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DONNE ROCCIOSE - # 8 - Doro Pesch
30/09/2013 (5616 letture)
Altro giro, altra donna rocciosa. Stavolta parliamo di uno dei nomi più conosciuti della scena internazionale, ossia quell’affascinante metallara tascabile che risponde al nome di Doro Pesch. La cantante originaria della Renania Settentrionale-Vestfalia, infatti, appartiene a buon diritto a quella ristretta schiera di personaggi che hanno contribuito in maniera notevole a definire l’immagine della donna nel metal, attraversando epoche diversissime tra loro per popolarità, restando sempre fedele alla sua musica nonostante alcune sperimentazioni, fino a giungere in splendide condizioni ai nostri giorni.

DA DUSSELDORF A DONINGTON
Nata il 3 Giugno del 1964 a Düsseldorf dall’unione del camionista Walter con Barbara Pesch, cresce a pane, T. Rex, Slade e roba simile, acquisisce i rudimenti del pianoforte e comincia a cantare intorno ai dieci anni. Divisa fra questo e gli studi di grafica, decide a sedici anni di dedicarsi maggiormente al canto dopo aver sfiorato la morte a causa della tubercolosi. È il 1980, e per una ragazza dotata di una bella voce, un bel fisico (per quanto contenuto come altezza) e soprattutto di una grande passione per il rock, non c’è anno migliore per lanciarsi nel giro. La sua prima band sono gli Snakebite, con la quale produce un demo di sette canzoni, poi i Beast and Attack. Finite queste esperienze, nel 1982 è la volta dei Warlock; il vero inizio della sua storia. Come detto, i tempi sono più che favorevoli e, dopo un paio di stagioni fatte di concerti dal vivo durante i quali Doro acquisisce la consapevolezza sia dei propri mezzi sia del fatto che il metal è la sua vita, la Mausoleum offre loro un contratto per l’incisione di Burning the Witches. Il disco ottiene un buon successo, contenendo una serie di pezzi aggressivi e freschi, magari prodotti male, ma valorizzati dall’irruenza e dall’entusiasmo di Doro. Oltretutto, la sua presenza scenica in un periodo in cui le metal band con cantante donna erano una rarità attrae ulteriore attenzione. I successivi Hellbound e True As Steel aumentano la popolarità dei Warlock, ma soprattutto di quella biondina tanto piccola, quanto decisa a sfondare. Nell’86 diventa la prima donna a capitanare una band sul palco del Monster of Rock di Donington. Con una carriera musicale ormai lanciata, la cantante tedesca prende quindi due decisioni: abbandona definitivamente quella di grafica e prende lezioni di canto professionale.

GLI U.S.A. - DAL TRIUMPH ALL’AGONY
Il metal è ormai la sua vita, in tutti i sensi. Lei ed i Warlock si trasferiscono negli U.S.A., dove prende forma Triumph and Agony, che diventa un grosso successo commerciale e mediatico che frutta anche un tour di supporto ai Megadeth, all’epoca a loro volta lanciatissimi. Come spesso accade in questi casi, gli U.S.A. corrodono la stabilità interna della band. Alla fine del tour è Doro la sola presenza tedesca in seno al gruppo, gli altri musicisti sono adesso statunitensi. Il tutto genera nell’89 una causa che ha come oggetto il diritto d’uso del moniker e del merchandise Warlock. La cantante perde la battaglia legale (questa si trascinerà fino al 2011, quando riuscirà a venirne vittoriosamente a capo), ed il nuovo album, Force Majeure, segna di fatto l’inizio della sua carriera solista come Doro, anche se dietro di lei c’è ancora una band. Nonostante la “corruzione” americana del suono, però, proprio negli U.S.A. l’album non riesce ad imporsi. La band non ha più ragion d’essere, adesso la cantante è davvero sola. Il primo passo è affidarsi a Gene Simmons per la produzione, affiancato da Tommy Thayer. Doro esce nel ’90 e, visto chi se ne è occupato, è ovviamente molto più commerciale, sia come testi che come musica, con tanto di immagine sexy patinata stile Playboy veicolata dall’artwork; nonostante ciò, ancora una volta gli Stati Uniti non lo accolgono bene. Come già rilevato innumerevoli altre volte, l’ultima delle quali proprio all’interno di questa rubrica in occasione della trattazione di Ann Boleyn, il tempo del metal sembra essere improvvisamente terminato. Le case discografiche sono ormai decise a sfruttare il nuovo fenomeno del grunge, non c’è più posto né per chi si ostina a fare quella musica così fuori moda né per chi cerca di adeguarsi alla realtà nord-americana, da sempre mediamente molto più commerciale di quella europea. L’album viene addirittura ritirato e Doro non riceverà più pubblicazioni negli U.S.A. per oltre dieci anni.

