessi fedeli difensori della coerenza, della libertà di pensiero e della genuinità dell'essere, salvo poi smentire con i fatti tutti questi rosei proclami. Secondo i vocabolari, una persona coerente è quella che agisce conformemente al proprio pensiero e che non esprime contraddizione: secondo molti appassionati, inconsciamente, un musicista coerente è invece quello che agisce conformemente al pensiero dei propri fans, infischiandosene del suo sentire personale e dei suoi cambiamenti spirituali, restando identico a se stesso nel tempo. Secondo chi scrive la persona coerente è quella che riesce ad esprimere ciò che sente nel proprio cuore, fregandosene di cosa la massa le richiede: perché il pensiero della massa non è necessariamente quello 'giusto' e -come detto- cambiare il proprio modo di intendere e vivere determinati ideali e determinate realtà non è sintomo di incoerenza, ma di crescita interiore. Certo, con questo non si vuole affermare che un individuo che mantiene sinceramente ferrei e veraci i medesimi intendimenti della propria gioventù anche in età avanzata sia uno stolto, bensì che ognuno di noi sia libero di mantenersi saldo o meno in determinati ideali senza che qualcuno possa giudicare giusta o sbagliata la sua scelta, perché ognuno è padrone del proprio destino, ognuno possiede una testa per pensare e soprattutto ognuno è libero di muoversi nella direzione che preferisce, anche modificandola qualora si accorga di non sentirla più propria. La musica non ha e non deve avere barriere, di alcun tipo: il metallaro medio dovrebbe saperlo, dovrebbe essere il primo ad inculcare al prossimo il rispetto per l'opinione e l'arte altrui ed invece non fa che erigere paletti e muretti che hanno la stessa consistenza dei dogmi da egli stesso disprezzati. Capita, nel corso della vita, di ritrovarsi ad abbracciare ed apprezzare sonorità o band che pochi anni prima si guardavano con titubanza: dunque, perché questa apertura verso lidi inaspettati non può capitare anche ai nostri beniamini, ai musicisti che riempiono le nostre giornate? Nel momento in cui quegli stessi musicisti iniziano a propinare alla platea una minestra riscaldata -soltanto per ottenere consensi, ma senza sentire dentro determinate vibrazioni- essi diventano dei produttori di musica, dei mestieranti, e cessano di essere artisti. Anche per questo, chi scrive preferisce una band veritiera e coerente con sé stessa, che magari produce un disco o delle canzoni non eccezionali alle orecchie dei propri aficionados, ma che rimane libera di esprimere i propri sentimenti, piuttosto che una formazione schiava del music business, che ci dà in pasto dischi-fotocopia e poi si diverte a ridere alle nostre spalle, contando i dollaroni. Evoluzione e progresso sono alla base di tutto, nella vita e nella musica in quanto metafora di essa: si può godere, come ascoltatore, nel fruire ripetutamente di medesimi canovacci stilistici disco dopo disco, ma la progressione dovrebbe essere centrale e prioritaria nell'ipotetico percorso di ogni artista. Chi non cambia mai, a detta di chi scrive, desta sospetti: qualcosa non quadra, probabilmente sono le logiche di mercato e non la vena artistica a muoverne i fili. Alla faccia dei fans puristi e tradizionalisti, che sarebbero i primi a stracciarsi le vesti di fronte a decisioni apparentemente incomprensibili o poco genuine. La coerenza è anche cambiamento, c'è poco da farci: clamorose o graduate, le trasformazioni rappresentano la crescita ed il pensiero dei musicisti che le adoperano.

WIND OF CHANGES - ESEMPI PRATICI DI CAMBIAMENTI IN CORSO D'OPERA
In soldoni: sono più coerenti band come gli AC/DC, che si autoplagiano inesorabilmente fino al punto di recitare un copione auto-impostosi, o i Metallica di metà anni novanta, quarantenni ormai appagati e sereni che dimostrarono di aver sostituito nei gusti personali un hard rock più leggero (peraltro figlio dei loro ascolti di ragazzini, a fine anni settanta) ad un thrash ipervitaminico? Questo è soltanto un esempio, sia chiaro: sono state citate due band tra le tante, perché lo scopo di questa arringa non è difendere i Four Horsemen di turno bensì far luce sui meccanismi scricchiolanti che le nostre menti spesso ci impongono in sede di giudizio. Sempre restando all'esempio sopra portato: probabilmente i californiani del periodo Load hanno optato la virata stilistica anche in ossequio del dio danaro, ma chi può affermarlo con certezza se non la band stessa e il suo entourage? Possiamo avanzare delle ipotesi, ma dovremmo perdere la spocchiosa ed irritante attitudine di credere che il nostro punto di vista sia necessariamente quello esatto. Anche questo è incoerente, dato che dovrebbero essere insiti nella cultura metal il rispetto per l'idea altrui ed il rifiuto di ogni forma di pregiudizio e preconcetto. E' più incoerente un Hetfield che gradualmente ammorbidisce il proprio stile recuperando le radici settantiane o un Ulrich che -dopo aver affermato di trovare più interessante la pittura a secco all'esercizio coi tamburi- propone un ritorno al thrash in