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CARCASS - Surgical Steer
30/08/2013 (3148 letture)
Abbiamo dovuto attendere anni, a volte la speranza era flebile, a volte lasciava spazio all’insofferenza, ma oggi possiamo finalmente discutere del nuovo album dei Carcass. A parlarcene è un loquace e disponibile Bill Steer. Con lui abbiamo attraversato anni di storia, malcontenti, ricordi intramontabili e speranze verso un futuro che vede questa nuova nascita proiettarsi verso una strada totalmente in discesa. Ecco come è andata questa lunga chiacchierata.

Ad Astra: Ciao Bill, intanto benvenuto, è un piacere sentirti.
Bill: Grazie.

Ad Astra: Immagino che tu stia facendo molta promozione, in fin dei conti questo può essere considerato il disco più atteso del 2013
Bill: Diciamo che in questi giorni ho fatto qualche intervista (ride N.d.R.). Non so se considerarlo il disco più atteso ma se è questa la realtà ne sono contento.

Ad Astra: Vorrei partire dall’esterno e mi riferisco alla copertina del disco; ha diversi richiami al passato, passando per l’EP Tools Of Trade, per andare verso Necroticism e richiamare, con qualche tinta cromatica, Heartwork. È stata una scelta voluta oppure un semplice caso?
Bill: Guarda, se devo essere onesto, è stato Jeff ad occuparsi di tutto, per cui non so darti una spiegazione esaustiva. Ho lasciato che lui la creasse di sua iniziativa e quando l’abbiamo vista per la prima volta abbiamo pensato tutti che fosse la cover perfetta per Surgical Steel. In fin dei conti ascoltando la musica penso che si adatti alla perfezione.

Ad Astra: Concordo con te. Quindi diciamo che il gruppo l’ha scelta, ma il gruppo è nuovo per il 50%. Ora spontaneamente mi viene da chiederti come siete arrivati alla scelta dei nuovi membri.
Bill: Vorrei precisare che l’album è stato registrato da tre persone. Ben è arrivato solo all'ultimo momento. Abbiamo cercato di avere un nuovo chitarrista sin dall’inizio, fin da quando abbiamo deciso di fare il nuovo disco, ma farne entrare uno nuovo in pianta stabile non è affatto facile. Il nostro suono ha bisogno di personalità. Quando lo ascolti riconosci subito che siamo noi, una persona nuova ci metterebbe tanto, troppo tempo ad adattarsi alle nostre necessità. Abbiamo pensato a diversi candidati ma, alla fine, abbiamo effettuato il lavoro solamente in tre e credo che questa sia stata la scelta migliore, magari avremmo rischiato di snaturare i Carcass. Detto questo, concluse le registrazioni, quindi nell’inverno del 2012, abbiamo scelto Ben perché pensiamo che si possa inserire bene nel contesto live.

Ad Astra: Ho una domanda abbastanza spinosa, ma è mio compito fartela. Hai mai pensato di chiedere ad Ammott o Regadas di far parte della formazione nuovamente? In fin dei conti loro sono stati gli ultimi due chitarristi in ordine temporale.
Bill: È una domanda alquanto complessa. La prima cosa che ci tengo a precisare è che quando decidemmo di fare i tour di reunion nei festival, Michael ha fatto presente sin da subito che non sarebbe stato della partita per un eventuale nuovo album. Con questa atmosfera, che immediatamente si era creata, abbiamo affrontato questi spettacoli come se non ci sarebbe mai stato un futuro; ero dispiaciuto di questo perché lo vedevo come un passo naturale, spontaneo. Ovviamente però Michael ha le sue priorità e le sue band che portano via già molto tempo alla sua vita.

Ad Astra: Sì immaginiamo tutti a cosa ti riferisci.
Bill: Perfetto, quindi, per rispondere alla tua domanda, posso dirti che nel 2010 è ufficialmente uscito dalla line up. È stato molto cordiale dicendo a tutti che era molto impegnato e non ci sarebbe stata nessuna possibilità in quel momento. L’abbiamo accettato e penso che quell'evento sia stato l’inizio del concepimento di questo album, perché sia io che Jeff avevamo completa libertà di guardare avanti.

