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ANVIL - Alla deriva a bordo di un'incudine
17/08/2013 (1739 letture)
Barry: Ciao Lips, benvenuto su Metallized! Vorrei iniziare quest’intervista con una domanda particolare: su This is Thirteen cantavi Bad luck, misfortune/Superstitious belief/Good luck, a rebirth/And a sigh of relief; ora, dopo sei anni, possiamo dire che quell’album ha rappresentato effettivamente la vostra rinascita? Quali sono le tue sensazioni riguardo a quel lavoro?
Lips: Il significato del titolo era proprio questo. La canzone è incentrata interamente sul fatto che il numero 13 rappresenta la rinascita. Molti credono che la superstizione legata al numero 13 sia sintomo di sfortuna, ma il suo reale significato, stando alla carta dei Tarocchi, può essere inteso sia come fine o morte, sia come nuovo inizio o rinascita. Questa è stata parzialmente la ragione per cui abbiamo intitolato l’album This is Thirteen, anche se ovviamente si trattava allo stesso tempo del nostro tredicesimo album.

Barry: Juggernaut of Justice è stato davvero un gran lavoro ed ha segnato l’inizio della vostra collaborazione con Bob Marlette; quando lo avete incontrato per la prima volta e come avete cominciato a lavorare con lui in studio?
Lips: Il nostro managemente ci ha presentato Bob Marlette appena prima che iniziassimo a registrare Juggernaut of Justice: Siamo rimasti molto impressionati dal suo approccio ed abbiamo avuto la fortuna che lui abbia voluto lavorare con noi.

Barry: Chris Tsangarides e Bob Marlette vi hanno indubbiamente aiutato a registrare alcuni dei vostri migliori lavori; in base alla tua opinione, in quale misura un buon produttore incide sul successo di un buon album?
Lips: Avere un buon produttore fa la differenza in maniera totale. Se la mia carriera può insegnare qualcosa riguardo alla registrazione, alla creazione della musica e ad ogni altro aspetto ad essa legata è che quando produci te stesso non puoi che fare una brutta fine. Le ragioni sono molto semplici…da artista, non puoi essere obiettivo riguardo al tuo modo di suonare o di comporre. Per raggiungere il giusto grado di obiettività devi registrare tu stesso al meglio delle tue possibilità, poi mettere da parte le canzoni per qualche mese e non ascoltarle! Poi le riprendi successivamente, quando hai dimenticato cosa di preciso hai fatto e le ascolti. Poi ancora le riscrivi, le sistemi e puoi essere leggermente più vicino a cosa si verifica quando hai un vero produttore. L’obiettività è quasi impossibile da raggiungere e questo è il motivo per cui avere un’opinione professionale esterna fa la differenza. Un altro grande contributo alla musica è l’aggiunta di specifiche armonie alle chitarre ed alla voce e sapere quando e dove utilizzarle in modo appropriato. In questo senso sono stato abbastanza fortunato da lavorare con produttori che suonano tastiere. La loro percezione dell’armonia è molto più profonda di quella di un chitarrista e loro ascoltano possibilità che derivano dalla loro conoscenza.

Barry: Ora concentriamoci sul vostro nuovo lavoro, Hope in Hell: c’è un particolare concept dietro a questo titolo? Come mai avete scelto di fondere un'incudine ed una portaerei sulla copertina? E’ stata una vostra idea?
Lips: Il mondo è fondamentalmente un luogo carico di molta energia negativa…dalle prospettive apocalittiche senza speranza…l’idea mi è venuta provando ad utilizzare come titoli Peace by Piece, Piece by Peace, Peace by Peace, o Piece by Piece…ma non mi veniva poi un’idea adatta per la copertina e suonava davvero male a cantarla! Ho iniziato a sentirmi frustrato a pensarci su e me ne sono uscito dicendo Non c’è una dannata speranza che possa funzionare! (il gioco di parole originale, “It hasn't got a Hope in Hell of working!”, è difficilmente traducibile in italiano, ndt) Ho subito realizzato che era proprio quello il titolo giusto! Ho immediatamente scritto una mail al nostro artista Christoph Schinzel, gli ho riferito il titolo e gli ho chiesto cosa potesse creare basandosi su quello. All’inizio ha pensato ad un'incudine nel deserto, nei pressi di un’oasi. Quando l’ho letto ho immediatamente pensato all’Arca di Noè e nella mia mente ho pensato ad un’arca a forma di incudine, ma l’acqua non era un granché come idea di Inferno…l’idea di un oceano apocalittico di lava fiammeggiante era più appropriata. Ho pensato che avessimo bisogno di una portaerei, dal momento che è facilmente identificabile come una nave e dal momento che potevamo aggiungere dettagli in modo da trasmettere l’idea che si trattasse di un luogo di soccorso, aiuto e speranza! In un certo senso si tratta di una riflessione personale sulla mia vita…sono alla deriva su un infinito oceano infernale a bordo dell’unica cosa che mi permette di attraversarlo…gli ANVIL!