pompa magna, ingaggiando Rick Rubin più per facciata che per effettiva utilità in studio (vista la produzione sottotono di Death Magnetic)? Ed è forse coerente che gli stessi fans degli Iron Maiden che rinnegarono il fuggiasco Bruce Dickinson -accusandolo di tradimento in quanto stufo dei cliché e del 'personaggio' creatosi on the road- ora idolatrino lo stesso Bruce tornato all'ovile? In questo, come in altri casi, il metallaro medio preferisce vivere di favole e stereotipi, inneggiando alla coerenza ma non accorgendosi dell'incoerenza latente da esso stesso rappresentata. Michael Kiske stufo dei vincolanti paletti metallici passa tutt'ora come un dissacrante eretico del Verbo: per il popolo lungocrinito, ovviamente, è incoerente stancarsi di vestire pelle nera e cantare di castelli e guardiani assortiti, ma all'atto pratico è invece plausibile che un uomo maturo e di larghe vedute possa sentirsi stretto in un costume che non gli calza più a pennello. E' lecito ascoltare ed apprezzare ciò che ci piace, nessuno è tenuto a farsi piacere tutto: ma se un fan purista, poniamo ad esempio degli Helloween, non apprezza Chameleon, ha forse diritto di gettare letame sulla band? Non può limitarsi ad ascoltare una volta in più i due Keeper o semplicemente cercarsi qualcosa di più affine ai suoi gusti piuttosto di pontificare ridicole crociate contro i presunti traditori? Purtroppo non si capisce che stiamo parlando di musica -per quanto questa sia importante, fondamentale nelle giornate di tutti noi- e non di casi diplomatici: iniziamo ad entrare nell'ordine delle idee che Chamaleon (ed i suoi fratelli) a qualcuno può pur piacere ed iniziamo ad entrare nell'ordine delle idee che questa non è una motivazione attendibile per dare dell'incompetente a quel qualcuno. Iniziamo a comprendere che Michael Kiske ed i suoi compari dovrebbero teoricamente stare su un palco per creare e suonare la musica che vogliono loro, non quella che vogliamo noi. Per anni simbolo dell'integrità metallara, gli Slayer hanno fornito di recente alcuni spunti a favore di questa riflessione: è coerente riunirsi con Lombardo per poi ri-allontanarlo per mere ragioni economiche? E' coerente proseguire l'attività anche dopo la misteriosa morte di Jeff Hanneman? Anche in questo caso, la risposta è duplice: per alcuni potrebbe essere più rispettoso smettere, per altri è realista continuare a portare in giro la storia del thrash, soprattutto perché alle favole non ci crede nessuno e Araya e compagni con la loro musica hanno delle bocche da sfamare. Altri esempi pratici dell'incoerenza dilagante: in questo caso, i Megadeth passano sulla sponda opposta nel giochino dei colpevoli e degli innocenti. Spesso la band di Mustaine viene ritenuta più 'pura' rispetto ai colleghi Metallica, emblema per antonomasia dello 'svendersi': bene, al di là del fatto che spesso si soprassiede sulle svolte melodiche dei Megadeth (peraltro ispirate dai Metallica stessi, quindi apparentemente ancor meno genuine), non si considera mai il fatto che Hetfield e soci propongono dal vivo scalette incentrate per il 95% su pezzi ottantiani, mentre i loro cugini si limitano a pochissimi estratti pre-novantiani. Però è coerente criticare i Metallica, che dal vivo spaccano ancora i culi con No Remorse o Fight fire With Fire, additandoli di essersi ammorbiditi, ed al contempo osannare i Megadeth che si trascinano a stento tra una A Tout Le Monde ed una She Wolf, dimenticandosi di aver scritto anche qualcosa come Bad Omen o Rattlehead. Un piccolo appunto sorge spontaneo: a questo proposito potrebbe anche essere più coerente la scelta delle setlist di Mustaine (che, tornando al discorso del metallaro vecchio e agiato, preferisce suonare il suo materiale più easy) ma naturalmente questa possibilità è l'ultima che passa nelle teste dei chiacchieratori da bar. I Death di Chuck Schuldiner hanno sempre camminato in avanti: nella loro discografia non c'è un solo disco uguale all'altro ed al contempo nessun full length 'sbagliato'. Solo capolavori, all'insegna di un tecnicismo sempre più spiccato: un esempio lampante di come ci si possa evolvere restando fedeli a sé stessi, di come si possano apportare delle modifiche senza perdere credibilità. Per contro, fa certamente effetto sentire in rapida successione i Kreator di Pleasure To Kill e quelli di Endorama, tanto per portare un esempio ulteriore: eppure la svolta industrial/gothic della band di Essen a metà anni Novanta ha sancito l'esternazione di sentimenti prima inimmaginabili nel cuore di Mille Petrozza, ci ha svelato sfumature che altrimenti non sarebbero mai emerse e ci hanno permesso di saggiare anche le capacità melodiche, intimistiche e oscure dei panzer tedeschi. I seguaci di vecchia data, naturalmente, si allineeranno compatti: non ce n'era bisogno. Ma, ancora una volta, questa sentenza sfocia nella cecità mentale di chi pretende di vedere il mondo soltanto con i propri occhi, evitando di ascoltare l'altra campana in ossequio di quell'egoismo che poi è anche alla base di una società sempre più prossima al collasso.