Ad Astra: Trattato un ex, manca l’altro: Ken come sta? Spero stia sempre bene.
Bill: Sai, con molta probabilità questa è la domanda che ci viene posta più frequentemente, ovunque andiamo qualcuno ci chiede di lui, è splendido questo.

Ad Astra: Questo perché tutti noi gli abbiamo voluto bene da sempre e oggi penso sia lo stesso.
Bill: Immagino che questo sia dovuto al fatto che lui c’è stato da sempre ed il suo stile ha contribuito a rendere la band quella che è diventata. Anche per questo, il nostro batterista attuale, Dan, è riuscito spontaneamente a mettere all’interno del suo stile qualche caratteristica tipica di Ken. Questa non è una cosa facile e penso che sia merito delle sue doti. Non è un pianificatore, semplicemente suona tanto e con grande passione; è riuscito ad inserirsi in un tempo brevissimo, la nostra fortuna è che non abbiamo dovuto spiegargli molto perché era tutto già dentro di lui. Penso di considerarlo come uno dei migliori musicisti con cui abbia mai suonato.

Ad Astra: Capisco, sicuramente a livello mentale non sarà stato semplice per lui ad ogni modo.
Bill: Hai ragione. Ora, per tornare al discorso di Ken, vorrei ricordare come il percorso di guarigione che ha dovuto intraprendere negli ultimi anni, sia mentalmente che fisicamente, deve far riflettere. Credo inoltre che la maggior parte delle persone non sappia che il suo ematoma cerebrale non sia stata la cosa più dura che ha dovuto sopportare. Qualcosa di più devastante è accaduto dopo, un’operazione a cui ha dovuto sottoporsi gli ha creato seri danni al di là di quelli che già aveva. Il suo corpo, quindi, ha dovuto subire un carico elevato di dolori in un lasso di tempo molto breve. Se devo essere sincero, già il fatto che lui oggi possa camminare e parlare lo vedo come una vittoria, un chiaro segno della sua determinazione. Molte persone hanno continuato a chiederci se avrebbe suonato in questo disco ma, se avessero saputo, sicuramente non avrebbero mai posto questa domanda. Apprezzo molto che negli anni la gente ci abbia chiesto e che lui sia rimasto nei cuori di molti, ma so che sta lottando per rimanere ad un livello di salute adeguato quindi ritengo impossibile che lui torni a suonare la batteria sotto qualsiasi aspetto. Visto in un contesto più grande, penso che sia secondario e bisogna già essere contenti della situazione attuale.

Ad Astra: Mi ricordo, quando veniste a suonare in Italia qualche anno fa, che appena lui arrivò sul palco ci fu un applauso e molti si commossero.
Bill: Infatti, è sorprendente, a volte incredibile quanto grande sia l’affetto nei suoi confronti. Ancora oggi non riusciamo a capacitarcene.

Ad Astra: Dalle tue parole mi sembra di intuire che sia stato contento di questa rinascita.
Bill: Sicuramente, ci ha sempre detto che qualsiasi fosse stata la nostra decisione lui ci avrebbe supportato. Durante le prove delle canzoni nuove lui c’è sempre stato e, anche se è rimasto dietro le quinte, indirettamente lui ha contribuito molto. Per fortuna siamo riusciti a farlo contribuire con qualche linea vocale, ciò ha significato molto per noi. Vederlo ascoltare quest’album e sapere cosa provava in quei momenti era un conforto per noi. È rimasto colpito dalla sezione di batteria e questo lo ha fatto avvicinare a Dan, passandoci molto tempo insieme, come con un naturale successore.

Ad Astra: Perfetto, direi che non ci sia altro da aggiungere. Ma ora veniamo al disco. Tutto il materiale è nuovo di zecca oppure hai riesumato qualche scheletro dall’armadio?
Bill: La stragrande maggioranza è nuovo, tutto composto dal 2010 in avanti. Ci sono un paio di riff, invece, come nell’intro, che scrissi proprio nel 1985. Andavo ancora a scuola all’epoca e la traccia introduttiva l’abbiamo chiamata così (1985 N.d.R.) proprio per far comprendere da dove arriviamo. Ho riscoperto una vecchia musicassetta che mi portavo sempre dietro negli anni novanta e anche da lì ho preso qualcosa, ma poca roba dato che quando abbiamo iniziato realmente ad entrare nella concezione di questo nuovo album avevamo tantissime nuove idee che non potevamo non usare.

