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NILE + EX DEO + SVART CROWN + BLACK THERAPY - Zona Roveri, Bologna, 06/09/2013
11/09/2013 (2485 letture)
Un altro concerto dei Nile, non ricordo se per me è la quarta o la quinta volta, ma che volete, ci sono affezionato a questo gruppo e Karl è una persona squisita, gentile come pochi, è molto umano; non che Dallas sia da meno. È un altro concerto in solitaria per me, perchè Waste of Air ha le sue collezioni di cincillà morti da accudire; ma io me ne sbatto. Torno sul luogo del delitto, quel Zona Roveri dove i suoni sono così disumani che riuscirebbero a far diventare un badile anche Lulu; è una delle migliori location live che ho visto in Italia negli ultimi anni, per cui prenoto il biglietto su Internet con qualche euro risparmiato e si parte. Ma sarà andato tutto liscio? Ovviamente no, perché arrivato nel luogo trovo la mia adorata Nikon senza scheda, senza possibilità di utilizzarla per fare le foto. Mi contorco in lungo e in largo tra i sedili della macchina per cercare le schede, magari sono cadute. Dopo venti minuti devo rassegnarmi, farò le foto col cellulare; odio questa situazione, stavo per rinunciare a fare il report ma il dovere viene prima di tutto. Chiedo scusa per le foto di bassissima qualità ma questa è la pura verità.

BLACK THERAPY
Sono riuscito solo ad ascoltare l’ultima canzone e mezzo di questo giovane gruppo. Come già detto ero incastrato tra un seggiolino e l’altro della macchina, ma sorvoliamo. Per quello che ho sentito è un death melodico con venature di black e thrash al suo interno. Di più non posso dire purtroppo. È stato simpatico il siparietto con l’amica che è salita sul palco. Ci sta a volte per smorzare l’atmosfera, mentre i presenti tardano ad arrivare. Infatti in quel momento saremo stati una quarantina dentro. I suoni era giusti, anzi fin troppo belli per essere veri. Spero in una prossima data per poterli rivedere in circostanze diverse e con maggiore attenzione.

SVARTCROWN
Il mio caro amico Giomaster mi passò un link diversi mesi fa dicendo: "ascolta questi che a te piacciono di sicuro". Quando ebbi l’occasione ascoltai e mi sorpresi, perchè hanno quel misto di black e Behemoth, mi ricordano vagamente i tempi di Satanica con un tonalità francese che non fa mai male. Preso dalla iper-curiosità di averli stasera in sede live mi son detto: spaccheranno il sedere ai passeri questi. E così è stato! Gli Svartcrown sono proprio bravi e stano diventando grandi in fretta, senza chiedere permesso. Propongono una setlist di circa quaranta minuti e ricevono il pieno consenso del pubblico; gli animi iniziavano a scaldarsi perché questi picchiano davvero. Le uniche cose che mi hanno lasciato un po’ perplesso sono state le loro continue ripartenze che, in sede live, si sentono ancora di più spezzando troppo in alcuni momenti. La matrice francese si sente eccome, ma anche quella svedese non manca affatto. Il doppio cantato è profondo e non così acuto come ti aspetteresti da un gruppo di tale portata sonora, direi perfetto. La prova dei chitarristi è abbastanza agevole, le loro canzoni non sono difficili da suonare, ma a volte è giusto che sia così, semplice e diretto (ho detto "a volte!"). Tutto funziona perfettamente. C’è da dire la loro potenza viene quasi raddoppiata grazie all’impianto sonoro di questo locale, il che è un bene. È stata una prova convincente la loro e voglio chiudere con le parole della nostra recensione, la quale calza a pennello: gli Svartcrown non sono destinati a riscrivere il paradigma dell’estremo sonoro, questa prova live sancisce come i cisalpini sappiano amalgamare in modo personale diverse influenze, meritevoli d’ascolto!

EX DEO
Sono inutili, pacchiani e soprattutto inconcludenti. Questo è il mix di aggettivi che mi sorgono spontanei alla fine del concerto di questo gruppo o meglio di questi Kataklysm mascherati. Ormai in molti conosciamo l’operato degli Ex Deo e non c’è molto da raccontare: death metal melodico con venature epiche create da sampler di ogni qualsivoglia tipologia. Il problema non è nemmeno questo, perché ce ne sono a bizzeffe di gruppi così oggi e diversi di questi raggiungono anche livelli eccelsi, ma il problema sta nel voler riproporre gli stessi accordi della band madre suonati su un piatto di accozzaglia pseudo-romana. Il problema sta nel comprendere che le due parti artistiche della mente di Maurizio Iacono producono dischi mediocri, senza raggiungere le vette che potrebbero essere lì ad un passo se si decidesse a focalizzare i propri sforzi su un gruppo solo. I tempi di Of Shadow And Dust sono ormai sepolti, nella polvere appunto.
Che dire invece della loro performance? Si è trattato di cinquanta minuti di melodic death con tinte epiche, con un singer in ottima forma, padrone del palco, forte e carismatico. In preda all’estasi della battaglia eterna, pronto a "Portare la storia di Roma in giro per il mondo" (testuali parole, perché per chi non sapesse Maurizio, sappiate che parla in italiano quasi perfettamente). Come si riesce ad evincere dalle foto, il nostro barbuto singer ha prestato spesso le ginocchia al terreno, divinizzando non si sa bene quale tipo di entità superiore. I suoi compari sono stati di egregia bravura, anche perché da suonare non hanno sicuramente qualcosa di particolarmente complesso dal punto di vista tecnico e lo show si è svolto senza particolari problemi. Il pubblico ha apprezzato, tanto che in alcuni momenti al banchetto del merchandising c’erano più compratori di cimeli dei canadesi, che non degli headliner.
Ora so che con queste dichiarazioni mi tirerò addosso molte brutte parole, ma l’onesta viene prima di tutto. Ricordo che, quando vidi i Kataklysm per la prima volta una decina di anni fa, mi entusiasmai, rimasi emozionato; stasera sono rimasto sconcertato.