MENTAL VORTEX - L'INCOERENZA INCORREGGIBILE DEI PRESUNTI COERENTI
Per il metallaro medio, coerenza è mantenersi fedeli a determinati look, ideali, sonorità, senza mai scendere a patti col music business o 'svendersi': già in questa filosofia affiorano le prime lacune, perché è alquanto utopistico affermare che un determinato individuo possa non cambiare mai nel corso dei decenni, riproponendo a quaranta, cinquanta e passa anni le stesse peculiarità che ne caratterizzavano l'adolescenza e la post-adolescenza. E' forse più coerente maturare, cambiare, ma nonostante ciò continuare a mentire ai propri fans, riproponendo gli inflazionatissimi cliché di tutta una vita? Molta gente preferisce questo, forse anche perché pretende che l’heavy metal sia sempre coerente con gli ideali formativi di trent’anni fa e non cambi mai, come mai dovrebbero cambiare coloro che dicono “musicisti heavy metal”, oppure perché, all’opposto, lo vivono come pura forma di intrattenimento e iconografica e pretendono che i classici aspetti esteriori del movimento restino preminenti e anzi uniche forme di espressione anche esteriore; benissimo, ma perché dunque accusare di vilipendio o tradimento chi modifica la propria opinione a riguardo o non se la sente più di recitare un ruolo che gli calza stretto, preferendo essere sincero col proprio pubblico e abbandonando il proprio costume di scena? I musicisti che tanto ammiriamo calcano i palchi di mezzo mondo non solo per lavoro, ma anche per passione, si spera: quello che creano dovrebbe essere arte, la manifestazione dei loro sentimenti interiori e del proprio gusto compositivo. Il metallaro medio, spesso, se ne dimentica: pensa che quei musicisti siano lì sul palco solo per lui e, pertanto, devono scrivere la musica che esige lui. E siccome è impossibile accontentare tutti, man mano che i decenni passano aumentano le divergenze. La causa è evidente: negli anni ottanta tutti erano giovani e giovanissimi e condividevano emozioni e sensazioni simili; crescendo, le vite e le esperienze si ramificano creando degli abissi. Un Dave Mustaine diciottenne ed un ragazzo sbandato che va male a scuola e si sfoga andando a vedere i Megadeth, possono sentire le stesse identiche sensazioni di rabbia e ribellione: ma quando Mustaine diventa una rockstar milionaria, appagata e conclamata, si allontana drasticamente da quel ragazzo, che magari finisce a spaccarsi la schiena in fabbrica per pochi soldi al mese. E si allontana drasticamente dai fans acquisiti nel tempo, adolescenti alla ricerca della furia originaria: ma tutti questi sono percorsi di vita e non sintomo di incoerenza, perché Dave Mustaine -o chi per esso- deve essere coerente solo con sé stesso, con ciò che sente giusto nel suo cuore e non con quello che il vecchio ragazzo sbandato esige da lui. Certo, poi ci sta che sputi fuori un Risk o un Supercollider per arrotondare il conto in banca più che altro, ma come possiamo noi contestarne la coerenza senza conoscerne le reali intenzioni? Dopo aver visto l'inferno delle periferie californiane ed aver superato l'orrore della siringa, chi rinuncerebbe ad un bel po' di soldi, peraltro conseguenza di tanti anni di onorata carriera e sudore sui palchi di tutto il mondo? Non è incoerente godersi un successo conquistato con i denti, non è incoerente desiderare di stare bene (e purtroppo è veramente difficile scindere il benessere interiore da quello economico) e poter garantire un futuro ai propri figli. Dovremmo smetterla di desiderare la rabbia ardente di un ventenne da musicisti ultracinquantenni: questo è incoerente! Con l'egoismo che sempre ci contraddistingue, vorremmo quasi imbalsamare i nostri beniamini, pretendere che non invecchino mai: ci sentiamo in diritto di offenderli e denigrarli, sputando su quanto ci hanno regalato col loro passato. Sarebbe bello vedere come sarà a quell'età ognuno dei coerentissimi criticanti, e poi trarre delle conclusioni. Molti metal-fans sembrano recarsi ai concerti, o nei negozi di dischi, con la disillusione di un undicenne all'ingresso di Gardaland, o di un cinema: esige dei determinati standard, se potesse imporrebbe ai musicisti pure la scaletta da suonare. Non funziona così: i musicisti sono sul palco per offrirci la loro arte, che deve essere libera e spontanea, non per confezionare dei prodotti che rispettino standard precisi e direttive scolpite nella pietra. Invece, purtroppo, la realtà è proprio quella di formazioni senza più spirito, che si limitano a fare il compitino e di fan non propriamente open-minded, felici di farsi intortare. Forse sta proprio qui la causa del presunto declino del metal tradizionale, nell'impossibilità di tentare nuove strade ed inventare soluzioni innovative: è naturale che le band storiche appaiano stanche e svuotate di idee, se costrette a ripetersi in eterno e se attaccate con disprezzo nel momento in cui umilmente tentano di creare arte nuova.