Ad Astra: Fa impressione sentirti parlare di musicassetta in un’epoca come questa.
Bill: Diciamo che sono all’antica, mi piace ascoltare ancora gli LP. Pensa che non ho il lettore cd e non scarico nulla da internet.

Ad Astra: Veniamo ad un tasto dolente, se così possiamo dire: la produzione dell’album. Non perché non sia valida, tutt’altro, ma perché sappiamo delle vicissitudini con Colin Richardson e della sua dipartita improvvisa. Come sono andati i fatti?
Bill: Le registrazioni si sono concluse insieme a lui verso la fine dell’anno scorso. Gli accordi erano che lui dovesse effettuare il mixaggio agli inizi del 2013. Avevamo una copia con un mixaggio grezzo ma era molto distante dal risultato che volevamo ottenere, c’era ancora lavoro da fare. Abbiamo capito che c’era un problema sotto perché praticamente lui è andato via senza iniziare; dopo, verso la fine di Marzo, abbiamo ricevuto una mail dove spiegava che rinunciava al lavoro. È stata una brutta notizia per noi, una grande noia perché abbiamo avuto tre mesi di silenzio da parte sua durante i quali potevamo finire l’album e recuperare tempo. Se devo guardare il rovescio della medaglia, sono convinto che sia giusto così, lui aveva perso interesse in questo progetto e non aveva motivazioni. Quando i Trivium sono arrivati, abbiamo capito tutto perché questa è la sua band preferita attualmente.

Ad Astra: Ora capisco e ciò che mi stai dicendo è brutto e triste. Probabilmente non ha più la visione di quello che è il mondo dei Carcass.
Bill: Sì hai ragione ma cosa puoi farci è la vita, la gente cambia mentalità, ma ora sono contento perché l’album è finito (ride N.d.R.) mentre all’epoca dei fatti non sapevo cosa sarebbe successo giorno per giorno. Probabilmente aveva accettato all’inizio perché si ricordava i vecchi tempi ma, ad oggi, non è la persona più adatta.

Ad Astra: Dopo la sua dipartita è entrato Andy Sneap per concludere il tutto; siete soddisfatti?
Bill: Sì, penso sia la persona perfetta perché è entrato completamente nella mentalità del progetto, in fin dei conti è un amico da tanti anni, diverse volte ci siamo fermati a bere qualche birra insieme. Se non fosse stato così non avremmo avuto la sua disponibilità immediata, perché dopo tutto ciò che è successo ci siamo trovati spiazzati e sapevamo che se fosse andata male la situazione sarebbe diventata rovente. Fortunatamente una volta che ha sentito le demo ci ha dato le sue impressioni e i suoi consigli. Non abbiamo dovuto discutere molto perché sa perfettamente quella che è la nostra necessità essendo un musicista anche lui.

Ad Astra: Questo è riscontrabile perché senti all’interno del disco un mix di diverse epoche. Sembra di sentire i classici album della vostra carriera infarciti però dalle tecnologie moderne che vi hanno aiutato a far uscire il suono al meglio. Ora però ho una domanda su una canzone in particolare del disco, l’ultima, quella Mount Of Execution che suona epica, a tratti atipica per i Carcass. Sembra di sentire richiami alla vecchia scuola NWOBHM e agli Angel Witch; è così oppure è solamente una mia percezione?
Bill: La traccia ha al suo interno diversi elementi che richiamano l’heavy metal della vecchia scuola. Suona naturale dal mio punto di vista perché è la musica con cui sono cresciuto; quando ho imbracciato la chitarra sono partito da lì. Questo però accade anche nei primi dischi del gruppo solo che spesso la gente non se ne accorge perché il suono viene tutto distorto e cantato in growl. Se cerchi però di spingerti oltre lo noterai spesso nel passato. Posso dirti che è stata la traccia che sin dall’inizio ha preso l’ultimo posto in scaletta. Volevamo fortemente che chiudesse il disco ma non è mai stata in dubbio, a differenza di altre canzoni che abbiamo lasciato fuori per la grande mole di materiale che abbiamo registrato. Ora è una delle mie preferite, penso che sia il baricentro di tutto perché ha un’ottima melodia combinata con un fascino brutale.