AMOR PROIBITO - UNA TELENOVELA INDUSTRIAL
True at Heart, pur registrato a Nashville, ottiene buon successo in Germania, così come il successivo Angels Never Die, ma non si tratta certo della parte migliore della carriera della Pesch. La mano di Jack Ponti si sente e l’album è decisamente meno aggressivo dei precedenti; classico prodotto “da sopravvivenza”. Cambiano molti musicisti attorno a lei e sempre nel ‘93 partecipa al Wacken Fest. Il successivo Machine II Machine è ancora più pop (mixato dal famigerato Kevin Shirley) e segna anche la fine del contratto decennale con la Polygram senza che questo venga rinnovato. Tempi duri: per sopravvivere partecipa anche alla telenovela Verbotene Liebe (comunque nota per la sua trattazione di temi scottanti), altri musicisti metal si riducono ad occupazioni poco edificanti. Alla fine del 1995, comunque, arriva un buon contratto con la WEA in seguito al quale comincia a collaborare con membri dei Die Krupps, con i quali si occupa anche dei remix di Machine II Machine. Dopo tre anni di lavoro ne viene fuori Love Me in Black, lavoro decisamente sperimentale per gli standard di Doro, ma proprio per questo la casa discografica lo ritiene inadatto agli U.S.A. e lo fa uscire solo in Europa. La cosa crea parecchio malumore nella cantante, la risoluzione del contratto è inevitabile, segue il passaggio alla SPV.

FIGHT - UNA PICCOLA COMBATTENTE
Il 2000 è l’anno di Calling the Wild, impreziosito da varie partecipazioni, tra le quali quella di Lemmy in Love Me Forever ed Alone Again. L’album segna il ritorno alle atmosfere tipicamente heavy della tedesca, vera ed unica dimensione naturale per lei. La decade dei 90’s, con le sue sperimentazioni ed i suoi bocconi amari da ingoiare è ormai alle spalle, il nuovo millennio la vede agguerrita come non mai e decisa a riprendersi ciò che è suo. Burn It Up diventa l’inno dei Rhein Fire, squadra di football americano di Düsseldorf. I tempi sono cambiati, le case discografiche hanno finito di spremere il limone grunge (dal loro punto di vista) ed un genere senza tempo come l’heavy ritorna prepotentemente sulla scena; per Doro si riaprono le porte degli States. Dopo il Meltdown II Festival è la volta di un tour di successo con Dio e Malmsteen, poi per la prima volta in Russia. Dopo la tragedia della morte per cancro di Mario Parrillo, il suo posto nel gruppo viene preso da Oliver Palotai. Nel 2002, dopo il Wacken Open Air ed il Bang Your Head!!!, esce Fight, ancora impreziosito da varie collaborazioni, anche a livello compositivo. Fight (la canzone) viene utilizzata dalla pugile Regina Halmich come introduzione ai propri combattimenti e la Pesch partecipa anche ad una esibizione ripresa dalla RTL. Anzi, occhio a non farla innervosire. Piccola e minuta sì, ma anche pugile addestrata alla boxe thailandese. Siete avvertiti.