A DAY OF RECKONING - CONCLUSIONI E COMMENTI FINALI
Come si rifiutano le novità ed i cambiamenti, così si rifiutano il prossimo ed il diverso, limitandosi a guardare il proprio orticello, le proprie esigenze: si rischia di finire nella demagogia, ma su certi discorsi è fondamentale fermarsi a riflettere. Non c'è mai abbastanza tempo e spazio per farlo. L'immagine di tante band di supporto che ai concerti vengono bersagliate da bottigliette e insulti rappresentano una delle tante istantanee di un presente sempre meno democratico: in tutto e per tutto, in ogni frammento della quotidianità è possibile scorgere l'istinto barbaro con cui gli uomini tolgono spazio e libertà agli altri uomini. Bisognerebbe impedire che questo avvenga, anche nella musica: abbattere i cliché, i luoghi comuni ed i dogmi inscalfibili sembra però utopia e, probabilmente, continueremo in eterno a ammirare come 'coerente' il musicista che si autoplagia, per poi vessare e mettere alla gogna quello che invece sperimenta. Inneggiamo all'arte statica, spalando fango sull'arte viva. E' anche vero che non per forza il cambiamento coincide con la creazione di qualcosa di valido, ma l'errore è insito nella natura umana e va accettato; di sicuro chi non sperimenta non corre il rischio di sbagliare, ma così è troppo facile e l’arte muore di troppa sicurezza e di troppo manierismo. L'importante è usare il proprio cervello, cercare di capire ed evitare le sentenze gratuite: la verità assoluta non appartiene a nessuno. Ogni musicista merita rispetto per quello che fa; il prodotto finale può non piacere, ma in quel caso è meglio lasciar perdere le tragedie greche, le accuse di alto tradimento o le offese gratuite, perché è facile parlare male degli altri standocene seduti in poltrona. La critica ci sta, ma non deve essere supponente o faziosa, anche perché chi offende un determinato album non si scaglia solo contro i musicisti ma anche contro l'ascoltatore che, ahilui, ha invece apprezzato il suddetto prodotto. E' tanto difficile aprire la propria mente, evitare di fare i sapientoni ad ogni occasione e garantire al prossimo il rispetto minimo per una civile convivenza?



Pietro
Giovedì 22 Agosto 2013, 14.31.44
17
Quello che ho scritto è assolutamente a prescindere dallo stile. Ci sono tantissime band prog che fanno la stessa cosa
Pietro
Giovedì 22 Agosto 2013, 14.30.49
16
Satanasso, non posso pensare che un artista scriva esattamente le stesse cose per 30 o 40 anni perchè il tempo cambia le persone, i gusti e quindi questo si dovrebbe riflettere nell'arte prodotta...a me un gruppo che scrive sempre la stessa roba più che coerente mi pare paraculo
satanasso
Giovedì 22 Agosto 2013, 11.45.16
15
...tema spinoso che porta alla produzione di un'ingente quantità di aria fritta... tutta la mia ammirazione a chi, evidentemente dotato di poteri paranormali o confidente intimo degli artisti in questione SA, con assoluta certezza, che l'opera X è generata da sublime ispirazione mentre l'opera Y da bieco calcolo. Caro Pietro, prima dici che gli artisti dovrebbero seguire la propria ispirazione, OVUNQUE VADA, e poi decreti che AC/DC e IRON sono meri produttori di canzonette prive di ogni valore artistico??!! Oltre ad essere un'affermazione paradossale credo sia anche un pelo presuntuosa... ritengo che nessun singolo individuo possa arrogarsi il diritto di stabilire i criteri assoluti in base ai quali tracciare la linea divisoria fra arte e letame; chi l'ha detto che l'integrità stilistica denoti mancanza d'ispirazione? Si potrebbe altresì tacciare di opportunismo chi cambia spesso stile, magari cercando la ricetta giusta per il mercato, no? E' solo la storia - ovvero il giudizio del pubblico nel tempo - che determina immortalità e caducità di un'espressione artistica, e quindi il suo valore. Teniamo bene a mente l'ultimo concetto espresso nell'articolo: rispetto verso i musicisti e verso gli altri utenti... i gusti personali sono certezze unicamente per chi li esprime e sarebbe buona creanza evitare di utilizzarli come parametro per la definizione di leggi certe e assolute... non vorrei dischi di Queen, Dire Straits, e tanti altri "grupponi" manco per regalo ma mi guarderei bene dal negarne il valore artistico.....