Ad Astra: Concordo perchè c’è una linea comune nelle prime dieci tracce mentre questa diventa la ciliegina sulla torta. In merito alle tracce su cui hai cantato cosa puoi raccontarci?
Bill: Jeff è stato il nostro cantante praticamente da sempre e credo sia giusto così, ha la stoffa del frontman, è anche per questo che ho preferito contribuire ma senza esagerare. Mi sono divertito molto a farlo perché sentivamo la necessità di backing vocal ed ho accettato volentieri. Siamo sempre stati sulla stessa linea di pensiero, per cui i ruoli sono sempre rimasti gli stessi senza che nessuno pestasse i piedi all’altro a prescindere da tutto.

Ad Astra: Penso che sia giusto così in fin dei conti, come in ogni grande famiglia. Ora avete un contratto con la Nuclear Blast; come sono andate le cose? Avete spedito i demo ricevendo diverse proposte oppure siete stati contatti da loro? Il mercato del music business è molto diverso dagli anni novanta quando aveste una brutta esperienza.
Bill: Non abbiamo spedito nessuna demo, ci siamo auto-finanziati perchè non volevamo che nessuno mettesse bocca nella nostra musica. Siamo consci del cambiamento che c’è stato in questi anni, penso però che sarebbe rischioso per una label mettersi nella testa di un gruppo come il nostro. Anche se ci sono doveri nei confronti della casa produttrice per via del contratto, noi non ce li sentivamo perché io e Jeff ci siamo fatti questa promessa. Una volta finita la sessione abbiamo posto sul tavolo le canzoni ed aspettato l’offerta giusta. La Nuclear Blast l’abbiamo scelta perché ci ha fatto la proposta migliore e non mi riferisco ai soldi ma a piccoli dettagli che dimostrano rispetto verso il nostro gruppo. Prendi ad esempio il Giappone. Molte offerte erano riguardanti il globo intero ma non specificavano alcuni territori in particolare e non desideravamo ritrovarci nell’eventualità di dover discutere due contratti con due label differenti, tutto qui.

Ad Astra: Stiamo arrivando alla fine ed ora ho qualche curiosità. Dopo tutti questi anni di lontananza dalla scena, come ti sei sentito a riscoprire questo mondo che hai lasciato indietro? Quali sensazioni hai provato tra concerti, registrazioni e pubblicizzazione del nuovo album?
Bill: All’inizio ho compreso quanto mi mancasse suonare la chitarra, rimasi sorpreso di come riuscii in pochissimo tempo a sintonizzarmi sulle frequenze musicali che avevo lasciato all’epoca. Penso che tutto ciò sia all’interno del mio codice genetico perché, anche se non ho suonato per diversi anni, i miei muscoli, le ossa e la mente non hanno mai dimenticato come si facesse. Comprendere che gli anni sono passati, che il mondo non è quello di una volta, è stato emozionante. Sono rimasto lontano dal mondo del metal per così tanti anni che oggi comprendo chiaramente che la direzione che esso ha intrapreso è completamente diversa da ciò che immaginavo anni fa.

Ad Astra: Sarà stato anche emozionante comprendere quanto la gente non vi abbia mai dimenticato e vi stesse attendendo.
Bill: Hai ragione perché la cosa bizzarra è che ad oggi i Carcass sono più popolari di quanto non lo fossero all’epoca. Sentire oggi persone che discutono di album fondamentali, dal loro punto di vista, come Necroticism o Heartwork è shockante e fa comprendere come all’epoca furono percepiti talmente bene che non ce ne rendemmo conto.