2500 CONCERTI - VERSO L’INFINITO ED OLTRE
È in questo periodo che, in considerazione della sua carriera e della sua ostinazione a dispetto dei momenti di difficoltà, comincia ad essere identificata come “metal queen”. Celebra il ventennale dell’uscita di Burning the Witches con un concertone alla Phillips Halle di Düsseldorf cui partecipano anche Lemmy, Mikkey Dee, Blaze Bayley, Udo, Claus Leßmann, membri di Circle II Circle e Saxon, con i quali era appena stata in tour, ed i suoi vecchi compagni d’arme dei Warlock; ne viene tratto un DVD intitolato 20 Years - A Warrior Soul, cui segue un secondo DVD: Für Immer. Dopo un’esperienza con un’orchestra, pubblica Classic Diamonds, opera in cui ripropone vecchi classici in versione acustico/sinfonica; seguono concerti semi-acustici. L’EP di contorno Let Love Rain on Me diventa inaspettatamente n. 7 nelle classifiche spagnole. Nel 2006 l’entrata nel mondo del cinema come attrice ed autrice di alcuni pezzi per la colonna sonora nel film Anuk-The Way of the Warrior, in cui compare anche Marc Storace dei Krokus (il seguito del film è atteso a breve), quindi il nuovo album Warrior Soul ed una raccolta fondi per il museo del Borussia Dortmund. Dopo una lunga serie di esibizioni live d’alto livello, compresa una visita in Cina, e sempre al fianco di grandi nomi delle scena mondiale, nel 2009 è la volta di Fear No Evil, un classico prodotto made in Doro, seguito, come ormai di prammatica, da tours e partecipazioni a grossi fest fino al 2010, anno in cui festeggia il concerto numero 2500 (nel frattempo è salita a circa 2800) e partecipa al concerto per la raccolta fondi a favore della ricerca contro il cancro, nel ricordo dell’amico Ronnie James Dio. In mezzo il singolo We Are the Metalheads per il ventennale del Wacken. L’ultimo Raise Your Fist è del 2012, e mostra al pubblico la solita, cara, metallosa Doro Pesch.

UNA FAMIGLIA METALLICA
Per inquadrare correttamente lo spessore di questa “donna rocciosa” capace di vendere circa dieci milioni di dischi, è necessario considerare quali e quanti anni ha artisticamente attraversato e quanto la nostra bionda ha sacrificato del proprio personale al fine di consacrarsi totalmente alla musica. Partita all’alba degli anni 80, ha potuto vivere sia l’esplosione della scena metallica da una realtà privilegiata come quella tedesca che tutti gli aspetti negativi connessi alla presenza di una donna all’interno di una metal band, oltretutto col ruolo di front-woman. Non che al giorno d’oggi le cose siano molto cambiate, ma all’epoca dei fatti il metal era connotato ancor più di adesso da un’impronta machista, che voleva le donne relegate al ruolo di nudo contorno e di primo piatto altrettanto svestito, anche in presenza di talenti. A questo proposito la situazione può essere chiarita in parte rileggendo proprio alcune puntate precedenti di questa rubrica. Doro Pesch, uno dei quali riguardante la sfera strettamente personale, ma tutti assolutamente paradigmatici. Il primo attiene alla rinuncia a farsi una famiglia e ad avere dei figli per dedicarsi totalmente ai fans, così come descritto in You Are My Family, pezzo contenuto in Warrior Soul, dividendo quindi la sua esistenza tra il palco, lo studio di registrazione (proprietaria degli Atom H Recording Studios assieme ai membri dei Die Krupps con cui collabora), e gli U.S.A., dove possiede -o possedeva, visto il devastante passaggio dell’uragano Irene- una casa a Long Island. Il secondo riguarda il suo impegno sociale, esplicato nell’impegno animalista a favore della PETA (tutti i suoi abiti di scena sono in ecopelle) e più ancora in quello a favore dell’organizzazione Terre des Femmes, che lotta per la difesa delle donne in situazione di difficoltà dopo episodi di violenza e sfruttamento, così come dichiarato in questa intervista. Il terzo è quello meno oggettivo, se volete, ma assolutamente confermabile da chiunque abbia avuto occasione di parlarci, e riguarda proprio la sua passione per la musica e la vita che ha scelto. Quando Doro parla di questo, infatti, il suo tono di voce cambia, si fa più partecipe, entusiasta, per diventare struggente quando ricorda gli anni 80. Anni privi del web, delle e-mail, degli mp3, di incisioni perfette ed imponenti e pieni di un’ingenuità oggi forse ridicola, ma forse più a misura di passione. Non si tratta di qualcosa di misurabile, di trasmissibile tramite la tastiera di un pc, ma parlare con qualcuno che crede davvero in ciò che canta in maniera quasi fanciullesca vale più di migliaia di lettere battute per scrivere un articolo riguardante una ragazza piccola, minuta, ma rosa da un solo amore sincero: quello per il metal.