Pietro
Giovedì 22 Agosto 2013, 10.34.50
14
Quello che dovrebbe fare un artista è seguire la propria ispirazione, ovunque questa vada. Ed è una scelta chiaramente rischiosa quando si è raggiunto un certo status e a mio modo di vedere solo i più grandi hanno avuto le palle di mutare, sperimentare ed evolversi...anche rischiando di sbagliare. Perchè giocare sul sicuro, riciclando la propria cifra stilistica è molto più facile e sicuro. Lode a band come Rush, Pink Floyd ecc.. piuttosto che a band come AC/DC, Iron Maiden ecc... che sono più focalizzati sulla pagnotta che sulla propria "arte" (che a quel punto è puro intrattenimento e di artistico non ha più nulla)
Olof
Sabato 17 Agosto 2013, 16.24.08
13
Gran bell'articolo, e gran bella polemica... Ci sarebbero fiumi di parole da spendere, mi limito ad un'osservazione: riguardo l'argomento coerenza, nessuno tra Rino (complimentoni x l'articolo, davvero) e chi ha commentato, ha tirato in ballo il buon Joey de Maio e i Manowar... ahahah, per me loro nella polemica sulla coerenza ci stanno come il cacio sui maccheroni!!!
the Thrasher
Sabato 17 Agosto 2013, 1.59.19
12
@Dario. proprio perchè difficilmente si è in grado di stabilire la coerenza o non coerenza di un artista se non lo si conosce molto approfonditamente io nell'articolo dico la stessa cosa, cioè che non possiamo dire ''lo hanno fatto x coerenza'' o ''lo hanno fatto x soldi'', pertanto dovremmo evitare di criticare a prescindere xk non conosceremo mai le vere intenzioni. . 1- Credo che chiunque oggi prima di ascoltare un cd abbia la possibilità di ascoltarlo, e non acquista certo a scatola chiusa. x cui se c'è un'evoluzione anche drastica, prima di comprare il cd c'è modo di valutare se questa evoluzione piace o no e quindi decidere se comprare. 2-non ho citato solo i Death come emblemi dell'evoluzione ma anche i metallica, o i kreator. Ritengo offensivo nei confronti suoi, miei e di chi la pensa come me e lui quando dici ''metti che chuck abbia capito la vita'', perchè secondo me la vita E' questo, è essere anche spiritualisti e profondi, è la tua parola contro la mia e non credo che nessuno debba venire ad insegnarmi come devo capire la mia vita; detto questo, se avesse fatto un cammino a ritroso avrei parlato cmq di evoluzione, in un certo senso, intesa come cambiamento, sperimentazione: perchè a me piace vedere una band che cambia e non che ripropone gli stessi dischi cento volte. non è affatto vero che io considero una musica complessa migliore a priori di una musica semplice, è un luogo comune che mi appiccichi senza conoscermi abbastanza, magari xk tendo ad esaltare in modo plateale i death e la musica complessa; ma io amo anche musica più semplice. 3- dici che i genere o la proposta musicale come la complessità della musica sono una SCELTA del musicista, ed infatti è quello che penso anche io. forse non ti è chiaro il significato di ciop che esprimo nell'articolo, o forse mi sono espresso male io: dico proprio che nessuno di noi può sindacare le scelte dell'artista. tutti dicono ad es. che load è fatto x soldi, ma nell'articolo dico che nessuno a parte hetfield e soci potranno mai avere il 100% di ciò e pertanto dovremmo evitare di trarre conclusioni scontate e dozzinali senza averne la certezza. Di più: con questo articolo invito proprio a godere della musica che l'artista SCEGLIE di proporre, xk è una sua decisione e a me piace proprio ''vedere'' (ascoltare) le diverse scelte che di album in album un artista compie. 4- Se un artista sforna album molto simili l'un l'altro, come dico nell'articolo, è inattaccabile se lo fa xk realmente gli piace quello che fa; ma mi fa schifo se lo fa soltanto per business, xk sicuramente ci sono band a cui magari non importa più della musica che suonano ma continuano a propinarla soltanto x grattare il fondo del barile. come dicevamo prima non consocendo gli artisti non ne avremmo mai la certezza, ma è utopistico credere che non esistano band che si comportano cosi. 5- Come si fa a parlare di arte, sentimenti sinceri, espressioni profonde ecc, quando TUTTI gli album che escono sono fasulli? ti contraddici da solo, xk prima affermavi di non poter giudicare le scelte di un artista se non lo conosci personalmente. giudicare superficialmente un album soltanto xk iperprodotto ecc ecc come dici tu invece è possibile, in questo caso non serve consocere l'artista ecc ecc? sicuramente questi album moderni ''perfetti'' hanno un'anima meno genuina di quell idegli 80's, ma al contempo non possiamp fare di tutta l'erba un fascio o essere così sueprficiali e faciloni da affermare che in nessuno di essi non esista neanche un pò di arte o sentimento.. magari non esiste nel confezionamento del prodotto-disco, ma nel momento in cui una band scrive un pezzo -quindi prima di entrare in studio e cedere a produzioni bombastiche ecc ecc, quando c'è solo la band e la musica suonata- credo che possa lo stesso esistere arte, sentimento.indipendentemente dal fatto che dopo la casa discgorafica farà passare quella musica e quell'arte sotto i filtri del music business riscrivendola digitalmente.. ma questo è uno step che viene dopo, quando la canzone/forma d'arte è già stata creata... c'è anche chi crea direttamente al computer, è vero, ma sicuramente c'è anche chi crea tradizionalmente e -ripetiamolo ancora- noi non possiamo sapere con certezza come e xk un qualcosa è stato creato, quindi non abbiamo gli argomenti per giudicare
jek
Venerdì 16 Agosto 2013, 20.42.45
11
Discorso spinoso quello della coerenza. io rispetto molto le varie evoluzione di band che cercano di innovare il loro sound (tranne manovre marcatamente ruffiano-commerciali) col presupposto che se deviano troppo dai miei gusti non acquisto il disco. Il discorso di fondo poi è sempre il fruitore ad esempio io, che forse più che coerente sono ottuso, continuo a essere legato ad un metal classico per cui per esempio preferisco un classic CD degli Anvil piuttosto che un innovativo CD dei Megadeth a cui va tutto il mio rispetto ma non i miei soldi.