Barry: Hope in Hell contiene tutte le caratteristiche tipiche del sound degli Anvil: che modus operandi avete seguito per scrivere le canzoni? Quali eventi vi hanno maggiormente ispirato?
Lips: Il solo parametro che che ci siamo dati è stato quello di essere fluidi e consistenti e di scrivere I brani in modo che I ritornelli fossero facilmente identificabili. Oltre a questo, abbiamo creato ciò che ci serviva per avere una buona varietà di canzoni e non scrivere la stessa canzone in 12 modi diversi.

Barry: Questo è stato il vostro primo album con Sal Italiano; perché avete scelto lui per rimpiazzare Glenn Five? Ha contribuito al processo di scrittura dei brani?
Lips: Conosciamo Sal dal 1982 ed abbiamo sempre pensato che fosse uno dei migliori bassisti che avessimo mai visto…quando si è presentata l’opportunità gli abbiamo chiesto di unirsi a noi.

Barry: Badass Rock ‘n’ Roll è davvero un’ottima traccia ed il suo stile è abbastanza differente dal resto dell’album; a mio parere è una buona cosa averlo reso più variegate; come mai avete scelto di realizzare questa traccia particolare?
Lips: Robb ed io abbiamo definito la canzone un lupo solitario…abbiamo realizzato fin da subito che fosse differente ma abbiamo percepito che si trattasse di una sfaccettatura del nostro sound andata persa negli anni 80. E’ venuta fuori in modo molto naturale ma allo stesso tempo ci appariva un po’ leggera…poi, però, quando abbiamo scritto i testi e glieli abbiamo applicati ne è venuto fiori un inno come Metal on Metal…ed anche Metal on Metal si tratta di un lupo solitario e di una traccia unica.

Barry: Come avete mostrato al mondo in The Story of Anvil, siete una band che ha ispirato migliaia di altri gruppi in ambito heavi metal. Avete mai ascoltato un album suonato da qualcun altro e pensato: Ehi! Questo è un mio riff!?
Lips: E’ il prezzo dell’essere innovativi! Ed è anche il modo in cui puoi dire di esserlo stato…quando altre band usano le tue idee non senti rabbia, bensì orgoglio e soddisfazione…hai fatto qualcosa degna di essere copiata!

Barry: Quando avete iniziato, probabilmente avevi qualche musicista ad ispirarti e sei tu stesso un musicista che è fonte di ispirazione. Ascolti ancora altre band –anche più giovani- per trarre ispirazione o sei concentrato solo sul tuo stile?
Lips: In gran parte sono ancora legato alla musica con cui sono cresciuto. A questo punto della mia carriera è un vantaggio, perché è il motivo per cui ancora suoniamo come gli Anvil.

Barry: Gli Anvil sono nati ormai oltre 30 anni fa; quanto senti di essere cambiato, sia come musicista che come persona?
Lips: Sono fondamentalmente la stessa persona che sono sempre stato…penso di avere una migliore opinione di me stesso, ma questo dipende dal fatto che ho trascorso anni a fare il mio mestiere, quindi ho acquisito una sicurezza naturale.

Barry: Penso che The Story of Anvil sia stata una sorta di piccolo grande comprensazione per tutti gli anni che avete impiegato a provare a seguire I vostri sogni. Sei felice ora o hai ancora fame di altro?
Lips: Sono ancora molto affamato e determinato, probabilmente anche più ora di prima. Ho visto quanto bene possano andare le cose, ergo voglio conservare questa situazione e se possibile migliorarla!

Barry: Cosa pensi della scena metal canadese? Ti piacciono le altre grandi band del tuo paese, come Rush, Voivod, Annihilator, ecc.? C’è una band meno nota che apprezzi?
Lips: Personalmente mi piacciono solo certe band…e generalmente le band canadesi non mi fanno impazzire. Se ascolto gruppi del Canada la mia lista è molto corta! Frank Marino, April Wine, Pat Travers, Moxy, Thundermug.

Barry: Programmerete un tour europeo per promuovere Hope in Hell? Verrete in Italia?
Lips: Noi programmiamo sempre! Lasciamo che Hope in Hell arrivi anche da voi!

Barry: Cosa puoi dirmi riguardo ad un nuovo DVD live? Avete in programma qualcosa del genere?
Lips: Assolutamente no!

Barry: L’intervista è finita, grazie per il tuo tempo! Manda un saluto ai vostri fan italiani!
Lips: Grazie a voi, un saluto a tutti i nostri fan in Italia! Arrivederci a presto!



blackiesan74
Domenica 18 Agosto 2013, 12.13.32
3
Lips è sempre il migliore... di solito però si sbottona un po' di più, stavolta è stato un po' più evasivo. Comunque "HIH" spacca veramente!!
Celtic Warrior
Sabato 17 Agosto 2013, 15.20.34
2
Bella! Barry , Metal on Metal ...forever!
jek
Sabato 17 Agosto 2013, 14.16.50
1
Quanto amo sta band... bel colpo Barry, ottima intervista.
IMMAGINI
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Anvil, particolare di 'Hope In Hell'
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L'artwork completo
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La band al completo
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