DISCOGRAFIA DORO PESCH
WARLOCK
Burning the Witches - 1984
Hellbound - 1985
True As Steel - 1986
Triumph and Agony - 1987
Earthshaker Rock (compilation) - 1998


DORO + Warlock
Force Majeure - 1989
Rare Diamonds (Best Of) - 1991


DORO
Doro - 1990
True at Heart - 1991
Angels Never Die - 1993
Doro - Live - 1993
Machine II Machine - 1995
M II M, Electric Club Mixes - 1995
A Whiter Shade of Pale (Best Of) - 1995
Love Me in Black - 1998
The Ballads (Best Of) - 1998
Best Of - 1998
Calling the Wild - 2000
Fight - 2002
Classic Diamonds - 2004
Warrior Soul - 2006
Fear No Evil - 2009
Raise Your Fist - 2012



Shadowplay72
Sabato 2 Dicembre 2017, 2.42.00
24
Prima con i warlock ,poi da solista anche lei ha scritto la storia del metal.!
rik bay area thrash
Sabato 28 Maggio 2016, 22.32.47
23
Articolo scritto con sentimento dal @raven dedicato a una singer che sebbene non abbia forse mai realizzato il disco che tutti chiamano 'classico' ha sempre comunque portato avanti con forza e rispetto nei confronti dei fan quella che è la sua passione se non addirittura ragione di vita e cioè la musica heavy metal. La sua voce, che può piacere o meno, è perfetta per l ' heavy metal da lei proposto. Sebbene gli anni passano la doro imperterrita e con estrema convinzione si conferma sempre artista di rilievo. Bellissime le anticipazioni di questi giorni delle anteprime del nuovo dvd. Ripeto può piacere o meno la sua proposta musicale, la sua voce, tutto quello che volete ma a tutt' ora è veramente lei la metal qeen (imho).
Raven
Martedì 8 Ottobre 2013, 9.12.00
22
Il grazie è sempre nostro a chi ci legge con la stessa pasione che mettiamo noi nel tenere in piedi questa baracca metallica
Andy '71 vecchio
Martedì 8 Ottobre 2013, 8.21.53
21
Grande Doro!Fantastica,la ricordo con gli Warlock aprire per il grande vecchio Ronnie nel 1987,concerto stupendo,dove proposero l'appena uscito,per me, mezzo capolavoro "Triumph and Agony"lei bravissima con una line'up rocciosa!Bravissimo come sempre Raven,puntuale e preciso,ma soprattutto appassionato vero!Grazie.
AL
Mercoledì 2 Ottobre 2013, 12.03.40
20
vista qualche anno fa in tour con i Saxon. Spettacolare! veramente rocciosa!!!
Raven
Mercoledì 2 Ottobre 2013, 11.07.42
19
C'eri anche tu?
Philosopher3185
Mercoledì 2 Ottobre 2013, 10.42.27
18
Devo ancora farmi una cultura su di lei e i Warlock,ma una cosa è sicura;anche se ha i suoi anni,è sempre bona!! beato Mustaine che se lè portata a letto!!!
brainfucker
Martedì 1 Ottobre 2013, 21.38.37
17
ho esagerato coi toni,non volevo fare l'arrogante o il rompicazzi..buon lavoro a voi di metallized!
Lizard
Martedì 1 Ottobre 2013, 21.29.43
16
Ok, caso chiuso.
brainfucker
Martedì 1 Ottobre 2013, 21.19.52
15
io ho solo detto che come artista è un cesso, ma è ovvio che è una mia opinione,se uno insiste a farmi cambiare idea io non posso che metterlo agli atti e rimanere delle mie idee, e ci mancherebbe pure che mi diverto a contraddire raven che oltre a essere un grande esperto ho sempre apprezzato per l'apertura e lo stile
Lizard
Martedì 1 Ottobre 2013, 21.14.00
14
Cazzi vostri? Ma tu pensi di essere chi per usare questo tono? Cala le penne e impara a gestire una discussione civile che l'educazione non costa niente e salva il Mondo. Se un artista non ti piace nessuno può obbligarti, ma usa un tono rispettoso quando ti rivolgi a qualcuno che lo usa con te.