alessio
Venerdì 16 Agosto 2013, 17.23.26
10
io parto da presupposto che la coerenza è strettamente legata al fatto di sentirsi bene con se stessi e di essere sicuri e decisi di compire certe scelte, in poche parole essere in armonia con le proprie decisioni senza rimorsi o troppi ripensamenti. percui la coerenza in un artista c'è quando l'artista o il gruppo fanno semplicemente quello che si sentono dentro senza pressioni o vincoli dovuti da esterni o da loro stessi (tipo ho no devo continuare a suonare cosi perché senno perdo i fan oppure no devo suonare cosi perché lo dice la casa discografica). parlando dei metallica io credo che loro siano stati sempre coerenti con se stessi a prescindere dalle ciofeghe che hanno tirato fuori perché hanno fatto semplicemete quello che volevano fottendosene anche di molti fan in un certo senso. in definitiva io credo che i metallica siano un buon esempio di coerenza nella musica nonostante questo mio parere farà vomitare sangue e budella a molti metallozzi brutti e cattivi.
Third Eye
Venerdì 16 Agosto 2013, 16.27.00
9
@The Thrasher: come già detto in precedenza io preferirei parlare di “serietà” di un artista, di “intransigenza” o magari anche di attitudine musicale priva di compromessi; il concetto di coerenza è già più vago e difficile da essere decifrato. Partendo da questi presupposti credo che sia logico e normale che l’ascoltatore esprima un giudizio su opere e percorsi artistici con i quali è venuto in contatto, il tutto si riduce ad una semplice valutazione qualitativa che è fisiologica in ambito musicale: l’artista produce un’opera che sarà poi giudicata dall’ascoltatore (né più né meno). La “coerenza” di cui si parla nell’articolo è qualcosa di più sfuggente atta ad essere interpretata in maniera diversa a secondo delle diverse fazioni in cui l’ascoltatore si colloca; è un concetto quindi che si presta forse maggiormente alle infinite diatribe che nascono attorno alle gesta di certi gruppi mainstream. Se solo si riuscisse a discutere in termini di qualità, di buona o cattiva musica, tutte questi psicodrammi cesserebbero di esistere. Quando le vite di talune bands vengono scandagliate di continuo commentando e giudicando tutto ciò che li riguarda (anche le cose più insignificanti) è chiaro che la consapevolezza che si stia parlando semplicemente di fenomeni mediatici avulsi da un qualsivoglia contesto artistico è fortissima ed è quindi normale che salti fuori il problema della coerenza o di qualcosa ad essa inerente.