Ad Astra: Siamo arrivati all’ultima domanda, che riguarda il tour che farete questo autunno. Sappiamo che dividerete il palco con gli Hell, dove suona Andy Sneap, e con gli Amon Amarth. Pensi sia la scelta giusta dati gli stili così contrastanti?
Bill: Sì lo sappiamo perché abbiamo deciso di farlo (ride N.d.R.). La cosa principale per noi è andare in tour e, anche se siamo consci della distanza tra noi, poco importa perché non vorremmo mai suonare insieme a gruppi che assomigliano troppo al nostro stile. Vorrei aggiungere che le voci che ho sentito secondo cui non dovremmo suonare insieme agli Amon Amarth sono abbastanza di pessimo gusto. L’unica cosa che posso dire è che, guardando alla realtà dei fatti, oggi loro sono più popolari dei Carcass (ride N.d.R.). Noi non potremmo mai suonare davanti a duemila persone in Germania perché là non siamo mai stati molto famosi, e te lo dico sinceramente, useremo questa esperienza per raggiungere nuove persone. Chi non vorrebbe fare un tour Europeo da headliner? Certamente in futuro succederà ma non quest’anno, perché abbiamo già troppi impegni. Almeno avremo meno pressioni non essendo gli headliner (ride nuovamente N.d.R.). Oggigiorno il pubblico vuole sempre vedere di più e quando sei ultimo tutti si aspettano uno show fantastico da te ed hai gli occhi puntanti addosso.

Ad Astra: Sotto questo punto di vista non l’avevo mai intesa ma comprendo perfettamente le tue parole. Che dire Bill se non grazie per la disponibilità e che ci vediamo quest’autunno per il vostro tour?
Bill: Grazie a te per la chiacchierata e speriamo di vederci insieme a tante altre persone. Ciao a tutti.


NOTA:
Un doveroso ringraziamento va a Diego Trubia "Er Trucido" per la preziosa collaborazione.



Masterburner
Venerdì 13 Settembre 2013, 14.35.39
11
Non capisco perchè dice che non ha più suonato la chitarra... e tutta l'esperienza con i Firebird?
Andy '71 vecchio
Giovedì 5 Settembre 2013, 17.40.13
10
Poco da dire,un grande in tutti i sensi!
brainfucker
Venerdì 30 Agosto 2013, 19.15.21
9
bill me lo immagino come la persona meno arrabbiata del mondo, non sapevo avesse smesso di suonare! consiglio a tutti i firebird, il suo gruppo southern rock..davvero grandi!
Monky
Venerdì 30 Agosto 2013, 12.21.40
8
Che spettacolo d'intervista e che gran persona! Il riferimento a Ken è davvero toccante e dimostra veramente quanto sia meraviglioso il rapporto che c'era e, soprattutto, che c'è ancora tra queste persone.
Er Trucido
Venerdì 30 Agosto 2013, 12.08.33
7
Penso sia normale quella serenità, in fondo hanno rischiato di perdere un amico prima ancora di un batterista. Il fatto che invece ci sia ancora è un sollievo per loro. Su Richardson temo che ci sia anche un pizzico di delusione, dato che anche con lui si tratta di un rapporto che ha radici profonde ed interrompere così una collaborazione per fare dell'altro non è molto corretto, tanto valeva dire subito che non poteva.
Metal3K
Venerdì 30 Agosto 2013, 12.07.16
6
In genere tendo ad evitare questo tipo di commenti, ma stavolta non posso esimermi dall'esternare la mia soddisfazione per questa splendida intervista, che a tratti ha commosso anche me (per gli stessi motivi di Lizard).
MrFreddy
Venerdì 30 Agosto 2013, 11.43.16
5
Che intervista! Bill mi ha sempre dato l'idea di essere una persona squisita! Complimenti Andrea! Ora filo a leggermi le recensioni
ad astra
Venerdì 30 Agosto 2013, 10.57.20
4
@lizard: hai ragione. commovente ma nelle sje parole,nel tono vocale c'era serenita perche contento prescindere del sul status.. yutto il contrario della questione su colin richardson dove si percepiva malcontento.. come se volesse allontarne il ricordo...
Lizard
Venerdì 30 Agosto 2013, 10.04.02
3
Bellissima intervista davvero una persona piacevole, che ama quello che fa. Mi stavo commuovendo quando ha parlato di Owen. Il disco non l'ho ascoltato ancora ma le parole dicono gia molto.
AL
Venerdì 30 Agosto 2013, 8.54.35
2
ottima intervista! che gruppo spettacolare. ora pure il cd nuovo e a novembre il concerto...
MPostmortem
Venerdì 30 Agosto 2013, 7.56.10
1
Grandi complimenti per questa intervista!! Indubbiamente ci voleva a fronte di un album tanto atteso!
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