brainfucker
Martedì 1 Ottobre 2013, 20.58.48
13
peccato che poi tutti pensano subito a all we are..vabbè sti cazzi io ho detto la mia,se la cosa vi offende cazzi vostri
Raven
Martedì 1 Ottobre 2013, 20.15.09
12
Non fa una piega: 4 (o 5 se consideriamo FM) album con la sua vecchia band contro 13 da solista e campa sui Warlock? Quante canzoni dei Warlock esegue dal vivo e quante delle sue? Qui non si tratta di opinioni, ma di numeri.
brainfucker
Martedì 1 Ottobre 2013, 19.51.47
11
campa su 2 canzonette da trattoria della siua vecchia band e sulla voce non mi esprimo nemmeno..una delle cose peggiori degli anni '80.ovvio che poi è un opinione mia e lei non perderà certo il contratto discografico per questo
Sambalzalzal
Martedì 1 Ottobre 2013, 16.58.12
10
brainfucker@ io spero che la tua sia una battuta perché altrimenti stai in errore clamoroso qua! io credo che qualsiasi uomo normale non abbia bisogno dell'uscita di un album o di un concerto di Doro per farsi una sega! lo spero, altrimenti tutta la categoria si farebbe una brutta nomina. i Warlock stavano un passo avanti, lei come solista ha tirato belle legnate e ancora oggi non ha avversarie nel mondo del metal. Una ce l'aveva, Wendy Williams, purtroppo scomparsa qualche anno fa. Che poi possa non piacere la proposta musicale ci sta tutta però dai su.
Raven
Martedì 1 Ottobre 2013, 16.42.59
9
Ma infatti, chi di noi non è disposto a scucire 15-20 euro per un cd solo per vedere in copertina e nel booklet quanto la nanerottola si mantiene in forma? Scommetto poi che in realtà è alta 1,90, ma sta giù apposta per attirare di più l'attenzione.
brainfucker
Martedì 1 Ottobre 2013, 16.35.25
8
sta nanerottola sta in giro solo perchè si mantiene in forma
Galilee
Martedì 1 Ottobre 2013, 14.27.30
7
Stranamente non sono mai stato affezionato a questa guerriera. Ho solo burning witches comunque..
d.r.i.
Martedì 1 Ottobre 2013, 13.58.24
6
E' sempre nelle mie orecchie e nel cuore, è stata uno dei primi ascolti che ho fatto in ambito metal
Celtic Warrior
Martedì 1 Ottobre 2013, 13.32.26
5
Ottimo lavoro Raven , una vera metallara non ci piove!
Raven
Martedì 1 Ottobre 2013, 12.10.40
4
Effettivamente il capolavoro forse manca, ma come detto nei commenti precedenti, un posto nel cuore degli appassionati lo merita di sicuro.
Red Rainbow
Martedì 1 Ottobre 2013, 11.41.38
3
Concordo con Lizard, seguita con affetto (e niente retropensieri, eh.... ) fin dai tempi del glorioso Burning the Witches.... E' vero anche che nella sua produzione manca forse "il" capolavoro, ma mi accontento del coraggio nel coverizzare Egypt, dai, un posto nella galleria dei nobili attraversatori dei decenni se lo merita tutto...
Lizard
Martedì 1 Ottobre 2013, 11.10.17
2
Se esiste una Metal Queen, oggi non può che essere lei. Simpatica, umile, ancora oggi prima di tutto una fan, contagiosa ed incredibilmente energica sul palco. Forse non ha mai prodotto dei veri capolavori, ma nemmeno ha mai deluso. Piccola, ma davvero tosta.
Radamanthis
Lunedì 30 Settembre 2013, 23.52.59
1
Complimenti a Raven...giusto tributo a una vera donna rocciosa! Poco da aggiungere al bellissimo articolo!
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