Dario
Venerdì 16 Agosto 2013, 16.11.18
8
Io credo che il relativismo in ambito artistico sia estremo. Difficilmente si è in grado di stabilire la coerenza o non coerenza di un artista se non lo si conosce molto approfonditamente. Meglio fermarsi al "mi piace/non mi piace". Infatti non condivido del tutto quanto scritto dall'amico Rino. 1- La "libertà" artistica di una band la si accetta con MOLTA facilità quando gli album li si scarica e non si spendono 20 euro per constatare la crescita dell'artista (a me che mi frega se lui è "cresciuto"? Io voglio ascoltare musica e che mi piaccia!). 2- Hai citato i Death (strano...) come emblemi dell'evoluzione. Sono partiti da un Metal estremo e "minimale" con testi non così profondi, per arrivare ad una sorta di "intellettual Death Metal" con testi profondi e tecnicismi a josa. Mettiamo che l'"evoluzione" fosse stata al contrario e Chuck avesse capito la vita e avesse abbandonato i 1000 fronzoli e i paroloni e si fosse messo ad esprimere concetti "ermeticamente"? Avresti usato sempre la parola evoluzione o... involuzione? O e solo perchè tu consideri una musica complessa migliore a priori di una musica semplice? 3- Il genere o la proposta musicale come la complessità della musica sono una SCELTA del musicista. Non una dimostrazione di capacità. Io coi MenacE faccio HM. Credi che per questo io non sia in grado di suonare blues o di scrivere una ballad, o di suonare Punk o Pop? Io con la mia band SCELGO di suonare HM, non significa che non so fare altro o che non mi "evolvo". Semplicemente io SCELGO di farti sentire questo di me. Cosa ne sai tu della mia evoluzione/crescita/coerenza? 4- Viceversa se un artista sforna album molto simili l'un l'altro, perchè deve venire tacciato di "insulsaggine"? Non è lecito forse che faccia ciò che più gli aggrada e soddisfa, essendo lui quello che poi metterà il nome sulla copertina? Se non ti piace...semplicemente cambia strada! 5- Come si fa a parlare di arte, sentimenti sinceri, espressioni profonde ecc, quando TUTTI gli album che escono sono fasulli, iperprodotti per essere "al passo coi tempi" (che cazzo vuol dire???). Come posso dire che il batterista è bravo, se quando metto il CD in realtà ascolto un computer?!?! Come posso dire che un chitarrista è bravo, quando ogni nota è perfettamente identica all'altra, perfezionata sempre da un computer? Se non sento il "pick" di un chitarrista, come faccio a distinguerlo da un altro??? Come fa uno ad esprimersi se TUTTO viene filtrato? Questi sono PRODOTTI CONFEZIONATI AD ARTE PER ESSERE VENDUTI!!! Altro che arte/evoluzione/coerenza........ E chi li compra/scarica/ascolta QUASI SEMPRE nemmeno se ne accorge!!!!!!! Quindi sono più d'accordo con THIRD EYE e preferirei ci si focalizzasse più sulla serietà e intransigenza di un artista più che sulla coerenza.
Undercover
Venerdì 16 Agosto 2013, 14.52.37
7
La coerenza dell'artista è una cosa, lo sviluppo della musica un'altra, più che i Metallica che saranno anche conosciuti da tutti, ma musicalmente proprio da quel disco valgono una ceppa, prenderei l'esempio di chi come Dan Swano ha saputo crearsi una carriera a 360 gradi rimanendo coerente con le passioni da sempre, e dico sempre, da lui citate nelle interviste e poi riversate all'interno dei dischi delle sue molteplici realtà. La coerenza di una band la fa chi ci sta dentro, le svolte musicali sono altro discorso, ripeto quelle si possono apprezzare o meno, ma poco c'entrano a meno che ovviamente uno che fino al giorno prima gridava viva Satana, il giorno dopo non si mette a cinguettare Grazie Signore Grazie, il che non solo è incoerente, ma fa ridere ed è giusto che lo si mandi quanto meno a fanculo... non credo a cambi e illuminazioni di pensiero così profondi a meno che non si tratti di menti profondamente disturbate.
the Thrasher
Venerdì 16 Agosto 2013, 13.59.27
6
è quello che cerco di dire attraverso l'articolo...
Vitadathrasher
Venerdì 16 Agosto 2013, 13.55.53
5
Il concetto di coerenza per me non sussiste, una band può fare quello che ritiene giusto artisticamente e se mi piace lo approvo, altrimenti no. Semplice vero? Per fare il solito classico esempio, da molti miei amici il black album fu criticato, per me fu un capolavoro. Non mi piace il concetto che una band debba fare la solita tiritera per accontentare i fan, devono andare oltre. Ok il black album non fu coerente con i precedenti album e allora? Per me ha dei pezzi stupendi e prodotti come si deve il resto è aria fritta.
the Thrasher
Venerdì 16 Agosto 2013, 13.16.51
4
Ma del resto sono proprio questi artisti dei quali la gente discute la coerenza o l'incoerenza; non è forse vero che la coerenza è relegata alla sfera personale ed è ingiusto entrarvi in maniera supponente? tu stesso affermi che il concetto di coerenza è relativo...
Third Eye
Venerdì 16 Agosto 2013, 11.46.48
3
Io mi limito a dire che i concetti di cui si parla (e in special modo la “coerenza”) sono relativi per cui possono essere rivoltati come un calzino più volte; non condivido, per esempio, l’approccio dell’articolo dal quale si desume quasi che quella parolina (coerenza) abbia poco senso, ovvero che debba essere relegata alla sfera personale di ogni musicista nella quale non si può o non è giusto entrare (anche se personalmente sarei portato a tirare in ballo altri concetti come “serietà”, “ingransigenza” e così via). Faccio notare poi che ad essere oggetto di analisi sono quasi sempre i percorsi artistici dei gruppi più in vista del genere (i soliti noti di cui si discute giorno e notte), quelli cioè che fanno parte di un circuito mainstream, ragion per cui diventa scontato nutrire dei dubbi sulla serietà di certi artisti.