NILE
Non ricordo se è la quarta o la quinta volta, ormai poco importa, ad ogni incontro in sede live con i Nile la soddisfazione è talmente elevata che non si può mai dire di no. C’è un senso di calma nel volto di Karl che vorresti fosse il tuo nonnino cantastorie, con la pipa magari. Una persona splendida, con compagni di banco altrettanto splendidi, musicalmente parlando. Questo ci tengo a ribadirlo, perché gli occhi parlano e, anche se le canzoni sono tecnicamente abbastanza complicate, riesci a comprendere quanta fiducia e controllo degli strumenti risieda in quei musicisti. Questo vale per Karl, Dallas, George, ma un pochino meno per il nuovo entrato, che fatica come un ossesso per riuscire a stare dietro a "quelli là". Il ruolo del bassista non è di poca importanza in un gruppo come questo; ancora devo comprendere come mai negli ultimi ci sia stata una totale avversità nel volerlo ricoprire a tempo pieno. Spero che si tratti di un passaggio definitivo perché Todd Ellis merita di rimanere dove ora staziona! Detto questo, come è stato questo concerto?
Buono, non riesco ad andare oltre perché sono rimasto colpito in maniera negativa dal fatto che siano state escluse alcune perle che hanno sempre avuto il loro successo in sede live, come Cast Down The Heretic o la sempiterna Annihilation of The Wicked. Ovviamente c’è un nuovo album da promuovere (anche se ormai ha un po’ di mesi alle spalle), ma proporre tracce di discutibile fattura se paragonate a certe perle è segno di qualcosa che cambia. In sede live, l’unica traccia che fa la sua degna figura della nuova uscita è quella Hittitie Dung Incantation con il chorus centrale da brividi. Tutto il resto perde nettamente il confronto col passato, pur mantenendo il marchio di fabbrica inalterato. Nel complesso si è trattato di un’ora e un quarto in cui la prestazione è stata ottimale, ma in cui George si anche è dimostrato un po’ di difficoltà, probabilmente per problemi fisici, dato che a momenti sembrava quasi stesse per esalare l’ultimo respiro. La sala era piena e la soddisfazione è rimasta sul volto di tutti pur con qualche pecca qua e là, problemi di vario genere e qualche nota steccata: non ci si può lamentare del brodo grasso! Ad ogni modo sono da rivedere ogni volta con ammirazione perché, a dispetto di tutto, dai Nile c’è sempre da imparare.

SETLIST NILE
1. Sacrifice Unto Sebek
2. Defiling the Gates of Ishtar
3. Kafir!
4. Hittite Dung Incantation
5. Enduring the Eternal Molestation of Flame
6. The Inevitable Degradation of Flesh
7. Supreme Humanism of Megalomania
8. The Blessed Dead
9. The Howling of the Jinn
10. Ithyphallic
11. Chapter for Transforming into a Snake
12. Smashing the Antiu
13. Unas Slayer of the Gods
14. Black Seeds of Vengeance


CHIUSURA
Concludiamo il solito trafiletto invitando ad avvicinarsi alle uscite di emergenza sui vostri lati e in fondo. Sopra di voi c’è la maschera d’ossigeno e nel portaoggetti i tappi per il volume da badilate di questo locale, che conferma volta dopo volta di voler prendersi una discreta fetta di terreno; speriamo bene, almeno non ci si dovrà più accontentare di attrezzature improvvisate con fonici improvvisati. Il metal non venderà milioni di dischi ma merita rispetto e nella sua complessità ha necessità di suoni degni, cosa che ormai è difficile trovare, e Zona Roveri innalza il livello un gradino più in alto. Il biglietto pagato su internet a 20€ è più che ripagato visto il bill offerto, è ottimo anzi. Il pubblico ha tardato ad arrivare ma alla fine c’era quasi il pienone. Nel complesso? Lo rifarei anche domani!



ad astra
Giovedì 19 Settembre 2013, 12.46.13
4
@gian... c'e stato qualche problema durante l'esibizione per karl su un filo che impigliato aveva lasciato qualche difficolta di uscita del suono.. e lo stesso karl ha fatto due tre stecche ma roba da poco scuotendoo anche vistosamentr la testa.. niente di catastrofico pero
Gian
Giovedì 19 Settembre 2013, 11.24.43
3
"qualche pecca qua e là, problemi di vario genere e qualche nota steccata"?
nicola
Giovedì 12 Settembre 2013, 12.18.43
2
hittite dung incantation non è dell'ultimo album e in più hanno fatto sarcophagus...forse la mia canzone preferita
brainfucker
Mercoledì 11 Settembre 2013, 15.15.54
1
ENGL+marshall...na cosetta proprio..
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