the Thrasher
Venerdì 16 Agosto 2013, 11.05.27
2
@Radamanthis , grazie del contributo! Certo, anche io vorrei sentire i Metallica alle prese con un nuovo Kill'Em Al ma a patto che sia sincero, e non perchè lo chiedono tutti! poi, più che altro, bisogna capire che la vena artistica dpo una decina-quindicina di anni si esaurisce: tutte le band ci sono passate, pochissime le eccezioni. perchè di fronte a questodato di fatto supportato ripetutamente da conferme oggettive ci ostiniamo a esigere l'eterna giovinezza dai nostri beniamini? il loro tempo lo hanno fatto, senza cattiveria, è inutile aspettarsi un nuovo painkiller dai priest o un nuovo powerslave dai maiden (tra l'altro a mio giudizio brave new world fu a suo tempo un disco all'altezza degli ottantiani), possiamo apprezzare i nuovi dischi godendoceli per quello che sono senza troppe pretese.. qucluno poteva pensare che death agnetic uscisse migliore di master of puppets? non penso. a me può piacere, a tiio no, ma sia io che tiazio sappiamo che master of puppets sarà sempre li, non lo cancella nessuno. tra l'altro, a proposito di dogmi ferrei e inflessibili: anche se i metallica se ne uscissero con un disco all'altezza di master of puppet (utopisticamente) ci sarebbe sempre chi lo criticherebbe per principio, e comunque quasi tutti farebbero fatica ad affermare ''è al livello di master of puppets'', limitandosi a definirlo un 'gran disco'; questo perchè si tende a considerare il passato irraggiungibile. a favore di questa tesi, tuttavia, ci metto l'importanza storica: sicuramente se uscisse un master of pupepts oggi non avrebbe la stessa importanza storica di quello del 1986, che pertanto risulta irraggiungibile a tutti gli effetti. per ''aggiornare'' quella storia bisogna dunque cambiare qualcosa nella ricetta, e infatti la storia va a cicli spostandosi di genere in genere...
Radamanthis
Venerdì 16 Agosto 2013, 10.01.29
1
Bell'articolo Thrasher, complimenti. Il discorso è molto semplice a mio parere...se una band fa da 20 anni i dischi fotocopia l'uno dell'altro viene criticata (gli esempi sono infiniti...inutile citarne alcuni); se una band dopo 3 masterpieces del sottogenere metal fa qualcosa di diverso (o meglio, si azzarda a fare qualche cosa di diverso) ecco che vengono criticati; se una band ogni disco cambia e ha continue svolte stilistiche ecco che è una band che non ha una sua identità e viene criticata. Per foruna tutti questi criticono sono solo una parte mentre c'è un'altra parte di ascoltatori / fans che capisce che le band e i musicisti devono avere la libertà di scrivere, comporre, suonare e proporre ciò che vogliono loro e non quello che vogliono i fans sennò, probabilmente, gli Slayer dovrebbero essere al South of Reign in bloodyHeaven part. 8, gli Helloween al Keepr of Jericho pt. 7, i Metallica al Master of Justice 4, gli Iron Maiden al Number of the Seventh son 14...per fortuna gli Artisti (la A maiuscola non è un errore di battuta...) hanno una loro testa e loro idee e ci propongono (per la maggior parte delle volte, le eccezioni ci sono...) sempre qualcosa di nuovo per tenere viva la linfa vitale dell'interesse di un ascoltatore verso una band, sennò si fa la fine (parlo per me, intendiamoci) che ormai no seguo più i vari Motorhead, Axel Rudi Pell o Malmsteen (tanto per citare i primi due che mi vengono in mente) e vado a cercare altro. Ovviamente non è che uno vuole sentire gli Helloween su un disco black o i Cradle of filth in un prog rock anni 70, ci mancherebbe, anzi, molti vorrebbero (io per primo) un disco in memoria dei tempi andati degli Helloween, dei Metallica, degli Iron e così via, ma sta sempre al genio dei musicisti scegliere la strada da percorrere per non stancare mai l'ascoltatore senza tradire le proprie origini o voltare le spalle al passato ma cercando di innovarsi e rinnovarsi sempre!
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
La Polemica # 11
ARTICOLI
11/03/2021
Articolo
LA POLEMICA
# 13 La musica nell’epoca del corona-virus
03/08/2019
Articolo
LA POLEMICA
# 12 - Chi vuole davvero gli ologrammi nel metal?
16/08/2013
Articolo
LA POLEMICA
# 11 - La Coerenza
24/01/2013
Articolo
LA POLEMICA
# 10 - Ristampe, rimasterizzazioni e rimasugli
25/12/2012
Articolo
LA POLEMICA
# 9 - Il fenomeno del rosik tra le metal band italiane
15/09/2012
Articolo
LA POLEMICA
# 8 - Che cos'è davvero il supporto?
23/05/2012
Articolo
LA POLEMICA
# 7 - Il Pay to play
25/12/2011
Articolo
LA POLEMICA
# 6 - Female fronted metal che?
08/10/2011
Articolo
LA POLEMICA
# 5 - Quelli che... i concerti me li vedo sul tubo
23/07/2010
Articolo
LA POLEMICA
# 4 - La caduta del mercato
09/07/2010
Articolo
LA POLEMICA
# 3 - Quando il metal non era un business
22/01/2010
Articolo
LA POLEMICA
# 2: L'utilità della Cover oggi
15/01/2010
Articolo
LA POLEMICA
# 1: Il download non è un diritto, l'acquisto non è un dovere
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]